Monte Cavalcalupo: anello da Sauna

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Punto di partenza/arrivo: Sauna 616 m

Dislivello: 800 m ca.

Durata complessiva: 4 h

Tempi parziali: Sauna-crinale Parma/Baganza (1,40 h) ; crinale Parma/Baganza-sommità Cavalcalupo (45 min) ; sommità Cavalcalupo-Pugnetolo (1 h) ; Pugnetolo-Sauna (25 min)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: gennaio 2019

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello. Raggiunto il paese di Ghiare si abbandona la provinciale subito dopo il ponte sul Rio Lucconi, imboccando a destra una stradina che in breve conduce a Sauna, il cui centro vero e proprio si lascia a sinistra. Si parcheggia l’auto alla fine dell’asfalto in corrispondenza dell’ampia area franata.

mapwww.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Anello molto particolare in ambiente solitario e per nulla valorizzato a livello escursionistico. Le montagne della dorsale Parma/Baganza risultano purtroppo martoriate da eventi naturali (frane e alluvioni) e dannosi interventi umani (il metanodotto che interessa buona parte del crinale, disboscamenti selvaggi effettuati senza alcun controllo, distruzione di mulattiere e carraie per permettere il passaggio a mezzi di esbosco, fuoristrada e moto da cross). Il tutto nel più totale menefreghismo da parte di chi sbandiera una falso interesse per la montagna appenninica fatto solo di specialità culinarie e falesie. Il percorso si svolge su carraie non segnate che, soprattutto in salita, presentano numerosi bivi. Nel complesso si tratta di un’escursione molto interessante e consigliabile, anche per il fatto che l’unico modo per rivalorizzare queste bellissime montagne, così sfregiate e umiliate, consiste nel camminare per esse e in esse, osservando e gustando angoli remoti, lontani, eppure così vicini.

