Il Rifugio Pratizzano e il Lago Calamone: anello da Ponte Andrella

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Punto di partenza/arrivo: Ponte Andrella 652 m

Dislivello: 880 m ca.

Durata complessiva: 6/6,15 h

Tempi parziali: Ponte Andrella-Rifugio Pratizzano (1, 45 h) ; Rifugio Pratizzano-Lago Calamone (1 h) ; Lago Calamone-Montemiscoso (1,10 h) ; Montemiscoso-Castagneto (1 h) ; Castaneto-Ponte Andrella (1,10 h)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2018

Accesso stradale: Reggio Emilia-S.Polo d’Enza-Vetto-Ramiseto. Da quest’ultima località si continua in direzione di Succiso e Miscoso oltrepassando Castagneto e Lugolo. Oltre quest’ultimo si penetra nella valle formata dal Torrente Andrella e si parcheggia l’auto in corrispondenza del ponte omonimo

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Descrizione dell’itinerario

Ampio e interessantissimo anello alla scoperta di angoli poco conosciuti dell’alta Val d’Enza. Il percorso n° 679, diretto al Rifugio Pratizzano, se nella sua prima sezione risulta molto evidente (si tratta di una carraia), presenta nella parte successiva alcuni tratti in cui il reperimento del giusta traccia non è immediato. Inoltre nella discesa verso Castagneto si è costretti ad abbandonare temporaneamente il tracciato contrassegnato n° 680, in quanto totalmente inglobato dalla vegetazione, aggirando questa parte utilizzando una carraia contrassegnata n° 677A.

