La cresta dei Groppi Rossi, il Monte Silara e il Monte Polo

Punto di partenza/arrivo: Passo del Silara, 1200 m

Dislivello: 430 m circa

Durata complessiva: 3,45/4 h

Tempi parziali: Passo del Silara-Groppi Rossi (1,10 h) ; Groppi Rossi-Passo del Silara-Monte Silara (1,30 h) ; Monte Silara-Monte Polo (30 min) ; Monte Polo-Passo del Silara (30 min)

Difficoltà: EE la cresta dei Groppi Rossi ; EE la traversata del Monte Silara ; E/E+ la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: aprile 2021

Riferimento bibliografico: Daniele Canossini – LE VALLI DI PARMA E L’ALTA LUNIGIANA – l’Escursionista 2002

Accesso stradale: Parma-Felino-Marzolara-Calestano-Fugazzolo. Prima di salire a Berceto, si imbocca a sinistra la SP 74 e la si segue fino a raggiungere il Passo del Silara

Descrizione dell’itinerario 

Proposta escursionistica molto inusuale ma estremamente affascinante e completa. Si tratta innanzitutto di effettuare un duplice anello che permette un’approfondita conoscenza dell’area dei Groppi Rossi. Tornati al Passo del Silara, consiglio vivamente di continuare l’escursione conquistando la cima dell’ofiolitico Monte Silara e l’altamente panoramica sommità del Monte Polo. 

