Il Monte Aguzzo da Sivizzo

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Punto di partenza/arrivo: Sivizzo 822 m

Dislivello: 530 m ca.

Durata complessiva: 2,45 h

Tempi parziali: Sivizzo-Grammatica-Passo della Sisa (1,10 h) ; Passo della Sisa-Monte Aguzzo (30 min) ; Monte Aguzzo-Sivizzo (1 h)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: maggio 2019

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Corniglio. Da quest’ultima località si prende la S.P. 75, diretta al Passo del Ticchiano e a Monchio delle Corti, raggiungendo dopo 2 km il paese di Sivizzo, dove si parcheggia l’auto (scarse possibilità di parcheggio).

mapwww.openstreetmap.org   (Nel tratto evidenziato color arancio il percorso è puramente indicativo)                                               

 

Descrizione dell’itinerario

La Val Bratica senza dubbio è una delle più belle aree dell’Appennino parmense e tra i luoghi montani più suggestivi e intatti dell’intero Appennino emiliano. Vi regna in ogni stagione una pace e un silenzio “stranianti” e contemplativi, valori sempre più rari e preziosi in un’ottica di sfruttamento turistico e/o agonistico della montagna. La segnaletica CAI è assente in quasi tutta la valle (e in quei pochi sentieri in cui teoricamente dovrebbe essere presente, eccetto la seconda sezione del sentiero n° 737 per in Monte Navert, risulta ormai quasi del tutto irreperibile), ma non se ne sente la mancanza. Certo è – in riferimento a quanto detto – che viene spontaneo chiedersi il motivo di questo imbarazzante disinteressamento, visto che le attrattive ambientali e storiche offerte dai luoghi in questione hanno pochi eguali in tutto il vasto settore montuoso parmense. Il percorso proposto è semplicemente stupendo, in primo luogo per la bellezza delle zone attraversate, inoltre perché durante la salita si avrà l’onore di seguire una vecchia mulattiera (che unisce Grammatica al Passo della Sisa) ancora incredibilmente intatta dalla distruzione operata dai mezzi motorizzati. L’itinerario proposto costituisce una variante più breve, ma altrettanto suggestiva, di un altro anello effettuato dall’autore della relazione nel giugno del 2016: Monte Aguzzo: anello da Sivizzo.

