Il Monte Cervellino da Chiastre

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Punto di partenza/arrivo: Chiastre di Ravarano, 754 m

Dislivello: 750 m ca.

Durata complessiva: 5/5,15 h

Tempi parziali: Chiastre-Dente del Gigante (25 min.) ; Dente del Gigante-Sasso del Colnello (40 min.) ; Sasso del Colnello-Piovolo-Monte Scarabello (45 min.) ; Monte Scarabello-crinale Parma/Baganza-Monte Cervellino (1 h) ; Monte Cevellino-Piovolo-Molino di Chiaste-Chiastre (2 h)

Difficoltà: E (E+ il tratto Dente del Gigante-Sasso del Colnello)

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2016

Accesso stradale: Parma-Felino-Calestano-Ravarano-Chiastre di Ravarano. Si parcheggia l’auto in uno spiazzo situato lungo la SP 15 poco prima di quest’ultima località

map1www.openstreetmap.org  

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Descrizione dell’itinerario 

Percorso inusuale, affascinante e panoramico. Nella prima parte si segue la dorsale dei Salti del Diavolo, dal Dente del Gigante al Sasso del Colnello, utilizzando un sentiero, “invisibile” in molte mappe, che si mantiene nei pressi del crinale perlopiù boscoso. Raggiunta Casa Colnello e successivamente Piovolo, si imbocca un’ampia traccia che conduce sulla dorsale del Monte Scarabello, a poca distanza dalla sommità di quest’ultimo. Messo piede sul crinale Parma/Baganza, si segue il tracciato del metanodotto fino a conquistare la panoramica cima del Monte Cervellino. 

