La Rocca Pianaccia e il Monte Sillara dal ponte sul Torrente Cedra

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Punto di partenza/arrivo: ponte sul Torrente Cedra della Colla, 1041 m

Dislivello: 880 m ca.

Durata complessiva: 4,15 h

Tempi parziali: ponte sul Torrente Cedra-Rocca Pianaccia (1,50 h) ; Rocca Pianaccia-Monte Sillara (30 min) ; Monte Sillara-Lago Inferiore di Compione (25 min) ; Lago Inferiore di Compione-ponte sul Torrente Cedra (1,30 h)

Difficoltà: EE la salita alla Rocca Pianaccia dall’omonima forcella ; E/E+ la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: giugno 2019

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Ranzano-Monchio delle Corti. Da quest’ultima località, il cui centro vero e proprio non si raggiunge, si prosegue lungo la Massese (S.P. 665R), abbandonandola poco dopo in corrispondenza della frazione di Trincera. Qui si imbocca a destra la strada per Pianadetto e Valditacca che sale effettuando alcuni tornanti. Lasciata a destra la prima località e senza entrare nel centro vero e proprio della seconda, si continua prendendo a destra una stretta stradina asfaltata in direzione del Passo della Colla e dei Lagoni. Appena prima di una netta svolta a destra, si abbandona la strada asfaltata, imboccando a sinistra una carraia in discesa (indicazione del percorso n° 709). Si parcheggia l’auto appena prima del ponte sul Torrente Cedra della Colla.

mapwww.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Escursione di grande interesse ambientale e panoramico. Il raggiungimento della cima della Rocca Pianaccia dalla sella omonima avviene senza una vera e propria traccia da seguire, implicando anche il superamento (facoltativo) di alcune roccette. Il Lago Inferiore di Compione e la valle di origine glaciale del Rio Frasconi sono tra i luoghi più suggestivi di tutto l’Appennino parmense e probabilmente emiliano.

