Il Groppo Maggio, i Groppi Neri e il Monte Binaghe

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Punto di partenza/arrivo: Corchia 651 m

Dislivello: 600 m ca.

Durata complessiva: 4,15/4,30 h

Tempi parziali: Corchia-Miniera Pietra del Fuoco-Groppo Maggio (1,10 h) ; Groppo Maggio-S. Bernardo (50 min) ; S.Bernardo-Groppi Neri (35 min) ; Groppi Neri-Monte Binaghe (30 min) ; Monte Binaghe-La Calà-Corchia (1,10 h)

Difficoltà: EE la salita al Groppo Maggio e ai Groppi Neri ; E la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: ottobre 2018

Accesso stradale: Parma-Fornovo-Ghiare di Berceto-S.P. 523. Dopo il ponte sul Manubiola e un paio di tornanti, occorre svoltare a sinistra seguendo l’indicazione per Corchia. Si attraversa poco dopo la frazione Bergotto e per stretta stradina, in alcuni tratti piuttosto dissestata, si raggiunge Corchia. Si abbandona l’auto in un comodo parcheggio situato a destra poco prima del paese vero e proprio

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Escursione di grande interesse panoramico, geologico e storico. Il percorso proposto implica un paio di “fuori sentiero” che impreziosiscono notevolmente l’escursione, in quanto permettono di gustare in totale solitudine angoli selvaggi e incontaminati. Il punto di partenza e arrivo è localizzato a Corchia, nucleo di impianto medievale tra i più suggestivi dell’intero Appennino emiliano.

