La cresta dei Groppi Rossi, il Monte Silara e il Monte Polo

Punto di partenza/arrivo: Passo del Silara, 1200 m

Dislivello: 430 m circa

Durata complessiva: 3,45/4 h

Tempi parziali: Passo del Silara-Groppi Rossi (1,10 h) ; Groppi Rossi-Passo del Silara-Monte Silara (1,30 h) ; Monte Silara-Monte Polo (30 min) ; Monte Polo-Passo del Silara (30 min)

Difficoltà: EE la cresta dei Groppi Rossi ; EE la traversata del Monte Silara ; E/E+ la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: aprile 2021

Riferimento bibliografico: Daniele Canossini – LE VALLI DI PARMA E L’ALTA LUNIGIANA – l’Escursionista 2002

Accesso stradale: Parma-Felino-Marzolara-Calestano-Fugazzolo. Prima di salire a Berceto, si imbocca a sinistra la SP 74 e la si segue fino a raggiungere il Passo del Silara

Descrizione dell’itinerario 

Proposta escursionistica molto inusuale ma estremamente affascinante e completa. Si tratta innanzitutto di effettuare un duplice anello che permette un’approfondita conoscenza dell’area dei Groppi Rossi. Tornati al Passo del Silara, consiglio vivamente di continuare l’escursione conquistando la cima dell’ofiolitico Monte Silara e l’altamente panoramica sommità del Monte Polo. 

