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Archivi categoria: Appennino parmense: Monte Fuso

Il Monte Fuso da Querceto

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Punto di partenza/arrivo: S.P. 80 nei pressi del bivio per Querceto

Dislivello: 720 m ca.

Tempi parziali: S.P. 80-Parco faunistico Monte Fuso (1 h) ; Parco faunistico-cippo Monte Fuso (45 min) ; cippo Monte Fuso-incrocio a quota 812 m (30 min) ; incrocio a quota 812 m-costa a quota 810 m (25/30 min) ; costa a quota 810 m-Gulghino (30 min) ; Gulghino-Parco faunistico-Querceto-S.P. 80 (1,20 h)

Durata complessiva: 4,30/4,45 h

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: giugno 2018

Accesso stradale: Parma-Traversetolo-Neviano degli Arduini-Sasso-Scurano-Ruzzano. Da quest’ultima località si continua lungo la S.P.80 in direzione di Lagrimone solo per poco. Infatti, individuata a destra la stradina cementata per Querceto (N° civico 9), si abbandona l’auto in un qualche spiazzo a sinistra della carreggiata (scarse possibilità di parcheggio)

0001 (FILEminimizer)Mappa escursionistica del Monte Fuso

 

Descrizione dell’itinerario

Interessante escursione nel versante Enza del Monte Fuso. La carraia che da Querceto conduce al Parco faunistico è purtroppo percorsa da mezzi d’esbosco, moto da cross e fuoristrada. Per questo motivo risulta in diversi tratti alquanto fangosa e con profondi solchi, rendendo il cammino, nonostante la bellezza dell’ambiente boschivo in cui ci si trova, a volte poco gradevole.

