Alpe di Succiso: creste nord e nord-ovest

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Punto di partenza/arrivo: Succiso Nuovo, 988 m

Dislivello: 1050 m ca.

Durata complessiva: 5,15 h

Tempi parziali: Succiso Nuovo-bivio nei pressi del Rifugio Rio Pascolo (1,10 h) ; bivio nei pressi del Rifugio Rio Pascolo-cresta nord-Alpe di Succiso (1,15 h) ; Alpe di Succiso-cresta NW-Sentiero Barbarossa-sentiero n° 673 (1,25 h) ; sentiero n° 673-Succiso Nuovo (1,10 h)

Difficoltà: EE 

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo (in caso di lingue nevose, che in quest’area possono perdurare fino a giugno inoltrato, è necessario avere con sé i ramponi)

Ultima verifica: luglio 2018

Accesso stradale: Reggio Emilia-Vetto d’Enza-Ramiseto-Castagneto. Da quest’ultima località si prosegue lungo la SP 15 oltrepassando la frazione di Lugolo e la valle dell’Andrella. Poco dopo la deviazione per Cecciola, si imbocca a sinistra una stradina che conduce alla frazione di Succiso Inferiore. Da qui si prende la strada di destra, raggiungendo dopo un paio di chilometri il paese di Succiso Nuovo. Si parcheggia l’auto nella parte superiore del nucleo, nei pressi di una fontana e dell’imbocco di una carraia 

mapwww.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario 

Quella proposta è certamente l’escursione più selvaggia e solitaria che si possa effettuare nell’ambito dell’Alpe di Succiso. La salita avviene per la creta nord che, pur non presentando alcuna difficoltà tecnica, va affrontata con cautela. Per la discesa, propongo di percorrere la cresta parallela alla nord, ossia quella nord-ovest. Anche se in quest’ultima non è presente alcuna traccia, la sua percorrenza non pone problemi di orientamento ed avviene in ambiente estremamente suggestivo. Messo piede nel Sentiero Barbarossa, lo si asseconda in direzione Ghiaccioni affrontando diversi tratti esposti che richiedono molta attenzione. Ovvia è la raccomandazione a non effettuare questo itinerario con terreno bagnato e scarsa visibilità.  