Dal parcheggio si attraversa interamente lo splendido borgo, continuando poi per carraia pianeggiante all’interno di un magnifico castagneto. Entrati nella valle formata dal Torrente Manubiola, si giunge nei pressi di un ponte (indicazioni), da cui si prosegue diritto (CAI n° 833/837, Sentiero delle Miniere), lasciando a sinistra il percorso n° 835. Ignorata subito una traccia che si stacca a sinistra, si continua lungo la bella carraia in lieve salita, per poi guadagnare quota con maggiore decisione. Appena dopo un’area pic-nic con giochi per bambini situata alla nostra destra, si abbandona l’ampia traccia seguita fino a questo momento, imboccando a destra un’altra carraia in salita (indicazione del Sentiero delle Miniere). Si effettuano inizialmente alcuni tornanti, incontrando poco più in alto un bivio da cui si deve svoltare nettamente a sinistra, ignorando l’ampia traccia che prosegue diritto. Dopo una salita in moderata pendenza (si ignora a destra una traccia inerbita), si attraversa con andamento pianeggiante un rimboschimento a conifere. Poco dopo, guardando a destra, si nota un rudere: si tratta della vecchia polveriera utilizzata dai minatori come deposito degli esplosivi. Si continua lungo la carraia scendendo leggermente per poi risalire, abbandonando successivamente questo tracciato per imboccare a destra (freccia segnaletica con scritto “scarpata”) un ampio, ripido e sassoso sentiero (si tratta del percorso utilizzato dai minatori). Dopo il primo strappo la traccia si restringe facendosi meno erta, compiendo una svolta a sinistra. Al successivo bivio si prende il sentiero di destra che risale un ripido e sassoso pendio (“la scarpata”: sono presenti a sinistra dei cordoni). Raggiunto un ripiano boschivo (pannello esplicativo e area giochi sulla destra) si vira nettamente a sinistra, raggiungendo dopo una salita una selletta con poggetto ofilotico a sinistra e barriera in legno a destra. Appena dopo si incontra un bivio da cui si prosegue diritto/destra, avanzando in leggera discesa alla base dell’ampio profilo meridionale del Groppo Maggio, che fra poco cominceremo a risalire. Appena oltre l’attraversamento di un ruscello si approda in un magnifico ripiano (tavolo con panche) chiuso da un costone ofiolitico, dove è situata l’entrata, normalmente chiusa da un cancello, della Miniera Pietra del Fuoco927 m. Dopo un’eventuale sosta ritorniamo sui nostri passi varcando nuovamente il ruscello ed iniziando appena dopo la risalita del profilo del Groppo Maggio. Inizialmente si sale puntando ad un pannello solare, per poi proseguire spostandosi lievemente a sinistra, onde assecondare il poco accennato dorso di una costa boscosa. Si sale diritto per alcuni minuti tenendo costantemente d’occhio alla nostra destra il crinale di un’altra costa. Quando il pendio boscoso si fa più regolare, si vira a destra dirigendosi verso l’altra dorsale (in realtà si tratta del margine orientale del profilo che stiamo risalendo). Raggiunto quest’ultima, la si segue tenendosi appena a sinistra del suo filo, oltrepassando alcuni arbusti ed ammirando notevoli visuali sulle verticali pareti ofiolitiche del Groppo Maggio. Usciti dalla vegetazione si sale puntando ad un estetico dente roccioso, avanzando poi alla sua destra per ripido pendio piuttosto franoso e con qualche cespuglio spinoso. Raggiunta la dorsale sommitale del Groppo Maggio967 m, la si segue comodamente a sinistra ammirando ampie visuali e gustando le peculiarità di un’ambiente naturale veramente unico. Dopo una discesa e successiva risalita, si scende alla sottostante carraia (percorso CAI n° 833), che si segue a destra in direzione di S.Bernardo. Si valica poco più avanti una selletta, oltre la quale si piega a sinistra iniziando a perdere quota, incontrando appena dopo un bivio da cui si svolta a destra tralasciando una traccia a sinistra. Dopo altre svolte si riprende la direzione nord, procedendo sempre in discesa ed ammirando alla nostra destra un suggestivo groppo ofiolitico. Raggiunto un bivio evidente, il percorso da seguire è quello di destra (segnavia), il quale poco dopo effettua un tornante sinistrorso, riconducendo in questo modo nella direzione di prima (nord). Appena oltre una sbarra si presenta un altro bivio (frecce e segnavia), dove si va a sinistra, ignorando a destra lo stradello d’accesso al nucleo abitato di Fagiolo. Si guadagna quota per carrareccia effettuando diversi tornanti, fino a giungere nel pressi del dorso di una costa, dove a sinistra si stacca il sentiero n° 837. Temporaneamente lo ignoriamo proseguendo diritto lungo la carraia, raggiungendo in breve una splendida radura