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Archivi tag: Val Baganza sentieri

Anello di Fragnolo

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Punto di partenza/arrivo: Fragnolo 700 m

Dislivello: 500 m ca.

Durata complessiva: 4 h

Tempi parziali: Fragnolo-Monte Castellaro-Passo di Fragno (1,30 h) ; Passo di Fragno-selletta tra Monte Prandone e Monte Vitello (45 min.) ; selletta tra Monte Prandone e Monte Vitello- fondovalle Moneglia-Fragnolo (1,30 h)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: marzo 2017

Accesso stradale: Parma-Felino-Marzolara-Calestano-Fragnolo

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Stralcio della mappa dal sito: https://master.apis.dev.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Anello molto interessante e vario su carraie e sentieri evidenti che non pongono problemi di reperimento del giusto percorso. La segnaletica CAI è presente solo nel tratto Fragnolo-Monte Castellaro-Passo di Fragno. Nella seconda parte dell’anello si incontrano invece solo alcuni sporadici e sbiaditi segnavia.

Dal paese di Fragnolo si imbocca, appena a sinistra del rinomato ristorante Mariella, una stradina asfaltata che conduce ad alcune case. Si effettua successivamente una svolta a destra e si inizia a salire ripidamente in direzione del non lontano crinale del Monte Castellaro. Più avanti la stradina diviene sterrata e penetra in un rimboschimento a conifere, conducendo infine ad un bivio in località Cusano 857 m. Si piega a destra proseguendo lungo il percorso di crinale (segnavia CAI n° 773) ed oltrepassando l’impercettibile sommità del Monte Castellaro 936 m (alcune aperture nel bosco permetto di ammirare notevoli visuali). Giunti ad un bivio, si ignora a sinistra la carraia diretta al valico conosciuto come Tino d’Oro e si continua diritto procedendo inizialmente in ripida salita. Ci si avvicina progressivamente, sempre per ampia traccia, alla sommità del Monte Corno, ammantata da conifere di reimpianto, che si aggira a destra avanzando in direzione S/SE. Dopo una breve discesa si arriva ad un incrocio (paletto con cartelli), dove si prosegue diritto per ampia traccia con sbarra iniziale. Si procede in leggera salita, aggirando in questo modo la sommità del Monte Pozzo, giungendo in breve ad un altro incrocio dove si continua sempre diritto. Si inizia poi a scendere per sentiero che offre notevoli visuali panoramiche e che, allargandosi in ultimo a carraia, conduce ad un bivio dove si ignora a destra un’ampia traccia diretta alla boscosa sommità del Monte Pozzo. Si svolta invece a sinistra, in discesa, assecondando per un breve tratto la carrareccia e abbandonandola poco dopo per imboccare a destra un marcato sentiero (segnavia). Rientrati all’interno del bosco, si ignorano un paio di tracce che si staccano a sinistra e poi a destra, e si continua per il ben marcato sentiero che comincia a scendere più ripidamente conducendo in breve ad una bella radura dove il percorso piega a sinistra. Dopo un ulteriore tratto all’interno del bosco di conifere, altre radure che si contornano e un’ultima ripida discesa, si raggiunge il panoramico Passo di Monte Fragno 945 m. Dal valico si continua lungo una stradina asfaltata che asseconda per un breve tratto il crinale Parma/Baganza. Quando essa effettua una netta curva a sinistra, proseguiamo diritto per bella sterrata inizialmente in discesa. Si riprende poi a