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Archivi tag: Val Baganza escursionismo

Anello di Fragnolo

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Punto di partenza/arrivo: Fragnolo 700 m

Dislivello: 500 m ca.

Durata complessiva: 4 h

Tempi parziali: Fragnolo-Monte Castellaro-Passo di Fragno (1,30 h) ; Passo di Fragno-selletta tra Monte Prandone e Monte Vitello (45 min.) ; selletta tra Monte Prandone e Monte Vitello- fondovalle Moneglia-Fragnolo (1,30 h)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: marzo 2017

Accesso stradale: Parma-Felino-Marzolara-Calestano-Fragnolo

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Stralcio della mappa dal sito: https://master.apis.dev.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Anello molto interessante e vario su carraie e sentieri evidenti che non pongono problemi di reperimento del giusto percorso. La segnaletica CAI è presente solo nel tratto Fragnolo-Monte Castellaro-Passo di Fragno. Nella seconda parte dell’anello si incontrano invece solo alcuni sporadici e sbiaditi segnavia.

Dal paese di Fragnolo si imbocca, appena a sinistra del rinomato ristorante Mariella, una stradina asfaltata che conduce ad alcune case. Si effettua successivamente una svolta a destra e si inizia a salire ripidamente in direzione del non lontano crinale del Monte Castellaro. Più avanti la stradina diviene sterrata e penetra in un rimboschimento a conifere, conducendo infine ad un bivio in località Cusano 857 m. Si piega a destra proseguendo lungo il percorso di crinale (segnavia CAI n° 773) ed oltrepassando l’impercettibile sommità del Monte Castellaro 936 m (alcune aperture nel bosco permetto di ammirare notevoli visuali). Giunti ad un bivio, si ignora a sinistra la carraia diretta al valico conosciuto come Tino d’Oro e si continua diritto procedendo inizialmente in ripida salita. Ci si avvicina progressivamente, sempre per ampia traccia, alla sommità del Monte Corno, ammantata da conifere di reimpianto, che si aggira a destra avanzando in direzione S/SE. Dopo una breve discesa si arriva ad un incrocio (paletto con cartelli), dove si prosegue diritto per ampia traccia con sbarra iniziale. Si procede in leggera salita, aggirando in questo modo la sommità del Monte Pozzo, giungendo in breve ad un altro incrocio dove si continua sempre diritto. Si inizia poi a scendere per sentiero che offre notevoli visuali panoramiche e che, allargandosi in ultimo a carraia, conduce ad un bivio dove si ignora a destra un’ampia traccia diretta alla boscosa sommità del Monte Pozzo. Si svolta invece a sinistra, in discesa, assecondando per un breve tratto la carrareccia e abbandonandola poco dopo per imboccare a destra un marcato sentiero (segnavia). Rientrati all’interno del bosco, si ignorano un paio di tracce che si staccano a sinistra e poi a destra, e si continua per il ben marcato sentiero che comincia a scendere più ripidamente conducendo in breve ad una bella radura dove il percorso piega a sinistra. Dopo un ulteriore tratto all’interno del bosco di conifere, altre radure che si contornano e un’ultima ripida discesa, si raggiunge il panoramico Passo di Monte Fragno 945 m. Dal valico si continua lungo una stradina asfaltata che asseconda per un breve tratto il crinale Parma/Baganza. Quando essa effettua una netta curva a sinistra, proseguiamo diritto per bella sterrata inizialmente in discesa. Si riprende poi