Monte Ventasso: anello da Ramiseto

 

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Punto di partenza/arrivo: Bora di Ramiseto 800 m

Dislivello: 927 m

Durata complessiva: 5,30/6 h

Tempi parziali: Bora di Ramiseto-Fonti di Santa Lucia (1/1,15 h) ; Fonti di Santa Lucia-Bivacco Le Cadoniche (1 h) ; Bivacco La Cadoniche-sommità Monte Ventasso (1,20 h) ; sommità Monte Ventasso-Lago Calamone (35 min) ; Lago Calamone-Mulino di Montemiscoso-Ramiseto (1,30 h)

Difficoltà: EE il seguente tratto: sentiero n° 663-targa Charlie Alpha-sentiero n° 661-sommità Monte Ventasso ; E la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2017

Accesso stradale: Reggio Emilia-S. Polo d’Enza-Vetto d’Enza-Ramiseto. Dal centro di quest’ultima località, ci si dirige verso Cervarezza, parcheggiando l’auto nell’ampio spiazzo adiacente al Market Ponte (località Bora di Ramiseto)

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Anello di notevole interesse che permette un’approfondita conoscenza del versante Lonza del Monte Ventasso. L’itinerario proposto implica un fuori-sentiero che consiste nella risalita dell’ampia pietraia che caratterizza questo versante della montagna. In questo tratto si procede di masso in masso con un’ascesa in alcuni punti faticosa ma molto appagante dal punto di vista panoramico. Poi, una volta messo piede nell’esposto sentiero n° 661, lo si segue fino in vetta. Per la discesa, dopo aver raggiunto lo spettacolare Lago Calamone, si utilizza il sentiero n° 667 e poi n° 680, che permette un lento e rilassante rientro in valle.