Dalla S.P. 80 si imbocca a destra (cartelli) una stadina, inizialmente cementata, che conduce alla casa isolata di Querceto618 m. Appena oltre la costruzione, l’ampia traccia svolta a destra conducendo ad un bivio in corrispondenza di un tornante destrorso. Ignorata una carraia che si stacca a sinistra, continuiamo per il percorso principale (contrassegnato n° 761) effettuando appena dopo una curva a sinistra. Si avanza in direzione NE, superando uno strappo piuttosto ripido e procedendo in seguito in leggera discesa. Aggirata mediante curva a sinistra una costa boscosa, si entra nella valle delimitata dal Monte Faino ad ovest e dal Monte Lavacchio a est, e si continua per il percorso principale che guadagna quota in moderata pendenza. Senza possibilità di errore (ad un bivio si prosegue a destra) si raggiunge il limite inferiore di un’area orribilmente disboscata dove si ignora a sinistra una traccia di esbosco. Si continua invece a destra per carraia infangata contornando tutto il margine inferiore dell’area disboscata. Dopo una presa d’acquedotto, è necessario compiere una ripida e poco piacevole salita per carraia alquanto rovinata dai fuoristrada. Poco più in alto si passa a fianco di una suggestiva parete strapiombante con presa dell’acquedotto e si prosegue per l’ampio tracciato effettuando in seguito un paio di tornanti. Dopo l’attraversamento di un’altra area disboscata e appena prima di un ruscello, ci si immette in un’altra carraia (cartello) che si segue a destra. Appena dopo, mediante netta svolta a destra, si varca un secondo ruscello, costeggiando in questo tratto un notevole muro a secco (situato alla nostra sinistra) e passando a fianco di una costruzione diroccata (alla nostra destra). Confluiti in una carraia, la seguiamo a destra avanzando in piano, raggiungendo in questo modo il sommo della valle la cui sponda sinistra orografica abbiamo risalito. Qui incontriamo il bivio con il percorso n° 762A proveniente da Scurano, oltre il quale si approda nel piazzale antistante il Parco faunistico del Monte Fuso886 m. Si segue la strada asfaltata a sinistra per pochi metri e la si abbandona imboccando una mulattiera contrassegnata n° 761A (cartelli). Al primo bivio si ignora a sinistra una traccia inerbita (che conduce ad una casa) e si prosegue per la mulattiera selciata delimitata da muretti a secco. Poi il tracciato si restringe a sentiero che si segue temporaneamente fuori dal bosco. Poco dopo ci si inserisce in una carraia che si prende a sinistra avanzando in piano, notando alla nostra destra altri interessanti esemplari di muretti a secco. Giunti nei pressi di un’area disboscata, si incontra un bivio (cartelli) dove si prosegue a destra, avanzando in salita lungo il margine sinistro dell’area. Al bivio successivo si prende a destra (freccia segnaletica gialla con il n°1) e dopo breve salita si mette piede nella strada asfaltata che si segue a sinistra. Dopo alcuni minuti di cammino, in corrispondenza di una curva a sinistra della strada, si stacca a destra uno stradello che si imbocca piegando subito a sinistra (cartello). Si guadagna quota per bellissimo sentiero che inizialmente asseconda una notevole stratificazione di arenaria del tipo della Pietra di Bismantova (ne incontreremo altre nel prosieguo dell’escursione). Poco più avanti si segue una costa boscosa, costeggiando successivamente il margine destro di una bella radura. Poi il sentiero si impenna e, in moderata pendenza con alcune svolte, conduce alla sommità del Monte Fuso1115 m, caratterizzata da un cippo eretto nel 1901. Dalla cima si scende a destra seguendo l’ampia mulattiera che asseconda il crinale della montagna (percorso CAI n° 761-763). Poco più in basso si passa a fianco di un magnifico balcone panoramico, punto di decollo per i voli con il parapendio, da cui si ammira una visuale davvero grandiosa. Al bivio successivo si prosegue a sinistra lungo il sentiero di crinale, lasciando a destra la continuazione dell’ampia traccia seguita fino a questo momento. Si perde quota lungo l’ottimo sentiero raggiungendo più in basso, nei pressi di un rimboschimento a conifere, un bivio (cartelli) dal quale il percorso n° 761 si sposta a destra (appena dopo il bivio possiamo notare un interessante cippo confinario). Noi continuiamo a seguire il percorso di crinale, sempre evidente e ben segnato, fino ad uscire temporaneamente dal bosco al sommo di una bella e panoramica radura che si attraversa. Rientrati nella vegetazione, si scende ancora per un breve tratto, raggiungendo infine un incrocio (cartelli) a quota 812 m. Da qui il sentiero segnato continua a sinistra aggirando la dorsale del monte; noi invece proseguiamo a destra per mulattiera contrassegnata da sporadici bolli di vernice gialla, paletti e frecce segnaletiche dello stesso colore. Seguendo un sentiero in leggera discesa (piuttosto infrascato nella stagione estiva) si esce poco più avanti dal bosco in corrispondenza del margine inferiore della radura che in precedenza abbiano attraversato al suo sommo. Per tratturo abbastanza evidente nonostante l’erba alta, si attraversa tutto il limite inferiore del campo fino a compiere una svolta a sinistra all’interno di un piccolo avvallamento. Subito dopo si piega a destra (freccia segnaletica di colore giallo seminascosta dalla folta vegetazione) e si continua per sentiero marcato a mezza costa. Dopo una curva a destra si costeggia con andamento pianeggiante il margine inferiore di un’altro campo, ignorando poco più avanti una traccia che sale a destra. Il percorso effettua poi una netta svolta a sinistra costeggiando un notevole e antico esemplare di muro a secco. Si prosegue per la pianeggiante mulattiera avanzando ai lati di altri campi e radure, per poi salire leggermente compiendo alcune svolte. Più avanti il tracciato, delimitato a sinistra da una recinzione, confluisce in una carrareccia (l’accesso ad una casa) che va seguita a destra. Si procede in leggera salita avendo a destra una radura e a sinistra un poggetto boscoso. Ignorata a destra una carraia in salita, si abbandona appena dopo il percorso che stiamo seguendo, continuando diritto su ampia traccia che in breve conduce ad un bivio in corrispondenza di una costa boscosa (810 m). Delle due mulattiere che si staccano a destra, si prende preferibilmente quella di destra (si può seguire anche l’altra) che poco dopo piega a sinistra spegnendosi in una carraia. La seguiamo a sinistra per pochi metri rinvenendo a destra la continuazione del vecchio tracciato. Si guadagna quota camminando su notevoli stratificazioni arenacee che potrebbero sembrare a prima vista un selciato costruito dall’uomo. Giunti ad un bivio (paletto con freccia di colore giallo) si va a destra e si sale per ampia traccia, incontrando poco più in alto un incrocio dove si tira diritto. Il percorso svolta subito a sinistra (a destra si ignora una carraia inerbita) e procede in moderata pendenza assecondando altre interessanti stratificazioni arenacee. Giunti in corrispondenza di una recinzione con cancello a destra, il tracciato svolta repentinamente a sinistra e sale costeggiando la menzionata recinzione. Dopo una curva a destra si guadagna quota nei pressi del margine sinistro di un campo e si avanza ancora per un tratto in moderata pendenza. Confluiti nella carraia abbandonata a quota 810 m, che ora si presenta per un tratto cementata, la seguiamo a destra (il cemento lascia poi posto allo sterrato) raggiungendo in breve un bivio (a sinistra si nota una piccola costruzione diroccata) dove a destra si stacca un’altra carraia. Proseguiamo diritto virando appena dopo a sinistra ed avanzando in leggera discesa. Si oltrepassa una sbarra e si raggiunge poco più avanti un ripiano in mezzo a bosco dove il percorso piega a destra. Delle due tracce che si presentano, prendiamo quella di sinistra mediante la quale effettuiamo subito una svolta in questa direzione. Poco più avanti si taglia un sentiero per le MTB e, dopo una curva a destra, lo si riattraversa nuovamente. Si raggiunge in breve un evidente incrocio (cartelli) dove prendiamo a sinistra la mulattiera per Gulghino. Si scende lungo l’antico tracciato che asseconda per un tratto un’incredibile lastra d’arenaria. Osservando gli splendidi muretti a secco ed effettuando alcune svolte, si giunge ad un bivio (cartelli) a poca distanza dal nucleo agricolo. Proseguendo diritto si raggiungono le case diroccate situate nei pressi di un’ampia e magnifica radura. Ritornati sul percorso principale lo si segue in costante discesa penetrando più in basso in una valletta. La vecchia mulattiera prosegue lungo la sua sponda destra ed avanza prima in leggera discesa, poi in lieve salita ed infine a saliscendi. Approdati nella strada asfaltata proveniente da Scurano in corrispondenza di un suo tornante destrorso (nel senso di salita), la seguiamo a sinistra raggiungendo in meno di 10 minuti il Parco faunistico. Da qui si ritorna a Querceto seguendo a ritroso lo stesso percorso effettuato in salita.

