Il Monte Montagnana dal Passo di Fragno

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Punto di partenza/arrivo: Passo di Fragno, 849 m

Dislivello: 550 m ca.

Durata complessiva: 3,45/4 h

Tempi parziali: Passo di Fragno-Casa Canone (40 min.) ; Casa Canone-Monte Montagnana (1,10 h) ; Monte Montagnana-Signatico (1,05 h) ; Signatico-Passo di Fragno (1 h)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: maggio 2020

Accesso stradale: Parma-Felino-Marzolara-Calestano. Da quest’ultima località si imbocca la SP 61 che risale la Val Moneglia, passando per le frazioni di Jano, Ciano e Fragnolo. Si parcheggia l’auto al Passo di Fragno, valico situato lungo la linea spartiacque Baganza/Parma

mapwww.openstreetmap.org

Nel tratto evidenziato colore arancio il percorso è puramente indicativo

Descrizione dell’itinerario  

Panoramico percorso che si svolge su carraie molto evidenti ma spesso infangate in quanto molto battute dai mezzi motorizzati. Per questo motivo si consiglia di effettuare questa escursione solo con terreno asciutto e non dopo recenti piogge.  

Dal Passo di Fragno (o Passo di Monte Fragno) si segue verso SW una stradina asfaltata (percorso CAI n° 741 e Via Longobarda) che asseconda la panoramica dorsale spartiacque. Dopo aver scavalcato un poggetto, nel momento in cui la stradina curva a sinistra, si continua diritto per carraia. Quest’ultima perde quota, all’inizio piuttosto ripidamente, presentando degli interessanti affioramenti del Flysch del Monte Sporno. Si avanza successivamente a saliscendi costeggiando belle radure che nella stagione primaverile presentano splendide fioriture. Giunti in corrispondenza delle conifere del Monte Vitello, si stacca a destra una carrareccia, chiusa da una sbarra, che si trascura. Procedendo in lieve salita all’interno del rimboschimento a conifere, si nota a destra – e si ignora – un percorso delimitato da un cancello. Si continua per il tracciato principale che in questa sezione costeggia il limite dell’area di addestramento cani che interessa buona parte del versante Parma del Monte Vitello. Più avanti si incomincia a guadagnare quota con decisione, prima tra bucoliche radure, poi, piegando a sinistra, affrontando un ripido strappo. Poco dopo, mediante tornante destrorso, si aggira una panoramica costa, riprendendo successivamente a salire in modo sostenuto. Al bivio che si presenta più in alto, occorre svoltare nettamente a sinistra, trascurando la carraia che sale diritto/destra. Si continua poi con andamento in piano/lieve discesa gustando notevoli visuali panoramiche, ignorando tracce che si inseriscono nella nostra ed altre che si staccano in salita. Dopo aver compiuto una svolta a destra ed aver costeggiato la proprietà di Casa Canone, ci si immette nella stradina asfaltata per Canesano che si segue a sinistra in direzione di Signatico. Trascurata a destra una prima carraia che scende, superato il cartello stradale che indica il termine del comune di Calestano, si imbocca, sempre a destra, un’altra carraia (segnavia). Al bivio che si presenta quasi subito, si continua a destra per ampia traccia che effettua un’ampia svolta a sinistra presentandosi alquanto fangosa. Più in alto, ricongiuntisi con l’altro percorso, si avanza tra belle radure assecondando il filo della dorsale spartiacque (una sezione infangata può essere opportunamente aggirata a sinistra). Dopo una salita per carraia terrosa, si raggiunge un importante crocevia di crinale da cui si prosegue diritto. Si guadagna quota in modo piuttosto sostenuto e, dopo un tratto più dolce e una netta curva a destra, si affronta una salita ancora più ripida e faticosa di quella di prima. Al termine di questa sezione, al bivio che si presenta, si prosegue a sinistra compiendo un paio di ripidi tornanti e una svolta. In seguito il tracciato risulta meno erto ma alquanto infangato per il continuo passaggio di moto e fuoristrada. Giunti ad un bivio, si può prendere il percorso di destra (indicazione del “Tartufo Trail Running”) che scende all’interno del bosco, oppure quello di sinistra che perde quota per pendio erboso (i due tracciati si ricongiungono poco più in basso). Approdati in una sella di crinale a quota 1080 m, si trascurano a sinistra un paio di tracce che scendono verso Signatico e a destra un’altra che si dirige verso Canesano. Continuando a progredire per il percorso principale, si incontra più avanti una traccia dissestata che si stacca a destra: l’imbocchiamo, tagliando in questo modo un tornante destrorso della carraia. Immessosi nuovamente in essa proprio in corrispondenza di un suo tornante sinistrorso, la si segue fino ad incontrare un nuovo bivio. Qui