Da Ponte Andrella ci si incammina per carraia (percorso CAI 679/SD) che avanza in salita costeggiando il torrente. Giunti nei pressi di una casa abitata stagionalmente, si continua effettuando subito un tornante sinistrorso, guadagnando quota in ripida salita. Dopo altri tornanti si incontra un bivio dove, ignorata una traccia a sinistra, si prosegue svoltando nettamente a destra. Arrivati in prossimità di un campo, situato alla nostra sinistra, dobbiamo andare a destra per traccia meno battuta, giungendo poco più avanti in un altro campo che si attraversa evitando di seguire una traccia infrascata a sinistra, camminando invece lungo il margine sinistro del campo in questione. Giunti in corrispondenza di una casa diroccata si piega a sinistra per ampia traccia, oltrepassando a destra un tratto franato e dissestato, continuando successivamente per carraia inerbita. Dopo una svolta a destra si sbuca in un altro campo che si risale costeggiando il suo margine sinistro. Appena dopo si mette piede in un ampio sentiero trasversale (paletto con indicazioni) da cui si prosegue a destra lungo il percorso n° 679 in direzione del Rifugio Pratizzano. Si avanza inizialmente in piano/falsopiano per poi procedere per un breve tratto in discesa, raggiungendo e attraversando un solco all’interno di un’area alquanto dissestata da frane e disboscamenti. Si prosegue per l’ampia traccia che guadagna quota in moderata pendenza e conduce in una valletta dove si varca un rio, immettendosi poi in un’altra carraia. Si continua senza possibilità di errore lungo il percorso principale, penetrando in seguito nella suggestiva valletta formata dal Torrente Andrella, che si varca ammirando a monte notevoli stratificazioni. Si prosegue comodamente per l’ampia traccia oltrepassando un solco, confluendo dopo pochi minuti nella strada asfaltata per il Passo di Pratizzano. La si segue a sinistra per circa quindici minuti, effettuando cinque tornanti, transitando nei pressi della località Poviglio Vecchio. Dopo una svolta a sinistra si continua ancora per un breve tratto lungo la strada asfaltata, abbandonandola in corrispondenza di un’ulteriore svolta a sinistra. Da qui si prende a destra una traccia inerbita (segnavia appena dopo) che piegando a sinistra sale, decisamente infrascata, avendo a destra un’ampia radura. Si prosegue lungo l’incerta mulattiera prestando attenzione ad un segnavia che indica di deviare a destra: noi invece proseguiamo ancora per qualche metro lungo la traccia infrascata, per poi volgere effettivamente a destra mettendo piede nella già menzionata radura. Da qui, avanzando tra arbusti spinosi, si tende leggermente a destra e, raggiunto un albero con segnavia sbiadito, si vira a sinistra in salita. Procedendo in obliquo a destra si punta al vicino limite del bosco (segnavia), dove ci si inserisce in una traccia che si segue a destra oltrepassando subito una recinzione con filo spinato. Si continua lungo il percorso segnato, che si presenta alquanto incerto e infossato, incontrando un bivio in cui si può proseguire indifferentemente a destra o sinistra. Avanzando per la mulattiera (ormai in disuso da anni o decenni) con arbusti e rami secchi che invadono il tracciato e segnaletica alquanto latitante, si guadagna costantemente quota, fino a mettere piede in una traccia trasversale in prossimità di un tornante della strada asfaltata. Seguiamo la traccia a destra immettendosi poco dopo in una carraia che si segue a sinistra, effettuando subito una netta svolta a destra in cui si lambisce nuovamente la strada asfaltata. Si prosegue per traccia erbosa parallelamente alla carreggiata, per poi rientrare nel bosco e procedere in piano/falsopiano. Dopo pochi minuti di cammino si sbuca nel magnifico pianoro prativo del Lago di Pratizzano (si tratta di una antica torbiera), dove più avanti sulla sinistra è collocato l’omonimo rifugio, 1203 m. Dopo un’eventuale sosta si raggiunge la soprastante strada asfaltata che si segue a destra per poco, imboccando sulla sinistra (cartelli) una mulattiera contrassegnata n° 677 (si tratta dell’antica Via Parmesana che originariamente collegava Fivizzano e Sassalbo con Parma). Dopo circa quindici minuti di cammino si raggiunge la strada proveniente da Ramiseto, che si segue a sinistra costeggiando la torbiera denominata Borra Scura. Dal successivo bivio (cartelli) si va a destra in direzione del Lago Calamone, seguendo un’ampia traccia che sale in moderata pendenza tra macchie di bosco e radure. Raggiunta un’area disboscata, si sale molto ripidamente per orribile carraia di esbosco, svoltando poi nettamente a destra e continuando a costeggiare, sempre in ripida salita, il margine dell’area. Successivamente il tracciato piega a sinistra e attraversa una macchia di bosco, uscendo poco dopo in un bel avvallamento prativo che si attraversa interamente. Dopo un breve tratto nel bosco e una curva verso sinistra si raggiunge una pista da sci dove il percorso segnato vira a destra e appena dopo a sinistra. Si attraversa un’altra pista da sci con skilift e si avanza per ampia traccia, sbucando dopo breve risalita in magnifici declivi prativi. Si continua diritto per poi piegare nettamente a destra (segnavia) e procedere per un tratto in discesa. Effettuando un’ampia curva a sinistra si approda poco più avanti in un altro pianoro con torbiera che si attraversa interamente prima in discesa e poi in lieve salita. Si prosegue effettuando subito una netta svolta a destra cui fa seguito un tornante sinistrorso. Appena dopo si deve abbandonare l’ampia traccia su cui stiamo camminando prendendo a destra un sentiero il quale conduce, dopo ripida discesa all’interno della faggeta, in una traccia trasversale nei pressi della sponda meridionale del Lago Calamone 1403 m. Seguiamo il percorso a destra scendendo in breve al Rifugio Venusta, ammirando nel pendio boscoso soprastante, poco più in alto rispetto al punto in cui siamo, uno straordinario esemplare di faggio. Si continua per il sentiero, molto frequentato dai turisti, costeggiando la sponda occidentale e poi quella settentrionale del lago (durante il cammino si ammirano, sia lungo il sentiero quanto a poca distanza da esso, altri scultorei e secolari esemplari di faggio). Successivamente si imbocca a destra il percorso n° 667 in direzione di Montemiscoso, seguendo un’ampia traccia che effettua una svolta a destra. Appena dopo si prende