La Val Moneglia e i suoi borghi

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Punto di partenza/arrivo: Calestano, 402 m

Dislivello: 750 m ca.

Durata complessiva: 5 h

Tempi parziali: Calestano-Alpicella (30 min.) ; Alpicella-Marvana-crinale Baganza/Parma (1,30 h) ; crinale Baganza/Parma-Monte Castellaro-Fragnolo (1 h) ; Fragnolo-Fragno-Jano (1,15 h) ; Jano-Calestano (40 min.)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: febbraio 2020

Riferimento bibliografico: Daniele Canossini – LE VALLI DI PARMA E L’ALTA LUNIGIANA – l’Escursionista 2002

Accesso stradale: Parma-Felino-Marzolara-Calestano

map(1)www.openstreetmap.org Nella sezione evidenziata colore arancio il tracciato è puramente indicativo

 

Descrizione dell’itinerario

Bellissimo percorso alla scoperta dei suggestivi borghi della Val Moneglia e delle poco conosciute “grotte di Calestano”.

N.B.: l’escursione è stata effettuata il giorno 23/02/2020, prima dell’emanazione delle misure restrittive inerenti al contenimento dell’epidemia da Covid-19

Abbandonata l’auto in un parcheggio in Via del Bocco, la si percorre per un breve tratto abbandonandola appena dopo la sede degli alpini. Qui si imbocca a sinistra (indicazioni) una carraia selciata che piega subito a destra spegnendosi in Via Tralacosta. Si segue quest’ultima a sinistra transitando a fianco delle ultime case del paese, svoltando poi a destra per carraia. Appena dopo, però, accorre prendere a sinistra un sentiero che inizialmente sale nei pressi di una bella casa isolata. Si continua lungo questo percorso che guadagna quota avendo come direttrice una costa boscosa. Ai diversi bivi che si incontrano si tiene sempre il tracciato più ampio, effettuando alcune ripide svolte (a terra si notano diversi affioramenti del flysch). Raggiunto il crinale della menzionata costa, lo si asseconda sottopassando innanzitutto l’inestetico elettrodotto della Val Baganza. Si prosegue per il bellissimo sentiero che in più punti si sdoppia (si tratta di tracce utilizzate dalle MTB), notando alla nostra destra un nucleo agricolo con fienili. Più avanti si incomincia a scorgere, sempre a destra, il borgo di Alpicella, prima meta del nostro itinerario. Nel momento in cui il percorso di crinale si inserisce in un’ampia traccia, si incontra un bivio dal quale (cartello) si prende a destra un sentiero. Sbucati in panoramici prati, si raggiunge subito dopo il nucleo di Alpicella630 m, che si attraversa per stradina asfaltata dirigendosi verso la caratteristica chiesa/oratorio di cui è rimasto in piedi solo la facciata e parte delle mura laterali. Da qui si può continuare per carraia che tuttavia si deve abbandonare presto, virando a sinistra in direzione del crinale abbandonato in precedenza. Avanzando liberamente per prati e seguendo successivamente un tratturo, si rimonta sul dorso della costa proprio in corrispondenza di un evidente bivio. Noi andiamo a sinistra (cartelli del “Tartufo Trail Running”), perdendo quota per ampia traccia nella sponda sinistra orografica della boscosa valletta formata dal Rio Moneglia. Raggiunto un bivio, si trascura a sinistra un percorso in discesa (e con esso le indicazioni del “Tartufo Trail Running”), proseguendo diritto per ampia mulattiera che avanza in lieve salita e a saliscendi. Al bivio che si incontra nei pressi di una radura, si attraversa quest’ultima anziché proseguire a sinistra per carraia alquanto infangata. Ricongiuntisi con il percorso di prima e attraversato un corso d’acqua (il Rio Moneglia o un suo ramo), si prosegue in salita parallelamente a quest’ultimo. Al primo bivio che si incontra, si trascura a sinistra una carraia che conduce al nucleo di Prato (da cui transiteremo al ritorno), proseguendo diritto per il percorso principale caratterizzato dalla presenza di una linea elettrica. Al secondo bivio (indicazioni del “Tartufo Trail Running”) andiamo invece a sinistra avanzando per ampia traccia che inizialmente costeggia alcune conifere di reimpianto. Raggiunto il fondo di una valletta, si trascura un percorso che sale a destra e si svolta a sinistra varcando un corso d’acqua. Si prosegue per comoda carraia giungendo più avanti nei pressi del suggestivo nucleo di Marvana. Dopo un’eventuale visita, si continua per stradello asfaltato che sale verso NE, transitando a fianco delle case del piccolo nucleo di Costola. Messo piede nella SP 61, la si segue a sinistra verso Fragnolo, ma poco dopo la si abbandona imboccando a destra (indicazioni) una carraia. Si sale per quest’ultima (percorso CAI n° 772 b) in ripida salita e al bivio che si incontra poco più in alto, in corrispondenza di un’area pressoché disboscata, si prende il tracciato di destra. Si sale per carraia in ripida e sostenuta salita, attraversando un’altra carrareccia. Si prosegue poi per ampio sentiero/mulattiera – il cui fondo è caratterizzato da affioramenti del flysch – penetrando progressivamente all’interno del rimboschimento a conifere che ammanta in questa sezione della dorsale spartiacque Baganza/Parma. Seguendo faticosamente l’ampia traccia, si approda infine nella sella che divide il Monte Pozzo a sud dal Monte Corno a nord. Ci si dirige verso quest’ultimo prendendo a sinistra un sentiero in salita che procede