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Il Monte Roncalla per il Sentiero Attrezzato Adolfo Ferrari, la Ciapa Liscia e il Monte Crociglia

24 Ott

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Punto di partenza/arrivo: Rifugio GAEP Vincenzo Stoto 1362 m

Dislivello: 550 m ca. (100 m il Sentiero Attrezzato Adolfo Ferrari)

Durata complessiva: 4,15/4,30 h

Tempi parziali: Rifugio Stoto-Passo Crociglia (15 min) ; Passo Crociglia-Valle Tribolata (1 h) ; Valle Tribolata-Sentiero Attrezzato Adolfo Ferrari-Monte Roncalla (45 min/1 h) ; Monte Roncalla-Ciapa Liscia-Passo Crociglia (1 h) ; Passo Crociglia-Monte Crociglia-Rifugio GAEP Vincenzo Stoto (1,15 h)

 Difficoltà: A/B (facile con passaggi di media difficoltà) il Sentiero Attrezzato Adolfo Ferrari ; E+ il crinale N/NW della Ciapa Liscia ; E la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: Ordinaria da ferrata

Ultima verifica: agosto 2016

Accesso stradale: Piacenza-Ponte dell’Olio-Bettola-Farini-Ferriere-Selva. Appena oltre l’abitato si imbocca a destra una stradina asfaltata che in 2 km conduce al Rifugio GAEP Vincenzo Stoto.

map-2Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario

Magnifico itinerario che permette la conoscenza di luoghi di straordinario interesse a livello naturalistico e paesaggistico. Il Sentiero Attrezzato Adolfo Ferrari è globalmente facile con alcuni brevi tratti di media difficoltà, è servito da un sottile cordino d’acciaio e lo si può percorrere utilizzando il cavo per la sola assicurazione. Completato l’anello Monte Roncalla/Ciapa Liscia è consigliabile l’abbinamento con la salita al Monte Crociglia che offre notevoli visuali panoramiche in ambiente bucolico.

Si parcheggia l’auto appena dopo il Rifugio GAEP Vincenzo Stoto in uno spiazzo situato sulla destra della carreggiata. Dal parcheggio si continua a seguire la stradina asfaltata in direzione del non lontano Passo Crociglia, abbandonandola dopo poche decine di metri per imboccare a destra una mulattiera in salita (segnavia bianco-rossi del percorso CAI n° 015). La traccia, prima all’interno del bosco e poi per radure, taglia un’ampia curva della carrozzabile, per poi ricongiungersi con essa dopo aver oltrepassato un cancello per il bestiame. Seguendo la stradina si raggiunge in pochi minuti il Passo Crociglia, da cui si imbocca il sentiero n° 001 ignorando a destra il percorso n° 107. Si procede comodamente lungo la traccia di crinale, ammirando notevoli scorci panoramici e giungendo in circa 10 minuti ad un bivio (paletto con cartelli). Si abbandona il percorso 001 per dirigersi a destra verso la Valle Tribolata mediante il sentiero n° 103. La traccia procede in costante discesa, con alcuni tratti piuttosto ripidi, e conduce nel fondo di una valletta dove è ben visibile la verticale parete ovest della Rocca Marsa. Seguendo i puntuali segnavia si attraversa un’area con grossi massi, giungendo poco dopo in un magnifico ripiano prativo ai piedi delle placconate che caratterizzano il versante ovest della Ciapa Liscia. Si attraversa la radura tenendosi in prossimità del suo margine destro, per poi rientrare nel bosco e procedere in salita. Dopo il primo strappo, il sentiero piega a sinistra e risale il soprastante pendio boscoso effettuando alcuni tornanti. Superato un tratto piuttosto ripido, si sbuca nei pressi di alcune strane conformazioni rocciose. Ci troviamo in una delle più affascinanti aree dell’intero l’Appennino emiliano: è la Valle Tribolata, toponimo che designa un insieme di pinnacoli, dalle forme più svariate, che emergono dal terreno. Dopo un’eventuale, consigliabile perlustrazione, si continua lungo il sentiero segnato che aggira sulla destra un ciclopico masso rientrando presto nel bosco. Dopo poche decine di metri si incontra un bivio dove un vistoso cartello indica sulla sinistra il percorso di avvicinamento al Sentiero Attrezzato Adolfo Ferrari, il cui attacco è posto decisamente più in alto rispetto al punto in cui siamo. Si abbandona il sentiero n° 103 e ci si incammina lungo la ripida traccia, ottimamente segnata con bossi di vernice gialla, che si sposta inizialmente a destra. Si risale il pendio boscoso per alcuni metri per poi piegare a sinistra verso la vicina cresta che rappresenta la nostra direttrice. La traccia risale la menzionata cresta mantenendosi nei suoi pressi, procedendo sempre in ripida salita su erba e roccette: un tratto, questo, dove occorre prestare la massima attenzione a non smarrire i bolli gialli indicanti il giusto percorso. Non senza fatica si approda infine all’attacco vero e proprio del sentiero attrezzato, collocato alla base di un bel gendarme roccioso.