Dal Passo del Silara si segue per poco la provinciale verso Marra, imboccando a destra (indicazioni) una carraia che avanza perlopiù in piano tenendosi nei pressi del crinale Parma/Baganza. Dopo una salita e una svolta a destra, si raggiunge un bivio dal quale, trascurato il percorso n° 731A da cui torneremo, prendiamo a sinistra il n° 741 diretto al Monte Borgognone. Si procede perlopiù in modo pianeggiante all’interno di un solitario bosco di faggi, varcando alcuni ruscelli e attraversando una piccola radura. Dopo un tratto in discesa, in corrispondenza di una svolta a destra, si trascura una traccia che si stacca a sinistra. Si continua per il piacevole percorso varcando altri ruscelli e costeggiando una radura con arbusti (bell’esemplare di faggio a destra). Procedendo in piano, dopo aver attraversato il margine inferiore di un’area disboscata, si raggiunge una cappella con bassorilievo al suo interno. Al bivio che qui si presenta, trascurato il tracciato che scende verso Marra, si prende a destra un sentiero che costituisce la continuazione del percorso CAI n° 741. Si guadagna quota per traccia infossata costeggiando il margine dell’area disboscata di prima, assecondando successivamente il filo del crinale tra interessanti stratificazioni. Ammirando belle visuali panoramiche sulla Val Parma e faticando discretamente a causa della pendenza sostenuta, si rientra poco più in alto nel bosco. Segue un’altra faticosa salita per ampia traccia che contorna il margine di un’area disboscata che digrada in versante Parma. Al termine di questa sezione si giunge nel limite sinistro di una radura da cui su abbandona il sentiero n° 741. Appena dopo alcuni arbusti che si costeggiano, si nota a destra una traccia non segnata: la si imbocca attraversando in questo modo la radura, ammirando una bella visuale del Monte Polo. Rientrati nella faggeta, si avanza in direzione sud-ovest assecondando il solitario percorso che risulta ben incavato ma con sterpaglie e rami data la nulla frequentazione. Procedendo perlopiù in modo pianeggiante, al bivio che si presenta in seguito si prende la traccia di destra oltrepassando subito un corso d’acqua. Si continua per il comodo percorso, sempre invaso da rami e sterpaglie, giungendo, dopo una discesa, in una radura. Varcato un corso d’acqua, si approda in una selletta dove a sinistra si nota un evidente sentiero che inizialmente sale in obliquo. Noi invece dobbiamo continuare a destra, assecondando una marcata traccia che si tiene alta rispetto ad un bel ripiano prativo frequentato da cavalli. Attraversata un’ampia radura più o meno al centro, il percorso si fa più incerto. Si procede nell’ambito di un’altra radura con arbusti tenendosi sulla sinistra, contornando il bordo di un dirupo. Attraversata una breve fascia boscosa, si avanza parallelamente ad un crinale erboso/terroso, fino a raggiungere una selletta a quota 1255 m, situata all’inizio della cresta dei Groppi Rossi. Ignorato il sentiero n° 731A, si procede lungo la splendida dorsale ofiolitica ammirando visuali incredibili e guastando le peculiarità di un’ambiente tra i più suggestivi ed integri a livello appenninico. Assecondando inizialmente un comodo sentiero, quando quest’ultimo si sposta a destra rispetto il filo di cresta, lo abbandoniamo insistendo lungo il più roccioso crinale ofiolitico. Superando e attraversando brevi balze friabili, si arriva alla base di un estetico spigolo a forma di becco che si supera direttamente con un interessantissimo passaggio, piuttosto esposto, di . Oltrepassato un intaglio, si continua facilmente per la superlativa dorsale, scavalcando la prima delle due quote più elevate. Per facile e panoramicissima cresta, si guadagna la quota principale, 1280 m, riconoscibile per il fatto che da qui in poi la dorsale inizia a digradare verso la sua terminazione nord-occidentale. Assecondando una traccia a volte ripida e scomoda, si aggirano a destra spettacolari spuntoni ofiolitici separati gli uni dagli altri da suggestivi intagli. Dopo un’ultima discesa si mette piede in una sella all’interno del bosco. Da qui si continua diritto, salendo lungo il margine di pendii prativi con cespugli. Senza alcuna traccia da seguire, si inizia poi a scendere costeggiando il limite del bosco. Entrati in esso, ci si trova a percorrere una dorsale che digrada parallelamente ad un’altra costa, mentre un avvallamento, situato alla nostra destra, separa i due crinali. Poco più in basso una vaga traccia conduce nel margine sinistro del profilo che stiamo discendendo, rinvenendo un segno rosso lasciato dai boscaioli. Man mano che si perde quota, la dorsale perde i sui connotati, trasformandosi in ampio pendio boscoso. Scendendo liberamente per esso, ci si immette necessariamente in una mulattiera proveniente da Casa Montana. Si asseconda questo tracciato a sinistra avanzando in modo pianeggiante, iniziando più avanti a costeggiare il margine di stupendi declivi prativi con massi. Ammirando splendide visuali sull’appena percorsa cresta dei Groppi Rossi, si doppia in seguito un costone, immettendosi appena dopo nel sentiero n° 731A. Andando a destra, assecondando i paletti/segnavia, ci si dirige verso un gruppo di alberi dietro i quali si trovano i ruderi di Pian della Capanna1120 m. Ritornati al punto in cui ci siamo immessi nel percorso segnato (si tratta di uno splendido ripiano prativo), si continua per esso volgendo subito a destra. Poi, attraversata una breve fascia boscosa, si vira a sinistra nell’ambito di un’altra radura. Orientandosi con i segnavia, si procede all’interno di un non fitto bosco impreziosito dalla presenta di interessanti esemplari di faggio. Sbucati in un’ulteriore radura, il percorso volge a destra (paletti) per poi piegare a sinistra e costeggiare il margine di altri prati. Trascurata una traccia secondaria, si sale piuttosto ripidamente prima nel bosco, poi per pendio prativo. Al culmine di quest’ultimo (paletto), ci si deve spostare un po’ a sinistra in direzione di un masso con segnavia, proseguendo successivamente per radure su traccia alquanto labile (sono presenti degli ometti). Dopo una brevissima discesa, si notano a sinistra degli alberi con segni fluorescenti e freccia di vernice rossa. Si continua per sentiero più incavato risalendo pendii con massi ofiolitici, valicando inoltre una dorsale. Dopo una breve fascia boscosa, si ritorna alla selletta e quota 1255 m, punto di inizio della cresta dei Groppi Rossi. Da qui si continua per il sentiero segnato entrando presto nel bosco, volgendo successivamente a destra verso un ripiano. Dopo una breve salita, si guada un primo ruscello che anticipa un secondo e più ampio corso d’acqua. Oltre quest’ultimo si volge a sinistra e dopo una brevissima salita ci si sposta brevemente a destra. Virando appena dopo a sinistra verso il rio di prima, si perde quota parallelamente ad esso. Il percorso conduce più in basso in un ripiano boscoso con labile traccia che scende verso Fioritola. Da qui si piega nettamente a destra assecondando una forestale, oltrepassando inizialmente un paio di ruscelli. Con andamento prima in piano poi in salita, attraversando nell’ultima parte una breve sezione interessata da una frana, si ritorna al bivio con il sentiero n° 741. Rientrati al Passo del Silara, continuiamo l’escursione al fine di conquistare due panoramiche cime affatto differenti l’una dall’altra a livello morfologico e geologico: il brullo e parzialmente roccioso Monte Silara e il boscoso/prativo Monte Polo. Dal valico, trascurata a destra una carraia che si stacca in corrispondenza di una curiosa casupola con torretta (percorso n° 741), si imbocca nella stessa direzione un sentiero che sale ripido a fianco di un affioramento di serpentinite con targa. Si procede successivamente nell’ambito di radure arbustive trascurando una traccia a sinistra e sottopassando due linee elettriche. Giunti ai piedi del versante meridionale del Monte Silara, si attraversa un’ampia traccia e si inizia ad ascendere onde conquistarne la cima. Progredendo liberamente (è presente anche un labile sentiero) ci si dirige verso la sezione rocciosa più evidente che presenta maggiori caratteristiche di continuità. Spostandosi a destra, se ne raggiunge la base e, se si ha voglia, ci si cimenta con qualche piacevole movimento d’arrampicata che potrebbe avvenire – a titolo di esempio – lungo un pilastrino di rocce non particolarmente solide (attenzione). Dalla sommità dell’ofiolite, 1297 m, si ammira un panorama straordinario che stimola una sosta contemplatrice. Si scende ripidamente nel versante opposto aggirando alcuni spuntoni rocciosi, gustando le peculiarità di un ambiente di grande pregio. Poi, con spostamento a sinistra, si penetra in una fascia boscosa oltre la quale si mette piede in un pianoro dove si ci inserisce nel percorso CAI n° 741. Si guadagna inizialmente quota assecondando per un breve tratto la pista del metanodotto per poi avanzare alla sua destra all’interno del bosco. Spostandosi in seguito verso nord-est, si esce nel margine superiore di una radura con arbusti che si costeggia per poco. Rientrati nella faggeta, si sale ripidamente svoltando a sinistra, guadagnando poco più in alto la dorsale Baganza/Parma sfregiata dallo sciagurato metanodotto. Assecondando l’ampio crinale a destra, si procede comodamente ammirando superlative visuali sulla Val Parma. Con andamento in lieve salita, si transita a fianco di gruppi di faggi, conquistando infine la poco accennata cima del Monte Polo1419 m (targhetta sul tronco di un faggio). La completezza del panorama che abbiamo di fronte esige una prolungata sosta al fine di ammirare tutte le cime dell’Alta Val Parma, e magari conteggiare quelle già visitate. Ritornati al ripiano alla base del Monte Silara, si prosegue per il sentiero segnato che procede all’interno del bosco parallelamente alla pista del metanodotto. Successivamente si svolta a sinistra per carraia che avanza ai piedi del versante meridionale dell’ofiolite. Compiuta una svolta a destra, si perde quota per ampia traccia interessata da fenomeni di erosione, sottopassando due linee elettriche. Innestatosi in una carrareccia in corrispondenza di un’area disboscata, la si segue a destra fino a sbucare, dopo una breve salita, nella SP 74 a fianco della caratteristica casupola con torretta. 

