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Archivi categoria: Appennino parmense: Val Parma

Monte Roccabiasca: anello dai Cancelli

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Punto di partenza/arrivo: Cancelli 1236 m

Dislivello: 800 m ca.

Durata complessiva: 4,30/5 h

Tempi parziali: Cancelli-Roccabiasca (1,30 h) ; Roccabiasca-bivio nei pressi delle Capanne di Badignana (40 min) ; bivio nei pressi delle Capanne di Badignana-bivio con il sentiero n° 715A (25 min) ; bivio con il sentiero n° 715A-Sella Brusà-Capanne delle Guadine-Passo delle Guadine (30 min) ; Passo delle Guadine-Sella dello Sterpara-Lago Santo-Cancelli  (1,30 h)

Difficoltà: E/E+

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: giugno 2018

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Bosco di Corniglio-Cancelli

 

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Magnifico anello in una delle più suggestive aree dell’intero Appennino parmense.

Dalla località Cancelli ci si incammina lungo la sterrata per i Lagoni procedendo in leggera discesa e costeggiando il confine della Riserva Naturale Guadine-Pradaccio. Dopo il ponte sul Torrente Parma delle Guadine, la carrareccia avanza in salita svoltando più avanti a sinistra e poi nettamente destra, iniziando così l’attraversamento dell’ampio e boscoso profilo settentrionale del Monte Roccabianca. Proprio qui, sulla destra, si diparte il sentiero n° 721 che imbocchiamo, procedendo inizialmente in moderata salita con alcuni tornanti. Lambito il boscoso crinale NW della montagna, segnato dalla recinzione della riserva naturale, la traccia piega a sinistra avanzando in obliquo in direzione S/SE. Poco più avanti si raggiunge un bel ripiano boscoso e si continua per l’ottimo sentiero progredendo in leggera salita nella stessa direzione di prima. Dopo una piazzola di carbonaia si incontra un ruscello che si varca e si prosegue transitando poco più avanti nei pressi di un’altra piazzola e di un grosso e caratteristico masso. Poco dopo si attraversa un secondo ruscello, continuando lungo l’evidente percorso all’interno di un ambiente boschivo di rara bellezza. In seguito la traccia guadagna quota assecondando il dorso di una costa, per poi piegare a sinistra avanzando ancora in direzione S/SE. Usciti dal bosco si attraversa un bel pendio panoramico, incontrando appena dopo un bivio dove si ignora una traccia non segnata che si stacca a sinistra. Noi invece proseguiamo a destra salendo in direzione W, avendo come riferimento, oltre i segnavia, una fascia rocciosa situata alla nostra destra. Dopo aver effettuato un paio di tornanti si penetra nuovamente nella vegetazione e si guadagna quota piuttosto ripidamente compiendo un tornante destrorso. Appena dopo si raggiunge una radura dove la traccia piega a sinistra (paletto con segnavia) e prosegue attraversando una breve fascia boscosa. Si continua a guadagnare quota per sentiero “intagliato” tra cespugli di mirtillo, fino ad uscire definitivamente dalla vegetazione ormai in vista della non lontana sommità del Monte Roccabiasca. Raggiunto un bivio (cartelli) si piega a destra avanzando verso ovest, tagliando così tutto l’ampio profilo settentrionale della montagna. Raggiunto il suo bordo nord-occidentale lo si asseconda e, dopo un’ultima panoramica ed aerea salita, si guadagna la stupenda cima della Roccabiasca1730 m. Dalla sommità si ritorna al bivio  incontrato in precedenza e si continua in direzione delle Capanne di Badignana. Si scende inizialmente lungo una costa tenendosi appena a destra del limite della vegetazione, per poi piegare nettamente a destra perdendo quota piuttosto ripidamente. Più in basso si incomincia un bel traverso a mezza costa sotto le spettacolari bancate arenacee che caratterizzano questo versante della montagna. Poi si piega a sinistra scendendo ancora per un breve tratto, raggiungendo lo sbocco di un ampio canalone che sale a destra. Attraversata una piccola pietraia si penetra nel bosco seguendo la traccia che dopo una curva a destra e una breve salita porta ad attraversare un’altra e più ampia pietraia sotto caratteristiche placche. Rientrati nel bosco si asseconda in lieve salita il dorso di una costa giungendo poi in un bel ripiano boscoso. Più avanti si discende una prima radura con massi e, dopo un breve tratto all’interno del bosco, si sbuca sul margine superiore di un’altra radura. Dopo qualche metro occorre piegare nettamente a destra (segnavia sbiadito su un masso) scendendo per poco e virando poi a sinistra (altro segnavia più evidente). Si effettuano due piccoli tornanti e si rientra nella faggeta seguendo l’evidente sentiero che poco più avanti attraversa una traccia trasversale. Il percorso dopo un’ampia curva a destra attraversa un rio, conducendo infine ad un bivio (paletto con cartelli) a poca distanza dalle Capanne di Badignana1479 m. Qui si imbocca il percorso n° 719 in direzione del Passo delle Guadine, procedendo in leggera/moderata pendenza ed effettuando alcuni tornanti. Dopo un tratto a mezza costa in direzione ovest, il sentiero compie altri tornanti tagliando lisce lastre rocciose. Rientrati nella faggeta si attraversa un ruscello salendo per alcuni metri alla sua destra, per poi varcarlo una seconda volta. Dopo un tratto in direzione est in cui si attraversa un altro ruscello, si guadagna quota con maggiore decisione all’interno di un ambiente boschivo di rara bellezza. Usciti dalla vegetazione si incontra un bivio dove si ignora a sinistra il sentiero n° 715A per la Fontana del Vescovo e si prosegue diritto attraversando una bella pietraia. Per magnifico sentiero a mezza costa si raggiunge in breve la Sella Brusà1645 m, dove a destra inizia la spettacolare cresta sud della Roccabiasca. Continuando lungo il percorso n° 715 si incontra poco dopo un bivio: andando a sinistra, in circa 10 minuti di cammino, si arriverebbe al Passo delle Guadine. Noi invece prendiamo la traccia di destra (n° 719B) in direzione delle Capanne Guadine, perdendo quota con alcuni tornanti per pendio erboso sulla destra di un crinaletto. Più in basso il poco evidente sentiero procede in direzione W e SW conducendo nei pressi di un ruscello. Qui la traccia piega a destra e scende lungo la sponda destra orografica del corso d’acqua, che si varca poco più in basso. Avanzando in lieve discesa verso NW si raggiunge un altro ruscello, oltre il quale si attraversa un tratto con vegetazione particolarmente invadente. Appena dopo, sul dorso di una costa, incontriamo i suggestivi ruderi delle Capanne delle Guadine 1589 m. Da qui per traccia molto più lineare anche se poco evidente, assecondando una poco marcata costa, si raggiunge in costante salita il Passo delle Guadine 1687 m. Dal valico di crinale, situato tra il Monte Brusà a SW e il Monte Aquila a NE, si prosegue lungo il sentiero n° 719 in direzione della Sella dello Sterpara e di Lago Santo. Il percorso è evidentissimo e non abbisogna di particolari spiegazioni: si procede sempre a mezza costa ai piedi degli erbosi pendii settentrionali del Monte Aquila. Dopo l’attraversamento di un ruscello si penetra nella faggeta e si prosegue lungo il sentiero prestando attenzione ai segnavia sugli alberi. Con percorso che avanza in leggera salita si raggiunge infine la Sella dello Sterpara, dove verso nord inizia la lunga sequenza di risalti dell’omonima cresta. Dal valico si segue l’evidente e ampio sentiero immettendosi, dopo dieci minuti scarsi di cammino, nel percorso n° 723. Lo si segue a destra ignorando al successivo bivio il percorso n° 729 diretto alla Capanna Braiola, svoltando invece a destra per sentiero che scende costeggiando una caratteristica lastra rocciosa. Dopo una curva a sinistra si esce temporaneamente dal bosco e si perde quota mediante un paio di tornanti. In costante discesa all’interno della faggeta si raggiunge infine la sponda sud/occidentale del Lago Santo nei pressi della vecchia peschiera. Da qui si seguono i recenti segnavia bianco/rossi costeggiando tutta la sponda meridionale e orientale del lago. Dopo il guado del Torrente Parma di Lago Santo si mette piede nella mulattiera (percorso CAI n° 723A) diretta a Lagdei, che si segue solo per pochi minuti. Al primo bivio, infatti, la si abbandona imboccando a destra il Sentiero delle Carbonaie (percorso CAI n° 723B). Dopo la prima salita si svolta a sinistra procedendo a mezza costa in lieve pendenza e in piano. Lambito il margine superiore di panoramiche pietraie si continua in leggera salita all’interno della faggeta, transitando alla base di un caratteristico risalto di arenaria. Poco dopo mediante svolta a destra si raggiunge l’ampio dorso boscoso del Monte Sterpara che si discende effettuando alcuni tornanti. Con spostamento a sinistra si entra in un rimboschimento a conifere, e dopo altre svolte si raggiunge il bivio con sentiero n° 723B che si stacca a sinistra. Noi proseguiamo a destra per ampia e bella mulattiera che procedendo in direzione est attraversa alcune piazzole di carbonaia. Più avanti il percorso svolta nettamente a sinistra e con breve ma ripida discesa conduce ad un ripiano boscoso. Si continua a perdere quota lungo il ben incavato sentiero fino ad effettuare una netta curva a sinistra oltre la quale il tracciato procede in piano a mezza costa parallelamente alla sottostante carrareccia diretta ai Lagoni. Poco più avanti si piega a destra e, dopo un ultima discesa per sentiero a tornanti, si raggiunge la località Cancelli, punto di partenza della nostra escursione.