salire, passando a fianco di un curioso poggetto arenaceo e giungendo ad un bivio dove si continua a sinistra. Dopo un tratto di bosco (si incontra a destra una carraia chiusa da un cancello) si esce all’aperto e si sale con maggiore pendenza aggirando in questo modo un prima una costa. Si continua affrontando in seguito un altro ripido strappo per poi aggirare una seconda panoramica costa. Poco dopo occorre abbandonare la carraia su cui stiamo camminando, che a sua volta conduce al vicino valico di Casa Canone, imboccando a destra una ripida e ampia traccia. Dopo il primo faticoso strappo si passa a fianco di una baracca, per poi riprendere a salire in modo sempre sostenuto lungo una sorta di costa erbosa. Al suo culmine si penetra nel bosco raggiungendo la poco marcata sella che separa il Monte Prandone alla nostra sinistra dal Monte Vitello alla nostra destra. Il sentiero inizia appena dopo a scendere conducendo nei pressi di una recinzione che si contorna per un tratto in leggera salita svoltando poi a sinistra in discesa. Ignorando tracce laterali si continua per il percorso principale che in seguito procede in piano offrendo interessanti visuali del Monte Montagnana. Sempre per ampia traccia si attraversa una radura rientrando poi nel bosco e raggiungendo, dopo una breve discesa, un’ampia e panoramica sella collocata nel crinale che divide la Val Moneglia dall’ampio vallone che più in basso si restringe nella gola formata dal Rio Spigone. Si svolta repentinamente a destra per carraia che poco dopo passa a fianco di una baracca per poi effettuare una netta curva a sinistra e discendere lungo il margine sinistro di una bella radura. Si rientra nel bosco continuando lungamente per la carraia (qualche segnavia bianco-rosso molto sbiadito) e ignorando tracce laterali. Dopo una netta svolta a destra si raggiunge un incrocio dove si prosegue diritto lungo il percorso principale che inizia a scendere con maggiore pendenza. Effettuando un’ampia curva a sinistra si raggiunge un crinaletto secondario che si asseconda fino ad un evidente bivio collocato a poca distanza dalla frazione di Alpicella, visibile in basso a sinistra. Si imbocca a destra una carraia diretta al fondo della Val Moneglia, ignorando poco più in basso un’ampia traccia che si stacca a sinistra e con essa i segnavia del “Tartufo Trail Running”. Si prosegue in leggera salita aggirando poco più avanti una costa boscosa per poi scendere nel fondovalle giungendo nei pressi di una radura. Si continua attraversando quest’ultima, ignorando temporaneamente la traccia di sinistra in quanto spesso allagata. Si procede ora in salita tenendo il corso d’acqua alla nostra destra: sono evidenti i segni lasciati dall’alluvione del 2014. Poco dopo, ad un bivio, si abbandona la traccia seguita fino a questo momento, per imboccare a sinistra una carraia che procede nella sponda destra orografica della valle (in alto a destra si nota un nucleo di vecchie case collocato su un poggio). Si attraversa un ruscello e si riprende a salire raggiungendo in breve un gruppo di case non lontani dal paese di Fragno. Oltre le prime abitazioni si stacca a destra (cartello) un’ampia traccia che si imbocca risalendo in questo modo il soprastante pendio prativo (notevoli visuali panoramiche sulla Val Moneglia dominata dal boscoso Monte Vitello). In breve si fa ritorno a Fragnolo, punto di partenza di questo interessante anello.