Dalla parte finale di Bora di Ramiseto, in direzione di Cervarezza, si imbocca a destra una ripida stradina asfaltata (Via Fonda) e la si segue fino al suo termine. Si continua poi per carraia che procede piuttosto ripidamente alla base di erti pendii erbosi. Poco dopo si penetra nel bosco, avanzando sempre in sostenuta salita, fino a costeggiare dei bellissimi prati situati alla nostra sinistra. Più in alto si incontra una maestà e si prosegue per ripida mulattiera confluendo infine in un’ampia traccia proveniente da Canova. La si segue a destra in salita abbastanza sostenuta (in un tratto è visibile il selciato originario), fino a giungere ad un bivio dove si prende la traccia di sinistra che procede in piano. Poco dopo ci si immette in una bella mulattiera, contrassegnata n° 680, che si segue a sinistra in direzione di Cervarezza/Fonti di Santa Lucia. Il percorso è molto lineare e si sviluppa perlopiù a saliscendi, tenendosi quasi sempre all’interno del bosco, eccetto un paio di tratti in cui si cammina a fianco di una linea elettrica. Dopo una panoramica apertura, la carraia su cui stiamo camminando si trasforma in strada asfaltata che si segue in salita transitando a fianco degli edifici di imbottigliamento dell’acqua. Giunti nell’ampio piazzale delle Fonti di Santa Lucia, si prende a destra il sentiero che sale verso l’omonima chiesetta. Poco prima ci si immette in un’ampia traccia che si segue a sinistra transitando a destra di una casa. Appena dopo si confluisce in un’altra mulattiera/carraia che si segue a destra sbucando sul dorso di una costa. Qui si imbocca a destra un’ampia traccia (percorso CAI n° 665) in decisa salita e, raggiunto un bivio, si prende la carraia di destra (segnavia). Avanzando in lieve pendenza ed effettuando diverse svolte, si confluisce più avanti in un’altra traccia che si segue a destra incontrando subito un bivio dove si prende la mulattiera di destra. Si continua lungamente per il bel percorso, alternando tratti in leggera salita a strappi più ripidi, giungendo ad un bivio dove si sceglie la traccia di destra (si può proseguire anche a sinistra, infatti i due percorsi si ricongiungono appena dopo il bivio). Si prosegue sempre per ampia mulattiera in leggera e moderata pendenza fino ad un bivio dove si piega a destra. Poco dopo si attraversa un ruscello e si avanza successivamente in piano per un breve tratto. Poi il percorso si impenna, effettuando una svolta a sinistra e conducendo ad un ulteriore bivio dove si prosegue a destra. Poco più avanti si effettua un’ampia curva verso sinistra proseguendo, ad un bivio poco marcato, sempre a sinistra. Si giunge successivamente nei pressi di una piccola radura dove si effettua una netta svolta a destra, ignorando una traccia che si stacca a sinistra. Dopo una breve discesa, l’ampia traccia riprende a salire ripidamente per radura arbustiva. Ci si immette poi in una carraia che si segue a destra superando inizialmente un ripido strappo. L’ampia mulattiera si riduce in seguito a sentiero che, dopo una svolta a sinistra, procede a mezza costa. Si oltrepassa una selletta boscosa e si avanza in piano e in leggera discesa, entrando poi in una valletta dove si guada un ruscello. Il percorso continua in modo lineare, varcando un altro ruscello e conducendo infine nei pressi del Bivacco Le Cadoniche1370 m. Si prosegue per ampia traccia abbandonandola quando essa effettua una netta svolta a sinistra: infatti si deve continuare diritto per sentiero che in ripida salita conduce ad una bella apertura panoramica. Dopo un paio di tornanti si rientra nel bosco e si prosegue per un tratto in sostenuta salita. Più avanti la traccia svolta a sinistra e appena dopo a destra contornando il margine destro di una radura arbustiva. Poco dopo si monta sul dorso di una costa che si asseconda per alcuni minuti fino ad incontrare un bivio (cartelli): qui si abbandona il sentiero n° 665 per imboccare a destra il percorso contrassegnato n° 663. Dopo una breve discesa e l’attraversamento di un rio, si ricomincia a salire lievemente per ottima traccia all’interno della faggeta. Poco oltre una piccola pietraia situata alla nostra sinistra, si incontra un bivio (cartello): da qui abbandoniamo il sentiero n° 663 per dirigersi verso il luogo dove il 18/08/1990 precipitò l’elicottero Charlie Alpha. Dal cartello si affronta subito un brevissima salita per pietraia continuando poi in piano per alcuni metri. Senza alcun segnavia con cui orientarsi, dobbiamo spostarci a destra entrando nel bosco, rinvenendo qui una labile traccia. Poco più avanti si sbuca in un’ampia e magnifica pietraia: guardando di fronte a noi, su un grosso masso a destra, dovremmo notare la targa apposta in memoria dei soccorritori deceduti nel terribile incidente. Raggiunta la targa ci si sposta a sinistra iniziando poco più avanti a risalire un ripido pendio formato da grossi blocchi ed erba. Successivamente si riprende ad attraversare, sempre per pietraia, avendo il limite del bosco poco sotto (attenzione alla presenza di diversi blocchi instabili). In seguito si inizia un obliquo ascendente puntando ad alcuni grossi massi situati più in alto alla nostra sinistra (faccia a monte). Raggiunta faticosamente la base del primo, lo si aggira a sinistra, per poi piegare a destra onde risalire il canalino che separa i due grandi massi. Appenda dopo si attraversa a sinistra in direzione di un una crestina, notando alla nostra destra il poderoso monolito roccioso dei Denti della Vecchia. Messo piede sulla crestina, si scende alla bene e meglio nel versante opposto, fino ad approdare sul sentiero n° 661 proveniente dall’Oratorio Maria Maddalena e diretto alla sommità del Ventasso. Si continua lungo la traccia