Dal parcheggio ci si dirige verso la vicina fontana imboccando a sinistra una carraia che sale a fianco della chiesa. Raggiunto subito dopo un bivio (cartelli), si continua a sinistra lungo il percorso n° 655, ignorando a destra l’ampia traccia contrassegnata n° 673 da cui torneremo. Poco più avanti si guada un rio avanzando successivamente in leggera salita, effettuando poco dopo una curva a destra. Ignorata una traccia a sinistra, si prosegue lungo il percorso principale che, in corrispondenza di un’area disboscata, piega a sinistra guadagnando quota in moderata pendenza in direzione sud. Più avanti si attraversa un’area di bosco rado rientrando successivamente nella faggeta, avanzando comodamente lungo l’ampia mulattiera che prosegue guadagnando lentamente quota. In seguito, dopo una svolta a sinistra, si esce temporaneamente dal bosco e si procede tra cespugli di ginepro, rientrando poi nella faggeta. Successivamente il tracciato sale un po’ più ripidamente, ma poco dopo torna a procedere in lieve pendenza. Dopo una svolta a sinistra, si passa a fianco di un tavolo con panche, scendendo poi a guadare il Rio Pascolo oltre il quale si continua per l’ampia traccia che curva subito a sinistra. Si prosegue lungo il percorso principale guadagnando comodamente quota all’interno della faggeta ad alto fusto. Procedendo poi in più sostenuta salita ed effettuando un paio di svolte, si valica una costa all’interno di un rimboschimento a conifere. Si prosegue lungo il percorso principale effettuando altre svolte, virando successivamente in direzione sud. Ignorata a sinistra la traccia n° 669B, si risale il soprastante pendio boscoso uscendo presto dalla vegetazione, incontrando un bivio collocato a poca distanza dal Rifugio Rio Pascolo1379 m. Qui giunti, si imbocca a destra il percorso contrassegnato CAI n° 673A (Sentiero Federico Barbarossa) che si presenta fin da subito poco evidente. Seguendo i segnavia sui massi ci si dirige verso il bordo orientale dell’ampio profilo della dorsale settentrionale dell’Alpe di Succiso, che costituisce la nostra direttrice di salita. Per traccia incerta e scomoda a mezza costa, si valica una crestina formata da grossi blocchi, avanzando poi in salita fino ad entrare nel bosco. Si inizia ora l’aggiramento del profilo della dorsale, prima comodamente, poi per traccia scoscesa e scomoda rasentando il limite superiore della vegetazione. Usciti da quest’ultima, ci si trova proprio in prossimità del bordo occidentale della dorsale (visuali mozzafiato). Nel momento in cui la traccia effettua un tornante destrorso scendendo per alcuni metri, noi l’abbandoniamo cominciando a risalire l’evidente crinale erboso/cespuglioso. Raggiunta una prima quota, il Monte Ramiseto1685 m, risulta evidentissima la prosecuzione della cresta/dorsale: ciò che attira maggiormente l’attenzione è un ripido groppo – il Torrione – che dovremo risalire faticosamente ma senza alcuna difficoltà tecnica. Si prosegue lungo l’ampia e panoramica dorsale in direzione del menzionato groppo, intercettando più avanti una labile traccia. Giunti nei pressi di una conchetta con pietraia alla base del ripido pendio del groppo, si continua per traccia tenendosi appena a destra di alcuni massi (ometti). Raggiunto un altro ometto, si risale direttamente l’erto pendio soprastante, perdendo e ritrovando tracce, avanzando in obliquo verso destra. Si deve puntare alla terminazione destra della soprastante cintura rocciosa e, raggiuntone il bordo, si sale molto ripidamente piegando repentinamente a sinistra. Dopo questa breve ma ripida sezione, si guadagna la sommità del groppo da cui si continua per bellissima cresta parzialmente rocciosa, aggirando prima a destra poi a sinistra i principali ostacoli. Successivamente si affronta l’ascesa alla volta della cima di un’altra altura, avanzando inizialmente per traccia marcata. Quando quest’ultima piega repentinamente a sinistra, noi proseguiamo diritto lungo il profilo del groppo. Raggiunto il crinale sommitale, lo si asseconda scavalcando la quota più elevata dell’altura. Da qui si prosegue lungo l’ampio filo della dorsale, ormai molto poco delineato, guadagnando inizialmente quota lungo una linea rappresentata da massi e roccette. Poi, seguendo una traccia stretta ma abbastanza evidente, si procede in ripida salita con progressivo spostamento a destra in direzione del filo della cresta nord-ovest. Raggiunto quest’ultimo, non resta altro che continuare per esso, approdando, dopo un’ultima ripida salita, sulla magnifica sommità dell’Alpe di Succiso, 2016 m. Dalla vetta si ritorna indietro lungo il percorso effettuato in salita, continuando poi a perdere quota per il filo dell’erbosa cresta nord-ovest. Si tratta di una discesa che avviene senza alcuna traccia e in ambiente selvaggio, ma priva di difficoltà e mai particolarmente ripida. Più in basso, restando appena a destra del filo della dorsale, si costeggia un franoso dirupo, scendendo poi, spostandosi un po’ a destra, piuttosto ripidamente. Raggiunta una selletta al sommo di un canalone, si prosegue lungo l’aereo e magnifico filo di cresta, raggiungendo più in basso il sommo di un poggio. Si continua a perdere quota ripidamente assecondando il filo della dorsale o restando appena a destra di esso. Messo piede su un altro poggio, si affronta l’ultima sezione di cresta in cui si scende ripidamente tenendosi alla destra del filo (a sinistra la dorsale precipita con verticali fasce arenacee), fino ad approdare in una traccia trasversale (il Sentiero Barbarossa) in corrispondenza del limite della boscaglia e di un evidente poggetto. Si segue l’esposto percorso a sinistra in direzione dei Ghiaccioni, scendendo inizialmente per ripida rampa, effettuando appena dopo un traverso esposto. Doppiate due coste, si scende sotto un roccione strapiombante, cui segue l’attraversamento di un ripido canalone con erba alta (attenzione in caso di bagnato!). Raggiunto un evidente e panoramico poggetto, si perde scomodamente quota per rampa ripida e sassosa, attraversando poi un erto canalino con massi. Proseguendo per traccia labile, si aggira una costa erbosa (fino a luglio 2017 era presente in questo punto un paletto in legno che aiutava non poco l’orientamento percorrendo il sentiero nella direzione opposta. Purtroppo il menzionato paletto è stato divelto, probabilmente per puro divertimento da parte del solito idiota di turno), entrando poi all’interno di un canalone. Si perde quota per alcuni metri lungo quest’ultimo, virando poi a sinistra per traccia molto labile, raggiungendo in breve il dorso di una costa. Approdati in un bel ripiano erboso, ci si sposta a sinistra verso un masso con segnavia. Da quest’ultimo si scende scomodamente in obliquo a sinistra in direzione di un canalone, il cui fondo si raggiunge e attraversa poco dopo. Poi si attraversa una prima pietraia e si varcano altri due solchi, proseguendo successivamente in direzione di una seconda pietraia (ometto evidente). Da qui si scende verso destra costeggiando il limite del bosco, tenendo d’occhio i poco evidenti segnavia bianco-rossi. Dopo una svolta a sinistra, si transita nei pressi di un’altra piccola pietraia per poi attraversare un ruscello e penetrare nella faggeta. Se ne esce poco più avanti (segnavia poco evidenti) rasentando il limite destro di una più ampia pietraia che va attraversata piegando a sinistra. La labile traccia svolta successivamente a destra conducendo in breve nel sentiero n° 673 appena prima del guado del Torrente Liocca. Si segue questo percorso in direzione di Succiso Nuovo, perdendo lentamente quota all’interno di un magnifico ambiente boschivo. Più avanti si attraversano e costeggiano alcune pietraie, raggiungendo più in basso un’area pic-nic con tavolo e panche situata alla nostra destra. Da qui, dopo una breve risalita, si attraversa mediante ponticello il Rio Ramiseto, proseguendo poi per ampia traccia all’interno della faggeta. Raggiunto un bivio (cartelli), si continua diritto affrontando poco più avanti una contropendenza, continuando successivamente lungo la bella mulattiera/carraia fino a ritornare al bivio con il sentiero n° 655 seguito in salita. 

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