Attraversato il ponte sul Torrente Cedra della Colla, si sale per carraia (percorso CAI n° 709) che effettua subito una netta svolta a destra, ignorando, in corrispondenza di quest’ultima, una traccia che si stacca a sinistra. Si guadagna quota in lieve salita, compiendo poi un tornante sinistrorso e proseguendo per un tratto in direzione SE. Fa seguito una sequenza di tornanti, alcuni dei quali, soprattutto nella parte superiore, possono essere opportunamente tagliati per vecchio sentiero/mulattiera. Si continua poi in direzione SE procedendo in falsopiano/lieve salita, oltrepassando in seguito un rio. Dopo una svolta a destra si sale un po’ più ripidamente in bell’ambiente boschivo, passando a fianco di alcuni caratteristici massi e avanzando parallelamente al rio di prima. Raggiunto e superato un casotto in lamiera, si presenta un bivio (paletto con cartelli a sinistra non molto visibile), da cui si abbandona la comoda carraia seguita fino a questo punto, imboccando a sinistra un’ampia traccia (percorso CAI n° 709). Si procede in lieve/moderata pendenza per bella mulattiera, costeggiando un’area disboscata ed effettuando una curva a destra. Raggiunto un bivio (cartelli), si trascura a sinistra il percorso n° 709B per il Lago Ballano e si prosegue diritto. Dopo aver valicato un’ampia insellatura si incontra un altro bivio dal quale si ignora a sinistra il sentiero n° 709A per il Lago Verde. Si prosegue a destra alla volta del Rio Frasconi (nella cui valle ci troviamo), avanzando per mulattiera con andamento parallelo ad un crinale boscoso. Poco dopo, mediante curva a destra, si valica quest’ultimo, proseguendo assecondandone il dorso per un breve tratto. Si continua lungo il tracciato principale, che si restringe man mano che si procede, guadagnando quota mediante alcuni tornanti, tenendosi sempre nei pressi della costa di prima. Dopo un breve tratto in discesa e una svolta a sinistra in cui si costeggia un grosso masso, si approda in un ripiano boscoso. Si attraversa quest’ultimo orientandosi con i segnavia, piegando poi a destra, raggiungendo poco più avanti un rio che si varca. Giunti alla base di un ripido fianco boscoso con massi, si procede inizialmente in obliquo ascendente verso nord, per poi effettuare un tornante sinistrorso. Si prosegue lungo lo spettacolare sentiero ai piedi di strapiombanti blocchi d’arenaria e, continuando in questa direzione, si raggiunge la base di una pietraia. Mediante tornante destrorso si attraversa quest’ultima, effettuando appena dopo un altro tornante, transitando, oltre quest’ultimo, a fianco di un magnifico esemplare di faggio. Successivamente si raggiunge una costa che costituisce la sponda sinistra orografica di un rio incassato tra spettacolari lastre d’arenaria. Poco più in alto si attraversa il menzionato rio oltre il quale si svolta a destra, piegando poi a sinistra. Appena dopo si raggiunge il sommo della sponda sinistra orografica del Rio Frasconi e, proseguendo per il percorso principale, si arriva ad un evidente bivio (paletto con cartelli), situato sotto una pietraia. Si lascia a sinistra la continuazione del percorso n° 709 – da cui torneremo – e si continua diritto lungo il sentiero n° 711 per la Sella Pumacciolo, avanzando inizialmente all’interno di una valletta. Poco dopo, però, occorre prestare attenzione a svoltare nettamente a destra e risalire, effettuando anche due piccoli tornanti, un pendio, fino a guadagnare il dorso di una costa. Si asseconda quest’ultima inizialmente fuori dal bosco, per poi ritornare al suo interno ed avanzare prestando attenzione ai segnavia. Si continua per il percorso principale avendo come direttrice la costa di prima, attraversando in seguito una piccola radura con cespugli di mirtillo. Raggiunto appena dopo un solco, si sale tra grossi massi in direzione di un’evidente pietraia che il sentiero evita sulla sinistra all’interno del bosco. Si attraversa successivamente un rio asciutto oltre il quale si ritorna nei pressi della costa di prima, dove il tracciato inizia a farsi piuttosto incerto. Dopo aver varcato il ruscello si vira a destra e si sale parallelamente al solco da esso formato, uscendo poi dal bosco e risalendo la prima di numerose lastre d’arenaria che incontreremo lungo il tragitto. Fa seguito una seconda lastra di rocce montonate che si risale in obliquo verso destra, approdando al suo sommo in una specie di pianoro ammantato da cespugli di mirtillo. Il sentiero attraversa questa sezione in lieve salita e, virando poco dopo a destra, conduce in un avvallamento ai piedi dei ripidi pendii meridionali, caratterizzati da fasce d’arenaria, della Rocca Pianaccia. Si asseconda l’avvallamento solo per poco, spostandosi poi a sinistra (attenzione ai segnavia) e appena dopo a destra, risalendo successivamente altre magnifiche lastre modellate dai ghiacci. Poi si sale lungo un suggestivo avvallamento, delimitato a destra da una cintura rocciosa, raggiungendo poco più in alto una piccola torbiera, a poca distanza dalla Sella di Rocca Pianaccia1712 m. Da questo punto si incomincia subito la risalita della dorsale meridionale dell’omonima rocca, guadagnando per labilissima traccia, oppure direttamente, il sommo del