un sentiero a sinistra che scende in un’area disboscata, curvando a sinistra ed immettendosi in un’ampia traccia. La seguiamo a destra avanzando a saliscendi, sbucando poco più avanti in un’altra area disboscata. Effettuando una netta svolta a sinistra si perde quota lungo il margine destro dell’area, rientrando poi nel bosco. Dopo breve discesa ci si immette in un’altra traccia che si segue a sinistra e, appena dopo aver oltrepassato un fosso, si piega repentinamente a destra. Si effettua una curva a destra e si perde quota nel bosco tenendosi alla destra del solco di prima, virando poi repentinamente a sinistra oltrepassando per la terza volta il ruscello. Si prosegue costeggiando il margine inferiore di un’area disboscata, avanzando poi tra folta vegetazione e raggiungendo poco dopo una presa dell’acquedotto. Il percorso piega nettamente a destra attraversando un paio di ruscelli, svoltando poi nettamente a sinistra (si tralascia a destra una traccia in salita), perdendo quota piuttosto ripidamente. Poco dopo si esce in un’area di bassa vegetazione e si prosegue lungo il percorso principale che svolta successivamente a sinistra. Si continua ad attraversare questa zona disboscata e successivamente ricolonizzata da arbusti, rientrando poi nel bosco ed effettuando una netta curva a destra (corso d’acqua più in basso a sinistra). Si continua a perdere quota effettuando diverse svolte, raggiungendo, appena dopo un ruscello, un bivio dove ci si immette in una carraia che si segue a sinistra in discesa. Al successivo bivio si continua a destra incontrando subito una biforcazione dove si prende il tracciato di sinistra. Appena prima di congiungersi con il ramo di destra si prosegue a sinistra per carraia e, confluiti nel tracciato di destra, si prende a sinistra un’ampia traccia d’esbosco. Si prosegue passando a fianco di bei muretti a secco, penetrando in seguito nella valletta formata dal Torrente Lonza. Si procede parallelamente a quest’ultimo raggiungendo un bivio in località Molino di Montemiscoso 980 m, da cui si segue a sinistra una stradina asfaltata che dopo aver varcato il Lonza avanza in salita in direzione di Montemiscoso. Entrati ed attraversato in parte il suggestivo nucleo, si imbocca a sinistra una stradina in salita (percorso n° 677) e, lasciatosi alle spalle le ultime case del paese, si continua per carraia che guadagna quota in moderata pendenza (si tralascia a sinistra un’ampia traccia). Dopo una curva a sinistra si passa a fianco di una stalla, raggiungendo appena dopo il dorso un’assolata costa dove si tralascia a sinistra la continuazione del percorso n° 677, diretto al Passo di Pratizzano, proseguendo invece a destra lungo il n° 680, scendendo in questo modo alla sottostante strada provinciale Ramiseto-Pratizzano. La seguiamo a sinistra in salita per pochi minuti e in corrispondenza di un tornante sinistrorso l’abbandoniamo imboccando a destra una carraia (cartelli). Si avanza inizialmente costeggiando il margine superiore di panoramici campi, poi, raggiunto un bivio, si vira a sinistra procedendo in salita, ammirando alla nostra destra i classici muretti a secco. Dopo un tratto in piano si incontra un bivio da cui si ignora a sinistra il percorso n° 677A, proseguendo a destra lungo il n° 680 SD per Castagneto. Dopo la prima discesa il tracciato in questione dovrebbe proseguire diritto, tuttavia non lo si segue poiché ormai – almeno nel tratto iniziale – pressoché impercorribile a causa della vegetazione invadente e spinosa. Quindi svoltiamo a sinistra continuando lungo la carraia contrassegnata n° 677A, che costituisce una variante dell’altro percorso. Al successivo bivio si prosegue a destra in discesa (freccia segnaletica con scritto Castagneto), perdendo successivamente quota sulla destra di una radura. L’ampia traccia piega poi nettamente a destra contornando il margine superiore di un bellissimo campo, sottopassando una linea elettrica. Penetrati nuovamente nel bosco si varca un rio oltre il quale ricompaiono i segnavia bianco-rossi. Poco dopo si immette da destra un’altra traccia (probabilmente il percorso n° 680 abbandonato in precedenza). Giunti ad un bivio si prosegue a destra in discesa, curvando successivamente a destra e perdendo quota lungo il margine superiore di un altro magnifico e altamente panoramico campo. La carraia svolta poi a sinistra e scende costeggiando il margine destro del campo in questione. Più in basso si transita nei pressi di una casa isolata e si continua a scendere effettuando alcuni tornanti. In corrispondenza delle case del nucleo Costa di Castagneto, ci si immette in una stradina asfaltata che si segue a sinistra, sbucando dopo alcuni minuti di discesa nella strada provinciale poco prima del paese di Castagneto, 744 m. Volgendo a sinistra si attraversa tutto il nucleo principale e, una volta lasciatosi il paese alle spalle, si continua a seguire la strada asfaltata ancora per qualche minuto. Individuato a sinistra l’imbocco di una carraia (cartelli), la si segue in salita all’interno del bosco effettuando quasi subito un tornante sinistrorso. Appena dopo ci si immette in un’altra carraia che si segue a destra andando a sinistra al primo bivio e a destra al secondo. Si procede perlopiù in salita raggiungendo un ulteriore bivio da cui si continua a destra, incontrando, nei pressi di una Maestà, l’ennesimo bivio dove si prosegue a destra. Si procede per carraia in discesa e dopo alcuni saliscendi e una valletta si sbuca in corrispondenza di panoramici campi che si attraversano interamente. Giunti a poca distanza dal paese di Lugolo, si incontra un bivio dove si vira a sinistra, avanzando in lieve salita in magnifico ambiente agreste. Una volta rientrati nel bosco si incontra un bivio (cartelli) dove si prende la traccia di destra. Dopo una salita all’interno del bosco si sbuca in un campo e si procede contornando il suo margine destro, raggiungendo poi un ulteriore bivio da cui si prosegue a destra. L’attraversamento di una valletta e una breve contropendenza precedono un altro campo (alla nostra sinistra possiamo ammirare interessanti stratificazioni rocciose) che si contorna lungo il suo margine inferiore. Poco più avanti si incontra il bivio, incontrato nella prima sezione dell’escursione, dove il percorso SD si separa dal n° 679. Seguendo a ritroso lo stesso tragitto effettuato all’andata si fa rientro a Ponte Andrella.