 

 

 

 

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Anello dell’Alta Val Baganza

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Punto di partenza/arrivo: ponte sul Torrente Baganza 878 m

Dislivello: 630 m ca.

Durata complessiva: 4,45/5 h

Tempi parziali: ponte sul Baganza-Casa Montana (30/40 min) ; Casa Montana-Pian della Capanna (25 min) ; Pian della Capanna-bivio in località S.Giovanni (40/45 min) ; bivio in località S.Giovanni-sella sud/est del Monte Borgognone (25 min) ; sella sud/est del Monte Borgognone-Monte Beccaro-Monte Fontanini (25 min) ; Monte Fontanini-sella sud del Groppo del Vescovo-Groppo del Vescovo (40 min) ; Groppo del Vescovo-sella nord del Groppo del Vescovo-Graniti di Rombecco (20 min) ; Graniti di Rombecco-Casa Rombecco (10/15 min) ; Casa Rombecco-La Chiastra (40/45 min) ; La Chiastra-Ponte sul Torrente Baganza (25 min)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: luglio 2016

Accesso stradale: Parma-Berceto. Dal Poggio Enzo Ferrari, che costituisce la parte alta del paese di Berceto, si imbocca a sinistra la S.P. 15 in direzione di Calestano abbandonandola quasi subito svoltando bruscamente a destra (cartello giallo con scritto:”passeggiata nella pineta”). Dopo un tratto in salita a fianco di alcune case, la carrozzabile, ora sterrata, scende verso il fondo della valle formata dal Torrente Baganza. Si oltrepassa il bivio per Fioritola e si continua per lo stradello ancora per un buon tratto. Un’ultima discesa precede il ponte sul Torrente Baganza, prima del quale occorre parcheggiare l’auto in un spiazzo a sinistra. Vi sono altre possibilità di parcheggio, prima dell’ultima breve discesa che conduce al ponte sul Baganza, in ampi spiazzi a sinistra della sterrata

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org  Il tracciato evidenziato nella mappa nel tratto Rombecco-Felegara è puramente indicativo.

Descrizione dell’itinerario

Splendido e completo anello che permette un’approfondita conoscenza delle peculiarità ambientali dell’Alta Val Baganza. La segnaletica CAI, eccetto il sentiero di crinale, risulta decisamente scarsa, soprattutto nel tratto Pian della Capanna-località S.Giovanni, dove ci si orienta utilizzando i segni per le MTB.