primo cespuglioso dosso. Oltre quest’ultimo si scende in un avvallamento e si continua in direzione di verticali fasce rocciose che si evitano a sinistra. Si attraversa una pietraia (ometto) e ci si dirige verso un’evidente cengia/rampa obliqua da sinistra a destra. Seguendo quest’ultima si recupera il filo della dorsale e lo si asseconda in direzione delle roccette terminali, che si possono superare direttamente oppure evitare a destra. Dalla cima della Rocca Pianaccia1764 m (notevole panorama), si aggirano ad est le ripide roccette finali, ritornando, mediante il percorso seguito in salita, alla Sella di Rocca Pianaccia. Lasciata a destra la continuazione del percorso n° 711, si prosegue diritto lungo un sentiero segnato ma non numerato che, avanzando piuttosto ripidamente, si mantiene sulla sinistra della dorsale che divide il vallone (di origine glaciale) di Pumacciolo da quello del Sillara, al cui centro si trovano gli omonimi laghi. Orientandosi con paletti in legno e qualche ometto, si raggiunge poi il filo del costone che si segue a sinistra, ammirando straordinarie visuali. Raggiunto un bivio, si tralascia a sinistra un sentiero proveniente dai Laghi del Sillara e si prosegue diritto per evidente traccia che guadagna quota sulla sinistra della dorsale settentrionale del Monte Sillara. Lambito il suo filo, la traccia sale poi in obliquo verso sinistra, conducendo, non senza fatica, sul crinale sommitale a poca distanza dalla cima, situata alla nostra sinistra. Dalla vetta del Monte Sillara, che con i suoi 1861 m risulta la più elevata del crinale Parma/Massa, si ammira un impareggiabile panorama: nelle giornate terse è possibile scorgere la sagoma dell’Isola d’Elba. Dopo una meritata sosta si riprende il cammino iniziando a perdere quota lungo il ripido ma spettacolare crinale SE della montagna. Dopo l’erto tratto iniziale si prosegue molto più comodamente avanzando sulla sinistra del crinale divisorio. Recuperato quest’ultimo si sale fino a raggiungere la sommità del Monte Nuda di Iera1840 m, nominato in alcune mappe come Monte Losanna. Dalla cima di quest’ultimo si scende in direzione della sottostante ampia insellatura, dove si incontra il Passo di Compione, 1794 m. Dal valico di crinale si prende a sinistra il percorso n° 709 (diretto al sottostante e ben visibile Lago Inferiore di Compione) che inizialmente scende in obliquo verso sinistra, oltrepassando poco dopo un solco. Si continua poi a perdere quota per il poco evidente tracciato, transitando a fianco di pietraie e, più in basso, di caratteristiche rocce montonate. Raggiunto uno stagno, lo si contorna a destra, raggiungendo appena dopo un bivio situato sul dorso di una costa. Andando a destra ed assecondando la menzionata costa, che non è altro che la morena che chiude a NE il Lago Inferiore di Compione 1681 m, si giunge in corrispondenza di quest’ultimo, certamente uno dei più spettacolari specchi d’acqua di tutto l’Appennino parmense. Dopo una sosta d’obbligo per ammirare l’impareggiabile bellezza del luogo, si continua per il sentiero raggiungendo quasi subito un bivio (grosso ometto e segnavia). Si prende a sinistra un’incerta traccia (percorso CAI n° 709) che conduce poco più in basso nei pressi di un piccolo stagno. Qui il percorso svolta a sinistra conducendo ad un ruscello e, oltre quesr’ultimo, vira subito dopo a destra. Si continua a scendere per sentierino tra cespugli di mirtillo, notando più in basso delle lastre rocciose con segnavia bianco-rosso. Raggiunte le rocce montonate, il percorso svolta a destra perdendo quota per esse, per poi piegare a sinistra e procedere verso NW nella sponda sinistra orografica della selvaggia valle di origine glaciale del Rio Frasconi. Avanzando parallelamente a quest’ultimo e ammirando sotto di noi altre interessanti rocce montonate, si raggiunge infine il limite della vegetazione. Piegando a sinistra si attraversa una prima brevissima fascia boscosa, effettuando poco dopo una svolta a destra, perdendo poi quota sulla destra del limite del bosco. Ci si inoltra successivamente nella faggeta, scendendo per ampio sentiero sassoso (in alcuni punti il percorso sembra assecondare un ruscello) non ben incavato nel terreno, perciò poco evidente (prestare attenzione ai puntuali segnavia). Dopo una curva a destra e la successiva svolta a sinistra, si sbuca in una radura con folta vegetazione. Si attraversa quest’ultima transitando a fianco di suggestivi ruderi, svoltando, in corrispondenza di essi, a destra. Lambito il Rio Frasconi, si rientra nella faggeta continuando per il percorso principale, fino ad attraversare il letto del menzionato rio (in questo tratto asciutto), oltre il quale la traccia si fa piuttosto incerta. Tenendo d’occhio i segni bianco-rossi, si prosegue per un tratto avendo il rio a sinistra, piegando poi a destra. Lambito nuovamente il corso d’acqua, il poco evidente percorso vira a destra, fino ad effettuare una netta svolta a sinistra. Guadato il Rio Frasconi, si continua lungo il bel sentiero, ritornando in breve al bivio con il percorso n° 711 per la Sella di Rocca Pianaccia. Si rientra al ponte sul Torrente Cedra seguendo a ritroso lo stesso tragitto effettuato in salita.