 

 

 

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Monte Fuso: anello da Sasso

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Punto di partenza/arrivo: bivio per la Pieve di Sasso 670 m

Durata complessiva: 3,30 h

Tempi parziali: bivio per la pieve-costa a quota 810 m (1 h) ; costa a quota 810 m-cippo Monte Fuso (45 min) ; cippo Monte Fuso-bivio sentiero n° 760 (45 min) ; bivio sentiero n° 760-bivio per la pieve (1 h)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: gennaio 2018

Accesso stradale: Parma-Traversetolo-Neviano degli Arduini-Sasso. Da quest’ultima località si prosegue in direzione di Scurano parcheggiando l’auto in prossimità del bivio con la stradina asfaltata che conduce alla pieve romanica di Sasso.

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Descrizione dell’itinerario

Interessante anello su sentieri evidenti ma pochissimo frequentati a livello escursionistico. Attualmente l’unica “fruizione” di questa notevole montagna del medio Appennino parmense sembra essere quella delle discese in MTB, con appositi sentieri riservati unicamente a questa attività. Il percorso suggerito permette di gustare le peculiarità di entrambi i versanti del Monte Fuso.

Dal bivio per la pieve romanica si imbocca nel lato opposto della strada un’ampia traccia contrassegnata CAI n° 763. Al primo bivio (cartelli) si piega a sinistra procedendo in più decisa salita effettuando alcune svolte. Successivamente si continua per ottimo sentiero, delimitato da una staccionata, che dopo un ripido strappo confluisce in una carraia. La si segue a destra, inizialmente in leggera discesa, giungendo poco dopo al bivio con il percorso n° 759A proveniente da Case Ruffaldi. Noi continuiamo a sinistra per ampia mulattiera che sale tenendosi nei pressi del dorso di una costa marnosa. Appena dopo si rientra nel bosco e si prosegue in moderata pendenza incontrando poco più in alto un cippo a ricordo dei partigiani. Dopo aver attraversato una piccola area disboscata, si inizia mediante svolta a destra l’aggiramento del dorso del crinale NE del Monte Fuso (notevoli esemplari di muretti a secco). Giunti ad incrocio in versante Enza, si abbandona il percorso n° 763 e si prosegue diritto per sentiero evidente contrassegnato da bolli di vernice gialla e alcune frecce segnaletiche. Poco più avanti si esce temporaneamente dal bosco per attraversare il margine inferiore di una bella radura seguendo un evidente tratturo. Penetrati in una piccola valletta, si abbandona la traccia che piega a sinistra in discesa e si prosegue diritto (freccia segnaletica gialla con il numero 4) per sentiero per procede in lieve salita. Con andamento pianeggiante si costeggia un’altra bella radura fino a compiere una netta svolta a sinistra in corrispondenza di un notevole muro a secco con massi di arenaria sistemati ad arte. Contornando quest’ultimo per un tratto, si avanza comodamente per la splendida mulattiera pianeggiante affiancata ai lati da campi e panoramici prati. Rientrati nel bosco, si prosegue per ampia traccia effettuando poco più avanti una svolta a destra, confluendo in breve in una carraia. La seguiamo a destra in lieve salita al margine di un’ampia radura alla nostra destra. Ignorata una ripida traccia che si stacca in questa direzione, si abbandona appena dopo la carraia su cui stiamo camminando nel momento in cui essa piega a sinistra in discesa. Proseguiamo diritto approdando quasi subito sul dorso di una costa boscosa a quota 810 m. Da qui si staccano a destra due tracce: noi imbocchiamo quella di destra che poco dopo confluisce in una carraia che si segue a sinistra per pochissimi metri. Infatti, appena prima che la traccia confluisca con il percorso abbandonato a quota 810 m, si scorge a destra la continuazione della vecchia mulattiera che seguiamo in moderata pendenza ammirando notevoli stratificazioni arenacee. Giunti ad un bivio, si prende la traccia di destra che dopo una salita piega a sinistra conducendo ad un incrocio. Proseguiamo diritto per ampia traccia che svolta subito a sinistra (si ignora un’altra carraia che si stacca a destra) e guadagna quota con fondo formato da altre stratificazioni arenacee. Giunti in corrispondenza di un cancello situato alla nostra destra, si prosegue a sinistra per carraia affiancata a destra da una recinzione. Si effettuano poi un paio di svolte, confluendo poco più avanti nella carrareccia abbandonata a quota 810 m, che ora si presenta cementata. La seguiamo a destra in salita, ignorando poco più in alto un’ampia traccia che si stacca a destra ed osservando alla nostra sinistra una piccola costruzione diroccata. Dopo una netta svolta a sinistra, si oltrepassa una sbarra, approdando appena dopo in uno spiazzo in mezzo al bosco. Guardando alla nostra destra si nota un muretto con pietre ricoperte da muschio che divide due tracce: noi seguiamo quella di sinistra che effettua subito una curva proprio in questa direzione. Il sentiero continua in lieve salita tagliando per un prima volta una traccia trasversale utilizzata dalle MTB, che si attraversa per una seconda volta dopo una curva a destra. Al successivo