Monti Groppetto, Groppo e Orocco

 

Punto di partenza/arrivo: strada del Passo del Chiodo, 1270 m 

Dislivello: 350 m ca. complessivi 

Difficoltà: EE+/F l’ascesa al Groppetto  ; E/EE la restante parte dell’itinerario 

Durata complessiva: 3,30/3,45 h 

Tempi parziali: punto di partenza-Monte Groppetto-Grotta del Groppetto (45 min) ; Grotta del Groppetto- Monte Groppo (30/35 min) ; Monte Groppo-sentiero n° 823A-bivio con il sentiero n° 823 (30 min) ; sentiero n° 823-Passo della Tabella (25 min) ; Passo della Tabella-Monte Orocco (30 min) ; Monte Orocco-Passo della Tabella-Rifugio M. Penna-punto di partenza (45 min) 

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo ; eventuale assicurazione a corda per la brevissima scalata al Monte Groppetto 

Ultima verifica: luglio 2016 

Accesso stradale: Parma-Borgo Val di Taro-Bedonia-Ponteceno-Anzola-Passo del Tomarlo-Passo del Chiodo. Dal valico si prosegue a sinistra per stradina asfaltata che scende in direzione del Rifugio M. Penna e del Passo della Tabella. Dopo circa 2 Km si giunge ad un bivio situato in prossimità di un tornante sinistrorso, dove si ignora a destra la sterrata che conduce al Rifugio Faggio dei Tre Comuni. Effettuato un tornante destrorso, si prosegue lungo la stradina ancora per qualche centinaio di metri. Si abbandona l’auto in uno slargo sulla destra, all’inizio di una carrareccia chiusa da una sbarra 

 

Immagine (FILEminimizer)

map (4)www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario 

L’Appennino parmense è delimitato ad ovest dal gruppo Monte Penna-Maggiorasca. Il valore ambientale di quest’area montuosa è notevole. Molto differente a livello geologico rispetto le montagne dell’Alta Val Parma e Cedra (la Val Baganza meriterebbe una trattazione a sé stante) consta di diverse cime, alcune delle quali molto note e frequentate (il Monte Penna in primis). In questa sede si propone un trittico di grande interesse e suggestione. 