segnata, oltrepassando subito alcuni alberi ed effettuando un esposto traverso di pochi metri. In ripida salita, tendendo poi verso sinistra, si approda sull’esposto dorso di una costa che si segue fino al sommo di questa ripida sezione del percorso. Ci troviamo sulla sinistra del crinale dei Denti della Vecchia, a cui giungiamo dopo una breve salita: andando a destra per traccia, evitando a destra alcune rocce e, infine, superando un facile gradino, si guadagna la sommità del monolito roccioso, caratterizzato da grossi blocchi di arenaria separati da profonde fenditure. Si asseconda il panoramicissimo crinale, oltrepassando una cima secondaria e scendendo alla sottostante ampia sella erbosa. Un’ultima salita precede la magnifica sommità del Monte Ventasso1727 m, da cui si ammira un grandioso panorama a 360°. Dalla cima si ignora a destra il ripido sentiero n° 661 e si prosegue assecondando il suggestivo crinale. Dopo una ripida discesa, la traccia svolta repentinamente a destra: la seguiamo iniziando un bellissimo traverso a mezza costa in cui si tagliano ripidi pendii prativi poco sopra il limite superiore del bosco. In seguito ci si congiunge con il già menzionato sentiero n° 661 e si prosegue in discesa oltrepassando poco dopo una breve fascia boscosa. Al successivo bivio (cartelli), si svolta a destra imboccando il sentiero n° 667 in direzione del non lontano Lago Calamone. La traccia, che perde quota quasi sempre in ripida discesa, permette di ammirare, poco prima del lago, esemplari di faggio di rara bellezza e imponenza. Si approda infine in un’ampia traccia trasversale nei pressi della sponda SW del Lago Calamone1403 m, a poca distanza dal Rifugio Venusta. Seguendo il percorso a sinistra, si transita a fianco del rifugio, per poi risalire lievemente contornando dall’alto la sponda del magnifico specchio d’acqua. Poco più avanti ci si abbassa piegando a destra onde costeggiare il limite occidentale del lago, ammirando altri scultorei esemplari di faggio che hanno pochi eguali. Dopo aver attraversato il Lonza mediante ponticello in legno, si giunge al bivio con il sentiero n° 667 che si stacca a sinistra. Imbocchiamo l’ampia mulattiera effettuando alcune svolte e ignorando a destra una traccia. Più in basso si confluisce in un’altra mulattiera/carraia che si segue a destra. Dopo un tratto in piano, si scende ripidamente effettuando una curva verso sinistra all’interno di un’area disboscata. Rientrati nel bosco, si continua per bella mulattiera fino ad immettersi in un’ampia traccia trasversale che va seguita a sinistra solo per poco (segnaletica insufficiente). Infatti, appena dopo aver attraversato un solco, si deve virare a destra (segnavia) e proseguire in discesa per ampio sentiero. Presto si effettua una svolta a destra varcando nuovamente il solco di prima, perdendo quota alla destra di quest’ultimo. Dopo una curva a sinistra, si attraversa un ruscello, giungendo più in basso nei pressi di una presa dell’acquedotto, dove si deve proseguire lungo la traccia di destra. Riattraversato il ruscello di prima e varcatone un secondo, si effettua una netta svolta a sinistra ignorando un’ampia traccia che si stacca a destra in salita. Dopo una discesa ripida si giunge in un’area di bosco rado, dove si varca un piccolo ruscello, e si prosegue giungendo in prossimità di una radura. Qui il sentiero svolta a sinistra e, poco più avanti, piega ancora a sinistra onde riattraversare l’area di bosco rado. Si penetra poi nella valletta formata dal Torrente Lonza dove si svolta nettamente a destra seguendo un’ampia traccia. Poco dopo, una curva a destra precede l’attraversamento di un ruscello, oltre il quale si confluisce in una mulattiera/carraia che si segue a sinistra in discesa. Il tracciato, che presenta profondi solchi dovuti al passaggio di fuoristrada e mezzi di esbosco, effettua successivamente una svolta a destra: noi lo assecondiamo lasciando a sinistra una traccia. Al sottostante bivio si prende il ramo di sinistra (si può anche proseguire a destra) immettendosi poco sotto nell’altro ramo che si segue a sinistra ignorando una traccia che scende diritto. Dopo un netto tornante destrorso, si confluisce in una carraia di esbosco che si segue a sinistra notando alla nostra destra notevoli esemplari di muretti a secco. Più avanti si penetra nuovamente nella valletta formata dal Torrente Lonza e si prosegue perdendo quota lungo la sua sponda destra orografica. Dopo alcuni minuti si approda in località Mulino di Montemiscoso980 m, dove si prende (cartelli) a destra una carraia in direzione di Cervarezza. Al primo bivio si continua per la traccia di sinistra (segnavia), avanzando comodamente affiancati da belle radure che offrono notevoli visuali del Monte Ventasso. Poco dopo si ignora una carraia che si stacca a sinistra in discesa e si sale leggermente, raggiungendo in seguito un bivio (cartelli) dove si abbandona il percorso n° 667, imboccando a destra l’ampia mulattiera contrassegnata n° 680. Dopo essere transitati a fianco di magnifici prati, si piega a destra scendendo piuttosto ripidamente all’interno del bosco. Più in basso si sbuca in una radura che si discende tenendosi lungo il suo margine destro (la mulattiera è per un tratto impercorribile poiché inglobata da vegetazione invadente). Poi si rientra nel bosco continuando a scendere lungo il percorso principale. Si prosegue per bella mulattiera (tracce che si staccano a destra sono da ignorare) perdendo quota sulla sinistra di un fosso. Dopo essere transitati a fianco di alcune baracche ed aver effettuato una curva a destra, si discende l’ultimo tratto del percorso fino a mettere piede sulla strada provinciale appena prima di un ponte e dell’omonimo market.