Dal ponte sul Torrente Baganza si sale per sterrata ignorando una carraia che si stacca a sinistra del percorso principale quando esso effettua una netta svolta a destra. Si continua per la carraia che procede in direzione sud compiendo in seguito un tornante sinistrorso. Un breve tratto verso nord precede un altro tornante, destrorso, che riconduce nella direzione di prima. Si giunge poco dopo ad un bivio, dove si ignora una traccia che si stacca a destra, continuando per carraia, ora cementata, che effettua in ripida salita un paio di tornanti. Si continua per lo stradello sterrato, affiancato da una linea elettrica, in costante salita, fino a giungere ad un altro bivio dove si ignora un’ampia sterrata che si stacca a sinistra (si tratta di una diramazione secondaria) e si procede diritto per bella mulattiera-carraia che penetra in un fitto bosco di latifoglie. Procedendo inizialmente in discesa (con brevi saliscendi), e poi in lieve salita, si giunge ad un ulteriore bivio dove si abbandona a destra il percorso segnato e si continua a sinistra per ampia traccia che subito si biforca. Scelto il ramo di destra (possiamo seguire anche quello di sinistra) si sale in moderata pendenza fino ad approdare nel magnifico altipiano prativo di Casa Montana 1088 m. Dalla baracca in lamiera con vasca-abbeveratoio, si attraversa la radura in direzione est verso il vicino limite del bosco, notando, dietro il capanno, dei suggestivi ruderi. Guardando a destra dovremmo riuscire ad individuare un’apertura nel bosco: ci dirigiamo verso essa intercettando un sentiero che a sua volta si immette un’ampia traccia che si segue a destra. Si tratta di una mulattiera, allargata a carraia, che ha certamente origini antiche e che costituisce la via di collegamento tra le radure di Casa Montana e i pascoli di Pian della Capanna. La carraia procede in salita (si ignorano tracce secondarie e si mantiene sempre il percorso più marcato) all’interno di un ambiente boscoso di rara bellezza. Dopo 10 minuti ci si trova alla base di magnifici pendii prativi sopra i quali si innalza la cresta dei Groppi Rossi. La mulattiera in seguito si restringe a sentiero, attraversa una radura, conducendo infine ad un ripiano prativo di ineguagliabile bellezza. Dopo un’eventuale sosta, si deve svoltare a destra in leggera discesa per labile traccia nell’erba, avendo come punto di riferimento la sottostante macchia boscosa. La si raggiunge e si piega a sinistra e poco dopo a destra, arrivando così in prossimità dei ruderi di Pian della Capanna 1120 m. Si attraversano i prati in direzione sud cercando di intuire la continuazione del sentiero n° 731, molto poco evidente in questo tratto. Entrati nel bosco, si guada un ruscello sconvolto da una recente alluvione, cui fa seguito l’attraversamento di un solco. Si continua per il sentiero, ora ben marcato, incontrando a sinistra una traccia con segni di vernice fluorescente che appartengono alla segnaletica per le MTB. Il percorso procede in leggera salita uscendo poco dopo dal bosco e sbucando in una radura che si risale. Si oltrepassa un cancello per il bestiame, oltre il quale si svolta a destra continuando per traccia evidente che effettua una larga curva verso sinistra. Giunti al margine superiore della radura, si svolta a destra e si attraversano altri prati con macchie boscose. Si rientra poco dopo nel bosco in prossimità di un ruscello, da cui si svolta a sinistra risalendo il pendio alla sinistra del solco. Si guada successivamente il ruscello e si continua a salire su labile traccia fino ad immettersi in un più marcato sentiero che si segue a destra. In breve si giunge al sommo di uno splendido pendio prativo che regala notevoli visuali verso il non lontano crinale. Poco dopo la traccia piega a sinistra (segnavia sbiadito e freccia fluorescente) e continua in salita a sinistra di