Il Monte Treggin (Sperone Sud) e il Monte Roccagrande

101_0114 (FILEminimizer)

Punto di partenza/arrivo: Barone 296 m

Dislivello: 800 m ca.

Durata complessiva: 5/5,15 h

Tempi parziali: Bargone-attacco sperone sud (20 min) ; attacco sperone sud-sommità Monte Treggin (1,45 h) ; sommtità Monte Treggin-Monte Roccagrande (1 h) ; Monte Roccagrande-Passo del Bocco di Bargone-Costa di Bargone-Bargone (2 h)

Difficoltà: PD- lo Sperone Sud del Monte Treggin ; EE (per un breve tratto) la cresta nord del Treggin in direzione del Monte Roccagrande ; E+ la salita al Monte Roccagrande e la discesa dal Passo del Bocco di Bargone a Costa di Bargone ; E la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da arrampicata (portare qualche chiodo) per lo Sperone Sud del Monte Treggin ; da escursionismo per la restante parte dell’itinerario

Ultima verifica: febbraio 2019

Accesso stradale: da Sestri Levante, seguendo statale 523, si raggiunge e attraversa Casarza Ligure. Poco dopo quest’ultima località si imbocca a sinistra una stretta stradina che conduce a Bargone

map (1)Stralcio della mappa dal sito: www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Itinerario semplicemente stupendo e completo. Lo sperone meridionale del Monte Treggin offre una scalata facile ma su roccia che richiede costante attenzione, risultando tuttavia non così friabile come potrebbe sembrare a prima vista. Ho già relazionato questa salita e ho ritenuto opportuno offrirne una seconda e ulteriore descrizione, comprensiva di una “variante” iniziale che permette di evitare un passaggio di III°+. Come nella precedente uscita dell’aprile del 2017, ho effettuato la scalata senza l’ausilio di alcuna attrezzatura, di conseguenza la tempistica è relativa alla modalità in cui ho affrontato la salita. In caso di progressione in cardata ovviamente i tempi si dilatano notevolmente. Il sentiero che dal Passo del Bocco di Bargone conduce a Costa di Bargone e a Bargone paese, nonostante una parziale sistemazione e risegnatura, risulta poco evidente e con segnaletica in molti punti latitante. Ciononostante si tratta di un percorso veramente suggestivo che permette di ammirare angoli selvaggi e stupende visuali.