 

 

 

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La Rocca Pumaccioletto per la cresta nord (invernale)

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Punto di partenza/arrivo: Cancelli 1236 m

Dislivello: 560 m

Durata complessiva: 5,30/6 h

Tempi parziali: Cancelli-Lagoni (1/1,15 h) ; Lagoni-Rocca di Pumaccioletto (1,30/2 h) ; Rocca di Pumaccioletto-Passo della Colla (45 min) ; Passo della Colla-Lagoni (30/40 min) ; Lagoni-Cancelli (1h) 

Difficoltà: EEAI 

Attrezzatura: da escursionismo invernale

Ultima verifica: marzo 2018

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Bosco di Corniglio-I Cancelli

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Bella escursione su neve implicante il raggiungimento della sommità della Rocca Pumaccioletto. L’autore della relazione ha affrontato l’itinerario con abbondante manto nevoso, riscontrando qualche difficoltà nel rintracciare i segnavia del percorso n° 711A che dai Lagoni conduce alla Sella Rocca Pumacciolo, e quelli del sentiero n° 711A/737 per la Rocca Pumaccioletto. Per questo motivo il percorso relazionato, in particolare nel tratto che precede il raggiungimento della dorsale settentrionale Rocca Pumaccioletto, non corrisponde totalmente con quello estivo. Una volta raggiunta la cima, per la discesa si consiglia di percorrere integralmente la cresta/dorsale nord fino al Passo della Colla. La tempistica dell’itinerario varia a seconda delle condizioni del manto nevoso: in caso di neve abbondante, considerando il fatto che eccetto l’ampia pista Cancelli-Lagoni raramente è presente una traccia calpestabile, i tempi lievitano considerevolmente.