si prende a destra (segnavia) la vecchia mulattiera che procede in lieve salita nell’ambito di belle radure arbustive. Rimesso piede nella carraia di prima, la si asseconda a destra transitando poco dopo a fianco della casa ristrutturata chiamata Il Corno (una stele affissa sulla facciata ricorda la Brigata Griffith). Si procede poi tra interessati esemplari di faggio e conifere di reimpianto, fino a penetrare totalmente nel rimboschimento che caratterizza quest’area del Monte Montagnana. Al bivio che si presenta, trascurata la carrozzabile della Val Cornizzola, si prende a sinistra una carraia che sale dolcemente affiancata da faggi e conifere. Sbucati nel margine destro di una radura, si ignora temporaneamente una traccia a sinistra e si prosegue diritto rientrando nel bosco di faggi. Se ne esce poco dopo procedendo a fianco di splendide radure con notevoli esemplari di faggio, fino al punto in cui il tracciato piega nettamente a sinistra. Andando diritto, si attraversa inizialmente una staccionata con cancello, iniziando successivamente a risalire, tenendosi nei pressi del limite del bosco, splendidi pendii prativi. In breve si raggiunge la sommità del Monte Montagnana1315 m, caratterizzata da un oratorio edificato dagli Alpini. Dopo una meritata sosta, ritorniamo sui nostri passi fino alla radura con ampia traccia che si stacca a destra (sinistra nel senso di salita). L’imbocchiamo rientrando presto nel bosco, prendendo, al bivio che si presenta quasi subito, il percorso di destra. Quest’ultimo, effettuata una svolta a sinistra, perde quota in direzione SE per poi volgere a destra. Si inizia in questo modo a discendere il crinale della panoramica Costa dei Morti, puntando ad un evidente poggetto boscoso. Giunti nei pressi di quest’ultimo, il tracciato piega nettamente a destra scendendo ripidamente, effettuando poi una netta svolta a destra. Dopo un tornante sinistrorso e una discesa, ci si inserisce in un’ampia traccia che si segue a sinistra. Poco più avanti si contorna il margine inferiore di un’area disboscata per poi piegare a sinistra ed iniziare a costeggiare dall’alto delle ampie radure. Appena prima di una presa dell’acquedotto, si stacca a destra una traccia: l’imbocchiamo, entrando in questo modo nello splendido altipiano prativo di Madrale, caratterizzato da un rudere e da una casetta con antenna situati alla nostra destra. Verso sinistra, assecondando una traccia nell’erba, ci si ricongiunge con il percorso abbandonato in precedenza. Quest’ultimo piega subito a sinistra (tracce ai lati sono da trascurare) ed avanza comodamente in piano/lieve discesa. Poi il tracciato scende con maggiore decisione attraversando un panoramico pendio caratterizzato da marne e arenarie. Segue l’attraversamento di un’area di bassa ma fitta vegetazione con arbusti che hanno colonizzato delle radure. Dopo una ripida discesa, si guada un suggestivo rio con cascatella, per poi procedere per un breve tratto lungo la sua sponda sinistra orografica. Il percorso svolta successivamente a sinistra aggirando un’interessante costa caratterizzata da affioramenti di rocce scure. Dopo un’altra costa di marne e arenarie, la carraia scende compiendo una curva a destra, avanzando successivamente in piano (si trascura a sinistra una traccia inerbita). Si continua a perdere quota prima all’interno del bosco, poi tra vegetazione più bassa e rada, ignorando due carraie che si staccano a sinistra, di cui la seconda conduce ad un gabbiotto dell’acquedotto. Trascurato anche un altro percorso a destra, si prosegue per il tracciato principale varcando più avanti un piccolo ruscello. Dopo una breve contropendenza, si avanza tra bellissimi prati ignorando a destra una carraia che scende verso Mulino di Signatico. Si continua diritto ammirando notevoli visuali panoramiche, trascurando una traccia che si stacca a sinistra. Piegando successivamente in quest’ultima direzione, si costeggia un dirupo con piccola frana, avvicinandosi sempre di più alle case di Signatico. Dopo una svolta a destra, ci si inserisce in una stradina asfaltata nei pressi di un capannone agricolo. Seguendo l’asfalto a sinistra (si trascura a destra la strada d’accesso al paese) ci si dirige verso Canesano. Usciti definitivamente da Signatico816 m, si continua per panoramica stradina che avanza costantemente in lieve salita a fianco di panoramici campi e radure con qualche fienile. In venti minuti di cammino da Signatico, si ritorna al punto in cui, all’andata, abbiamo imboccato, più o meno in corrispondenza del limite del comune Calestano, la carraia per il Montagnana. Seguendo a ritroso lo stesso tragitto si rientra al Passo di Fragno. 

