Il Monte Caio da Zibana

100_8521 (FILEminimizer)

Punto di partenza/arrivo: Zibana 755 m

Dislivello: 900 m ca.

Durata complessiva: 4,45/5 h

Tempi parziali: Zibana-Passo del Cozzanello (1,15 h) ; Passo del Cozzanello-Monte Caio (1,20 h) ; Monte Caio-San Matteo (40 min) ; San Matteo-Zibana (1, 30 h)

Difficoltà: E (E+/EE in due brevi tratti)

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: dicembre 2018

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Ranzano-Palanzano-Isola. Da quest’ultima località si continua ancora per un breve tratto lungo la S.P. 665R in direzione di Monchio delle Corti. Al primo bivio (indicazioni) si imbocca a destra una stradina che conduce dopo alcune svolte al pittoresco paese di Zibana. Si parcheggia l’auto nei pressi della chiesa di Santa Maria Assunta, la cui fondazione originaria risale al 1230.

mapStralcio della mappa dal sito: www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Spettacolare e completo itinerario in ambiente solitario e suggestivo.

Dalla chiesa di Zibana, seguendo lo stradello di sinistra, si attraversa il suggestivo borgo, ignorando poco sopra la strada per S. Matteo che si stacca a destra. Si prosegue in direzione di Cozzanello, effettuando poco dopo un paio di tornanti, avanzando successivamente in salita. Giunti nei pressi di un paio di case, si continua per carraia che scende per un breve tratto per poi avanzare pressoché in piano. Si prosegue comodamente per il bellissimo tracciato aggirando più avanti una costa (belle visuali panoramiche), raggiungendo infine una casa isolata in località Case Solaroli. Procedendo per stradina asfaltata a fianco di panoramici campi, si giunge in corrispondenza di un rio da cui si stacca a destra una carraia. Imboccata quest’ultima si guadagna quota in moderata pendenza avendo a sinistra il rio in questione e a destra i campi alla cui base siamo transitati poco fa. Dopo una presa dell’acquedotto si affronta una ripida salita, oltre la quale in tracciato progressivamente piega a destra, allontanandosi in questo modo dal rio. Ritornati nei pressi di quest’ultimo si incontra un bivio da cui si prosegue diritto/destra, notando in corrispondenza del bivio degli interessanti muretti a secco che delimitano a destra (orografica) il corso d’acqua. Trascurata un’altra traccia a destra si guadagna quota piuttosto ripidamente, avendo sempre a sinistra e più in basso rispetto al nostro livello il più volte menzionato rio. Si contorna poi il margine sinistro di un’area di bosco diradato, raggiungendo più avanti un bivio con due carraie nei pressi di un solco formato dal corso d’acqua più volte incontrato. Noi prendiamo la traccia di sinistra, attraversando subito il menzionato solco ed avanzando successivamente in direzione ovest, avendo a destra il corso d’acqua e un’area disboscata (appena dopo il bivio si notano a sinistra dei suggestivi ruderi). Guadagnando quota in modo piuttosto sostenuto, si piega in seguito a destra, continuando ad avanzare in ripida salita. Per carraia meno ripida (più in basso alla nostra sinistra si nota un rio) si raggiunge un bivio dove si tralascia a destra un carrareccia per S. Matteo. Appena dopo, al successivo bivio, si deve prendere la traccia di sinistra, guadando in questo modo il rio alla cui destra siamo saliti nell’ultimo tratto. Poco più avanti si esce in un’area parzialmente disboscata avanzando in moderata pendenza, approdando infine in una panoramica costa dove il tracciato volge repentinamente a destra. Si prosegue per bella carraia in direzione del non lontano crinale Cedra/Bratica, contornando inizialmente il margine superiore di una radura arbustiva. Rientrati nel bosco si incontra un bivio da cui si tralascia a destra un’ampia traccia e si prosegue per il percorso principale che conduce senza possibilità di errore sulla dorsale meridionale del Monte Caio in corrispondenza del Passo del Cozzanello (proprio qui il 20 novembre del 1944 furono uccisi i partigiani Ottavio Ricci e Rubens Guatelli). Messo piede sull’ampia traccia di crinale la si segue a destra, tralasciando subito a sinistra una carraia che scende in direzione di Ballone. Dopo una svolta a sinistra si continua in moderata pendenza per poi procedere in leggera salita e in piano sulla sinistra del crinale spartiacque. Raggiunto il Passo di Zibana, 1252 m, notiamo a destra un cippo con Madonnina ai piedi di un bell’esemplare di faggio e una traccia che scende in versante Cedra. Si prosegue lungo il percorso di crinale sottopassando più avanti una linea elettrica ed iniziando successivamente, in versante Parma, l’aggiramento del Groppo Cardello, la cui sommità è deturpata da antenne. In seguito si recupera il filo della dorsale e lo si valica procedendo in moderata pendenza in versante Cedra. Poco più avanti si rimette piede sul crinale spartiacque in un punto altamente panoramico, procedendo successivamente tenendosi leggermente a destra del filo della dorsale. Mediante netta svolta a sinistra si valica nuovamente il crinale, avanzando per un breve tratto in versante Parma (notevoli stratificazioni del Flysch del Monte Caio). Dopo una breve discesa si continua assecondando il crinale divisorio al sommo di bellissime radure, delimitate da una recinzione con filo spinato, che degradano nel versante