 

 

Il Corno di Caneto

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Punto di partenza/arrivo: Caneto 571 m

Dislivello: 858 m

Durata complessiva: 4 h ca.

Tempi parziali: Caneto-Rifugio Bestianel (1,20 h) ; Rifugio Bestianel-Corno di Caneto (45 min) ; Corno di Caneto-Caneto (1,45 h)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: aprile 2018

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Ranzano-Palanzano. Da quest’ultima località si prosegue lungo la S.S. 665 ancora per poco. Infatti la si abbandona prendendo a destra (indicazione) una stradina che dopo aver oltrepassato il Cedra conduce alla frazione di Caneto.

 

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Descrizione dell’itinerario

Magnifica escursione alla scoperta di luoghi di grande fascino ambientale e panoramico. Il sentiero n° 751, nel tratto Rifugio Bestianel-Corno di Caneto, nonostante la nulla frequentazione e una segnaletica ormai quasi inesistente per incuria e menefreghismo, non pone, eccetto per un breve tratto, problemi di individuazione del giusto percorso.

Abbandonata l’auto nei pressi della chiesa di Caneto, ci si incammina per stradina asfaltata raggiungendo in breve un bivio dove si prosegue a destra. Si continua in salita attraversando tutta la parte alta del nucleo abitato, avanzando poi per carraia che effettua una netta svolta a sinistra (maestà sulla destra), entrando in questo modo nella valle formata dal Rio di Veronco. Al primo bivio si ignora un’ampia traccia che si stacca a destra e si prosegue per bella carraia che guadagna quota in moderata pendenza. Poco più avanti si transita nei pressi di una presa dell’acquedotto e si continua a salire effettuando alcuni tornanti. Più in alto si procede per un buon tratto a fianco di magnifiche radure arbustive, per poi piegare a sinistra rientrando progressivamente nel bosco. Raggiunto un bivio evidente (cartello), proseguiamo diritto in direzione del Rifugio Bestianel, ignorando a destra il sentiero per il Monte di Botta da cui torneremo. Seguendo il percorso principale si incontra un altro bivio, caratterizzato dalla presenza di un carretto arrugginito, dove si prosegue diritto/sinistra ignorando a destra un’ampia traccia in discesa. Si avanza in moderata pendenza effettuando alcune svolte, fino a raggiungere un ulteriore bivio da cui si continua a sinistra. Appena dopo si incontra l’ennesimo bivio dove si prosegue diritto/sinistra (sbiadito segnavia sulla destra appena dopo il bivio). Poco più avanti si raggiunge un’area di bosco rado dove è possibile notare, più in alto a destra, il Rifugio Bestianel. Si prosegue lungo la carraia ancora per poco e poi la si abbandona temporaneamente spostandosi a destra verso il rifugio, 1163 m. Dopo un’eventuale sosta si rimette piede nell’ampia traccia di prima e la si segue effettuando una svolta a destra. Appena dopo il tracciato si restringe a sentiero che si asseconda compiendo una curva verso destra, contornando in questo modo il margine superiore dell’area disboscata. Alla successiva svolta a sinistra, sul tronco di un albero a destra, si nota uno sbiaditissimo segnavia che ci conferma di essere nel giusto percorso. Messo piede su una magnifica e panoramica dorsale, la si asseconda per sentiero ben incavato fino a raggiungere un punto dove la traccia sembra perdersi. Guardando a destra si nota la continuazione del sentiero che tuttavia è per un tratto inglobato da arbusti spinosi. Si aggira a destra questa breve interruzione e si riprende la traccia principale che, spostandosi leggermente a sinistra, riconduce nei pressi della dorsale. Dopo l’attraversamento di un cancello si raggiunge una panoramica apertura dove la traccia piega nettamente a destra. Si continua ad assecondare la dorsale, passando a fianco di interessanti affioramenti arenacei (sbiadito segnavia a destra), per sentiero sempre marcato ed evidente. Dopo alcuni minuti di cammino si approda sulla sommità del panoramico poggio denominato La Penna1351 m, che offre notevoli visuali sul versante meridionale del Caio. Il sentiero prosegue assecondando quasi sempre, eccetto un breve tratto in cui si sposta a destra, la dorsale in direzione del crinale del Caio. Si affronta quindi l’ultimo ripido e faticoso strappo guadagnando infine la sommità del Corno di Caneto1428 m, da cui si ammira un grandioso panorama, in particolare sulla Val Cedra e le montagne del reggiano. Dalla cima si prosegue verso NW raggiungendo in breve la dorsale del Caio da cui si piega a destra lungo il percorso n° 734. Mediante ampia traccia si scende tagliando panoramici pendii prativi per poi continuare per rado bosco. Raggiunto un bivio (cartelli), situato in prossimità di un rimboschimento a conifere, si prosegue a destra avanzando per un tratto in leggera salita. Poco dopo il bel sentiero riporta nei pressi del filo della dorsale che asseconda per un tratto, per poi effettuare una netta svolta a sinistra conducendo all’interno di un altro rimboschimento a conifere. Sbucati in magnifici declivi prativi, si piega a destra raggiungendo in breve un bivio da cui si prosegue diritto in direzione del Monte di Botta e la Croce del Cardinale. Procedendo in leggera discesa si attraversa il margine superiore di splendidi pendii prativi che regalano visuali grandiose, continuando poi all’interno del bosco per largo sentiero che scende tenendosi nei pressi del filo della dorsale. Si continua per l’ampia mulattiera ancora per poco: infatti, nei pressi di un tornante sinistrorso, la si abbandona imboccando a destra un sentiero (segnavia) che conduce appena dopo ad un bivio. Qui si abbandona il sentiero segnato (diretto alla Croce del Cardinale) imboccando a destra un’evidente traccia non segnata (si tratta di una vecchia mulattiera rimasta ancora incredibilmente intatta). Il percorso è molto evidente e non presenta bivi che possono trarre in inganno. Inizialmente si procede a mezza costa verso ovest ammirando grandiose visuali sull’Alpe di Succiso e il crinale Parma/Massa. Successivamente si perde quota effettuando diverse svolte e tornanti per sentiero sempre molto incavato ed evidente. Più in basso si riprende la direzione ovest e si varca un primo ruscello, per poi scendere a guadare il Rio di Veronco che proprio in questo punto presenta cascatelle e suggestive pozze. Oltre il guado si procede per un breve tratto in salita fino ad incontrare un solco asciutto che si attraversa. Appena dopo ci si ricongiunge con la carraia seguita all’andata tramite la quale si rientra a Caneto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Monte Malpasso e i suoi laghi