I Groppi Rossi e le due cime del Borgognone dal Passo del Silara

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Punto di partenza/arrivo: Passo del Silara 1197 m

Dislivello: 400 m ca.

Durata complessiva: 3,45 h

Tempi parziali: Passo del Silara-Groppi Rossi (45 min.) ; Groppi Rossi-sentiero n° 741-Monte Borgognone (1,15 h) ; Monte Borgognone-anticima est-località San Giovanni (30 min.) ; località San Giovanni-Passo del Silara (1,10 h)

Difficoltà: EE la cresta dei Groppi Rossi ; E/E+ la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: maggio 2020 ; Groppi Rossi-Passo del Silara: aprile 2021

Accesso stradale: Parma-Felino-Marzolara-Calestano-Ravarano-Fugazzolo-Passo del Silara

mapwww.openstreetmap.org

Nel tratto evidenziato color arancio il percorso è puramente indicativo

Descrizione dell’itinerario

Proposta molto interessante in luoghi di grande pregio ambientale e panoramico. Nella
prima parte, assecondando i segnavia del “nuovo” percorso n° 731A, si raggiunge una selletta situata lungo la dorsale dei Groppi Rossi. Al fine di guadagnare la quota più elevata
dell’ofiolitica cresta, suggerisco un breve e facile tratto d’arrampicata che conferisce un senso del tutto particolare all’escursione nel suo complesso. Il raggiungimento della dorsale Baganza/Parma, percorsa dal sentiero n° 741, avviene per tracce non segnate ma facilmente, eccetto pochi punti, riconoscibili. Infine, di grande interesse sono le due cime del Monte Borgognone, totalmente differenti l’una dall’altra. La vetta principale risulta dolce ed erbosa, mentre l’anticima orientale si presenta come un’affilata cresta precipitante in versante Parma con caratteristici dirupi.

