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Archivi categoria: Appennino piacentino: Val Nure

Il Monte Roncalla per il Sentiero Attrezzato Adolfo Ferrari, la Ciapa Liscia e il Monte Crociglia

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Punto di partenza/arrivo: Rifugio GAEP Vincenzo Stoto 1362 m

Dislivello: 550 m ca. (100 m il Sentiero Attrezzato Adolfo Ferrari)

Durata complessiva: 4,15/4,30 h

Tempi parziali: Rifugio Stoto-Passo Crociglia (15 min) ; Passo Crociglia-Valle Tribolata (1 h) ; Valle Tribolata-Sentiero Attrezzato Adolfo Ferrari-Monte Roncalla (45 min/1 h) ; Monte Roncalla-Ciapa Liscia-Passo Crociglia (1 h) ; Passo Crociglia-Monte Crociglia-Rifugio GAEP Vincenzo Stoto (1,15 h)

 Difficoltà: A/B (facile con passaggi di media difficoltà) il Sentiero Attrezzato Adolfo Ferrari ; E+ il crinale N/NW della Ciapa Liscia ; E la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: Ordinaria da ferrata

Ultima verifica: agosto 2016

Accesso stradale: Piacenza-Ponte dell’Olio-Bettola-Farini-Ferriere-Selva. Appena oltre l’abitato si imbocca a destra una stradina asfaltata che in 2 km conduce al Rifugio GAEP Vincenzo Stoto.

map-2Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario

Magnifico itinerario che permette la conoscenza di luoghi di straordinario interesse a livello naturalistico e paesaggistico. Il Sentiero Attrezzato Adolfo Ferrari è globalmente facile con alcuni brevi tratti di media difficoltà, è servito da un sottile cordino d’acciaio e lo si può percorrere utilizzando il cavo per la sola assicurazione. Completato l’anello Monte Roncalla/Ciapa Liscia è consigliabile l’abbinamento con la salita al Monte Crociglia che offre notevoli visuali panoramiche in ambiente bucolico.

Si parcheggia l’auto appena dopo il Rifugio GAEP Vincenzo Stoto in uno spiazzo situato sulla destra della carreggiata. Dal parcheggio si continua a seguire la stradina asfaltata in direzione del non lontano Passo Crociglia, abbandonandola dopo poche decine di metri per imboccare a destra una mulattiera in salita (segnavia bianco-rossi del percorso CAI n° 015). La traccia, prima all’interno del bosco e poi per radure, taglia un’ampia curva della carrozzabile, per poi ricongiungersi con essa dopo aver oltrepassato un cancello per il bestiame. Seguendo la stradina si raggiunge in pochi minuti il Passo Crociglia, da cui si imbocca il sentiero n° 001 ignorando a destra il percorso n° 107. Si procede comodamente lungo la traccia di crinale, ammirando notevoli scorci panoramici e giungendo in circa 10 minuti ad un bivio (paletto con cartelli). Si abbandona il percorso 001 per dirigersi a destra verso la Valle Tribolata mediante il sentiero n° 103. La traccia procede in costante discesa, con alcuni tratti piuttosto ripidi, e conduce nel fondo di una valletta dove è ben visibile la verticale parete ovest della Rocca Marsa. Seguendo i puntuali segnavia si attraversa un’area con grossi massi, giungendo poco dopo in un magnifico ripiano prativo ai piedi delle placconate che caratterizzano il versante ovest della Ciapa Liscia. Si attraversa la radura tenendosi in prossimità del suo margine destro, per poi rientrare nel bosco e procedere in salita. Dopo il primo strappo, il sentiero piega a sinistra e risale il soprastante pendio boscoso effettuando alcuni tornanti. Superato un tratto piuttosto ripido, si sbuca nei pressi di alcune strane conformazioni rocciose. Ci troviamo in una delle più affascinanti aree dell’intero l’Appennino emiliano: è la Valle Tribolata, toponimo che designa un insieme di pinnacoli, dalle forme più svariate, che emergono dal terreno. Dopo un’eventuale, consigliabile perlustrazione, si continua lungo il sentiero segnato che aggira sulla destra un ciclopico masso rientrando presto nel bosco. Dopo poche decine di metri si incontra un bivio dove un vistoso cartello indica sulla sinistra il percorso di avvicinamento al Sentiero Attrezzato Adolfo Ferrari, il cui attacco è posto decisamente più in alto rispetto al punto in cui siamo. Si abbandona il sentiero n° 103 e ci si incammina lungo la ripida traccia, ottimamente segnata con bossi di vernice gialla, che si sposta inizialmente a destra. Si risale il pendio boscoso per alcuni metri per poi piegare a sinistra verso la vicina cresta che rappresenta la nostra direttrice. La traccia risale la menzionata cresta mantenendosi nei suoi pressi, procedendo sempre in ripida salita su erba e roccette: un tratto, questo, dove occorre prestare la massima attenzione a non smarrire i bolli gialli indicanti il giusto percorso. Non senza fatica si approda infine all’attacco vero e proprio del sentiero attrezzato, collocato alla base di un bel gendarme roccioso.