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Il Monte Montagnana da Ravarano

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Punto di partenza/arrivo: Ravarano, 677 m

Dislivello: 670 m ca.

Durata complessiva: 4/4,15 h

Tempi parziali: Ravarano-Monte Montagnana (1,30 h)  ; Monte Montagnana-incrocio quota 972 m (40/45 min.) ; incrocio quota 972 m-Fonte di San Giovanni (30 min.) ; Fonte di San Giovanni-strada Albareto/Linara (30 min.) ; strada Albareto/Linara-Ravarano (40/45 min.)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: settembre 2017

Accesso stradale: Parma-Felino-Marzolara-Calestano-Ravarano. Si parcheggia l’auto nella parte terminale del paese, più esattamente nel nucleo Borello di Ravarano

map (3)www.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario 

Interessante anello che si svolge su sentieri e carraie evidenti in un contesto ambientale tra i più suggestivi. 

Da Borello di Ravarano si imbocca a sinistra Via La Costa effettuando subito una netta svolta a destra, continuando poi per bella mulattiera lasciandosi alle spalle le ultime case del paese. Al primo bivio si prosegue lungo la traccia di destra che compie una netta curva in questa direzione, volgendo poi a sinistra ed avanzando in moderata pendenza (durante il cammino sono visibili ai lati del sentiero dei massi di roccia scura che rappresentano ciò che rimane di antichi muretti a secco). Raggiunta una panoramica costa marnosa, si prosegue per l’evidente mulattiera ignorando tracce che si staccano ai lati. Dopo un’ampia curva a destra, il percorso asseconda un pendio marnoso inciso da solchi, conducendo, appena dopo una svolta a sinistra, ad un incrocio (piccolo muretto a secco). Ignorata a sinistra una carraia pianeggiante e diritto la prosecuzione dell’ampia mulattiera, si prende a destra un evidente sentiero. Dopo alcune svolte si giunge nei pressi di una panoramica costa e si prosegue serpeggiando avendo come direttrice un crinale boscoso (ci troviamo esattamente al culmine del pendio che costituisce la sponda destra orografica della valle formata dal Torrente Arso). Poco più avanti, appena prima di un poggetto panoramico con palo dell’alta tensione, si stacca a sinistra un sentiero in discesa (cartelli e segnavia del “Tartufo Trail Running”). Sottopassato l’onnipresente elettrodotto della Val Baganza, si prosegue per bella mulattiera che si mantiene nei pressi del già menzionato crinale. Più avanti si sbuca in una carrareccia che si segue a destra solo per un brevissimo tratto. Infatti, giunti in vista di un solco situato alla nostra sinistra, si imbocca una traccia inizialmente poco evidente. Invece di assecondare il canale, si monta sulla sua sponda sinistra e si prosegue per sentiero evidente in moderata pendenza. Poco più avanti si sbuca in un’ampia traccia, temporaneamente fuori dal bosco, che si segue a destra, svoltando a sinistra al primo bivio. Si guadagna quota mediante bella mulattiera che asseconda il crinale boscoso, spostandosi poi a destra di quest’ultimo ed avanzando a mezza costa. Poco dopo, tramite ampia curva a sinistra, si rimonta sull’ampio dorso del crinale che si asseconda costantemente. Appena prima di uno sbiadito segnavia sul tronco di un albero, si stacca a destra una traccia che scende verso il nucleo di Casarola. Noi continuiamo diritto per l’evidente sentiero di crinale, attraversando poco più avanti un’area di bosco rado con folta vegetazione. Rientrati nel bosco, si avanza in lieve salita affrontando in seguito uno strappo un po’ più ripido, sbucando infine nell’erbosa pista del metanodotto. Si continua diritto raggiungendo in breve la chiesetta che caratterizza la sommità del Monte Montagnana1305 m. Dalla cima si scende per ampia traccia che procede lungo il margine destro di pendii prativi, immettendosi, dopo un cancello, in una carraia. La si segue a sinistra ammirando ai lati magnifiche radure con notevoli esemplari di faggio. Si penetra poi nel bosco, uscendone temporaneamente poco più in basso in corrispondenza di una radura (a destra confluisce un’ampia traccia proveniente da Madrale). Al bivio che si incontra successivamente, si prosegue a destra per carraia che conduce nei pressi di una bella casa ristrutturata chiamata Il Corno (una stele ricorda la Brigata Griffith). Si continua per l’ampia traccia abbandonandola appena dopo una sbarra, imboccando a sinistra la vecchia mulattiera di accesso al Montagnana. Si procede in leggera discesa per il panoramico sentiero, ricongiungendosi poco dopo con la carraia di prima che si segue a sinistra. Si perde quota in direzione E effettuando in seguito un tornante destrorso, prendendo, oltre