 

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Alla scoperta di borghi e paesi tra le valli Andrella, Liocca ed Enza

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Punto di partenza/arrivo: Ponte Andrella 652 m

Dislivello: 1050 m ca.

Durata complessiva: 7,15/7,30 h

Tempi parziali: Ponte Andrella-Monte Ledo (1,20 h) ; Monte Ledo-Succiso Nuovo (1,15 h) ; Succiso Nuovo-Miscoso (1,25 h) ; Miscoso-Cecciola (50 min) ; Cecciola-Succiso Sup (1,20 h) ; Succiso Sup- Ponte Andrella (1,20 h)

Diffocoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: luglio 2018

Accesso stradale: Reggio Emilia-S.Polo d’Enza-Vetto-Ramiseto. Da quest’ultima località si continua in direzione di Succiso e Miscoso oltrepassando Castagneto e Lugolo. Oltre quest’ultimo si penetra nella valle formata dal Torrente Andrella, parcheggiando l’auto in corrispondenza del ponte omonimo

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Splendida e lunga escursione che permette di visitare bellissime borgate e godere di notevoli visuali panoramiche.

Dal punto di partenza si attraversa il ponte Andrella e poco oltre quest’ultimo si prende a sinistra (indicazioni: percorso SD) una carraia in salita. Appena dopo il tracciato svolta repentinamente a sinistra e guadagna quota in ripida salita, sbucando più in alto in una radura che si attraversa lungo il suo margine destro. Si continua a salire lungo l’ampia traccia effettuando alcune svolte, avanzando in seguito con minore pendenza ai lati di campi incolti. Ignorate tracce che si diramano a destra e una che si stacca a sinistra, si esce infine nella stradina asfaltata proveniente da Pieve S.Vincenzo a ridosso delle case del borgo di Fornolo. Si attraversa quest’ultimo e, una volta raggiunta nuovamente la strada asfaltata, la si segue a destra per pochi metri. Infatti si imbocca a destra un’ampia mulattiera (indicazioni) che guadagna quota in costante salita, lambendo più in alto il dorso di una costa. Ripidamente ma senza possibilità di errore si raggiunge un bivio a poca distanza da un rifugio, dove si continua diritto lungo il percorso n° 677B, ignorando a destra la continuazione del tracciato contrassegnato SD da cui torneremo. Si prosegue per ampia traccia avanzando in lieve salita, per poi progredire più ripidamente lungo la sponda sinistra orografica della valletta formata dal Rio Triago. Mediante netta svolta a sinistra si varca quest’ultimo avanzando poi in direzione est (notevoli visuali sulla Val d’Enza). Più avanti una curva a destra porta a salire verso sud, riprendendo poco dopo la direzione di prima. Una volta rientrati all’interno della faggeta si incontra un bivio (cartelli) dove si prende a destra il percorso n° 677 per il non lontano Monte Ledo. Mediante sostenuta salita lungo belle e panoramiche radure si approda alla poco accennata sommità del monte, 1318 m, dove ci si immette nella stradina asfaltata proveniente da Succiso Nuovo e diretta al Passo della Scalucchia. Seguendo la strada a destra in direzione della prima località, si effettuano un paio di tornanti, giungendo appena dopo in corrispondenza di un’area orribilmente disboscata, dove si imbocca a destra (segnavia) una carraia. Si segue quest’ultima in discesa effettuando più in basso una svolta a sinistra, continuando successivamente per sentiero all’interno di un bosco di conifere. Raggiunto un bivio (segnavia insufficienti) si effettua un tornante destrorso ignorando a sinistra una traccia, continuando lungo il percorso principale fino ad immettersi in una carraia. Si scende lungo quest’ultima, che si presenta alquanto dissestata e con molte sterpaglie, ignorando diramazioni a destra. Più in basso il tracciato si restringe a stretto solco: si continua a scendere oltrepassando poco dopo un tratto franato oltre il quale si scorge un segnavia che ci conferma di essere nel giusto percorso. Si prosegue lungo l’ampia traccia che perde costantemente quota, incontrando in seguito un altro tratto alquanto eroso e dissestato. Poi il tracciato piega a sinistra e nei pressi di un rio svolta a destra, conducendo ad un bivio dove si vira a sinistra per carraia in direzione di Succiso Nuovo (percorso SD). Al successivo bivio si va a destra e si continua costeggiando dei campi per tracce poco evidenti effettuando una svolta a destra. Dopo uno sbiadito segnavia sul tronco di un albero si deve virare repentinamente a sinistra (segnaletica pessima) contornando il margine sinistro di un altro campo, scorgendo poco più avanti un segnavia che ci conferma di essere nel giusto percorso. Procedendo a saliscendi si varca un primo ruscello, oltre il quale l’ampia traccia sale ripidamente e, curvando verso sinistra, aggira una costa, penetrando in questo modo in una valletta. La si attraversa varcando un rio, cui fa seguito il guado del Rio Passatore, oltre il quale si prosegue per bella carraia in leggera salita fino a sbucare nella stradina asfaltata per il Passo della Scalucchia. Seguendo quest’ultima a destra si entra dopo alcuni minuti nel centro di Succiso Nuovo 988 m. Si passa a fianco del campo sportivo raggiungendo appena dopo il rinomato Agriturismo Valle dei Cavalieri. Si prosegue lungo una stradina affiancata da villette svoltando appena dopo a destra per viottolo. Messo piede nella strada di accesso al paese la si segue a sinistra in discesa fino a raggiungere un tornante destrorso con spiazzo. Qui si imbocca una carraia (percorso SD) che scende a guadare il Torrente Liocca, per poi salire, all’inizio piuttosto ripidamente, lungo la sponda sinistra orografica della valle da esso formata. Dopo alcuni minuti di salita all’interno del bosco, nei pressi di un’area recentemente disboscata, si ignora a sinistra il sentiero n° 653A, continuando invece lungo l’ampia traccia che effettua un tornante destrorso. Procedendo inizialmente in piano poi in salita, si giunge ad un bivio dove si continua diritto lungo il percorso SD. Perdendo quota in discesa si incontra, in corrispondenza di un’area di rado bosco, un altro bivio, dove si prende a sinistra la continuazione del sentiero SD per Miscoso. Dopo aver attraversato in lieve salita l’area parzialmente disboscata, si penetra nuovamente nella faggeta seguendo un’ampia