Monti Aquila, Aquilotto e Marmagna: traversata per crinale

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Punto di partenza/arrivo: Cancelli 1236 m

Dislivello: 870 m ca.

Durata complessiva: 5,30 h

Tempi parziali: Cancelli-Lago Santo (1 h) ; Lago Santo-Passo delle Guadine (50 min) ; Passo delle Guadine-Monte Aquila (15 min) ; Monte Aquila-Monte Aquilotto (30 min) ; Monte Aquilotto-Monte Marmagna (35 min) ; Monte Marmagna-Lago Padre (1 h) ; Lago Padre-Lago Santo-Cancelli (1,20 h)

Difficoltà: E/E+

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: ottobre 2018

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Ghiare-Bosco di Corniglio-Cancelli

map (1)Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Panoramica e completa escursione in una delle più affascinanti e maggiormente frequentate aree dell’intero Appennino parmense. La sentieristica risulta ottimale per tutta l’estensione del percorso.

Proprio in corrispondenza del bivio tra le carrozzabili per Lagdei (a destra) e i Lagoni (a sinistra), si imbocca il percorso n° 723B conosciuto come Sentiero delle Carbonaie. Dopo la prima salita si piega a sinistra avanzando comodamente per bella mulattiera, svoltando in seguito repentinamente a destra. Si sale piuttosto ripidamente per ampio sentiero effettuando alcune svolte, volgendo più in alto decisamente a destra. Si avanza attraversando piccoli ripiani di vecchie carbonaie alternate a salite mai troppo ripide, raggiungendo un bivio dove a destra si stacca il percorso n° 723C, proveniente da Lagdei, che percorreremo al ritorno. Si prosegue lungo il sentiero n° 723B guadagnando quota inizialmente all’interno di un rimboschimento a conifere, per poi risalire mediante alcuni tornanti l’ampio e boscoso profilo settentrionale del Monte Sterpara (più esattamente si tratta dell’ultima delle diverse quote della lunga Cresta degli Sterpari). Dopo l’aggiramento del limite occidentale della dorsale si procede in leggera discesa tagliando ripidi pendii boscosi ed attraversando il limite superiore di una pietraia. Messo piede sul sentiero n° 723A, lo si segue a sinistra raggiungendo in pochi minuti il margine nord/orientale del Lago Santo. La traccia piega a destra e contorna dall’alto la sponda settentrionale del lago, conducendo infine al Rifugio Mariotti1508 m. Si continua lungo il sentiero segnato costeggiando la sponda occidentale e poi quella meridionale dello splendido specchio d’acqua. Giunti in prossimità delle peschiera (fontana e ponticello in legno appena prima) si prosegue lungo il percorso contrassegnato n° 727 in direzione della Sella del Marmagna, risalendo mediante alcuni tornanti il pendio boscoso. Poco dopo si esce temporaneamente dal bosco e si risale un pendio caratterizzato da lastre rocciose, rientrando poi nella faggeta. Il percorso svolta successivamente a destra e procede costeggiando una caratteristica lastra d’arenaria, conducendo appena dopo ad un bivio (cartelli) all’interno di una pineta. Ignorato il sentiero n° 729, che percorreremo al ritorno, continuiamo lungo la traccia n° 723, fino al successivo bivio posto a poca distanza dal precedente. Imboccato a sinistra il percorso n° 719, si avanza inizialmente nei pressi di una torbiera, penetrando subito dopo in un bosco di conifere. Dopo alcuni tornanti si incontra il cartello indicatorio della “Via Alpinistica Roberto Fava“, la cui traccia d’avvicinamento la si ignora a sinistra, proseguendo diritto lungo il percorso principale. Una lieve risalita precede la Sella dello Sterpara1650 m, da cui si continua lungo il sentiero n° 719, trascurando subito a destra il n° 719A. Si avanza comodamente nella splendida faggeta, perdendo anche qualche metro di quota, per poi uscire all’aperto. Inizia ora un magnifico tratto in cui si procede a mezza costa ai piedi degli erbosi pendii nord e nord/orientali del Monte Aquila. Ammirando visuali davvero grandiose sul sottostante vallone dominato dalla mole del Monte Roccabiasca, si raggiunge infine il crinale spartiacque in corrispondenza del Passo delle Guadine1687 m. Da qui si volge a destra iniziando la risalita del crinale SE del Monte Aquila, per sentiero mai troppo ripido e molto panoramico. Dalla sommità, 1779 m, si scende nel versante opposto, perdendo quota piuttosto ripidamente, fino a raggiungere il Passo dell’Aquila1700 m. Ignorata a destra la traccia contrassegnata n° 719A, si prende il sentiero di sinistra (n° 00) avanzando