Dalla piazzetta di Bargone si imbocca Via delle Fragole (segnavia X rossa) seguendola fino ad un tornante destrorso, continuando successivamente a sinistra per scalinata e sentiero. Avanzando affiancati da ulivi e suggestivi muretti a secco, si penetra dopo qualche minuto nel bosco dove si attraversa un ruscello. Si continua brevemente lungo il sentiero principale fino ad un bivio da cui si prende a destra un’evidente traccia non segnata ma inconfondibile. Il percorso svolta quasi subito a destra conducendo al ruscello di prima che si attraversa per una seconda volta. Il solco formato dal corso d’acqua costituisce la nostra direttrice al fine di raggiungere la base delle rocce, ma nella sua prima parte risulta impercorribile a causa della vegetazione spinosa che lo ostruisce. Si sale quindi per il pendio boscoso a destra del solco, notando inizialmente dei piccoli muretti, progredendo scomodamente a causa della vegetazione invadente. Appena possibile si mette piede nel solco che si risale aggirando, preferibilmente nel lato destro, alcuni ostacoli (muretti e massi). Giunti sotto una placchetta ricoperta di muschio, la si supera direttamente, approdando subito dopo alla base delle rocce dello sperone. Andando a sinistra si raggiunge l’ingresso di una caratteristica grotta alla cui destra si nota un verticale diedro. Quest’ultimo rappresenta una prima possibilità di salita, anche se oppone un passaggio non banale (III+), “fuori standard” rispetto al resto dell’ascesa. Il diedro è delimitato a destra da una costola rocciosa, a sua volta formante un canale parzialmente ostruito dalla vegetazione. Come possibilità alternativa al diedro di III°+ si possono scalare le rocce a destra del menzionato canale, superando inizialmente, tendendo leggermente a destra, un placchetta rossastra e la successiva ripida paretina, cui segue un vago spigoletto/speroncino (15/20 m II° e III°-). Dopo questa prima sezione più ripida si prosegue in obliquo verso sinistra superando placchette e muretti, con percorso non obbligato e dall’orientamento non complesso. Tenendo a sinistra rocce più ripide si prosegue poi tra arbusti e, sempre verso sinistra, si mette piede in un’area crestina che si segue verso il ripido profilo dello sperone. Aggirati a destra alcuni spuntoni e superate facili roccette si arriva sotto un evidente gendarme a forma di becco alla cui base si nota un canale/rampa obliquo da sinistra a destra. Si scalano ripide rocce con ottimi appigli (II°) immettendosi nel canale/rampa, uscendone dopo pochi metri a sinistra. Si continua direttamente per belle placchette mirando ad alcuni alberi, raggiunti i quali si segue per pochissimi metri una rampa obliqua a destra. Abbandonata la rampa si scalano verso sinistra un paio di muretti (II°/II°+) intervallati da cornici/rampe. Raggiunto il sommo di questa prima ripida sezione, si prosegue agevolmente mirando ad un piccola macchia di bosco sovrastata sulla destra da particolari gradoni stratificati. Dagli alberi si aggira a sinistra il primo muretto, scalando appena dopo una liscia e delicata placchetta di pochi metri (II°+), rasentando il suo bordo sinistro (si tratta della faccia destra di un diedro). Il successivo brevissimo muretto lo si può superare direttamente (II°) oppure aggirare a destra. Si prosegue poi facilmente puntando ad altri alberi sopra i quali la cresta dello sperone si restringe divenendo anche più ripida e di roccia piuttosto rotta. Dagli alberi si prosegue direttamente per alcuni metri, obliquando successivamente verso destra, assecondando l’andamento di una rampa. Si mette poi piede su quest’ultima e si continua ad attraversare per cengia, scalando quindi verso sinistra facili muretti di roccia rotta (attenzione!) in direzione del vicino filo di cresta. Si raggiunge quest’ultimo (esposto) appena prima di un terrazzino sovrastato da un verticale risalto rossastro inciso da un diedrino. Scaliamo il diedro (III°-/III°, due chiodi), cui fa seguito un muretto, oltre il quale le difficoltà cessano totalmente. Si avanza lungo il filo di cresta puntando ad un altro risalto situato a destra e formante una crestina parallela rispetto a quella in cui siamo. Aggirata a sinistra, tramite cengia con arbusti,  la prima sezione del risalto, si giunge alla base di un evidentissimo diedro di rocce rossastre e si scala la bellissima placca che ne costituisce la faccia destra (II°+). Si prosegue lungo il panoramico crinale oltrepassando, tenendosi a sinistra, un suggestiva forcellina, scalando direttamente, o aggirandolo a sinistra, il successivo facile risalto. Si continua lungo l’ampio profilo notando un esteso pendio con arbusti e rocce e, sotto quest’ultimo, spostata a destra rispetto al punto in cui siamo, un sezione rocciosa caratterizzata da rampe e placchette. Raggiuntone la base si nota una rampa rossastra a sinistra della quale si individua una bella placchetta con roccia più compatta: si scala quest’ultima (I°+) per poi proseguire lungo il rotto filo di cresta (tratto evitabile a sinistra). Approdati alla base dell’esteso pendio con cespugli, arbusti e rocce, lo si risale in obliquo a destra (orientamento molto difficoltoso in caso di nubi basse) fino a raggiungere il limite orientale del profilo della montagna. Si prosegue lungo il panoramico crinale avvicinandosi alla vetta principale, immettendosi poco prima nel sentiero segnato (X rossa) proveniente dal Colle Lencisa. Guadagnata la splendida cima del Monte Treggin870 m (panorama incantevole)si prosegue in direzione del Monte Roccagrande, seguendo gli ottimamente posizionati segnavia (X rossa) che indicano il percorso migliore. Tenendosi a sinistra rispetto al filo della cresta settentrionale della montagna, si raggiunge poco dopo la sommità di una quota secondaria (una specie d’anticima), da cui ci si cala verso destra (segnavia) per