incrocio si prosegue diritto ignorando il percorso n° 761 che a destra sale alla dorsale del Fuso e a sinistra scende in direzione del piccolo nucleo chiamato Gulghino. Si continua per comodo sentiero che dopo uno strappo un po’ più ripido confluisce in una carraia. Andando a sinistra si raggiungerebbe la casa isolata chiamata l’Anna; noi invece proseguiamo a destra per ampia traccia che effettua subito una curva a sinistra e guadagna quota con fondo caratterizzato da altre notevoli stratificazioni arenacee. Si effettuano alcune svolte e si prosegue per il percorso principale (ad un bivio si prende la traccia di sinistra) che conduce, dopo un ultimo strappo, sulla dorsale del Monte Fuso. Seguendo a sinistra l’evidente sentiero di crinale (n° 763) si approda appena dopo in un balcone panoramico che costituisce il punto di partenza dei voli con il parapendio. Avanzando ancora per l’ampia mulattiera, si guadagna infine la sommità principale del Monte Fuso1115 m, caratterizzata da un cippo eretto nel 1901 (in realtà la quota più elevata della montagna, 1134 m, è situata poco sopra l’area denominata Prati Dolci). Dalla cima, mediante ottimo sentiero delimitato da una staccionata, si discende il sottostante pendio boscoso, fino ad approdare ad un bivio dove si ignora una mulattiera che si stacca a destra. Si prosegue diritto per l’ampia traccia di crinale che conduce in breve ad una sella a quota 1080 m. Qui si ignora a sinistra una carraia proveniente da Rusino e si prosegue a destra nel versante settentrionale della montagna. Poco più avanti si presenta un bivio (cartelli) da cui si piega a destra imboccando una mulattiera (CAI n° 761) in direzione di Campora Vezzano. Si perde quota effettuando diversi tornanti, contornando più in basso il limite superiore di un’ampia area disboscata. Dopo una curva a destra, si attraversa la base della menzionata area e si continua a scendere per l’ampia traccia che ora si fa più ripida. Effettuando altre svolte e prestando attenzione alla scivolosità del tracciato per la presenza di un folto tappeto di foglie che ricopre i sassi, si raggiunge in pochi minuti il bivio (cartelli) con il sentiero n° 760 che prosegue a destra. Lo imbocchiamo procedendo inizialmente in leggera discesa, per poi risalire lievemente e aggirare una costa boscosa. Poco più avanti ci si immette in un’altra e più ampia traccia che si segue a destra valicando un’altra costa. Oltre quest’ultima, si ignora il percorso che scende a sinistra e si prosegue a destra (segnavia) per sentiero. Al successivo incrocio si continua diritto procedendo a saliscendi per traccia ben segnata ma a volte non particolarmente incavata nel terreno. Poi si confluisce in una mulattiera che si segue a destra affrontando una ripida salita che precede una netta svolta a sinistra. Avanzando più comodamente, si raggiunge una costa dove il percorso svolta a destra assecondando in salita per un tratto il suo dorso. Raggiunto il soprastante bivio (ometto e segnavia), si prosegue a sinistra perdendo quota per evidente mulattiera, fino a transitare a fianco di uno spiazzo erboso con tavolo e panche. Si continua a scendere ancora per un tratto, raggiungendo poco dopo un bivio da cui si prosegue a destra per traccia pianeggiante. Approdati sul dorso di una costa marnosa, il percorso segnato piega a sinistra in direzione di Case Ruffaldi: noi invece proseguiamo a destra per ampia traccia che conduce poco più avanti nei pressi di un’area pic-nic situata più in basso alla nostra sinistra. Si prosegue per l’evidente mulattiera andando a destra al successivo bivio ed avanzando per traccia meno marcata. Il percorso poco dopo si riduce a stretto sentierino che procede pianeggiando e in leggera salita (ad un bivio si prende la traccia di destra) fino ad aggirare una costa. Oltre quest’ultima si deve attraversare un’area disboscata con vegetazione invadente in primavera/estate, confluendo infine nella mulattiera contrassegnata n° 763 percorsa in salita. Seguendo quest’ultima si fa ritorno in circa 20 minuti di cammino al bivio con la stradina che sale alla pieve romanica di Sasso.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Monte Fuso: anello da Moragnano

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Punto di partenza/arrivo: Moragnano 771 m

Dislivello: 450 m ca.

Durata complessiva: 3/3,15 h

Tempi parziali: Moragnano-Castello di Rusino (40/45 min.) ; Castello di Rusino-Cippo Monte Fuso (45 min.) ; Cippo Monte Fuso-sentiero 761-sentiero 759-Moragnano (1,30 h) 

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: febbraio 2017

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Moragnano

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Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario

Il Monte Fuso presenta due versanti assolutamente differenti a livello morfologico. Quello nord-occidentale è ripido e ammantato da boschi di castagno; il versante sud/est è al contrario caratterizzato da dolci declivi prativi con qualche macchia boscosa. L’itinerario proposto permette di conoscere entrambi i versanti di questa importante montagna del medio Appennino parmense.

