Il Monte Caio da Sommogroppo

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Punto di partenza/arrivo: Sommogroppo 740 m

Dislivello: 920 m ca.

Durata complessiva: 4,30 h

Tempi parziali: Sommogroppo-S. Matteo (1,30 h) ; S. Matteo-sommità Monte Caio (45 min) ; sommità Monte Caio-S. Matteo-Sommogroppo (2, 15 h)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: aprile 2018

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Ranzano-Palanzano-Isola. Da quest’ultima località si abbandona la SS 665 per imboccare a destra la stretta stradina per Trevignano e Sommogroppo. Superata la prima località, si raggiunge in breve il pittoresco nucleo di Sommogroppo, parcheggiando l’auto nei pressi di una fontana

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Descrizione dell’itinerario 

Spettacolare percorso alla scoperta di luoghi di grande fascino ambientale e di notevole importanza storica. Il sentiero n° 753, che costituisce il principale accesso da Sommogroppo S. Matteo, risulta tutto sommato evidente nonostante la scarsissima frequentazione e una segnaletica ormai datata e sbiadita. 

Dalla fontana di Sommogroppo ci si incammina per stradina inizialmente asfaltata/cementata, per poi procedere lungo una comoda carraia. Raggiunto un bivio, si prosegue diritto (indicazione per il cippo dei partigiani) per ampia traccia prima in leggera discesa, poi in salita. Si avanza lungo la selvaggia sponda sinistra orografica della valle del Rio di Trevignano, ai piedi di aspri e suggestivi pendii. Ignorato a sinistra un percorso che scende al vicino letto del rio, si prosegue diritto, in salita, incontrando poco più avanti un breve tratto di carraia parzialmente franata. Dopo pochi minuti si giunge in prossimità del cippo a ricordo dei partigiani (situato alla nostra sinistra) e si prosegue diritto lungo l’ampia traccia che in breve conduce al Rio di Trevignano (il cui letto è sconvolto da alluvioni e frane). Lo si guada puntando all’evidente continuazione del percorso (segnavia sbiadito), imboccando, nell’altro lato del rio, un bel sentiero che avanza in salita. La traccia svolta successivamente a destra e procede in leggera/moderata pendenza parallelamente ad una specie di solco che presto si raggiunge. Poco dopo il sentiero piega leggermente a sinistra progredendo in più ripida salita, compiendo altre svolte (segnavia sempre presenti). Più avanti un tornante sinistrorso determina un brusco cambio di direzione, ma tramite un’ampia curva a destra si riprende a salire verso NW. Dopo un ripido strappo si effettuano due piccole svolte e si continua per la magnifica mulattiera che procede in leggera/moderata pendenza. Poco dopo il tracciato si impenna notevolmente compiendo alcune svolte e tornanti, conducendo infine ad un rio che si guada. Si prosegue per il poco battuto percorso volgendo successivamente a destra, confluendo, dopo un ripido tornante sinistrorso, in una carrareccia proveniente da Zibana. La si segue a destra raggiungendo in breve le splendide radure dove è situato l’eremo di S. Matteo1344 m. Il luogo in cui ci troviamo, oltre che di notevole importanza storica (l’eremo è citato in un documento del 1145), è di grande fascino ambientale (le spettacolari pareti del flysch del Monte Caio) e panoramico (le suggestive visuali sull’Alpe di Succiso e il Ventasso). Da S. Matteo, mediante ripida carraia, si raggiunge il crinale sud del Caio che si asseconda a destra per comoda e ampia traccia (purtroppo percorsa da moto da cross). Dopo una breve discesa si abbandona la carraia per proseguire a destra su sentiero che si mantiene nei pressi del filo della dorsale. Progredendo in ripidissima e faticosa salita, si rimette piede nella traccia di prima che si segue solo per poco. Infatti, nel momento in cui essa piega a destra tagliando a mezza costa le stratificazioni del flysch, noi proseguiamo diritto per ottimo sentiero (n° 732A) che asseconda un suggestivo crinale caratterizzato da risalti arenacei. Ci si tiene inizialmente a destra del filo di cresta per poi superare a sinistra un muretto roccioso che obbliga ad un breve movimento d’arrampicata (il passaggio, classificabile EE, risulta più interessante se lo si affronta tenendosi sulla destra). Ripresa la dorsale, la si segue raggiungendo in breve il bivio con il sentiero n° 737A proveniente da Agna. Si prosegue diritto affrontando un ripido strappo, procedendo successivamente in obliquo ascendente verso la vicina dorsale sommitale. Raggiunta quest’ultima, si piega a destra guadagnando in breve la sommità del Monte Caio1580 m, da cui è possibile ammirare un grandioso e completo panorama. “Un alto cippo in pietra ricorda l’agronomo Fabio Bocchialini che cadde ancor giovane sui campi di guerra nel 1915. La vetta consiste in un vasto altopiano inclinato, impostato sugli strati sommitali del Flysch” (Daniele Canossini: Le Valli di Parma e L’alta Lunigiana, l’Escursionista 2002). Dalla cima si ritorna a S. Matteo ripercorrendo lo stesso tragitto effettuato all’andata, continuando poi lungo la carraia d’accesso proveniente da Zibana. Ignorato il sentiero n° 753 da cui siamo saliti, si prosegue per l’ampia traccia attraversando un primo rio (fonte più in alto a destra), cui fa seguito un secondo. Dopo una contropendenza, si riprende a perdere gradualmente quota con andamento in direzione S/SE, effettuando diverse svolte. Si raggiungono infine delle splendide radure dove è situato, più in alto e a destra rispetto al punto in cui siamo, uno stagno conosciuto come Lago Maggiore. Qui si incontra un bivio dove si piega a sinistra per ampia traccia che contorna il margine destro dei prati (a sinistra si nota un capanno in legno e a destra una fonte). Al successivo bivio, situato in prossimità di una svolta a destra della carraia (paletto con segno di vernice blu), si prosegue diritto per ampia mulattiera mediante la quale ci si ricongiunge con il tracciato di prima. Lo si segue a sinistra in leggera discesa procedendo in direzione NE affiancati da magnifiche radure. Dopo una fonte-abbeveratoio, si effettuano quattro tornanti oltre i quali si riprende per un breve tratto la direzione di prima. Si compie poi una netta svolta a destra e si continua a scendere lungo la carraia fino ad un bivio nei pressi di una recinzione. Qui si prende la traccia di sinistra che avanza costeggiando la menzionata recinzione (si tratta del confine dell’area di addestramento cani S. Matteo). Poco più avanti si guada il Fosso di Mascagnana oltre il quale si procede in ripida salita per carraia molto dissestata all’interno di un rimboschimento a conifere. Dopo aver varcato un altro solco, si prosegue lungo l’ampia traccia, che avanza perlopiù in salita, fino a raggiungere un bivio all’interno di un’area disboscata. Qui si volta nettamente a destra perdendo quota in modo lineare per ripida carraia delimitata a destra dalla recinzione di prima. Più in basso si effettuano alcuni tornanti immettendosi infine nella sterrata che collega Sommogroppo Solara. La si segue a sinistra scendendo in breve a guadare il Rio di Trevignano, per poi salire piuttosto ripidamente onde raggiungere le prime case di Sommogroppo. 

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