ripide roccette. Messo piede in un canale, lo si discende per pochi metri, piegando poi nettamente a sinistra fino a ricongiungersi con il crinale in corrispondenza di caratteristici spuntoni. Si prosegue lungo la dorsale per un breve tratto abbandonandola successivamente verso destra, avanzando poi per ottimo sentiero a mezza costa che conduce all’interno bosco. Raggiunta un selletta boscosa (Colle Aietta o Passo di Roccagrande, 795 m), si prosegue in salita fino ad immettersi in una carraia che si segue a destra. Procedendo in lieve pendenza si incontra più avanti un bivio dal quale, andando a sinistra, si raggiunge in pochi minuti il Rifugio Treggin-Roccagande850 m. Continuando per la carraia ci si avvicina sempre più al crinale Monte Roccagrande- Monte Bocco e, una volta giunti ai piedi dei pendii orientali del primo (cartelli, segnavia X rossa), si abbandona temporaneamente l’ampio tracciato. Si prende a sinistra un sentiero che procede in salita per pendii cespugliosi tenendo costantemente d’occhio i segnavia e gli ometti, ignorando in corrispondenza di un pino isolato una traccia a sinistra. Con andamento leggermente verso destra, passando successivamente a fianco di alcuni massi, si punta alla sezione rocciosa terminale che si aggira a destra. Dopo un paio di tornanti si mette piede nella cresta orientale del Monte Roccagrande, guadagnandone in breve la panoramica sommità, 970 m. Ritornati sulla carraia di prima, la si segue verso il Passo del Bocco di Bargone (segnavia tre cerchi rossi pieni), giungendo nei pressi di un’area picnic con tabella esplicativa (ambiente di rara bellezza), dove il percorso vira repentinamente a destra. Dopo un paio di tornanti si procede in lieve salita costeggiando d’alto il suggestivo Lago di Bargone, continuando lungamente per il tracciato principale con andamento in falsopiano/leggera salita ai piedi del versante meridionale del Monte Bocco. Ammirando visuali veramente stupende si giunge al Passo del Bocco di Bargone908 m, appena sotto il quale inizia il percorso di discesa segnato con triangolo rosso pieno. Si tratta di un sentiero poco evidente, soprattutto nella prima parte, e con segnavia latitanti, nonostante un parziale rifacimento della segnaletica fatto di recente. Si perde quota per traccia fino ad attraversare un ruscello, oltre il quale non si prende la traccia di destra che sale verso una costa, ma si prosegue (ometto sulla destra) a fianco del corso d’acqua situato alla nostra destra. Orientandosi con i segnavia e con nastri di plastica rosso-bianchi, si costeggiano e attraversano macchie di fitta vegetazione. Giunti all’interno di un boschetto si guada un ruscello (quello alla cui sinistra siamo scesi in precedenza), proseguendo poi per traccia piuttosto infrascata (rovi), notando alla nostra sinistra una vasca (segnavia). Oltrepassato un altro ruscello, si prosegue per un brevissimo tratto in salita, riprendendo poi a scendere per traccia evidente ma con segnavia latitanti. Più avanti si perde quota nella sponda sinistra di una valletta, andando ad attraversare, mediante svolta a destra, il ruscello che la forma. Si prosegue per sentiero evidente (in basso a destra è ben visibile una piana con case) che successivamente compie un tornante sinistrorso conducendo all’interno di un boschetto. Si effettua appena dopo un tornante destrorso (interessanti muretti a secco) e si prosegue per l’evidente traccia che esce temporaneamente dal bosco, rientrandovi nuovamente (sbiadito segnavia su un masso) dopo una svolta a sinistra. Poco dopo si raggiunge un bivio, o meglio ci si immette in un’altro sentiero, da cui andando a sinistra si confluisce nella strada cementata Bargone-Passo del Bocco. La si segue a destra per poco, abbandonandola nel momento in cui il cemento lascia il posto allo sterrato, imboccando a sinistra un sentiero che costituisce la continuazione del percorso segnato con triangolo rosso pieno. Si prosegue per traccia, all’inizio ben evidente poi più infrascata, che perde quota sulla destra di un rio e conduce, dopo una svolta a destra, ad un altro ruscello appena prima della sua confluenza nel corso d’acqua principale. Dopo il guado si prosegue alla destra del rio e a sinistra di muretti a secco che delimitano un ampio campo, svoltando successivamente a destra e raggiungendo una casa. Si prende lo stradello d’accesso abbandonandolo quasi subito per sentiero a sinistra (segnavia) che nei primi metri procede in salita. Si prosegue per traccia evidente fino ad attraversare la carraia Bargone-Passo del Bocco, immettendosi nuovamente in essa poco più in basso. Si segue la strada cementata a destra per pochissimo abbandonandola in corrispondenza di un tornante sinistrorso, imboccando un evidente sentiero che nei primi metri scende piuttosto ripidamente. Poco dopo si perde quota effettuando una sequenza di tornanti, mettendo successivamente piede su un’ampia traccia che si segue a destra varcando subito un ruscello. Giunti a poca distanza da una costruzione (una presa dell’acquedotto) si prende a sinistra una traccia (segnavia), immettendosi poco dopo in un altro sentiero che si segue a destra. Dopo un punto panoramico si penetra in un buio boschetto, sbucando più avanti in un’area con vegetazione piuttosto fitta (bella visuale sul paese di Costa di Bargone). Rientrati nel bosco si attraversa una valletta (tratto di sentiero parzialmente franato) e dopo una svolta a destra si avanza costeggiando un bel muretto a secco. Al successivo bivio, situato poco prima del nucleo di Costa di Bargone, si va a sinistra verso quest’ultimo, attraversandolo interamente seguendo i segnavia, ammirando angoli veramente suggestivi. Usciti dal paese si scende per bella mulattiera fino a mette piede in una strada asfaltata, proveniente da Bargone, che si segue a destra verso quest’ultima località.