 

 

 

 

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Monte Ventasso: anello dalla S.S. 63

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Punto di partenza/arrivo: spiazzo lungo la S.S. 63 nei pressi del Rio Ricco, 887 m

Dislivello: 970 m ca.

Durata complessiva: 4,45/5 h

Tempi parziali: S.S. 63-Oratorio S.Maria Maddalena-Monte Ventasso (2,15 h) ; Monte Ventasso-Oratorio S.Maria Maddalena-Nismozza (1, 45 h) ; Nismozza-Cà Manari-Agriturismo Rio Riccò-S.S. 63 (45 min.)

Difficoltà: E (E+ nel tratto Oratorio S.Maria Maddalena-sommità Monte Ventasso)

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: luglio 2017

Accesso stradale: Reggio Emilia-Castelnovo né Monti-S.S. 63 per il Passo del Cerreto. Oltrepassato Carvarezza, si continua per la statale ignorando sinistra il bivio per Busana. Poco dopo si entra nella valletta formata dal Rio Riccò: si può abbandonare l’auto nel grande spiazzo adiacente all’autorimessa A.N.A.S.,oppure in uno slargo situato sulla sinistra, appena dopo il ponte sul Rio Riccò

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Antiche mulattiere, magnifici castagneti e panorami mozzafiato caratterizzano questo percorso, certamente uno degli anelli più interessanti al fine di gustare le bellezze ambientali, nonché gli aspetti più propriamente storici/antropologici del Monte Ventasso.