circondata da castagni dove è situata la chiesa di S. Bernardo 947 m (una lapide ricorda i partigiani uccisi dai nazifascisti in una battaglia del 2 febbraio del 1945). Dopo un’eventuale sosta si ritorna al bivio di prima, da cui si prende a destra il sentiero n° 837, ignorando subito a destra il percorso n° 833a per Moncucco Belforte. Si avanza in piano/leggera salita all’interno di uno splendido ambiente boschivo, tralasciando una traccia inerbita che si stacca a sinistra. Nei pressi di una fontana il tracciato piega a destra e, appena dopo aver valicato una costa boscosa, curva a sinistra (si ignora a destra una traccia). Segue l’attraversamento di un’altra costa, oltre la quale il sentiero svolta nettamente a sinistra avanzando a mezza costa. Raggiunto un poggetto panoramico è possibile ammirare una notevole visuale sull’appartata valletta in cui ci troviamo, delimitata a destra dal Monte Minara con al centro l’ofiolitico Groppo (o Groppi) Neri, e a sinistra dal Groppo della Donna che precipita verso ovest con un verticale sperone. Seguendo l’ottima traccia si raggiunge il fondo della valletta dove si guada un rio, proseguendo successivamente in ripida salita per sentiero che effettua alcuni tornanti. Nel momento in cui la vegetazione si dirada e il tracciato effettua una netta svolta a destra, l’abbandoniamo spostandosi a sinistra, attraversando in obliquo dei pendii erbosi con massi in direzione delle soprastanti rocce dei Groppi Neri (quella proposta è una variante rispetto al percorso segnato che permette di ammirare notevoli visuali in un contesto ambientale tra i più suggestivi di tutto l’Appennino parmense). Mirando ad un evidente e verticale spuntone/gendarme ofiolitico, si sale senza via obbligata passando a fianco di massi su terreno piuttosto ripido ma che non oppone alcuna difficoltà tecnica. Guadagnando successivamente quota appena a sinistra del menzionato spuntone, si raggiunge una suggestiva forcella da cui, volgendo a destra e superando qualche roccetta, si può salire sull’ariosa cima del pinnacolo. Si prosegue senza via obbligata in ambiente stupendo, passando a fianco di curiose conformazioni rocciose, fino a guadagnare con soddisfazione la sommità dei Groppi Neri 1031 m. Dalla cima si scende per alcuni metri raggiungendo in breve il percorso segnato (n° 837) che si segue a sinistra assecondando una spettacolare cresta ofiolitica. Rientrati nel bosco il sentiero effettua un’ampia curva a sinistra ed inizia a salire piuttosto ripidamente. Usciti dalla vegetazione si continua per traccia sassosa che asseconda il dorso di una costa, abbandonandola poco più in alto. Dopo aver attraversato pendii ghiaiosi e un altro tratto di bosco, si raggiunge la dorsale spartiacque Manubiola/Cogena. La si percorre in direzione sud restando nei pressi e assecondando il suo filo, attraversando successivamente una macchia boscosa e una radura arbustiva. Dopo una breve salita all’interno del bosco si sbuca sulla cima del Monte Binaghe1162 m, da cui si ammira un notevole panorama. Dalla sommità si scende lungo la dorsale spartiacque, che in questo tratto si presenta ghiaiosa e con massi, per poi penetrare nel bosco avanzando in leggera salita sulla destra del crinale. Raggiunto nuovamente quest’ultimo, si riprende a scendere per sentiero che asseconda la dorsale in questa sezione principalmente erbosa e con arbusti. Dopo una discesa all’interno di un bosco più fitto si approda al valico La Calà1078 m, da cui si prende a sinistra il percorso n° 833 in direzione di Corchia. Si perde quota per ampia traccia che si abbandona quasi subito per sentiero a sinistra (paletto con segnavia). Poco più avanti si attraversa una piccola area disboscata, penetrando nuovamente nel bosco e continuando per il sentiero, in alcuni tratti non particolarmente evidente, che procede in direzione nord. Ad un certo punto la traccia svolta nettamente a destra conducendo in una piccola radura arbustiva, rientrando appena dopo nel bosco e perdendo quota in direzione est. Si continua per il percorso principale che effettua diverse svolte (lungo il cammino si transita a fianco di un notevole esemplare di faggio), fino a giungere nei pressi di un rio. La traccia procede costeggiando il corso d’acqua, per poi virare a sinistra e varcarlo. Poco dopo si incontra un altro rio dove, preso il sentiero di sinistra, si attraversa il corso d’acqua, oltre il quale si sale leggermente congiungendosi con il percorso seguito in salita a poca distanza dalla Miniera Pietra del Fuoco, che si trova alla nostra sinistra. Si rientra a Corchia percorrendo a ritroso il tragitto effettuato all’andata.