traccia in discesa. Continuando lungo il percorso principale ci si immette successivamente in una carraia che si segue a sinistra in discesa. Dopo aver guadato un ruscello si sale leggermente aggirando mediante curva a sinistra una costa boscosa, varcando poco più avanti un altro ruscello. Poi si avanza a saliscendi transitando nei pressi di interessanti affioramenti marnosi, immettendosi successivamente in una traccia che si segue a destra. Dopo pochi minuti si sbuca nella provinciale per il Passo del Lagastrello che si segue a sinistra per pochi minuti. Infatti, poco dopo una curva a sinistra, si prende a destra uno stradello che attraversando una valletta conduce alla chiesa e al borgo di Miscoso 781 m. Lo si attraversa interamente ammirando magnifiche case in sasso ottimamente ristrutturate rispettando l’assetto originario. Dopo l’ultima fontana si piega a destra uscendo dal nucleo abitato, continuando per sentiero infrascato (percorso SD) che svolta subito a sinistra. Si perde costantemente quota in direzione NE e N, per poi effettuare alcuni tornanti ed uscire in un’area disboscata. Dopo altri tornanti, una discesa piuttosto ripida e una netta svolta a destra, si approda in una traccia trasversale (cartelli) che si segue a destra in direzione di Cecciola. Avanzando comodamente per carraia si raggiunge il greto del Torrente Liocca che si guada, riprendendo nel lato opposto la continuazione del percorso che svolta subito a destra. Si procede per un tratto in leggera salita parallelamente al torrente, raggiungendo, dopo una svolta a sinistra, un bivio dove si ignora a destra il sentiero n° 657. Andiamo invece a sinistra incontrando appena dopo un’interessante epigrafe racchiusa da un’edicoletta nei pressi di un magnifico campo chiuso nel fondo da una parete rocciosa. Seguendo l’antica mulattiera si raggiungono le case della parte bassa del paese di Cecciola757 m, prendendo, ad un bivio, il viottolo di destra che transita a fianco di una caratteristica e antica fontana/lavatoio. Penetrati all’interno del magnifico borghetto lo si attraversa in salita ammirando vicoli, volte e angoli suggestivi, raggiungendo infine la chiesa. Da qui, seguendo una stradina asfaltata, si approda sulla strada provinciale che si segue a destra per pochi metri, scorgendo nel lato opposto (cartelli) la continuazione del percorso SD. Si sale per stradina raggiungendo appena dopo il cimitero, da cui si continua contornando il margine destro di un campo e, spostandosi poi destra, ci si inserisce in una vecchia mulattiera inglobata dalla vegetazione nel tratto precedente. Si avanza comodamente per il bellissimo tracciato affiancato a sinistra da suggestivi muretti a secco, aggirando più avanti una costa con marne e arenarie. Qui si incontra un bivio dove si svolta a sinistra in salita piegando appena dopo a destra. Si varca una valletta e, dopo una ripida salita, si aggira il dorso di una costa, procedendo poi in obliquo ascendente per ripida sponda marnosa in cui si asseconda per un tratto il tracciato di una linea elettrica. Avanzando successivamente in leggera discesa, si piega a sinistra rientrando nel bosco e, varcato un ruscello, si procede per un tratto in ripida salita. Aggirata una costa boscosa si prosegue pianeggiando, incontrando un bivio poco evidente dove si prende la traccia di destra che scende leggermente (segnavia). Penetrati in una buia valletta si guada un rio e, giunti nella sponda opposta, si piega subito a sinistra ritornando in prossimità del letto del corso d’acqua. Appena dopo si vira a destra (segnavia) e, dopo una curva a sinistra, si raggiunge nuovamente la linea elettrica già incontrata in precedenza, nei cui pressi si avanza per traccia particolarmente infrascata. Dopo una breve discesa si mette piede nella strada asfaltata di accesso alle frazioni di Succiso, che si segue a sinistra in salita. Entrati nel paesino di Succiso Inferiore (per visitare il nucleo più vecchio occorre spostarsi a destra) si prosegue lungo la stradina abbandonandola in corrispondenza di un tornante sinistrorso. Da qui non si imbocca l’ampia traccia di destra, ma oltrepassato un “muro” di fitta vegetazione, si prosegue per mulattiera avanzando inizialmente sulla destra di un solco. Poi il tracciato diviene più evidente ed effettua una netta curva a destra piegando poco dopo a sinistra. Si raggiungono così i ruderi della vecchia chiesa di Succiso della quale è rimasto in piedi la facciata e il campanile. Rimesso piede nella strada asfaltata la si segue a destra, ignorando subito la continuazione del percorso segnato ed imboccando a sinistra il successivo viottolo. Tramite esso si attraversa tutto il caratteristico nucleo di Succiso di Mezzo921 m, svoltando a sinistra una volta raggiunte le ultime case della frazione. Per carraia si transita a fianco di una fontana, incontrando dopo una breve salita un bivio con maestà e casa a destra. Si prosegue per la traccia di sinistra che svoltando a destra sale a fianco di alcune case conducendo poco dopo ad un incrocio. Da qui si ignora una mulattiera che scende nel bosco e si continua per il sentierino di destra, molto infrascato, immettendosi appena dopo nella strada di accesso a Succiso Superiore. Si sale lungo quest’ultima imboccando, in corrispondenza di un tornante sinistrorso, una carraia che conduce alle prime case del nucleo in questione. Si sale per viottolo svoltando più in alto a destra ed attraversando tutto il magnifico borgo seguendo i segnavia del percorso SD. Lasciato il paese alle spalle si continua per bel sentiero ignorando tracce a sinistra, varcando poco dopo una costa e proseguendo in salita per traccia più ampia. Con costante andamento in direzione NE si valica più avanti una costa virando successivamente a destra per carraia in leggera discesa. In corrispondenza di un’area disboscata si ignora a destra una traccia e si prosegue lungo il percorso principale immettendosi senza possibilità di errore in un’altra carraia. Seguendo quest’ultima a destra, prima all’interno del bosco poi per bei declivi prativi, si ritorna al bivio, incontrato all’andata, nei pressi del rifugio. Si ritorna a Ponte Andrella seguendo a ritroso lo stesso percorso effettuato in salita.