Dal punto di partenza si continua per carraia che sale per aperti pendii (tutta l’area in cui ci troviamo è stata martoriata dalla frana del 2013), passando poco più in alto a fianco di una piccola Maestà. Ignorate diramazioni laterali, si prosegue lungo la sterrata che successivamente perde quota conducendo all’interno della valletta formata dal Rio Lucconi (nell’altro lato della valle, arroccato su un poggetto, è ben evidente il borgo di Pugnetolo che visiteremo al ritorno). Si avanza lungo la sponda destra orografica della valletta attraversando sezioni franate e presumibilmente ancora soggette a smottamenti, ammirando interessanti visuali sul sottostante corso d’acqua. Dopo un ripido strappo all’interno di un rado rimboschimento a conifere e un tratto meno erto, si svolta repentinamente a destra guadando un ramo del Rio Lucconi. Successivamente, dopo una svolta a sinistra, si guadagna quota contornando il margine destro di un campo, passando a fianco di una casa con stalla. Dopo aver scavalcato scomodamente un cancello si presenta un bivio dove si prende la traccia di sinistra. Salendo in modo piuttosto sostenuto si effettua un’ampia svolta a destra, raggiungendo in seguito un’apertura panoramica da cui è possibile ammirare, nell’altro lato della valle, una bella conformazione ofiolitica. Al successivo bivio si ignora a sinistra una traccia e, dopo aver attraversato un ruscello, si sale piuttosto ripidamente effettuando un tornante sinistrorso. Tralasciata a sinistra un’ampia traccia, si prosegue per il percorso principale guadando in breve un affluente del Rio Lucconi. Si continua a guadagnare quota e mediante svolta a sinistra si raggiunge il margine inferiore di un’ampia radura con bella visuale sul Groppo Grugnola. Successivamente, virando a destra, si guada un rio, oltre il quale si sale ripidamente effettuando un tornante sinistrorso. Si procede all’interno di un’appartata valletta delimitata a sinistra (destra orografica) dal menzionato groppo, piegando poco dopo a destra. Progredendo in costante ripida salita si effettua in seguito una svolta a sinistra, uscendo poco più avanti in un’area disboscata. Raggiunto un bivio, o meglio innestatosi in un’altra carraia, si volta a destra continuando a salire all’interno dell’area disboscata. Poco dopo si incontra un altro bivio dove si prende il tracciato di sinistra, avanzando per carraia che con ripido strappo svolta nettamente a sinistra, riprendendo poi la direzione NW. Ad un bivio si ignora a sinistra una traccia e si continua per il percorso principale, sempre molto insolcato, che poco dopo volge a sinistra. Successivamente si attraversa una piccola area disboscata e si prosegue lungamente per la carraia con andamento verso W in leggera salita e anche pianeggiando. Dopo un paio di svolte con piccole radure che si attraversano e un ultimo tratto all’interno del bosco, si sbuca nel crinale Parma/Baganza, sfregiato dal metanodotto. Ora, dal punto in cui siamo, ci troviamo più vicini alla cima del Monte Cervellino piuttosto che a quella del Cavalcalupo, che tuttavia costituisce la nostra meta. Seguiamo quindi il crinale a destra avanzando per i primi 15 minuti a saliscendi, ammirando lungo il cammino belle visuali panoramiche. Dopo avere lasciato alla nostra sinistra la dorsale del Monte Scarabello, si prosegue lungo il crinale spartiacque (cancello da attraversare) che successivamente piega verso NE/E. Dopo un paio di carraie che si staccano a destra in versante Parma e alla base di una ripida salita, si abbandona il tracciato del metanodotto imboccando a sinistra un’ampia traccia che si inoltra nel bosco. Si avanza inizialmente alla destra di un solco per poi svoltare a destra e salire all’interno di un rimboschimento a conifere. Rimesso piede nel tracciato del metanodotto si guadagna quota in direzione N fino a raggiungere il punto culminante costituito dalla ben poco marcata sommità del Monte Cavalcalupo1370 m. Dopo una meritata sosta si incomincia la discesa seguendo la carraia principale che svoltando a destra conduce all’interno di un rimboschimento a conifere. Si effettua poi un tornante sinistrorso perdendo successivamente quota per ampia traccia che sostituisce quello che fino a pochi anni fa era uno degli ultimi esemplari di mulattiere ancora scampate alla distruzione da parte di mezzi di esbosco e fuoristrada della zona. Ricongiuntisi con il tracciato del metanodotto lo si segue in discesa piegando in direzione NE, fino a raggiunge l’ampia sella dove il crinale N/NE del Cavalcalupo si salda con la dorsale S/SW del Montagnana. Appena prima dell’inizio di quest’ultima si stacca a destra (paletto con frecce segnaletiche caduto a terra) una carraia per Pugnetolo che inizialmente si inoltra in un piccolo rimboschimento a conifere. Imbocchiamo questo tracciato e lo seguiamo raggiungendo in venti minuti un bivio dove a destra si stacca, congiungendosi in questo punto con il nostro percorso, una carraia diretta al crinale sud del Cavalcalupo. Si continua per il tracciato principale passando a fianco di una baracca ed ignorando successivamente un’ampia traccia che si stacca a destra. Si scende per la comoda carrareccia compiendo un paio di tornanti e altre svolte, per poi aggirare mediante curva a destra una panoramica costa. In corrispondenza di un tornante sinistrorso si stacca a destra (freccia segnaletica per Pugnetolo) un’ampia traccia che si imbocca. Si scende a fianco di panoramiche radure e campi fino a raggiungere le prime case del borgo di Pugnetolo che si attraversa interamente. Dalla chiesa del paese si prosegue lungo la strada d’accesso effettuando un paio di tornanti e ammirando belle visuali sulla Val Parma e il Monte Caio. Dopo il bivio per Querceto si transita sotto un caratteristico dirupo oltre il quale si stacca a destra una carraia chiusa da una sbarra. L’imbocchiamo uscendo presto dal bosco in corrispondenza di splendide radure dove è situato il piccolo nucleo rurale di S. Giacomo. Oltre la casa, la carraia effettua un tornante destrorso (si tralascia a destra una traccia) conducendo ad un bivio dove si va a destra in salita. Si avanza alla base di un poggetto ammantato da conifere di reimpianto, scendendo poi a guadare il Rio Lucconi. Si prosegue successivamente in salita per ampia traccia che attraversa tutta l’area franata nel 2013, fino a mettere piede nel tracciato seguito in salita, nei pressi dello spiazzo dove abbiamo abbandonato l’auto.