un’ampia radura. Il sentiero svolta successivamente a destra, attraversa l’ennesima radura, allargandosi poi a carraia. La seguiamo lungamente immettendosi in un’altra carrareccia che, procedendo in leggera discesa, conduce in località S.Giovanni 1328 m (cancello da scavalcare). Il percorso n° 731 si immette in un’ampia carraia contrassegnata come n° 741 che si segue a destra in discesa. Poco dopo si giunge ad un incrocio dove si continua diritto attraversando in piano una radura con arbusti. Rientrati nel bosco, il sentiero riprende a salire effettuando una netta svolta verso destra, per poi attraversare un’altra ampia radura che regala notevoli visuali verso il Monte Caio e la dorsale Bratica/Parma. Continuando per la bella mulattiera si giunge senza possibilità di errore ad un bivio (paletto con cartelli), dove ci si immette nel sentiero 00 proveniente dal Passo del Cirone che si segue a destra. Dopo una breve ma ripida salita si approda alla sella S/E del Monte Borgognone, 1353 m, collocata tra l’anticima orientale di quest’ultimo e la sua cima occidentale. Dal valico si segue il sentiero 00 che taglia in quota i pendii prativi del versante meridionale della cima ovest del Borgognone, conducendo in breve ad un’altra sella di crinale. Si continua lungo il magnifico percorso n°00 che si tiene a destra della dorsale spartiacque, offrendo straordinarie visuali verso la sottostante Val Baganza con i Groppi Rossi a destra. L’ampia traccia procede dapprima in piano e poi in discesa: una volta giunti in prossimità del crinale est del Monte Beccaro, si abbandona il percorso 00 per salire liberamente lungo la panoramica dorsale, oltrepassando scomodamente una recinzione con filo spinato. Guadagnata la sommità, 1378 m, si scende per il crinale NW, dirigendosi verso il non lontano Monte Fontanini, 1400 m.  Rimesso piede nell’ampia traccia del percorso 00, la seguiamo affrontando un paio di ripidi strappi, approdando infine sulla notevole sommità del Monte Fontanini, caratterizzata (come del resto anche per i monti Borgognone Beccaro) dalla presenza di un cippo confinario del 1828. Il crinale piega verso nord – e con esso il sentiero 00 – che seguiamo in costante discesa ammirando notevoli visuali panoramiche. In 20 minuti di cammino dalla sommità del Fontanini si giunge, dopo una breve contropendenza, alla sella S del Groppo del Vescovo, 1193 m, dove si ignora il sentiero n° 733a che continua diritto. Svoltiamo invece a sinistra risalendo il ripido profilo ovest del groppo, fino ad approdare sulla prima quota, 1245 m, del lungo crinale del monte. Il luogo in cui ci troviamo è semplicemente straordinario: vertiginose e friabili pareti calcaree precipitano verso la sottostante valletta caratterizzata da dolci pascoli e macchie di bosco. Continuiamo a seguire, molto spesso senza traccia, il filo del crinale, prestando attenzione all’esposizione e a un filo spinato a volte nascosto dall’erba alta (di particolare bellezza è un torrione calcareo dalla forma slanciata situato appena più in basso rispetto al filo di cresta). Si continua successivamente restando a destra del crinale, giungendo infine ad una marcata selletta sopra la quale si erge l’ultima quota, 1243 m, della cresta del monte. Il sentiero piega a destra, per poi scendere ripido il direzione della sottostante sella N del Groppo del Vescovo1176 m, punto di incrocio di ben cinque tracce. Dal valico si ignora a sinistra una carraia che scende verso Groppoli, si tralascia la continuazione del sentiero 00 diretto al Monte Valoria e una mulattiera che verso est attraversa le pendici del Groppo del Vescovo. Si prosegue invece lungo un’evidente carraia che procede verso NW in direzione del Monte Formigare e Casa Rombecco. Entrati nel bosco, il tracciato effettua un paio di tornanti discendendo in seguito una bella radura e conducendo all’interno