Sentiero Attrezzato Adolfo Ferrari

A (facile) – B (media difficoltà) – C (difficile) – D (molto difficile) – E (estremamente difficile)

Si superano inizialmente facili roccette tenendosi a destra del filo di cresta per poi raggiungerlo e continuare brevemente nei suoi pressi (A). Dopo un brevissimo muretto (A+), si effettua un traverso di pochi metri verso destra (B) che conduce alla base di una verticale paretina che si scala direttamente (B/C). Si attraversa una fenditura per poi spostarsi a destra affrontando una breve discesa (A+). Un traverso di pochi metri porta ad un intaglio da cui si risale una bella placca (A/B) oltre la quale termina questa prima sezione di ferrata. Una traccia conduce in breve all’inizio della seconda parte e più precisamente alla base di una placca. La si scala con divertente arrampicata (II° senza l’utilizzo del cavo; A/B con l’utilizzo del cavo) e si continua superando altre facili placchette (A+). Il percorso compie successivamente un traverso a destra (A) conducendo alla base di un bel torrione che si scala direttamente lungo il suo profilo (II°+ senza l’utilizzo del cavo; B con l’utilizzo del cavo). Siamo ormai nella parte finale del sentiero attrezzato: l’ultimo ostacolo è costituito da un verticale gendarme dove il percorso si sdoppia. Possiamo scalare una fessura verticale di pochi metri (B/C), oppure evitare questo passaggio a sinistra per facili roccette ed erba (A). Una traccia, a dire il vero poco marcata, conduce con spostamento verso sinistra alla panoramica sommità del Monte Roncalla 1685 m.

Dopo una meritata sosta al fine di ammirare il grandioso panorama che offre la sommità di questo monte, ci si incammina verso NW in direzione del vicino crinale della Ciapa Liscia. Entrati nella faggeta, si segue una bella e comoda traccia (percorso CAI n° 197) che in breve conduce su un panoramico poggetto. Si continua per sentiero evidente in leggera salita, approdando in pochi minuti sulla prativa sommità del Monte Ciapa Liscia 1682 m (paletto con cartelli). Dalla cima si continua diritto lungo il percorso n° 197 classificato come “difficile” (EE): in realtà non vi sono vere e proprie difficoltà tecniche da affrontare, si tratta unicamente di un sentiero a volte decisamente ripido. La traccia scende all’interno del bosco, tenendosi perciò a destra della cresta, perdendo rapidamente quota visto la ripidezza del pendio. Usciti temporaneamente dalla vegetazione, si scende per ripido e malagevole sentiero che si tiene in prossimità del crinale, offrendo notevoli visuali panoramiche ed impegnando discretamente a causa di roccette affioranti che richiedono le necessarie cautele, nonché il cosiddetto “passo fermo”. Giunti ad una selletta, la traccia rientra nel bosco procedendo per alcuni metri in piano a mezza costa, per poi riprendere la discesa ricongiungendosi con la cresta abbandonata in precedenza. Si monta appena dopo su un poggetto, da cui è ben visibile la non lontana Rocca Marsa, e si continua per il sentiero che asseconda per un ulteriore tratto il filo di cresta. La traccia si sposta poi a destra e scende ben ripida all’interno del bosco, riprendendo poco dopo a seguire la cresta (sulla destra troviamo un cordino d’acciaio utile soprattutto in caso di bagnato). Il percorso svolta successivamente a destra rientrando nel bosco: è comunque possibile continuare diritto per cresta, seguendo un labile sentierino in alcuni punti piuttosto scosceso. Ricongiuntosi con la traccia principale, la si segue giungendo poco dopo in un’ampia sella erbosa dove a sinistra si può vedere la sommità della Rocca Marsa. Appena dopo il sentiero abbandona il crinale spostandosi a destra di esso, procedendo in leggera discesa tra cespugli di lamponi e macchie di faggio. Dopo alcuni minuti ci si immette nel percorso 001 che si segue a sinistra ritornando in breve al bivio con il sentiero 103 incontrato all’inizio dell’escursione. Da qui seguendo a ritroso il percorso effettuato all’andata si rientra al Passo Crociglia, completando in questo modo l’anello Monte Rocalla/Ciapa Liscia. Volendo continuare l’escursione, dal passo occorre voltare a sinistra percorrendo per un tratto la strada asfaltata che scende verso Torrio. Giunti nei pressi di un’ampia radura collocata alla nostra destra (paletto con cartelli), si abbandona l’asfalto, imboccando il sentiero 001 in direzione del Monte Crociglia. Il percorso, dopo aver attraversato la radura, si sdoppia: possiamo seguire tutte e due le tracce in quanto poco più in alto si ricongiungono. Si continua su mulattiera-carraia, con andamento verso NE, in leggera salita all’interno del bosco. Usciti dalla faggeta, si tagliano, sempre per ampia e comoda traccia, gli splendidi e panoramici declivi prativi del Monte Crociglia. Giunti ad un bivio, si volta a destra seguendo un ampio sentiero che in costante ripida salita conduce alla sommità principale, 1578 m, da cui si ammira un notevole panorama. Dalla cima del Monte Crociglia si segue verso nord un’ampia traccia in discesa che poco dopo svolta a sinistra ricongiungendosi con il percorso 001 abbandonato in precedenza. Si segue la mulattiera-carraia a destra, scendendo in direzione del vicino limite del bosco, raggiunto il quale si svolta a destra. Si continua per carraia, in un tratto rovinata da profondi solchi causati dal passaggio di fuoristrada, fino ad un cancello che si oltrepassa. Poco dopo troviamo un bivio (paletto con cartelli), dove si abbandona il percorso 001, per imboccare a destra il sentiero 013 in direzione del Rifugio Vincenzo Stoto (Dogana Vecchia). La traccia, ottimamente segnata, procede per un tratto non breve in moderata salita all’interno del bosco, per poi uscirne attraversando una prima radura. Fa seguito poco dopo una seconda e più ampia radura che si attraversa inizialmente il piano verso SE, per poi piegare a sinistra e discendere in direzione NE. Giunti al limite inferiore dei declivi prativi, si rientra nel bosco svoltando repentinamente a destra, continuando per il bel sentiero che riporta in circa 10 minuti nelle vicinanze del Rifugio GAEP Vincenzo Stoto (si sbuca esattamente in un tornante sinistrorso della stradina che conduce al Passo Crociglia, appena dopo lo spiazzo dove abbiamo parcheggiato l’auto).

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