a salire, passando a fianco di un curioso poggetto arenaceo e giungendo ad un bivio dove si continua a sinistra. Dopo un tratto di bosco (si incontra a destra una carraia chiusa da un cancello) si esce all’aperto e si sale con maggiore pendenza aggirando in questo modo un prima una costa. Si continua affrontando in seguito un altro ripido strappo per poi aggirare una seconda panoramica costa. Poco dopo occorre abbandonare la carraia su cui stiamo camminando, che a sua volta conduce al vicino valico di Casa Canone, imboccando a destra una ripida e ampia traccia. Dopo il primo faticoso strappo si passa a fianco di una baracca, per poi riprendere a salire in modo sempre sostenuto lungo una sorta di costa erbosa. Al suo culmine si penetra nel bosco raggiungendo la poco marcata sella che separa il Monte Prandone alla nostra sinistra dal Monte Vitello alla nostra destra. Il sentiero inizia appena dopo a scendere conducendo nei pressi di una recinzione che si contorna per un tratto in leggera salita svoltando poi a sinistra in discesa. Ignorando tracce laterali si continua per il percorso principale che in seguito procede in piano offrendo interessanti visuali del Monte Montagnana. Sempre per ampia traccia si attraversa una radura rientrando poi nel bosco e raggiungendo, dopo una breve discesa, un’ampia e panoramica sella collocata nel crinale che divide la Val Moneglia dall’ampio vallone che più in basso si restringe nella gola formata dal Rio Spigone. Si svolta repentinamente a destra per carraia che poco dopo passa a fianco di una baracca per poi effettuare una netta curva a sinistra e discendere lungo il margine sinistro di una bella radura. Si rientra nel bosco continuando lungamente per la carraia (qualche segnavia bianco-rosso molto sbiadito) e ignorando tracce laterali. Dopo una netta svolta a destra si raggiunge un incrocio dove si prosegue diritto lungo il percorso principale che inizia a scendere con maggiore pendenza. Effettuando un’ampia curva a sinistra si raggiunge un crinaletto secondario che si asseconda fino ad un evidente bivio collocato a poca distanza dalla frazione di Alpicella, visibile in basso a sinistra. Si imbocca a destra una carraia diretta al fondo della Val Moneglia, ignorando poco più in basso un’ampia traccia che si stacca a sinistra e con essa i segnavia del “Tartufo Trail Running”. Si prosegue in leggera salita aggirando poco più avanti una costa boscosa per poi scendere nel fondovalle giungendo nei pressi di una radura. Si continua attraversando quest’ultima, ignorando temporaneamente la traccia di sinistra in quanto spesso allagata. Si procede ora in salita tenendo il corso d’acqua alla nostra destra: sono evidenti i segni lasciati dall’alluvione del 2014. Poco dopo, ad un bivio, si abbandona la traccia seguita fino a questo momento, per imboccare a sinistra una carraia che procede nella sponda destra orografica della valle (in alto a destra si nota un nucleo di vecchie case collocato su un poggio). Si attraversa un ruscello e si riprende a salire raggiungendo in breve un gruppo di case non lontani dal paese di Fragno. Oltre le prime abitazioni si stacca a destra (cartello) un’ampia traccia che si imbocca risalendo in questo modo il soprastante pendio prativo (notevoli visuali panoramiche sulla Val Moneglia dominata dal boscoso Monte Vitello). In breve si fa ritorno a Fragnolo, punto di partenza di questo interessante anello.