Dai Cancelli ci si incammina lungo la carrozzabile per i Lagoni in inverno normalmente adibita a pista per lo sci da fondo e le passeggiate su neve. Dopo un primo tratto in leggera discesa in cui si costeggia il confine della riserva naturale Guadine-Pradaccio, si varca mediante ponte il ramo del Torrente Parma delle Guadine. Poi il tracciato procede in leggera salita contornando le pendici settentrionali del Monte Roccabiasca. Con andamento pianeggiante o in lieve salita si oltrepassa il pittoresco ramo del Torrente Parma di Badignana. Poco dopo si incontra il bivio con il percorso che conduce alle capanne omonime e si continua per l’ampia traccia raggiungendo in breve la località Lagoni1342 m. Dal margine orientale del Lago Gemio Inferiore (fontana e tabella esplicativa), si imbocca il percorso n° 711A in direzione della Rocca Pumacciolo. Dopo un primo tratto in leggera salita dove ci si orienta con i segnavia sugli alberi, si approda in un piccolo ripiano boscoso. Da qui è necessario risalire un ripido pendio effettuando alcuni tornanti. Poi ci si sposta nettamente a destra procedendo a mezza costa in lieve salita, tenendo d’occhio i segni bianco-rossi. Dopo l’aggiramento di una costa si scende in un solco che si segue a sinistra solo per poco: infatti si deve poi svoltare nettamente a destra risalendo il soprastante pendio boscoso. Poco dopo si piega a destra (attenzione ai segnavia) avanzando in direzione del dorso di una costa boscosa. Varcata quest’ultima si perde qualche metro di quota per ripido pendio temporaneamente fuori dal bosco, continuando poi all’interno della faggeta. Appena dopo si attraversa un pendio aperto, soggetto a distacchi nevosi (attenzione!), dominato nella parte alta da bancate di arenaria. Si prosegue successivamente all’interno del bosco cercando di intuire l’incavo della mulattiera estiva (segnavia non visibili in caso di spesso manto nevoso). Giunti in vista di verticali pareti rocciose, situate un po più avanti rispetto al punto in cui siamo, si piega nettamente a sinistra risalendo un pendio caratterizzato da un solco. Rientrati nel bosco, si continua a guadagnare quota piuttosto ripidamente, approdando infine sul boscoso dorso del crinale settentrionale della Rocca Pumaccioletto. Lo si segue a destra inizialmente in leggera salita (segnavia del percorso CAI n° 737), poi più ripidamente. Usciti dalla vegetazione, si sale sulla sommità di un dosso nevoso da cui appare evidentissima la prosecuzione della cresta/dorsale culminante nella vicina cima. Si risale quindi il soprastante pendio nevoso (30° o poco più) guadagnando con soddisfazione la magnifica sommità della Rocca Pumaccioletto1692 m. Dopo una meritata sosta al fine di ammirare il notevole panorama che si estende a 360°, ritorniamo sui nostri passi, ma anziché piegare a sinistra, continuiamo diritto assecondando l’ampio dorso del boscoso crinale settentrionale in direzione del Passo della Colla. Dopo una breve contropendenza, si inizia a scendere ripidamente incontrando sporadici segnavia. Senza difficoltà di orientamento (è sufficiente tenersi sempre lungo il dorso del crinale), si discende la sezione più ripida, per poi affrontare una contropendenza orientandosi con i ben posizionati segni bianco/rossi. In breve si approda al Passo della Colla1467 m, situato alla pendici del ripido versante meridionale del Monte Navert. Dal valico si segue a sinistra la carrozzabile (in inverno solitamente ricoperta da uno spesso manto nevoso raramente con pista da calpestare) in leggera discesa effettuando più in basso alcuni tornanti. Poi si affronta una lieve risalita ai piedi di ripide lastronate rocciose ricoperte da neve in alcuni punti poco stabile che tende perciò a staccarsi (attenzione!). In breve si raggiunge il Rifugio Lagoni da cui si rientra ai Cancelli seguendo lo stesso percorso effettuato all’andata.

 

 

 

 

 

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Il Monte Orsaro per lo scivolo est e il Monte Fosco (invernale)

Immagine (FILEminimizer)Il versante est del Monte Orsaro con evidenziato il percorso effettuato dall’autore della relazione

Punto di partenza/arrivo: Cancelli 1236 m

Dislivello: 670 m ca

Durata complessiva: 4,40/5 h

Tempi parziali: I Cancelli-Rifugio Lagdei-Ponte Rotto (45 min) ; Ponte Rotto-inizio Scivolo Est dell’Orsaro (50 min) ; inizio Scivolo Est dell’Orsaro-sommità Orsaro (45 min/ 1h) ; sommità Orsaro-Foce del Fosco (30 min) ; Foce del Fosco-Monte Fosco-Bocchetta del Tavola (40 min) ; Bocchetta del Tavola-Lagdei-I Cancelli (50 min/1 h)

Difficoltà: F+ lo Scivolo Est dell’Orsaro ; EEAI la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: picozza e ramponi

Ultima verifica: gennaio 2018

Riferimento bibliografico: ANDREA GRECI “Appennino di neve e di ghiaccio, Vol 1 – Appennino Tosco-Emiliano – Settore Ovest” IDEA MONTAGNA 2014

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Bosco di Corniglio-I Cancelli

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Bella e panoramica salita invernale al Monte Orsaro che, a causa della sua esposizione, necessita di neve ben assestata.

Dalla località Cancelli, seguendo un’ampia carrareccia percorribile alle auto, si raggiunge in 15 minuti circa il Rifugio Lagdei1251 m. Appena a destra dell’edificio si imbocca il sentiero n° 727/723 diretto a Lago Santo. Inizialmente si procede in lieve salita all’interno di un rimboschimento a conifere, poi si incomincia a risalire il soprastante pendio boscoso effettuando numerosi tornanti per traccia nella neve molto evidente (a causa della ripidezza del tracciato e della compattezza del fondo nevoso, è necessario procedere fin da subito con i ramponi ai piedi). In circa 25 minuti si guadagna il sommo del pendio dove si incontra un bivio: si abbandona a sinistra il percorso per il Lago Santo, imboccando a destra il sentiero n° 727 diretto a Capanna Schiaffino. Dopo una breve discesa si raggiunge la località Ponte Rotto, dove si guada un rio (si tratta di un ramo del Torrente Parma). Appena dopo si incontra un bivio da cui si continua diritto per sentiero che avanza in leggera salita. Poco più avanti si risale mediante alcuni tornanti una sponda boscosa, approdando infine in un ripiano. Successivamente si attraversa il rio di prima e si riprende a salire compiendo altri tornanti (il percorso, anche in assenza di tracce nella neve, risulta ben evidente grazie all’ottima segnaletica CAI). Raggiunto un bivio (cartelli), si abbandona il segnavia n° 727, imboccando a destra il sentiero n° 727A diretto alla Foce del Fosco. Si varca il rio già incontrato in precedenza e si continua lungo questo percorso solo per poco: infatti, nel momento in cui esso piega a destra in leggera discesa, noi lo abbandoniamo salendo per il pendio boscoso alla nostra sinistra, avendo come punto di riferimento un solco situato un poco a destra. Più in alto si sale tenendo sulla destra una cintura rocciosa, uscendo poi in un pendio più aperto (si tratta di un’area di bosco divelto). Di fronte a noi e alla nostra destra si ergono verticali bancate rocciose: dobbiamo salire in direzione di esse per poi piegare a destra aggirando la base di un risalto. Appena dopo si individua a destra un altro solco che si segue in salita, piuttosto ripida nella parte finale. Si esce così all’aperto e si incomincia la risalita dello spettacolare Scivolo Est dell’Orsaro. Individuato al centro un evidente ampio canale nevoso, lo si raggiunge e risale con pendenze che aumentano progressivamente, attestandosi comunque intorno ai 40°. Poi si continua senza via obbligata fino a raggiungere la cresta sommitale: in questa sezione è possibile salire diritto/leggermente a sinistra per magnifico e regolare pendio (max 35°), oppure diritto/destra per pendio leggermente più ripido che, a seconda delle condizioni del manto nevoso, risulta meno uniforme e con maggiori probabilità di trovare chiazze erbose. Messo piede sul crinale divisorio, lo si segue a destra raggiungendo in breve la panoramica cima del Monte Orsaro. La vetta offre un panorama grandioso ed è caratterizzata da una stilizzata madonnina in bronzo. Dalla sommità scendiamo per la dorsale N/NE, perdendo inizialmente quota per ripido pendio che potrebbe risultare ghiacciato. Approdati alla sottostante conca, si segue il crinale di destra per poi spostarsi a sinistra onde recuperare il filo della dorsale spartiacque. Si scende lungo quest’ultima appena a destra di un filare di piccoli abeti. Più in basso si entra nella faggeta e si perde quota mantenendosi nei pressi del dorso del crinale. Poi si svolta a destra (segnavia e cartello venatorio) scendendo ad un bivio (cartelli), immettendosi qui nel percorso n° 727A che si segue a sinistra. Procedendo a mezza costa sulla destra del crinale boscoso, si raggiunge poco dopo la Foce del Fosco1613 m. Dalla sella ci si dirige verso la non lontana cima del Monte Fosco, affrontando inizialmente una salita piuttosto ripida (raramente è presente una traccia nella neve). Dopo un ripiano boscoso si affronta l’ultimo strappo dove si sale a sinistra di un ripido pendio erboso con blocchi rocciosi. Dalla sommità, 1680 m, si scende nel versante opposto entrando subito nella faggeta seguendo i numerosi e ben posizionati segnavia bianco-rossi. Si perde quota mantenendosi in prossimità dell’ampio crinale boscoso, effettuando qualche svolta nella parte bassa. Messo piede nel sentiero n° 725, lo si segue a sinistra raggiungendo subito la Bocchetta del Tavola1444 m. Da qui si piega a destra scendendo per ampia traccia (CAI n° 725) che poi si abbandona per sentiero a destra. Successivamente si perde quota a sinistra di un ruscello, fino a confluire in una carraia che si segue a destra in discesa. Più in basso, ad un bivio, si sceglie la traccia di sinistra (si può seguire anche quella di destra), giungendo infine in prossimità del ripiano prativo chiamato Roncobuono. Da qui si va a destra per ampia mulattiera oltrepassando un cancello e ignorando appena dopo il sentiero n° 723 che si stacca a destra. Seguendo la bella mulattiera/carraia, che avanza in piano e leggera salita, si raggiunge in circa 10 minuti il Rifugio Lagdei.

