I Groppi Rossi e le due cime del Borgognone dal Passo del Silara

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Punto di partenza/arrivo: Passo del Silara 1197 m

Dislivello: 400 m ca.

Durata complessiva: 3,45 h

Tempi parziali: Passo del Silara-Groppi Rossi (45 min.) ; Groppi Rossi-sentiero n° 741-Monte Borgognone (1,15 h) ; Monte Borgognone-anticima est-località San Giovanni (30 min.) ; località San Giovanni-Passo del Silara (1,10 h)

Difficoltà: EE la cresta dei Groppi Rossi ; E/E+ la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: maggio 2020 ; Groppi Rossi-Passo del Silara: aprile 2021

Accesso stradale: Parma-Felino-Marzolara-Calestano-Ravarano-Fugazzolo-Passo del Silara

mapwww.openstreetmap.org

Nel tratto evidenziato color arancio il percorso è puramente indicativo

Descrizione dell’itinerario

Proposta molto interessante in luoghi di grande pregio ambientale e panoramico. Nella
prima parte, assecondando i segnavia del “nuovo” percorso n° 731A, si raggiunge una selletta situata lungo la dorsale dei Groppi Rossi. Al fine di guadagnare la quota più elevata
dell’ofiolitica cresta, suggerisco un breve e facile tratto d’arrampicata che conferisce un senso del tutto particolare all’escursione nel suo complesso. Il raggiungimento della dorsale Baganza/Parma, percorsa dal sentiero n° 741, avviene per tracce non segnate ma facilmente, eccetto pochi punti, riconoscibili. Infine, di grande interesse sono le due cime del Monte Borgognone, totalmente differenti l’una dall’altra. La vetta principale risulta dolce ed erbosa, mentre l’anticima orientale si presenta come un’affilata cresta precipitante in versante Parma con caratteristici dirupi.