Dal parcheggio (pannello informativo del Sentiero degli Scalpellini) ci si incammina lungo la SP 15 in direzione di Casaselvativa, imboccando, oltre alcune case, lo stradello d’accesso a Chiastre. Entrati nel suggestivo nucleo, si continua lungo la stradina che effettua una svolta a destra. Trascurata a sinistra una mulattiera che sale ripidamente (indicazione per il “Dente del Gigante”), si prosegue raggiungendo il sommo del borgo, dove troviamo un pannello informativo. Si imbocca appena dopo un sentiero segnato (percorso CAI n° 771) che procede in costante e ripida salita tenendosi nei pressi di una dorsale. Dopo alcuni minuti di faticoso cammino, si sbuca in una piccola radura che si attraversa lungo il suo margine sinistro. Si riprende poi a salire ripidamente scavalcando un poggetto boscoso, confluendo poco dopo nell’altra traccia proveniente da Chiastre. Seguendo quest’ultima si giunge in pochi minuti ai piedi del Dente del Gigante, certamente una delle più grandiose sculture naturali di tutto l’Appennino emiliano. Sottopassata una caratteristica sporgenza, si volge a sinistra e dopo una ripida salita (ci si può aiutare con un cordone) si raggiunge un’area pic-nic con tavolo e panche dove ha termine il percorso segnato. Esiste in realtà una traccia che continua ad assecondare, tenendosi inizialmente a sinistra, una dorsale boscosa culminante nel poderoso Sasso del Colnello. Dall’area pic-nic si imbocca perciò un esile sentierino che procede orizzontalmente nel pendio boscoso a sinistra della dorsale. Dopo un cartello venatorio (ne incontreremo altri) si incomincia a salire piuttosto ripidamente per traccia sempre poco marcata. Giunti in vista di un altro cartello venatorio, collocato più in alto a destra, lo si raggiunge svoltando appena dopo a sinistra (ennesimo cartello venatorio). Si segue il labile sentiero in ripida salita, approdando in breve sulla dorsale dei Salti del Diavolo (dopo pochi metri, un’apertura nel bosco permette di ammirare la sequela dei risalti di conglomerato culminanti nel Sasso del Colnello). La traccia conduce poco più avanti nei pressi di alcuni ciclopici massi e, volgendo a sinistra, si avvicina alle impressionanti pareti del Sasso del Colnello (sulla destra si nota un sentiero che porta su un poggetto e continua per cengia nel versante sud-est del conglomerato: si tratta di un percorso non completamente verificato dall’autore della relazione, che richiede grande attenzione in quanto sotto di noi precipitano verticali pareti). Giunti ai piedi del Sasso del Colnello, si piega a sinistra puntando ad un evidente cartello venatorio, proseguendo diritto per pochi metri. Si svolta successivamente a destra cercando di individuare l’incavo di un sentiero estremamente labile, anche se il percorso è tutto sommato intuitivo. Si avanza, perdendo e ritrovando tracce, tenendosi nelle vicinanze delle rocce del conglomerato. Giunti nei pressi di una liscia lastra, ci si innesta in un sentiero ben incavato che si segue fino all’ennesimo cartello venatorio. Ci troviamo in prossimità di un ampio campo sottostante Casa Colnello: si può seguire sulla destra il margine del campo, oppure restare nel bosco assecondando il dorso di una costa. Dopo alcune piccole pietraie, si mette piede nel già menzionato campo che si risale lungo il suo margine destro. Giunti al suo culmine, si individua un sentiero in discesa che conduce in breve all’ariosa sommità del Sasso del Colnello, 1029 m. Dalla cima si ritorna nel campo di prima da cui si piega destra in direzione di un capanno. A fianco di esso si mette piede in un’ampia traccia che conduce in breve nello stradello d’accesso a Casa Colnello. Si segue la carraia prima in salita e poi in piano, confluendo, dopo un paio di svolte, in una sterrata (che percorreremo al ritorno) proveniente da Molino di Chiastre. Andando a sinistra si raggiunge in pochi minuti un bivio in località Piovolo, da cui si prosegue a destra lasciando a sinistra una carraia. Al bivio successivo si continua sempre a destra assecondando l’indicazione per il Monte Scarabello, ignorando a sinistra la mulattiera che conduce in località La Carda. Seguiamo un’ampia traccia che presto si biforca: si prende il ramo di sinistra che volgendo a destra sale in direzione di una dorsale (interessanti affioramenti del Flysch). Si piega poi a sinistra avendo come direttrice il caratteristico crinale, attraversando altre spettacolari stratificazioni. Giunti ad un bivio, si ignora a destra un’ampia traccia e si continua per il percorso principale che procede in piano e in leggera salita entrando progressivamente nel bosco. Attraversata un’area disboscata, si presenta un bivio da cui si prosegue per il tracciato di destra (possiamo assecondare anche quello di sinistra: infatti poco più avanti si ricongiunge con l’altro). Il percorso svolta poi a destra iniziando a salire più ripidamente all’interno di una valletta che si attraversa poco più in alto. Si continua lungo la sponda opposta dell’avvallamento procedendo in moderata pendenza ed effettuando una curva verso destra. Dopo un tratto in piano, una svolta a sinistra e una breve salita, si giunge ad un trivio dove si prosegue diritto. Un’ultima ripida salita precede la panoramica dorsale del Monte Scarabello, la cui sommità, 1341 m, situata alla nostra destra, si raggiunge in breve. Si percorre ora l’ampia dorsale prativa in direzione del non lontano crinale Parma/Baganza, seguendo una traccia evidente che procedendo perlopiù in leggera discesa confluisce in una carraia proveniente da Casaselvatica. Una breve risalita e si approda sulla dorsale spartiacque sfregiata dalla linea dell’orripilante, sciagurato metanodotto. La nostra meta è il Monte Cervellino che dal punto in cui siamo appare ancora piuttosto distante. Si segue il crinale in direzione sud-est e sud avanzando per i primi quindici minuti di cammino a saliscendi (anche se, a dire il vero, prevale la discesa). Giunti alla base della sezione più ripida dalla dorsale, si continua ad assecondare il tracciato del metanodotto che qui assume le sembianze di una pista da sci! Poco più in alto la carraia piega a sinistra (segnavia bianco-rossi) inoltrandosi nel bosco, procedendo per pochi metri in discesa. Giunti ad un bivio poco marcato, si ignora un sentiero che si stacca a sinistra (e con esso alcuni vecchi segnavia), affrontando una ripida salita che inevitabilmente riconduce nel tracciato del metanodotto. Nella prima sezione si guadagna quota in modo sostenuto e faticoso, mentre più in alto la pendenza tende a scemare. Segue un’altra salita decisamente ripida e poco simpatica, per poi abbandonare la pista del metanodotto e penetrare verso sinistra nel bosco. Più avanti occorre attraversare la linea del metanodotto e procedere per pochi metri in discesa in versante Baganza. Il sentiero svolta quasi subito a sinistra progredendo all’interno di un bell’ambiente boschivo in grado di farci dimenticare lo scempio causato dai devastanti interventi umani. Dopo alcuni minuti si esce dall’autoctona copertura boscosa onde affrontare l’ultima salita, nella parte finale decisamente ripida, che precede la vetta del Monte Cervellino. Il punto più elevato della montagna è probabilmente il primo che si incontra, quello contraddistinto da un’antenna. Oltre questa quota, appena dopo una breve fascia boscosa, è stata collocata una croce su quella che ufficialmente risulta essere la sommità principale del Monte Cervellino1493 m. Dopo una meritata sosta su questa magnifica cima del medio appennino parmense, si segue a ritroso il percorso effettuato all’andata fino al bivio in cui si stacca a destra lo stradello d’accesso a Casa Colnello. Da qui si continua diritto per la carrareccia che rientra in valle con un percorso ampio come sviluppo complessivo, ma che regala notevoli scorci panoramici, in particolare nella parte bassa dove è possibile ammirare una stupenda visuale della linea dei conglomerati poligenici che si estende dal Dente del Gigante al Sasso del Colnello. Il tracciato effettua alcune svolte e transita nei pressi di una casa abitata stagionalmente. Dopo una breve contropendenza, si ignorano un paio di carraie che staccano a sinistra, effettuando poi una repentina svolta a destra. Procedendo in direzione est/nord-est, si passa a fianco di un’altra casa e si continua a perdere quota per il comodo stradello sterrato. Immessosi nella SP 15 in località Molino di Chiastre, la si segue a destra per poche decine di metri e prima di una curva a sinistra si imbocca a destra una bella mulattiera che inizialmente procede in leggera salita. Giunti ad un bivio, si ignora a destra una traccia e si continua a seguire la mulattiera che inizia a perdere quota. Una breve risalita e si sbuca nella parte alta del borgo di Chiastre, proprio nel punto iniziale del sentiero che conduce alla base del Dente del Gigante. Poco più in basso, anziché seguire la stradina asfaltata, si imbocca a destra una mulattiera erbosa che procede in leggera discesa. La traccia svolta poi a sinistra conducendo in un ruscello che si attraversa, terminando appena dopo nei pressi di alcune case situate lungo la provinciale Berceto/Calestano a poca distanza dallo spiazzo dove abbiamo parcheggiato l’auto. 

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