Poco prima di uscire dal paese di Moragnano, procedendo verso Rusino, si imbocca a sinistra Strada della Casaforte giungendo ad un bivio evidente (cartelli). Si volta a destra (percorso CAI n° 763) guadagnando dislivello per ripida stradina, perlopiù cementata, che conduce ad un casa abitata stagionalmente. Da qui si piega a sinistra per bella mulattiera raggiungendo in breve un’altra casa diroccata e, poco oltre quest’ultima, un bivio. Si va a sinistra (cartello) salendo per ripido sentiero che in modo lineare conduce nel fianco sud-occidentale della montagna. Qui la mulattiera effettua un tornate destrorso progredendo con minore pendenza. Si compiono in seguito altri due tornanti giungendo così ad un ampia sella ai piedi della Torre del Castello di Rusino 1038 m, collocata al sommo di un poggio (una traccia sulla sinistra permette di raggiungere la base della torre). Il castello fu di proprietà dei Terzi per poi essere conquistato dai Pallavicino nel XV secolo. Dalla sella con tavolo e panche si continua per sentiero, inizialmente piuttosto ripido, che si mantiene in prossimità della dorsale del monte. Dopo una bella radura che si contorna lungo il suo margine sinistro, ci si immette in un ampia traccia, proveniente da Rusino, che si segue a sinistra guadagnando in breve la quota più elevata, 1134 m, del lungo crinale del Monte Fuso. Si continua in leggera discesa fino a mettere piede nei magnifici pendii prativi noti come I Prati Dolci che regalano visuali davvero straordinarie (da notare alcuni interessanti esemplari di antichi muretti a secco). Si attraversano i declivi prativi per traccia evidente restando nei pressi del crinale del monte. Giunti ad bivio, collocato appena dopo un panoramico spiazzo utilizzato per i lanci con il parapendio, si prosegue per l’ampia traccia di sinistra inizialmente in discesa nel versante nord-occidentale della montagna. Raggiunto il bivio con il sentiero 761 per Campora (che seguiremo al ritorno), si continua in leggera salita fino ad approdare ad un’ampia sella di crinale a quota 1080 m. Ignorata a destra la carraia proveniente da Rusino, si continua diritto in leggera discesa fino a giungere alla base del poggio alla cui sommità si trova il Cippo del Monte Fuso 1115 m. Un ottimo sentiero conduce in breve a quella che viene considerata la cima principale del monte anche se non rappresenta la quota più elevata a livello altimetrico. Dal cippo si ritornata al bivio con il sentiero 761 e lo si imbocca perdendo quota tramite bella mulattiera che effettua alcuni tornanti. Più in basso si contorna e attraversa un’area disboscata per poi scendere più ripidamente sempre per ampia traccia che compie altre svolte e tornanti. Ad un bivio poco marcato (cartelli) si prosegue a sinistra ignorando a destra il sentiero 760. Al secondo bivio (cartelli) si abbandona invece il percorso per Campora Vezzano per imboccare a sinistra il sentiero 759 per Moragnano. Si procede inizialmente in salita, affrontando anche un ripido strappo, e ignorando a destra un paio di tracce secondarie. Dopo un tratto in piano, la mulattiera si restringe notevolmente divenendo stretto sentiero. Si attraversa poco più avanti un ripido solco superando un tratto decisamente scosceso ed esposto che richiede molta attenzione in caso di terreno bagnato. Appena dopo i segnavia conducono ad abbandonare il sentiero per spostarsi a destra in discesa per traccia inizialmente esile. Si continua successivamente per sentiero più marcato che attraversa una frana e altre colate detritiche procedendo perlopiù in piano. Il tracciato più avanti ritorna ed essere ampia mulattiera che si percorre senza possibilità di errore, giungendo, dopo breve discesa, nella costa sud-occidentale del monte e più esattamente al sommo di una scarpata ben visibile dal basso (ottimo punto panoramico). Poco più in basso, dopo essere transitati ai piedi di altre interessanti stratificazioni, ci si congiunge con il percorso n° 760 tramite il quale si rientra a Moragnano.

 

 

 

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Anello del Monte Fuso (invernale)

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Punto di partenza/arrivo: Campora 643 m

Dislivello: 470 m ca.

Durata complessiva: 3/3,45 h

Tempi parziali: Campora-Case Ruffaldi-La Pietra (20 min.) ; La Pietra-sentiero 763-Cippo del Monte Fuso (1,30/1,45 h) ; Cippo del Monte Fuso-sella quota 1080 m-sentiero 761/759-Campora (1,15/1,30 h)

Difficoltà: EAI (escursionistico in ambiente innevato)

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo invernale (ciaspole)

Ultima verifica: febbraio 2015

Accesso stradale: Parma-Traversetolo-Neviano degli Arduini-Sasso-Campora

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Stralcio della mappa dal sito: http://www.montefuso.it/images/cartaescmontefuso2013.pdf

Descrizione dell’itinerario

Il Monte Fuso rappresenta uno dei “1000 metri” più vicini a Parma. Nonostante questo, a livello escursionistico, non mi sembra valorizzato a dovere. Propongo un’escursione ad anello, in veste invernale, con punto di partenza e arrivo localizzato a Campora. Ovviamente, a causa della bassa quota, la neve è presente solo dopo abbondanti nevicate. Inoltre, in considerazione della scarsa fruizione escursionistica, è quasi impossibile trovare tracce o piste nel manto nevoso. Per questo motivo è necessario affrontare l’escursione muniti di ciaspole. l’itinerario non pone problemi di individuazione, in quanto si svolge su ampie mulattiere (il cui tracciato è molto evidente anche in caso di neve abbondante) e i segnavia del CAI sono collocati in modo (quasi sempre) ottimale.