all’interno di una bella pineta, forse la meglio conservata di tutto l’Appennino parmense. Il tracciato avanza successivamente in piano aggirando in versante Baganza la boscosa sommità del Monte Corno, per poi virare a sinistra. Usciti dal rimboschimento a conifere, si inizia a perdere quota per ampia traccia che senza possibilità di errore conduce ad un bivio (poco prima di quest’ultimo, si ammirano sulla destra notevoli affioramenti del flysch del Monte Sporno). Si prosegue diritto lungo la carraia principale che asseconda costantemente il dorso di una costa, ammirando in alcuni tratti belle visuali panoramiche. Più avanti si entra in un rimboschimento a conifere oltrepassando l’impercettibile sommità del Monte Castellaro. Raggiunto un bivio in località Cusano, si piega nettamente a sinistra perdendo quota per carraia (percorso CAI n° 772a) affiancata da splendidi prati e radure che stimolano una sosta ristoratrice. Più in basso il percorso diviene asfaltato e scende piuttosto ripido sempre affiancato da radure. Dopo una svolta a sinistra, si passa a fianco delle case della parte alta del paese di Fragnolo, fino a raggiungerne il centro, 702 m, immettendosi nella provinciale proprio in corrispondenza del rinomato ristorante Mariella. Si segue la strada a destra solo per poco, imboccando a sinistra un’ampia traccia (percorso CAI n° 772) che perde quota per panoramici campi. Raggiunte le case del nucleo di Prato, si prosegue a destra avanzando per stradello asfaltato che attraversa una valletta. Dopo qualche minuto si giunge in corrispondenza della magnifica chiesa di Fragno660 m, dedicata a S. Pietro Apostolo e di edificazione romanica. Dalla cinta muraria che circonda l’edificio, si prende a sinistra una carraia che transita a fianco di un piccolo cimitero, conducendo ad alcune case in sasso ottimamente ristrutturate. Qui si piega a destra in discesa, inserendosi in un’ampia traccia che si segue a destra. Si tratta di un percorso non segnato e piuttosto invaso dalla vegetazione, ma comunque ben evidente. Poco più avanti si transita nei pressi del nucleo di Chiesavecchia e si continua per traccia erbosa. Si deve poi perdere quota per campi in direzione del fondo di un avvallamento (in questo tratto la carraia risulta impercorribile poiché totalmente inglobata dalla vegetazione). Da quest’ultimo si risale per traccia (in realtà ce ne sono due che procedono parallele) fino a sbucare nella SP 61 a poca distanza dal borgo di Ciano, 600 m. Si segue l’asfalto a destra solo per poco, imboccando a destra una carraia in salita non segnata dal CAI. Dopo il primo ripido strappo, il tracciato piega a sinistra e prosegue, sempre in salita, nella sponda sinistra orografica di una suggestiva valletta. Attraversato il fondo di quest’ultima, sulla destra si nota un foro: si tratta delle “Grotte di Calestano…cavità carsiche scoperte già nel XVIII sec., quando la duchessa di Parma Maria Amelia di Bordone aveva avocato a sé tutti i diritti sull’estrazione del “tufo”, i depositi travertinosi entro cui scoprivano fusti d’erbe e foglie pietrificate, giudicate “scherzi” della natura” (cfr. Canossini, pag. 36). Appena dopo l’entrata della grotta, si prende a destra un’ampia traccia che, salendo piuttosto ripidamente, conduce a poca distanza dal rio attraversato in precedenza. Qui il percorso piega a sinistra, immettendosi successivamente in una carraia con segnavia del CAI che si segue a sinistra. Più in basso, appena prima di uscire dal bosco, in corrispondenza di una netta svolta a sinistra si trascura a destra un altro percorso. Avanzando successivamente a fianco di panoramici prati, si raggiunge lo splendido Oratorio della Beata Vergine della Cintura. Si tratta di un edificio di fondazione romanica e secondo alcuni studiosi sarebbe sorto su un precedente luogo di culto di epoca romana dedicato a Giano, da cui deriverebbe il nome della frazione che visiteremo fra poco. Dopo una consigliabile sosta, si continua per carraia svoltando a sinistra, transitando a fianco di alcune case. Si continua a perdere quota per stradello asfaltato, attraversando tutto il magnifico borgo di Jano563 m. Messo piede nella provinciale, la si si segue a destra solo per poco, imboccando a sinistra (indicazioni) una carraia. Si segue quest’ultima in direzione est, trascurando ad un bivio una traccia che scende a destra. Si continua per il percorso segnato all’interno del bosco, attraversando una valletta formata da un rio e trascurando tracce laterali. Più in basso si esce in una radura nel fondo della valle formata dal Rio Moneglia, dove ci si immette nel percorso n° 772. Lo si segue a destra procedendo, nella prima sezione, a destra e parallelamente al corso d’acqua. In seguito si contorna il margine sinistro di una radura con linea elettrica e ripiombati nel bosco si effettua un primo guado. Poco più avanti occorre riguadare il corso d’acqua per due volte consecutive, procedendo successivamente sulla sinistra del rio. Senza possibilità di errore, si esce dopo qualche minuto dalla fitta boscaglia in corrispondenza di un’ampia radura che si attraversa. Dopo aver costeggiato un condominio, si sbuca in Via Salvo d’Acquisto in corrispondenza di una netta svolta a sinistra della strada.