 

 

Alta Val d’Enza: anello da Miscoso

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Punto di partenza/arrivo: Miscoso 901 m

Dislivello: 975 m

Durata complessiva: 6/6,15 h

Tempi parziali: Miscoso-Ponte della Golara-Valcieca (1 h) ; Valcieca-Monte Palerà (1,45 h) ; Monte Palerà-Rigoso-Lago Squincio (1,15 h) ; Lago Squincio-Lago Paduli (diga)-sentiero n° 659-sentiero SD-Miscoso (2 h)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2017

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Ranzano-Palanzano-Monchio delle Corti-Rigoso-Miscoso ; Reggio Emilia-Vetto d’Enza-Ramiseto-Castagneto-Lugolo-Miscoso

mapwww.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Ampio e splendido anello che si sviluppa da una sponda all’altra dell’Alta Val d’Enza. L’itinerario proposto implica la salita al Monte Palerà da Valcieca seguendo il sentiero n° 735A/739. Si tratta di un percorso in totale disuso con segnaletica estremamente carente che pone non poche difficoltà nel reperimento della giusta traccia. Basterebbe un po più di impegno finalizzato a rivalutare sentieri e mulattiere storiche che versano in stato di semi-abbandono. L’anello si svolge a cavallo tra le province di Reggio-Emilia e Parma.

