Monte Sillano: anello da Ligonchio

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Punto di partenza/arrivo: Ligonchio di Sopra, 982 m

Dislivello: 900 m ca.

Durata complessiva: 4,45/5 h

Tempi parziali: Ligonchio di Sopra-Rifugio Rio Re (1 h) ; Rifugio Rio Re-Monte Sillano (1,30 h) ; Monte Sillano-Bivacco Il Piano (1,15 h) ; Bivacco Il Piano-Ligonchio di Sopra (45 min)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: luglio 2017

Accesso stradale: Reggio Emilia-Castelnovo né Monti-Busana-Cinquecerri-Ligonchio. Si parcheggia l’auto nella parte alta del paese, più esattamente nel nucleo Ligonchio di Sopra

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Descrizione dell’itinerario

Piacevole anello di media lunghezza in luoghi di particolare fascino ambientale e panoramico.

Da Ligonchio di Sopra si continua lungo la S.P. 18, diretta al Passo di Pradarena, per circa 15 minuti, oltrepassando la frazione Laghi e raggiungendo il ponte sul Rio Re. Appena dopo si imbocca a sinistra (paletto con cartelli) un’ampia mulattiera (segnavia n° 637) che guadagna quota nella sponda sinistra orografica della Valle del Rio Re. Si sale in moderata pendenza, incontrando un bivio (cartelli) dove si lascia a destra il sentiero n° 609 per Ospitaletto. Più avanti si approda in un ripiano erboso da cui si deve prendere la traccia di destra (segnavia) mediante la quale si effettua un obliquo ascendente tagliando ripidi pendii prativi. Poi si rientra nel bosco, giungendo poco più in alto alla base del muretto di sostegno di una carraia, proveniente da Ospitaletto (o nei suoi pressi) e diretta al Rifugio Rio Re. Messo piede nella carrareccia la si segue a sinistra in costante ma leggera salita, restando sempre nella sponda sinistra orografica della bella e solitaria Valle del Rio Re. In mezz’ora di rilassante cammino si raggiunge un bivio in corrispondenza di un tornante destrorso della carrareccia, da cui si prosegue diritto per ampia traccia piuttosto inerbita. Il sentiero passa a fianco di una briglia di cemento e, poco prima di un’altra briglia, svolta nettamente a destra. Con breve salita si rimette piede nella sterrata che si segue fino a raggiungere il vicino Rifugio Rio Re1342 m. Da qui si continua lungo il percorso n° 637 attraversando, mediante ponticello, il corso d’acqua che da il nome alla valle, cui fa seguito il guado di un ramo del rio in questione. Il sentiero inizia poi a risalire il soprastante fianco boscoso, ammantato da conifere, effettuando diversi tornanti. Più in alto si transita nei pressi di un caratteristico ripiano a forma di terrazza rettangolare delimitata da muretti a secco. Si continua per il comodo e ben tracciato sentiero che svoltando a destra procede per un tratto in direzione sud. Giunti in corrispondenza di un tornante sinistrorso, si abbandona il percorso n° 637 e si prosegue diritto per la traccia contrassegnata n° 641A. Si avanza pianeggiando a mezza costa, varcando poco più avanti un ruscello e continuando comodamente per l’ottimo sentiero. Successivamente si transita a destra di un altro ripiano erboso a forma rettangolare, immettendosi poco dopo in un’ampia traccia (si tratta del percorso n° 639) che si segue a sinistra. Si guadagna quota per bella mulattiera incavata effettuando alcune piccole svolte, sbucando infine in un magnifico anfiteatro prativo di origine glaciale racchiuso dalle cime del crinale Pradarena/Romecchio. Il sentiero avanza inizialmente in direzione est e successivamente nord/est, effettuando un ampio semicerchio e procedendo per un tratto parallelamente alla dorsale settentrionale del Monte Sillano. Si prosegue lungo il percorso segnato fino a raggiungere il limite del bosco. Guardando in basso a destra si nota un ometto che indica l’inizio di una traccia (CAI n° 639D) che si stacca dal sentiero principale: la si imbocca e si procede a mezza costa in direzione del crinale spartiacque. Dopo aver attraversato i ripidi pendii prativi del versante ovest del Monte Sillano ed essere saliti piuttosto ripidamente e faticosamente, si raggiunge una panoramica sella di crinale da cui ci si sposta a sinistra verso la non distante sommità della montagna. Avanzando a sinistra del filo del crinale divisorio, si approda nella parte finale della dorsale settentrionale del monte, la cui vetta, situata