 

 

 

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Canesano e la valle del Rio Spigone: anello da Calestano

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Punto di partenza/arrivo: Calestano 402 m

Dislivello: 550 m ca.

Durata complessiva: 4/4,15 h

Tempi parziali: Calestano-Canesano (1,30 h) ; Canesano-Fonte di San Giovanni (50 min.) ; Fonte di San Giovanni-Albareto (30 min.) ; Albareto-Val Spigone-Calestano (1 h) 

Difficoltà: E (E+ il tratto Albareto-Val Spigone-Calestano)

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2016

Accesso stradale: Parma-Felino-Marzolara-Calestano

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario

Percorso inusuale in luoghi scarsamente valorizzati a livello escursionistico. Buona parte dell’itinerario, svolgendosi per mulattiere e carraie evidenti, non pone problemi di individuazione del giusto percorso. La stessa cosa non la possiamo dire per la discesa all’interno della selvaggia Val Spigone, dove è necessario seguire (e non perdere!) una traccia molto invasa dalla vegetazione che, in qualche tratto, risulta decisamente poco visibile.

Si parcheggia l’auto nella parte alta del paese di Calestano, nei pressi della sede degli Alpini. Sulla destra di quest’ultima (paletto con cartelli), si diparte un viottolo selciato che si segue fino ad immettersi in uno stradello asfaltato. Andando a sinistra, si transita a fianco di alcune case (le ultime del paese), per poi avanzare su carraia il cui tracciato svolta subito dopo a destra e poi a sinistra restringendosi a mulattiera. Si procede in moderata pendenza all’interno di un bel ambiente boschivo, ignorando a sinistra e a destra tracce secondarie. Dopo aver effettuato un paio di svolte, il percorso comincia ad assecondare un crinaletto secondario che costituisce per un buon tratto la nostra direttrice. Si segue l’ampia mulattiera che si mantiene in prossimità del già menzionato crinale, tralasciando diverse tracce secondarie che si staccano ai lati. In seguito si passa sotto i fili dell’alta tensione (l’onnipresente elettrodotto della Val Baganza) e si continua nella medesima direzione di prima. Senza possibilità di errore si giunge ad un bivio evidente da cui, ignorando una traccia che si stacca a destra, si continua diritto lungo il sentiero a destra della mulattiera, oppure per quest’ultima (i due percorsi si riuniscono poco più in alto). Si sbuca poco dopo al sommo di ampi campi coltivati che degradano alla nostra destra e si procede diritto fino al successivo bivio. Si ignora una traccia che staccandosi a sinistra scende verso il fondo della Val Moneglia, e si continua diritto, assecondando lungamente la mulattiera/carraia che effettua un’ampia curva verso destra. Il tracciato guadagna costantemente quota presentando alcuni ripidi strappi, conducendo senza possibilità di errore ad un evidente incrocio all’interno del bosco. Da qui si prende la traccia di destra (segnavia bianco-rosso) che compie appena dopo una netta svolta a sinistra penetrando poco dopo in un buio bosco di conifere di reimpianto. Si continua per la bella carraia, ignorando tracce che si staccano a sinistra e a destra, uscendo in seguito dal bosco e contornando in salita una magnifica radura lungo il suo margine destro. Si svolta successivamente a destra giungendo ad un capanno con segnavia del CAI ed approdando poco dopo in una panoramica sella, punto di incrocio di ben cinque traccie, situata sul crinale che separa la Val Moneglia dalla Val Spigone. Ignorata una carraia proveniente dal Monte Vitello e un’altra che si stacca a sinistra, si prosegue diritto in leggera salita per bella e ampia radura. Poco dopo si rientra nel bosco, procedendo ancora per un breve tratto in salita, per poi iniziare a scendere effettuando una netta svolta a sinistra. Al sottostante bivio si prosegue a sinistra per sentiero evidente che dopo una curva a destra termina in una stradina asfaltata nei pressi del cimitero di Canesano 792 m. Andando a destra si raggiunge in pochi minuti il centro della caratteristica frazione, da cui si volta a sinistra imboccando una carraia in discesa. Al primo bivio si piega a sinistra continuando lungamente per la sterrata che procede a saliscendi, iniziando in questo modo ad attraversare l’ampia testata del vallone che più in basso si restringe nella gola formata dal Rio Spigone. Si ignorano diverse tracce che si staccano a sinistra e si giunge, in 30 minuti di cammino da Canesano, nei pressi del suggestivo rudere della Brugnara 786 m. La carraia piega a sinistra in salita all’interno del bosco, conducendo ad un bivio da cui si prosegue diritto ignorando una traccia che sale in direzione del crinale Parma/Baganza. Poco dopo si attraversa un rio (sconvolto dall’alluvione del 2014) e si continua per l’ampia traccia notando a destra