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Punto di partenza/arrivo: strada asfaltata per Pratospilla

Dislivello: 550 m ca.

Durata complessiva: 4,00/4,15 h

Tempi parziali: strada per Pratospilla-Lago Verdarolo (40 min) ; Lago Verdarolo-Lago Scuro di Rigoso-Lago Verdarolo-bivio Lago Scaliccia (20 min) ; bivio Lago Scaliccia-Monte Malpasso (45 min/1 h) ; Monte Malpasso-Lago Palo (40 min) ; Lago Palo-Pratospilla-bivio Lago Scaliccia-Lago Verdarolo-strada per Pratospilla (1,15/1,30 h)

Difficoltà: E/E+ ; EE in presenza di tratti innevati e/o ghiacciati ; F in condizioni prettamente invernali

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo. In caso di neve e ghiaccio: picozza e ramponi

Ultima verifica: febbraio 2016

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Ranzano-Palanzano-Monchio-Trefiumi-Rimagna. Prima di Rigoso si imbocca a destra una strada asfaltata in direzione Pratospilla e si parcheggia l’auto in corrispondenza di una carraia che si stacca a sinistra (cartello), poco dopo la località La Bastia.

map (1) www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Interessante e insolito percorso che permette una conoscenza abbastanza approfondita dell’area del Monte Malpasso, 1707 m (la prima sommità della parte orientale del lungo crinale Parma/Massa). Di particolare interesse e fascino ambientale il Lago Scuro di Rigoso e il bellissimo Lago Palo.