in obliquo ascendete sulla destra del filo del crinale SE del Monte Aquilotto. Dopo un ripido strappo in cui si superano alcune roccette, si riguadagna il filo della dorsale (stupendo colpo d’occhio su un verticale gendarme che precipita nel versante lunense) che si asseconda direttamente o restando nei suoi pressi. Aggirata a destra un’anticima, si raggiunge una selletta e si prosegue in ripida ed esposta salita alla volta della cima principale. Messo piede sulla sommità del Monte Aquilotto1781 m, si perde ripidamente quota scendendo tra blocchi d’arenaria (tratto insidioso con bagnato e ghiaccio), approdando poco dopo all’ampia Sella del Marmagna1725 m. Da qui si continua alla volta dell’omonima cima, prendendo al soprastante bivio il sentiero di sinistra, più diretto, che asseconda costantemente l’ampio profilo sud/orientale della montagna. Dalla sommità del Marmagna1851 m, si prosegue lungo il sentiero 00 che procede nel versante lunense attraversando inizialmente a mezza costa ripidi ed esposti pendii (tratto quest’ultimo che potrebbe risultare alquanto delicato in presenza di ghiaccio o neve poco assestata). Poi, dopo un tornante, il tracciato perde quota in modo lineare tenendosi sempre a sinistra rispetto il filo vero e proprio della dorsale spartiacque. Si rimette piede su quest’ultima poco prima di approdare alla Sella del Braiola 1715 m. Dal valico si scende nel sottostante magnifico vallone, delimitato a SE dalla suggestiva bastionata NW del Marmagna, per ottimo sentiero, incontrando più in basso un bivio da cui si prosegue a destra tralasciando a sinistra il percorso diretto alla Bocchetta dell’Orsaro. Dopo un paio di svolte e l’attraversamento di un rio, si raggiunge un bivio, a poca distanza dalla Capanna Braiola, situato in corrispondenza del limite del bosco. Da qui si prende a destra il percorso n° 729 in direzione di Lago Padre e Lago Santo, avanzando inizialmente in salita all’interno della splendida faggeta. Valicata una selletta si procede in leggera discesa transitando nei pressi di un poggetto panoramico. Successivamente si avanza tra pietraie e lastre d’arenaria (in questo tratto si ammirano notevoli visuali), per poi guadagnare quota per sentiero a tornanti. Valicata un’altra selletta, si aggira tutto il profilo nord/orientale del Marmagna, iniziando poi a discendere il sottostante pendio boscoso effettuando alcuni tornanti. Più in basso si raggiunge il Lago Padre (si tratta di una torbiera), 1528 m, costeggiandolo nel suo limite destro, svoltando poi a sinistra. Dopo una lieve risalita si prosegue lungo il percorso segnato all’interno di un magnifico ambiente boschivo, transitando poco più avanti nei pressi di un’area caratterizzata da grossi blocchi arenacei. Appena dopo si raggiunge una piccola torbiera dove il sentiero piega a sinistra costeggiandola per un breve tratto, penetrando poi in un rimboschimento a conifere. Qui ci si immette nel sentiero n° 723, che abbiamo seguito in salita, e mediante esso si fa ritorno a Lago Santo. Dalla peschiera, anziché dirigersi nuovamente al Rifugio Mariotti, si costeggia, seguendo i segnavia bianco-rossi recentemente impressi, tutta la sponda meridionale del lago, transitando nei pressi di un crocifisso. Dopo un breve tratto nel bosco si inizia l’attraversamento della pietraia che delimita ad occidente lo specchio d’acqua. Raggiunto ed attraversato il Torrente Parma di Lago Santo, ci si inserisce nel percorso n° 723A che si segue in direzione di Lagdei, oltrepassando il bivio con il Sentiero delle Carbonaie che abbiamo percorso in salita. Perdendo quota lungo la splendida e lineare mulattiera, si oltrepassando due panoramiche pietraie, continuando successivamente all’interno del bosco. Appena prima che il tracciato effettui una netta svolta a sinistra, si incontra un bivio (paletto con cartelli) da cui si prende a destra il sentiero (recentemente segnato dal CAI) n° 723C. Nella sezione iniziale si sale in costante obliquo ascendente, avanzando successivamente per traccia meno marcata (segnavia disposti in modo ottimale) che effettua alcune svolte. Poi il percorso piega a destra e risale mediante alcuni tornanti il pendio boscoso. Dopo l’aggiramento di una costa, tramite svolta a sinistra ci si ricongiunge con il Sentiero delle Carbonaie in corrispondenza del bivio incontrato durante la salita. Seguendo a ritroso lo stesso percorso effettuato all’andata si fa ritorno ai Cancelli.