Dal Passo del Silara si segue per poco la strada verso Marra imboccando una carraia contrassegnata n° 741 e n° 731A. Il tracciato avanza in piano/lieve salita tenendosi in versante Parma, lambendo il crinale spartiacque culminante nell’altura denominata Monte Castagnole. Dopo una salita e una netta curva a destra, si incontra un bivio da cui il segnavia n° 741 (indicazioni) piega nettamente a sinistra. Noi invece proseguiamo diritto perdendo quota per forestale (n° 731A), oltrepassando inizialmente una piccola frana. Dopo un saliscendi e due ruscelli con opere di incanalamento dell’acqua, si approda in un ripiano boscoso dove si nota a destra una traccia inerbita che scende. Qui il percorso segnato volge a sinistra e prosegue in lieve salita parallelamente ad un rio. Dopo uno spostamento a sinistra, si piega a destra oltrepassando il corso d’acqua in questione, cui fa seguito un altro ruscello. Il percorso, ottimamente segnato, conduce poco più avanti in una specie di ripiano nei pressi di belle e panoramiche radure. Dopo una svolta a sinistra e un ultimo tratto all’interno del bosco, si esce in prossimità di una selletta situata lungo la dorsale dei Groppi Rossi. Abbandonato il sentiero n° 731A che scende a Pian della Capanna, si inizia a percorrere la dorsale puntando alla sezione più rocciosa caratterizzata da uno spigolo a forma di becco. Seguendo una traccia, si avanza comodamente ammirando visuali straordinarie in uno dei più integri e preziosi ambienti montani di tutto l’Appennino emiliano (stupende fioriture nella stagione primaverile!). Giunti in corrispondenza della parte più rocciosa della cresta, nel momento in cui il sentiero si sposta a destra, continuiamo ad assecondare il filo della dorsale prestando attenzione alla friabilità della roccia. Dopo alcune brevissime balze, si arriva alla base del già menzionato spigolino che si scala direttamente con un facile, interessante ed areo passo d’arrampicata(I°). Si prosegue poi per cresta oltrepassando un suggestivo intaglio, fino a raggiungere e scavalcare una prima quota. Sempre assecondando la stupenda dorsale, si guadagna infine la cima centrale dei Groppi Rossi, 1280 m, molto poco caratterizzata ma riconoscibile per il fatto che da questo punto la cresta inizia a digradare. Dalla sommità, seguendo la traccia d’accesso che aggira la parte più rocciosa della cresta, si ritorna alla selletta iniziale. Si prosegue verso sud-est assecondando un sentiero che avanzando parallelamente ad un crinale erboso (la continuazione della dorsale dei Groppi Rossi) costeggia il limite della vegetazione. Dopo una breve fascia boscosa in cui il percorso si sdoppia (tenere il ramo di destra), si attraversa una prima radura con arbusti per traccia poco evidente. Fa seguito, appena dopo, una seconda e più ampia radura che si attraversa interamente da un capo all’altro. Poi si procede a mezza costa al di sopra di uno splendido ripiano prativo frequentato da cavalli. Raggiunta una sella, si trascura a sinistra un’ampia traccia e si prosegue diritto per sentiero che avanza inizialmente in obliquo a destra. Si deve poi risalire, sempre in obliquo ascendente, un pendio prativo, facendo attenzione a non tenersi troppo in alto. Recuperata una traccia più evidente, si prosegue attraversando fasce boscose, sbucando infine alla base di un pendio prativo. Qui occorre piegare nettamente a sinistra e dopo aver risalito il suddetto pendio immettersi nel percorso n° 741 che asseconda il crinale Baganza/Parma. Lo si segue verso sud procedendo inizialmente in lieve discesa, costeggiando poco dopo alcune conifere di reimpianto. Attraversata mediante scaletta una recinzione, il percorso contorna un pendio prativo recuperando successivamente il filo dell’ampio crinale. Si prosegue all’interno della faggeta con andamento perlopiù pianeggiante, ammirando, grazie ad alcune aperture, stupende visuali sulla Val Parma. Più avanti si attraversa una radura e dopo una salita piuttosto ripida all’interno del bosco si sfiora la sommità di un’altura (potrebbe trattarsi della cima del Groppo Albero). Si continua successivamente in piano/lieve discesa costeggiando il sommo di stupendi declivi prativi recintati che offrono ampie visuali sul crinale Baganza/Magra. Dopo aver attraversato delle piccole radure, si perde quota fino ad immettersi in una carraia. La si segue a destra (fontana a sinistra) in discesa e dopo una svolta a sinistra si raggiunge la località San Giovanni dove ci si congiunge con il percorso n° 731 proveniente da Pian della Capanna. Continuando a scendere per carraia si raggiunge un incrocio da cui si prosegue diritto (indicazione) per sentiero. Si avanza inizialmente in lieve salita per radura con arbusti e dopo una fascia boscosa si attraversa una seconda radura che offre belle visuali panoramiche. Rientrati nella faggeta, si prosegue per il marcato sentiero che, avanzando perlopiù in lieve salita ed effettuando alcune svolte, conduce ad un bivio (indicazioni) a poca distanza dal crinale divisorio. Si continua a destra guadagnando quota per traccia sassosa, fino a mettere piede nella selletta che divide l’anticima est del Borgognone (alla nostra sinistra) dalla cima principale (alla nostra destra). Ci dirigiamo alla volta di quest’ultima, salendo per traccia che asseconda il filo dell’erbosa dorsale spartiacque, oltrepassando inizialmente una breve fascia boscosa. Dopo un’ultima salita per pendio erboso, si guadagna la sommità del Monte Borgognone, 1400 m, caratterizzata da un cippo confinario e da una recinzione a filo spinato. Dopo una meritata sosta si ritorna alla selletta di prima da cui ci si dirige verso la caratteristica anticima orientale della montagna (appena dopo la selletta, alla nostra sinistra, si nota un altro interessante cippo del 1828). Avanzando inizialmente all’interno di un fitto boschetto e poi per crinale, ci si avvicina al risalto dirupato che precede la cresta sommitale. Con un esposto passaggio si guadagna quest’ultima che si presenta inizialmente alquanto sottile. Si prosegue lungo il magnifico e orizzontale crinale, ammirando visuali grandiose e buttando l’occhio, senza sporgersi troppo, sui dirupi che precipitano in versante Parma. Dopo un tratto di ripida discesa e un altro in cui si perde quota senza traccia per pendio erboso, ci si immette nel percorso n° 00 nei pressi della sua confluenza in una carraia e di un’antenna. Ci troviamo a non molta distanza dal Passo del Cirone, ma anziché raggiungere quest’ultimo assecondiamo il sentiero a sinistra avanzando nella prima parte in salita parallelamente alla cresta discesa poco prima. Dopo un tratto all’interno del bosco, si procede alla base dei suggestivi e friabili dirupi dell’anticima est del Borgognone. Rientrati nella faggeta, si ritorna in breve al bivio incontrato in precedenza, esattamente nel punto in cui il percorso n° 00 sale verso la selletta tra anticima e cima del Borgognone. Seguendo in senso inverso il tragitto effettuato all’andata, si ritorna al punto in cui ci siamo immessi, dopo aver percorso la cresta dei Groppi Rossi, nel sentiero n° 741. Si continua lungo quest’ultimo rientrando nella faggeta, avanzando perlopiù in piano/lieve discesa. In seguito si sbuca in una bella e panoramica radura dove il sentiero si sdoppia, mentre a sinistra si stacca un’ampia traccia che si ignora. Poi il tracciato perde quota contornando il margine superiore di un’area di bosco divelto per vento, dissesti o volontà umana. Dopo una discesa piuttosto ripida in cui la rada vegetazione permette di ammirare belle visuali panoramiche e un tratto nel quale si costeggia un’area pressoché disboscata, si raggiunge un bivio in corrispondenza di un’edicola votiva con Madonna in marmo. Tralasciato il percorso che scende verso Marra, andiamo a sinistra avanzando in piano/falsopiano nell’ambito di un’area di bosco rado (la stessa che poco prima abbiamo costeggiato). Si prosegue poi all’interno della faggeta, andando a sinistra ad un bivio (segnavia) ed effettuando poco dopo una netta svolta in quest’ultima direzione. Si avanza per un tratto in salita piegando successivamente a destra, attraversando, oltre la svolta, un solco e una radura. Rientrati nella faggeta, si procede perlopiù in piano compiendo qualche svolta, fino a ricongiungersi, in corrispondenza del bivio situato nei pressi del Monte Castagnole, nella carraia seguita all’andata. Da qui, in dieci minuti scarsi di cammino, si fa rientro al Passo del Silara.