 

 

 

 

 

 

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Monte Marmagna: cresta nord-est (invernale)

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Punto di partenza/arrivo: Cancelli 1236 m

Dislivello: 615 m

Durata complessiva: 4,15/4,30 h

Tempi parziali: Cancelli-Rifugio Lagdei-Rifugio Mariotti al Lago Santo (1 h) ; Rifugio Mariotti-Lago Padre-sella/punto di partenza cresta NE (40 min) ; sella/punto di partenza cresta NE-Monte Marmagna (50 min/1 h) ; Monte Marmagna-Sella del Marmagna-Rifugio Mariotti al Lago Santo (45 min) ; Rifugio Mariotti-“Le Carbonaie”-Cancelli (45 min/1 h)

Difficoltà: F la cresta nord-est del Marmagna ; EEAI la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo invernale (picozza e ramponi)

Ultima verifica: gennaio 2018

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Bosco di Corniglio-Cancelli (Lagdei)

Immagine (FILEminimizer)Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

La cresta NE del Monte Marmagna è molto panoramica e, in veste invernale, costituisce una valida alternativa al frequentato percorso del crinale SE. La salita è tutto sommato semplice ma con un passaggeto (evitabile) che richiede attenzione. E’ consigliabile affrontare questa ascesa solo con neve ben assestata.

Dalla località Cancelli seguiamo la carrareccia di accesso a Lagdei per circa 10 minuti. Prima di raggiungere il pianoro dove è situato il rifugio, imbocchiamo a sinistra il percorso n° 723A in direzione di Lago Santo. La bella mulattiera risale inizialmente il dorso di una costa boscosa per poi piegare a destra. Da qui inizia un lineare obliquo ascendente (ad un bivio si lascia a sinistra il sentiero n° 723C per le “Carbonaie”) in cui si tagliano ripidi pendii boscosi. Più avanti si attraversa una prima pietraia e si prosegue all’interno della faggeta per traccia un po più ripida. Poco dopo si attraversa una seconda pietraia, rientrando poi nel bosco ed incontrando appena dopo il bivio con il sentiero n° 723B (le “Carbonaie”), che seguiremo al ritorno. Dopo una breve discesa si esce dal bosco giungendo a lambire il limite orientale del Lago Santo. La mulattiera piega a destra contornando dall’alto la sponda NE del lago, conducendo in breve al Rifugio Mariotti1508 m. Si continua costeggiando la sponda NW e SW del lago, incominciando, una volta giunti in corrispondenza della Peschiera, la risalita del soprastante pendio boscoso. Seguendo l’evidente traccia nella neve si guadagna quota effettuando inizialmente alcuni tornanti, per poi procedere in obliquo ascendente. Mediante altri tornanti si risale un breve ma ripido pendio temporaneamente fuori dal bosco, effettuando poi una netta svolta a destra e salendo a fianco di una caratteristica lastra rocciosa all’interno di una pineta. Appena dopo si incontra un bivio (cartelli), dal quale si imbocca a destra il percorso n° 729 diretto a Capanna Schiaffino. Inizialmente si procede verso sinistra in leggera discesa raggiungendo una piccola torbiera (“Padule della Capanna”) situata alla nostra sinistra. Si svolta poi a destra e si sale in obliquo tenendosi alla sinistra di un’area caratterizzata da grossi massi. Rientrati nella faggeta si effettuano alcune piccole svolte (non sempre è presente una traccia nella neve, perciò prestare attenzione ai segnavia sugli alberi) per poi piegare a sinistra penetrando in un rimboschimento a conifere. Dopo una breve discesa, si arriva nei pressi della torbiera conosciuta come Lago Padre1573 m, che si contorna lungo il suo limite sinistro. Rientrati nel bosco, si inizia a risalire il soprastante pendio effettuando diverse svolte e tornanti (attenzione ai segnavia sugli alberi), approdando infine ad una sella che costituisce il naturale punto di inizio della cresta NE del Marmagna. Da qui si abbandona il percorso segnato e si incomincia a risalire la soprastante dorsale boscosa aggirando a destra un piccolo poggetto. Più in alto, spostandosi leggermente a destra, si esce dal bosco e si risale una rampa nevosa sulla destra del limite della vegetazione arbustiva. Poco più avanti si nota a sinistra uno spuntone caratterizzato da una liscia lastra rocciosa solitamente ricoperta di ghiaccio nella stagione invernale. Ci si dirige verso il risalto e lo si scala con grande attenzione, scendendo poi delicatamente per ripide roccette (questo passaggio può essere evitato a sinistra). Si aggira a sinistra un altro piccolo spuntone, per poi rimontare la bellissima e panoramica dorsale tenendosi a sinistra del suo bordo nord/occidentale. Più in alto si raggiunge lo sbocco del “canalino” del Marmagna (fittone arrugginito) e si continua la risalita della ripida dorsale ammirando visuali davvero grandiose. Raggiunto il culmine della cresta, si continua a saliscendi lungo un esposto crinale, per poi calarsi verso sinistra all’interno di una piccola conca. Da qui si risale il breve pendio finale, raggiungendo con soddisfazione la sommità del Monte Marmagna1851 m. Il panorama che possiamo ammirare dalla cima è impareggiabile: nelle terse giornate invernali è possibile scorgere in lontananza L’Isola d’Elba. Dalla vetta si scende lungo il frequentato crinale SE raggiungendo senza alcuna difficoltà la Sella del Marmagna1725 m. Da qui ci si cala nel sottostante vallone compreso tra il suggestivo versante NW del Monte Aquilotto e quello E del Marmagna. Successivamente si perde quota a sinistra di un rio, entrando poco dopo nella faggeta ed approdando al sottostante ripiano (si tratta di una torbiera) con bivio (cartelli). Proseguendo diritto ci si ricongiunge con il percorso effettuato all’andata che si segue fino al Rifugio Mariotti al Lago Santo e, oltre quest’ultimo, fino al bivio con il sentiero n° 723B (le “Carbonaie”) che si imbocca. Nella stagione invernale non sempre è presente una traccia nella neve, di conseguenza il tratto iniziale del percorso risulta piuttosto delicato. Infatti si devono tagliare ripidi pendii nevosi che richiedono molta attenzione e un’attenta valutazione delle condizioni del manto nevoso: in caso di neve fresca e non assestata è assolutamente sconsigliato proseguire. Inizialmente si procede in obliquo ascendente per ripido pendio che poi si attraversa delicatamente. Si continua a mezza costa attraversando il limite superiore di una pietraia, penetrando successivamente nella faggeta. Affrontando altri tratti delicati a causa della ripidezza del pendio, si transita sotto un risalto roccioso, risalendo ancora per un tratto ed effettuando infine una netta svolta a destra. Ci troviamo nell’ampio profilo settentrionale del Monte Sterpara che si incomincia a discendere effettuando alcuni tornanti. Poi si scende in obliquo verso sinistra penetrando in un rimboschimento a conifere. Dopo una svolta a destra si incontra il bivio con il sentiero n° 723C che si stacca a sinistra e che si ignora. Procedendo in direzione est si attraversa un primo ripiano boscoso per poi scendere lungo una sorta di canale. Attraversato un altro ripiano, si continua in direzione est ancora per un breve tratto, svoltando poi repentinamente a sinistra. Si discende mediante ampia curva a sinistra il sottostante pendio boscoso, approdando poco sotto in un altro ripiano. Il percorso continua a perdere quota compiendo alcune svolte per poi allargarsi, dopo una discesa piuttosto ripida e una netta curva a sinistra, ad ampia mulattiera. La si segue procedendo a mezza costa parallelamente alla carrozzabile Cancelli-Lagoni, in inverno adibita a pista per lo sci da fondo. Dopo un’ultima breve ma ripida discesa per sentiero a tornanti, si approda in località Cancelli, punto di partenza della nostra escursione.