Dal paese di Campora (parcheggiare l’auto nel grande spiazzo di fronte alla chiesa) si percorre per un breve tratto la strada verso Sasso fino al bivio per Case Ruffaldi (cartelli). Si sale per stradina asfaltata giungendo in breve alla bella frazione. Dalla piazzetta si prosegue a sinistra in direzione La Pietra (piccolo nucleo posto su un poggio di arenaria) che si raggiunge dopo aver percorso un breve tratto di ripida strada. Oltrepassata la casa rurale, si procede per una carraia che poco dopo conduce ad un bivio con cartelli. Lasciamo a sinistra un’ampia traccia e proseguiamo a destra in salita. La mulattiera risale dapprima un costone di marne per poi entrare nel bosco. Dopo un cippo a ricordo dei Partigiani, si giunge in un’area disboscata di recente con carrareccia che sale a destra. Proseguiamo per la traccia principale, affiancata da antichi muretti a secco, che procede a mezza costa aggirando la dorsale del monte. Approdati nel versante opposto, si incontra un incrocio con cartelli dove si prosegue a destra assecondando il segnavia 763. Nella stagione invernale è poco probabile trovare tracce o piste nella neve. L’orientamento, comunque, è piuttosto immediato: è sufficiente seguire gli ottimamente posizionati segnavia del CAI. Dopo un tratto nel bosco, si contorna in salita il margine destro di un’ampia radura (belle vedute sulle montagne del reggiano) rientrando successivamente nel bosco. Presto si mette piede sull’ampia dorsale del monte che costituisce la nostra direttiva fino alla sommità e anche oltre. Procediamo lungamente per la dorsale in moderata salita seguendo i puntuali segnavia del sentiero 763. In prossimità di un rimboschimento a conifere, troviamo un bivio evidente (cartelli) dove si prosegue diritto, ignorando a sinistra un’ampia traccia in leggera discesa. Si continua lungo il percorso di crinale che, spostandosi a sinistra della dorsale ed allargandosi in un tratto a carraia, conduce ad un balcone panoramico che costituisce un punto di lancio per i parapendii. L’ampia traccia, dopo un ulteriore strappo in moderata salita, conduce infine al Cippo del Monte Fuso 1115 m che rappresenta la sommità principale della montagna , ma non la quota più elevata. Difatti quest’ultima (1134 m), di per se quasi impercettibile, è collocata lungo la dorsale in direzione della Torre di Rusino, poco dopo i Prati Dolci. Dalla sommità continuiamo lungo la dorsale, imboccando un sentiero in discesa verso nord-ovest (segnavia 763). La traccia, dopo diverse svolte, conduce ad un bivio in prossimità di alcune radure: lasciamo a destra un’ampia mulattiera non segnata e proseguiamo diritto giungendo, dopo una lieve risalita, ad un’ampia sella a quota 1080 m. Dal bivio con cartelli, lasciamo a sinistra una carraia proveniente da Rusino e proseguiamo a destra. La traccia si sposta nel versante settentrionale della montagna, lasciando il crinale a sinistra, e dopo un tratto in discesa seguito da una breve risalita, conduce ad un bivio. Abbandoniamo il segnavia 763 (che sale in direzione del crinale) e prendiamo a destra in discesa (cartelli) un’ampia traccia diretta a Campora e Vezzano. Il percorso, contrassegnato n° 761, compie numerose svolte, e nonostante la quasi totale assenza di segnavia, risulta molto evidente anche in caso di neve abbondante. Si attraversa un’area disboscata di recente, oltre la quale la traccia diviene più ripida e conduce, dopo ulteriori svolte, ad un bivio non evidente: si va a sinistra, lasciando a destra il segnavia 760. Dopo alcuni minuti giungiamo ad un altro bivio con cartelli: lasciamo a sinistra il sentiero per Moragnano e andiamo a destra, o meglio proseguiamo diritto verso Campora (percorso n°759). L’ampia traccia compie un netto tornante verso destra cui fa seguito una svolta a sinistra. Giungiamo in breve ad un ulteriore bivio, dove lasciamo a destra una traccia evidente non segnata, per proseguire diritto approdando in breve su una carraia che seguiamo a destra. Dopo una breve risalita giungiamo ad una sella caratterizzata da marne. Rientriamo in seguito all’interno del bosco procedendo per l’ampia traccia a mezza costa: alcune aperture permettono di ammirare il sottostante Borgo della Malora (proprietà privata). La carraia, dopo aver attraversato un ruscello, compie una netta svolta a sinistra, non lontani dalle prime case del paese di Campora. Continuiamo lungo la stradina incontrando poco dopo l’asfalto. Dopo aver oltrepassato alcune villette, mettiamo piede sulla strada principale che seguiamo a destra attraversando il paese. In breve giungiamo alla chiesa e allo spiazzo dove abbiamo parcheggiato l’auto.