 

 

Il Monte Cavalcalupo da Castello di Ravarano

 

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Punto di partenza/arrivo: Castello di Ravarano 786 m

Dislivello: 620 m

Durata complessiva: 4,45/5 h

Tempi parziali: Castello di Ravarano-Il Colnello (1h) ; Il Colnello-crinale Baganza/Parma (1 h) ; crinale Baganza/Parma-vetta Cavalcalupo (30 min) ; vetta Cavalcalupo-Cà Piovolo (1,15 h) ; Cà Piovolo-Castello di Ravarano (1 h)

Difficoltà: E (escursionistico)

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: settembre 2017

Riferimento bibliografico: Daniele Canossini – LE VALLI DI PARMA E L’ALTA LUNIGIANA – l’Escursionista 2002

Accesso stradale: Parma-Felino-Calestano-Ravarano. Da quest’ultima località si prosegue in direzione di Casaselvatica imboccando a sinistra, poco dopo il ponte sul Torrente Arso, una stretta stradina (indicazioni). Mediante alcuni tornanti si giunge al sommo del borgo di Castello di Ravarano e più esattamente in una panoramica costa dove a destra è situato il poggio su cui si erge il castello (proprietà privata). Si parcheggia l’auto poco più avanti, in uno spiazzo adiacente ad una antenna per i cellulari.

map (2)www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Percorso di notevole interesse in zone molto solitarie e mai prese seriamente in considerazione dall’escursionismo locale. La scarsissima valorizzazione di quest’area montuosa, nonostante le sue peculiarità a livello naturalistico e geologico, costituisce di fatto un “lasciapassare” per le peggiori forme di sfruttamento dell’ambiente montano. Non è bastato il pessimo metanodotto che ha deturpato, determinando il taglio di ettari di bosco, buona parte del crinale Parma/Baganza, ma periodicamente questi monti sono oggetto di dannosi interventi umani di nulla utilità. Impressionante è il silenzio da parte di chi dovrebbe salvaguardare l’integrità delle montagne e battersi per il loro rispetto. Questo menefreghismo, indice di uno spiccato livello di ignoranza, grava notevolmente su tutti coloro che, come il sottoscritto, vogliono gustare le bellezze dell’Appennino camminando con lentezza e stupore, ammirando luoghi remoti dove il tempo sembra essersi fermato. Purtroppo, l’attuale “valorizzazione” della montagna appenninica, per quello che concerne il parmense, consiste quasi esclusivamente nel trapanare sezioni rocciose al fine di “creare” insulse piste d’arrampicata, con l’unico scopo di alimentare un’attività che nulla ha a che fare con “l’andare in montagna”, proprio nel senso più profondo veicolato da questa espressione.