Dal Passo del Silara si segue per poco la strada verso Marra imboccando una carraia contrassegnata n° 741 e n° 731A. Il tracciato avanza in piano/lieve salita tenendosi in versante Parma, lambendo il crinale spartiacque culminante nell’altura denominata Monte Castagnole. Dopo una salita e una netta curva a destra, si incontra un bivio da cui il segnavia n° 741 (indicazioni) piega nettamente a sinistra. Noi invece proseguiamo diritto perdendo quota per forestale (n° 731A), oltrepassando inizialmente una piccola frana. Dopo un saliscendi e due ruscelli con opere di incanalamento dell’acqua, si approda in un ripiano boscoso dove si nota a destra una traccia inerbita che scende. Qui il percorso segnato volge a sinistra e prosegue in lieve salita parallelamente ad un rio. Dopo uno spostamento a sinistra, si piega a destra oltrepassando il corso d’acqua in questione, cui fa seguito un altro ruscello. Il percorso, ottimamente segnato, conduce poco più avanti in una specie di ripiano nei pressi di belle e panoramiche radure. Dopo una svolta a sinistra e un ultimo tratto all’interno del bosco, si esce in prossimità di una selletta situata lungo la dorsale dei Groppi Rossi. Abbandonato il sentiero n° 731A che scende a Pian della Capanna, si inizia a percorrere la dorsale puntando alla sezione più rocciosa caratterizzata da uno spigolo a forma di becco. Seguendo una traccia, si avanza comodamente ammirando visuali straordinarie in uno dei più integri e preziosi ambienti montani di tutto l’Appennino emiliano (stupende fioriture nella stagione primaverile!). Giunti in corrispondenza della parte più rocciosa della cresta, nel momento in cui il sentiero si sposta a destra, continuiamo ad assecondare il filo della dorsale prestando attenzione alla friabilità della roccia. Dopo alcune brevissime balze, si arriva alla base del già menzionato spigolino che si scala direttamente con un facile, interessante ed areo passo d’arrampicata(I°). Si prosegue poi per cresta oltrepassando un suggestivo intaglio, fino a raggiungere e scavalcare una prima quota. Sempre assecondando la stupenda dorsale, si guadagna infine la cima centrale dei Groppi Rossi, 1280 m, molto poco caratterizzata ma riconoscibile per il fatto che da questo punto la cresta inizia a digradare. Dalla sommità, seguendo la traccia d’accesso che aggira la parte più rocciosa della cresta, si ritorna alla selletta iniziale. Si prosegue verso sud-est assecondando un sentiero che avanzando parallelamente ad un crinale erboso (la continuazione della dorsale dei Groppi Rossi) costeggia il limite della vegetazione. Dopo una breve fascia boscosa in cui il percorso si sdoppia (tenere il ramo di destra), si attraversa una prima radura con arbusti per traccia poco evidente. Fa seguito, appena dopo, una seconda e più ampia radura che si attraversa interamente da un capo all’altro. Poi si procede a mezza costa al di sopra di uno splendido ripiano prativo frequentato da cavalli. Raggiunta una sella, si trascura a sinistra un’ampia traccia e si prosegue diritto per sentiero che avanza inizialmente in obliquo a destra. Si deve poi risalire, sempre in obliquo ascendente, un pendio prativo, facendo attenzione a non tenersi troppo in alto. Recuperata una traccia più evidente, si prosegue attraversando fasce boscose, sbucando infine alla base di un pendio prativo. Qui occorre piegare nettamente a sinistra e dopo aver risalito il suddetto pendio immettersi nel percorso n° 741 che asseconda il crinale Baganza/Parma. Lo si segue verso sud procedendo inizialmente in lieve discesa, costeggiando poco dopo alcune conifere di reimpianto. Attraversata mediante scaletta una recinzione, il percorso contorna un pendio prativo recuperando successivamente il filo dell’ampio crinale. Si prosegue all’interno della faggeta con andamento perlopiù pianeggiante, ammirando, grazie ad alcune aperture, stupende visuali sulla Val Parma. Più avanti si attraversa una radura e dopo una salita piuttosto ripida all’interno del bosco si sfiora la sommità di un’altura (potrebbe trattarsi della cima del Groppo Albero). Si continua successivamente in piano/lieve discesa costeggiando il sommo di stupendi declivi prativi recintati che offrono ampie visuali sul crinale Baganza/Magra. Dopo aver attraversato delle piccole radure, si perde quota fino ad immettersi in una carraia. La si segue a destra (fontana a sinistra) in discesa e dopo una svolta a sinistra si raggiunge la località San Giovanni dove ci si congiunge con il percorso n° 731 proveniente da Pian della Capanna. Continuando a scendere per carraia si raggiunge un incrocio da cui si prosegue diritto (indicazione) per sentiero. Si avanza inizialmente in lieve salita per radura con arbusti e dopo una fascia boscosa si attraversa una seconda radura che offre belle visuali panoramiche. Rientrati nella faggeta, si prosegue per il marcato sentiero che, avanzando perlopiù in lieve salita ed effettuando alcune svolte, conduce ad un bivio (indicazioni) a poca distanza dal crinale divisorio. Si continua a destra guadagnando quota per traccia sassosa, fino a mettere piede nella selletta che divide l’anticima est del Borgognone (alla nostra sinistra) dalla cima principale (alla nostra destra). Ci dirigiamo alla volta di quest’ultima, salendo per traccia che asseconda il filo dell’erbosa dorsale spartiacque, oltrepassando inizialmente una breve fascia boscosa. Dopo un’ultima salita per pendio erboso, si guadagna la sommità del Monte Borgognone, 1400 m, caratterizzata da un cippo confinario e da una recinzione a filo spinato. Dopo una meritata sosta si ritorna alla selletta di prima da cui ci si dirige verso la caratteristica anticima orientale della montagna (appena dopo la selletta, alla nostra sinistra, si nota un altro interessante cippo del 1828). Avanzando inizialmente all’interno di un fitto boschetto e poi per crinale, ci si avvicina al risalto dirupato che precede la cresta sommitale. Con un esposto passaggio si guadagna quest’ultima che si presenta inizialmente alquanto sottile. Si prosegue lungo il magnifico e orizzontale crinale, ammirando visuali grandiose e buttando l’occhio, senza sporgersi troppo, sui dirupi che precipitano in versante Parma. Dopo un tratto di ripida discesa e un altro in cui si perde quota senza traccia per pendio erboso, ci si immette nel percorso n° 00 nei pressi della sua confluenza in una carraia e di un’antenna. Ci troviamo a non molta distanza dal Passo del Cirone, ma anziché raggiungere quest’ultimo assecondiamo il sentiero a sinistra avanzando nella prima parte in salita parallelamente alla cresta discesa poco prima. Dopo un tratto all’interno del bosco, si procede alla base dei suggestivi e friabili dirupi dell’anticima est del Borgognone. Rientrati nella faggeta, si ritorna in breve al bivio incontrato in precedenza, esattamente nel punto in cui il percorso n° 00 sale verso la selletta tra anticima e cima del Borgognone. Seguendo in senso inverso il tragitto effettuato all’andata, si ritorna al punto in cui ci siamo immessi, dopo aver percorso la cresta dei Groppi Rossi, nel sentiero n° 741. Si continua lungo quest’ultimo rientrando nella faggeta, avanzando perlopiù in piano/lieve discesa. In seguito si sbuca in una bella e panoramica radura dove il sentiero si sdoppia, mentre a sinistra si stacca un’ampia traccia che si ignora. Poi il tracciato perde quota contornando il margine superiore di un’area di bosco divelto per vento, dissesti o volontà umana. Dopo una discesa piuttosto ripida in cui la rada vegetazione permette di ammirare belle visuali panoramiche e un tratto nel quale si costeggia un’area pressoché disboscata, si raggiunge un bivio in corrispondenza di un’edicola votiva con Madonna in marmo. Tralasciato il percorso che scende verso Marra, andiamo a sinistra avanzando in piano/falsopiano nell’ambito di un’area di bosco rado (la stessa che poco prima abbiamo costeggiato). Si prosegue poi all’interno della faggeta, andando a sinistra ad un bivio (segnavia) ed effettuando poco dopo una netta svolta in quest’ultima direzione. Si avanza per un tratto in salita piegando successivamente a destra, attraversando, oltre la svolta, un solco e una radura. Rientrati nella faggeta, si procede perlopiù in piano compiendo qualche svolta, fino a ricongiungersi, in corrispondenza del bivio situato nei pressi del Monte Castagnole, nella carraia seguita all’andata. Da qui, in dieci minuti scarsi di cammino, si fa rientro al Passo del Silara.