Anello di Fragnolo

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Punto di partenza/arrivo: Fragnolo 700 m

Dislivello: 500 m ca.

Durata complessiva: 4 h

Tempi parziali: Fragnolo-Monte Castellaro-Passo di Fragno (1,30 h) ; Passo di Fragno-selletta tra Monte Prandone e Monte Vitello (45 min.) ; selletta tra Monte Prandone e Monte Vitello- fondovalle Moneglia-Fragnolo (1,30 h)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: marzo 2017

Accesso stradale: Parma-Felino-Marzolara-Calestano-Fragnolo

mapwww.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Anello molto interessante e vario su carraie e sentieri evidenti che non pongono problemi di reperimento del giusto percorso. La segnaletica CAI è presente solo nel tratto Fragnolo-Monte Castellaro-Passo di Fragno. Nella seconda parte dell’anello si incontrano invece solo alcuni sporadici e sbiaditi segnavia.

Dal paese di Fragnolo si imbocca, sulla sinistra del Ristorante Mariella, una stradina asfaltata che conduce ad alcune case. Si effettua successivamente una svolta a destra e si inizia a salire ripidamente in direzione del non lontano crinale del Monte Castellaro. Più avanti la stradina diviene sterrata e penetra in un rimboschimento a conifere, conducendo più in alto ad un bivio in località Cusano 857 m. Si piega a destra proseguendo lungo il percorso di crinale (segnavia CAI n° 773), oltrepassando l’impercettibile sommità del Monte Castellaro 936 m (alcune aperture nel bosco permetto di ammirare notevoli visuali). Giunti ad un bivio, si ignora a sinistra la carraia diretta al valico conosciuto come Tino d’Oro e si continua diritto procedendo inizialmente in moderata pendenza, poi in lieve salita. Ci si avvicina progressivamente, sempre per ampia traccia, alla sommità del Monte Corno, ammantata da conifere di reimpianto, che si aggira a destra avanzando in direzione S/SE. Dopo una breve discesa si arriva ad un incrocio (paletto con cartelli), dove si prosegue diritto per ampia traccia con sbarra iniziale. Effettuata una svolta a sinistra si inizia l’aggiramento della sommità del Monte Pozzo, giungendo, dopo una curva a destra, ad un altro incrocio. Si continua diritto iniziando poi a scendere per sentiero che offre notevoli visuali panoramiche e che, allargandosi in ultimo a carraia, conduce ad un bivio dove si ignora a destra il percorso diretto alla boscosa sommità del Monte Pozzo. Si svolta invece a sinistra, in discesa, assecondando per un breve tratto la carrareccia, abbandonandola poco dopo per imboccare a destra un marcato sentiero (segnavia). Rientrati all’interno del bosco si ignorano alcune tracce laterali e si continua per l’evidente sentiero che comincia a perdere quota piuttosto ripidamente, conducendo più in basso in una bella radura. Dopo una curva a sinistra e un lembo di pineta che si attraversa, si esce in altre panoramiche radure che si contornano. Un’ultima ripida discesa ci separa dal Passo di Monte Fragno, 945 m, valico situato sulla dorsale Baganza/Parma da cui si ammirano notevoli visuali del Monte Caio e dell’Alta Val Parma. Dal passo si continua lungo una stradina asfaltata che asseconda il crinale divisorio e, nel momento in cui essa effettua una netta curva a sinistra, si prosegue diritto per bella sterrata inizialmente in discesa (interessanti affioramenti del flysch). Si riprende poi a salire passando a fianco di un curioso poggetto arenaceo, giungendo più avanti ad un bivio da cui si continua a sinistra. Dopo un tratto di bosco (si incontra a destra una carraia chiusa da un cancello) si esce all’aperto e si sale con maggiore pendenza aggirando una prima costa. Si continua per la carrareccia affrontando in seguito un altro ripido strappo, per poi aggirare una seconda panoramica costa. Poco dopo occorre abbandonare la carraia su cui stiamo camminando – che a sua volta conduce al vicino valico di Casa Canone – imboccando a destra una ripida e ampia traccia. Dopo il primo faticoso strappo si passa a fianco di una baracca, per poi riprendere a salire in modo sostenuto lungo una sorta di costa erbosa. Al suo culmine si penetra nel bosco raggiungendo la