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Anello di Corchia

23 Mar

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Punto di partenza/arrivo: Corchia 651 m

Dislivello: 650 m ca

Durata complessiva: 4,00/4,15 h

Tempi parziali: Corchia-Miniera Pietra del Fuoco-Groppo Maggio (1,15 h) ; Groppo Maggio-la Calà-Termine del Gatto (1,15 h) ; Termine del Gatto-Groppo dell’Asino-Casa Findone-Corchia (1,30/1,45 h)

Difficoltà: EE la salita al Groppo Maggio ; E il resto dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: marzo 2017

Accesso stradale: Parma-Fornovo-Ghiare di Berceto-S.P. 19-S.P. 523. Dopo il ponte sul Manubiola e un paio di tornanti, occorre svoltare a sinistra seguendo l’indicazione per Corchia. Si attraversa poco dopo la frazione Bergotto e per stretta stradina, in alcuni tratti piuttosto dissestata, si raggiunge Corchia. Si abbandona l’auto in un comodo parcheggio situato a destra poco prima del paese vero e proprio.

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Stralcio della mappa dal sito: http://www.openstreetmap.org  Il tracciato evidenziato nella mappa nel tratto Miniera Pietra del Fuoco-Groppo Maggio è puramente indicativo.

Descrizione dell’itinerario

Percorso di notevole interesse che permette la conoscenza di una valle appartata, la Val Manubiola, ricca di fascino e suggestione, in un contesto ambientale tra i più interessanti a livello appenninico. Nell’anello è proposta la salita fuori sentiero del Groppo Maggio, notevole ammasso ofiolitico le cui pareti precipitano verso il Manubiola. Questa “variante”, rispetto l’anello “classico” delle Miniere di Corchia e del Groppo dell’Asino, arricchisce notevolmente l’itinerario nel suo complesso, in quanto permette di ammirare scorci panoramici veramente inediti. Il punto di partenza e arrivo è localizzato a Corchia, splendido paese di impianto urbanistico medievale, ma che risale nelle architetture attuali principalmente al XVII e XVIII secolo (informazioni desunte dalla guida di Andrea Greci: Val Baganza, Val Tarodine e Val Gotra ; Gazzetta di Parma 2011).