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I Groppi Rossi e il Monte Borgognone

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Punto di partenza/arrivo: Berceto/ponte sul Baganza 878 m

Dislivello: 540 m ca.

Durata complessiva: 5 h

Tempi parziali: ponte sul Baganza-Casa Montana di sotto (30/40 min) ; Casa Montana di sotto-Groppi Rossi (45 min) ; Groppi Rossi-sentiero 741 (30/40 min) ; sentiero 741-Groppo Albero-bivio sentiero 731 (30/35 min) ; bivio sentiero 731-Monte Borgognone e anticima est (40/45 min) ; Monte Borgognone-sentiero 731-Pian della Capanna (45 min/1 h) ; Pian della Capanna-Lago Bozzo-ponte sul Baganza (40 min)

Difficoltà: E+ 

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2015

Riferimento bibliografico: Daniele Canossini – LE VALLI DI PARMA E L’ALTA LUNIGIANA – l’Escursionista, 2002

Accesso stradale: Parma-Berceto. Dalla parte superiore del paese, chiamata Poggio di Berceto, si prende a sinistra la provinciale per Calestano abbandonandola subito per stradina a destra (indicazione per la pineta). Dopo aver attraversato in salita un nucleo di case, si incomincia a scendere per sterrata. Oltrepassato il bivio per Fioritola, si riprende a salire per stradina in parte asfaltata, continuando successivamente per ampia carrareccia in piano. Dopo una discesa si giunge al ponte sul Torrente Baganza, ma occorre parcheggiare l’auto in un qualche spiazzo prima di esso 

Immagine (FILEminimizer)Il tracciato evidenziato nella mappa nel tratto Casa Montana-sentiero n°741 è puramente indicativo

Descrizione dell’itinerario 

Percorso di grandissimo interesse, un autentico compendio delle peculiarità geologiche e ambientali dell’Alta Val Baganza. L’itinerario presenta, in diversi tratti, problemi di individuazione. In particolare risulta problematico il reperimento del giusto percorso nella sezione Casa Montana di sotto-cresta dei Groppi Rossi-sentiero 741 

