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Il Monte Molinatico dal Passo del Bratello

05 Apr

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Punto di partenza/arrivo: Passo del Bratello 950 m

Dislivello: 650 m ca.

Durata complessiva: 5 h

Tempi parziali: Passo del Bratello-Monte Borraccia-Monte Molinatico (2,00/2,15 h) ; Monte Molinatico-Lago Martino (40 min.) ; Lago Martino-Monte Borraccia-Passo del Bratello (1,45/2 h)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo (consigliabili i bastoncini da trekking)

Ultima verifica: marzo 2017

Accesso stradale: Parma-Fornovo-Borgo Val di Taro-Passo del Bratello

mapStralcio della mappa dal sito: http://www.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario

Piacevole itinerario alla scoperta di un’importante montagna dell’Appennino parmense/lunense, mai particolarmente valorizzata a livello escursionistico. Purtroppo la sommità del Monte Molinatico è deturpata da antenne, fatto che disturba non poco il senso di “esclusività” della cima conquistata. Ciononostante gli ampi panorami che è possibile ammirare percorrendo la dorsale del monte da ovest a est, le splendide faggete che ammantano il versante settentrionale della montagna, e un senso di abbandono (nonostante i segni indelebili lasciati dall’uomo) che personalmente reputo molto stimolante, conferiscono al percorso proposto un fascino del tutto particolare.

Dal Passo del Bratello si imbocca verso nord (cartelli) una stradina inizialmente sterrata e successivamente, per un breve ma ripido tratto, asfaltata. Il tracciato poco dopo ritorna ad essere carraia, la quale procede con minore pendenza effettuando alcune svolte e tornanti. Nella parte superiore si deve attraversare un’ampia area disboscata avanzando in direzione del vicino crinale e svoltando, poco prima di esso, a destra. Messo piede sulla panoramica dorsale spartiacque, si raggiunge un bivio dove si ignora a sinistra una carraia proveniente dal caratteristico nucleo di Vighini e si prosegue lungo il percorso di crinale marcato 00. Un saliscendi precede una più sostenuta salita (ad un bivio possiamo prendere sia la traccia di destra quanto quella di sinistra: poco più in alto si ricongiungono) in direzione del Monte Borraccia1250 m, la cui sommità vera e propria si lascia a sinistra. Poco dopo si incontra un bivio dove si ignora un traccia a sinistra (si tratta del sentiero n° 839B che percorreremo al ritorno) e si continua diritto, giungendo dopo alcuni minuti nei pressi di una bella conca dominata dal profilo boscoso della dorsale del Molinatico. Da questo punto la prosecuzione del sentiero 00 non è immediata per il semplice fatto che la segnaletica in questo tratto lascia molto a desiderare. Giunti ad un bivio ci si dirige a sinistra verso un casotto da cui si piega a sinistra scendendo lungo il sottostante pendio erboso per labile traccia. Poco più in basso si devia a destra per sentierino, all’inizio poco evidente e poi più marcato, che conduce all’interno di una bella valletta boscosa formata dal Canale della Macchia Grande (segnavia bianco-rosso sul tronco di un albero nei pressi del menzionato canale). Si guada il corso d’acqua e si inizia a risalire la soprastante sponda boscosa per traccia ripidissima (utili i bastoncini da trekking) e per di più poco incavata nel terreno (tenere d’occhio i ben posizionati segnavia del CAI). Dopo diversi minuti di faticosa salita si guadagna la dorsale boscosa piegando a destra lungo quest’ultima. Prestando attenzione ai segni bianco-rossi sugli alberi, si avanza per il crinale boscoso attraversando in seguito una radura, ignorando qui una traccia che si sposta a destra. Si continua lungo la dorsale boscosa e dopo alcuni massi si attraversa un’altra radura arbustiva, raggiungendo, tramite ripido strappo, un bivio (paletto con cartelli), dove si ignora il sentiero n° 839B proveniente dallo Chalet del Molinatico. La dorsale lungo cui continuiamo a camminare alla volta della sommità del Monte Molinatico alterna macchie di bosco a panoramici pendii: consiglio di gustare senza fretta questa sezione dell’itinerario, in quanto l’ambiente in cui ci troviamo è di notevole bellezza. Un ultimo strappo per dorsale erbosa precede la sommità del Molinatico1550 m, “colonizzata” da antenne che francamente non stimolano l’escursionista al fine di una meritata sosta ristoratrice. Dalla cima si continua lungo il sentiero 00 che discende il crinale orientale del monte: stiamo percorrendo la sezione forse più interessante, dal punto di vista panoramico, dell’itinerario proposto (notevoli le visuali sul Monte Orsaro e le Alpi Apuane). Più in basso ci si immette in una carrareccia seguendola solo per pochi metri, abbandonandola quando essa effettua una netta svolta a destra. Si continua lungo il sentiero 00 incontrando più in basso un cippo confinario e appena dopo un bivio (cartelli): si abbandona la dorsale spartiacque imboccando a sinistra una mulattiera (percorso CAI n° 839) che procede a mezza costa all’interno di un magnifico ambiente boscoso. In seguito ci si immette in un’ampia traccia, proveniente da destra, seguendola solo per pochi metri ed abbandonandola per sentiero a destra (segnavia sempre presenti e ben posizionati). Si giunge in un ripiano boscoso confluendo poco dopo in un’altra carraia che si asseconda a destra in discesa per un brevissimo tratto. Al bivio sottostante (cartelli) occorre infatti prendere l’ampia traccia di sinistra in direzione del Lago Martino. Appena dopo i segnavia conducono a deviare a sinistra, abbandonando in questo modo la carraia ed affrontando una breve contropendenza, fino a raggiungere il suggestivo specchio d’acqua di origine artificiale. Dopo un’eventuale sosta, si continua lungamente per l’ampia mulattiera, che procede in piano e leggera discesa, fino a giungere nei pressi di un tavolo con panche collocato alla nostra destra. Appeno dopo si imbocca a sinistra un sentiero (segnavia) che, procedendo a mezza costa in piano e leggera salita, confluisce infine nella traccia, contrassegnata CAI 839B, proveniente dallo Chalet. La si segue a destra in discesa, raggiungendo in questo modo una bella radura conosciuta come Prato del Cucù di Sotto1259 m. Dal bivio con cartelli si prosegue diritto lungo una carraia (CAI 839B) tramite la quale si attraversa in discesa un’ampia area orribilmente disboscata che instaura tristezza e sdegno. Ignorando tracce di esbosco che si staccano a sinistra, si giunge ad un bivio dove occorre prendere la traccia di sinistra (segnavia) che, dopo una breve risalita, conduce ad una bella e panoramica radura. Successivamente si penetra nella valletta formata dal Canale della Macchia Grande, già guadato in precedenza, che si varca per una seconda volta. Dopo il guado si continua per la mulattiera solo per poco: infatti, appena prima di un’area disboscata collocata alla nostra destra, si imbocca a sinistra un sentiero che costituisce la continuazione del percorso contrassegnato CAI n° 839B (bivio poco visibile in quanto i cartelli di legno sono stati vergognosamente distrutti). La traccia procede in costante ma non ripida salita, compiendo inizialmente una curva verso sinistra. Dopo aver effettuato una netta svolta a destra, si esce dal bosco e si affronta un breve ma ripido strappo per poi procedere con minore pendenza (e fatica!). In breve ci si ricongiunge con la carraia di crinale, percorsa all’andata (non lontani dalla sommità del Monte Borraccia), rientrando tramite essa al Passo del Bratello.

 

 

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