Appena dopo il ponte sul Rio Ricco, in direzione del Passo del Cerreto, si imbocca a destra un sentiero (cartelli e tabella del percorso CAI n° 661) inizialmente piuttosto infrascato. La traccia effettua alcuni tornanti per poi progredire in direzione nord in moderata pendenza. Stiamo camminando su una splendida e antica mulattiera: la presenza, in diversi tratti, del lastricato originario e i muretti a secco che delimitano il tracciato, sono una chiara testimonianza della storicità ed importanza di questo percorso. Più avanti la traccia effettua alcune piccole svolte, entrando poi nel bosco (la vegetazione risulta, in alcuni punti, piuttosto invadente, segno della ingiustificata trascuratezza di questo percorso). Poco dopo si svolta a sinistra onde cominciare a risalire il pendio boscoso, compiendo in seguito alcuni tornanti ed ammirando lungo il cammino altri splendidi muretti a secco. Progressivamente si penetra nella valletta formata dal Rio Riccò, che si varca poco più avanti mediante ponticello. La traccia guadagna successivamente quota tenendosi a destra del corso d’acqua appena attraversato, per poi spostarsi più a destra e continuare in moderata pendenza. Dopo un ripido strappo, il sentiero vira repentinamente a destra attraversando un ruscello asciutto. Si risale poi una radura per ampia traccia, svoltando più in alto a sinistra ed approdando in un’altra bella radura dove si ha un notevole colpo d’occhio sui “Denti della Vecchia”. Qui occorre abbandonare l’ampia traccia piegando a sinistra (segnavia) per sentiero che attraversa una macchia di vegetazione piuttosto invadente. Si continua per bella mulattiera, giungendo presto in prossimità di un’ampia radura e proseguendo a sinistra di quest’ultima. Si procede per un tratto in piano e, dopo l’attraversamento di un ruscello, si approda in una radura con presa dell’acquedotto. L’ampio sentiero continua in moderata pendenza, svoltando poco dopo a destra ed attraversando in ripida salita un’area con folta vegetazione. Poco più avanti si sbuca in una carraia (cartelli) che si segue a sinistra costeggiando una bella radura. Giunti ad un bivio (cartelli), si abbandona la carraia prendendo a destra un sentiero che in breve conduce ad un altro bivio (cartelli), dove temporaneamente si ignora a sinistra il percorso n° 663 per Nismozza, che seguiremo al ritorno. Saliamo invece a destra in direzione dell’Oratorio di S.Maria Maddalena per ottimo sentiero che guadagna quota effettuando numerosi tornanti. In 20 minuti di cammino (piuttosto faticoso nella parte finale a causa della pendenza più accentuata della traccia) dal bivio di prima, si raggiunge il bel ripiano con conifere dove è situato l’Oratorio di S.Maria Maddalena1502 m, con l’annesso bivacco. Da qui si affronta la salita finale alla volta della sommità del Ventasso: il sentiero che seguiremo non va sottovalutato in quanto ripido e in un tratto decisamente esposto (occorre prestare molta attenzione in caso di terreno bagnato). Dall’oratorio/bivacco si prende a destra (faccia a monte) una traccia che inizia a salire ripidamente tagliando a mezza costa erti pendii. Raggiunta una panoramica costa, la si segue in salita svoltando poi a sinistra verso alcuni alberi situati sotto la base del poderoso monolito di arenaria (i “Denti della Vecchia”). Oltrepassati gli alberi, si effettua un esposto traverso, per poi guadagnare quota in ripida salita. Si approda successivamente sull’arioso dorso di una costa che si segue per poco, giungendo in questo modo al sommo dalla sezione più ripida del pendio. Da qui ci si sposta in direzione del crinale dei Denti della Vecchia, su cui si mette piede poco più in alto (andando a destra per traccia, evitando a destra alcune rocce e, infine, superando un facile gradino, si guadagna la sommità del gendarme roccioso, caratterizzato da grossi blocchi di arenaria separati da profonde fenditure). Si segue il panoramico crinale approdando sulla sommità di una cima secondaria da cui si scende alla sottostante ampia sella erbosa. Un’ultima salita, sempre per crinale, precede la cima del Monte Ventasso1727 m, dove è possibile ammirare un panorama assolutamente grandioso e completo, in particolare verso la Val Secchia e il suo circondario di montagne. Dalla cima si ripercorre il tragitto effettuato in salita, fino al bivio con il percorso n° 663, che si imbocca in direzione di Nismozza. Dopo un prima breve discesa, il sentiero si immette in un’ampia traccia che si segue a destra temporaneamente fuori dal bosco. Successivamente, rientrati