poco marcata sella che separa il Monte Prandone alla nostra sinistra dal Monte Vitello alla nostra destra. Il sentiero inizia appena dopo a scendere conducendo nei pressi di una recinzione che si contorna in lieve salita, svoltando poi a sinistra in discesa. Ignorando tracce laterali si continua per il percorso principale che in seguito procede in piano offrendo interessanti visuali del Monte Montagnana. Dopo aver attraversato una radura ed essere successivamente rientrati nel bosco, si approda in un’ampia e panoramica sella situata nel crinale che divide la Val Moneglia dall’ampio vallone che più in basso si restringe nella gola formata dal Rio Spigone. Si svolta repentinamente a destra per carraia che poco dopo passa a fianco di una baracca, per poi effettuare una netta curva a sinistra e scendere lungo il margine sinistro di una bella radura. Rientrati nel bosco si continua lungamente per la carraia (qualche segnavia bianco-rosso molto sbiadito), ignorando tracce laterali. Dopo una netta svolta a destra si raggiunge un incrocio dove si prosegue diritto lungo il percorso principale che inizia a scendere con maggiore pendenza. Effettuando un’ampia curva a sinistra si raggiunge un crinaletto secondario che si asseconda fino ad un evidente bivio collocato a poca distanza dalla frazione di Alpicella, visibile in basso a sinistra. Si imbocca a destra una carraia diretta al fondo della Val Moneglia, ignorando poco più in basso un’ampia traccia che si stacca a sinistra (e con essa i segnavia del “Tartufo Trail Running”). Si prosegue in leggera salita aggirando poco più avanti una costa boscosa, per poi scendere nel fondovalle giungendo nei pressi di una radura. Si continua attraversando quest’ultima, procedendo poi in salita sulla sinistra (destra orografica) del corso d’acqua. Poco dopo, ad un bivio, si abbandona la traccia seguita fino a questo momento per imboccare a sinistra una carraia che avanza nella sponda destra orografica della valle (in alto a destra si nota un nucleo di vecchie case collocato su un poggio). Si attraversa un ruscello e si riprende a salire raggiungendo in breve un gruppo di case non lontani dal paese di Fragno. Oltre le prime abitazioni si stacca a destra (cartello) un’ampia traccia che si imbocca risalendo un aperto pendio prativo (notevoli visuali panoramiche sulla Val Moneglia dominata dal boscoso Monte Vitello). In breve si fa ritorno a Fragnolo, punto di partenza di questo interessante anello.

 

 

Anello dell’Alta Val Baganza

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Punto di partenza/arrivo: ponte sul Torrente Baganza 878 m

Dislivello: 630 m ca.

Durata complessiva: 4,45/5 h

Tempi parziali: ponte sul Baganza-Casa Montana (30/40 min) ; Casa Montana-Pian della Capanna (25 min) ; Pian della Capanna-bivio in località S.Giovanni (40/45 min) ; bivio in località S.Giovanni-sella sud/est del Monte Borgognone (25 min) ; sella sud/est del Monte Borgognone-Monte Beccaro-Monte Fontanini (25 min) ; Monte Fontanini-sella sud del Groppo del Vescovo-Groppo del Vescovo (40 min) ; Groppo del Vescovo-sella nord del Groppo del Vescovo-Graniti di Rombecco (20 min) ; Graniti di Rombecco-Casa Rombecco (10/15 min) ; Casa Rombecco-La Chiastra (40/45 min) ; La Chiastra-Ponte sul Torrente Baganza (25 min)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: luglio 2016

Accesso stradale: Parma-Berceto. Dal Poggio Enzo Ferrari, che costituisce la parte alta del paese di Berceto, si imbocca a sinistra la S.P. 15 in direzione di Calestano abbandonandola quasi subito svoltando bruscamente a destra (cartello giallo con scritto:”passeggiata nella pineta”). Dopo un tratto in salita a fianco di alcune case, la carrozzabile, ora sterrata, scende verso il fondo della valle formata dal Torrente Baganza. Si oltrepassa il bivio per Fioritola e si continua per lo stradello ancora per un buon tratto. Un’ultima discesa precede il ponte sul Torrente Baganza, prima del quale occorre parcheggiare l’auto in un spiazzo a sinistra

map2www.openstreetmap.org  Il tracciato evidenziato nella mappa nel tratto Rombecco-Felegara è puramente indicativo

 