dell’appartata valle del Rio Baganzolo, dove ci si immette nel sentiero 733a a poca distanza dai Graniti di Rombecco. Possiamo ora, con breve deviazione, raggiungere il punto più alto delle stratificazioni di granito per traccia che si rinviene dopo aver guadato il rio. Si continua per il percorso segnato che dopo una svolta a destra entra nel bosco e procede a saliscendi oltrepassando un paio di rii. Giunti ad un primo bivio, nei pressi di una costa boscosa, si prosegue a destra; al bivio successivo, invece, si abbandona a destra il percorso segnato, per scendere a sinistra verso la sottostante radura. Al centro di essa troviamo i ruderi, sommersi dalla vegetazione, di Casa Rombecco, 1084 m: il luogo è assolutamente magnifico, ideale per una sosta ristoratrice. Dai ruderi si deve attraversare verso sinistra, in leggera discesa, la radura, evitando di scendere fino al suo limite inferiore, dove è visibile una carraia che si inoltra nel bosco. Puntiamo invece ad un mucchio di sassi, collocato a sinistra nei pressi del margine del bosco, raggiunto il quale si penetra, sempre verso sinistra, nella vegetazione. Si mette piede in un’ampia traccia che verso ovest scende ripida a guadare il Rio Baganzolo, già incontrato in precedenza. Dopo il guado si continua lungo una magnifica mulattiera ancora incredibilmente intatta, scampata da frane e moto da cross, che costituisce l’antico accesso a Casa Rombecco. Inizialmente il tracciato, piuttosto sassoso, procede in ripida salita per poi proseguire in piano e, dopo breve discesa, pianeggiare a mezza costa. Si continua lungamente per la bella e comoda mulattiera, attraversando alcuni ripidi solchi e ignorando una labile traccia che scende verso il fondo della valletta formata dal Rio Baganzolo. Dopo aver oltrepassato un ruscello, la mulattiera sale piuttosto ripida fino ad immettersi in un sentiero proveniente da sinistra. Si prosegue nella stessa direzione di prima e in leggera salita si approda sul crinale del Monte Conca, poco più a nord rispetto la sommità di quest’ultimo. Si scende nel versante opposto (Taro) per ampia e ripida traccia, molto invasa dalla vegetazione, che poco dopo piega a destra e continua a scendere verso NE. Dopo un’altra breve ripida discesa verso ovest, compaiono dei segni di vernice rossa e il tracciato, ora più evidente, riprende la direzione NE. Si transita sotto un palo dell’elettrodotto e si continua a scendere per il bel sentierino che poi risale brevemente conducendo su una costa con stratificazioni rocciose. Si riprende a scendere assecondando i segni rossi, anche quando essi si spostano a destra rispetto il sentiero che stiamo seguendo. Giunti nei pressi di una radura, si oltrepassa la recinzione con filo spinato che la delimita e si cammina nell’erba alta rinvenendo nel lato opposto un’evidente traccia. Poco dopo si transita nei pressi di una costruzione diroccata, entrando infine nel magnifico nucleo di La Chiastra. Si tratta di due case abbandonate situate quasi a ridosso di un notevole gendarme ofiolitico, la cui sommità sembrerebbe a prima vista di problematico accesso. Dopo aver perlustrato la zona (l’altra casa la si raggiunge oltrepassando un cancello a sinistra), si continua ad assecondare i segni rossi lungo una traccia che si mantiene nei pressi della dorsale spartiacque Baganza/Taro. Raggiunta una selletta si piega a sinistra, abbandonando i segnavia rossi ed approdando in una bella radura con fonte-abbeveratoio a poca distanza dal nucleo agricolo di Felegara. Messo piede su una carraia erbosa, la si segue a destra entrando presto in un fitto bosco. L’ampia traccia, procedendo in costante discesa, effettua alcune svolte (ad un bivio si prosegue a destra) riconducendo in breve nella sterrata proveniente dal Poggio di Berceto, a poca distanza dal ponte sul Torrente Baganza che si trova alla nostra destra.

