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Monti Groppetto, Groppo e Orocco

21 Ott

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Punto di partenza/arrivo: strada del Passo del Chiodo 1269 m

Dislivello: complessivamente 350 m circa

Difficoltà: EE+/F la cresta NW del Groppetto ; E/E+ la salita al Monte Groppo ; E la restante parte dell’itinerario

Durata complessiva: 3,30/3,45 h

Tempi parziali: punto di partenza-Monte Groppetto per la cresta NW-Grotta del Groppetto (45 min) ; Grotta del Groppetto- Monte Groppo (30/35 min) ; Monte Groppo-sentiero 823A-bivio con il sentiero 823 (30 min) ; sentiero 823-Passo della Tabella (25 min) ; Passo della Tabella-Monte Orocco (30 min) ; Monte Orocco-Passo della Tabella-Rifugio M.Penna-punto di partenza (45 min)

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo ; eventuale assicurazione a corda per la salita e discesa dal Monte Groppetto, nessun chiodo in loco.

Ultima verifica: luglio 2016

Accesso stradale: Parma-Borgo Val di Taro-Bedonia-Ponteceno-Anzola-Passo del Tomarlo-Passo del Chiodo. Dal valico si prosegue a sinistra per stradina asfaltata che scende in direzione del Rifugio M.Penna e, oltre quest’ultimo, raggiunge il Passo della Tabella, continuando infine verso il paese di Alpe. Dopo circa 2 Km dal Passo del Chiodo si giunge ad un bivio collocato in prossimità di un tornante sinistrorso, dove si ignora a destra la sterrata che conduce al Rifugio Faggio dei Tre Comuni. Si continua a scendere, si effettua un tornante destrorso e si prosegue lungo la stradina asfaltata ancora per qualche centinaio di metri. Si abbandona l’auto in uno slargo sulla destra, all’inizio di una carrareccia chiusa da una sbarra.

Immagine (FILEminimizer)

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Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

L’Appennino parmense è delimitato ad ovest dal gruppo Monte Penna-Maggiorasca. Il valore ambientale di quest’area montuosa è notevole. Molto differente, a livello geologico, rispetto le montagne dell’Alta Val Parma e Cedra (la Val Baganza meriterebbe una trattazione a se stante) consta diverse e rinomate cime, alcune delle quali, appunto, ben note e frequentate (il Monte Penna in primis) ed altre più remote e scarsamente visitate.
Se capitate in loco, consiglio di effettuare una breve escursione che contempla la salita a due cime di particolare interesse: il Monte Groppetto e il Monte Groppo, magari in combinazione con altre della zona, come, a titolo di esempio, il Monte Trevine (interessato da una ferrata installata di recente e poi chiusa), oppure il Monte Orocco.

