Anello del Monte Fuso (invernale)

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Punto di partenza/arrivo: Campora 643 m

Dislivello: 470 m ca.

Durata complessiva: 3/3,45 h

Tempi parziali: Campora-Case Ruffaldi-La Pietra (20 min.) ; La Pietra-sentiero 763-Cippo del Monte Fuso (1,30/1,45 h) ; Cippo del Monte Fuso-sella quota 1080 m-sentiero 761/759-Campora (1,15/1,30 h)

Difficoltà: EAI (escursionistico in ambiente innevato)

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo invernale (ciaspole)

Ultima verifica: febbraio 2015

Accesso stradale: Parma-Traversetolo-Neviano degli Arduini-Sasso-Campora

Immagine (FILEminimizer) www.montefuso.it

Descrizione dell’itinerario 

Il Monte Fuso rappresenta uno dei “1000 metri” più vicini a Parma. Nonostante questo, a livello escursionistico, non mi sembra valorizzato a dovere. Propongo un’escursione ad anello, in veste invernale, con punto di partenza e arrivo localizzato a Campora. Ovviamente, a causa della bassa quota, la neve è presente solo dopo abbondanti nevicate. Inoltre, in considerazione della scarsa fruizione escursionistica, è quasi impossibile trovare tracce o piste nel manto nevoso. Per questo motivo è necessario affrontare l’escursione muniti di ciaspole. l’itinerario non pone problemi di individuazione del giusto percorso, in quanto si svolge su ampi sentieri e mulattiere il cui tracciato è molto evidente anche in caso di neve abbondante. 

Dal paese di Campora (parcheggiare l’auto nel grande spiazzo di fronte alla chiesa) si percorre per un breve tratto la strada verso Sasso fino al bivio per Case Ruffaldi (cartelli). Salendo per stradina asfaltata si raggiunge la bella frazione da cui si prosegue a sinistra in direzione di La Pietra. Uno stradello conduce alla menzionata località (si tratta di una casa rurale) caratterizzata da un poggio che precipita verso nord con piccole pareti della stessa arenaria di quella della Pietra di Bismantova. Proseguendo diritto per carraia si raggiunge poco dopo un bivio con indicazioni. Trascurato a sinistra il percorso proveniente dalla strada Sasso-Scurano, si continua a destra per ampia mulattiera che risale inizialmente un costone. Rientrati nel bosco, dopo essere passati a fianco di un cippo a ricordo dei partigiani si giunge in un’area disboscata con traccia che sale a destra. Proseguiamo per il percorso principale che poco più in alto compie un’ampia svolta verso destra. Proprio in questo tratto possiamo ammirare splendidi muretti a secco in origine delimitanti appezzamenti e proprietà. Approdati nel versante opposto (Enza), si incontra un incrocio con cartelli da cui si prosegue a destra assecondando il percorso n° 763. Nella stagione invernale è poco probabile trovare tracce nella neve, tuttavia l’orientamento è piuttosto immediato: è sufficiente seguire gli ottimamente posizionati segnavia del CAI. Dopo il tratto iniziale nel bosco, si contorna il margine di un’ampia radura (belle vedute sulle montagne del reggiano) progredendo verso la dorsale del Monte Fuso. Rientrati nel bosco, si incomincia ad assecondare il crinale montuoso avanzando in lieve salita con qualche singola sezione più ripida. Si continua lungamente per il piacevole percorso avendo sempre come direttrice la boscosa dorsale, lasciandosi guidare dai puntuali segnavia bianco-rossi. In prossimità di un rimboschimento a conifere, si incontra un bivio (indicazioni) dal quale si prosegue diritto ignorando a sinistra un’ampia traccia che procedendo in leggera discesa conduce al Parco Faunistico. Si continua lungo il percorso di crinale tendendosi spesso alla sua sinistra, contornando il margine di radure/pendii nevosi con arbusti. Più in alto, appena dopo un bivio con traccia che scende a sinistra, si giunge nei pressi di un balcone panoramico che costituisce il punto di lancio per i voli con il parapendio. Rientrati nel bosco (tavolo con panche e pannello con cartina a sinistra) si prosegue per il comodo percorso fino a sbucare sulla sommità principale del Monte Fuso 1115 m, dove si trova un caratteristico cippo eretto nel 1901. In realtà non si tratta della quota più elevata della montagna (1134 m), situata lungo la dorsale sud-ovest in direzione del Castello di Rusino, poco dopo i Prati Dolci. Dalla sommità si inizia la discesa lungo il percorso n° 763, affiancato in alcuni punti da una staccionata, perdendo quota piuttosto ripidamente all’interno del bosco. Giunti nei pressi di alcune radure, si trascura subito un’ampia traccia che si stacca a destra e si prosegue diritto per il percorso segnato. Avanzando in lieve salita, si mette piede in un’ampia sella a quota 1080 m (indicazioni) dove si tralascia a sinistra una carraia proveniente da Rusino. Proseguendo a destra ci si sposta nel versante settentrionale della montagna e dopo un tratto in discesa seguito da una breve risalita si incontra un bivio. Abbandonato il percorso n° 763 che sale in direzione del crinale, si prende a destra (freccia segnaletica) una traccia che scende verso Campora e Vezzano. La mulattiera, contrassegnata n° 761, compie numerose svolte e nonostante la quasi totale assenza di segnavia risulta molto evidente anche in caso di neve abbondante. Più in basso si attraversa un’area disboscata oltre la quale il percorso si fa più ripido e scomodo. Compiendo altre svolte e tornanti (dopo uno destrorso si nota a sinistra una costruzione diroccata), si raggiunge un bivio dove le indicazioni potrebbero non essere visibili in caso di spesso manto nevoso. Trascurato a destra il percorso n° 760, si prosegue a sinistra raggiungendo dopo alcuni minuti un altro bivio con indicazioni. Ignorato a sinistra il sentiero per Moragnano, si va a destra, o meglio si prosegue diritto in direzione di Campora (percorso n° 759). L’ampia traccia compie un tornante destrorso cui fa seguito una brusca svolta a sinistra. All’ulteriore bivio che si incontra, trascurata a destra una traccia evidente ma non segnata, si continua diritto fino ad inserirsi in un ampio percorso che si asseconda a destra. Dopo un tratto in leggera salita temporaneamente fuori dal bosco, si valica una sella caratterizzata da marne. Ripiombati in un fitto ma suggestivo bosco, si avanza per comodo ed evidente tracciato, ammirando, grazie ad alcune aperture, il sottostante Borgo della Malora. Varcato un ruscello, si svolta bruscamente a sinistra e si scende per stradello trascurando a sinistra l’entrata del menzionato borgo. Dopo alcune villette che si costeggiano, raggiunto il centro principale di Campora, si volge a destra lungo la strada Lagrimone-Sasso che ci ripota la parcheggio antistante la chiesa. 

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