Dal Passo del Silara si segue per poco la provinciale verso Marra, imboccando a destra (indicazioni) una carraia che avanza perlopiù in piano tenendosi nei pressi del crinale Parma/Baganza. Dopo una salita e una svolta a destra, si raggiunge un bivio dal quale, trascurato il percorso n° 731A da cui torneremo, prendiamo a sinistra il n° 741 diretto al Monte Borgognone. Si procede perlopiù in modo pianeggiante all’interno di un solitario bosco di faggi, varcando alcuni ruscelli e attraversando una piccola radura. Dopo un tratto in discesa, in corrispondenza di una svolta a destra, si trascura una traccia che si stacca a sinistra. Si continua per il piacevole percorso varcando altri ruscelli e costeggiando una radura con arbusti (bell’esemplare di faggio a destra). Procedendo in piano, dopo aver attraversato il margine inferiore di un’area disboscata, si raggiunge una cappella con bassorilievo al suo interno. Al bivio che qui si presenta, trascurato il tracciato che scende verso Marra, si prende a destra un sentiero che costituisce la continuazione del percorso CAI n° 741. Si guadagna quota per traccia infossata costeggiando il margine dell’area disboscata di prima, assecondando successivamente il filo del crinale tra interessanti stratificazioni. Ammirando belle visuali panoramiche sulla Val Parma e faticando discretamente a causa della pendenza sostenuta, si rientra poco più in alto nel bosco. Segue un’altra faticosa salita per ampia traccia che contorna il margine di un’area disboscata che digrada in versante Parma. Al termine di questa sezione si giunge nel limite sinistro di una radura da cui su abbandona il sentiero n° 741. Appena dopo alcuni arbusti che si costeggiano, si nota a destra una traccia non segnata: la si imbocca attraversando in questo modo la radura, ammirando una bella visuale del Monte Polo. Rientrati nella faggeta, si avanza in direzione sud-ovest assecondando il solitario percorso che risulta ben incavato ma con sterpaglie e rami data la nulla frequentazione. Procedendo perlopiù in modo pianeggiante, al bivio che si presenta in seguito si prende la traccia di destra oltrepassando subito un corso d’acqua. Si continua per il comodo percorso, sempre invaso da rami e sterpaglie, giungendo, dopo una discesa, in una radura. Varcato un corso d’acqua, si approda in una selletta dove a sinistra si nota un evidente sentiero che inizialmente sale in obliquo. Noi invece dobbiamo continuare a destra, assecondando una marcata traccia che si tiene alta rispetto ad un bel ripiano prativo frequentato da cavalli. Attraversata un’ampia radura più o meno al centro, il percorso si fa più incerto. Si procede nell’ambito di un’altra radura con arbusti tenendosi sulla sinistra, contornando il bordo di un dirupo. Attraversata una breve fascia boscosa, si avanza parallelamente ad un crinale erboso/terroso, fino a raggiungere una selletta a quota 1255 m, situata all’inizio della cresta dei Groppi Rossi. Ignorato il sentiero n° 731A, si procede lungo la splendida dorsale ofiolitica ammirando visuali incredibili e guastando le peculiarità di un’ambiente tra i più suggestivi ed integri a livello appenninico. Assecondando inizialmente un comodo sentiero, quando quest’ultimo si sposta a destra rispetto il filo di cresta, lo abbandoniamo insistendo lungo il più roccioso crinale ofiolitico. Superando e attraversando brevi balze friabili, si arriva alla base di un estetico spigolo a forma di becco che si supera direttamente con un interessantissimo passaggio, piuttosto esposto, di . Oltrepassato un intaglio, si continua facilmente per la superlativa dorsale, scavalcando la prima delle due quote più elevate. Per facile e panoramicissima cresta, si guadagna la quota principale, 1280 m, riconoscibile per il fatto che da qui in poi la dorsale inizia a digradare verso la sua terminazione nord-occidentale. Assecondando una traccia a volte ripida e scomoda, si aggirano a destra spettacolari spuntoni ofiolitici separati gli uni dagli altri da suggestivi intagli. Dopo un’ultima discesa si mette piede in una sella all’interno del bosco. Da qui si continua diritto, salendo lungo il margine di pendii prativi con cespugli. Senza alcuna traccia da seguire, si inizia poi a scendere costeggiando il limite del bosco. Entrati in esso, ci si trova a percorrere una dorsale che digrada parallelamente ad un’altra costa, mentre un avvallamento, situato alla nostra destra, separa i due crinali. Poco più in basso una vaga traccia conduce nel margine sinistro del profilo che stiamo discendendo, rinvenendo un segno rosso lasciato dai boscaioli. Man mano che si perde quota, la dorsale perde i sui connotati, trasformandosi in ampio pendio boscoso. Scendendo liberamente per esso, ci si immette necessariamente in una mulattiera proveniente da Casa Montana. Si asseconda questo tracciato a sinistra avanzando in modo pianeggiante, iniziando più avanti a costeggiare il margine di stupendi declivi prativi con massi. Ammirando splendide visuali sull’appena percorsa cresta dei Groppi Rossi, si doppia in seguito un costone, immettendosi appena dopo nel sentiero n° 731A. Andando a destra, assecondando i paletti/segnavia, ci