 

 

 

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Lozzola-S.Bernardo-Groppi Neri

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Punto di partenza/arrivo: Lozzola 520 m

Dislivello: 550 m ca

Durata complessiva: 4,30/4,45 h

Tempi parziali: Lozzola-S.Bernardo (1,30/1,45 h) ; S.Bernardo-Groppi Neri-S.Bernardo (1,15/1,25 h) ; S.Bernardo-Castello-Lozzola (1,30 h)

Difficoltà: E

-EE la salita lungo il profilo sud/est dei Groppi Neri 

Eventuale digressione su sperone roccioso che comporta un breve tratto di I°/I°+

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: aprile 2015 (tratto S.Bernardo-sommità Groppi Neri ottobre 2018)

Accesso stradale: Parma-Fornovo-Ghiare di Berceto-Lozzola

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map (2)Stralci della mappa dal sito: www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

La dorsale montuosa che divide la Val Cogena dalla Val Manubiola è di grande pregio ambientale e interesse paesaggistico. Non particolarmente frequentata, la zona offre notevoli possibilità escursionistiche: è possibile, infatti, realizzare splendidi anelli, oppure traversate, con punto di partenza e arrivo localizzati a Lozzola (come in questo caso), a Belforte o anche a Corchia. La situazione sentieristica (sarebbe più corretto parlare di globale valorizzazione della zona) lascia piuttosto a desiderare. E ciò mi stupisce (in realtà non più di tanto!), soprattutto in relazione alla pretesa “rivalutazione” della montagna appenninica che da qualche tempo a questa parte sta diventando un vero e proprio tormentone, uno slogan e nient’altro. Riguardo l’area in questione, ho riscontrato una buona dose di imprecisioni, inesattezze e gravi “facilonerie” per quello che concerne sia il tracciato di alcuni sentieri (nel senso di discordanze tra il percorso effettivo sul terreno e quello segnato in alcune mappe) come anche l’individuazione delle diverse cime. A tal fine, vorrei dilungarmi sulle varie e interessanti sommità che caratterizzano l’area, sulle quali esiste una certa confusione. La dorsale Manubiola-Cogena consta delle seguenti cime, elencate da sud a nord: 1) il Groppo delle Pietre 1289mimpercettibile sommità lambita dal sentiero 837 nel tratto Termine del Gatto-La Calà  2) Il Monte Binaghe 1159 mè attraversato dal sentiero 837 nel tratto La Calà-Groppi Neri 3) Il Groppo della Donnapresenta tre quote di cui la più elevata raggiunge i 1139 m e la si raggiunge con una breve deviazione dal sentiero 837. Interessante è una cima quotata 1078 m che si caratterizza per la sua forma aguzza e le ripide pareti di ofiolite che precipitano verso la Val Manubiola. Più spostate nel versante Cogena troviamo queste sommità: 4) Il Groppo o I Groppi Neri 1031 m: ammasso ofiolitico appartato, ma ben caratterizzato, situato ad ovest rispetto Il Groppo della Donna. Erroneamente identificato con quest’ultimo in alcune relazioni, è attraversato (eccetto la sommità) dal sentiero 837. 5) Un ampia sella separa I Groppi Neri dal Colle Museriri 1044m, tozza montagna che precipita verso sud/sud-est con uno scosceso versante. La sommità è raggiungibile dalla menzionata sella destreggiandosi tra vegetazione invadente e risalti di ofiolite. 6) Il Colle Museriri degrada verso la Val Taro con pendii boscosi. Più in basso, in questo versante, troviamo i due Torrioni di Cumbratina. Il più elevato e imponente è di problematico accesso; il più piccolo invece si lascia raggiungere più facilmente, anche se richiede le dovute cautele. A tal fine si veda: Val Taro: anello delle ofioliti . 7) Collocato nel fondovalle Cogena è Il Groppo delle Tassare 783 m, ammasso ofiolitico la cui base è lambita dal sentiero 833. Infine nel versante Manubiola troviamo le seguenti cime: 8) Il Groppo Maggio 967 m, montagna ofiolitica disposta nella sinistra orografica della Val Manubiola, che precipita verso quest’ultima con suggestive pareti e contrafforti rocciosi. La sommità la si raggiunge facilmente staccandosi dalla carraia contrassegnata n° 833A che dal passo La Calà conduce a S.Bernardo. 9) Il Groppo dell’Asino 1153 m, montagna prevalentemente boscosa che costituisce la sponda destra (orografica) della Val Manubiola di Corchia. La sommità è attraversata dal sentiero n°835 che dal Passo La Calà conduce a Corchia.