Parcheggiata l’auto nei pressi del ristorante “La Montanara”, situato lungo la provinciale poco sopra il centro di Miscoso, si imbocca Via della Croce e la si segue fino a raggiungere una caratteristica fontanella situata alla nostra destra. Da qui si prende la stradina di destra, uscendo presto dal magnifico e antico borgo e proseguendo per sentiero infrascato (percorso CAI n° 609) in costante discesa. Dopo un tratto in direzione N/NE e alcuni tornanti, si esce in un’area disboscata dove, ad un bivio, si svolta repentinamente a destra ignorando tracce che si staccano a sinistra. Effettuando inizialmente altri tornanti e continuando a perdere quota piuttosto ripidamente, si confluisce infine in un’ampia traccia trasversale che si segue a sinistra (cartelli). Dopo una ripida discesa si approda al medievale Ponte della Golara675 m, mediante il quale si oltrepassa il Torrente Enza. Si prosegue per ampia mulattiera incontrando subito un bivio (cartelli) dove si prende la traccia di sinistra. Il percorso inizia a guadagnare quota in costante ripida salita effettuando diverse svolte, costeggiando più in alto il margine sinistro di un vasto campo (sulla destra possiamo ammirare notevoli esemplari di muretti a secco). In seguito ci si immette in una carraia che si segue uscendo dal bosco e si sale affiancati da panoramici campi. Poi il tracciato svolta a destra avanzando in piano/falsopiano al sommo di bellissimi prati, rientrando in breve all’interno del bosco. Poco più avanti si sbuca nella S.P. 68 appena prima del paese di Valcieca. Si segue l’asfalto a destra imboccando la prima stradina in salita che si stacca a sinistra a fianco di una casa. Raggiunta una presa dell’acquedotto con maestà sulla destra, si prende la traccia di sinistra che procede in leggera salita inizialmente a fianco di un fosso. Si continua lungo l’ampia mulattiera fino ad incontrare, dopo una svolta a sinistra, un bivio. Qui giunti, nonostante verrebbe spontaneo proseguire diritto, si deve invece imboccare la traccia di destra (sbiadito segnavia sul tronchetto di un albero appena dopo il bivio). Si sale per mulattiera affiancata da panoramici campi, raggiungendo poco più avanti un altro bivio dove si deve svoltare a destra per ampia traccia in leggera salita (segnaletica insufficiente). Dopo una netta svolta a sinistra si incontra sulla destra una fontana (acqua non sempre presente), oltre la quale si procede per un breve tratto in leggera discesa ignorando a destra una traccia inerbita. Giunti ad un bivio all’interno di un’area disboscata, si deve prendere la traccia di destra (segnavia assenti) mediante la quale si rientra nel bosco. Si varca un ruscello (appena prima di esso si incontra un segnavia sul tronco di un albero) e si prosegue per l’ampia traccia in moderata pendenza. Si avanza in direzione nord, immettendosi più avanti in un’altra carraia d’esbosco che si segue fino a raggiungere un incrocio. Qui si deve piegare nettamente a sinistra per ampia traccia pianeggiante in leggera discesa, incontrando poco dopo un ulteriore bivio (paletto con due frecce segnaletiche di colore giallo e blu). Si abbandona la carraia per imboccare a destra un ripido sentiero che in breve conduce ad una caratteristica selletta sulla dorsale Ronco Bora/Palerà. Da qui si prosegue verso sinistra per la traccia di crinale (percorso CAI n° 739) che dopo il primo tratto avanza alla sua destra per poi assecondarlo nuovamente. Si scende poi ad un piccola selletta, più che altro un fosso, dalla quale si riprende subito a salire ripidamente giungendo in vista di alcuni resti murari e, appena dopo, al sommo di un panoramico poggio a quota 1170 m. Qui sorgeva Il Castellaro: “eretto dalla famiglia Vallisneri tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV e distrutto nel 1448 dalle truppe del Comune di Parma” (Andrea Greci: GUIDA AI SENTIERI DELL’APPENNINO PARMENSE- Val Bratica, Val Cedra e Val d’Enza ; GAZZETTA DI PARMA 2011). Dalla sommità si scende molto ripidamente per labile traccia alla sottostante sella boscosa da cui si continua per il percorso di crinale. Poco più avanti il sentiero procede a destra della dorsale, avanzando in leggera discesa, per poi rimontare sul crinale raggiungendo in breve un’area di bosco rado. Qui la traccia sembra perdersi: si deve piegare leggermente a destra scorgendo un varco tra la folta vegetazione. Si prosegue per labile sentiero raggiungendo una selletta da cui, ignorando a destra un’ampia traccia, si continua diritto lungo il sentiero di crinale. Si guadagna quota in ripida salita, prima assecondando il filo della dorsale boscosa, poi salendo alla sua sinistra per traccia stretta e anche scoscesa (diversi segnavia sbiaditi). Si esce infine in una radura arbustiva dove il sentiero sembra perdersi: si deve proseguire mantenendosi in quota per labilissima traccia nell’erba alta prestando attenzione ai segnavia sugli alberi. Poco più avanti si scende verso sinistra per qualche metro onde immettersi in una traccia più evidente che si segue puntando al limite del bosco che si ha di fronte (nel caso si smarrisse il sentiero, è sufficiente salire a destra fino a rimettere piede sul dorso del crinale boscoso alla cui sinistra ci troviamo). Ritornati nei pressi del filo della dorsale, Il percorso prosegue tenendosi leggermente a sinistra di quest’ultimo, conducendo poco più avanti in un’altra radura dove il sentiero sembra nuovamente perdersi. Da qui, anche se verrebbe spontaneo proseguire diritto, si deve invece svoltare repentinamente a sinistra e scendere per labilissima traccia nell’erba alta. Poco più in basso si nota a sinistra una recinzione con filo spinato dove si rinviene uno sbiaditissimo segnavia su un tronchetto di sostegno che ci conferma di essere nel percorso giusto (la dorsale del Monte Palerà, proprio in corrispondenza dell’appena menzionata radura, si sdoppia: noi dobbiamo percorrere il ramo di sinistra). Poi si penetra nel bosco, scendendo per sentiero ancora poco evidente ma con segnaletica più puntuale. Poco dopo si sbuca al sommo di un panoramico pendio prativo dove è possibile ammirare una notevole visuale sulla Val Cedra e il suo circondario di montagne. Si continua lungo il crinale boscoso tenendosi appena a destra di una recinzione con filo spinato: quando il sentiero si sposta a destra, noi non lo seguiamo ma continuiamo ad assecondare il filo della dorsale. Poco più avanti si incontrano alcuni segnavia e la traccia si sposta sulla sinistra del crinale: la seguiamo andando a destra ad un bivio poco marcato (guardando di fronte si scorge un segnavia e, in lontananza, la dorsale prativa del Monte Palerà). Si esce dal bosco avanzando per labile traccia nell’erba alta, piegando successivamente a destra onde rimontare sul dorso del crinale caratterizzato dalla recinzione già incontrata poco prima. Oltrepassata quest’ultima, si rinviene la continuazione del percorso