quest’ultimo, una scorciatoia che permette di tagliare il successivo tornante sinistrorso della carrareccia. Poco più avanti si approda in un’ampia sella di crinale a quota 1080 m, a cui giungono e da cui si staccano tre carraie: una verso NW in versante Baganza e altre due in direzione S e SW (versante Parma), di cui la seconda scende a Signatico. Noi dobbiamo continuare diritto (delle due tracce parallele si prende quella di sinistra) procedendo per un breve tratto in leggera salita. Presto si riprende a scendere lungo il tracciato di crinale che effettua poco più in basso un paio di svolte. Fa seguito un ripido tornante destrorso oltre il quale occorre ignorare una carraia che si stacca a sinistra. Dopo una ripida discesa, il tracciato svolta a sinistra riprendendo la direzione NE, uscendo dal bosco al sommo di panoramici pendii prativi (visuali grandiose su ambo i lati). Raggiunto un evidente incrocio a quota 972 m, si abbandona il crinale iniziando la discesa in versante Baganza per bella carraia affiancata da panoramici prati. Si ignora subito una traccia che si stacca a destra e si continua a perdere quota per il percorso principale che si sposta un po’ a sinistra. Dopo una svolta più marcata, si giunge nei pressi di un piccolo ruscello dove si ignora una traccia che si stacca a sinistra (cartello di colore blu indicante la giusta direzione). Si prosegue per la carraia che scende per un tratto a fianco del menzionato ruscello, ammirando ai lati bellissimi campi e radure. Dopo una netta svolta a sinistra si attraversa un altro ruscello piegando poi a destra, ignorando una traccia che si stacca proprio in quest’ultima direzione. Fa seguito un bivio, caratterizzato dalla presenza di rottami arrugginiti, dove si prende la traccia di destra che effettua un’ampia curva a sinistra. Dopo una radura situata alla nostra sinistra, si ignora una carraia che si stacca nella stessa direzione e si prosegue per il percorso principale che penetra in un fitto bosco perdendo quota in ripida discesa. Poco più avanti, sulla destra del tracciato che stiamo seguendo, confluisce una mulattiera proveniente dal casolare della Brugnara. Noi continuiamo diritto attraversando poco dopo un’area soggetta ad operazioni di esbosco. Si sale poi per un breve tratto fino a confluire nella carrareccia di accesso alla Fonte S. Giovanni (quest’ultima è situata alla nostra sinistra) che si segue a destra. Si procede comodamente per il bel tracciato attraversando poco dopo una valletta con ruscello, approdando poi in un magnifico pianoro caratterizzato da radure di rara bellezza. Si continua lungo la carrareccia (tracce che si staccano a sinistra e a destra sono da ignorare) per buona parte in leggera salita, svoltando infine a destra onde assecondare il dorso di un panoramico crinale. Si prosegue su questo percorso ancora per poco: infatti, appena dopo una traccia che si stacca a destra e poco prima del nucleo chiamato Il Ginepro, si imbocca a sinistra una carraia. Si procede in leggera discesa affiancati da bucolici prati, per poi penetrare nel bosco ed ignorare al primo bivio una traccia che si stacca a sinistra. Poco dopo si tralascia a destra un sentiero in discesa, ma al successivo bivio si prende la traccia di destra, abbandonando così la carraia che comincia a salire. Si perde quota per ampia mulattiera fino ad intersecare una carraia che va seguita a destra in discesa. In breve si approda nella stradina asfaltata Albareto/Linara che si segue a sinistra ammirando suggestive visuali. In circa quindici minuti di cammino si raggiunge Casa Margolese da cui si continua ulteriormente fino ad una presa dell’acquedotto situata alla nostra sinistra. Qui si imbocca un sentierino che appena dopo attraversa una valletta con ruscello e prosegue in leggera salita a mezza costa. Si continua lungo questo percorso fino al punto in cui effettua una netta svolta a destra. Abbandonatolo, si prosegue diritto per sentiero, inizialmente poco marcato, poi più ampio ed evidente, immettendosi poco dopo in una bella mulattiera che si segue a sinistra in salita. In dieci minuti circa si sbuca sul dorso di una panoramica costa dove ci si innesta in una carrareccia in corrispondenza di un suo tornante sinistrorso. Seguiamo il percorso a destra in direzione dell’ormai vicino e ben visibile paese di Ravarano. Costeggiando pendii marnosi e ammirando notevoli visuali sul Monte Scaletta e sul poggio su cui è arroccato il borgo di Castello di Ravarano, si entra nella parte alta del paese. Poco dopo si confluisce in un’altra strada che si segue a destra fino ad immettersi nella provinciale che attraversa tutto il paese di Ravarano. 