Sentiero Attrezzato Adolfo Ferrari

A (facile) – B (media difficoltà) – C (difficile) – D (molto difficile) – E (estremamente difficile)

Si superano inizialmente facili roccette tenendosi a destra del filo di cresta per poi raggiungerlo e continuare brevemente nei suoi pressi (A). Dopo un brevissimo muretto (A+), si effettua un traverso di pochi metri verso destra (B) che conduce alla base di una verticale paretina che si scala direttamente (B/C). Si attraversa una fenditura per poi spostarsi a destra affrontando una breve discesa (A+). Un traverso di pochi metri porta ad un intaglio da cui si risale una bella placca (A/B) oltre la quale termina questa prima sezione di ferrata. Una traccia conduce in breve all’inizio della seconda parte e più precisamente alla base di una placca. La si scala con divertente arrampicata (II° senza l’utilizzo del cavo; A/B con l’utilizzo del cavo) e si continua superando altre facili placchette (A+). Il percorso compie successivamente un traverso a destra (A) conducendo alla base di un bel torrione che si scala direttamente lungo il suo profilo (II°+ senza l’utilizzo del cavo; B con l’utilizzo del cavo). Siamo ormai nella parte finale del sentiero attrezzato: l’ultimo ostacolo è costituito da un verticale gendarme dove il percorso si sdoppia. Possiamo scalare una fessura verticale di pochi metri (B/C), oppure evitare questo passaggio a sinistra per facili roccette ed erba (A). Una traccia, a dire il vero poco marcata, conduce con spostamento verso sinistra alla panoramica sommità del Monte Roncalla 1685 m.