Descrizione dell’itinerario

Splendido e completo anello che permette un’approfondita conoscenza delle peculiarità ambientali dell’Alta Val Baganza. La segnaletica CAI, eccetto il sentiero di crinale, risulta decisamente scarsa, soprattutto nel tratto Pian della Capanna-località S.Giovanni, mentre è del tutto assente nel tratto Rombecco-ponte sul Torrente Baganza

Dal ponte sul Torrente Baganza si sale per sterrata ignorando una carraia che si stacca a sinistra del percorso principale quando esso effettua una netta svolta a destra. Si continua per la carraia che procede in direzione sud compiendo in seguito un tornante sinistrorso. Un breve tratto verso nord precede un altro tornante, destrorso, che riconduce nella direzione di prima. Si giunge poco dopo ad un bivio dal quale, trascurata una traccia che si stacca a destra, si continua per il percorso principale, ora cementato, che effettua in ripida salita un paio di tornanti. Si prosegue per lo stradello sterrato, affiancato da una linea elettrica, in costante salita, fino a raggiungere un altro bivio dove si ignora un’ampia sterrata che si stacca a sinistra (si tratta di una diramazione secondaria). Si continua invece diritto per bella mulattiera-carraia che penetra in un fitto bosco di latifoglie. Procedendo inizialmente in discesa (con brevi saliscendi) poi in lieve salita, si giunge ad un ulteriore bivio dove si abbandona a destra il percorso segnato e si continua a sinistra per ampia traccia che subito si biforca. Scelto il ramo di destra (possiamo seguire anche quello di sinistra) si sale in moderata pendenza fino ad approdare nel magnifico altipiano prativo di Casa Montana 1088 m. Dalla baracca in lamiera con vasca-abbeveratoio, si attraversa la radura in direzione est verso il vicino limite del bosco, notando, dietro il capanno, dei suggestivi ruderi. Guardando a destra dovremmo riuscire ad individuare un’apertura nel bosco: ci dirigiamo verso essa intercettando un sentiero che a sua volta si immette un’ampia traccia che si segue a destra. Si tratta di una mulattiera, allargata a carraia, che ha certamente origini antiche e che costituisce la via di collegamento tra le radure di Casa Montana e i pascoli di Pian della Capanna. La carraia procede inizialmente in salita (si ignorano tracce secondarie e si mantiene sempre il percorso più marcato) all’interno di un ambiente boschivo di rara bellezza. Dopo 10 minuti ci si trova alla base di magnifici pendii prativi sopra i quali si innalza la cresta dei Groppi Rossi. Il percorso in seguito si restringe a sentiero, il quale, attraversata una radura, conduce ad un ripiano prativo di ineguagliabile bellezza. Dopo un’eventuale sosta, si deve svoltare a destra in leggera discesa per labile traccia nell’erba, avendo come punto di riferimento la sottostante macchia boscosa. La si raggiunge e si piega a sinistra e poco dopo a destra, arrivando così in prossimità dei ruderi di Pian della Capanna 1120 m. Si attraversano i prati in direzione sud cercando di intuire la continuazione del sentiero n° 731, molto poco evidente in questo tratto. Entrati nel bosco, si guada un ruscello sconvolto da una recente alluvione, cui fa seguito l’attraversamento di un solco. Si continua per il sentiero, ora ben marcato, incontrando a sinistra una traccia con segni di vernice fluorescente che appartengono alla segnaletica per le MTB. Il percorso procede in leggera salita uscendo poco dopo dal bosco e sbucando in una radura che si risale. Si oltrepassa un cancello per il bestiame oltre il quale si svolta a destra continuando per traccia evidente che effettua una larga curva verso sinistra. Giunti al margine superiore della radura, si svolta a destra e si attraversano altri prati con macchie boscose. Rientrati nel bosco in prossimità di un ruscello, si svolta a sinistra risalendo il pendio alla sinistra del solco. Si guada successivamente il ruscello e si continua a salire su labile traccia fino ad immettersi in un più marcato sentiero che si segue a destra. In breve si