un sentiero. Stando alla mappa utilizzata dal sottoscritto, la traccia in questione dovrebbe condurre, allargandosi poi a carraia, nei pressi della località Il Ginepro. In realtà, dopo poche decine di metri, il sentiero sembra perdersi nella folta vegetazione. Perciò è necessario continuare per la carraia seguita fino a questo momento, la quale, in costante salita con alcuni tornanti, confluisce in una sterrata proveniente dal crinale Parma/Baganza. Messo piede su di essa, la si segue a destra immettendosi dopo alcuni minuti in una sterrata nei pressi della Fonte di S.Giovanni, collocata più in alto a sinistra. Si continua a destra lungo la carraia di accesso alla fonte, prima in lieve salita, poi in piano/leggera discesa, penetrando in questo modo in una valletta formata da un ruscello. Oltrepassato il corso d’acqua, si sbuca in un’ampia e magnifica radura che si attraversa al centro. Procedendo in leggera salita si raggiunge infine un crinaletto secondario dove il tracciato piega repentinamente a destra (dopo alcune decine di metri si nota a destra una carraia che dovrebbe costituire lo sbocco di quel percorso menzionato sopra). Si transita poco dopo nei pressi di alcune case abitate (località Il Ginepro) e si continua in salita entrando nel nucleo di Albareto 834 m che si attraversa in discesa. Giunti al sottostante incrocio (proseguendo diritto si arriverebbe in breve a Vigolone, magnifico borgo meritevole di una visita) si nota sulla destra una traccia, un po’ostruita dalla vegetazione, che scende all’interno di una striscia di bosco. La imbocchiamo seguendola in leggera discesa: si tratta di un’antica mulattiera, ancora ben visibile nonostante i rovi stiano ormai prendendo il sopravvento. Si asseconda, senza possibilità di errore, la traccia in direzione della gola formata dal Rio Spigone, restando per lo più all’interno del bosco con a destra ampi campi e radure. Dopo un tratto aperto e panoramico, il sentiero piega repentinamente a sinistra, passa sotto una linea elettrica, rientrando infine nel bosco. Si procede a mezza costa per traccia esile ma evidente nonostante la scarsissima frequentazione. Dopo un tratto in discesa occorre concentrarsi nell’individuazione di un bivio molto poco marcato: è necessario, infatti, abbandonare la traccia che stiamo seguendo proprio nel momento in cui effettua una netta svolta a destra allargandosi a carraia infrascata. Si deve invece proseguire diritto cercando di “intuire” un sentierino che, inizialmente in piano e poi in salita, sbuca in un’ampia traccia di esbosco. Una volta messo piede su essa, è sufficiente seguirla a destra (nel tratto iniziale si deve camminare su sterpaglie e tronchi d’albero) in costante discesa, giungendo senza possibilità di errore ad un bivio dove si prende la traccia di destra. Poco più in basso ci si immette nella strada asfaltata Calestano/Vigolone, sbucando all’altezza di un tornante destrorso. Si segue la strada in discesa incontrando sulla destra lo sbocco di una carraia e, appena oltre, lo stradello di accesso a Casa Spigona (proprietà privata). Si continua a camminare sull’asfalto ancora per qualche decina di metri individuando sulla destra, con grande fatica, un’esilissima traccia che discende in obliquo il ripido pendio boscoso sottostante. Ci si immette appena dopo in un sentiero ampio ma non molto marcato che si segue a sinistra effettuando inizialmente un tornante verso destra. Più in basso si confluisce nella pista di una linea elettrica che si segue a sinistra in ripida e disagevole discesa. Si prosegue sempre diritto fino ad intersecare un’altra traccia nel punto in cui essa effettua un tornante destrorso e la si segue a destra in discesa avvicinandosi sempre più al greto del Rio Spigone. Giunti ad un altro bivio, si nota una ripida traccia che scende a destra verso il letto del rio. Noi invece proseguiamo a sinistra rientrando nel bosco, confluendo dopo qualche minuto in una carraia nella sponda sinistra orografica del Rio Spigone. La si segue a sinistra incontrando poco dopo un bivio dove una traccia, ora completamente franata, permetteva di raggiungere la sponda opposta. Si continua per la carraia che, procedendo in leggera discesa, conduce in un’ampia radura arbustiva dove il percorso diviene sempre meno evidente fino a scomparire. Guardando a destra si intercetta un’altra traccia che si segue fino ad individuare sulla destra una casa diroccata. In breve si giunge nei pressi della S.P.15 che però non possiamo raggiungere subito, in quanto la traccia che stiamo seguendo, che a sua volta confluisce nella provinciale, è chiusa da una recinzione. Seguiamo perciò un sentiero che passando nel retro della menzionata casa permette di raggiungere la strada poco prima del ponte sul Rio Spigone. Da qui, in breve, si fa ritorno a Calestano.