Dalla strada per Pratospilla si segue un’ampia carraia, contrassegnata n° 701, che procede inizialmente in leggera salita. Dopo una netta svolta a sinistra, la carrareccia diviene più ripida e compie successivamente un tornante verso destra. il percorso continua a guadagnare quota piuttosto ripidamente, conducendo infine ad un bivio su una costa. Qui si ignora a sinistra una carraia in salita e si prosegue per l’ampia traccia di destra. Dopo un tratto in leggera discesa, si giunge nei pressi di una piccola vasca di raccolta dell’acqua e si continua per mulattiera che svolta subito a sinistra. Nella successiva curva verso destra si ignorano due tracce che si staccano a sinistra e si prosegue per il percorso principale. Dopo un’ultima non ripida salita, si giunge nei pressi del Lago Verdarolo, 1395 m. Dal paletto con cartelli si va a sinistra per ampia traccia, prima in leggera salita e poi in discesa, giungendo dopo pochi minuti al magnifico Lago Scuro di Rigoso, 1387 m. Piccolo e appartato, ospita alcuni tronchi fossili di abete bianco visibili nei periodi di secca. Si ritorna al paletto con cartelli nei pressi del Lago Verdarolo (chiuso nella sponda occidentale da una piccola diga eretta nel 1915) e si procede lungo il sentiero n°703 in direzione La Scaliccia. Dopo una breve discesa e successiva risalita si contorna dall’alto la sponda settentrionale del lago, incontrando più avanti un’area pic nic con panche e tavolo. Si continua per l’ampia traccia che poco dopo conduce ad un bivio (paletto con cartelli) in località Lago Scaliccia, 1418 m. Dal bivio imbocchiamo a sinistra il sentiero 703B che inizialmente risale una poco accennata costa boscosa. Successivamente si sbuca in un’area di bosco rado e si sale  piuttosto ripidamente per traccia più marcata. Dopo alcune svolte si attraversa un ruscello e si avanza tenendosi sulla sinistra di quest’ultimo. Il sentiero riconduce poco dopo in prossimità del ruscello per poi svoltare bruscamente a sinistra. Seguendo con attenzione i segnavia sugli alberi, si procede in moderata salita per il soprastante pendio boscoso fino a quando, con una svolta a sinistra, si attraversa un altro ruscello. Valicato il dorso di una costa, la traccia scende a destra entrando in un’appartata valletta che si risale in direzione dei vicini pendii nord-occidentali del Monte Malpasso. Giunti nella pietraia sottostante i canali e le fasce d’arenaria che incidono questo versante della montagna, si piega a destra e si attraversa, restandone ai margini, un’ultima macchia di bosco. L’evidente sentiero risale poi il soprastante ripido pendio erboso, tenendosi appena a sinistra del limite del bosco. Dopo un’ultima faticosa salita, si giunge ad una caratteristica forcella collocata su una dorsale secondaria che dal crinale degrada perpendicolarmente verso valle. Procediamo a sinistra lungo la dorsale (all’inizio appena a sinistra del suo filo) ammirando notevoli visuali verso la sottostante Val Cedra. Poco prima del crinale spartiacque, la traccia piega a sinistra iniziando un traverso ascendente su ripido pendio che potrebbe risultare delicato in caso di neve e ghiaccio. In breve si arriva alla panoramica Sella Canuti collocata tra la Cima Canuti Orientale a ovest e il vicino Monte Malpasso a est. Dalla selletta ci si dirige verso quest’ultimo alla cui sommità giungiamo dopo aver percorso un breve tratto di crinale. Dalla cima (1714 m), da cui si ammira un grandioso panorama a 360°, ritorniamo sui nostri passi (prestando particolare attenzione al traverso scosceso) fino alla caratteristica forcella lungo la dorsale secondaria. Raggiuntala, si piega a sinistra (sentiero n° 703A) in direzione del ben visibile Lago Palo. Scendiamo inizialmente lungo un ripido canale (attenzione in caso di neve e/o ghiaccio) per poi piegare verso sinistra. Giunti nella sottostante pietraia, la traccia sembra perdersi: si deve puntare al vicino limite del bosco che si trova appena più in basso rispetto al punto in cui siamo. Tenendo il bosco alla nostra destra, pieghiamo a sinistra per traccia ora più marcata. In prossimità di un ruscello, svoltiamo decisamente a destra seguendo un ben evidente sentiero che poco dopo entra all’interno di un bellissimo bosco di faggi. In circa 10 minuti di cammino si raggiunge il Lago Palo, 1511 m, senza dubbio uno dei più suggestivi specchi d’acqua di tutto l’Appennino parmense. Di notevole interesse le verticali fasce di arenaria macigno che sovrastano ad est il lago, conferendogli un certo carattere alpestre. Si contorna a pelo d’acqua la sponda occidentale e si giunge ad un paletto con cartelli collocato nel limite settentrionale del lago. Il sentiero piega a sinistra penetrando all’interno di un bellissimo bosco che si attraversa inizialmente in leggera discesa e in piano. L’ottima traccia perde successivamente quota tagliando con alcuni tornanti una ripida sponda boscosa. Presto giungiamo nei pressi degli impianti di risalita provenienti dal vicino Pratospilla, mettendo piede sulla pista da sci. Scesi al vicino albergo e all’antistante grande parcheggio, si segue a destra un’ampia strada che effettua una curva a semicerchio. Appena prima di mettere piede nella strada di accesso a Pratospilla, si diparte sulla destra (paletto con cartelli) il sentiero n° 703 che imbocchiamo. La traccia procede in costante ma leggera salita attraversando poco più avanti una panoramica pietraia. Successivamente si avanza a mezza costa tagliando ripidi pendii boschivi, raggiungendo infine il bivio con il percorso n° 703B in località Lago Scaliccia. Da qui percorriamo a ritroso il tragitto effettuato in salita fino alla strada per Pratospilla.