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Groppi Rossi: anello dal Poggio di Berceto

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Punto di partenza/arrivo: Poggio di Berceto, 844 m

Dislivello: 450 m ca.

Durata complessiva: 4,45/5 h

Tempi parziali: Poggio di Berceto-Lago Bozzo (1,30 h) ; Lago Bozzo-sommità Groppi Rossi (45 min/1 h) ; Groppi Rossi-Passo Silara (1 h) ; Passo Silara-Fioritola-Poggio di Berceto (1,20 h)

Difficoltà: E (E+ il tratto Pian della Capanna-cresta dei Groppi Rossi) in condizioni normali (senza neve) ; EAI (EEAI il tratto sella quota 1255 m-cresta dei Groppi Rossi) in condizioni invernali

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo estivo o invernale

Ultima verifica: gennaio 2019 ; Groppi Rossi-Passo Silara: aprile 2021

Accessi stradale: Parma-Fornovo-Berceto. Si parcheggia l’auto nella parte superiore del paese, in località Poggio di Berceto

mapopenstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario  

La zona dei Groppi Rossi è senza dubbio una delle più suggestive e appartate aree montuose dell’intero Appennino parmense. Qui vi regna in ogni stagione una pace e un silenzio penetranti e “stranianti”. Nell’estate del 2020 è stato segnato un percorso (CAI n° 731A) che da Pian della Capanna conduce alla sella a quota 1255 m dei Groppi Rossi, per poi continuare in direzione del Passo Silara. In questa sede si descrive invece un accesso alternativo di gran lunga più interessante rispetto a quello segnato, che si svolge tra avvallamenti e costoni cosparsi di massi ofiolitici, in un contesto ambientale tra i più suggestivi in assoluto. I pochi ometti presenti nel gennaio del 2019 potrebbero risultare abbattuti dalle intemperie e non più ricostruiti. L’escursione è stata effettuata dall’autore della relazione in condizioni prettamente invernali.  