Parma. Dopo essere transitati nei pressi della sommità della Punta Fegni si incomincia a perdere marcatamente quota effettuando un tornante sinistrorso. Raggiunta una sella in località Fornace, 1434 m, si stacca a sinistra una carraia proveniente da Ballone che si tralascia, continuando per il percorso principale che avanza, temporaneamente fuori dal bosco, appena a destra del filo della dorsale (notevoli visuali panoramiche). Ignorata a destra la carraia che scende a S. Matteo, si prosegue lungo il tracciato di crinale in leggera salita, scavalcando successivamente un poggio. Dopo una discesa nella quale si passa a fianco di arenarie e di una lapide, si mette piede in una panoramica sella dove a destra si stacca la traccia (nel primo tratto franata) che seguiremo al ritorno per raggiungere S. Matteo. Appena dopo si abbandona la carraia prendendo a destra un sentiero che inizialmente procede in piano/leggera discesa. Successivamente la traccia si impenna notevolmente e risale un ripido profilo offrendo notevoli visuali sui friabili pendii che degradano in versante Cedra. Rimesso piede nella carraia di prima, la si segue verso la non lontana sommità del Caio, incontrando più avanti un bivio in corrispondenza di un bel crinaletto ghiaioso/roccioso. Da qui si prende il sentiero di sinistra che asseconda il menzionato crinale, aggirando a destra un primo muretto, superando invece, nel punto più debole, un secondo risalto in cui è necessario aiutarsi con le mani (breve passaggio classificabile EE). Sempre assecondando la dorsale si raggiunge poco dopo un bivio da cui si tralascia a sinistra il percorso n° 737A proveniente da Agna. Proseguendo diritto (percorso n° 732B) si sale ripidamente per poi tagliare in obliquo ascendente i pendii degradanti dalla “Punta Bocchialini”. Guadagnata la splendida dorsale sommitale, volgendo a destra ci si dirige verso la cima del Monte Caio, 1580 m, che si raggiunge in breve. La sommità è caratterizzata da un cippo a ricordo dell’agronomo Fabio Bocchialini e da un curioso cannocchiale. Dopo una meritata sosta al fine di ammirare il grandioso panorama, percorrendo a ritroso il tragitto effettuato in salita si ritorna alla panoramica sella con traccia che si stacca a sinistra nel senso di salita. Come già detto, quest’ultima risulta franata appena dopo il bivio, per cui è necessario continuare per la carraia fin quasi al sommo della salita. Poi ci si deve calare lungo il ripido pendio boscoso (attenzione) recuperando il sentiero appena dopo il breve tratto franato. Si segue la traccia all’inizio evidente, effettuando poco più avanti un tornante sinistrorso cui segue uno destrorso (l’orientamento è facilitato da nastri di plastica bianco/rossi). Dopo altri due tornanti si riprende la direzione SW, aggirando mediante curva a destra un costa, giungendo poco dopo nei pressi di pendii detritici dominati da friabili dirupi. Approdati nella magnifica radura sottostante gli edifici di S.Matteo, la si contorna sulla destra e dopo breve risalita si raggiunge la chiesetta omonima (la cui fondazione è antecedente al XII secolo) con l’annesso oratorio ricostruito da Fabio Bocchialini. Dopo una sosta d’obbligo in questo luogo magnifico e carico di storia (una traccia erbosa in discesa, che si stacca a sinistra nei pressi dei tavoli con panche, conduce ad un’antica fonte), si mette piede nella carrareccia d’accesso proveniente da Zibana, che costituisce la nostra comoda via di discesa. Ignorato subito a sinistra il sentiero proveniente da Sommogroppo, si procede per l’ampia traccia attraversando due vallette formate da due rii (nella prima si trova una fonte), avanzando successivamente in salita. Aggirata una costa si incomincia a perdere progressivamente quota inizialmente fuori dal bosco (notevoli visuali panoramiche). Rientrati in quest’ultimo si attraversa un’altra valletta, procedendo successivamente per un tratto in piano/lieve salita, per poi riprendere a scendere costeggiando il margine superiore di un’ampia area disboscata. Continuando lungamente per la comoda carrareccia, si raggiunge più avanti una costa dove a sinistra si nota panchina e una lapide. Dopo una discesa si approda nelle splendide radure della località Lago Maggiore (si tratta di uno stagno stagionale) che si attraversano avanzando in lieve salita. Congiuntisi con un’altra traccia che a destra sale verso il crinale del Caio, si svolta a sinistra costeggiando un ampio campo con capanno in legno (a destra si trova una fonte). Si prosegue lungo l’evidente tracciato e nel momento in cui curva a destra lo si abbandona continuando diritto per ampia mulattiera. Dopo qualche minuto si rimette piede nella carraia di prima che si segue in direzione di Zibana, perdendo quota in lieve discesa. Effettuando diverse svolte e tornanti e costeggiando splendide e panoramiche radure, si giunge in corrispondenza della recinzione dell’area di addestramento cani S.Matteo, dove a sinistra si stacca una traccia che conduce a Sommogroppo. Proseguendo per il percorso principale, dopo aver effettuato un tornante sinistrorso, si transita in corrispondenza dell’ingresso della menzionata area di addestramento cani. Poco più avanti si raggiungono le prime case di Zibana (bella fontana sulla destra) e per stradello si scende alla chiesa.

 

Annunci