Dopo una meritata sosta al fine di ammirare il grandioso panorama che offre la sommità di questo monte, ci si incammina verso NW in direzione del vicino crinale della Ciapa Liscia. Entrati nella faggeta, si segue una bella e comoda traccia (percorso CAI n° 197) che in breve conduce su un panoramico poggetto. Si continua per sentiero evidente in leggera salita, approdando in pochi minuti sulla prativa sommità del Monte Ciapa Liscia 1682 m (paletto con cartelli). Dalla cima si continua diritto lungo il percorso n° 197 classificato come “difficile” (EE): in realtà non vi sono vere e proprie difficoltà tecniche da affrontare, si tratta unicamente di un sentiero a volte decisamente ripido. La traccia scende all’interno del bosco, tenendosi perciò a destra della cresta, perdendo rapidamente quota visto la ripidezza del pendio. Usciti temporaneamente dalla vegetazione, si scende per ripido e malagevole sentiero che si tiene in prossimità del crinale, offrendo notevoli visuali panoramiche ed impegnando discretamente a causa di roccette affioranti che richiedono le necessarie cautele, nonché il cosiddetto “passo fermo”. Giunti ad una selletta, la traccia rientra nel bosco procedendo per alcuni metri in piano a mezza costa, per poi riprendere la discesa ricongiungendosi con la cresta abbandonata in precedenza. Si monta appena dopo su un poggetto, da cui è ben visibile la non lontana Rocca Marsa, e si continua per il sentiero che asseconda per un ulteriore tratto il filo di cresta. La traccia si sposta poi a destra e scende ben ripida all’interno del bosco, riprendendo poco dopo a seguire la cresta (sulla destra troviamo un cordino d’acciaio utile soprattutto in caso di bagnato). Il percorso svolta successivamente a destra rientrando nel bosco: è comunque possibile continuare diritto per cresta, seguendo un labile sentierino in alcuni punti piuttosto scosceso. Ricongiuntosi con la traccia principale, la si segue giungendo poco dopo in un’ampia sella erbosa dove a sinistra si può vedere la sommità della Rocca Marsa. Appena dopo il sentiero abbandona il crinale spostandosi a destra di esso, procedendo in leggera discesa tra cespugli di lamponi e macchie di faggio. Dopo alcuni minuti ci si immette nel percorso 001 che si segue a sinistra ritornando in breve al bivio con il sentiero 103 incontrato all’inizio dell’escursione. Da qui seguendo a ritroso il percorso effettuato all’andata si rientra al Passo Crociglia, completando in questo modo l’anello Monte Rocalla/Ciapa Liscia. Volendo continuare l’escursione, dal passo occorre voltare a sinistra percorrendo per un tratto la strada asfaltata che scende verso Torrio. Giunti nei pressi di un’ampia radura collocata alla nostra destra (paletto con cartelli), si abbandona l’asfalto, imboccando il sentiero 001 in direzione del Monte Crociglia. Il percorso, dopo aver attraversato la radura, si sdoppia: possiamo seguire tutte e due le tracce in quanto poco più in alto si ricongiungono. Si continua su mulattiera-carraia, con andamento verso NE, in leggera salita all’interno del bosco. Usciti dalla faggeta, si tagliano, sempre per ampia e comoda traccia, gli splendidi e panoramici declivi prativi del Monte Crociglia. Giunti ad un bivio, si volta a destra seguendo un ampio sentiero che in costante ripida salita conduce alla sommità principale, 1578 m, da cui si ammira un notevole panorama. Dalla cima del Monte Crociglia si segue verso nord un’ampia traccia in discesa che poco dopo svolta a sinistra ricongiungendosi con il percorso 001 abbandonato in precedenza. Si segue la mulattiera-carraia a destra, scendendo in direzione del vicino limite del bosco, raggiunto il quale si svolta a destra. Si continua per carraia, in un tratto rovinata da profondi solchi causati dal passaggio di fuoristrada, fino ad un cancello che si oltrepassa. Poco dopo troviamo un bivio (paletto con cartelli), dove si abbandona il percorso 001, per imboccare a destra il sentiero 013 in direzione del Rifugio Vincenzo Stoto (Dogana Vecchia). La traccia, ottimamente segnata, procede per un tratto non breve in moderata salita all’interno del bosco, per poi uscirne attraversando una prima radura. Fa seguito poco dopo una seconda e più ampia radura che si attraversa inizialmente il piano verso SE, per poi piegare a sinistra e discendere in direzione NE. Giunti al limite inferiore dei declivi prativi, si rientra nel bosco svoltando repentinamente a destra, continuando per il bel sentiero che riporta in circa 10 minuti nelle vicinanze del Rifugio GAEP Vincenzo Stoto (si sbuca esattamente in un tornante sinistrorso della stradina che conduce al Passo Crociglia, appena dopo lo spiazzo dove abbiamo parcheggiato l’auto).

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Dente delle Ali: Via Normale

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Punto di partenza/arrivo: Passo dello Zovallo 1409 m

Dislivello: 550 m ca.