segnato che si segue tenendosi sulla destra del filo del crinale. Appena dopo ci si sposta a sinistra approdando al sommo di splendidi pendii prativi e si prosegue restando nei pressi del limite del bosco e della recinzione con filo spinato. Ci si sposta nuovamente per un breve tratto alla destra del crinale, per poi rimontare su di esso ormai in vista della doppia cima del Monte Palerà. Dopo aver raggiunto l’anticima, si scende alla sottostante selletta, guadagnando infine la sommità principale, 1315 m, caratterizzata da un grandioso panorama. Dalla cima si scende lungo il crinale meridionale che nel primo tratto è molto ripido ma allo stesso tempo suggestivo e panoramico. Dopo una discesa per ripido e scosceso pendio in parte roccioso, si raggiunge una sella da cui si continua per sentiero evidente che progressivamente si amplia. Usciti dal bosco ci si immette in una carraia proveniente da destra e la si segue in direzione della Cima Nuda che si lascia a sinistra effettuando una netta svolta a destra. Dopo un tornante sinistrorso, si confluisce in un’altra carrareccia che si segue a sinistra, raggiungendo in breve una spiazzo adiacente alla S.P. 665, ai piedi del boscoso poggio denominato Monte Bastia. Da qui non resta altro che seguire la panoramica strada verso Rigoso, ammirando lungo il cammino stupende visuali dell’Alpe di Succiso. Dalle prime case del paese, si imbocca la stradina di sinistra, raggiungendo in breve la chiesa e la piazza principale di Rigoso1131 m. Da qui si svolta a sinistra e appena dopo a destra, seguendo uno stradello che riconduce sulla provinciale. La si segue a sinistra solo per poco: infatti, raggiunto un bivio evidente (cartelli), si imbocca a destra una carraia in salita (percorso CAI n° 703) in direzione del Lago Squincio. Si segue la carrareccia (percorsa da mezzi di esbosco) fino ad incontrare un bivio dove si ignora una traccia che si stacca a destra. Appena dopo si attraversa una prima area disboscata oltre la quale, ad un bivio, si prende la carraia di sinistra. Seguendo l’ampia traccia si aggira mediante svolta a destra una costa, sbucando successivamente in un’ampia area disboscata. Si segue la carraia d’esbosco che avanza in leggera salita transitando a fianco di un grosso masso situato alla nostra destra. Oltre una svolta a destra si presenta un bivio (segnavia) dal quale si prende la mulattiera di sinistra che procede inizialmente in salita. Dopo il primo strappo, il percorso avanza pianeggiando a mezza costa, attraversando alcune pietraie e procedendo all’interno di un ambiente boschivo di rara bellezza. Mediante breve risalita si guadagna il dorso di una costa che si doppia, scendendo poi leggermente fino ad approdare in un ripiano prativo dove alla nostra destra è situato il Lago Squincio, 1238 m, chiuso ad occidente da una diga. Piegando invece a sinistra si raggiunge un bivio (cartelli), dove si imbocca il sentiero n° 703C in direzione della diga del Lago Paduli. La traccia perde quota in costante discesa compiendo subito una netta curva a destra ed effettuando in seguito altre svolte. Poi si scende a fianco di una linea elettrica e si continua a perdere quota fino a mettere piede nella S.P. 665 a poca distanza dalla diga. Si segue l’asfalto a sinistra raggiungendo in breve un bivio dove si svolta a destra in direzione di Miscoso Ramiseto. Si attraversa il ponte stradale antistante la diga del Lago Paduli e, al primo bivio (tabella e cartelli), si prende a destra un’ampia traccia in salita delimitata a destra da una recinzione. Raggiunto subito un altro bivio (cartelli), si piega a sinistra in direzione del Rifugio Sarzana, proseguendo sempre a sinistra al successivo bivio collocato nei pressi di un cippo. Si segue lungamente la bella e comoda mulattiera (percorso CAI n° 659) dapprima in lieve/moderata pendenza, poi perlopiù in piano/leggera salita. Più avanti si contorna il margine sinistro di una piccola torbiera e si prosegue attraversando in seguito un’area di rado bosco. Successivamente si guada il Rio Garzoli e si continua guadagnando quota in moderata pendenza fino a valicare una costa boscosa. Poco dopo si incontra un bivio (cartelli) dove si abbandona il sentiero n° 659, imboccando a sinistra il percorso contrassegnato come SD (Sentiero dei Ducati) in direzione di Miscoso. La traccia avanza verso est attraversando poco più avanti una radura arbustiva, per poi rientrare nel bosco procedendo perlopiù in quota. Dopo aver oltrepassato una orripilante carraia di esbosco, si continua per il comodo sentiero che dopo un tratto in piano inizia a scendere verso il fondo della valletta formata dal Canalaccio. Si varca quest’ultimo e un suo ramo secondario per poi affrontare una breve ma ripida salita che deposita ad una selletta. Si continua per traccia che attraversa un’area di bosco rado, raggiungendo poco dopo un rifugio. Da quest’ultimo si prosegue per carraia che presto va abbandonata imboccando a sinistra un sentiero (segnavia). Dopo aver varcato un ruscello, si sbuca in un’orribile carraia di esbosco che si attraversa rinvenendo sulla destra la prosecuzione del sentiero. Si continua per comoda traccia procedendo in piano a mezza costa ed attraversando un’area di bosco rado. Aggirata una costa boscosa, il percorso cambia direzione avanzando verso est a mezza costa in piano e leggera discesa. Dopo un paio di svolte, si continua sempre a mezza costa attraversando una sequenza di tre solchi (appena dopo aver varcato il terzo canale, la traccia giusta è quella che avanza in salita e non quella che si stacca a sinistra in piano). Successivamente, procedendo a saliscendi, si attraversano altri due fossi, per poi scendere all’interno di un’area di bosco rado. Dopo una svolta a destra, ci si immette in un’ampia traccia che si segue a sinistra raggiungendo un bivio, situato in località Costalta, dove si prosegue diritto. Si continua per mulattiera sbucando poco dopo in una bella radura dove si svolta a sinistra ignorando a destra una carraia. Al successivo bivio, situato nei pressi di un’altra radura, si prende la traccia di sinistra, effettuando in seguito un’ampia curva verso destra. Il percorso asseconda successivamente il dorso di una panoramica costa che offre notevoli visuali, soprattutto verso il Monte Palerà. La bella mulattiera/carraia si sposta poco dopo a destra scendendo nel bosco (ad un bivio si ignora una traccia che si stacca a destra) per poi risalire leggermente per un breve tratto. Si continua a perdere quota per la panoramica carraia confluendo più in basso in un’altra traccia. Giunti ad un bivio, si prosegue a sinistra verso Miscoso, raggiungendo poco dopo l’edificio della Pro Loco Capo D’Enza. Oltre quest’ultimo si rientra nel bosco e si continua a scendere per bella mulattiera, effettuando in ultimo una svolta a sinistra fino a rimettere piede nella S.P. 15 proprio di fronte al ristorante “La Montanara”.