si dirige verso un gruppo di alberi dietro i quali si trovano i ruderi di Pian della Capanna1120 m. Ritornati al punto in cui ci siamo immessi nel percorso segnato (si tratta di uno splendido ripiano prativo), si continua per esso volgendo subito a destra. Poi, attraversata una breve fascia boscosa, si vira a sinistra nell’ambito di un’altra radura. Orientandosi con i segnavia, si procede all’interno di un non fitto bosco impreziosito dalla presenta di interessanti esemplari di faggio. Sbucati in un’ulteriore radura, il percorso volge a destra (paletti) per poi piegare a sinistra e costeggiare il margine di altri prati. Trascurata una traccia secondaria, si sale piuttosto ripidamente prima nel bosco, poi per pendio prativo. Al culmine di quest’ultimo (paletto), ci si deve spostare un po’ a sinistra in direzione di un masso con segnavia, proseguendo successivamente per radure su traccia alquanto labile (sono presenti degli ometti). Dopo una brevissima discesa, si notano a sinistra degli alberi con segni fluorescenti e freccia di vernice rossa. Si continua per sentiero più incavato risalendo pendii con massi ofiolitici, valicando inoltre una dorsale. Dopo una breve fascia boscosa, si ritorna alla selletta e quota 1255 m, punto di inizio della cresta dei Groppi Rossi. Da qui si continua per il sentiero segnato entrando presto nel bosco, volgendo successivamente a destra verso un ripiano. Dopo una breve salita, si guada un primo ruscello che anticipa un secondo e più ampio corso d’acqua. Oltre quest’ultimo si volge a sinistra e dopo una brevissima salita ci si sposta brevemente a destra. Virando appena dopo a sinistra verso il rio di prima, si perde quota parallelamente ad esso. Il percorso conduce più in basso in un ripiano boscoso con labile traccia che scende verso Fioritola. Da qui si piega nettamente a destra assecondando una forestale, oltrepassando inizialmente un paio di ruscelli. Con andamento prima in piano poi in salita, attraversando nell’ultima parte una breve sezione interessata da una frana, si ritorna al bivio con il sentiero n° 741. Rientrati al Passo del Silara, continuiamo l’escursione al fine di conquistare due panoramiche cime affatto differenti l’una dall’altra a livello morfologico e geologico: il brullo e parzialmente roccioso Monte Silara e il boscoso/prativo Monte Polo. Dal valico, trascurata a destra una carraia che si stacca in corrispondenza di una curiosa casupola con torretta (percorso n° 741), si imbocca nella stessa direzione un sentiero che sale ripido a fianco di un affioramento di serpentinite con targa. Si procede successivamente nell’ambito di radure arbustive trascurando una traccia a sinistra e sottopassando due linee elettriche. Giunti ai piedi del versante meridionale del Monte Silara, si attraversa un’ampia traccia e si inizia ad ascendere onde conquistarne la cima. Progredendo liberamente (è presente anche un labile sentiero) ci si dirige verso la sezione rocciosa più evidente che presenta maggiori caratteristiche di continuità. Spostandosi a destra, se ne raggiunge la base e, se si ha voglia, ci si cimenta con qualche piacevole movimento d’arrampicata che potrebbe avvenire – a titolo di esempio – lungo un pilastrino di rocce non particolarmente solide (attenzione). Dalla sommità dell’ofiolite, 1297 m, si ammira un panorama straordinario che stimola una sosta contemplatrice. Si scende ripidamente nel versante opposto aggirando alcuni spuntoni rocciosi, gustando le peculiarità di un ambiente di grande pregio. Poi, con spostamento a sinistra, si penetra in una fascia boscosa oltre la quale si mette piede in un pianoro dove si ci inserisce nel percorso CAI n° 741. Si guadagna inizialmente quota assecondando per un breve tratto la pista del metanodotto per poi avanzare alla sua destra all’interno del bosco. Spostandosi in seguito verso nord-est, si esce nel margine superiore di una radura con arbusti che si costeggia per poco. Rientrati nella faggeta, si sale ripidamente svoltando a sinistra, guadagnando poco più in alto la dorsale Baganza/Parma sfregiata dallo sciagurato metanodotto. Assecondando l’ampio crinale a destra, si procede comodamente ammirando superlative visuali sulla Val Parma. Con andamento in lieve salita, si transita a fianco di gruppi di faggi, conquistando infine la poco accennata cima del Monte Polo1419 m (targhetta sul tronco di un faggio). La completezza del panorama che abbiamo di fronte esige una prolungata sosta al fine di ammirare tutte le cime dell’Alta Val Parma, e magari conteggiare quelle già visitate. Ritornati al ripiano alla base del Monte Silara, si prosegue per il sentiero segnato che procede all’interno del bosco parallelamente alla pista del metanodotto. Successivamente si svolta a sinistra per carraia che avanza ai piedi del versante meridionale dell’ofiolite. Compiuta una svolta a destra, si perde quota per ampia traccia interessata da fenomeni di erosione, sottopassando due linee elettriche. Innestatosi in una carrareccia in corrispondenza di un’area disboscata, la si segue a destra fino a sbucare, dopo una breve salita, nella SP 74 a fianco della caratteristica casupola con torretta. 