 

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Monte Fuso: anello da Campora

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Punto di partenza/arrivo: Campora 643 m

Dislivello: 470 m

Durata complessiva: 3-3,30 h

Difficoltà: E (escursionistico)

Tempi parziali: Campora-Case Ruffaldi-La Pietra (20 min) ; La Pietra-L’Anna-Cippo Monte Fuso (1,30 h) ; Cippo Monte Fuso-Campora (1,15 h)

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: ottobre 2015

Accesso stradale: Parma-Traversetolo-Neviano degli Arduini-Sasso-Campora

Riferimento bibliografico: Daniele Canossini – LE VALLI DI PARMA E L’ALTA LUNIGIANA – l’Escursionista 2002

L'itinerario è segnato in giallo

L’itinerario è evidenziato in giallo

Stralcio della mappa dal sito: http://www.montefuso.it  Il tracciato evidenziato nella mappa nel tratto incrocio sentiero n°763-L’Anna è puramente indicativo

Descrizione dell’itinerario

Interessante anello che permette di gustare tutti gli aspetti e peculiarità di questa montagna, mai particolarmente apprezzata dagli “appenninisti” locali.

Dal paese di Campora (parcheggiare l’auto nel grande spiazzo di fronte alla chiesa) si percorre per un breve tratto la strada verso Sasso, fino al bivio per Case Ruffaldi (cartelli). Si sale per stradina asfaltata giungendo dopo qualche minuto di cammino alla bella frazione. Dalla piazzetta (cartelli) si prosegue a sinistra in direzione La Pietra (piccolo nucleo posto su un poggio di arenaria) che si raggiunge dopo aver percorso un breve tratto di ripida strada. Da qui è consigliabile una breve digressione. Appena oltre la casa rurale ci si sposta verso il bordo del dirupo formato da pareti di arenaria e lo si contorna a sinistra. Giunti in prossimità di una stretta e suggestiva fenditura, scendiamo con attenzione lungo questa pervenendo alla base delle rocce. Possiamo osservare che le pareti rocciose sono formate da un’arenaria dello stesso tipo di quella della Pietra di Bismantova. Risaliti ai prati soprastanti, continuiamo a seguire il percorso principale che subito dopo conduce a un bivio con cartelli. Andiamo a destra seguendo un’ampia mulattiera che inizialmente risale una ripida costa di marne, per poi entrare nel bosco. Dopo un cippo a ricordo dei partigiani, si giunge ad un’area disboscata di recente con traccia che sale a destra. Proseguiamo per il bel sentiero che dopo una breve salita inizia ad aggirare, mediante curva a destra, la dorsale del monte (notevoli esemplari di muretti a secco). Approdati nel versante opposto (Enza), giungiamo ad un incrocio con cartelli. Lasciamo a destra il sentiero n° 763 (il cui tracciato segue la dorsale in direzione del cippo del Monte Fuso) e a sinistra una mulattiera in discesa. Proseguiamo diritto imboccando un bel sentiero contrassegnato occasionalmente da segnavia di colore giallo. Stiamo percorrendo un’antica mulattiera, ancora evidente, che taglia a mezza-costa questo versante della montagna, inizialmente sopra il borgo di Monchio di Sasso. Il percorso, dopo un primo tratto nel bosco, esce all’aperto proseguendo lungo il margine sinistro di un’ampia radura. Giunti in un’avvallamento, è necessario abbandonare la traccia che scende al sottostante nucleo rurale, imboccando a destra un sentiero che costituisce la continuazione dell’antico tracciato. La mulattiera, dopo una radura con alberi da frutto e una netta svolta a sinistra, viene affiancata da un caratteristico muretto a secco formato da grossi blocchi di arenaria che ci accompagnerà per tratto. Si continua perlopiù in piano affiancati da radure con alberi da frutto e panoramici campi. L’ampia mulattiera confluisce in seguito in una carrareccia che va seguita a destra, in leggera salita, sulla sinistra di una radura e a destra di un poggio boscoso (nessun segnavia). Nei pressi di una valletta ignoriamo a destra un’ampia traccia in salita e, al bivio successivo, abbandoniamo la carraia fin qui seguita proseguendo diritto. Giunti su una costa boscosa a quota 810 m, possiamo continuare lungo la carraia che dopo aver aggirato la costa comincia a salire ripidamente. Preferiamo invece proseguire lungo l’antico percorso imboccando a tal fine un’evidente mulattiera che si stacca a destra della carraia, proprio sulla costa boscosa a quota 810 m (delle due tracce prendere quella di destra). Poco dopo la mulattiera piega verso sinistra confluendo in un’altra carraia che si segue a sinistra per pochi metri. Prima che la traccia confluisca nel percorso abbandonato sulla costa a 810 m, la si lascia proseguendo sulla destra. Si continua lungo una bellissima mulattiera, dove “in molti tratti affiora quello che si potrebbe scambiare per un selciato opera dell’uomo. Si tratta invece del dorso fessurato degli strati di arenaria