Dal ponte sul Torrente Baganza, 878 m, si continua per l’ampia carrareccia, trascurando, ad un primo tornate, uno stradello a sinistra. La carraia, avanzando in moderata salita, compie poco dopo un secondo tornante a sinistra seguito da un terzo verso destra. Si continua per la sterrata giungendo in breve ad un bivio nei pressi di un altro tornante a sinistra. Qui lasciamo a destra una carraia e proseguiamo per il percorso principale, ora cementato, che avanza in ripida salita compiendo un tornante destrorso. Dopo un tratto in costante e lineare salita, si giunge ad un altro bivio dove, trascurata una diramazione a sinistra, si prosegue diritto. La carraia procede inizialmente in discesa con alcuni brevi saliscendi, poi in leggera salita, conducendo ad un ulteriore bivio dove si lascia a destra la carrareccia diretta al Lago Bozzo (segnavia bianco-rosso a destra). Si continua invece a sinistra lungo un’ampia traccia non segnata che subito si biforca (possiamo seguire entrambe le tracce poiché poco più in alto si riuniscono). Giungiamo dopo alcuni minuti alle splendide radure nei pressi di Casa Montana di sotto, 1088 m. Dalla baracca in lamiera (dietro a quest’ultima si trovano dei ruderi) con fonte-abbeveratoio, seguiamo a sinistra un’evidente e ampia traccia che poco dopo si inoltra nel bosco. Giunti sotto la perpendicolare di una selletta, abbandoniamo la carraia (che continua in direzione del Monte Tesa) e risaliamo il pendio boscoso per labili tracce. Dalla selletta (rocce nere sulla sinistra) la continuazione del percorso non è immediata. Ci spostiamo a destra contornando il margine destro di ampie radure, ma poco dopo è necessario entrare verso destra all’interno del bosco, mettendo piede su un incavo di mulattiera poco marcata. In seguito la traccia diviene più evidente e procede a mezza costa. “Ci troviamo nel bacino di un affluente del Baganza dal nome rievocativo di Tabertasco, antica abbazia medievale oggi scomparsa, situata in qualche sito di queste vallate attorno ai Groppi Rossi (Daniele Canossini “Le Valli di Parma e l’Alta Lunigiana” 2002). Attraversato un primo rio, si raggiunge il dorso di una costa boscosa dove si trascura a destra un’ampia traccia. Fa seguito un secondo e un terzo rio: dopo quest’ultimo, una volta giunti sull’ennesima costa boscosa, si abbandona la mulattiera (che continua in leggera discesa per poi perdersi definitivamente) per seguire il dorso della menzionata costa (cartello indicante i confini del Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano). A fatica si intercetta una labilissima traccia “contrassegnata” dai cartelli del parco e da quelli venatori. Dopo un tratto in piano, la costa diviene più ripida e anche poco accennata. In realtà l’orientamento non è complesso: è necessario raggiungere il soprastante crinale boscoso. Possiamo avanzare per il pendio assecondando i cartelli venatori, oppure seguire una quasi impercettibile traccia che in obliquo verso destra conduce al menzionato crinaletto. Messo piede su di esso, lo seguiamo a sinistra (cartelli venatori) intercettando labili tracce. Dopo un tratto in salita, si oltrepassa un poggio e si contorna, sempre in salita, il margine sinistro di una radura con erba alta e cespugli (qui si incontrano alcune tracce lasciate da animali selvatici). Una breve discesa precede una selletta poco marcata all’interno del bosco. Siamo in prossimità dei Groppi Rossi, isolata conformazione ofiolitica che si presenta come una dilungata cresta precipitante verso ovest con ripide e friabili pareti. La percorriamo nel primo tratto in salita aggirando a sinistra diversi risalti e spuntoni, assecondando labili tracce. Raggiunta la sommità principale dei Groppi Rossi, 1280 m, si continua per la cresta pressoché orizzontale, iniziando successivamente a perdere quota per evidente traccia in direzione della sottostante dorsale. Messo piede su quest’ultima, la seguiamo comodamente fino a raggiungere una marcata selletta a quota 1255 m, crocevia di sentieri. Da qui, trascurato il percorso n° 731A che congiunge il Passo del Silara a Pian della Capanna, si continua diritto in direzione sud/est procedendo parallelamente ad una dorsale erbosa. Dopo una breve fasica boscosa, si attraversa una prima radura con arbusti dove il percorso sembra perdersi: è necessario avanzare più o meno diritto, a poca distanza dal margine di un dirupo, intercettando una poco evidente traccia nell’erba. Dopo una seconda e più ampia radura, che si attraversa interamente da un capo all’altro, il sentiero procede nei pressi di una dorsale al di sopra di un ripiano prativo frequentato da cavalli. In breve si giunge ad un’altra selletta a quota 1305 m dove, trascurata a sinistra un’ampia e inerbita traccia, si prosegue diritto per sentierino evidente. Dopo la prima breve salita in obliquo a destra, si inizia ad attraversare in modo ascendente per traccia labile un’ampia radura/pendio prativo. Senza alzarsi troppo di quota, si rientra successivamente bosco, dove si avanza per sentiero ben più marcato. Approdati in un