I Groppi Rossi e le due cime del Borgognone dal Passo del Silara

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Punto di partenza/arrivo: Passo del Silara 1197 m

Dislivello: 400 m ca.

Durata complessiva: 3,45 h

Tempi parziali: Passo del Silara-Groppi Rossi (45 min.) ; Groppi Rossi-sentiero n° 741-Monte Borgognone (1,15 h) ; Monte Borgognone-anticima est-località San Giovanni (30 min.) ; località San Giovanni-Passo del Silara (1,10 h)

Difficoltà: EE la cresta dei Groppi Rossi ; E/E+ la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: maggio 2020 ; Groppi Rossi-Passo del Silara: aprile 2021

Accesso stradale: Parma-Felino-Marzolara-Calestano-Ravarano-Fugazzolo-Passo del Silara

mapwww.openstreetmap.org

Nel tratto evidenziato color arancio il percorso è puramente indicativo

Descrizione dell’itinerario

Proposta molto interessante in luoghi di grande pregio ambientale e panoramico. Nella
prima parte, assecondando i segnavia del “nuovo” percorso n° 731A, si raggiunge una selletta situata lungo la dorsale dei Groppi Rossi. Al fine di guadagnare la quota più elevata
dell’ofiolitica cresta, suggerisco un breve e facile tratto d’arrampicata che conferisce un senso del tutto particolare all’escursione nel suo complesso. Il raggiungimento della dorsale Baganza/Parma, percorsa dal sentiero n° 741, avviene per tracce non segnate ma facilmente, eccetto pochi punti, riconoscibili. Infine, di grande interesse sono le due cime del Monte Borgognone, totalmente differenti l’una dall’altra. La vetta principale risulta dolce ed erbosa, mentre l’anticima orientale si presenta come un’affilata cresta precipitante in versante Parma con caratteristici dirupi.