Abbandonata l’auto nel parcheggio di Poggio di Berceto, si imbocca a sinistra la provinciale per Calestano, abbandonandola subito per stradello a destra (indicazione turistica per la pineta e tabella dei percorsi CAI n° 731 e n° 731A). Si sale a fianco di alcune case per poi perdere quota per sterrata fino a raggiungere il bivio per Fioritola. Si prosegue lungamente per la strada, prima in salita e poi con andamento pianeggiante o in lieve pendenza, scendendo in ultimo al ponte sul Baganza. Attraversatolo, si continua per carraia (CAI n° 731) effettuando quasi subito un tornante destrorso in corrispondenza del quale si ignora a sinistra lo stradello per Case Schianchi. Si sale in moderata pendenza compiendo successivamente un tornante sinistrorso e in seguito uno destrorso. Continuando per la sterrata (sempre molto evidente anche in caso di neve abbondante), si incontra più avanti un bivio in corrispondenza di un tornante sinistrorso. Compiuto quest’ultimo e il successivo tornante destrorso, si riprende a guadagnare quota nella direzione di prima (SE/S) parallelamente ad una linea elettrica. Raggiunta una costa panoramica, ignorata a sinistra la continuazione dell’ampia traccia, si continua diritto per mulattiera/carraia che inizialmente avanza in discesa con alcuni brevissimi saliscendi. Procedendo poi in salita ed attraversando alcuni ruscelli, si raggiunge un bivio da cui si prosegue a destra, ignorando a sinistra la traccia d’accesso a Casa Montana. Si procede inizialmente in leggera discesa, incontrando poco dopo un bivio da cui si continua a sinistra tralasciando a destra un’ampia traccia. Con andamento prima in piano e poi in salita, si giunge in vista di un rifugio (proprietà privata) situato in prossimità del limite settentrionale del Lago Bozzo Lago d’Achille1058 m. Si prosegue per ampia traccia che costeggia la sponda occidentale dello specchio d’acqua, avanzando inizialmente all’interno del bosco. Dopo un cappano in lamiera, si procede in lieve salita per ampio percorso all’interno di una macchia boscosa. Sbucati in un magnifico pianoro, lo si attraversa interamente, recuperando, nell’estremità opposta, la continuazione del percorso segnato. Compiute un paio di svolte, inizialmente all’interno di una macchia di rado bosco, si attraversa un secondo più piccolo ripiano. Svoltando al suo termine a sinistra, si sale per poco raggiungendo i ruderi di Pian della Capanna1120 m, circondati da magnifiche radure. Dai resti murari (indicazioni) si ignora a destra la continuazione del sentiero n° 731 e si contorna, svoltando a sinistra, la macchia di vegetazione e bosco che ingloba le rovine della Capanna. Poi si vira nettamente a destra (paletti segnavia del percorso n° 731A) salendo per pendio aperto in direzione dei Groppi Rossi, raggiungendo un magnifico ripiano (luogo di impareggiabile bellezza). Abbandonato il sentiero n° 731A, si volge a sinistra verso un evidente costone che si risale brevemente lungo il suo dorso. Prima di raggiungerne il sommo, si piega a destra e si avanza verso il fondo di un avvallamento delimitato da un’altra costa caratterizzata da pietraie e massi ofiolitici. Dall’avvallamento si vira a sinistra e si sale verso un grosso masso (ometto), volgendo oltre quest’ultimo a destra. Successivamente si svolta a sinistra avanzando in obliquo ascendente, fino a piegare a destra (ometti) e guadagnare il dorso della menzionata costa che delimita l’avvallamento nel cui fondo siamo transitati poco prima. Si continua assecondando o restando nei pressi del sommo della costa, ammirando visuali veramente suggestive in un contesto ambientale integro e solitario. Ad un certo punto il percorso (ometti) vira a sinistra conducendo al sommo di un’altra poco accennata costa (si tratta in realtà di un ramo di quella di prima). Da qui si volge a destra avanzando in obliquo ascendente (è presente una traccia) e, spostandosi a sinistra, si approda su una marcata dorsale che si segue a destra. Effettuando un’ampia curva a sinistra ed attraversando anche una piccola macchia boscosa (segnavia del percorso n° 731A), si mette piede in un’evidente selletta a quota 1255 m che costituisce il punto di inizio della cresta dei Groppi Rossi. Da qui, volgendo a sinistra, si percorre la magnifica dorsale ammirando notevoli visuali, avvicinandosi alla sezione più rocciosa della cresta (un evidente spigoletto a forma di becco può essere scalato direttamente con un breve ma interessantissimo ed esposto passaggio di I°). Si aggira questa parte a destra per traccia, fino a riguadagnare il filo della dorsale e procedere nei suoi pressi. Oltrepassata una prima quota, si continua ad assecondare l’arioso, stupendo filo di cresta, approdando in breve su quella che rappresenta la cima centrale dei Groppi Rossi1280 m, riconoscibile per il fatto che l’ofiolitico crinale comincia da questo punto a digradare facendosi più severo e roccioso. Dopo una meritata sosta, ritorniamo sui nostri passi fino alla sella a quota 1255 m, da cui andiamo a sinistra in direzione del Passo del Silara. Assecondando i segnavia del percorso n° 731A, si penetra quasi subito nel bosco, raggiungendo una sorta di ripiano con a sinistra delle radure. Segue un breve tratto in lieve salita oltre il quale si attraversano un paio di rii. Dopo il secondo, il percorso volge a sinistra e perde quota procedendo parallelamente ad esso (segnavia ottimamente collocati). Messo piede in un ripiano boscoso, si piega a destra per ampia traccia varcando inizialmente un paio di ruscelli. Dopo una breve discesa, si procede in salita oltrepassando un breve tratto franato. Al bivio che si presenta poco dopo (indicazioni), si trascura a destra il sentiero n°741 per il Monte Borgognone e si continua diritto verso il Passo Silara. Si avanza per bella e ampia traccia che dopo una svolta a sinistra procede perlopiù in piano tenendosi nel versante Parma della dorsale spartiacque. Messo piede nella strada asfaltata proveniente da Marra, la si segue a sinistra oltrepassando il Passo Silara1200 m, continuando ulteriormente in versante Baganza. Dopo una netta svolta a destra ed aver sottopassato l’elettrodotto, in corrispondenza di un’altra curva a destra, si stacca a sinistra una carraia chiusa da un cancello. La imbocchiamo e seguiamo effettuando svolte e tornanti, ammirando notevoli visuali panoramiche (se la carraia fosse ricoperta da un manto nevoso, occorre prestare attenzione a non scivolare sulle canaline di scolo dell’acqua). Giunti nei pressi di Casa Fioritola, si volge a destra e si scende costeggiando la base dell’omonima, spettacolare ofiolite. Oltre quest’ultima, si prosegue per comoda carraia che avanza nella sponda destra orografica della valle formata dal Torrente Baganza (percorsi che si staccano a destra sono da ignorare). Dopo un tratto in piano e un bivio con carraia secondaria, si inizia una ripida discesa verso il fondo della Val Baganza. Effettuato il guado dell’omonimo torrente, che a seconda delle condizioni stagionali potrebbe risultare impraticabile, si procede in salita compiendo un tornante destrorso. Immessosi nella strada seguita all’andata, la si segue a destra in direzione di Poggio di Berceto. 

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I Groppi Rossi e il Monte Borgognone

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Punto di partenza/arrivo: Berceto/ponte sul Baganza 878 m

Dislivello: 540 m ca.

Durata complessiva: 5 h

Tempi parziali: ponte sul Baganza-Casa Montana di sotto (30/40 min) ; Casa Montana di sotto-Groppi Rossi (45 min) ; Groppi Rossi-sentiero 741 (30/40 min) ; sentiero 741-Groppo Albero-bivio sentiero 731 (30/35 min) ; bivio sentiero 731-Monte Borgognone e anticima est (40/45 min) ; Monte Borgognone-sentiero 731-Pian della Capanna (45 min/1 h) ; Pian della Capanna-Lago Bozzo-ponte sul Baganza (40 min)

Difficoltà: E+ 

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2015

Riferimento bibliografico: Daniele Canossini – LE VALLI DI PARMA E L’ALTA LUNIGIANA – l’Escursionista, 2002

Accesso stradale: Parma-Berceto. Dalla parte superiore del paese, chiamata Poggio di Berceto, si prende a sinistra la provinciale per Calestano abbandonandola subito per stradina a destra (indicazione per la pineta). Dopo aver attraversato in salita un nucleo di case, si incomincia a scendere per sterrata. Oltrepassato il bivio per Fioritola, si riprende a salire per stradina in parte asfaltata, continuando successivamente per ampia carrareccia in piano. Dopo una discesa si giunge al ponte sul Torrente Baganza, ma occorre parcheggiare l’auto in un qualche spiazzo prima di esso 