alla nostra destra, si raggiunge in breve (notevole visuale sul Cusna e sulle Alpi Apuane). Dalla cima, 1876 m, si scende lungo il sentiero n° 641 che asseconda il crinale nord (si tratta della dorsale che separa la Valle del Rio Re dalla Val d’Ozola), affrontando inizialmente un tratto di discesa ripido ed esposto. Scavalcata una quota secondaria, si prosegue comodamente per il bellissimo crinale in direzione del vicino limite del bosco. Penetrati in esso (notevoli e contorti esemplari di faggio) si continua per il sentiero raggiungendo in breve una mulattiera in località Sella Lama di Mezzo 1724 m. Si segue l’ampia traccia a destra effettuando subito una netta svolta in questa direzione, incontrando appena dopo un bivio (cartelli) dove si continua a sinistra ignorando a destra il percorso n° 639. Si procede inizialmente in leggera discesa per poi risalire alla volta di una selletta erbosa. Il sentiero prosegue aggirando a sinistra un primo dosso prativo, conducendo successivamente a poca distanza dalla sommità di un secondo dosso erboso: si tratta della panoramica cima del Monte1785 m, che si raggiunge con breve deviazione a sinistra. Continuando per il percorso principale si rientra poco dopo nella faggeta, procedendo dapprima a sinistra della dorsale, poi a destra. Poco più in basso si rimette piede nel crinale boscoso in corrispondenza di un bivio dove da sinistra confluisce il sentiero n° 641A. Noi invece scendiamo a destra per bella mulattiera in direzione del Bivacco Il Piano Ligonchio. Raggiunto un poggetto erboso ed effettuata una netta curva a sinistra, si scende notando poco più in basso, alla nostra sinistra, un’area disboscata. Dopo aver attraversato una piccola radura, ci si immette in una carraia di esbosco che si segue a destra (il tracciato si restringe poi a mulattiera). In corrispondenza di una netta svolta a sinistra della carrareccia, si prosegue a destra (segnavia) per mulattiera scampata dalla distruzione operata dal passaggio dei mezzi di esbosco. Appena dopo, purtroppo, si rimette piede nella carraia di prima che si segue a destra giungendo, dopo una breve discesa, nei pressi di una magnifica radura con alcuni esemplari di faggio di rara bellezza. Alla nostra sinistra si nota invece una costruzione: si tratta del Bivacco Il Piano1449 m. Si continua per bella e comoda carraia abbandonandola quando essa effettua una netta svolta a destra (attenzione ai segnavia). Si deve continuare diritto lungo un’orribile traccia di esbosco (Poco più avanti è possibile seguire a sinistra, per un breve tratto, la vecchia mulattiera) che si segue in costante discesa attraversando in questo modo un’area tristemente disboscata. Dopo una curva a destra si mette piede nella stradina asfaltata proveniente da Ligonchio e diretta alla Presa Alta. A sinistra si scorge la continuazione della mulattiera, piuttosto trascurata, che taglia un tornante della strada fino a confluire nuovamente in essa. La si attraversa e si continua per sentiero che in costante discesa conduce in un’ampia traccia trasversale che si segue a destra (il tracciato in questione è in realtà la sede di una vecchia decauville). Si sbuca infine, per la terza volta, nella carrozzabile Ligonchio-Presa Alta: la si segue in discesa raggiungendo in pochi minuti la vasca di carico di Tarlanda. Si continua lungo la stradina effettuando un primo tornante destrorso (a sinistra è visibile il grande tubo e la cremagliera proveniente dalla centrale idroelettrica di Ligonchio), per poi tagliare il secondo tornante scendendo a sinistra lungo il pendio boscoso. Rimesso piede nella strada di prima e sottopassata la cremagliera, si incontra un bivio (cartello) dal quale si scende a destra per bella mulattiera. La traccia procede in costante discesa compiendo inizialmente un paio di tornanti, continuando poi a perdere quota in direzione nord-ovest (la presenza di muretti a secco e, in alcuni tratti, del lastricato originario, ci fanno intuire l’importanza e la storicità del percorso). Si esce infine dal bosco mettendo piede in una stradina cementata, scendendo inizialmente a fianco di un’area recintata con edificio. Appena dopo ci si immette in Via Ravinella che si segue a destra attraversando la frazione di S.Rocco, confluendo infine nella S.P. 18 in corrispondenza di Ligonchio di Sopra.