giunge al sommo di uno splendido pendio prativo che regala notevoli visuali verso il non lontano crinale Baganza/Magra. Poco dopo la traccia piega a sinistra (segnavia sbiadito e freccia fluorescente) e continua in salita a sinistra di un’ampia radura. Il sentiero svolta successivamente a destra, attraversa l’ennesima radura, allargandosi poi a carraia. La seguiamo confluendo più avanti in un’altra carrareccia che, procedendo in leggera discesa, conduce in località S.Giovanni 1328 m (cancello da scavalcare). Il percorso n° 731 si immette qui in un’ampia carraia, contrassegnata n° 741, che si segue a destra in discesa. Poco dopo si giunge ad un incrocio dove si continua diritto attraversando in piano una radura con arbusti. Rientrati nel bosco, il sentiero riprende a salire effettuando una netta svolta verso destra, per poi attraversare un’altra ampia radura che regala notevoli visuali verso il Monte Caio e la dorsale Bratica/Parma. Continuando per la bella mulattiera si giunge senza possibilità di errore ad un bivio (paletto con cartelli) dove ci si immette nel sentiero 00 proveniente dal Passo del Cirone che si segue a destra. Dopo una breve ma ripida salita si approda alla sella S/E del Monte Borgognone, 1353 m, collocata tra l’anticima orientale di quest’ultimo e la sua cima occidentale. Dal valico si segue il sentiero 00 che taglia in quota i pendii prativi del versante meridionale della cima ovest del Borgognone, conducendo in breve ad un’altra sella di crinale. Si continua lungo il magnifico percorso n°00 che si tiene a destra della dorsale spartiacque, offrendo straordinarie visuali verso la sottostante Val Baganza con i Groppi Rossi a destra. L’ampia traccia procede dapprima in piano poi in discesa: una volta giunti in prossimità del crinale est del Monte Beccaro, si abbandona il percorso 00 per salire liberamente lungo la panoramica dorsale, oltrepassando scomodamente una recinzione con filo spinato. Guadagnata la sommità, 1378 m, si scende per il crinale NW, dirigendosi verso il non lontano Monte Fontanini, 1400 m.  Rimesso piede nell’ampia traccia del percorso 00, la seguiamo affrontando un paio di ripidi strappi, approdando infine sulla notevole sommità del Monte Fontanini, caratterizzata (come del resto anche per i monti Borgognone Beccaro) dalla presenza di un cippo confinario del 1828. Il crinale – e con esso il sentiero 00 – piega verso nord: lo seguiamo in costante discesa ammirando notevoli visuali panoramiche. In 20 minuti di cammino dalla sommità del Fontanini si giunge, dopo una breve contropendenza, alla sella sud del Groppo del Vescovo, 1193 m, dove si ignora il sentiero n° 733a che continua diritto. Svoltiamo invece a sinistra risalendo il ripido profilo ovest del groppo, fino ad approdare sulla prima quota, 1245 m, del lungo crinale del monte. Il luogo in cui ci troviamo è semplicemente straordinario: vertiginose e friabili pareti calcaree precipitano verso la sottostante valletta caratterizzata da dolci pascoli e macchie di bosco. Continuiamo a seguire, molto spesso senza traccia, il filo del crinale, prestando attenzione all’esposizione e a un filo spinato a volte nascosto dall’erba alta (di particolare bellezza è un torrione calcareo dalla forma slanciata situato appena più in basso rispetto al filo di cresta). Si continua successivamente restando a destra del crinale, giungendo infine ad una marcata selletta sopra la quale si erge l’ultima quota, 1243 m, della cresta del monte. Il sentiero piega a destra, per poi scendere ripido il direzione della sottostante sella nord del Groppo del Vescovo1176 m, punto di incrocio di ben cinque tracce. Si ignora innanzitutto a sinistra una carraia che scende verso Groppoli, trascurando anche la continuazione del sentiero 00 diretto al Monte Valoria e una mulattiera che verso est attraversa le pendici del Groppo del Vescovo. Si prosegue invece lungo un’evidente carraia che procede verso nord-ovest in direzione del Monte Formigare e Casa Rombecco. Entrati nel bosco, il tracciato