 

 

 

 

 

 

 

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Monti Cavalcalupo e Montagnana: anello da Pugnetolo

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Punto di partenza/arrivo: Pugnetolo 782 m

Dislivello: 790 m ca

Durata complessiva: 4,15/4,30 h

Tempi parziali: Pugnetolo-Monte Cavalcalupo (1,30 h) ; Monte Cavalcalupo-Monte Montagnana (1 h) ; Monte Montagnana -Il Corno-Molino di Signatico-Pugnetolo (1, 45 h) 

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: febbraio 2017

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Beduzzo. Da quest’ultima località si prosegue lungo la provinciale per Corniglio incontrando dopo un paio di Km il bivio per Signatico che si ignora. Oltrepassato anche il bivio per Curatico occorre, dopo 1 km, svoltare bruscamente a destra in direzione di Pugnetolo (cartello poco visibile) e procedere per stretta stradina asfaltata che in 3-4 km conduce alla bella frazione arroccata attorno ad un colle. E’ possibile parcheggiare l’auto in uno spiazzo a sinistra poco prima di entrare nel nucleo abitato, oppure guadagnare qualche metro di dislivello raggiungendo con l’auto il piccolo cimitero del paese. A tal fine, prima del paese vero e proprio, si imbocca a destra una sterrata che in breve conduce al cimitero dove si abbandona l’auto.

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Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario

Splendido anello in luoghi remoti e scarsamente valorizzati a livello escursionistico. La segnaletica CAI è presente solo sul crinale Parma/Baganza (qualche raro segnavia sbiadito). Ciononostante l’itinerario non pone rilevanti problemi di individuazione del giusto percorso in quanto svolgentesi su carraie molto evidenti. Consiglio vivamente a tutti coloro il cui intento è quello di scoprire o riscoprire le montagne del parmense di considerare maggiormente queste aree montuose così bistrattate nonché “violentate” da discutibili interventi umani. Queste montagne se avvicinate, apprezzate, amate senza pregiudizi sanno regalare sensazioni veramente irripetibili.