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Monte Montagnana: anello da Ravarano

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Punto di partenza/arrivo: Ravarano, 677m

Dislivello: 770 m

Durata complessiva: 5,15/5,30 h

Tempi parziali: Ravarano-Casarola (1 h) ; Casarola-Monte Montagnana (50 min) ; Monte Montagnana-incrocio quota 972 m (40 min) ; incrocio quota 972 m-Fonte S. Giovanni (30 min) ; Fonte S. Giovanni-Albareto (25 min) ; Albareto-Vigolone-Monte Castello (25 min) ; Monte Castello-Vigolone-il Casone (30 min) ; Il Casone-Casa Magolese-Borello di Ravarano (45 min)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2016

Riferimento bibliografico: Daniele Canossini – LE VALLI DI PARMA E L’ALTA LUNIGIANA – l’Escursionista, 2002

Accesso stradale: Parma-Felino-Calestano-Ravarano

mapwww.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario: 

Remunerativo percorso che permette un’esaustiva conoscenza del versante Baganza del Monte Montagnana. 

Da Borello di Ravarano si imbocca, poco prima del ponte sul Torrente Arso, una stradina a sinistra che conduce ad un caseificio. A sinistra di quest’ultimo inizia una mulattiera (cartello con l’indicazione per Casarola) che procede in leggera salita all’interno del bosco. Il percorso è molto logico e lineare e non abbisogna di dettagliate descrizioni. Si segue il ben marcato sentiero che guadagna lentamente quota avanzando lungo la sponda destra orografica della valle formata dal Torrente Arso. Durante il cammino alcune aperture panoramiche permettono di gustare belle visuali del Monte Scaletta con i sottostanti nuclei di Agnellana Lama. Incontrando sporadici segnavia sbiaditi, si giunge, in circa quarantacinque minuti dal punto di partenza, nei pressi di un poggetto. Qui il percorso volge nettamente a sinistra ed avanza in direzione SW. Un tratto in leggera salita precede un bivio dal quale, trascurato a destra un sentiero con segnavia del CAI, si prosegue a sinistra per ampia traccia. Dopo aver oltrepassato una recinzione, si sbuca in magnifiche radure poco sotto gli edifici del nucleo rurale di Casarola, 1030 m. Oltre le case ci si innesta nello stradello di accesso che si segue a destra in direzione di un ruscello. Appena prima di quest’ultimo si prende a sinistra una carraia che procede in salita a fianco di ampie radure. Giunti ad un bivio, si ignora a destra un’ampia traccia (cartello con l’indicazione per il M. Montagnana) per proseguire a sinistra sbucando nel margine inferiore di un’altra splendida radura. La si risale interamente ammirando notevoli visuali, individuando, al vertice del pendio, lo sbocco di una mulattiera. Imboccata quest’ultima, la si segue in moderata pendenza raggiungendo in dieci minuti la dorsale ovest del Montagnana. Immessosi in un evidente sentiero (segnavia bianco-rossi), lo si asseconda a destra procedendo inizialmente in leggera salita. Si attraversa poco dopo un’area di bosco diradato con vegetazione invadente e si continua per la traccia che si mantiene nei pressi della dorsale. Un’ultima non faticosa salita precede le radure sommitali (e il tracciato del metanodotto) del Monte Montagnana, la cui sommità, 1305 m, caratterizzata dalla presenza di un oratorio, si raggiunge in breve. Dalla cima si scende nel versante opposto per ampia traccia che si tiene nel margine destro dei prati a ridosso del limite del bosco. Dopo alcuni minuti ci si immette in una sterrata che si segue a sinistra avanzando a fianco di bellissime radure con notevoli esemplari di faggio. Dopo un tratto all’interno del bosco, usciti temporaneamente da esso, si ignora a destra una traccia proveniente da Madrale. Si penetra nuovamente nel bosco e si costeggia il margine superiore di un rimboschimento a conifere, raggiungendo un bivio dove si volta a destra. Dopo una breve discesa si transita nei pressi di una splendida casa ristrutturata chiamata Il Corno (un’iscrizione ricorda la Brigata Griffith). Si continua per la carraia d’accesso che perde quota in versante Parma, ignorando, nei pressi di una sbarra, una traccia inerbita che si stacca a destra. Appena dopo si abbandona la carraia per imboccare a sinistra una vecchia mulattiera (o quello che rimane di essa) che procede parallela al percorso di prima, ricongiungendosi con esso dopo pochi minuti. Si continua a scendere in direzione E/NE effettuando in seguito un paio di tornanti (dopo il primo si stacca a sinistra una scorciatoia). Giunti ad una sella a quota 1080 m, si trascurano due carraie che si dipartono a destra e si continua per il percorso di crinale che si sdoppia e procede per un breve tratto in leggera salita. Si riprende poi a scendere effettuando alcune svolte, compiendo successivamente un tornante destrorso (al bivio situato appena dopo il tornante, si continua per il percorso principale, ignorando una traccia che si stacca a sinistra). Dopo una ripida discesa, il tracciato svolta