Il Monte Molinatico dal Passo del Bratello

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Punto di partenza/arrivo: Passo del Bratello 950 m

Dislivello: 650 m ca.

Durata complessiva: 5 h

Tempi parziali: Passo del Bratello-Monte Borraccia-Monte Molinatico (2,00/2,15 h) ; Monte Molinatico-Lago Martino (40 min.) ; Lago Martino-Monte Borraccia-Passo del Bratello (1,45/2 h)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo (consigliabili i bastoncini da trekking)

Ultima verifica: marzo 2017

Accesso stradale: Parma-Fornovo-Borgo Val di Taro-Passo del Bratello

mapwww.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Piacevole itinerario alla scoperta di un’importante montagna dell’Appennino parmense/lunense, mai particolarmente valorizzata a livello escursionistico. Purtroppo la sommità del Monte Molinatico è deturpata da antenne, fatto che disturba non poco il senso di “esclusività” della cima conquistata. Ciononostante, gli ampi panorami che è possibile ammirare percorrendo la dorsale del monte da ovest a est, nonché le splendide faggete che ammantano il versante settentrionale della montagna, conferiscono al percorso proposto un fascino del tutto particolare.

Dal Passo del Bratello si imbocca verso nord (cartelli) una stradina inizialmente sterrata e successivamente, per un breve ma ripido tratto, asfaltata. Il tracciato poco dopo ritorna ad essere carraia che procede con minore pendenza effettuando alcune svolte e tornanti. Nella parte superiore si deve attraversare un’ampia area disboscata avanzando in direzione del vicino crinale, svoltando poco prima di esso a destra. Messo piede sulla panoramica dorsale spartiacque, si raggiunge un bivio dove si ignora a sinistra una carraia proveniente dal caratteristico nucleo di Vighini, proseguendo per il percorso di crinale contrassegnato n° 00. Un saliscendi precede una più sostenuta salita (ad un bivio possiamo prendere sia la traccia di destra quanto quella di sinistra) in direzione del Monte Borraccia1250 m, la cui sommità vera e propria si lascia a sinistra. Poco dopo si incontra un bivio dove si ignora una traccia a sinistra (si tratta del sentiero n° 839B che percorreremo al ritorno) e si continua diritto, giungendo dopo alcuni minuti nei pressi di una bella conca dominata dal profilo boscoso della dorsale ovest del Molinatico. Da questo punto, a causa di una segnaletica approssimativa, la prosecuzione del sentiero 00 non è immediata. Al bivio che si incontra ci si dirige a sinistra verso un casotto, oltre il quale si perde quota per il sottostante pendio erboso assecondando una labile traccia. Poco più in basso si devia a destra per sentierino, all’inizio poco evidente poi più marcato, che conduce all’interno della bella valletta boscosa formata dal Canale della Macchia Grande (segnavia bianco-rosso sul tronco di un albero nei pressi del menzionato canale). Si guada il corso d’acqua e si inizia a risalire la soprastante sponda boscosa per traccia ripidissima (utili i bastoncini da trekking) e per di più poco incavata nel terreno (tenere d’occhio i ben posizionati segnavia del CAI). Dopo diversi minuti di faticosa salita, una volta guadagnata la dorsale boscosa, si piega a destra lungo quest’ultima. Prestando attenzione ai segni bianco-rossi sugli alberi, si avanza per il crinale boscoso attraversando in seguito una radura, ignorando qui una traccia che si sposta a destra. Si continua per la dorsale boscosa attraversando in seguito un’altra radura arbustiva, raggiungendo, dopo un ripido strappo, ad un bivio (paletto con cartelli). Trascurato a sinistra il sentiero n° 839B proveniente dallo Chalet del Molinatico, si prosegue per l’ampio crinale divisorio, alternando macchie di bosco a panoramici pendii. Un ultimo strappo per panoramica dorsale erbosa precede la sommità del Monte Molinatico1550 m, “colonizzata” da antenne che francamente non stimolano l’escursionista al fine di una meritata sosta ristoratrice. Dalla cima si continua lungo il sentiero 00 che discende il crinale orientale del monte: stiamo percorrendo la sezione forse più interessante, dal punto di vista panoramico, dell’itinerario proposto (notevoli le visuali sul Monte Orsaro e le Alpi Apuane). Più in basso ci si immette in una carrareccia che si segue solo per pochi metri, abbandonandola quando essa effettua una netta svolta a destra. Si continua lungo il sentiero 00 incontrando più in basso un cippo confinario e, appena dopo, un bivio (cartelli). Qui giunti, si abbandona la dorsale spartiacque imboccando a sinistra una mulattiera (percorso CAI n° 839) che procede a mezza costa all’interno di un magnifico ambiente boschivo. In seguito ci si immette in un’ampia traccia, proveniente da destra, seguendola solo per pochi metri, abbandonandola per sentiero a destra (segnavia sempre presenti e ben posizionati). Si giunge poi in un ripiano boscoso confluendo poco dopo in un’altra carraia che si asseconda a destra in discesa per un brevissimo tratto. Al bivio sottostante (cartelli) occorre infatti prendere l’ampia traccia di sinistra in direzione del Lago Martino. Appena dopo i segnavia conducono a deviare a sinistra, abbandonando in questo modo la carraia su cui stiamo camminando, conducendo, dopo breve risalita, al suggestivo specchio d’acqua di origine artificiale. Dopo un’eventuale sosta, si continua lungamente per l’ampia mulattiera che procede in piano con qualche tratto in discesa, fino a giungere nei pressi di una radura  dove il tracciato svolta nettamente a sinistra (tavolo con panche collocato alla nostra destra). Proprio in corrispondenza della curva si imbocca a sinistra un sentiero (segnavia) che, procedendo a mezza costa in direzione sud/ovest per ripidi fianchi boscosi, confluisce nella traccia (CAI n° 839B) proveniente dallo Chalet. La si segue a destra in discesa, raggiungendo in questo modo una bella radura conosciuta come Prato del Cucù di Sotto1259 m. Dal bivio con cartelli si prosegue diritto/sinistra lungo una carraia (CAI 839B) tramite la quale si attraversa in discesa un’ampia area orribilmente disboscata. Ignorando tracce di esbosco che si staccano a sinistra, si giunge ad un bivio dove occorre prendere la traccia di sinistra (segnavia) che, dopo una breve risalita, conduce ad una bella e panoramica radura. Successivamente si penetra nella valletta formata dal Canale della Macchia Grande, già guadato in precedenza, che si varca per una seconda volta. Dopo il guado si continua per la mulattiera solo per poco: infatti, appena prima di un’area disboscata collocata alla nostra destra, si imbocca a sinistra un sentiero che costituisce la continuazione del percorso contrassegnato CAI n° 839B (bivio poco visibile in quanto i cartelli di legno sono stati vergognosamente distrutti). La traccia procede in costante ma non ripida salita, compiendo inizialmente una curva verso sinistra. Dopo aver effettuato una netta svolta a destra, si esce dal bosco e si affronta un breve ma ripido strappo per poi procedere con minore pendenza e fatica. In breve ci si ricongiunge con la carraia di crinale non lontani dalla sommità del Monte Borraccia, rientrando tramite essa al Passo del Bratello.

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