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Il Monte Cervellino da Chiastre

16 Ott

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Punto di partenza/arrivo: Chiastre di Ravarano 754 m

Dislivello: 750 m ca.

Durata complessiva: 5/5,15 h

Tempi parziali: Chistre-Dente del Gigante (25 min.) ; Dente del Gigante-Sasso del Colnello (40 min.) ; Sasso del Colnello-Piovolo-Monte Scarabello (45 min.) ; Monte Scarabello-crinale Parma/Baganza-Monte Cervellino (1 h) ; Monte Cevellino-Piovolo-Molino di Chiaste-Chiastre (2 h)

Difficoltà: E (E+ il tratto Dente del Gigante-Sasso del Colnello)

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2016

Accesso stradale: Parma-Felino-Calestano-Ravarano-Chiastre di Ravarano

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org  Il tracciato evidenziato nella mappa nel tratto Dente del Gigante-Casa Colnello è puramente indicativo

map-1Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario

Percorso inusuale, affascinante e panoramico. Nella prima parte si segue la dorsale dei Salti del Diavolo, dal Dente del Gigante al Sasso del Colnello, utilizzando un sentiero, “invisibile” in molte mappe, che si mantiene nei pressi del crinale perlopiù boscoso. Raggiunta Casa Colnello e successivamente Piovolo, si imbocca un’ampia traccia che conduce sulla dorsale del Monte Scarabello, a poca distanza dalla sommità di quest’ultimo. Messo piede nel crinale Parma/Baganza, si segue il tracciato del metanodotto fino ad approdare sulla panoramica cima del Monte Cervellino.