a sinistra riprendendo la direzione NE, uscendo dal bosco al sommo di panoramici pendii prativi (visuali grandiose su ambo i lati). Raggiunto un evidente incrocio a quota 972 m, si abbandona il crinale iniziando la discesa in versante Baganza per bella carraia affiancata da panoramici prati. Si ignora subito una traccia che si stacca a destra e si continua a perdere quota per il percorso principale che si sposta un po’ a sinistra. Dopo una svolta più marcata, si giunge nei pressi di un piccolo ruscello dove si ignora una traccia che si stacca a sinistra (cartello di colore blu indicante la giusta direzione). Si prosegue per il percorso principale procedendo parallelamente al menzionato ruscello, ammirando ai lati bellissimi campi e radure. Dopo una netta svolta e l’attraversamento di un altro ruscello, si curva a destra ignorando una traccia che si stacca in quest’ultima direzione. Segue un bivio con rottami arrugginiti dove si prende il percorso di destra che effettua un’ampia curva a sinistra. Dopo una radura situata alla nostra sinistra, si ignora una carraia che si stacca nella stessa direzione e si prosegue per il tracciato principale che penetra in un fitto bosco. Si perde quota in ripida discesa trascurando a destra una mulattiera proveniente dal casolare della Brugnara. Dopo un’area di bosco diradato e una breve risalita, si confluisce nella carrareccia di accesso alla Fonte S. Giovanni (quest’ultima è situata alla nostra sinistra) che si asseconda a destra. Si procede comodamente per il bel tracciato attraversando poco dopo una valletta con ruscello, approdando successivamente in un magnifico pianoro caratterizzato da radure di rara bellezza. Si continua lungo la carrareccia (tracce che si staccano a sinistra e a destra sono da ignorare) avanzando perlopiù in lieve salita, svoltando infine a destra onde assecondare il dorso di un panoramico crinale. Si transita nei pressi di alcune case (località Il Ginepro) e si sale verso il vicino nucleo di Albareto, 834 m, che si attraversa. Si scende al sottostante incrocio dove si prosegue diritto entrando presto nel magnifico borgo di Vigolone833 m. Avanzando lungo la stradina asfaltata e ignorando temporaneamente uno stradello che si stacca a sinistra e che porta al cimitero, si raggiunge il limite superiore del nucleo dove si continua per ampia traccia affiancata a sinistra da caratteristiche lastre rocciose. In breve si mette piede sul crinaletto del Monte Castello e lo si asseconda a sinistra per sentiero evidente. Ammirando notevoli visuali panoramiche, si cammina lungo il crinale fino a quando la traccia si sposta a destra di esso. Si procede in ripida salita per sentierino piuttosto scosceso, imboccando poi a sinistra una traccia che ripidamente conduce alla sommità del Monte Castello922m, dove sorgeva un antico maniero. Ritornati al bivio con lo stradello che conduce al cimitero, lo si segue solo per poche decine di metri, abbandonandolo per ampia traccia inerbita che scende verso nord. Poco più in basso la carraia risulta impraticabile in quanto totalmente invasa dai rovi, per cui si scende o lungo il margine destro del campo alla nostra sinistra, oppure nel margine sinistro del campo alla nostra destra. Più in basso si incontra un’evidente traccia trasversale che si segue a destra effettuando un’ampia curva a sinistra. Quando il sentiero si spegne nel campo coltivato, si discende quest’ultimo fino al suo margine inferiore. Nella fitta vegetazione si dovrebbe rinvenire una traccia che, attraversato un ruscello, procede in salita conducendo (in un punto il percorso è alquanto ostruito da rovi) nei prati sottostanti una casa isolata (località Il Casone). Tenendo la casa a sinistra, ci si inserisce nello stradello d’accesso mediante il quale si confluisce nella strada asfaltata Albareto-Linara. La si percorre in direzione della seconda località, sottopassando l’onnipresente e fastidioso elettrodotto della Val Baganza. Dopo essere transitati a fianco di Casa Magolese, si continua per la stradina ancora per poco. Infatti, una volta giunti nei pressi di una presa dell’acquedotto collocata alla nostra sinistra, si abbandona l’asfalto imboccando un sentiero ben marcato. Poco dopo la traccia varca un ruscello e prosegue in leggera salita allargandosi a mulattiera. Quando il percorso svolta a destra scendendo verso Linara, lo si abbandona continuando diritto per sentiero all’inizio poco evidente. La traccia confluisce successivamente in una carraia in salita che si asseconda a sinistra in leggera e moderata pendenza. In circa dieci minuti di cammino si esce dal bosco approdando su una panoramica costa dove ci si immette in una carrareccia proveniente da Ravarano. La si segue a destra in costante discesa fino ad incontrare le prime case della parte alta dell’abitato. Continuando a scendere si confluisce infine nella SP 15 che attraversa interamente il paese di Ravarano. 