 

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Monte Montagnana: anello da Ravarano

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Punto di partenza/arrivo: Ravarano 677m

Dislivello: 770 m

Durata complessiva: 5,15/5,30 h

Tempi parziali: Ravarano-Casarola (1 h) ; Casarola-Monte Montagnana (50 min) ; Monta Montagnana-incrocio quota 972 m (40 min) ; incrocio quota 972 m-Fonte S. Giovanni (30 min) ; Fonte S. Giovanni-Albareto (25 min) ; Albareto–Vigolone-Monte Castello (25 min) ; Monte Castello-Vigolone-il Casone (30 min) ; Il Casone-Casa Magolese-Borello di Ravarano (45 min)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2016

Riferimento bibliografico: Daniele Canossini – LE VALLI DI PARMA E L’ALTA LUNIGIANA – l’Escursionista, 2002

Accesso stradale: Parma-Felino-Calestano-Ravarano

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Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario:

Remunerativo percorso che permette una esaustiva conoscenza del versante Baganza del Monte Montagnana.

Da Borello di Ravarano si segue la S.P.15 in direzione di Chiastre imboccando, poco prima del ponte sul Torrente Arso, una stradina che staccandosi a sinistra conduce ad un caseificio. A sinistra di quest’ultimo inizia una mulattiera (cartello con l’indicazione per Casarola) che procede in leggera salita all’interno del bosco. Il percorso è molto logico e lineare e non abbisogna di dettagliate descrizioni. Si segue il ben marcato sentiero che guadagna lentamente quota tagliando la sponda destra orografica della valle formata dal Torrente Arso. Alcune aperture permettono di gustare belle visuali panoramiche verso il Monte Scaletta e i sottostanti nuclei di Agnellana Lama. Incontrando sporadici segnavia sbiaditi, si giunge in circa 45 minuti nei pressi di un poggetto, collocato alla nostra destra, dove la mulattiera piega a sinistra procedendo in direzione SW. Un tratto in leggera salita precede un bivio evidente: si ignora un sentiero che si stacca a destra (e con esso i segnavia), per seguire a sinistra un’ampia traccia. Dopo aver oltrepassato una recinzione, si sbuca in magnifiche radure poco sotto gli edifici del nucleo rurale di Casarola 1030 m. Lo si raggiunge e attraversa, mettendo successivamente piede nello stradello di accesso che si segue a destra in direzione di un ruscello. Appena prima di quest’ultimo, si stacca a sinistra una carraia che imbocchiamo, procedendo in salita affiancati a sinistra da ampie radure e a destra, poco più in basso, dal menzionato ruscello. Giunti ad un bivio, si ignora a destra un’ampia traccia (cartello con l’indicazione per il M. Montagnana), per proseguire a sinistra sbucando nel margine inferiore di un’altra splendida radura. La si risale interamente individuando al suo vertice lo sbocco di una mulattiera. Messo piede su essa, la si segue in moderata pendenza, raggiungendo in 10 minuti di cammino la dorsale ovest del Montagnana. Ci si immette in un evidente sentiero (segnavia bianco-rossi) che si segue a destra, procedendo inizialmente in leggera salita. Si attraversa poco dopo un’area di bosco diradato con vegetazione piuttosto rigogliosa e si continua per la traccia che si mantiene nei pressi della dorsale. Un ultimo tratto in moderata pendenza precede le radure sommitali (e il tracciato del metanodotto!) del Monte Montagnana, la cui sommità, 1305 m, caratterizzata dalla presenza di un oratorio in pietra, si raggiunge in breve. Dalla cima si scende nel versante opposto per ampia traccia che si tiene nel margine destro dei prati a ridosso del limite del bosco. Dopo alcuni minuti ci si immette in una sterrata che si segue a sinistra in piano, transitando nei pressi di bellissime radure con notevoli esemplari di faggio. Dopo un tratto all’interno del bosco, si esce temporaneamente da esso, ignorando una traccia che si stacca a destra proveniente da Madrale. Si penetra nuovamente nel bosco e si costeggia il margine superiore di un rimboschimento a conifere, raggiungendo un bivio dove si volta a destra. Dopo una breve discesa si transita nei pressi di una splendida casa abitata stagionalmente chiamata Il Corno (un’iscrizione ricorda la Brigata Griffith). Si continua per la bella carraia in discesa nel versante Parma, ignorando, nei pressi di una sbarra, una traccia inerbita che si stacca a destra. Appena dopo si abbandona la carraia per imboccare a sinistra l’antica mulattiera (o quello che rimane di essa) che procede parallela all’altra traccia, ricongiungendosi con essa dopo pochi minuti. Si continua a scendere in direzione E/NE, effettuando in seguito un paio di tornanti (dopo il primo si trova sulla sinistra una scorciatoia). In breve si giunge ad una sella a quota 1080 m, dove si ignorano due carraie che si staccano a destra, continuando invece per il percorso di crinale che si sdoppia e procede per un tratto in leggera salita. Si riprende poi a scendere effettuando alcune svolte, compiendo successivamente un tornante a destra (al bivio situato appena dopo il tornante, si continua per il percorso principale, ignorando una traccia che si stacca a sinistra). Dopo una ripida discesa, il tracciato svolta a sinistra riprendendo