Provenendo da Ravarano, si parcheggia l’auto in uno spiazzo collocato sulla sinistra poco prima di Chiastre, il cui nucleo principale è situato più avanti e in alto rispetto al punto in cui siamo. Dal parcheggio (pannello informativo del Sentiero degli Scalpellini) ci si incammina lungo la S.P. 15, abbandonandola dopo qualche minuto per imboccare a sinistra lo stradello asfaltato per Chiastre. Si entra poco dopo nel nucleo principale e si continua lungo la stradina che effettua una svolta verso destra. Si ignora a sinistra una mulattiera in ripida salita (cartello con l’indicazione “Dente del Gigante”) e si prosegue raggiungendo il sommo del borgo, dove troviamo un pannello informativo dei Salti del Diavolo. Si imbocca appena dopo un sentiero segnato (percorso CAI n° 771) che procede in costante e ripida salita mantenendosi nei pressi di una dorsale. Dopo alcuni minuti di faticoso cammino, si sbuca in una piccola radura che si attraversa lungo il suo margine sinistro. Si riprende poi a salire ripidamente, giungendo su un poggetto e continuando per il sentiero che prosegue assecondando il crinaletto boscoso. Ci si immette poco più avanti nell’altra traccia proveniente da Chiastre, giungendo tramite essa al cospetto del Dente del Gigante, certamente una delle più grandiose sculture naturali di tutto l’Appennino emiliano (la friabilità del conglomerato non consente l’arrampicata, perciò il dente è al riparo da spit e catene. La stessa cosa non si può dire di un’altra magnifica, stupefacente conformazione, La Chiastra di S.Benedetto, il cui versante orientale è interessato da un’ormai decennale palestra di roccia. Ritengo che sia un autentico scempio il trapanare una tale rarità geologica per creare delle insulse “piste” d’arrampicata e, in questo modo, fomentare ulteriormente il “meccanismo”, non scevro da finalità economiche, dell’arrampicata sportiva). Il sentiero conduce alla base dalla ciclopica parete orientale del dente (pannello informativo) e continua passando sotto una caratteristica sporgenza. Poco dopo la traccia svolta a sinistra conducendo in ripida salita (è presente un cordone sulla sinistra) ad un’area pic-nic con tavolo e panche. Qui ha termine il percorso segnato: esiste in realtà una traccia che continua ad assecondare, tenendosi inizialmente a sinistra, la dorsale prettamente boscosa culminante nel poderoso Sasso del Colnello. Dall’area pic-nic si imbocca perciò un’esile traccia che procede orizzontalmente nel pendio boscoso a sinistra della dorsale. Dopo un cartello venatorio (ne incontreremo altri) si incomincia a salire piuttosto ripidamente per traccia sempre poco marcata. Giunti in vista di un altro cartello venatorio, collocato più in alto a destra, lo si raggiunge svoltando appena dopo a sinistra (ennesimo cartello venatorio). Si segue il labile sentiero in ripida salita, approdando in breve sulla dorsale dei Salti del Diavolo che si asseconda per un tratto (dopo pochi metri, un’apertura nel bosco permette di ammirare la sequela dei risalti di conglomerato culminanti nel Sasso del Colnello). La traccia conduce poco più avanti nei pressi di alcuni ciclopici massi disposti alla nostra sinistra. Da qui si continua diritto per pochi metri, per poi piegare a sinistra giungendo in vista delle impressionanti pareti del Sasso del Colnello (sulla destra si nota una traccia che porta su un poggetto e continua ad attraversare nel versante sud-est del conglomerato: si tratta di un sentiero non completamente verificato dall’autore della relazione, che richiede grande attenzione in quanto al di sotto del punto in cui siamo precipitano verticali pareti). Una volta giunti ai piedi del Sasso del Colnello si piega a sinistra puntando ad un evidente cartello venatorio, da cui si continua diritto per pochi metri svoltando poi a destra. In questo tratto la traccia è quasi inesistente, anche se il percorso è tutto sommato intuitivo. Si procede in leggera salita all’interno del bosco, tenendo le rocce del conglomerato più in alto e a destra. Più avanti si prende come valido punto di riferimento una liscia lastra rocciosa e si continua verso essa senza alcuna traccia. Giunti nei pressi della citata lastra, si mette piede su un sentiero ben incavato che si segue fino ad un ennesimo cartello venatorio. Ci troviamo in prossimità di un ampio campo sottostante Casa Colnello: si può seguire sulla destra il margine del campo, oppure  restare nel bosco assecondando il dorso di una costa. Dopo alcune piccole pietraie si mette piede nel già menzionato campo che si risale lungo il suo margine destro. Giunti al suo culmine, si individua un sentiero in discesa che conduce in breve all’aerea sommità del Sasso del Colnello 1029 m. Dalla cima si ritorna al campo di prima da cui si piega destra in direzione di un capanno. A fianco di esso si mette piede in un’ampia traccia che conduce in breve nello stradello d’accesso di Casa Colnello, poco a destra di quest’ultima. Si segue la carraia dapprima in salita e poi in piano, confluendo, dopo un paio di svolte, in una sterrata proveniente da Molino di Chiastre (che percorreremo al ritorno). Andando a sinistra si giunge in pochi minuti ad un bivio in località