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Monte Montagnana: anello da Signatico

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Punto di partenza/arrivo: Signatico, 856 m

Dislivello: 460 m

Durata complessiva: 2,30/ 3 h

Tempi parziali: Signatico-Madrale (45 min) ; Madrale-Monte Montagnana (45 min) ; Monte Montagnana-sella quota 1080 m (30 min) ; sella quota 1080 m-Signatico (30 min)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: giugno 2016

Riferimento bibliografico: Daniele Canossini – LE VALLI DI PARMA E L’ALTA LUNIGIANA – l’Escursionista, 2002

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Beduzzo. Dopo quest’ultima località si continua lungo la provinciale per Corniglio per due km circa. Appena dopo l’ampia frana di Signatico (nota fin dal 1836) si imbocca a destra una stradina asfaltata (indicazioni per Curatico e Signatico) e la si segue compiendo alcune svolte. Giunti ad un bivio in località Costa Venturina, si volta a sinistra lasciando a destra la stradina per Favet. Si continua per la panoramica strada che, compiendo ulteriori svolte e tornanti, conduce in breve a Signatico (scarse possibilità di parcheggio) 

map (1)www.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario  

Itinerario breve ma interessante e panoramico in luoghi remoti e per nulla considerati a livello escursionistico. La segnaletica è perlopiù assente.  