Dallo spiazzo in cui abbiamo parcheggiato l’auto, si asseconda una forestale in leggera discesa, trascurando a sinistra, dopo pochi minuti, una carraia (la seguiremo dopo aver salito il Groppetto e il Groppo). Si continua lungo la carrareccia che, procedendo in leggera salita, conduce ad un ripiano con capanno a sinistra e bacheca con cartina a destra (appena prima del ripiano si stacca a sinistra una mulattiera che rappresenta il percorso di ritorno). Abbandonata la carraia, si punta ad un segnavia bianco-rosso (percorso CAI n° 823b) posto sul tronco di un faggio collocato a sinistra rispetto la menzionata bacheca con cartina. Dopo il secondo segnavia la traccia sembra perdersi: si deve procedere in obliquo ascendente verso destra, transitando in prossimità di grossi blocchi, fino a raggiungere una specie di ripiano boscoso. Qui abbandoniamo temporaneamente il percorso al fine di intraprendere l’ascesa al Monte Groppetto. Dirigendosi a verso le rocce dell’ammasso ofiolitico, si volge a sinistra costeggiandole per un tratto, intercettando anche una labile traccia. Si giunge così in prossimità di una bella crestina che rappresenta una delle due possibilità per conquistare la sommità della singolare montagna. A tal fine, si risalgono i pochi metri di ripido pendio che ci separano dalle rocce e si inizia l’arrampicata effettuando un obliquo a sinistra sfruttando solidi e generosi appigli (I°+/II°-). Assecondando poi il facile ma esposto filo di cresta (I°+), si conquista l’ariosa sommità dell’anticima. Dopo aver disceso una brevissima balza, si approda alla selletta che separa la cima principale dall’anticima. Da qui si scala con bella arrampicata un arrotondato spigolo dotato di solidi appigli (II°-), guadagnando con soddisfazione la notevole sommità del Groppetto, 1329 m. Esiste una seconda e più facile possibilità di accesso alla cima. Doppiata la crestina, si rimontano delle roccette con erba, raggiungendo una specie di poggetto. Da qui si contornano le rocce basali del versante occidentale del groppo roccioso, notando un paio di canali, di cui il primo è quello che scende dalla sella tra cima e anticima. Dopo una brevissima salita e un traverso a sinistra in cui si costeggia una verticale balza, si giunge nei pressi di una costa dove a sinistra si nota una specie di fenditura o trincea naturale. Da qui si obliqua verso destra risalendo gli ultimi metri di ripido pendio che ci separano dalla sommità del Groppetto. Per la discesa dalla cima le possibilità sono due: 1) scendere in arrampicata l’arrotondato spigolo fino alla selletta tra cima e anticima (non è presente alcun ancoraggio per un’eventuale calata). Da qui, voltando le spalle alla cima, ci si cala a destra per ripido e scomodo canalino con alberi, penetrando poco sotto nel bosco. Volgendo a sinistra, si costeggiano le rocce del versante occidentale della montagna, fino a raggiungere un poggetto. 2) Dal limite orientale della sommità, si penetra verso sinistra (faccia a valle) all’interno del bosco e si discende, obliquando verso destra, un ripido pendio con rocce affioranti. Raggiunta una costa (guardando a destra si nota una specie di fenditura o trincea naturale) si prosegue a sinistra (faccia a valle) contornando inizialmente una verticale paretina. Dopo essere scesi per qualche metro, si continua ad attraversare nella stessa direzione di prima notando due canali, di cui il secondo è quello che scende dalla selletta tra cima e anticima. Sbucati su un poggetto, si discendono verso sinistra alcune roccette, ritornando nei pressi della crestina che abbiamo salito. Ripreso il percorso segnato, si transita a fianco di gendarmi e grossi massi, notando a sinistra l’ingresso della grotta del Groppetto. Tale cavità, conosciuta come “Buca del Diavolo”, fu originata, oltre che da fenomeni carsici, da una frana, presentando una profondità di 6 m e una lunghezza di 25 m (per una consigliabile visita alla piccola cavità è necessaria una lampada frontale). Si continua lungo il poco evidente sentiero segnato che, piegando a destra, inizia a discendere il pendio boscoso effettuando alcuni tornanti. Approdati in una piccola radura con cartello a destra, si affronta l’ascesa al Monte Groppo che, seppur piuttosto ripida e disagevole nella sua parte superiore, non presenta alcuna difficoltà. Dalla radura si segue a destra un’ampia traccia che dopo qualche metro compie una netta svolta sinistra procedendo in lieve/moderata pendenza. Giunti in corrispondenza di un masso, si piega a destra avanzando per sentiero che risale il ben ripido pendio boscoso compiendo diversi tornanti. Nella parte superiore ci si avvicina alle verticali pareti del versante ovest del Monte Groppo e, continuando in decisa salita, si raggiunge una selletta. Volgendo a sinistra, si esce dalla copertura boscosa e si risale un canalino (catena metallica) che incide la cintura rocciosa terminale. Conquistata la magnifica cima del Monte Groppo, 1347 m, è possibile raggiungere una madonnina collocata lungo la sua dorsale sud-orientale. Dalla sommità ritorniamo sui nostri passi fino alla piccola radura tra Groppo e Groppetto. Da qui si imbocca a destra un’ampia traccia che procede inizialmente in piano (ad un bivio si trascura un percorso che si stacca a destra). La bella mulattiera, attraversando un magnifico ambiente boschivo, conduce, dopo una breve e leggera salita, al ripiano con prefabbricato e bacheca incontrato nella parte iniziale dell’escursione. Da qui si ripercorre la forestale proveniente dalla strada Passo del ChiodoPasso della Tabella, abbandonandola appena prima che inizi a salire, continuando a destra per larga carrareccia. La si lascia quasi subito per imboccare a sinistra (segnavia bianco-rossi del percorso CAI n° 823) un’ampia mulattiera che procede in piano all’interno di una splendida faggeta. Si oltrepassano alcuni ruscelli e si continua per l’ampia traccia che attraversa, con percorso talora un po’ monotono, una vasta area disboscata. Con andamento perlopiù pianeggiante, si doppiano diverse coste delimitanti alcuni avvallamenti, trascurando tracce laterali. Dopo un tornante sinistrorso in cui si tralascia a destra una carraia, e un ulteriore tratto in piano/lieve discesa, ci si immette nella strada asfaltata proveniente dal Passo del Chiodo. La si segue a destra in discesa per pochi minuti raggiungendo il Passo della Tabella, 1241 m. Dal valico si prosegue diritto imboccando l’ottimo sentiero n° 829 alla volta del Monte Orocco. Il tracciato, seppur quasi del tutto sprovvisto di segnavia, è molto logico e non abbisogna di particolari spiegazioni. Ci si mantiene quasi sempre nei pressi della dorsale occidentale della montagna (la Costa del Cerro), contornando il limite superiore di ampi e panoramici declivi prativi. Dopo una breve discesa, si giunge ad un incrocio dove si taglia un’ampia traccia. Si inizia così la risalita del pendio prativo che precede la sommità del Monte Orocco, 1365 m, faticando discretamente nella parte finale. Dopo una meritata sosta al fine di ammirare lo splendido e completo panorama che offre la cima di questa montagna, ritorniamo sui nostri passi fino al Passo della Tabella. Da qui, per ritornare al punto di partenza è sufficiente seguire la stradina asfaltata in direzione del Passo del Chiodo, transitando nei pressi del Rifugio Monte Penna

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