Lasciata l’auto nei pressi della chiesa di Lozzola, si segue una stradina asfaltata che dopo un tornante e alcune svolte conduce ad un bivio. Si va a destra, lasciando a sinistra una carrozzabile diretta alla frazione Castello (che visiteremo al ritorno), transitando in seguito sotto caratteristiche pareti di ofiolite. Si prosegue per la stradina fino ad un evidente bivio, ben riconoscibile per la presenza di un grosso masso ofiolitico con segnavia bianco-rosso (percorso n°837). Si abbandona l’asfalto e si imbocca a sinistra una carraia che procede in costante salita effettuando alcuni tornanti. Dopo aver aggirato una costa, si esce dal bosco (belle visuali sul Groppo di Gorro) giungendo in un’area caratterizzata da strane conformazioni ofiolitiche. Dopo un’eventuale perlustrazione, si continua per la carraia che presto rientra nel bosco. In seguito dobbiamo prestare attenzione al reperimento del giusto percorso: infatti, giunti nei pressi di un trivio, abbandoniamo la carraia per imboccare a sinistra un sentiero (segnavia molto poco visibile collocato a sinistra). La traccia procede il leggera salita all’interno di un magnifico ambiente boscoso e conduce nei pressi di alcuni suggestivi ruderi. Il sentiero si fa poi ben più marcato e dopo un tratto in moderata salita, inizia un lungo aggiramento a mezza costa delle pendici del boscoso Monte Minara. Dopo una svolta a sinistra, l’ampia traccia confluisce in uno sterrato che seguiamo a destra in leggera discesa transitando in seguito nei pressi di Casa Grassi (notevole esempio di ristrutturazione rispettosa dell’assetto originario). Un ultimo breve tratto di carraia in leggera salita conduce alle magnifiche radure con alberi di castagno dove è situata la chiesa di S.Bernardo 947 m (a destra dell’edificio troviamo un’iscrizione, affissa su un masso ofiolitico, che ricorda una battaglia tra partigiani e truppe tedesche avvenuta il 2 febbraio 1945). Dalla chiesa continuiamo per l’ampia carrareccia che dopo una breve discesa conduce ad un bivio. Andiamo a destra imboccando il sentiero n° 837 diretto al Passo La Calà, ignorando subito a destra la traccia contrassegnata n° 833A diretta a Moncucco Belforte. Il tracciato entra in seguito all’interno di un magnifico bosco e procede perlopiù pianeggiando. Dopo aver aggirato la dorsale settentrionale della quota 1078 m del Groppo della Donna, si entra all’interno di una splendida valletta, certamente uno dei luoghi montani più interessanti di tutto l’Appennino parmense. Il sentiero continua in discesa conducendo nel centro della valle formata un rio (ambiente fiabesco), per poi risalire ripidamente lungo la sponda opposta. Dopo aver effettuato alcuni tornanti, si esce dal bosco più o meno in prossimità del profilo sud-est dei (o del) Groppi/o Neri. Possiamo raggiungerne la sommità continuando lungo il sentiero n° 837 che conduce ad un’ampia sella da cui si piega a sinistra verso la non lontana cima. In questa sede mi permetto di consigliare una salita fuori sentiero avendo come direttrice l’appena menzionato profilo sud-est del groppo (nella parte alta roccioso) che consente di gustare al meglio le peculiarità di questi luoghi. A tal fine, si abbandona il sentiero e si avanza in obliquo a sinistra avendo come valido punto di riferimento un verticale gendarme ofilotico, situato più in alto e a destra rispetto al punto in cui siamo. Si procede senza via obbligata aggirando diversi massi, guadagnando successivamente quota a sinistra del menzionato gendarme roccioso. Raggiunto un suggestivo intaglio, volgendo a destra e superando qualche roccetta si può salire sull’ariosa cima dello spuntone ofiolitico. Poi si continua liberamente in ambiente veramente suggestivo, guadagnando in breve la bella ed esclusiva sommità dei Groppi Neri, 1031 m, da cui si ammira un panorama grandioso. Scendiamo per il versante opposto aggirando a destra il risalto sommitale, ricongiungendosi con il sentiero n° 837 che effettuando alcune svolte conduce ad un’ ampia sella caratterizzata da piccoli gendarmi ofiolitici. Dalla sella mediante il sentiero n° 837 si fa ritorno a S.Bernardo, da cui si rientra a Lozzola per lo stesso percorso seguito in salita. Prima di terminare l’escursione consiglio una digressione: giunti al primo bivio incontrato all’inizio dell’escursione, andiamo a destra seguendo una stradina asfaltata. Dopo un tratto a mezza costa si giunge nei pressi della frazione Castello, dominata da un caratteristico sperone ofiolitico con croce sommitale, ben visibile dal Lozzola. Come degno completamento di questo itinerario consiglio di raggiungerne la sommità. A tal fine, una volta giunti ad una cappella, si abbandona l’asfalto e si sale a sinistra seguendo una dorsale con massi di ofiolite. Dopo poco si giunge alla base del risalto sommitale: una placchetta di alcuni metri che si supera direttamente con difficoltà di I°/I°+. Dall’aerea sommità dello sperone si discende con attenzione la placca e si ritorna sui propri passi fino al bivio di prima e alla chiesa di Lozzola, punto di partenza di questa inusuale escursione.