 

Monte Treggin: Sperone Sud

100_7794

Punto di partenza/arrivo: Bargone 296 m

Dislivello: 574 m

Durata complessiva: 3,30/4,30 h

Tempi parziali: Bargone-attacco Sperone Sud (20/25 min) ; attacco Sperone Sud-sommità Monte Treggin (1,30-2,30 h) ; sommità Monte Treggin-Colle Lencisa-Bargone (1,30 h)

Difficoltà: PD (II° e passi di III°; tratto iniziale di III°+ evitabile)

Attrezzatura: ordinaria da arrampicata (portare qualche chiodo, numerosi cordini e fettucce)

Ultima verifica: febbraio 2019 (foto: aprile 2017)

Riferimento bibliografico: Giovanni Pastine-Michele Picco “I Monti del Mare-escursioni, arrampicate e ferrate in Liguria” Tamari Montagna Edizioni, 1999

Accesso stradale: da Sestri Levante, seguendo statale 523, si raggiunge e attraversa Casarza Ligure. Poco dopo quest’ultima località si imbocca a sinistra una stretta stradina che conduce a Bargone

mapwww.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario

Itinerario superlativo e unico nel suo genere. Lo sperone meridionale del Monte Treggin rappresenta, infatti, uno dei pochi esemplari di percorso alpinistico su roccia di stampo pionieristico che sia possibile effettuare nell’Appennino settentrionale. “Forse uno fra gli itinerari rocciosi di maggior sviluppo della Liguria, oggi è guardato con sufficienza dagli alpinisti più esigenti e ignorato dagli arrampicatori moderni”. Questa affermazione, desunta dalla guida di Pastine-Picco, sintetizza il carattere particolare dell’ascensione e il suo inevitabile disinteresse da parte dello alpinismo “sportivistico” tanto in voga attualmente.