la direzione NE, uscendo dal bosco al sommo di panoramici pendii prativi (visuali grandiose su ambo i lati). Raggiunto un evidente incrocio a quota 972 m, si abbandona il crinale, iniziando in questo modo la discesa nel versante Baganza per bella carraia affiancata da panoramici prati. Si ignora subito una traccia che si stacca a destra e si continua a perdere quota per il percorso principale che si sposta un po a sinistra. Dopo una svolta più marcata, si giunge nei pressi di un piccolo ruscello dove si ignora una traccia che si stacca a sinistra (cartello di colore blu indicante la giusta direzione). Si prosegue per la carraia, che scende per un tratto a fianco del menzionato ruscello, ammirando ai lati bellissimi campi e radure. Dopo una netta svolta a sinistra si attraversa un altro ruscello, oltre il quale si curva a destra ignorando una traccia che si stacca a destra. Segue un bivio, caratterizzato dalla presenza di rottami arrugginiti, dove si prende la traccia di destra che effettua un’ampia curva a sinistra. Dopo una radura situata alla nostra sinistra, si ignora una carraia che si stacca nella stessa direzione e si prosegue per il percorso principale che penetra in un fitto bosco perdendo quota in ripida discesa. Poco più avanti sulla destra del tracciato che stiamo seguendo confluisce una mulattiera proveniente dalla casolare della Brugnara: noi continuiamo diritto attraversando in seguito un’area di bosco diradato. Dopo una breve risalita, si confluisce nella carrareccia di accesso alla Fonte S. Giovanni (quest’ultima è situata alla nostra sinistra) che si segue a destra. Si procede comodamente per il bel tracciato, attraversando poco dopo una valletta con ruscello, per poi approdare in un magnifico pianoro caratterizzato da radure di rara bellezza. Si continua lungo la carrareccia (tracce che si staccano a sinistra e a destra sono da ignorare) per buona parte in leggera salita, svoltando infine a destra onde assecondare il dorso di un panoramico crinale. Si transita nei pressi di alcune case (località Il Ginepro) e si risale verso il vicino nucleo di Albareto, 834 m che si attraversa. Si scende al sottostante incrocio dove si prosegue diritto entrando presto nel magnifico borgo di Vigolone833 m. Avanzando lungo la stradina asfaltata e ignorando temporaneamente uno stradello che si stacca a sinistra verso il cimitero, si giunge al limite superiore del nucleo, dove si continua per ampia traccia affiancata a sinistra da caratteristiche placche rocciose. In breve si mette piede sul crinaletto del Monte Castello e lo si asseconda a sinistra per sentiero evidente. Ammirando notevoli visuali panoramiche, si cammina lungo il crinale fino a quando la traccia si sposta a destra di esso. Si procede in ripida salita per sentierino piuttosto scosceso, imboccando poi a sinistra una traccia che ripidamente conduce alla sommità del Monte Castello922m, dove sorgeva un antico maniero. Ritorniamo sui nostri passi fino al bivio per il cimitero: svoltiamo in direzione di quest’ultimo seguendo lo stradello asfaltato solo per poche decine di metri. Infatti lo si abbandona per imboccare a sinistra un’ampia traccia inerbita che scende verso nord. Poco più in basso la carraia risulta impraticabile in quanto totalmente invasa dai rovi, per cui si scende lungo il margine destro del campo alla nostra sinistra, oppure nel margine sinistro del campo alla nostra destra. Più in basso si incontra un’evidente traccia trasversale che si segue a destra effettuando un’ampia curva verso sinistra. Quando il sentiero si spegne nel campo coltivato, si discende quest’ultimo fino al suo margine inferiore. Si rinviene nella vegetazione una traccia che attraversa inizialmente un ruscello e poi risale conducendo, dopo aver oltrepassato un “muro” di rovi, nei prati sottostanti una casa isolata (località Il Casone). Si risalgono i prati tenendo la casa a sinistra, per poi mettere piede sullo stradello d’accesso che si segue in leggera ma costante salita. In breve si confluisce nella strada asfaltata Albareto-Linara: la si segue a destra sottopassando l’onnipresente e fastidioso elettrodotto della Val Baganza. Dopo essere transitati a fianco di Casa Magolese, si continua per la stradina ancora per poco: infatti, una volta giunti nei pressi di una presa dell’acquedotto, collocata alla nostra sinistra, si abbandona l’asfalto imboccando un sentiero ben marcato. Poco dopo la traccia varca un ruscello e prosegue in leggera salita a mezza costa allargandosi a mulattiera. Quando il percorso svolta a destra scendendo verso Linara, lo si abbandona continuando diritto per sentiero all’inizio poco evidente. La traccia confluisce successivamente in una carraia in salita che si segue a sinistra in leggera e moderata pendenza. In circa 10 minuti di cammino si esce dal bosco approdando su una panoramica costa, dove ci si immette in un’altra carrareccia proveniente da Ravarano. La si segue a destra in costante discesa, entrando poco più in basso nella parte alta del paese, dove si confluisce in una strada che si segue a destra. In breve si fa ritorno al nucleo di Borello di Ravarano, punto di partenza della nostra escursione.