Durata complessiva: 4,30/5 h

Tempi parziali: Passo Zovallo-Lago Nero (45 min./1,00 h) ; Lago Nero-Bivacco Sacchi (40-45 min.) ; Bivacco Sacchi-Dente delle Ali-Bivacco Sacchi (30 min. ca.) ; Bivacco Sacchi-Ferrata Mazzocchi al Groppo delle Ali (45 min. ca.) ; Groppo delle Ali-Monte Nero (1,00 h) ; Monte Nero-Passo dello Zovallo (45 min. ca.)

Difficoltà: Dente delle Ali (PD- III°max, esposto) ; Ferrata Mazzocchi: (EEA media difficoltà) ; Monte Nero: (E escursionistico)   

Attrezzatura: ordinaria da arrampicata (Dente delle Ali) ; ordinaria da ferrata (Mazzocchi)

Ultima verifica: agosto 2014 (foto: agosto 2011)

Accesso stradale: Parma-Borgo Val di Taro-Bedonia-Ponteceno-Anzola-Passo Zovallo ; Piacenza-Podenzano-Ponte dell’Olio-Bettola-Farini-Ferriere-Selva-Passo dello Zovallo

Descrizione dell’itinerario

La combinazione Dente delle Ali-Ferrata Mazzocchi-Monte Nero (con punto di partenza e arrivo al Passo dello Zovallo) rappresenta uno degli itinerari più avvincenti e completi di tutto l’Appennino emiliano.

Qui trovate la relazione dell’anello Ferrata Mazzocchi-Monte Nero

DENTE DELLE ALI:

map (1)Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

La Via Normale al Dente delle Ali consta di due brevi lunghezze di corda e le difficoltà non superano il III°.

Dal bivacco puntiamo alla base del dente giungendo all’inizio dell’evidente fessura-camino posta sulla destra rispetto il corpo principale della guglia. Iniziamo l’arrampicata superando dapprima un liscio diedrino di pochi metri (III°), entrando successivamente nella fessura-camino. La scaliamo in opposizione (III°) e ne usciamo a destra. Continuiamo lungo facili rocce giungendo all’esposta forcella che separa il dente a sinistra da altri gendarmi rocciosi a destra (chiodo con anello di calata).  Dalla forcella ci si dirige verso la verticale parete del dente e si attraversa espostamente a destra oltrepassando uno spigolo. Dopo un paio metri, si scala la bella e lavorata parete in forte esposizione (III°- ; spit ; molto bello). Giunti ad un esposto terrazzino con spit e catena possiamo raggiungere la sommità per facili placchette sulla destra. E’ anche possibile continuare lungo la soprastante crestina spostandosi, nella parte finale di essa, leggermente a sinistra rispetto il filo (II°/II°+ ; roccia non buona ; nessun chiodo). Dall’esile sommità scendiamo lungo facili placchette con andamento verso destra (faccia a valle) facendo ritorno all’esposto terrazzino con spit e anello di calata. Con una singola doppia di 25 metri ca. ritorniamo alla base.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Via Ferrata Mazzocchi e Monte Nero

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Punto di partenza/arrivo: Passo dello Zovallo 1409 m

Dislivello: 500 m ca.

Durata complessiva: 4,00/4,30 h

Tempi parziali: Passo Zovallo-Lago Nero (45 min./1,00 h) ; Lago Nero-Bivacco Sacchi (40-45 min.) ; Bivacco Sacchi-Ferrata Mazzocchi al Groppo delle Ali (45 min. ca.) ; Groppo delle Ali-Monte Nero (1,00 h) ; Monte Nero-Passo dello Zovallo (45 min. ca.)

Difficoltà: Ferrata Mazzocchi (EEA-media difficoltà, con qualche passaggio più impegnativo-B/C) ; Monte Nero: E/E+ (escursionistico)

Attrezzatura: ordinaria da ferrata (casco)

Ultima verifica: luglio 2015

Accesso stradale: Parma-Borgo Val di Taro-Bedonia-Ponteceno-Anzola-Passo Zovallo ; Piacenza-Podenzano-Ponte dell’Olio-Bettola-Farini-Ferriere-Selva-Passo dello Zovallo

 

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Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org/#map=15/44.5655/9.5072