in esso, si comincia a perdere quota effettuando alcune svolte, giungendo così in prossimità di un’ampia radura. Qui si abbandona temporaneamente l’ampia traccia su cui stiamo camminando andando a destra per sentiero (segnavia). Raggiunto il Ricovero Ventasso si prosegue attraversando subito un ruscello asciutto, per poi approdare nella già menzionata radura dove ci si ricongiunge con l’ampia traccia abbandonata in precedenza. Si scende verso destra lungo la radura, rientrando poco dopo nel bosco e attraversando nuovamente il ruscello asciutto varcato poco prima. Approdati in un un’altra radura, si deve abbandonare l’ampia traccia fin qui seguita, imboccando a sinistra (segnavia bianco-rosso e cartello dell’Ecomaratona del Ventasso) un sentiero. Poco dopo la traccia attraversa una radura con erba alta, rientrando successivamente nel bosco (alla nostra sinistra possiamo ammirare uno splendido esemplare di faggio). Effettuando diverse svolte si perde quota lungo il pendio boscoso, costeggiando poco più avanti una scarpata formata da ghiaie e rocce scagliose. La traccia prosegue compiendo altre svolte, per poi procedere in piano varcando due ruscelli asciutti. Poco più avanti si esce temporaneamente dal bosco, attraversando a mezza costa un panoramico pendio dove si ha un notevole colpo d’occhio sul Cusna e il Cavalbianco. Successivamente si guada Rio Rondino e si continua nella sponda opposta, penetrando poco più avanti in un bosco di castagno. Dopo una discesa piuttosto ripida, una svolta a destra e un tratto in piano, si discende il pendio boscoso per magnifica e antica mulattiera effettuando una successione di tornanti. Più in basso si transita nei pressi di un grosso masso e si prosegue perdendo quota all’interno dello splendido castagneto. Ci si immette successivamente in una traccia trasversale che si segue a sinistra (segnavia spostato più a sinistra). Tramite bella mulattiera si giunge nei pressi di alcune recinzioni, incontrando poco dopo le prime case che costituiscono la parte alta del paese di Nismozza. Si prosegue per stradello lastricato, piegando appena dopo a destra per sentiero, fino ad approdare nella S.S. 63 nei pressi del ponte sul Rio Rondino. Si va a destra lungo la statale, svoltando poi a sinistra onde entrare nel centro vero e proprio di Nismozza. Si scende per stradello passando a fianco della chiesa, proseguendo poi a destra per viottolo all’interno del borgo antico. Per raggiungere Cà de Manari e l’Agriturismo Rio Riccò, seguiremo una magnifica e antica mulattiera rivalorizzata come percorso artistico. Sono presenti, infatti, diverse realizzazioni scultoree, manufatti di vario genere e grandi foto d’epoca di valligiani, il tutto accompagnato da racconti e componimenti poetici. Più in basso si raggiunge il cimitero del paese dove si prosegue per mulattiera a destra, ignorando subito una traccia che si stacca a destra. Dopo un tratto in piano, si aggira mediante svolta a destra una costa boscosa, incontrando successivamente un bivio da cui si continua a sinistra per mulattiera affiancata da antichi muretti a secco. Si penetra poco più avanti nella valletta formata dal Rio Rondino, incontrando qui la prima “stazione” del percorso artistico. Si guada tramite ponticello il corso d’acqua, per poi risalire brevemente notando alla nostra sinistra altre singolari realizzazioni artistiche. Dopo un tratto piuttosto ripido, ci si immette in un’ampia traccia che si segue a destra, raggiungendo in pochi minuti Cà de Manari754 m (poco prima di quest’ultima, in un ripiano boscoso, possiamo osservare delle grandi foto d’epoca ritraenti alcuni valligiani). Si attraversa il piccolo nucleo imboccando a sinistra dell’ultima casa una mulattiera che sale nel castagneto. Il tracciato effettua subito una netta svolta a sinistra procedendo piuttosto ripidamente, conducendo dopo una curva a destra ad un bivio. Si prosegue diritto (indicazione per l’Agriturismo Rio Riccò) continuando a guadagnare quota per l’ampia mulattiera (si incontrano ai lati altre composizioni artistiche e foto d’epoca). Dopo una repentina svolta a destra, si scende per un breve tratto, giungendo poco più avanti in una radura dove si incontra un bivio. Si piega a sinistra per traccia in salita sbucando, poco sopra, in un’altra bella radura nei pressi dell’Agriturismo Rio Riccò865 m. Dopo un’eventuale sosta, si prosegue per lo stradello d’accesso, fino a sbucare nella statale 63 che si segue a destra, ritornando in breve allo spiazzo dove abbiamo parcheggiato l’auto.