Parcheggiata l’auto in uno spiazzo erboso nei pressi della chiesa di Signatico, si continua a salire per la stradina d’accesso che conduce al sommo del nucleo abitato. Da qui si volge a sinistra per stradello in leggera discesa e, appena prima di un capannone agricolo situato alla nostra sinistra, lo si abbandona imboccando a destra un’evidente carraia che sale in direzione NW. L’ampia traccia effettua poco più avanti una curva verso sinistra e procede in leggera salita offrendo notevoli visuali panoramiche dell’Alta Val Parma e del Monte Caio. Si transita sotto un’interessante parete del Flysch e si ignora poco dopo una carraia che si stracca a destra. Si continua per il tracciato principale tralasciando due percorsi che si staccano rispettivamente a sinistra e a destra. Entrati nel bosco, la carraia, ora più ripida, conduce in prossimità di una presa dell’acquedotto situata alla nostra destra. Al bivio successivo dobbiamo continuare diritto ignorando a destra un’ampia traccia che sale ripida in direzione NW. Dopo aver aggirato un paio di coste (interessanti stratificazioni di rocce scure in corrispondenza della seconda), il tracciato penetra all’interno della valletta formata dal Rio dei Fontanini che si guada poco più avanti. La carraia procede successivamente in ripida salita conducendo in un’area caratterizzata da radure colonizzate da arbusti e vegetazione varia. Dopo un tratto in cui si guadagna quota per panoramico pendio di marne e arenarie, si approda su una costa a quota 1086 m. Trascurati due percorsi che si staccano a destra e a sinistra, si prosegue per quello principale giungendo a lambire l’altopiano prativo di Madrale, 1087 m. Da qui, abbandonata temporaneamente la carraia su cui stiamo camminando, si attraversano i bellissimi prati in direzione di una piccola costruzione parzialmente ristrutturata dietro la quale sorgono dei ruderi. L’ambiente è di rara bellezza, ideale per una sosta ristoratrice. Dai ruderi si risale il pendio prativo fino a rimettere piede nella carraia di prima che si segue a sinistra. Dopo una svolta a destra, il tracciato procede in leggera salita contornando il margine inferiore di un’area disboscata. Penetrati in una valletta boscosa, si prende a destra un’ampia traccia che effettua un paio di tornanti. Dopo una ripida salita, si mette piede su un crinale che costituisce la nostra direttrice al fine di guadagnare la dorsale Parma/Baganza. Il crinale in questione è conosciuto con il nome inquietante di Costa dei Mortitoponimo che con grande probabilità trae origine da leggende popolari. Si risale la dorsale per ripida carraia gustando visuali sempre più vaste, soprattutto verso i monti della Val Parma. Man mano che si guadagna quota il crinale perde progressivamente i suoi connotati: il percorso continua ad assecondarlo per poi volgere a sinistra e procedere per un tratto in direzione NW. Dopo una curva a destra e una salita all’interno di un interessante ambiente boschivo, si sbuca in una bella radura nei pressi della dorsale Parma/Baganza. Qui ci si innesta nella carrareccia proveniente dalla Val Cornizzola che si segue a sinistra verso la non lontana sommità del Monte Montagnana. Attraversata una fascia boscosa, si procede costeggiando magnifiche radure recintate caratterizzate da faggi di grande pregio. Quando la carraia svolta a sinistra, si imbocca a destra un’ampia traccia (cancello da attraversare) che, avanzando in salita nel margine sinistro di altre radure (dove passa il metanodotto), conduce alla sommità del Monte Montagnana, 1315 m, caratterizzata dalla presenza di un oratorio in pietra. Dalla cima si ritorna al bivio con il tracciato della Costa dei Morti e si continua per la carrareccia che lambisce il margine di un rimboschimento a conifere. Giunti ad un bivio all’interno del menzionato rimboschimento, si tralascia a sinistra la continuazione della carrozzabile e si volge a destra procedendo in versante Parma. Dopo una breve discesa, si transita a fianco di una splendida casa in pietra circondata da faggi ad alto fusto, chiamata Il Corno (una lapide ricorda la Brigata Griffith). Oltre quest’ultima, si raggiunge un bivio dove si ignora una traccia inerbita che si stacca a destra. Appenda dopo si abbandona invece il percorso principale per imboccare a sinistra un sentiero che, procedendo parallelamente alla sterrata, offre notevoli visuali panoramiche sui monti della Val Parma. Si rimette successivamente piede nella carraia di prima e la si segue a sinistra effettuando un paio di tornanti. Raggiunta una sella di crinale a quota 1080 m, si ignora inizialmente una traccia che si stacca a destra formando un angolo acuto e appena dopo anche il percorso di crinale che continua in salita per un breve tratto. Si imbocca invece una bella carraia che, staccandosi a destra, procede in leggera discesa all’interno del bosco in direzione SE. Il tracciato, molto lineare, compie più avanti una svolta a sinistra fino ad uscire dalla copertura boscosa ormai in vista del paese di Signatico. Dopo un bivio con un altro percorso che proviene, come il nostro, dalla dorsale Parma/Baganza, si confluisce nello stradello asfaltato per Canesano che si segue a destra. Attraversata la parte alta di Signatico, voltando a sinistra si ritorna in breve alla chiesa del paese. 

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