altro pendio erboso, occorre piegare nettamente a sinistra e risalire quest’ultimo puntando alla soprastante dorsale percorsa dal sentiero 741 proveniente dal Passo del Silara. Messo piede sul percorso segnato, lo si asseconda verso destra: la traccia, ben contrassegnata, si mantiene quasi sempre nei pressi della dorsale spartiacque Parma/Baganza. Si alternano tratti nel bosco ad aperture panoramiche che offrono notevoli visuali sulla Val Parma. Scavalcata la quasi impercettibile sommità del Groppo Albero, 1386 m, il sentiero inizia a perdere lievemente quota al sommo di bucoliche radure che regalano suggestive visuali sul crinale Baganza/Magra. Confluiti in una carraia (fontana a sinistra), la seguiamo a destra in discesa, approdando in breve al bivio con il sentiero 731 (che percorreremo al ritorno) in località S. Giovanni. Continuando a perdere quota per la carraia si raggiunge un incrocio dove si prosegue diritto (indicazioni). Si avanza per marcato sentiero che taglia, in versante Parma, pendii prativi che regalano belle visuali sul Monte Caio. Una volta rientrati nel bosco, l’evidente traccia continua in direzione del vicino crinale e dopo alcune svolte conduce ad un bivio (indicazioni). Trascurato a sinistra il sentiero 00 proveniente dal Passo del Cirone, si prosegue a destra, in salita, raggiungendo in breve una panoramica sella sul crinale Baganza/Magra. Il Monte Borgognone (stranamente “ignorato” dal sentiero 00) presenta due sommità completamente differenti l’una dall’altra: la cima principale, 1400 m, totalmente erbosa, e un’interessantissima anticima, 1375 m, che si caratterizza come una dilungata cresta che precipita, in versante Parma, con ripidi dirupi. Dalla sella di crinale raggiungiamo inizialmente la sommità principale del Borgognone. A tal fine, ci si sposta a destra e si risale la dorsale erbosa, sfruttando inizialmente alcune tracce che poi si perdono. Dopo un’ultima faticosa salita, si guadagna la bella e panoramica cima, caratterizzata dalla presenza di una recinzione a filo spinato e da un cippo confinario del 1828. Si ritorna alla sella di crinale e si continua in direzione dell’anticima (poco dopo la sella, sulla sinistra, è presente un altro cippo confinario). La dorsale, dopo un tratto boscoso, diviene ben più stretta ed esposta. Superata una piccola balza (attenzione), guadagniamo la bellissima, sottile e ariosa cresta sommitale, godendo di un panorama straordinario. Possiamo notare che la dorsale, nel versante Magra, è caratterizzata da ripidi prati; al contrario, nel versante Parma, precipita con friabili e caratteristici dirupi. Rientriamo alla sella di crinale da cui, seguendo a ritroso il percorso fatto all’andata, ritorniamo al bivio con il percorso 731. Lo seguiamo a sinistra (cancello per il bestiame da scavalcare) avanzando su un’ampia carraia che procede in leggera discesa per poi risalire. Al bivio che si incontra successivamente, si abbandona a destra la carraia e si prende a sinistra un’ampia traccia in discesa. Dopo l’attraversamento di una radura, il tracciato (che si restringe a mulattiera) svolta a sinistra contornando il margine destro di un’altra ampia radura. In prossimità di alcuni segni bianco-rossi, si svolta a destra procedendo per alcuni metri nel limite superiore di un magnifico pendio prativo. Poco dopo si piega a destra continuando su sentiero evidente, per poi svoltare a sinistra su traccia non molto marcata, assecondando i segni di vernice fluorescente per le MTB. Dopo aver varcato un ruscello ed aver svoltato nettamente a sinistra, si perde quota lungo il pendio boscoso a destra del corso d’acqua. Poco più in basso si piega a destra e si attraversa in discesa una radura con macchie boscose. La traccia svolta poco dopo a sinistra per poi effettuare un’ampia curva verso destra. Si oltrepassa un cancello per il bestiame e si rientra poco più in basso all’interno del bosco. Si ignora una traccia che si stacca a destra (e con essa i segnavia fluorescenti che ci hanno accompagnato fino a questo momento) continuando per l’evidente sentiero che attraversa un solco franato. Poco dopo si guada un ruscello (sconvolto dall’alluvione del 2014) e si procede in leggera salita uscendo dal bosco in prossimità di ampie e bellissime radure. Le attraversiamo giungendo in breve ai ruderi di Pian della Capanna 1120 m: il luogo è bellissimo, ideale per una sosta ristoratrice. Dai ruderi scendiamo a sinistra intercettando i solchi di un’ampia traccia erbosa. Dopo una svolta verso destra, il sentiero, ampio ed evidente, attraversa altre magnifiche radure. Avanzando poi per carraia all’interno del bosco, si scende al vicino Lago Bozzo, 1058 m, originato con grande probabilità da una frana. Si contorna la sponda sinistra del lago e dopo una capanna-rifugio (proprietà privata), seguendo una comoda carraia si ritorna, in circa dieci minuti di cammino, al bivio per Casa Montana di sotto. Si rientra al ponte sul Torrente Baganza lungo lo stesso tragitto compiuto all’andata. 

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