Piovolo, dove si prosegue a destra lasciando a sinistra una carraia. Al bivio successivo si continua sempre a destra assecondando l’indicazione per il Monte Scarabello, ignorando a sinistra la mulattiera diretta a La Carda. Seguiamo un’ampia traccia che presto si biforca: si prende il ramo di sinistra che dopo una svolta a destra sale in direzione di una costa (interessanti affioramenti del Flysch). Si piega poi a sinistra seguendo un crinaletto e attraversando altre spettacolari stratificazioni. Giunti ad un bivio, si ignora a destra un’ampia traccia e si continua lungo il percorso principale che procede in piano e leggera salita entrando progressivamente all’interno del bosco. Si attraversa in seguito un’area disboscata, dopo la quale si presenta un bivio da cui si sale per la traccia di destra (possiamo seguire anche quella di sinistra: infatti poco più avanti si ricongiunge con l’altra). Il tracciato svolta poi a destra iniziando a salire più ripidamente all’interno di una valletta che si attraversa poco più in alto. Si continua lungo la sponda opposta procedendo in moderata pendenza ed effettuando una curva verso destra. Dopo un tratto in piano, una svolta a sinistra e una breve salita, si giunge ad un trivio dove si prosegue diritto, ignorando una traccia che si stacca a sinistra. Un’ultima ripida salita e si mette piede nella panoramica dorsale del Monte Scarabello, la cui sommità, 1341 m, collocata alla nostra destra, si raggiunge in breve. Si percorre ora l’ampia dorsale prativa in direzione del non lontano crinale Parma/Baganza, seguendo una traccia evidente che procede per un buon tratto in leggera discesa, per poi scendere più direttamente fino a confluire in una carraia proveniente da Casaselvatica. Una breve risalita e si approda sulla dorsale spartiacque, purtroppo sfregiata dalla linea dell’orripilante, sciagurato metanodotto. La nostra meta è il Monte Cervellino che dal punto in cui siamo appare ancora piuttosto distante. Si segue il crinale verso destra procedendo per i primi 15 minuti di cammino a saliscendi (anche se, a dire il vero, prevale la discesa). Giunti alla base della sezione più ripida dalla dorsale, si continua a seguire in tracciato del metanodotto che qui assume le sembianze di una pista da sci! Poco più in alto la carraia piega a sinistra (alcuni sbiaditi segnavia del CAI), per poi entrare nel bosco e procedere per pochi metri in discesa. Giunti ad un bivio poco marcato, si ignora un sentiero che si stacca a sinistra (e con esso i segnavia), per affrontare una ripida salita che inevitabilmente riconduce nel tracciato del metanodotto. Lo si segue inizialmente in sostenuta salita, avanzando in seguito con minore pendenza, per poi riprendere a salire ripidamente. Dopo un tratto in piano, la traccia si sposta a sinistra mantenendosi nei pressi del crinale boscoso. Si piega poi a destra, attraversando la pista del metanodotto e procedendo per pochi metri in discesa. Il sentiero svolta poco dopo a sinistra risalendo il pendio boscoso tenendosi a destra del metanodotto. Dopo alcuni minuti si esce dal bosco e si affronta l’ultima salita, nella parte finale decisamente ripida, che conduce alla sommità del Monte Cervellino1493 m. Dopo una meritata sosta su questa magnifica cima del medio appennino parmense, si segue a ritroso il percorso effettuato all’andata fino al bivio collocato in località Piovolo. Da qui si percorre lo stradello sterrato di accesso, ignorando al successivo bivio la carraia proveniente da Casa Colnello. Il percorso suggerito, seppur piuttosto lungo, regala belle visuali, in particolare nella parte bassa dove è possibile ammirare con un notevole colpo d’occhio la linea dei conglomerati poligenici che si estende dal Dente del Gigante al Sasso del Colnello. Il tracciato effettua alcune svolte e transita nei pressi di una casa abitata stagionalmente. Dopo una breve contropendenza, si ignorano un paio di carraie che staccano a sinistra della sterrata, effettuando poco dopo una repentina svolta a destra. Procedendo in direzione E/NE, si passa a fianco di un altra casa e si continua a perdere quota per il comodo stradello sterrato, ammirando il magnifico paesaggio circostante. Si giunge, infine, in località Molino di Chiastre, dove ci si immette nella S.P. 15 che si segue a destra per poche decine di metri. La si abbandona, infatti, prima che essa effettui una curva a sinistra, imboccando a destra una bella mulattiera che inizialmente procede in leggera salita. Giunti ad un bivio, si ignora a destra una traccia e si continua a seguire la mulattiera in discesa. Una breve risalita e si sbuca nella parte alta del borgo di Chiastre, proprio nel punto in cui inizia il sentiero che abbiamo percorso in salita per raggiungere il Dente del Gigante. Poco più in basso, anziché seguire la stradina asfaltata, si imbocca a destra una mulattiera erbosa che procede in leggera discesa. La traccia svolta poi a sinistra, conducendo ad un ruscello che si attraversa, terminando appena dopo nei pressi di alcune case situate lungo la S.P. Berceto/Calestano, a poca distanza dallo spiazzo dove abbiamo parcheggiato l’auto.

 

 

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