 

 

 

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Il Monte Croce da Calestano

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Punto di partenza/arrivo: Calestano 402 m

Dislivello: 610 m ca

Durata complessiva: 4,15/4,30 h

Tempi parziali: Calestano-Costa di Seda (1/1,15 h) ; Costa di Seda-sommità Monte Croce (30 min) ; sommità Monte Croce-Puilio di Casola (40/45 min) ; Puilio di Casola-Costa di Seda (45 min/1 h) ; Costa di Seda-Le Piane (20 min) ; Le Piane-Calestano (30/40 min)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: aprile 2016

Accesso stradale: Parma-Felino-Marzolara-Calestano

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Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org/#map=15/44.6002/10.0982

Descrizione dell’itinerario

Magnifico percorso che permette una conoscenza piuttosto esaustiva di questa montagna della media Val Baganza. I segnavia sono assenti o sporadici (e quei pochi molto sbiaditi), tuttavia non se ne sente la mancanza, infatti l’orientamento risulta quasi sempre immediato.

Da Calestano si attraversa il ponte sul Baganza della S.P. 39 per Fornovo, imboccando a sinistra lo stradello per Montale. Poco dopo, in prossimità di un cancello, abbandoniamo l’asfalto per seguire a sinistra una larga carraia che procede mantenendosi al livello dell’alveo del torrente. La seguiamo (a destra belle stratificazioni del Flysch del Monte Sporno), giungendo ad un bivio. Si va a destra e appena dopo si imbocca, sempre a destra, una carraia in salita chiusa da una sbarra. In breve si arriva nei pressi di alcune case che costituiscono il nucleo di Magazzola. Il sentiero conduce poco dopo in un piccolo ripiano con pini di reimpianto: si lascia a destra una traccia e si prosegue a sinistra per evidente mulattiera. Il percorso si presenta sin da subito decisamente ripido e notevolmente dissestato da fenomeni di erosione: in un tratto la mulattiera si riduce ad uno stretto solco. Nei pressi di altri pini di reimpianto, il sentiero piega a sinistra e diviene meno ripido. Si continua lungamente per la mulattiera all’interno di un bellissimo bosco misto a roverella e carpini. Un ripido strappo, dove il sentiero torna ad assumere le sembianze di un franoso canale, porta a confluire in un’ampia traccia che seguiamo a sinistra. Dopo aver compiuto una ripida svolta a destra e superato un ulteriore tratto in decisa pendenza, il percorso piega a sinistra tagliando a mezza costa il pendio boscoso. In breve si giunge su una panoramica costa e si prosegue per il marcato sentiero che si mantiene in prossimità di una dorsale. Dopo circa 20 minuti si giunge ad un trivio in località Costa di Seda, 800m: si ignora a sinistra una traccia diretta a Puilio di Casola (da cui torneremo) e a destra un ampio sentiero in piano (che percorreremo al ritorno). Si continua diritto per ripido sentierino che con alcune svolte risale il pendio boscoso dell’anticima del Monte Croce. Dopo aver attraversato una radura con ginepri, si transita nei pressi della sommità della menzionata anticima, raggiungendo infine una panoramica sella di crinale. Un breve ma ripido tratto di sentiero (evitabile a destra) precede la vetta del Monte Croce 945 m, da cui si ammira un vastissimo panorama a 360°. Dalla cima si continua per