 

 

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Monte Marmagna: Canale Nord-Ovest (invernale)

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Punto di partenza/arrivo: Rifugio Lagdei (1250 m)

Dislivello: 600 m

Durata complessiva: dalle 3,45 alle 5,00 h 

Tempi parziali: Cancelli-Ponte Rotto (1-1,15 h) ; Ponte Rotto-bivio nei pressi di Capanna Braiola (30-45 min) ; bivio Capanna Braiola-Canale Nord/Ovest-Marmagna (1/1,45 h) ; Marmagna-Lago Santo-Lagdei-Cancelli (1,15-1,30 h)

Difficoltà: PD-/PD

Periodo consigliato: gennaio/aprile

Attrezzatura: ordinaria da alpinismo invernale

Ultima verifica: febbraio 2015

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Ghiare di Corniglio-Bosco di Corniglio-Cancelli-Lagdei

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Descrizione dell’itinerario

Classica salita su neve in Alta Val Parma che si svolge in un contesto ambientale di rara bellezza. Il canale NW del Monte Marmagna, conosciuto come il “canalino del Marmagna”, risulta tutto sommato più impegnativo di come generalmente viene classificato e affrontato. La parte finale è decisamente ripida e, in caso di cornice (presente solo in caso di abbondanti nevicate), è necessario superare alcuni metri oltre i 50°.