Dal parcheggio si attraversa il suggestivo borgo di Corchia ammirando splendide case in sasso alcune delle quali ottimamente ristrutturate rispettando l’assetto originario. Lasciatosi il paese alle spalle, si continua per carraia che procede in piano lungo la sponda sinistra orografica della valle formata dal Torrente Manubiola. Giunti ad un bivio (cartelli), collocato nei pressi di un ponte, si prosegue diritto (cartello indicante il Sentiero delle Miniere ; CAI n° 833) continuando per bella e ampia traccia in leggera salita. Dopo un ripido strappo (sulla destra tavolo con panche e piccola area giochi per bambini) si giunge ad un bivio dove occorre abbandonare la carraia che stiamo seguendo per imboccare a destra (cartello) un’ampia traccia che procede in più sostenuta salita. Dopo un paio di svolte si arriva ad un ulteriore bivio, collocato nei pressi di una curva a sinistra, dove si ignora a destra una traccia. Si continua per il percorso principale penetrando poco più avanti all’interno di un bosco di conifere di reimpianto, giungendo in breve nei pressi di una costruzione diroccata situata alla nostra destra (si tratta di una polveriera dove venivano conservati gli esplosivi utilizzati dai minatori: cfr. Andrea Greci). Oltre quest’ultima si continua per l’ampia traccia ancora per poco: infatti occorre abbandonarla imboccando a destra un ripido sentiero. Dopo il primo strappo la pendenza si addolcisce, per poi affrontare un’altra ripida e disagevole salita facilitata dalla presenza di una corda, utile soprattutto in caso di terreno bagnato. Il bel sentiero si sposta poi a sinistra conducendo poco dopo nei pressi di un poggetto ofiolitico, collocato alla nostra sinistra, dalla cui sommità si ammira un notevole panorama (e anche il percorso che seguiremo per accedere alla cima del Groppo Maggio). Si penetra poi in un magnifico ambiente boschivo, incontrando un bivio dove si ignora la continuazione del sentiero 833 per il passo La Calà. Si giunge infine, dopo aver attraversato un ruscello, sotto un costone ofiolitico alla cui base si trova l’ingresso, chiuso da un cancello, della Miniera Pietra del Fuoco928 m (pannello informativo e tavolo con panche). Dopo una consigliabile sosta, si attraversa nuovamente il ruscello e si inizia la risalita del ripido pendio boscoso che ci sovrasta, mirando ad un piccolo pannello solare collocato in alto a sinistra. Raggiunto quest’ultimo, si asseconda una costa boscosa notando alla nostra destra un’altra costa che raggiungeremo fra poco. Dopo alcuni minuti di salita si piega infatti a destra e si attraversa il pendio boscoso, mettendo piede nella menzionata costa: il panorama è notevole, soprattutto verso le vicine pareti meridionali del Groppo Maggio. Si continua a guadagnare quota lungo il dorso della costa, restando appena a sinistra del suo filo, destreggiandosi con vegetazione in alcuni tratti piuttosto invadente. Più in alto, superato il margine superiore del bosco, si raggiunge la base di un magnifico dente ofiolitico e si sale alla sua destra, guadagnando dopo un ultimo ripido strappo la quota più elevata del Groppo Maggio1027 m. Dall’ampio balcone panoramico sommitale è sufficiente spostarsi verso ovest confluendo poco dopo nella carraia proveniente da S. Bernardo. La si segue a sinistra procedendo in piano e leggera salita, raggiungendo in circa 15 minuti di rilassante cammino il passo La Calà1078 m, importante crocevia di sentieri. Si continua diritto lungo il percorso di crinale (CAI n° 837) per ampia traccia generalmente all’interno del bosco ma con qualche apertura panoramica. Dopo aver raggiunto uno spiazzo utilizzato per l’atterraggio degli elicotteri, la mulattiera/carraia inizia a salire in modo più sostenuto, impennandosi ulteriormente poco prima della sommità del boscoso Groppo delle Pietre1289 m, che si lascia a sinistra. Un breve tratto di discesa conduce ad un importante crocicchio (cartelli): da qui è vivamente consigliabile una breve digressione al Termine del Gatto. A tal fine, si imbocca un sentierino (cartello) che mantenendosi nei pressi della dorsale spartiacque conduce in uno spiazzo dove è collocato un cippo risalente alla metà del XVI secolo (la denominazione Temine del Gatto deriva dall’animale raffigurato che a sua volta rimanda allo stemma della famiglia dei Fieschi). Ritornati all’incrocio di prima, si svolta a destra (a sinistra se, una volta giunti all’incrocio, non si vuole effettuare la brevissima digressione) seguendo il sentiero n°835 per Corchia Valbona. Dopo un breve tratto in piano, la traccia inizia a scendere molto ripidamente: occorre seguire con attenzione i ben posizionati segnavia bianco-rossi in quanto il sentiero a volte non è ben incavato nel terreno. Effettuando alcune svolte si discende la parte più ripida del pendio, per poi iniziare ad assecondare una dorsale erbosa/boscosa in alcuni tratti molto panoramica. Una breve risalita precede un bivio evidente dove si ignora a destra il sentiero per il Passo della Cisa, continuando invece lungo la dorsale del Groppo dell’Asino.  Si alternano tratti all’interno del bosco ad ampi declivi prativi che si contornano lungo il margine superiore e che offrono notevoli visuali panoramiche. Oltrepassata l’impercettibile sommità del groppo, si inizia a scendere seguendo il bel sentiero all’interno di un interessante ambiente boschivo. Dopo aver lambito un’area di bosco diradato, si scende ad una selletta (paletto con cartelli) dove si prosegue lungo il percorso principale (CAI 835) che piega leggermente a sinistra. Si effettuano un paio di tornanti, giungendo poco dopo nei pressi di una costruzione diroccata, oltre la quale si continua per la bella mulattiera. Giunti ad un trivio (paletto con cartelli divelto), si va a destra per ampia traccia in direzione di Corchia Valbona (poco più avanti, ad un bivio, si può scegliere se seguire la traccia di sinistra, più ripida, oppure quella di destra. Tutte e due, comunque, si riunificano poco sotto). Una volta giunti ai resti murari di Casa Findone766 m, si scende a sinistra per ampia traccia che, effettuando alcune svolte e tornanti (dopo pochi minuti si incontra a sinistra una fontana), conduce nel fondo della Val Manubiola. Tramite ponte si attraversa il torrente omonimo ricongiungendosi con il percorso effettuato all’andata a poca distanza da Corchia.

 

 

 

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