effettua un paio di tornanti discendendo in seguito una bella radura, conducendo in questo modo all’interno dell’appartata valle del Rio Baganzolo, dove ci si immette nel sentiero 733a a poca distanza dai Graniti di Rombecco. Possiamo ora, con breve deviazione, raggiungere il punto più alto delle stratificazioni di granito per traccia che si rinviene dopo aver guadato il rio. Si continua per il percorso segnato che dopo una svolta a destra entra nel bosco e procede a saliscendi oltrepassando un paio di rii. Giunti ad un primo bivio, nei pressi di una costa boscosa, si prosegue a destra; al bivio successivo, invece, si abbandona a destra il percorso segnato per scendere a sinistra verso la sottostante radura. Al centro di essa troviamo i ruderi, sommersi dalla vegetazione, di Casa Rombecco, 1084 m: il luogo è assolutamente magnifico, ideale per una sosta ristoratrice. Dai ruderi si deve attraversare verso sinistra, in leggera discesa, la radura, evitando di scendere fino al suo limite inferiore, dove è visibile una carraia che si inoltra nel bosco. Puntiamo invece ad un mucchio di sassi, collocato a sinistra in corrispondenza del margine del bosco, raggiunto il quale si penetra, sempre verso sinistra, nella vegetazione. Si mette piede in un’ampia traccia che verso ovest scende ripida a guadare il Rio Baganzolo, già incontrato in precedenza. Dopo il guado si continua per magnifica mulattiera ancora incredibilmente intatta – scampata quindi da frane e moto da cross – che costituisce l’antico accesso a Casa Rombecco. Inizialmente il tracciato, piuttosto sassoso, procede in ripida salita, proseguendo poi in piano a mezza costa. Si continua lungamente per la bella e comoda mulattiera, attraversando alcuni ripidi solchi e ignorando una labile traccia che scende verso il fondo della valletta formata dal Rio Baganzolo. Dopo aver oltrepassato un ruscello, la mulattiera sale piuttosto ripida fino ad immettersi in un sentiero proveniente da sinistra. Si prosegue nella stessa direzione di prima e in leggera salita si approda sul crinale del Monte Conca, poco più a nord rispetto la sommità di quest’ultimo. Si scende nel versante opposto (Taro) per ampia e ripida traccia, molto invasa dalla vegetazione, che poco dopo piega a destra e continua a scendere verso NE. Dopo un’altra breve ripida discesa verso ovest, compaiono dei segni di vernice rossa e il tracciato, ora più evidente, riprende la direzione NE. Si transita sotto un palo dell’elettrodotto e si continua a scendere per il bel sentierino che poi risale brevemente conducendo su una costa con stratificazioni rocciose. Si riprende a scendere assecondando i segni rossi, anche quando essi si spostano a destra rispetto il sentiero che stiamo seguendo. Giunti nei pressi di una radura, si oltrepassa la recinzione con filo spinato che la delimita e si cammina nell’erba alta rinvenendo nel lato opposto un’evidente traccia. Poco dopo si transita nei pressi di una costruzione diroccata, entrando infine nel magnifico nucleo di La Chiastra. Si tratta di due case abbandonate situate quasi a ridosso di un notevole gendarme ofiolitico, la cui sommità sembrerebbe a prima vista di problematico accesso. Dopo aver perlustrato la zona (l’altra casa la si raggiunge oltrepassando un cancello a sinistra), si continuano ad assecondare i segni rossi lungo una traccia che si mantiene nei pressi della dorsale spartiacque Baganza/Taro. Raggiunta una selletta si piega a sinistra (abbandonando in questo modo i segnavia rossi) approdando poco dopo in una bella radura con fonte-abbeveratoio ai piedi del boscoso profilo nord-ovest del Monte Cavallo e poca distanza dal nucleo agricolo di Felegara. Messo piede su una carraia erbosa, la si segue a destra entrando presto in un fitto bosco. L’ampia traccia, procedendo in costante discesa, effettua alcune svolte (ad un bivio si prosegue a destra) riconducendo in breve nella sterrata proveniente dal Poggio di Berceto a poca distanza dal ponte sul Torrente Baganza che si trova alla nostra destra.