Dal Rifugio Lagdei (nei mesi invernali è altamente consigliabile lasciare l’auto in località Cancelli e percorrere a piedi il tratto di strada per il rifugio) si imbocca il sentiero n° 727 che inizia sulla destra dell’edificio. Inizialmente si procede in lieve pendenza (segnavia evidenti) avvicinandosi ad una ripida sponda boscosa. Nel manto nevoso è solitamente presente una traccia molto battuta, essendo questo il percorso più seguito per raggiungere il Rifugio Mariotti al Lago Santo. Proprio per il suddetto motivo, si consiglia di calzare anzitempo i ramponi, infatti la ripidezza del pendio, nonché la compattezza della neve nella pista creata dagli innumerevoli passaggi, renderebbero, sprovvisti di ramponi, ardua e oggettivamente pericolosa la salita (per non parlare della discesa!). Effettuando diversi tornanti, alcuni dei quali decisamente ripidi, si approda al sommo della sponda boscosa dove si incontra un bivio (paletto con cartelli). Ignorata a sinistra la continuazione del percorso per il Lago Santo, si prende a destra la traccia (CAI n° 727) che conduce a Capanna Braiola (Schiaffino). Dopo una breve discesa si giunge in località Ponte Rotto, dove si guada un ruscello (si tratta di un ramo sorgentizio del Torrente Parma), oltre il quale, ad un bivio (paletto con cartelli), si prosegue diritto. Per raggiungere Capanna Braiola non sempre è presente una traccia nella neve, anche se il percorso non presenta particolari problemi di individuazione: è sufficiente seguire i ben posizionati segni bianco/rossi sugli alberi. Il sentiero, dopo un tratto in leggera salita sulla destra dell’appena menzionato ramo del Torrente Parma, inizia con alcuni tornanti a risalire una sponda boscosa. Segue un tratto in piano (prestare attenzione ai segnavia sugli alberi), per poi affrontare una nuova salita. Raggiunto un bivio con cartelli, si continua a sinistra lasciando a destra il percorso n° 727A che prosegue in direzione della Foce del Fosco. La traccia, dopo un traverso a mezza costa dove è possibile incontrare ghiaccio, svolta a destra e sale tagliando un ripido pendio boscoso che costituisce la sponda destra orografica della valletta formata dal ramo del Torrente Parma. Si esce progressivamente dal bosco giungendo ad un bivio (cartelli) a poca distanza da Capanna Braiola o Schiaffino, 1605m, raggiungibile con breve deviazione a destra. Da bivio si prosegue diritto in direzione della Sella del Braiola, costeggiando inizialmente il limite del bosco. Poco più avanti si penetra all’interno del magnifico vallone delimitato a sinistra dalla bastionata nord-ovest del Marmagna: l’evidentissimo canale, che costituisce la nostra linea di salita, è incastonato tra pareti d’arenaria. Liberamente ci si dirige verso il fondo del canale, ammirando un paesaggio che ha pochi eguali in fatto di maestosità. Il pendio diviene progressivamente più ripido e, una volta entrati nel canale, lo si risale al centro. La pendenza aumenta verso l’uscita, non oltrepassando per i 3/4 del suo precedente sviluppo i 40°, per poi impennarsi nel tratto finale raggiungendo i 45°/50°. Dopo abbondanti nevicate, come specificato nell’introduzione, può essere presente una spessa cornice che rende l’uscita decisamente impegnativa, soprattutto se ci si tiene nella sua parte sinistra. Usciti dal canale il percorso è immediato: si sale a destra per la panoramica dorsale nord-est tenendosi sulla sinistra rispetto al suo margine occidentale. Non senza fatica, si raggiunge il sommo della cresta/dorsale, da cui si prosegue per aerea crestina ammirando visuali grandiose. Successivamente ci si cala verso sinistra alla sottostante conchetta situata poco sotto la sommità del Marmagna, immettendosi qui nel percorso 00 che risale il crinale nord-ovest. Un’ultima breve salita e si guadagna con soddisfazione la magnifica cima, 1851 m, da cui è possibile ammirare un panorama grandioso (nelle giornate terse è visibile l’Isola d’Elba!). La discesa dalla sommità è semplice: è sufficiente seguire il frequentato percorso del crinale sud-est e raggiungere senza difficoltà l’ampia e panoramica Sella del Marmagna 1725 m. Una ben marcata traccia nella neve conduce al centro del sottostante vallone compreso tra il versante E-NE del Marmagna e la bastionata N-NW dell’Aquilotto. Successivamente si perde quota a sinistra di un rio, entrando poi nel bosco ed approdando poco dopo in un ripiano. Al primo dei due bivi, collocati a poca distanza l’uno dall’altro, andiamo diritto, mentre al secondo, situato all’interno di un rimboschimento a conifere, svoltiamo repentinamente a destra. Si scende costeggiando una caratteristica lastra rocciosa per poi curvare a sinistra. Dopo alcuni tornanti per ripido pendio ripido, temporaneamente fuori dal bosco, si piega a sinistra perdendo quota all’interno della magnifica faggeta. Un’ ultima discesa a tornanti e si approda in corrispondenza della sponda sud/occidentale del Lago Santo, nei pressi della Peschiera. Per raggiungere il vicino Rifugio Mariotti, 1507 m, è sufficiente costeggiare a sinistra la sponda del lago (negli inverni rigidi e nevosi, con spessa lastra di ghiaccio, è possibile attraversare direttamente il lago, opzione da escludere categoricamente nel periodo primaverile!). Dal rifugio si sale brevemente contornando dall’alto la sponda N/NE del magnifico specchio d’acqua, raggiungendo poco dopo un bivio (cartelli). Si imbocca a sinistra il ben marcato sentiero n° 723 che dopo una prima discesa conduce alla pista da sci che si attraversa sottopassando la seggiovia. Rientrati all’interno del bosco si ritorna in breve al primo bivio incontrato all’inizio dell’escursione e quindi a Lagdei-Cancelli.