la dorsale occidentale del monte in direzione del valico della Crocetta, entrando ben presto all’interno di un folto rimboschimento a conifere. Ad un bivio si ignora a destra una carraia in discesa e si continua per il percorso principale. Dopo un’altro bivio, dove si lascia a destra un sentiero (cartelli), si esce improvvisamente dal bosco e si attraversano splendidi prati con notevoli visuali verso la Val Baganza. Il sentiero confluisce poco dopo in una carraia che seguiamo a sinistra in direzione Puilio di Casola (cartelli). Dopo circa 10 minuti di rilassante cammino si entra nella frazione Lughero, dove si piega bruscamente a destra scendendo, mediante ripido sentierino, in direzione della stradina asfaltata che congiunge Puilio Lughero. La si attraversa imboccando a sinistra uno stradello in discesa (Strada della Canala). In prossimità di una fontana, si svolta a sinistra uscendo in breve dal paese di Puilio. Seguiamo ora una comoda mulattiera/carraia che taglia a mezza costa il selvaggio versante sud del Monte Croce, incontrando sporadici e sbiaditi segnavia del CAI. Questo versante è caratterizzato da suggestive vallette delimitate da marcate coste con spettacolari stratificazioni del Flysch del Monte Sporno. Continuiamo per la carraia oltrepassando una prima valletta, dopo la quale, in prossimità di una sbarra, si abbandona lo sterrato e si imbocca a sinistra un sentiero (segnavia). Si continua alternando tratti a mezza costa a saliscendi, aggirando due coste e tralasciando labili tracce secondarie. Il marcato sentiero procede successivamente in ripida salita all’interno del bosco e in alcuni tratti è alquanto dissestato da fenomeni di erosione. Faticosamente si ritorna sulla dorsale sud-est del Monte Croce in località Costa di Seda. Si imbocca a destra (faccia a monte) un’ampia traccia con segnavia del CAI che a mezza costa attraversa il versante est della montagna. In breve si confluisce in un marcato sentiero proveniente dal passo della Crocetta e lo si segue a destra in discesa. Poco dopo, ad un bivio, si va a destra per carraia rovinata dal passaggio di moto, uscendo presto dal bosco in prossimità di splendide radure che si attraversano. Dopo un’ultima ripida discesa, giungiamo in un altipiano prativo (Le Piane) di straordinaria bellezza, soprattutto in primavera. La carraia entra poi all’interno di un bosco di conifere di reimpianto procedendo in leggera discesa. Dopo un tratto alquanto ripido, si esce dal bosco in prossimità della S.P.39 della Val Sporzana (belle visuali sul M.Prinzera). Si piega a destra (cartelli) seguendo una carrareccia che attraversa in leggera discesa splendidi prati. Dopo una svolta a sinistra e un ulteriore tratto in piano e in leggera discesa, si transita nei pressi di alcune abitazioni, confluendo infine nella provinciale per Fornovo. La seguiamo a destra abbandonandola poco dopo, imboccando a sinistra uno stradello asfaltato affiancato da alcune villette (località S.Remigio). Si ritorna in seguito nella provinciale che però lasciamo quasi subito piegando a sinistra verso il campo da calcio. Prima di esso, si imbocca a destra una carraia che, avanzando parallelamente alla provinciale, riconduce al ponte sul Torrente Baganza.

 

 

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