Dal cimitero di Pugnetolo ci si incammina per la sterrata da cui siamo giunti effettuando poco dopo una netta svolta a sinistra. Si arriva in breve ad un bivio, caratterizzato dalla presenza di una paretina di Flysch (località La Costa), dove si prosegue diritto (sinistra) ignorando a destra la carraia proveniente da Querceto da cui torneremo. In costante e moderata salita si guadagna quota per la bella e panoramica carrareccia effettuando più in alto un tornante destrorso e in seguito altre svolte. A quota 1065 m si incontra un baracca cui fa seguito, dopo poche decine di metri, un bivio evidente: prendiamo la carraia di sinistra effettuando poco dopo una netta svolta a sinistra. Appena dopo si incontra un bivio dove si ignora un’altra traccia che si stacca a sinistra continuando invece a destra in ripida salita. La carraia che seguiamo procede per un buon tratto in direzione W/NW per poi effettuare una netta svolta a sinistra (si ignora a destra un’altra traccia). Si continua sempre in sostenuta salita attraversando più in alto un’area di bosco molto diradato. Alla soprastante netta svolta a sinistra si deve ignorare un’ampia traccia che si stacca a destra e proseguire per il percorso principale che procede in direzione W/SW. Si effettua poi un’ ampia svolta verso destra, giungendo in un’area con tronchi accatastati, e avanzando successivamente in direzione N/NW. Dopo un ultimo tornante sinistrorso si entra in un buio boschetto di pini di reimpianto sbucando improvvisamente sul crinale Parma/Baganza, deturpato dal tracciato del metanodotto. Lo si segue a destra raggiungendo in 10 minuti circa il punto culminante, ossia la poco percettibile sommità del Monte Cavalcalupo 1370 m. Dalla cima ci si sposta verso est seguendo una ripida traccia che deposita su una carraia nei pressi di un suo tornante sinistrorso (la carraia in questione la si può imboccare direttamente dalla sommità del monte). Si segue l’ampia traccia in leggera discesa tenendo la pista del metanodotto alla nostra sinistra e confluendo in essa dopo qualche minuto. La si segue dapprima in direzione NE per poi piegare verso E raggiungendo così un’ampia sella di crinale a quota 1219 m (a destra notiamo una carraia che scende verso Pugnetolo Querceto). Si continua in salita seguendo la pista del metanodotto alla volta della sommità del Monte Montagnana. Dopo il primo ripido strappo, si prende a sinistra una carraia che procede parallela, a sinistra, rispetto il tracciato del metanodotto. Ci si ricongiunge poco dopo con la carraia di crinale seguendola e attraversando, poco più avanti, belle radure delimitate da recinti. Giunti in vista di un cancello a sinistra, lo si attraversa risalendo il soprastante pendio prativo, guadagnando in ultimo la cima del Monte Montagnana 1315 m caratterizzata dalla presenza di un oratorio in pietra. Si ritorna alla carraia di prima e la si segue attraversando in piano altre magnifiche radure con notevoli esemplari di faggio. Poco dopo si entra nel bosco uscendone quasi subito nei pressi di una radura, collocata alla nostra destra, dove si stacca un’ampia traccia proveniente da Madrale. Si continua per la sterrata penetrando in un buio bosco formato da pini di reimpianto e raggiungendo un bivio evidente. Si piega a destra per carraia che scende nel versante Parma giungendo in breve in località Il Corno (splendida casa ottimamente ristrutturata e abitata stagionalmente. Una lapide ricorda la Brigata Griffith). Poco più in basso si abbandona temporaneamente la carraia per imboccare a sinistra l’antica mulattiera che procede parallela all’altro percorso. Rimesso piede nella carrareccia, la si segue in direzione E compiendo più in basso un tornante destrorso (appena dopo quest’ultimo si stacca a sinistra una scorciatoia). Si continua lungo la carrareccia ancora per pochi minuti: infatti, poco prima di giungere ad una sella di crinale a quota 1080 m (ben riconoscibile in quanto appena dopo il percorso, sdoppiandosi, procede per un breve tratto in salita), si abbandona la carraia seguita fino a questo momento, imboccando a destra un’ampia traccia che scende inizialmente in direzione SW. Al primo bivio si deve svoltare a sinistra scendendo ripidamente per bella carraia affiancata da panoramiche radure. Si piega poi a destra contornando per un tratto il margine sinistro di una delle citate radure per traccia un po meno marcata. Poco dopo si entra nel bosco continuando a scendere piuttosto ripidamente fino a giungere in vista di una presa dell’acquedotto collocata alla nostra sinistra. Poco più in basso ci si immette nella carraia Signatico-Madrale che si segue a sinistra per alcuni minuti: infatti, poco oltre una breve contropendenza, ormai in vista di ampi e panoramici declivi prativi, si abbandona la carraia per seguirne un’altra a destra che in leggera discesa procede inizialmente in direzione SW. La bella e panoramica sterrata compie diversi tornanti confluendo infine in un’ampia carrareccia proveniente da Signatico che va seguita a destra. Giunti ad un bivio si volta a destra per stradina asfaltata che scende verso la valletta formata dal Rio di Vestola, ignorando a sinistra la carraia di accesso al nucleo di Piani di S.Maria. Si continua a perdere dislivello fino a giungere in località Molino di Signatico (bel casolare in magnifica posizione) attraversando poi, tramite ponte, il già menzionato Rio di Vestola, sconvolto dall’alluvione del 2014. Si riprende a salire in direzione del piccolo nucleo di Querceto825 m, cui si giunge in circa 10/15 minuti di cammino. Appena dopo una fontana si stacca a destra una carraia che si segue in leggera salita transitando poi nei pressi di una casa isolata. Appena dopo quest’ultima, si effettua una netta svolta a destra giungendo in località La Costa, ricongiungendosi così con la carraia seguita all’inizio dell’escursione. Tramite essa si fa ritorno al cimitero di Pugnetolo dove abbiamo abbandonato l’auto.

 

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Il Monte Maestà di Graiana e il Monte Cervellino da Graiana Castello

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Punto di partenza/arrivo: Graiana Castello 954 m

Dislivello: 550 m ca.

Durata complessiva: 4 h

Tempi parziali: Graiana Castello-Monte Maestà di Graiana (1/1,15 h) ; Monte Maestà di Graiana-Monte Cervellino (50 min) ; Monte Cervellino-Bocca Spiaggi-Graiana Castello (1,15/1,30 h)

Difficoltà: EE la salita al Monte Maestà di Graiana per il versante sud/est ; E+ il tratto Bocca Spiaggi-percorso n° 743 ; E la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: gennaio 2017

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Ghiare-S.P. 116 per Bosco di Corniglio. Prima della località Ponte Romano, si imbocca a destra una stradina asfaltata (indicazioni per Roccaferrara) giungendo a Graiana Villa. Da qui si devia a destra in direzione di Graiana Chiesa, a cui si giunge per stretta stradina. Si prosegue oltre fino al magnifico nucleo di Graiana Castello, all’inizio del quale occorre abbandonare l’auto (scarse possibilità di parcheggio)

 

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org  Il tracciato evidenziato nella mappa nel tratto Bocca Spiaggi-sentiero n°743 è puramente indicativo

 

Descrizione dell’itinerario:

Benché buona parte dell’itinerario che mi accingo a descrivere sia già stata relazionata in precedenti proposte escursionistiche, ho ritenuto opportuno inserire un altro percorso di salita al Monte Cervellino, partendo questa volta dallo splendido nucleo di Graiana Castello. Per rendere l’itinerario ancor più avvincente suggerisco un’inedita salita all’ofiolitico Monte Maestà di Graiana per il versante sud-est. Si tratta di accedere alla sommità risalendo i ripidi pendii erbosi a destra della cresta sud-est, per poi assecondare una cengia/rampa che permette di raggiungere i facili risalti finali della cresta tramite la quale si guadagna la panoramica cima dell’ofiolite.