Si esce dal paese di Sivizzo procedendo in direzione di Grammatica, giungendo dopo alcuni minuti in corrispondenza di un pendio aperto con vegetazione (si tratta di una vecchia frana) dove a destra si stacca una carraia. La imbocchiamo avanzando in ripida salita paralleli ad un ruscello, svoltando poco dopo a sinistra. Si sale molto ripidamente per l’ampia traccia, incontrando subito un bivio dal quale si prende il percorso di sinistra (si tratta con grande probabilità di una vecchia mulattiera che collegava la frazione di Sivizzo al paese di Grammatica). Il tracciato, che si restringe per un tratto a sentiero, contorna il margine inferiore di un campo, avanzando in lieve salita e pianeggiando. Dopo aver oltrepassato un ruscello e un solco asciutto, si presenta un bivio da cui occorre prendere la traccia di sinistra. Quest’ultima, all’inizio non particolarmente marcata, procede per un tratto in leggera discesa, ampliandosi, oltre l’attraversamento di un ruscello, a carraia. Si prosegue per lo storico tracciato (rami e tronchi che sbarrano il percorso e alcuni tratti piuttosto infrascati denotano la nulla frequentazione di questa mulattiera, designata nel corso degli anni ad essere inglobata dalla vegetazione) fino a raggiungere il palo in legno di una vecchia linea elettrica, da cui, al bivio che si presenta, si prende la traccia di destra, assecondando in questo modo la palificazione. Si prosegue per la magnifica mulattiera ammirando a destra suggestivi e vecchi muretti a secco che ci fanno intuire la storicità del percorso che stiamo seguendo. Dopo aver sottopassato la linea elettrica di prima si costeggia il margine di una bella radura (si ignora una traccia che si stacca a sinistra), ammirando una bella visuale sulla Val Bratica (in lontananza si notano le case del paese di Grammatica che dovremo raggiungere). Si prosegue per l’ampia mulattiera in ambiente boschivo molto interessante con andamento pianeggiante e in lieve salita. Ammirando altri suggestivi muretti a secco che delimitano campi e radure situate alla nostra destra, si procede uscendo in seguito dal bosco, sottopassando subito un’altra linea elettrica. Appena dopo un ometto alla nostra destra, si stacca a sinistra una traccia in discesa che, se presa, condurrebbe alla sottostante Provinciale. Noi continuiamo per il vecchio tracciato, trascurando a sinistra, poco più avanti, un’altra traccia in discesa (a destra paletto in legno con segno di vernice blu). Si procede poi in leggera discesa, raggiungendo infine una costa franosa da cui si scende alla sottostante strada asfaltata che si segue a destra. In meno di 10 minuti si raggiungono le prime case del paese di Grammatica1019 m, il cui centro vero e proprio non attraverseremo. Appena dopo una netta svolta a destra della strada, in corrispondenza di una casa, si stacca a destra una carraia che ignoriamo, mentre imbocchiamo l’ampia traccia che si diparte dopo pochi metri. Si avanza inizialmente a fianco di strati di argilliti, per poi contornare dall’alto un bel campo situato alla nostra destra. Stiamo percorrendo un vecchio tracciato che ebbe in passato una certa importanza, in quanto percorso di accesso per i valligiani al Passo della Sisa, strategico valico di crinale. Si guadagna quota per la mulattiera, notando a terra ciò che rimane del selciato originario, in lineare e moderata salita, raggiungendo poco più in alto il margine superiore del pendio che fa da sponda sinistra orografica della valletta formata dal Rio del Canalaccio. Si prosegue lungo il magnifico tracciato (altri tratti con il selciato originario), che, rispetto l’ampiezza originaria, si è notevolmente ridotto, avanzando con andamento lineare interrotto da qualche piccola svolta. Più avanti la mulattiera si amplia a carraia, riprendendo forse le dimensioni di una volta, oppure, come è probabile, allargata successivamente (sono talvolta presenti segnavia di color arancio sui tronchi degli alberi). Più in alto si esce in una piccola radura arbustiva (a sinistra notiamo dei lacerti di un vecchio muretto a secco) incontrando anche un ometto che ci conferma di essere nel giusto percorso, comunque sempre evidente e marcato. Rientrati nella vegetazione, si prosegue per la mulattiera che più avanti, all’interno di un bosco ad alto fusto, effettua una netta svolta a sinistra determinando in questo modo un brusco cambio di direzione. Si avanza infatti verso SW, con andamento pianeggiante o in lieve salita, ai lati di belle radure arbustive. Raggiunto un ampio valico di crinale, il Passo della Sisa 1211 m, si prende a destra un ripido sentiero che effettua poco dopo una svolta a sinistra, conducendo in questo modo sul filo dell’ampia e boscosa dorsale Bratica/Parma. Si asseconda quest’ultima lungamente per ampia traccia, avanzando perlopiù in lieve salita e pianeggiando, con qualche tratto in discesa. Poi, piegando a sinistra e scendendo con maggiore decisione per un breve tratto, si giunge nei pressi del sommo di uno spettacolare pendio di marne e arenarie, ammirando un notevole colpo d’occhio sull’Alta Val Parma. Il sentiero piega a destra e porta a guadagnare quota in ripida salita, inizialmente ancora nel bosco, poi uscendone. Si effettua successivamente uno spettacolare obliquo ascendente in cui, per traccia in un tratto piuttosto scoscesa, si tagliano ripidi pendii di marne e arenarie. Giunti in corrispondenza del margine W della dorsale, si sale puntando al caratteristico palo in ferro (residuo di una stazione radio della Seconda Guerra Mondiale) che segna la sommità del Monte Aguzzo1324 m (la cime è spostata leggermente a destra rispetto al sentiero di crinale). Dopo una meritata sosta sull’altamente panoramica sommità di questo monte, si continua lungo la traccia principale che, all’interno del bosco, inizia a scendere effettuando alcune piccole svolte. Dopo una discesa ripida e scivolosa per sentiero insolcato, ci si immette in una traccia che, seguita a destra, conduce appena dopo in una selletta di crinale. Da qui, abbandonando il percorso che scende diritto – e che condurrebbe ugualmente a Sivizzo – si continua ad assecondare la dorsale spartiacque per marcato sentiero che procede per un tratto in salita. Sfiorata la sommità dell’ultima quota della dorsale Bratica/Parma, si riprende a scendere per traccia quasi sempre ben incavata (in un breve tratto il percorso si biforca per poi riunirsi poco più avanti). Si continua a scendere tenendosi alla sinistra della dorsale spartiacque, procedendo in versante Parma, riprendendo più avanti il filo del boscoso crinale. In seguito si esce improvvisamente dal bosco in un’ampia area disboscata, sottopassando subito una linea elettrica, perdendo poi quota per ripida carraia. Più in basso il tracciato effettua una netta svolta a destra: proprio in corrispondenza della curva, spostandosi a sinistra e scendendo per pochi metri, ci si trova proprio sul margine superiore dell’ampia frana di Corniglio, da cui, oltre che una notevole visuale panoramica, è possibile ammirare delle curiose conformazioni create dagli smottamenti della frana in questione. Ripreso in percorso principale, si perde quota effettuando alcuni tornanti all’interno di un’area disboscata, ignorando più in basso, in corrispondenza di una netta svolta a destra e della linea elettrica che si sottopassa per una seconda volta, una traccia che si stacca a sinistra. Si continua a scendere per l’ampia traccia compiendo altre svolte e tornanti, fino a raggiungere il margine inferiore dell’area disboscata, rientrando appena dopo nel bosco. Si prosegue per la carraia, tralasciando, appena prima di una svolta a destra, una traccia a sinistra, procedendo poi a fianco di alcune belle radure. Dopo aver oltrepassato un ruscello, si presenta un bivio da cui si prosegue a sinistra/diritto, ignorando a destra una carraia che sale in direzione della dorsale Bratica/Parma. Si continua a perdere quota per la bella carrareccia, transitando nei pressi di idilliaci campi e radure e, raggiunto l’ennesimo bivio, si tralascia a sinistra un’ampia traccia in salita (freccia segnaletica rosso/blu). Si scende poi costeggiando un’altra magnifica radura, situata alla nostra sinistra, mentre sulla destra si nota una fonte/abbeveratoio. Poco dopo si ignora a destra una traccia che scende verso il fondo della valletta in cui ci troviamo e si prosegue uscendo successivamente dal bosco. Si scende ammirando ampie visuali, svoltando poi a sinistra e trascurando una carraia  che si stacca in questa direzione proprio in corrispondenza della svolta. Successivamente si perde quota per ripido stradello cementato costeggiando una proprietà, fino a mettere piede nella Provinciale per Monchio in corrispondenza delle ultime case del paese di Sivizzo.

 

 

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