Descrizione dell’itinerario

Splendido anello in luoghi di rara bellezza e importanza a livello naturalistico. La Ferrata Luigi Mazzocchi, installata nel 1979 con aggiunte effettuate nel 2005 e 2009, è di media difficoltà. Presenta, tuttavia, un passaggio non banale che richiede un certo impegno. Il Monte Nero vanta un patrimonio naturale veramente unico: i pini mughi autoctoni che ammantano tutto il versante settentrionale della montagna; la colonia di abeti bianchi che si trova nei pressi della Tana del Monte Nero 1677 m ; la serpentinite che caratterizza i risalti della cresta sud-ovest.

Dal Passo dello Zovallo imbocchiamo l’evidente sentiero (001) che inizia di fronte l’ampio spiazzo dove abbiamo parcheggiato l’auto. Il percorso, dopo un tratto iniziale in salita, pianeggia all’interno di un magnifico bosco di faggi. Lasciamo a sinistra il sentiero 003 per il Monte Nero (che percorreremo al ritorno) e proseguiamo lungo l’ampia traccia a mezza costa. Dopo un tratto in discesa, attraversiamo alcuni cespugli di pino mugo (peculiarità della zona) e proseguiamo lungamente e comodamente per l’ampio tracciato. Lasciamo a destra un sentiero che scende verso il  Rifugio Lago Nero e la strada provinciale della Val Nure (cartelli), giungendo ad un altro bivio. Il sentiero 001 piega a sinistra, in salita, (cartello non molto evidente a destra dell’imbocco) in direzione del Lago Nero. Dopo un primo tratto caratterizzato da massi di serpentinite attraversiamo, seguendone il margine destro, un’ampia torbiera, rientrando successivamente nel bosco. Un’ultima salita su sentiero sassoso conduce nei pressi dello splendido Lago Nero, 1541 m, di origine glaciale. Contorniamo la sponda settentrionale del lago giungendo ad un area pic-nic con tavolo e panche. Dopo un’eventuale sosta, continuiamo per il sentiero fino ad un bivio con cartelli: lasciamo a sinistra il segnavia 001 diretto alla Sella Costazza 1677 m e andiamo a destra lungo il sentiero 011 in direzione Fontana Gelata. Il percorso compie alcune svolte e conduce, in costante discesa, ad una bella radura attraversata da un corso d’acqua. Siamo in località Fontana Gelata (la fonte vera e propria è collocata più in alto lungo il corso del rio). Proseguiamo in direzione del Bivacco Sacchi (cartelli), imboccando il sentiero  007 che dopo un tratto a fianco del rio, lo attraversa, iniziando a salire ripidamente. Si aggirano alcuni ciclopici massi e, dopo un’ultima ripida salita (tenere d’occhio i segnavia), si approda nella magnifica conca dominata dal poderoso Dente delle Ali. Sulla destra è collocato il Bivacco Sacchi 1600 m (sempre aperto, dispone di 7 posti letto). Dal bivacco (cartelli) si raggiunge in 5 minuti l’attacco della ferrata.

Via Ferrata Luigi Mazzocchi:

A (facile) – B (media difficoltà) – C (difficile) – D (molto difficile) – E (estremamente difficile)