della formazione di Bismantova che costituiscono la parte sommitale del Monte Fuso (cfr: Daniele Canossini: “Le Valli di Parma e l’Alta Lunigiana” 2002). Giunti ad un bivio proseguiamo a destra, continuando a seguire l’antico percorso che conduce in breve ad un crocicchio. Proseguiamo diritto per ampia traccia che svolta subito a sinistra (si ignora un’altra carraia che si stacca a destra) e guadagna quota con fondo formato da altre stratificazioni arenacee. Giunti in corrispondenza di un cancello situato alla nostra destra, si prosegue a sinistra per carraia affiancata a destra da una recinzione. Si effettuano poi un paio di svolte, confluendo poco più avanti nella carrareccia abbandonata a quota 810 m, che ora si presenta per un tratto cementata. La seguiamo a destra in salita, ignorando poco più in alto un’ampia traccia che si stacca a destra ed osservando alla nostra sinistra una piccola costruzione diroccata. Dopo una netta svolta a sinistra, si oltrepassa una sbarra, approdando poco  più avanti in uno spiazzo in mezzo al bosco. Guardando alla nostra destra si nota un muretto con pietre ricoperte da muschio che divide due tracce: noi seguiamo quella di sinistra che effettua subito una curva proprio in questa direzione. Si continua in lieve salita tagliando per una prima volta un sentierino trasversale utilizzato dalle MTB, che poi si riattraversa dopo una curva a destra. Al successivo incrocio si prosegue diritto ignorando il percorso n° 761 che a destra sale alla dorsale del Fuso e a sinistra scende in direzione del piccolo nucleo chiamato Gulghino. Si continua per comodo sentiero che dopo uno strappo un po più ripido confluisce in una carraia. La seguiamo a sinistra approdando dopo qualche minuto in località l’Anna (casa ristrutturata) a quota 1015 m (fonte sulla destra). Oltrepassata la casa, continuiamo lungo lo stradello di accesso, giungendo a poca distanza dalla SP 80 proveniente da Scurano (sulla sinistra tavoli con panche). Imbocchiamo ora il sentiero 761A caratterizzato inizialmente dai caratteristici affioramenti di arenaria che abbiamo già incontrato. L’ottima traccia, dopo la salita iniziale, segue una costa boscosa costeggiando poi il margine destro di una bella radura. Piuttosto ripidamente e con qualche svolta approdiamo infine al Cippo del Monte Fuso 1115 m, eretto nel 1901. Dalla sommità imbocchiamo il sentiero che scende nel bosco verso nord-ovest. La traccia conduce dopo pochi minuti in prossimità di alcune radure dove si ignora a destra un’evidente mulattiera. Proseguiamo diritto in leggera salita lungo il crinale del monte, giungendo ad un’ampia sella a quota 1080 m. Lasciamo a sinistra una carrareccia proveniente da Rusino (cartelli) e andiamo a destra, seguendo una mulattiera che si tiene nel versante settentrionale della montagna. In breve giungiamo ad un bivio: lasciamo a sinistra la prosecuzione del sentiero (che comincia a risalire verso il crinale), imboccando a destra (cartelli) la traccia contrassegnata n° 761 che scende nel bosco di castagni. Seguiamo la bella mulattiera in ripida discesa e con diversi tornanti, tenendo sempre il percorso più evidente. Dopo un tratto recentemente disboscato, l’ampia mulattiera-carraia diviene ancora più ripida e anche scivolosa in caso di terreno bagnato. Dopo alcune svolte, si giunge ad un bivio non molto evidente: lasciamo a destra una traccia con segnavia (n° 760) e pieghiamo a sinistra lungo un sentiero contrassegnato n° 761. Poco dopo giungiamo ad un ulteriore bivio con cartelli, dove a sinistra ignoriamo il percorso n° 759 per Moragnano proseguendo diritto/destra in direzione Vezzano-Campora. L’ampia traccia, molto incavata nel terreno, compie un netto tornante verso destra e un altro a sinistra, conducendo poco dopo ad un crocicchio non molto evidente. Il percorso segnato continua diritto, noi invece prendiamo la bella mulattiera di destra: potrebbe trattarsi di un tratto della Via del Sale (cfr. Canossini). Tagliamo comodamente a mezza-costa il pendio boscoso fino a ricongiungersi con il percorso segnato, poco prima di una sella caratterizzata da marne. Proseguiamo lungo la magnifica mulattiera all’interno del bosco: alcune aperture permettono di ammirare il sottostante e antico Borgo della Malora (proprietà privata). L’ampia traccia, dopo aver attraversato un ruscello, compie una netta svolta a sinistra, non lontano dalle prime case del paese di Campora. Continuiamo e scendere lungo la stradina incontrando poco dopo l’asfalto. Si transita a fianco di alcune villette, fino a mettere piede sulla strada principale che seguiamo a destra attraversando il paese. In breve giungiamo alla chiesa e allo spiazzo dove abbiamo parcheggiato l’auto.

 

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