Dal Passo del Silara si segue per poco la strada verso Marra imboccando una carraia contrassegnata n° 741 e n° 731A. Il tracciato avanza in piano/lieve salita tenendosi in versante Parma, lambendo il crinale spartiacque culminante nell’altura denominata Monte Castagnole. Dopo una salita e una netta curva a destra, si incontra un bivio da cui il segnavia n° 741 (indicazioni) piega nettamente a sinistra. Noi invece proseguiamo diritto perdendo quota per forestale (n° 731A), oltrepassando inizialmente una piccola frana. Dopo un saliscendi e due ruscelli con opere di incanalamento dell’acqua, si approda in un ripiano boscoso dove si nota a destra una traccia inerbita che scende. Qui il percorso segnato volge a sinistra e prosegue in lieve salita parallelamente ad un rio. Dopo uno spostamento a sinistra, si piega a destra oltrepassando il corso d’acqua in questione, cui fa seguito un altro ruscello. Il percorso, ottimamente segnato, conduce poco più avanti in una specie di ripiano nei pressi di belle e panoramiche radure. Dopo una svolta a sinistra e un ultimo tratto all’interno del bosco, si esce in prossimità di una selletta situata lungo la dorsale dei Groppi Rossi. Abbandonato il sentiero n° 731A che scende a Pian della Capanna, si inizia a percorrere la dorsale puntando alla sezione più rocciosa caratterizzata da uno spigolo a forma di becco. Seguendo una traccia, si avanza comodamente ammirando visuali straordinarie in uno dei più integri e preziosi ambienti montani di tutto l’Appennino emiliano (stupende fioriture nella stagione primaverile!). Giunti in corrispondenza della parte più rocciosa della cresta, nel momento in cui il sentiero si sposta a destra, continuiamo ad assecondare il filo della dorsale prestando attenzione alla friabilità della roccia. Dopo alcune brevissime balze, si arriva alla base del già menzionato spigolino che si scala direttamente con un facile, interessante ed areo passo d’arrampicata(I°). Si prosegue poi per cresta oltrepassando un suggestivo intaglio, fino a raggiungere e scavalcare una prima quota. Sempre assecondando la stupenda dorsale, si guadagna infine la cima centrale dei Groppi Rossi, 1280 m, molto poco caratterizzata ma riconoscibile per il fatto che da questo punto la cresta inizia a digradare. Dalla sommità, seguendo la traccia d’accesso che aggira la parte più rocciosa della cresta, si ritorna alla selletta iniziale. Si prosegue verso sud-est assecondando un sentiero che avanzando parallelamente ad un crinale erboso (la continuazione della dorsale dei Groppi Rossi) costeggia il limite della vegetazione. Dopo una breve fascia boscosa in cui il percorso si sdoppia (tenere il ramo di destra), si attraversa una prima radura con arbusti per traccia poco evidente. Fa seguito, appena dopo, una seconda e più ampia radura che si attraversa interamente da un capo all’altro. Poi si procede a mezza costa al di sopra di uno splendido ripiano prativo frequentato da cavalli. Raggiunta una sella, si trascura a sinistra un’ampia traccia e si prosegue diritto per sentiero che avanza inizialmente in obliquo a destra. Si deve poi risalire, sempre in obliquo ascendente, un pendio prativo, facendo attenzione a non tenersi troppo in alto. Recuperata una traccia più evidente, si prosegue attraversando fasce boscose, sbucando infine alla base di un pendio prativo. Qui occorre piegare nettamente a sinistra e dopo aver risalito il suddetto pendio immettersi nel percorso n° 741 che asseconda il crinale Baganza/Parma. Lo si segue verso sud procedendo inizialmente in lieve discesa, costeggiando poco dopo alcune conifere di reimpianto. Attraversata mediante scaletta una recinzione, il percorso contorna un pendio prativo recuperando successivamente il filo dell’ampio crinale. Si prosegue all’interno della faggeta con andamento perlopiù pianeggiante, ammirando, grazie ad alcune aperture, stupende visuali sulla Val Parma. Più avanti si attraversa una radura e dopo una salita piuttosto ripida all’interno del bosco si sfiora la sommità di un’altura (potrebbe trattarsi della cima del Groppo Albero). Si continua successivamente in piano/lieve discesa costeggiando il sommo di stupendi declivi prativi recintati che offrono ampie visuali sul crinale Baganza/Magra. Dopo aver attraversato delle piccole radure, si perde quota fino ad immettersi in una carraia. La si segue a destra (fontana a sinistra) in discesa e dopo una svolta a sinistra si raggiunge la località San Giovanni dove ci si congiunge con il percorso n° 731 proveniente da Pian della Capanna. Continuando a scendere per carraia si raggiunge un incrocio da cui si prosegue diritto (indicazione) per sentiero. Si avanza inizialmente in lieve salita per radura con arbusti e dopo una fascia boscosa si attraversa una seconda radura che offre belle visuali panoramiche. Rientrati nella faggeta, si prosegue per il marcato sentiero che, avanzando perlopiù in lieve salita ed effettuando alcune svolte, conduce ad un bivio (indicazioni) a poca distanza dal crinale divisorio. Si continua a destra guadagnando quota per traccia sassosa, fino a mettere piede nella selletta che divide l’anticima est del Borgognone (alla nostra sinistra) dalla cima principale (alla nostra destra). Ci dirigiamo alla volta di quest’ultima, salendo per traccia che asseconda il filo dell’erbosa dorsale spartiacque, oltrepassando inizialmente una breve fascia boscosa. Dopo un’ultima salita per pendio erboso, si guadagna la sommità del Monte Borgognone, 1400 m, caratterizzata da un cippo confinario e da una recinzione a filo spinato. Dopo una meritata sosta si ritorna alla selletta di prima da cui ci si dirige verso la caratteristica anticima orientale della montagna (appena dopo la selletta, alla nostra sinistra, si nota un altro interessante cippo del 1828). Avanzando inizialmente all’interno di un fitto boschetto e poi per crinale, ci si avvicina al risalto dirupato che precede la cresta sommitale. Con un esposto passaggio si guadagna quest’ultima che si presenta inizialmente alquanto sottile. Si prosegue lungo il magnifico e orizzontale crinale, ammirando visuali grandiose e buttando l’occhio, senza sporgersi troppo, sui dirupi che precipitano in versante Parma. Dopo un tratto di ripida discesa e un altro in cui si perde quota senza traccia per pendio erboso, ci si immette nel percorso n° 00 nei pressi della sua confluenza in una carraia e di un’antenna. Ci troviamo a non molta distanza dal Passo del Cirone, ma anziché raggiungere quest’ultimo assecondiamo il sentiero a sinistra avanzando nella prima parte in salita parallelamente alla cresta discesa poco prima. Dopo un tratto all’interno del bosco, si procede alla base dei suggestivi e friabili dirupi dell’anticima est del Borgognone. Rientrati nella faggeta, si ritorna in breve al bivio incontrato in precedenza, esattamente nel punto in cui il percorso n° 00 sale verso la selletta tra anticima e cima del Borgognone. Seguendo in senso inverso il tragitto effettuato all’andata, si ritorna al punto in cui ci siamo immessi, dopo aver percorso la cresta dei Groppi Rossi, nel sentiero n° 741. Si continua lungo quest’ultimo rientrando nella faggeta, avanzando perlopiù in piano/lieve discesa. In seguito si sbuca in una bella e panoramica radura dove il sentiero si sdoppia, mentre a sinistra si stacca un’ampia traccia che si ignora. Poi il tracciato perde quota contornando il margine superiore di un’area di bosco divelto per vento, dissesti o volontà umana. Dopo una discesa piuttosto ripida in cui la rada vegetazione permette di ammirare belle visuali panoramiche e un tratto nel quale si costeggia un’area pressoché disboscata, si raggiunge un bivio in corrispondenza di un’edicola votiva con Madonna in marmo. Tralasciato il percorso che scende verso Marra, andiamo a sinistra avanzando in piano/falsopiano nell’ambito di un’area di bosco rado (la stessa che poco prima abbiamo costeggiato). Si prosegue poi all’interno della faggeta, andando a sinistra ad un bivio (segnavia) ed effettuando poco dopo una netta svolta in quest’ultima direzione. Si avanza per un tratto in salita piegando successivamente a destra, attraversando, oltre la svolta, un solco e una radura. Rientrati nella faggeta, si procede perlopiù in piano compiendo qualche svolta, fino a ricongiungersi, in corrispondenza del bivio situato nei pressi del Monte Castagnole, nella carraia seguita all’andata. Da qui, in dieci minuti scarsi di cammino, si fa rientro al Passo del Silara.