Nei pressi delle ultime case di Graiana Castello si imbocca uno stradello selciato che subito dopo diviene carraia e conduce ad un bivio con cartelli. Si ignora a sinistra la bella mulattiera proveniente da Roccaferrara Inf. e si prosegue diritto andando a sinistra al soprastante bivio. Si guadagna quota per la bella carraia, che più in alto entra nella magnifica valletta formata dal Rio Lombasina che si guada poco più avanti (notevoli stratificazioni del Flysch del Monte Caio). Successivamente l’ampia traccia sale piuttosto ripida in direzione ovest per poi svoltare bruscamente a destra e progredire verso N/O. Giunti ad un bivio, si piega a destra (segnavia) per ripida traccia che presto effettua una svolta a sinistra. Al bivio successivo si deve andare sempre a destra, guadagnando quota per carraia che più in alto effettua un tornante destrorso. Nei pressi della successiva svolta a sinistra si nota un’ampia traccia che si stacca a destra: la si imbocca attraversando inizialmente un ruscello. Dopo una macchia boscosa ci si trova alla base della spettacolare cresta meridionale dell’ofiolitico Monte Maestà di Graiana. Si abbandona perciò la traccia e si inizia a risalire il ripido pendio erboso tenendo la menzionata cresta sulla sinistra. Dopo essere passati a fianco di un pino isolato ci si avvicina alle rocce fino a contornarne la base dove si nota un tubo in plastica. Si risale faticosamente il ripido pendio soprastante prestando attenzione ad eventuali massi instabili e tenendo d’occhio la cresta alla cui destra ci troviamo. Una prima cengia condurrebbe alla base di un estetico spigolo di rocce bianche sovrastato da un placchetta di pochi metri. Continuando invece a guadagnare quota si arriva al di sotto di una seconda cengia/rampa che si segue affrontando all’inizio un breve passaggio piuttosto delicato. Poco più avanti si deve superare un ripido gradino di pochi metri solcato da una fessura (I°+), per poi approdare sulla cresta nella sua parte terminale. Si superano o aggirano alcuni friabili risalti (sulla destra si nota un cavetto d’acciaio) risalendo poi gli ultimi metri di ripido pendio erboso che separano dalla sommità del Monte Maestà di Graiana 1355 m. La cima è purtroppo deturpata da antenne (di cui una installata di recente!) ma nonostante questo il panorama che è possibile ammirare è veramente notevole. Dalla sommità si scende nel versante opposto per ripida carraia che conduce in breve alla sottostante pista del metanodotto. La si segue a destra giungendo ad un importante bivio di crinale dove a sinistra si stacca una carrareccia proveniente dalla Val Baganza (percorso CAI n° 743a). Noi proseguiamo diritto alla volta della cima del Monte Cervellino (percorso CAI n° 741) assecondando solo per un breve tratto la carraia del metanodotto. Infatti l’ottimo sentiero si sposta poco dopo a sinistra risalendo un pendio boscoso con interessanti stratificazioni arenacee. Giunti alla soprastante radura, si piega a sinistra e si asseconda il percorso segnato che procede alternando ripidi strappi in salita a brevi discese. Si sbuca infine in un ampio pendio prativo che si risale per traccia piuttosto labile, mettendo successivamente piede sul crinale Cervellino-Bocca Spiaggi, dove passa il tracciato del metanodotto. Si piega a sinistra seguendo quest’ultimo fino a raggiungere, dopo breve discesa, gli impianti recintati del già menzionato metanodotto: appena prima di essi, si stacca a sinistra una sterrata proveniente dalla strada Fugazzolo di Sopra-Frassano. Si continua lungo il percorso n° 741 che si dirige verso il soprastante ripido pendio boscoso, ignorando a destra una traccia e svoltando a sinistra in leggera discesa. Appena dopo si riprende a salire in obliquo verso sinistra (sulla destra si nota una ripida traccia che si ignora) per l’ottimo sentiero che presenta altre interessanti stratificazioni arenacee. Si continua sempre in obliquo ascendente, per poi piegare a destra procedendo per qualche metro in piano (segnavia bianco-rossi e arancioni). Si ritorna nei pressi della dorsale e la si segue avanzando lungo la direttrice formata da una caratteristica “striscia” di arenaria. Si approda in breve su un’anticima da cui si perde quota per pochi metri, per poi riprendere a salire in direzione della sommità principale. Giunti ad un bivio, si prende il sentiero di destra che, assecondando un’altra rampa formata da stratificazioni arenacee, conduce alla vetta del Monte Cervellino1492 m, caratterizzata, oltre che dal notevole panorama, da una croce recentemente (2017) sistemata. Dalla sommità ritorniamo sui nostri passi fino al punto in cui il sentiero n° 741 abbandona il crinale piegando a destra in discesa. Proseguiamo diritto continuando a seguire la dorsale sfregiata dal metanodotto in direzione del poggio boscoso denominato Bocca Spiaggi. Si procede a saliscendi, avvicinandosi progressivamente al menzionato poggio, seguendo la pista del metanodotto fino a quando essa, abbandonando il crinale, piega a destra in discesa. Si prosegue diritto per mulattiera non molto marcata che, in leggera discesa all’interno del bosco, si tiene a destra della dorsale culminante nell’altura denominata, come già detto, Bocca Spiaggi. La traccia piega in seguito a sinistra conducendo in un pendio prativo che si taglia a mezza costa, per poi discendere in obliquo a destra rientrando brevemente nel bosco. Se ne esce poco dopo, sbucando in una magnifica dorsale prativa che degrada verso la Val Parma e che costituisce uno dei più suggestivi belvedere di tutto l’Appennino parmense. Ora si deve discendere la dorsale in quesione senza traccia, cercando di intravedere nella parte bassa del pendio un sentierino orizzontale molto poco evidente. La costa che stiamo discendendo è delimitata a destra da un dirupo di rocce bianche che costituisce un valido punto di riferimento. Infatti si deve discendere il pendio tenendo a destra il menzionato dirupo e poi continuare a perdere quota giungendo più in basso rispetto il suo limite inferiore. Perdendo e ritrovando labili traccie nell’erba alta, si discende la sezione più ripida del pendio e si continua diritto ancora per alcuni metri oltrepassando alcuni arbusti. Messo piede nel già menzionato sentierino (ben difficile da reperire, soprattutto nella stagione estiva), lo si segue a destra inizialmente in leggera salita, piegando poco dopo a sinistra e poi ancora a destra. Si deve necessariamente attraversare un folto cespuglio di felci (tratto molto sgradevole con vegetazione rigogliosa), dopo il quale, una volta entrati nel bosco, il percorso diviene più evidente. Si continua a mezza costa inizialmente con alcuni brevi strappi in moderata salita, poi pressoché in piano (ad un bivio, molto poco accennato, si continua diritto ignorando una traccia che si stacca a sinistra). Si esce infine dal bosco sbucando in una magnifica radura con arbusti che si attraversa per sentiero dapprima poco marcato, poi più evidente. Ora dobbiamo intercettare i solchi di una vecchia carrareccia trasversale ormai quasi invisibile in quanto totalmente inglobata dall’erba alta. Individuatala con fatica, la si segue a sinistra in discesa, entrando ben presto nel bosco. Più in basso si raggiunge un ripiano dove a sinistra si scorge una presa dell’acquedotto. Da qui si piega a destra seguendo una bella carraia che procede in leggera discesa all’interno di un magnifico ambiente boschivo. Dopo qualche minuto si esce dal bosco ormai in vista dello splendido sperone ofiolitico della Maestà di Graiana. Qui ci si ricongiunge con il percorso effettuato all’andata che si segue a ritroso fino al punto di partenza (vivamente consigliata è una breve digressione al fine di raggiungere la sommità del poggio arenaceo dove sorgeva l’antico Castello di Graiana).