Il Monte Croce da Calestano

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Punto di partenza/arrivo: Calestano 402 m

Dislivello: 610 m ca

Durata complessiva: 4,15/4,30 h

Tempi parziali: Calestano-Costa di Seda (1/1,15 h) ; Costa di Seda-sommità Monte Croce (30 min) ; sommità Monte Croce-Puilio di Casola (40/45 min) ; Puilio di Casola-Costa di Seda (45 min/1 h) ; Costa di Seda-Le Piane (20 min) ; Le Piane-Calestano (30/40 min)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: aprile 2016

Accesso stradale: Parma-Felino-Marzolara-Calestano

map (1)www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Magnifico percorso che permette una conoscenza piuttosto esaustiva di questa montagna della media Val Baganza. I segnavia sono assenti o sporadici (e quei pochi molto sbiaditi), tuttavia non se ne sente la mancanza, infatti l’orientamento risulta quasi sempre immediato.

Dal centro di Calestano si segue per un breve tratto la SP 39 per Fornovo attraversando il ponte sul Baganza. Al termine di quest’ultimo si imbocca a sinistra uno stradello asflatato diretto al nucleo di Montale. Trascurate a destra due stradine d’accesso ad alcune case, in corrispondenza di un cancello si abbandona l’asfalto per seguire a sinistra una larga carraia che procede mantenendosi a livello dell’alveo del torrente. La seguiamo procedendo in piano, ammirando alla nostra destra belle stratificazioni del Flysch del Monte Sporno. Al primo bivio che si incontra si va a destra, abbandonando in questo modo la carrareccia che continua ad avanzare parallelamente al torrente. Raggiunto subito dopo un secondo bivio si prende la carraia di destra chiusa inizialmente da una sbarra. Seguendo quest’ultima si arriva dopo una breve salita nei pressi delle case che costituiscono il nucleo di Magazzola. Lasciatosi quest’ultimo alle spalle, si prosegue per sentiero all’interno del bosco approdando poco più in alto in un piccolo ripiano con pini di reimpianto. Da qui, trascurata a destra una traccia, si prosegue a sinistra per evidente mulattiera. Il tracciato avanza inizialmente in moderata pendenza svoltando a destra, impennandosi notevolmente oltre la curva. Si guadagna quota per mulattiera notevolmente dissestata da fenomeni di erosione: in un tratto la traccia si riduce a stretto e franoso solco. Nei pressi di altri pini di reimpianto, il sentiero piega a sinistra e diviene meno ripido. Si continua lungamente per la mulattiera all’interno di un bellissimo bosco misto a roverella e carpini con qualche sparuto pino. Una ripida salita, dove in un tratto il sentiero torna ad assumere le sembianze di un franoso canale, porta a confluire in un’ampia traccia che seguiamo a sinistra. Dopo aver compiuto una ripida svolta a destra e superato un’ulteriore sezione in sostenuta pendenza, il percorso piega a sinistra tagliando a mezza costa il pendio boscoso. In breve si valica la dorsale sud-est della montagna (notevole visuale sul fondo della Val Baganza) e si prosegue per il bel sentiero che avanza tenendosi in prossimità del crinale. Dopo circa 20 minuti si giunge ad un importante trivio in località Costa di Seda, 800 m. Trascurata a sinistra una traccia diretta a Puilio di Casola (da cui torneremo) e a destra un ampio sentiero in piano (che percorreremo al ritorno), si continua diritto per ripida traccia che con alcune svolte risale il ripido fianco sud-est dell’anticima del Monte Croce. Dopo aver svoltato a sinistra ed attraversato una radura con arbusti e cespugli, si transita nei pressi della sommità della menzionata anticima, raggiungendo infine una panoramica sella di crinale. Una breve ma ripida salita lungo il filo della dorsale precede la vetta del Monte Croce, 945 m, da cui si ammira un vasto e completo panorma dei monti della Val Baganza. Dalla cima si continua per il crinale occidentale della montagna in direzione del valico della Crocetta, entrando ben presto all’interno di un folto rimboschimento a conifere. Ad un bivio si ignora a destra una carraia in discesa e si continua per il percorso principale. Dopo un altro bivio, dove si trascura a destra un sentiero (cartelli), si esce improvvisamente dal bosco attraversando splendidi prati con notevoli visuali verso la Val Baganza. Il percorso confluisce poco dopo in una carraia che seguiamo a sinistra in direzione Puilio di Casola (cartelli). Dopo circa 10 minuti di rilassante cammino si entra nella frazione di Lughero, all’ingresso della quale si piega bruscamente a destra scendendo, mediante ripido sentierino, in direzione della stradina asfaltata che congiunge Puilio Lughero. La si attraversa imboccando a sinistra uno stradello in discesa (Strada della Canala), voltando poco dopo, in corrispondenza di una fontana, a sinistra. Usciti dal nucleo di Puilio seguiamo una comoda mulattiera/carraia che taglia a mezza costa il selvaggio versante sud del Monte Croce, incontrando sporadici e sbiaditi segnavia del CAI. Questo versante è caratterizzato da suggestive vallette delimitate da marcate coste con spettacolari stratificazioni del Flysch del Monte Sporno. Continuiamo per la carraia oltrepassando una prima valletta, dopo la quale, in prossimità di una sbarra, si abbandona lo sterrato imboccando a sinistra un sentiero (segnavia). Si continua alternando tratti in piano/falsopiano a saliscendi, valicando due coste e tralasciando labili tracce secondarie. Il marcato sentiero procede successivamente in ripida salita all’interno del bosco e in alcuni tratti è alquanto dissestato da fenomeni di erosione. Faticosamente si ritorna sulla dorsale sud-est del Monte Croce in località Costa di Seda. Qui giunti si imbocca a destra (faccia a monte) un’ampia traccia con segnavia del CAI che a mezza costa attraversa il versante est della montagna. In breve si confluisce in un marcato sentiero proveniente dal passo della Crocetta e lo si segue a destra in discesa. Poco dopo, ad un bivio, si va a destra per carraia rovinata dal passaggio di moto, uscendo presto dal bosco in prossimità di splendide radure che si attraversano. Dopo un’ultima ripida discesa si approda in un altipiano prativo (Le Piane) di straordinaria bellezza, soprattutto in primavera. La carraia entra poi all’interno di un bosco di conifere di reimpianto procedendo inizialmente in leggera discesa. Dopo un tratto alquanto ripido si esce dal bosco in prossimità della SP 39 della Val Sporzana (belle visuali sul M.Prinzera). Da qui si piega a destra (cartelli) seguendo una carrareccia che attraversa in leggera discesa splendidi prati. Dopo una svolta a sinistra e un ulteriore tratto in piano e in leggera discesa, si transita nei pressi di alcune abitazioni. Si confluisce infine nella provinciale per Fornovo che seguiamo a destra fortunatamente solo per poco, imboccando a sinistra uno stradello asfaltato affiancato da alcune villette (località S.Remigio). Si ritorna in seguito nella provinciale che però lasciamo quasi subito piegando a sinistra verso il campo da calcio. Prima di esso si imbocca a destra una carraia che, avanzando parallelamente alla provinciale, riconduce al ponte sul Torrente Baganza.