VERSIONE STAMPABILE (PDF)

Val Baganza: anello delle ofioliti

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Punto di partenza/arrivo: bivio per Fioritola, 870 m ca.

Dislivello: 660 m ca.

Durata complessiva: 4,30/4,45 h

Tempi parziali: bivio per Fioritola-ofiolite di Fioritola (45 min.) ; ofiolite di Fioritola-Passo del Silara-Monte Silara (45 min.) ; Monte Silara-Passo del Silara- cresta dei Groppi Rossi (50 min) ; cresta dei Groppi Rossi-Pian della Capanna (45/50 min.) ; Pian della Capanna-bivio per Fioritola (1,15 h)

Difficoltà: EE+ la scalata dell’ofiolite di Fioritola per il versante W/SW ; EE l’ascesa al Monte Silara ; EE la cresta dei Groppi Rossi ; E le restanti sezioni dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2016 ; cresta dei Groppi Rossi-Pian della Capanna-sella Groppi Rossi-Passo del Silara: aprile 2021

Accesso stradale: Parma-Berceto. Dal Poggio Enzo Ferrari si imbocca a sinistra la SP 15 per Calestano abbandonandola quasi subito svoltando a destra per stradello asfaltato inizialmente in salita. Dopo alcune case, la carrozzabile, ora sterrata, scende verso il fondo della Val Baganza, conducendo in breve al bivio per Fioritola. Si parcheggia l’auto in uno spiazzo a sinistra poco dopo il bivio in questione

map-1www.openstreetmap.org  Il tracciato evidenziato nella mappa  nel tratto cresta dei Groppi Rossi-Pian della Capanna è puramente indicativo

Descrizione dell’itinerario

Percorso di particolare interesse a livello ambientale e panoramico. Nell’anello descritto sono proposti alcuni fuori-sentiero che potrebbero risultare decisamente pericolosi se sottovalutati. Ciononostante conferiscono all’itinerario, nel suo complesso, un sapore del tutto particolare e veramente inedito, soprattutto se rapportato alla odierna imperante “codificazione” delle diverse discipline montane. Credo che l’escursionismo, pur rappresentando una delle realtà più vive dell’”andare in montagna”, abbia bisogno di una ulteriore spinta evolutiva, il che non significa sfruttare porzioni di roccia con fittoni, cavi e ponti tibetani. Mi riferisco, invece, ad una possibile interazione del cosiddetto trekking con l’arrampicata, quest’ultima intesa ad un livello, diciamo, elementare, ossia il semplice muoversi su roccia per pochi metri e su difficoltà irrisorie. Credo, inoltre, che un aspetto notevolmente soffocato nell’attuale omologazione e settorializzazione delle attività montane sia quello della ricerca autonoma, effettuata con coscienza di scelta, del percorso da seguire. I fuori-sentiero che verranno proposti in relazione sono puramente facoltativi ed esprimono le scelte dell’autore, il quale ha voluto esporre più un’esperienza personale che scrivere una relazione da seguire passo dopo passo nei minimi particolari. Riguardo, infine, i rischi derivanti dal superamento di passaggi rocciosi senza assicurazione (così come sono stati affrontati e superati dal sottoscritto) valgono le raccomandazioni già espresse in altri itinerari che assieme a questo compongono un trittico:

VAL TARO: ANELLO DELLE OFIOLITI

MONTE MARMAGNA E MONTE AQUILOTTO: ANELLO “INCONSUETO” DA LAGDEI

Dal bivio per Fioritola (cartello) si scende per ampia sterrata raggiungendo in breve il letto 
del Torrente Baganza. Dopo il guado si incomincia a guadagnare quota per carraia che procede lungo la sponda destra orografica della valle, offrendo affascinanti visuali sul corso del Baganza e sulla boscosa dorsale del Monte Cavallo. Dopo venti minuti di faticosa salita, la sterrata procede in piano conducendo in vista delle rocce basali del versante W/SW dellofiolite di Fioritola, prima meta di questa inusuale escursione. Per raggiungere la sommità dell’ammasso ofiolitico esiste un sentiero che staccandosi a sinistra, una volta giunti alla base delle prime rocce, sale all’interno del bosco per poi condurre verso destra sul pianoro sommitale. Tuttavia, al fine di gustare pienamente le peculiarità ambientali di questo luogo e mantenere fede alle finalità dell’itinerario proposto, è possibile cimentarsi con una breve e facile “quasi” scalata. Quindi, una volta giunti alla base del settore destro della “parete”, si abbandona la carraia e alla bene e meglio si risale il soprastante ripido pendio formato da zolle erbose, roccette friabili e ghiaie. Giunti in vista di un canalino roccioso situato alla nostra sinistra, lo si raggiunge e supera (I°). Ci si sposta poi a sinistra scalando alcune balze (II°-), puntando all’appicco finale. Giunti sotto quest’ultimo, si va a destra per alcuni metri sfruttando una cengia/rampa e, superato un gradino verticale (II°), si rimonta una facile e breve crestina che conduce alla sommità dell’ofiolite, purtroppo deturpata da un palo dell’elettrodotto {quella descritta è una salita improvvisata di cui l’autore della relazione ha voluto fornire solo le indicazioni di massima. La roccia è mediocre e pertanto richiede molta attenzione. Una “pseudo-scalata” riservata solo ad escursionisti veramente esperti, capaci di muoversi con autonomia su roccette ripide nonché friabili}. Dalla sommità si individua sulla destra (faccia a monte) una traccia erbosa che si segue in discesa svoltando poi a destra in direzione della sottostante carraia abbandonata in precedenza. Inseritosi in essa, la si asseconda a sinistra in moderata pendenza in direzione sud (a destra è ben visibile il nucleo agricolo di Fioritola). Una netta svolta a sinistra determina un brusco cambio di direzione: si procede, infatti, verso N/NE, tagliando panoramici pendii prativi deturpati dall’onnipresente elettrodotto della Val Baganza nonché dal tracciato del metanodotto. La carrareccia piega poi a destra continuando in costante salita, spegnendosi poco più in alto nella strada asfaltata per il Passo del Silara. Si segue la provinciale a destra solo per poco e intercettata una labile traccia a sinistra la si asseconda procedendo in leggera salita all’interno del bosco. Immessosi nella pista del metanodotto, si scende a destra nella strada asfaltata abbandonata in precedenza. Si asseconda quest’ultima in direzione del vicino Passo del Silara gustando belle visuali, in particolare sull’ammasso ofiolitico del Monte Silara, seconda meta dell’escursione. Giunti in corrispondenza di una casupola con torretta di ferro, si trascura una carraia (percorso n° 743-741) e si imbocca un sentierino che sale costeggiando un singolare blocco di serpentinite con targa. Si attraversa successivamente una bella radura arbustiva (al bivio che si presenta si tiene la destra), immettendosi poco più avanti nella carrareccia del metanodotto alla base del Monte Silara. Si incomincia a risalire il versante meridionale di questa singolare altura puntando alla sezione rocciosa (quella che presenta una maggiore continuità) che precede la cima. Giunti alla base delle rocce, si scala una placchetta e/o uno spuntone instabile prestando massima attenzione alla roccia in alcuni punti decisamente friabile (possibili passaggi di II°). Dalla cima del Monte Silara si rientra al passo omonimo scendendo lungo lo stesso versante dell’ascesa. Dal valico si va a sinistra fino ad incontrare a destra una carraia in salita che si imbocca (indicazioni dei percorsi CAI n°741 e n° 731A). Dopo il tratto iniziale, l’ampia traccia procede in piano per poi riprendere