Alcune precisazioni:

  1. Data la particolare tipologia dell’ascensione, quest’ultima non è relazionata tiro dopo tiro.
  2. La roccia è generalmente mediocre, ma non del tutto scadente, soprattutto nei tratti più “impegnativi”.
  3. La tempistica della scalata è molto ampia e ciò dipende dal come la si affronta: di conserva per la maggior parte o tiro dopo tiro nei tratti più ripidi.
  4. Lungo lo sperone si trovano in tutto 3 vecchi chiodi. Ci si protegge utilizzando ancoraggi naturali: spuntoni e alberi.
  5. Si tratta di un itinerario alpinistico di vecchio stampo dove gioca un ruolo fondamentale la capacità personale di ricerca del percorso da seguire, questo in relazione a tutta una serie di fattori, di cui, in primis, l’esperienza che si possiede.
  6. Considerando la particolare tipologia della roccia, si raccomanda di effettuare l’ascesa solo con l’asciutto, altrimenti molti tratti, anche a causa della presenza di muschio, risulterebbero scivolosi.

Parcheggiata l’auto nella piazzetta di Bargone, si imbocca Via delle Fragole (in basso a sinistra tabella indicante i percorsi escursionistici del Monte Treggin) seguendola in salita fino a quando effettua un tornante destrorso. Dopo una breve scalinata, si continua per sentiero, contrassegnato con X rossa, passando a fianco di alcuni terrazzamenti con ulivi (interessanti esemplari di muretti a secco alla nostra destra), penetrando poi nel bosco. Si attraversa un ruscello oltre il quale si segue il percorso segnato solo per poco: infatti, giunti ad un bivio evidente, si prende a destra una traccia ben incavata nel terreno che compie subito dopo una netta svolta a destra. Si ritorna nei pressi del ruscello poco sotto attraversato il cui solco rappresenta la nostra direttrice per raggiungere la base dello sperone roccioso. A tal fine, si abbandona la traccia e si risale il pendio boscoso alla destra del canale (quest’ultimo per un tratto risulta impercorribile a causa dei rovi che l’ostruiscono). Destreggiandosi tra vegetazione invadente, si entra nel solco e lo si risale aggirando alcuni brevissimi muretti. Giunti sotto una placchetta ricoperta di muschio, la si supera (molto scivoloso in caso di bagnato), approdando in un ripiano alla base delle rocce dello sperone, dove, spostandosi a sinistra, si raggiunge l’ingresso di una grotta. Da qui ha inizio la parte alpinistica. Appena a destra della menzionata grotta si trova un diedro verticale, alla cui destra è visibile un canale/diedro più abbattuto e parzialmente ostruito da vegetazione. Optiamo per la prima e più interessante soluzione: scaliamo il diedrino di 8 metri circa con bella e non banale arrampicata (III°+). Si continua poi per roccette con andamento obliquo a sinistra, scegliendo autonomamente il percorso che si ritiene migliore, progredendo in direzione del filo della cresta alla cui destra ci troviamo. Dopo aver oltrepassato un breve tratto di vegetazione piuttosto invadente, si mette piede sul crinaletto roccioso e lo si segue in direzione della soprastante ripida sezione rocciosa dello sperone. Giunti alla base, sotto ad un caratteristico spuntone a forma di becco, si scalano in obliquo a sinistra alcune ripide rocce, onde inserirsi in un canale/rampa ascendente verso destra. Lo si segue per pochi metri e se ne esce a sinistra, giungendo alla base di alcune placchette che si scalano con divertente arrampicata, puntando ad alcuni alberi che ci sovrastano (passi di I° e II°). Raggiuntili, si prende a destra un canale/rampa, abbandonandolo quasi subito per scalare in leggero obliquo a sinistra alcuni muretti intervallati da cornici/rampe, rimontando in questo modo sul dorso dello sperone proprio al sommo della sezione rocciosa più ripida (passi di II°/II°+ su roccia sostanzialmente accettabile). Si continua facilmente puntando ad una piccola macchia di bosco alla cui destra si notano dei gradoni dalla particolare