Scaliamo inizialmente un facile canale-rampa obliquo a sinistra (A). Dopo un brevissimo passaggio più ripido (A/B), inizia un magnifico ed esposto traverso verso destra servito, oltre che dal cavo metallico, da una robusta catena. Ai primi metri del traverso, piuttosto agevoli (B), fa seguito un tratto ascendente abbastanza impegnativo che richiede una certa trazione sul cavo (B/C). Giungiamo ai piedi di un canale verticale che superiamo abbastanza agevolmente utilizzando una particolare scaletta (B), cui fa seguito un appigliato canale-diedro a sinistra (A+). Dopo un breve tratto di sentiero, si arriva alla base di una paretina strapiombante (la faccia destra di un diedro) che superiamo senza grandi difficoltà sfruttando alcune staffe (B+). Si rimonta appena dopo un breve muretto (A+) che precede un bivio: lasciamo a sinistra la via di fuga e proseguiamo a destra, iniziando un traverso su placche (A) che ci conduce alla base del tratto più impegnativo della via, evitabile a destra seguendo il vecchio percorso. Si superano alcune ripide rocce dotate di ottimi appigli (B) che precedono un traverso verso destra. Nella prima parte si sfruttano ottimi appoggi (B); successivamente, in prossimità di uno spigolo che dobbiamo attraversare, il percorso diviene più impegnativo e richiede una discreta trazione sul cavo (B/C). L’aggiramento dello spigolo è il punto più difficile di questo tratto, in quanto gli appoggi sono decisamente scarsi (C; molto breve). Il traverso che abbiamo effettuato ci ha condotto all’interno di un canale-camino dove ci si ricongiunge con il vecchio tracciato. Superiamo, utilizzando una scala metallica (A), la parete destra del canale, cui fa seguito un traverso a destra su placche (B). Siamo ormai in prossimità della parte finale della ferrata. Giungiamo ai piedi di una verticale parete che superiamo agevolmente salendo una lunga ed esposta scala metallica (A/B). Proseguiamo scalando un liscio canalino (B), cui fa seguito una placchetta a sinistra (B). Giunti sotto il muretto finale, lo scaliamo direttamente (due cavi metallici), sfruttando gli ottimi appigli e appoggi presenti e cercando di non forzare troppo sul cavo (C). Approdiamo infine sullo splendido pianoro che costituisce la sommità del Groppo delle Ali 1680 m.

Il Monte Nero:

Dalla sommità del Groppo delle Ali seguiamo i ben posizionati segnavia bianco-rossi, facendo attenzione a non imboccare il percorso che scende verso il Bivacco Sacchi, ma proseguendo in direzione del vicino Monte Bue. Il sentiero, dopo una sostenuta salita all’interno del bosco, confluisce in una carraia alla base dei ripidi prati che precedono la sommità del Monte Bue, 1771 m (cartelli). Proseguiamo a sinistra per l’ottimo sentiero 001 che, procedendo pressoché in piano, attraversa i pendii prativi del versante NE della montagna. Dopo una breve discesa si giunge ad un’ampia sella: siamo in località Sella Costazza 1677 m, importante crocevia di sentieri. Lasciamo a sinistra la continuazione del segnavia 001 in direzione del Lago Nero e a destra il sentiero 821 per Prato Grande. Proseguiamo invece diritto verso l’evidente crinale del Monte Nero (segnavia 003). Il sentiero, dopo aver superato una prima dorsale prativa, inizia a percorrere una magnifica cresta caratterizzata da risalti di serpentinite e cespugli di pino mugo. Seguiamo l’ottima traccia, prima in discesa e poi in salita, godendo di visuali panoramiche davvero straordinarie. Giungiamo poco dopo sulla sommità di una prima cima del lungo crinale sud-ovest del Monte Nero. Segue una breve discesa per poi riprende a salire seguendo il sentiero che aggira alcuni verticali risalti rocciosi (in un tratto è presente un cordino d’acciaio che aiuta a superare un ripido canalino), tenendosi nel versante settentrionale della montagna. Dopo un’ultima ripida salita, approdiamo sulla sommità del Monte Nero 1752 m, da cui possiamo ammirare un panorama grandioso. Seguiamo il sentiero che discende il crinale nord-est del monte, lasciando a destra una traccia che scende in direzione Tana del Monte Nero 1677 m. Dopo un primo tratto caratterizzato da cespugli di pino mugo, entriamo all’interno di una bellissima faggeta. Seguiamo lungamente il sentiero fino ad approdare in un’ampia traccia (cartelli). Si prosegue a sinistra lungo il percorso principale che, spostandosi dapprima a destra e procedendo per un tratto in piano, ricomincia poi a scendere. Dopo alcune svolte, confluiamo nel sentiero 001 a poca distanza dal Passo dello Zovallo.

 

 

 

 

 

 

 

 

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