 

 

 

 

 

 

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Il Monte Cavalcalupo da Pugnetolo

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Punto di partenza/arrivo: Pugnetolo 782 m

Dislivello: 588 m

Durata complessiva: 3,30/4 h

Tempi parziali: Pugnetolo-Il Giunco-conformazione ofiolitica (45 min) ; conformazione ofiolitica-crinale Parma/Baganza (45 min) ; crinale Parma/Baganza-Monte Cavalcalupo (25 min) ; Monte Cavalcalupo-sella quota 1219 m (30 min) ; sella quota 1219 m-Pugnetolo (1 h)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: gennaio 2017

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Beduzzo. Da quest’ultima località si prosegue lungo la provinciale per Corniglio incontrando dopo un paio di Km il bivio per Signatico che si ignora. Oltrepassato anche il bivio per Curatico, occorre svoltare bruscamente a destra in direzione di Pugnetolo (cartello poco visibile) per stradina asfaltata che in 3-4 km conduce alla bella frazione arroccata attorno ad un colle. 

map-1Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Suggestivo anello in luoghi remoti di grande fascino ambientale nonché panoramico. Queste montagne, così bistrattate dall’uomo, esprimono un fascino profondo e instaurano in chi le frequenta, animato dal puro desiderio di conoscerle, sensazioni difficilmente descrivibili. Benché la segnaletica CAI sia del tutto assente, non vi sono problemi nell’individuazione del giusto percorso, in quanto svolgentesi perlopiù su carraie e mulattiere molto evidenti.

Dalla chiesa di Pugnetolo (parcheggiare l’auto poco prima dell’abitato in uno spiazzo a sinistra) si prosegue a destra fino ad un piazzetta, da cui si continua a destra fino ad un bivio collocato nei pressi delle ultime case del paese. Si volta a sinistra per carraia che varca poco dopo un ruscello, procedendo poi in leggera salita. Giunti ad un bivio, si prende l’ampia e ripida traccia di destra che in breve conduce ad una casa isolata (Il Giunco) che si oltrepassa transitando a fianco del suo retro. Il tracciato cambia successivamente direzione avanzando verso NW in salita più sostenuta. Ad un bivio si ignora una carraia che si stacca a destra e si continua per il percorso principale che, procedendo in leggera salita, è affiancato a sinistra da magnifiche e panoramiche radure. In seguito la carraia effettua una netta svolta a destra e continua in moderata pendenza verso NE ai piedi di ripidi pendii. Aggirata una costa, il tracciato piega in direzione W/NW, penetrando in una valletta boscosa dove si ignora una traccia che si stacca a sinistra. Si continua per l’evidente e ampia mulattiera verso N, incontrando a sinistra altre carraie che si ignorano, giungendo poco più avanti nei pressi di un’ampia area disboscata. Guardando a sinistra si nota una piccola conformazione ofiolitica: consiglio vivamente di dirigersi verso quest’ultima guadagnandone la sommità da cui si ammira un magnifico panorama. Rimesso piede nella carraia di prima, la si segue ancora per poche decine di metri: infatti, dopo aver varcato un ruscello, si abbandona il percorso seguito fino a questo punto per imboccare a sinistra una carraia in salita. Il tracciato contorna il margine destro della già menzionata area disboscata, per poi penetrare nel bosco (ad un bivio si ignora un’ampia traccia che si stacca a sinistra) e procedere in moderata pendenza in direzione NW. Giunti in un’altra area di bosco diradato, ci si immette in una carraia più marcata che si segue a sinistra. La carraia in questione conduce in modo lineare, senza possibilità di errore, al crinale Parma/Baganza: ai pochi bivi che si incontrano è sufficiente tenere la traccia più marcata e battuta. Procedendo costantemente in direzione W/NW, ci si avvicina sempre più alla dorsale spartiacque, ignorando più in alto una ripida traccia che si stacca a destra. Dopo aver oltrepassato un cancello (recinzione a sinistra), si presenta un bivio dove si prende la carraia di destra che in più sostenuta salita, effettuando un paio di tornanti, conduce sul crinale spegnendosi nel tracciato del metanodotto. Si continua per quest’ultimo dapprima in direzione E/NE, per poi piegare, dopo un ripido strappo e una breve discesa, verso nord. Il percorso continua a salire con minore pendenza fino al punto più elevato, ossia la sommità vera e propria del Monte Cavalcalupo, 1370 m. Dalla cima, invero poco marcata, del monte, si prende a destra una traccia che in ripida discesa, tra vegetazione rigogliosa nella stagione estiva, conduce ad una mulattiera/carraia nei pressi di un suo tornante sinistrorso. La si segue a destra procedendo per essa comodamente e tenendo alla nostra sinistra il tracciato del metanodotto nel quale inevitabilmente si dovrà confluire. Messo piede su quest’ultimo, lo si segue dapprima in direzione NW, per poi piegare verso ovest raggiungendo in breve un’ampia sella di crinale a quota 1219 m. Si abbandona la dorsale spartiacque (cartello dell’ippovia con scritto Ghiare) imboccando a destra una carraia all’interno di un rimboschimento a conifere. Il tracciato perde quota in costante e mai ripida discesa, avanzando in direzione di Querceto Pugnetolo. Dopo essersi congiunti con una carraia che sale verso il crinale del Cavalcalupo, si giunge dapprima nei pressi di una baracca, per poi effettuare una netta svolta a sinistra cui fa seguito una curva verso destra. Si continua per la bella carrareccia compiendo più in basso un tornante destrorso seguito da uno sinistrorso. Nei pressi di quest’ultimo si stacca a destra (indicazione per Pugnetolo) una traccia: la si segue ritornando in circa 10 minuti nella parte alta del paese di Pugnetolo, nei pressi del primo bivio incontrato all’inizio dell’escursione.

 

 

 

 

 

 

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