Immagine (FILEminimizer)Il tracciato evidenziato nella mappa nel tratto Casa Montana-sentiero n°741 è puramente indicativo

Descrizione dell’itinerario 

Percorso di grandissimo interesse, un autentico compendio delle peculiarità geologiche e ambientali dell’Alta Val Baganza. L’itinerario presenta, in diversi tratti, problemi di individuazione. In particolare risulta problematico il reperimento del giusto percorso nella sezione Casa Montana di sotto-cresta dei Groppi Rossi-sentiero 741 

Dal ponte sul Torrente Baganza, 878 m, si continua per l’ampia carrareccia, trascurando, ad un primo tornate, uno stradello a sinistra. La carraia, avanzando in moderata salita, compie poco dopo un secondo tornante a sinistra seguito da un terzo verso destra. Si continua per la sterrata giungendo in breve ad un bivio nei pressi di un altro tornante a sinistra. Qui lasciamo a destra una carraia e proseguiamo per il percorso principale, ora cementato, che avanza in ripida salita compiendo un tornante destrorso. Dopo un tratto in costante e lineare salita, si giunge ad un altro bivio dove, trascurata una diramazione a sinistra, si prosegue diritto. La carraia procede inizialmente in discesa con alcuni brevi saliscendi, poi in leggera salita, conducendo ad un ulteriore bivio dove si lascia a destra la carrareccia diretta al Lago Bozzo (segnavia bianco-rosso a destra). Si continua invece a sinistra lungo un’ampia traccia non segnata che subito si biforca (possiamo seguire entrambe le tracce poiché poco più in alto si riuniscono). Giungiamo dopo alcuni minuti alle splendide radure nei pressi di Casa Montana di sotto, 1088 m. Dalla baracca in lamiera (dietro a quest’ultima si trovano dei ruderi) con fonte-abbeveratoio, seguiamo a sinistra un’evidente e ampia traccia che poco dopo si inoltra nel bosco. Giunti sotto la perpendicolare di una selletta, abbandoniamo la carraia (che continua in direzione del Monte Tesa) e risaliamo il pendio boscoso per labili tracce. Dalla selletta (rocce nere sulla sinistra) la continuazione del percorso non è immediata. Ci spostiamo a destra contornando il margine destro di ampie radure, ma poco dopo è necessario entrare verso destra all’interno del bosco, mettendo piede su un incavo di mulattiera poco marcata. In seguito la traccia diviene più evidente e procede a mezza costa. “Ci troviamo nel bacino di un affluente del Baganza dal nome rievocativo di Tabertasco, antica abbazia medievale oggi scomparsa, situata in qualche sito di queste vallate attorno ai Groppi Rossi (Daniele Canossini “Le Valli di Parma e l’Alta Lunigiana” 2002). Attraversato un primo rio, si raggiunge il dorso di una costa boscosa dove si trascura a destra un’ampia traccia. Fa seguito un secondo e un terzo rio: dopo quest’ultimo, una volta giunti sull’ennesima costa boscosa, si abbandona la mulattiera (che continua in leggera discesa per poi perdersi definitivamente) per seguire il dorso della menzionata costa (cartello indicante i confini del Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano). A fatica si intercetta una labilissima traccia “contrassegnata” dai cartelli del parco e da quelli venatori. Dopo un tratto in piano, la costa diviene più ripida e anche poco accennata. In realtà l’orientamento non è complesso: è necessario raggiungere il soprastante crinale boscoso. Possiamo avanzare per il pendio assecondando i cartelli venatori, oppure seguire una quasi impercettibile traccia che in obliquo verso destra conduce al menzionato crinaletto. Messo piede su di esso, lo seguiamo a sinistra (cartelli venatori) intercettando labili tracce. Dopo un tratto in salita, si oltrepassa un poggio e si contorna, sempre in salita, il margine sinistro di una radura con erba alta e cespugli (qui si incontrano alcune tracce lasciate da animali selvatici). Una breve discesa precede una selletta poco marcata all’interno del bosco. Siamo in prossimità dei Groppi Rossi, isolata conformazione ofiolitica che si presenta come una dilungata cresta precipitante verso ovest con ripide e friabili pareti. La percorriamo nel primo tratto in salita aggirando a sinistra diversi risalti e spuntoni, assecondando labili tracce. Raggiunta la sommità principale dei Groppi Rossi, 1280 m, si continua per la cresta pressoché orizzontale, iniziando successivamente a perdere quota per evidente traccia in direzione della sottostante dorsale. Messo piede su quest’ultima, la seguiamo comodamente fino a raggiungere una marcata selletta a quota 1255 m, crocevia di sentieri. Da qui, trascurato il percorso n° 731A che congiunge il Passo del Silara a Pian della Capanna, si continua diritto in direzione sud/est procedendo parallelamente ad una dorsale erbosa. Dopo una breve fasica boscosa, si attraversa una prima radura con arbusti dove il percorso sembra perdersi: è necessario avanzare più o meno diritto, a poca distanza dal margine di un dirupo, intercettando una poco evidente traccia nell’erba. Dopo una seconda e più ampia radura, che si attraversa interamente da un capo all’altro, il sentiero procede nei pressi di una dorsale al di sopra di un ripiano prativo frequentato da cavalli. In breve si giunge ad un’altra selletta a quota 1305 m dove, trascurata a sinistra un’ampia e inerbita traccia, si prosegue diritto per sentierino evidente. Dopo la prima breve