 

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Il Monte Croce da Calestano

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Punto di partenza/arrivo: Calestano 402 m

Dislivello: 610 m ca

Durata complessiva: 4,15/4,30 h

Tempi parziali: Calestano-Costa di Seda (1/1,15 h) ; Costa di Seda-sommità Monte Croce (30 min) ; sommità Monte Croce-Puilio di Casola (40/45 min) ; Puilio di Casola-Costa di Seda (45 min/1 h) ; Costa di Seda-Le Piane (20 min) ; Le Piane-Calestano (30/40 min)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: aprile 2016

Accesso stradale: Parma-Felino-Marzolara-Calestano

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Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org/#map=15/44.6002/10.0982

Descrizione dell’itinerario

Magnifico percorso che permette una conoscenza piuttosto esaustiva di questa montagna della media Val Baganza. I segnavia sono assenti o sporadici (e quei pochi molto sbiaditi), tuttavia non se ne sente la mancanza, infatti l’orientamento risulta quasi sempre immediato.

Da Calestano si attraversa il ponte sul Baganza della S.P. 39 per Fornovo, imboccando a sinistra lo stradello per Montale. Poco dopo, in prossimità di un cancello, abbandoniamo l’asfalto per seguire a sinistra una larga carraia che procede mantenendosi al livello dell’alveo del torrente. La seguiamo (a destra belle stratificazioni del Flysch del Monte Sporno), giungendo ad un bivio. Si va a destra e appena dopo si imbocca, sempre a destra, una carraia in salita chiusa da una sbarra. In breve si arriva nei pressi di alcune case che costituiscono il nucleo di Magazzola. Il sentiero conduce poco dopo in un piccolo ripiano con pini di reimpianto: si lascia a destra una traccia e si prosegue a sinistra per evidente mulattiera. Il percorso si presenta sin da subito decisamente ripido e notevolmente dissestato da fenomeni di erosione: in un tratto la mulattiera si riduce ad uno stretto solco. Nei pressi di altri pini di reimpianto, il sentiero piega a sinistra e diviene meno ripido. Si continua lungamente per la mulattiera all’interno di un bellissimo bosco misto a roverella e carpini. Un ripido strappo, dove il sentiero torna ad assumere le sembianze di un franoso canale, porta a confluire in un’ampia traccia che seguiamo a sinistra. Dopo aver compiuto una ripida svolta a destra e superato un ulteriore tratto in decisa pendenza, il percorso piega a sinistra tagliando a mezza costa il pendio boscoso. In breve si giunge su una panoramica costa e si prosegue per il marcato sentiero che si mantiene in prossimità di una dorsale. Dopo circa 20 minuti si giunge ad un trivio in località Costa di Seda, 800m: si ignora a sinistra una traccia diretta a Puilio di Casola (da cui torneremo) e a destra un ampio sentiero in piano (che percorreremo al ritorno). Si continua diritto per ripido sentierino che con alcune svolte risale il pendio boscoso dell’anticima del Monte Croce. Dopo aver attraversato una radura con ginepri, si transita nei pressi della sommità della menzionata anticima, raggiungendo infine una panoramica sella di crinale. Un breve ma ripido tratto di sentiero (evitabile a destra) precede la vetta del Monte Croce 945 m, da cui si ammira un vastissimo panorama a 360°. Dalla cima si continua per la dorsale occidentale del monte in direzione del valico della Crocetta, entrando ben presto all’interno di un folto rimboschimento a conifere. Ad un bivio si ignora a destra una carraia in discesa e si continua per il percorso principale. Dopo un’altro bivio, dove si lascia a destra un sentiero (cartelli), si esce improvvisamente dal bosco e si attraversano splendidi prati con notevoli visuali verso la Val Baganza. Il sentiero confluisce poco dopo in una carraia che seguiamo a sinistra in direzione Puilio di Casola (cartelli). Dopo circa 10 minuti di rilassante cammino si entra nella frazione Lughero, dove si piega bruscamente a destra scendendo, mediante ripido sentierino, in direzione della stradina asfaltata che congiunge Puilio Lughero. La si attraversa imboccando a sinistra uno stradello in discesa (Strada della Canala). In prossimità di una fontana, si svolta a sinistra uscendo in breve dal paese di Puilio. Seguiamo ora una comoda mulattiera/carraia che taglia a mezza costa il selvaggio versante sud del Monte Croce, incontrando sporadici e sbiaditi segnavia del CAI. Questo versante è caratterizzato da suggestive vallette delimitate da marcate coste con spettacolari stratificazioni del Flysch del Monte Sporno. Continuiamo per la carraia oltrepassando una prima valletta, dopo la quale, in prossimità di una sbarra, si abbandona lo sterrato e si imbocca a sinistra un sentiero (segnavia). Si continua alternando tratti a mezza costa a saliscendi, aggirando due coste e tralasciando labili tracce secondarie. Il marcato sentiero procede successivamente in ripida salita all’interno del bosco e in alcuni tratti è alquanto dissestato da fenomeni di erosione. Faticosamente si ritorna sulla dorsale sud-est del Monte Croce in località Costa di Seda. Si imbocca a destra (faccia a monte) un’ampia traccia con segnavia del CAI che a mezza costa attraversa il versante est della montagna. In breve si confluisce in un marcato sentiero proveniente dal passo della Crocetta e lo si segue a destra in discesa. Poco dopo, ad un bivio, si va a destra per carraia rovinata dal passaggio di moto, uscendo presto dal bosco in prossimità di splendide radure che si attraversano. Dopo un’ultima ripida discesa, giungiamo in un altipiano prativo (Le Piane) di straordinaria bellezza, soprattutto in primavera. La carraia entra poi all’interno di un bosco di conifere di reimpianto procedendo in leggera discesa. Dopo un tratto alquanto ripido, si esce dal bosco in prossimità della S.P.39 della Val Sporzana (belle visuali sul M.Prinzera). Si piega a destra (cartelli) seguendo una carrareccia che attraversa in leggera discesa splendidi prati. Dopo una svolta a sinistra e un ulteriore tratto in piano e in leggera discesa, si transita nei pressi di alcune abitazioni, confluendo infine nella provinciale per Fornovo. La seguiamo a destra abbandonandola poco dopo, imboccando a sinistra uno stradello asfaltato affiancato da alcune villette (località S.Remigio). Si ritorna in seguito nella provinciale che però lasciamo quasi subito piegando a sinistra verso il campo da calcio. Prima di esso, si imbocca a destra una carraia che, avanzando parallelamente alla provinciale, riconduce al ponte sul Torrente Baganza.

 

 

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