Il Monte Maestà di Graiana e il Monte Cervellino da Graiana Castello

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Punto di partenza/arrivo: Graiana Castello 954 m

Dislivello: 550 m ca.

Durata complessiva: 4 h

Tempi parziali: Graiana Castello-Monte Maestà di Graiana (1/1,15 h) ; Monte Maestà di Graiana-Monte Cervellino (50 min) ; Monte Cervellino-Bocca Spiaggi-Graiana Castello (1,15/1,30 h)

Difficoltà: EE la salita al Monte Maestà di Graiana per il versante sud/est ; E+ il tratto Bocca Spiaggi-percorso n° 743 ; E la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: gennaio 2017

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Ghiare-S.P. 116 per Bosco di Corniglio. Prima della località Ponte Romano, si imbocca a destra una stradina asfaltata (indicazioni per Roccaferrara), giungendo inizialmente a Graiana Villa. Da qui si devia a destra in direzione di Graiana Chiesa a cui si giunge per stretta stradina. Si prosegue oltre fino al magnifico nucleo di Graiana Castello, all’inizio del quale occorre abbandonare l’auto (scarse possibilità di parcheggio)

mapwww.openstreetmap.org  Il tracciato evidenziato nella mappa nel tratto Bocca Spiaggi-sentiero n°743 è puramente indicativo

Descrizione dell’itinerario: 

Benché buona parte dell’itinerario che mi accingo a descrivere sia già stata relazionata in precedenti proposte escursionistiche, ho ritenuto opportuno inserire un altro percorso di salita al Monte Cervellino, partendo questa volta dallo splendido nucleo di Graiana Castello. Per rendere l’itinerario ancor più avvincente suggerisco un’inedita salita all’ofiolitico Monte Maestà di Graiana per il versante sud-est. Si tratta di accedere alla sommità risalendo i ripidi pendii erbosi sulla destra della cresta sud-est, per poi assecondare una cengia/rampa che permette di raggiungere i facili risalti finali della suddetta cresta tramite la quale si guadagna la panoramica cima dell’ofiolite. 