Dallo spiazzo in cui abbiamo parcheggiato l’auto si prosegue per stradina asfaltata raggiungendo in breve un bivio (paletto con cartello e bacheca con mappa) dal quale, ignorata una carraia a sinistra (da cui torneremo), si prosegue a destra per ampia traccia contrassegnata CAI n° 770. Si procede in leggera salita transitando inizialmente a fianco di una casa, ignorando al primo bivio una carraia che si stacca a sinistra. Si continua per bella e comoda mulattiera a mezza costa all’interno di un interessante ambiente boschivo. Successivamente si inizia a guadagnare gradualmente quota e, aggirata una costa, si incontra un bivio dove si tira diritto. Dopo alcuni minuti di cammino si esce temporaneamente dal bosco tagliando un pendio con interessanti stratificazioni, ammirando una notevole visuale sul Sasso del Colnello e la sottostante frana che dovremo attraversare. Si rientra nel bosco per poi uscirne in seguito, procedendo ai piedi del versante occidentale del Monte Scaletta. Giunti ad un bivio (paletto con cartelli), si lascia a sinistra una traccia per S. Biagio e appena dopo si abbandona la mulattiera seguita fino a questo momento. Infatti, individuato un segnavia sul palo di una linea elettrica, si svolta repentinamente a destra per ampia traccia in discesa. Poco dopo si effettua una curva a sinistra sbucando nell’orribile frana di Chiastre. Da qui si volta subito a sinistra per traccia inerbita (segnavia su un paletto a destra), attraversando un’area con vegetazione fastidiosa (segnavia, poco visibili, su alcuni massi a terra). Si piega successivamente a destra e, raggiunto un paletto di ferro arrugginito, si continua diritto ignorando a sinistra l’ampia traccia che sale nel centro della frana. Guardando verso il vicino limite del bosco dovremmo notare i cartelli del “Tartufo Trail Running”: ci dirigiamo verso essi raggiungendoli dopo aver varcato un canale. Dai cartelli, anziché andare a destra per sentiero segnato proveniente dal paese di Chiastre, si piega a sinistra per ripida traccia che sale lungo il margine destro della frana. Poco dopo si sbuca in una carraia (segnavia su un masso) che si segue a destra raggiungendo in circa 10 minuti di cammino una bella casa isolata abitata stagionalmente (Casa Colnello, 1029 m). Appena dopo quest’ultima, in corrispondenza di una netta svolta a sinistra dello stradello di accesso, si stacca a destra una traccia erbosa: la seguiamo approdando poco dopo in una bella radura (capanno a destra). Attraversato il campo lungo il suo margine sinistro, si qualche metro di quota per sentierino, fino a mettere piede su un arioso ripiano di conglomerato. Siamo sul Sasso del Colnello, poderoso pilastro che segna la terminazione meridionale della linea dei Conglomerati poligenici – I Salti del Diavolo – che attraversano perpendicolarmente, da una sponda all’altra, la Val Baganza. Dopo un’eventuale sosta al fine di ammirare il grandioso panorama, si ritorna sulla sterrata abbandonata in precedenza e la si segue a destra inizialmente in lieve salita. Dopo alcuni minuti di rilassante cammino si sbuca in un’altra carrareccia carrozzabile che si segue a sinistra in salita, raggiungendo in breve un bivio situato nei pressi della recinzione di Cà Piovolo. Proseguendo a destra si incontra appena dopo un secondo bivio dove si prende il percorso di sinistra (indicazione per La Carda e Casarola), avanzando per bella mulattiera pianeggiante affiancata ai lati da magnifici prati. Varcato un ruscello si continua per il bellissimo tracciato affiancato da altre bucoliche radure delimitate da recinzioni (quest’area è conosciuta come i Piani del Forno). Si prosegue perlopiù in quota attraversando un altro ruscello, per poi iniziare a scendere penetrando nella valletta formata da Torrente Arso. Poco prima di esso si incontra un bivio dove si prosegue a destra per sentiero ignorando l’ampia traccia di sinistra (appena dopo è infatti franata). Messo piede nel suggestivo letto del torrente (notevoli stratificazioni calcaree) lo si segue a destra per pochi metri svoltando poi a sinistra per mulattiera in salita. Poco più avanti si incontra un bivio dove si ignora a destra un sentiero (indicazione per il Lago Tron) e si continua per l’ottima traccia che svoltando a destra aggira una costa boscosa. Procedendo in piano si confluisce in una carraia in discesa che si segue a sinistra, tralasciando ad un bivio un’ampia traccia a sinistra. Raggiunta una sbarra con cartello di divieto di accesso, si ignora un sentiero che si stacca a sinistra (cartello in legno con ferro di cavallo) e si prosegue per la carraia ancora per poco. Infatti, in corrispondenza di un suo tornante sinistrorso, la si abbandona (il percorso scende in direzione di La Carda Lama) proseguendo diritto per ampia traccia. La carrareccia procede per un buon tratto in piano/falsopiano aggirando una costa boscosa e costeggiando un buio rimboschimento a conifere. Più avanti il tracciato della carraia, alquanto rovinato dal passaggio di fuoristrada, comincia a guadagnare quota con maggiore decisione effettuando alcune svolte. Si penetra successivamente in un altro rimboschimento a conifere