stratificazione. Giunti nei pressi della menzionata macchia boscosa, si evita a sinistra il primo verticale gradino e si continua scalando una placchetta piuttosto delicata (II°+), cui fa seguito un brevissimo muretto. Si continua facilmente mirando ad alcuni alberi sopra i quali la cresta si raddrizza e assottiglia. Dagli alberi si avanza più o meno lungo il filo di cresta per alcuni metri, obliquando poi a destra assecondando l’andamento di una rampa. Messo piede su quest’ultima, che poi si trasforma in cengia, si continua a traversare a destra per alcuni metri, scalando poi verso sinistra alcuni facili muretti di roccia piuttosto rotta (diversi passi di I° e II° su roccia che richiede molta attenzione). Ritornati sul friabile filo della cresta (chiodo arrugginito) lo si segue espostamente, approdando appena dopo su un piccolo ripiano alla base di un verticale risalto rossastro di pochi metri inciso da un diedrino. Si scala quest’ultimo e il successivo muretto (III°- ; roccia abbastanza solida; due chiodi), continuando poi per cresta/crinale aereo ma facile. Si avanza puntando ad un altro risalto più ripido, spostato più avanti e leggermente a destra rispetto al punto in cui siamo. Raggiuntone la base, lo si aggira a sinistra per cengia alberata, fino ad approdare all’inizio di un’evidente placchetta rossastra di pochi metri che a sua volta costituisce la faccia destra di un diedro. Si scala la placca con bella ed elegante arrampicata su roccia solida (II°+), giungendo così al termine delle principali difficoltà alpinistiche. Da qui è sufficiente continuare lungo il filo dello sperone oltrepassando, tenendosi a sinistra, una stretta forcellina, oltre la quale si scala direttamente o aggira a sinistra un altro risalto. Seguendo il crinale, sempre più ampio, si punta ad una sezione rocciosa caratterizzata da rampe e placchette, situata a destra rispetto al punto in cui siamo, che si supera direttamente scegliendo il percorso che maggiormente ci aggrada (tratto evitabile a sinistra). Si approda poi alla base di un ampio pendio caratterizzato da numerosi cespugli, arbusti, rocce e massi, da cui si procede in obliquo verso destra al fine di portarsi sul limite orientale del profilo della montagna (in caso di nebbia l’orientamento in questo tratto potrebbe risultare molto problematico). Seguendo il bellissimo crinale ed ammirando ampie visuali si giunge in vista della sommità del Monte Treggin, confluendo poco prima nel sentiero segnato (X rossa) proveniente dal Colle Lencisa. Dalla cima, 870 m, è possibile ammirare un grandioso e completo panorama. Dalla vetta del Treggin si scende per traccia non molto evidente puntando ad un albero, collocato più in basso a destra, con affisse ai rami alcune bandierine. Il sentiero, successivamente più marcato, svolta bruscamente a destra per poi iniziare a discendere un pendio con vegetazione piuttosto fitta (segnavia x rossa e ometti). Più in basso si penetra verso sinistra in un boschetto e si prosegue per ottima traccia fino a giungere nei pressi di un ripiano roccioso dove alcuni ometti, collocati alla nostra sinistra, potrebbero trarre in inganno. Occorre invece spostarsi a destra per sentiero all’inizio poco evidente poi più marcato. Orientandosi con gli ometti si effettua, dopo uno spostamento verso destra, una netta svolta a sinistra rientrando poi nel bosco. Dopo qualche minuto si giunge al Colle Lencisa, 647 m, da cui si scende a sinistra verso Bargone per ottimo sentiero contrassegnato con una X e rombo rossi. Effettuando numerosi tornanti, si discende la sezione più ripida della suggestiva valle compresa tra il Monte Treggin e il Monte Incisa . Più in basso si procede a sinistra di un ruscello, incontrando più avanti un trivio dove occorre prendere la traccia di sinistra. Dopo alcuni minuti si ritorna la bivio incontrato all’inizio dell’escursione, rientrando infine al magnifico paese di Bargone.