Nei pressi delle ultime case di Graiana Castello si imbocca uno stradello selciato che subito dopo diviene carraia e conduce ad un bivio con cartelli. Si ignora a sinistra la bella mulattiera proveniente da Roccaferrara Inferiore e si prosegue diritto andando a sinistra al soprastante bivio. Si guadagna quota per bella carraia che più in alto entra nella magnifica valletta formata dal Rio Lombasina. Si avanza lungo la sua spettacolare sponda sinistra orografica, varcando infine il corso d’acqua tra notevoli stratificazioni del Flysch del Monte Caio. Successivamente l’ampia traccia sale piuttosto ripidamente in direzione W per poi svoltare bruscamente a destra e progredire verso N. Giunti ad un bivio si volta a destra (segnavia) avanzando per ripida traccia che presto effettua una netta curva a sinistra. Più in alto ci si inserisce in un’altra carraia che segue a destra in ripida salita compiendo un tornante destrorso. Nei pressi della successiva svolta a sinistra si nota un’ampia traccia che si stacca a destra: la si imbocca attraversando inizialmente un ruscello. Dopo una macchia boscosa ci si trova alla base della spettacolare cresta meridionale dell’ofiolitico Monte Maestà di Graiana. Si abbandona perciò la traccia e si inizia a risalire il ripido pendio erboso tenendo la menzionata cresta sulla sinistra. Transitati nei pressi di un pino isolato, si progredisce alla base delle ofiolitiche rocce incise da fessure notando a terra un tubo in plastica. Si risale faticosamente il ripido pendio prestando attenzione ad eventuali massi instabili, tenendo d’occhio la cresta alla cui destra ci troviamo. Un’evidente cengia condurrebbe alla base di un estetico spigolo di rocce bianche sovrastato da una placchetta di pochi metri. Continuando invece a guadagnare quota si arriva sotto un’altra cengia/rampa ed inseritosi in essa la si asseconda a sinistra. La naturale direttrice è sbarrata da un ripido gradino di pochi metri solcato da una fessura: lo si supera direttamente (I°+) per poi approdare sulla cresta nella sua parte terminale. Si scalano o aggirano alcuni friabili risalti (sulla destra si nota un cavetto d’acciaio) risalendo poi gli ultimi metri di ripido pendio erboso che separano dalla sommità del Monte Maestà di Graiana, 1355 m. La cima è purtroppo deturpata da antenne (di cui una installata di recente!) ma nonostante questo il panorama che è possibile ammirare è veramente notevole. Dalla sommità si scende nel versante opposto per ripida carraia che conduce in breve alla sottostante pista del metanodotto. La si segue a destra giungendo in breve ad un importante bivio di crinale, dove a sinistra si stacca una carrareccia che scende verso la Val Baganza (percorso CAI n° 743). Noi proseguiamo diritto alla volta della cima del Monte Cervellino (percorso CAI n° 741) assecondando solo per un breve tratto la pista del metanodotto. Infatti l’ottimo sentiero si sposta poco dopo a sinistra guadagnando quota all’interno della faggeta. Giunti in una radura, si piega a sinistra e si continua per il percorso segnato che più avanti vira a destra salendo piuttosto ripidamente. Si sbuca infine in un ampio pendio prativo che si risale per traccia piuttosto labile, mettendo successivamente piede sul crinale Cervellino-Bocca Spiaggi dove passa il tracciato del metanodotto. Assecondandolo a sinistra si raggiunge, dopo una svolta a destra e una breve discesa, degli orribili impianti recintati (appena prima di essi, si stacca a sinistra una sterrata che scende verso Frassano). Si continua per il percorso n° 741 alla volta del ripido profilo sud/occidentale del Monte Cervellino, trascurando a destra una traccia e svoltando sinistra per sentiero in leggera discesa. Appena dopo si riprende a salire in obliquo verso sinistra (sulla destra si nota una ripida traccia che si ignora) per l’ottimo tracciato che asseconda un affioramento arenaceo. Si continua sempre in obliquo ascendente, per poi piegare a destra procedendo per qualche metro in piano (segnavia bianco-rossi e arancioni). Si ritorna nei pressi della dorsale e la si segue avanzando lungo una direttrice formata da una caratteristica rampa di arenaria. Si approda in breve su un’anticima da cui si perde quota per pochi metri, per poi riprendere a salire in direzione della sommità principale. Giunti ad un bivio, si prende il sentiero di destra che assecondando un’altra rampa formata da rocce arenacee conduce alla vetta del Monte Cervellino1492 m, caratterizzata, oltre che dal notevole panorama, da una croce recentemente sistemata. Dalla sommità ritorniamo sui nostri passi fino al punto in cui il sentiero n° 741 abbandona il crinale piegando a destra in discesa. Proseguiamo diritto continuando a seguire la dorsale sfregiata dal metanodotto in direzione del poggio boscoso denominato Bocca Spiaggi. Si procede a saliscendi, avvicinandosi progressivamente al menzionato poggio, seguendo la pista del metanodotto fino a quando essa, abbandonando il crinale, piega a destra in discesa. Si prosegue diritto per mulattiera non molto marcata che, in leggera discesa all’interno del bosco, si tiene a destra della dorsale culminante nell’altura denominata, come già detto, Bocca Spiaggi. La traccia piega successivamente a sinistra conducendo in un pendio prativo che si taglia prima a mezza costa, poi in obliquo discendente in direzione di una fascia boscosa. Attraversata quest’ultima, si sbuca in una magnifica dorsale prativa che digrada verso la Val Parma e che costituisce uno dei più suggestivi belvedere di tutto l’Appennino parmense. Trascurato il sentiero che verso sinistra perde quota all’interno del bosco, si inizia a discendere la dorsale in questione cercando di intravvedere nella parte bassa del pendio un sentierino orizzontale molto poco evidente. La costa che stiamo discendendo è delimitata a destra da un dirupo di rocce bianche che costituisce un valido punto di riferimento. Infatti si deve discendere il profilo tenendo a destra il menzionato dirupo e poi continuare ad abbassarsi rispetto al suo margine inferiore. Perdendo e ritrovando labili tracce tra erba alta e cespugli, si discende la sezione più ripida del pendio e si continua diritto ancora per alcuni metri oltrepassando alcuni arbusti. Messo piede nel già menzionato sentierino (ben difficile da reperire, soprattutto nella stagione estiva), lo si segue a destra inizialmente in leggera salita, piegando poco dopo a sinistra e poi ancora a destra. Oltrepassato un folto cespuglio di felci (tratto molto sgradevole con vegetazione rigogliosa), il percorso rientra nel bosco divenendo più evidente. Si continua a mezza costa assecondando il piacevole sentiero nel contesto di un solitario ma affascinante ambiente boschivo (ad un bivio, molto poco accennato, si continua diritto ignorando una traccia che si stacca a sinistra). Sbucati in una magnifica radura con arbusti, la si attraversa per sentiero dapprima poco marcato, poi più evidente. Dobbiamo ora intercettare i solchi di una vecchia carrareccia trasversale ormai quasi invisibile in quanto totalmente inglobata dall’erba alta. Individuatala con fatica, la si segue a sinistra in discesa, entrando ben presto nel bosco. Più in basso si raggiunge un ripiano dove a sinistra si scorge una presa dell’acquedotto. Si volge invece a destra assecondando una bella carraia che procede in leggera discesa all’interno di un magnifico ambiente boschivo. Dopo qualche minuto si esce dal bosco ormai in vista dello splendido sperone ofiolitico della Maestà di Graiana. Qui ci si ricongiunge con il percorso effettuato all’andata che si segue a ritroso fino al punto di partenza (una volta rientrati a Graiana Castello si consiglia una breve digressione alla sommità del poggio arenaceo dove sorgeva anticamente un maniero). 

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