oltre il quale il percorso pianeggia per un tratto, per poi riprendere a salire fino a confluire nell’ampia pista del metanodotto che segna il crinale Baganza/Parma. Ci troviamo in quella dilungata sella (quota 1219 m) che separa il Monte Montagnana dal Monte Cavalcalupo. Ci dirigiamo alla volta di quest’ultimo, seguendo giocoforza il tracciato del metanodotto, dapprima verso est, poi sud/est. Nella parte superiore si tralascia a destra una mulattiera (cartello del Tartufo Trail Running) e appena dopo un’ampia traccia a sinistra, proseguendo per carraia che sale a sinistra della pista del metanodotto (la carraia in questione ha recentemente sostituito una bella mulattiera sciaguratamente allargata onde permettere la sua percorrenza da parte dei fuoristrada). Si guadagna quota lungo il fangoso tracciato fino a quando esso effettua un tornante destrorso poco sotto la sommità principale. Qui si abbandona l’ampia traccia imboccando a sinistra un ripido sentierino che sale tra folta vegetazione e conduce in modo diretto alla poco accennata cima del Monte Cavalcalupo, 1370 m. Dal punto più elevato si continua a seguire il crinale divisorio (e perciò il tracciato del metanodotto) per circa 25 minuti, procedendo dapprima in direzione sud, poi verso sud/ovest e ovest (tracce che si staccano ai lati sono da ignorare). Si oltrepassa un cancello per il bestiame oltre il quale si procede per un tratto a saliscendi. Si raggiunge infine la località La Pietra1287 m, nodo orografico in cui si stracca, estendendosi verso NW, la dorsale del Monte Scarabello. Abbandonato il crinale principale si scende a destra per bella radura, raggiungendo poco sotto un bivio dove si ignora a sinistra una carraia proveniente da Casaselvatica. Si prosegue diritto in salita mantenendosi in prossimità della dorsale, alternando magnifiche radure a macchie di bosco in un contesto ambientale di rara bellezza che stimola una sosta ristoratrice. Dopo aver attraversato un ampio ripiano prativo, si incontra un bivio dove si continua a destra (segni gialli), ignorando a sinistra il sentiero che sale verso la vicina sommità del Monte Scarabello. Si perde inizialmente quota per ripido pendio prativo penetrando poi nel bosco. La mulattiera piega successivamente a sinistra e, procedendo in lieve discesa, conduce all’interno di una valletta. La si attraversa per poi scendere con maggiore decisione lungo la sua sponda sinistra, contornando poco dopo, mediante svolta a sinistra, un’area di bosco diradato. Successivamente il tracciato si sdoppia per poi ricongiungersi poco prima di un’altra area di rado bosco che si attraversa lungo il suo margine destro. Si continua per l’ampia traccia che procede perlopiù in quota uscendo progressivamente dalla vegetazione, svoltando infine a destra onde assecondare il dorso di una panoramica costa. Poco più in basso si scende lungo una spettacolare stratificazione del Flysch e al bivio successivo si prende a destra (si può proseguire anche a sinistra). Si procede in ripida discesa (altre interessanti stratificazioni) effettuando poi una svolta a sinistra, fino a ritornare al bivio, incontrato in precedenza, dove a destra si stacca la mulattiera per La Carda Casarola. Si scende al sottostante bivio da cui si prosegue diritto lungo lo stradello di accesso a Cà Piovolo. La carraia contorna tutto il limite dell’ampia proprietà procedendo per un tratto in salita. Dopo una breve discesa si incontra un bivio dove si imbocca a destra una mulattiera in salita, abbandonando in questo modo l’ampia traccia che scende verso S.Biagio. Al successivo bivio si prosegue a sinistra avanzando per un tratto in salita, aggirando mediante ampia curva a sinistra il profilo meridionale del Monte Scaletta. Raggiunto un bivio (cartelli), si può salire mediante ripida traccia sulla dorsale del appena menzionato monte, raggiungendo così il vertice delle spettacolari stratificazioni del suo versante occidentale. Dal bivio si continua invece diritto per bella e comoda mulattiera dapprima in lieve salita, poi in discesa. Più avanti si scende contornando il margine superiore di un’ampia area di bosco diradato, incontrando poco dopo un bivio dove a sinistra si stacca una traccia che sale in direzione della vicina dorsale del Monte Scaletta. Qui l’ampia traccia svolta nettamente a destra (a sinistra interessanti esemplari di vecchi muretti a secco) perdendo quota in ripida discesa per poi pianeggiare. Si prosegue lungamente per la bella mulattiera attraversando un’area di bosco rado che permette di ammirare suggestive visuali sul crinale Montagnana-Cavalcalupo. Mediante netta svolta a sinistra si rientra nel bosco raggiungendo poco più avanti un bivio dove si ignora un’ampia traccia che si stacca a sinistra (alla nostra destra si trova un bel campo delimitato da un antico muretto a secco). Si effettua poi una netta svolta a sinistra (cartelli) tralasciando a destra una carraia in salita. Continuando per il percorso principale si transita poco dopo ai piedi di interessanti affioramenti calcarei. Dopo pochi minuti si ritorna al bivio iniziale completando così questo particolare, suggestivo itinerario.