salita in obliquo a destra, si inizia ad attraversare in modo ascendente per traccia labile un’ampia radura/pendio prativo. Senza alzarsi troppo di quota, si rientra successivamente bosco, dove si avanza per sentiero ben più marcato. Approdati in un altro pendio erboso, occorre piegare nettamente a sinistra e risalire quest’ultimo puntando alla soprastante dorsale percorsa dal sentiero 741 proveniente dal Passo del Silara. Messo piede sul percorso segnato, lo si asseconda verso destra: la traccia, ben contrassegnata, si mantiene quasi sempre nei pressi della dorsale spartiacque Parma/Baganza. Si alternano tratti nel bosco ad aperture panoramiche che offrono notevoli visuali sulla Val Parma. Scavalcata la quasi impercettibile sommità del Groppo Albero, 1386 m, il sentiero inizia a perdere lievemente quota al sommo di bucoliche radure che regalano suggestive visuali sul crinale Baganza/Magra. Confluiti in una carraia (fontana a sinistra), la seguiamo a destra in discesa, approdando in breve al bivio con il sentiero 731 (che percorreremo al ritorno) in località S. Giovanni. Continuando a perdere quota per la carraia si raggiunge un incrocio dove si prosegue diritto (indicazioni). Si avanza per marcato sentiero che taglia, in versante Parma, pendii prativi che regalano belle visuali sul Monte Caio. Una volta rientrati nel bosco, l’evidente traccia continua in direzione del vicino crinale e dopo alcune svolte conduce ad un bivio (indicazioni). Trascurato a sinistra il sentiero 00 proveniente dal Passo del Cirone, si prosegue a destra, in salita, raggiungendo in breve una panoramica sella sul crinale Baganza/Magra. Il Monte Borgognone (stranamente “ignorato” dal sentiero 00) presenta due sommità completamente differenti l’una dall’altra: la cima principale, 1400 m, totalmente erbosa, e un’interessantissima anticima, 1375 m, che si caratterizza come una dilungata cresta che precipita, in versante Parma, con ripidi dirupi. Dalla sella di crinale raggiungiamo inizialmente la sommità principale del Borgognone. A tal fine, ci si sposta a destra e si risale la dorsale erbosa, sfruttando inizialmente alcune tracce che poi si perdono. Dopo un’ultima faticosa salita, si guadagna la bella e panoramica cima, caratterizzata dalla presenza di una recinzione a filo spinato e da un cippo confinario del 1828. Si ritorna alla sella di crinale e si continua in direzione dell’anticima (poco dopo la sella, sulla sinistra, è presente un altro cippo confinario). La dorsale, dopo un tratto boscoso, diviene ben più stretta ed esposta. Superata una piccola balza (attenzione), guadagniamo la bellissima, sottile e ariosa cresta sommitale, godendo di un panorama straordinario. Possiamo notare che la dorsale, nel versante Magra, è caratterizzata da ripidi prati; al contrario, nel versante Parma, precipita con friabili e caratteristici dirupi. Rientriamo alla sella di crinale da cui, seguendo a ritroso il percorso fatto all’andata, ritorniamo al bivio con il percorso 731. Lo seguiamo a sinistra (cancello per il bestiame da scavalcare) avanzando su un’ampia carraia che procede in leggera discesa per poi risalire. Al bivio che si incontra successivamente, si abbandona a destra la carraia e si prende a sinistra un’ampia traccia in discesa. Dopo l’attraversamento di una radura, il tracciato (che si restringe a mulattiera) svolta a sinistra contornando il margine destro di un’altra ampia radura. In prossimità di alcuni segni bianco-rossi, si svolta a destra procedendo per alcuni metri nel limite superiore di un magnifico pendio prativo. Poco dopo si piega a destra continuando su sentiero evidente, per poi svoltare a sinistra su traccia non molto marcata, assecondando i segni di vernice fluorescente per le MTB. Dopo aver varcato un ruscello ed aver svoltato nettamente a sinistra, si perde quota lungo il pendio boscoso a destra del corso d’acqua. Poco più in basso si piega a destra e si attraversa in discesa una radura con macchie boscose. La traccia svolta poco dopo a sinistra per poi effettuare un’ampia curva verso destra. Si oltrepassa un cancello per il bestiame e si rientra poco più in basso all’interno del bosco. Si ignora una traccia che si stacca a destra (e con essa i segnavia fluorescenti che ci hanno accompagnato fino a questo momento) continuando per l’evidente sentiero che attraversa un solco franato. Poco dopo si guada un ruscello (sconvolto dall’alluvione del 2014) e si procede in leggera salita uscendo dal bosco in prossimità di ampie e bellissime radure. Le attraversiamo giungendo in breve ai ruderi di Pian della Capanna 1120 m: il luogo è bellissimo, ideale per una sosta ristoratrice. Dai ruderi scendiamo a sinistra intercettando i solchi di un’ampia traccia erbosa. Dopo una svolta verso destra, il sentiero, ampio ed evidente, attraversa altre magnifiche radure. Avanzando poi per carraia all’interno del bosco, si scende al vicino Lago Bozzo, 1058 m, originato con grande probabilità da una frana. Si contorna la sponda sinistra del lago e dopo una capanna-rifugio (proprietà privata), seguendo una comoda carraia si ritorna, in circa dieci minuti di cammino, al bivio per Casa Montana di sotto. Si rientra al ponte sul Torrente Baganza lungo lo stesso tragitto compiuto all’andata. 

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