Dallo spiazzo, 1269 m, si segue la carraia in leggera discesa giungendo dopo pochi minuti ad un bivio dove si ignora un’ampia traccia che si stacca a sinistra (paletto di legno con segnavia del CAI). Si continua lungo la carrareccia che, procedendo in leggera salita, conduce ad un ripiano con capanno a sinistra e bacheca con cartina a destra (appena prima del ripiano si stacca a sinistra una mulattiera con segnavia bianco-rossi che rappresenta il percorso di ritorno). Si abbandona la carraia, che si sposta a destra verso la sterrata di accesso al Rifugio Faggio dei Tre Comuni, e si punta ad un segnavia bianco-rosso posto sul tronco di un albero collocato a sinistra rispetto la menzionata bacheca con cartina. Imbocchiamo il sentiero n° 823b che nella sua parte iniziale risulta molto poco evidente. Dopo il secondo segnavia, la traccia sembra perdersi: si deve risalire verso sinistra il pendio boscoso rintracciando dopo pochi metri altri segnavia. In seguito il sentiero diviene più marcato e, transitando in prossimità di grossi blocchi, conduce ad un piccolo ripiano boscoso. Da qui, guardando a sinistra, si notano delle lisce placche: abbandoniamo perciò il percorso segnato per dirigersi verso queste ultime e, una volta raggiunta la base, ci si sposta verso sinistra contornandola per pochi metri. Appena dopo, infatti, si asseconda una labile traccia che continua ad attraversare il pendio boscoso restando un po più in basso rispetto il margine dalla parete. Si giunge così in prossimità di una bella crestina che rappresenta una delle due possibilità per salire in cima al Monte Groppetto. A tal fine, si risalgono i pochi metri di ripido pendio erboso che ci separano dalle rocce, e si inizia l’arrampicata effettuando un obliquo verso sinistra su roccia solida e ben appigliata (II°-/II°). Una volta giunti sul filo di cresta, la si segue facilmente, anche se espostamente, approdando sull’aerea sommità dell’anticima (I°+). Si discendono alcune ripide roccette e si giunge alla selletta che separa la cima principale dall’anticima. Si scala con divertente arrampicata un arrotondato spigolo dotato di solidi appigli, guadagnando infine la notevole sommità del Groppetto, 1329 m (II°-). La seconda e più facile possibilità per salire in cima è questa: anziché scalare la crestina, si continua ad attraversare nel bosco montando per ripide roccette su un poggio. Da qui si contornano le rocce basali del versante NE giungendo, dopo un breve tratto in discesa, sotto lo sbocco di un canalino con alberi che, se seguito, condurrebbe alla selletta fra cima e anticima. Si continua ad attraversare individuando un altro ripido solco, per poi risalire brevemente il pendio boscoso giungendo, dopo un traverso a sinistra sotto ripide pareti, su una costa, dove a sinistra si nota una specie di fenditura o trincea naturale. Da qui si obliqua verso destra risalendo gli ultimi metri di ripido pendio con roccette affioranti che ci separano dalla sommità del Groppetto. Per la discesa dalla cima le possibilità sono due: 1) scendere in arrampicata per l’arrotondato spigolo fino alla selletta fra cima e anticima (non è presente alcun ancoraggio per un’eventuale calata). Da qui, avendo la cima alle spalle, si discende a destra un ripido e scomodo canalino con alberi. Entrati nel bosco si continua verso sinistra (faccia a valle), giungendo, dopo breve risalita, a ridosso delle rocce. Messo piede su un poggetto, si discendono verso sinistra alcune roccette, ritornando in breve nei pressi dell’inizio della crestina. 2) Dal limite orientale della sommità si penetra verso sinistra (faccia a valle) all’interno del bosco e si discende un ripido pendio con roccette affioranti obliquando verso destra. Raggiunta una costa (guardando a destra si nota una specie di fenditura o trincea naturale) si comincia ad attraversare verso sinistra (faccia a valle) contornando ripide pareti. Si scende a destra per qualche metro e si continua ad attraversare nella stessa direzione di prima giungendo sotto lo sbocco di un breve canalino con alberi. Da qui, come nel percorso precedente, si risale brevemente a ridosso delle rocce, per poi procedere in piano per pochi metri, fino a mettere piede su un poggetto. Si discendono verso sinistra alcune roccette, ritornando poco dopo nei pressi della crestina che abbiamo salito, e, infine, nel sentiero segnato (823b). Dal ripiano boscoso si segue la traccia che passa a fianco di grossi massi, notando a sinistra, dopo pochi metri, l’ingresso della grotta del Groppetto. Tale cavità, conosciuta come “Buca del Diavolo”, fu originata, oltre che da fenomeni carsici, da una frana. Presenta una profondità di 6m, una lunghezza di 25m e una conformazione a V rovesciata (informazioni desunte dal libro di ANDREA GRECI “Guida ai sentieri dell’Appennino parmense: Val Taro e Val Ceno; ed. Gazzetta di Parma 2011). Per una visita alla piccola cavità è necessaria una lampada frontale. Si continua lungo il sentiero segnato che poco dopo, piegando a destra, inizia a discendere il pendio boscoso, conducendo in breve ad una piccola radura con cartello a destra. Si affronta ora la salita al Monte Groppo che, seppur piuttosto ripida e disagevole nella sua parte superiore, non presenta alcuna difficoltà. Dalla radura si segue un’ampia traccia che dopo qualche metro compie una svolta verso sinistra procedendo in moderata pendenza. Giunti in prossimità di un masso, si piega a destra imboccando un sentiero che risale il ben ripido pendio boscoso compiendo diversi tornanti. Occorre assecondare attentamente i segnavia del CAI, in quanto la traccia non sempre è ben incavata nel terreno. Nella parte superiore ci si avvicina alle verticali pareti del versante ovest del Monte Groppo e si continua sempre in decisa salita approdando infine ad una selletta. Si piega sinistra uscendo in breve dal bosco e giungendo sotto la cintura rocciosa che precede la sommità. Si risale un ripido canalino con roccette iniziali, guadagnando così la magnifica cima del Monte Groppo, 1347 m, che offre un panorama davvero grandioso. Dalla sommità ritorniamo sui nostri passi fino alla piccola radura tra Groppo e Groppetto e si continua imboccando a destra un’ampia traccia che procede inizialmente in piano. La bella mulattiera, attraversando un magnifico ambiente boscoso, conduce, dopo una breve e leggera risalita, al ripiano con capanno e bacheca con cartina incontrato nella parte iniziale dell’escursione. Da qui si ripercorre la carraia seguita in precedenza, svoltando al primo bivio (appena prima che il tracciato inizi a salire) a destra per ampia carrareccia. Dopo pochi metri la si abbandona per imboccare a sinistra (segnavia bianco-rossi del percorso CAI n° 823) una bella mulattiera che procede in piano all’interno del bosco. Si oltrepassano alcuni ruscelli e si continua per l’ampia traccia che attraversa, con percorso talora un po monotono, una vasta area disboscata. Dopo un lungo tratto (ai diversi bivi tenere sempre il tracciato che procede orizzontalmente) si giunge in vista di un paletto con freccia in legno di colore arancione collocato alla nostra sinistra. Si abbandona la carraia e si sale a sinistra, raggiungendo in breve la strada asfaltata proveniente dal Passo del Chiodo. La si segue a destra in discesa per pochi minuti raggiungendo il Passo della Tabella, 1241 m, dove si prosegue diritto imboccando il sentiero 829 alla volta del Monte Orocco. Il tracciato, seppur quasi del tutto sprovvisto di segnavia, è molto logico e non abbisogna di particolari spiegazioni. Ci si mantiene quasi sempre nei pressi della dorsale occidentale del monte, contornando il limite superiore di ampi e dolci declivi prativi ammirando visuali davvero impareggiabili. Dopo un breve tratto in discesa si giunge ad un incrocio dove si prosegue diritto risalendo il pendio prativo che precede la sommità del Monte Orocco, 1365 m, che si raggiunge in breve (l’ultima salita è piuttosto faticosa). Dopo una meritata sosta al fine di ammirare lo splendido e completo panorama che offre la cima di questo monte, ritorniamo sui nostri passi fino al Passo della Tabella, da cui si segue la stradina asfaltata in direzione Passo del Chiodo. Dopo un tratto in salita, si giunge in prossimità del Rifugio Monte Penna, 1295 m, e si continua a seguire la carrozzabile in discesa facendo ritorno, dopo alcuni minuti, allo slargo dove abbiamo parcheggiato l’auto.

 

 

 

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