a salire svoltando a destra. Oltre la curva si presenta un bivio: si abbandona a sinistra il segnavia n°741 per Il Monte Borgognone e si continua diritto lungo la carrareccia (n° 731A) che procede in discesa. Poco più avanti il percorso è interrotto da una frana, ma una traccia permette di superare l’ostacolo senza problemi. Dopo aver attraversato un paio di ruscelli, si giunge in un ripiano boscoso dove a destra si nota un sentiero inerbito che scende verso la valle formata dal Rio Fioritola. Noi invece dobbiamo andare a sinistra (segnavia) guadagnando quota parallelamente ad un rio situato alla nostra destra. Più in alto (segnavia evidenti e ottimamente collocati) si volge a destra attraversando il corso d’acqua in questione, per poi varcarne un secondo. Si continua per l’evidente percorso procedendo per un breve tratto in lieve discesa, fino a raggiungere una specie di ripiano boscoso. Assecondando i segnavia bianco-rossi, si prosegue a destra e dopo una svolta a sinistra si esce dal bosco nei pressi di una selletta situata lungo la dorsale dei Groppi Rossi. Dal valico si abbandona il sentiero segnato – che scende a Pian della Capanna – e si inizia a percorre l’ofiolitica e ampia cresta sfruttando inizialmente una traccia. Ammirando a sinistra strane conformazioni rocciose in un contesto ambientale che non ha eguali in tutto l’Appennino parmense, ci si dirige verso la sezione più rocciosa della dorsale contraddistinta da un particolare risalto a forma di becco. Abbandonata la traccia, si continua ad assecondare il filo di cresta formato da brevi balze, prestando attenzione alla roccia alquanto friabile. Giunti alla base del caratteristico appicco a forma di becco, lo si scala direttamente (, piuttosto esposto) continuando poi facilmente lungo la cresta. Guadagnata una prima quota, si prosegue lungo l’orizzontale filo della dorsale, fino a mettere piede sulla cima più elevata, 1280 m, oltre la quale la cresta comincia a digradare. La labile traccia si mantiene a destra del crinale ofiolitico, o nei suoi pressi, per poi scendere ripidamente tenendosi sulla destra di suggestivi spuntoni e denti rocciosi. Dopo un’ultima ripida discesa, si approda in una selletta all’interno del bosco. Da qui si prosegue diritto mantenendosi nei pressi del crinale, salendo lungo il margine di pendii erbosi con cespugli. Avanzando successivamente in discesa senza traccia, si rientra nel bosco e si perde quota assecondando una dorsale. Notando a destra un avvallamento, si recupera poco più in basso una traccia che conduce nel margine sinistro del profilo che stiamo percorrendo. Si continua a scendere liberamente per pendio boscoso fino ad approdare in una mulattiera che proviene da Casa Montana. La si asseconda a sinistra in direzione di Pian della Capanna, avanzando in lieve salita all’interno di uno splendido e solitario ambiente boschivo. Poco più avanti si procede ai piedi dei declivi con massi sopra i quali si erge la cresta dei Groppi Rossi, gustando le peculiarità di un ambiente tra i più suggestivi dell’intera montagna parmense. Poco più avanti si esce dal bosco in corrispondenza di costone lungo il quale si sviluppa il primo tratto del “vecchio” percorso d’avvicinamento alla sella dei Groppi Rossi. Approdati in un ripiano prativo di impareggiabile bellezza, ci si innesta nel percorso n° 731A contrassegnato da paletti con segnavia bianco-rossi. Assecondandolo in discesa, ci si dirige verso alcuni alberi dietro ai quali si trovano i ruderi di Pian della Capanna1120 m. Dopo una sosta con perlustrazione dell’area in cui ci troviamo, ricca di fascino, si scende per traccia inizialmente poco marcata, poi più evidente. Attraversate bucoliche radure, si penetra nel bosco seguendo un ampio sentiero in leggera discesa. Poco più avanti si giunge a lambire la sponda occidentale del Lago Bozzo e si continua per l’evidente percorso che si mantiene all’interno del bosco. Transitati nei pressi un rifugio (proprietà privata), si prosegue per carraia che in dieci minuti di cammino porta al bivio per Casa Montana. Da qui si continua a sinistra per comodo percorso che procede in discesa all’interno di uno splendido ambiente boschivo. In seguito il tracciato avanza in leggera salita, immettendosi infine in una sterrata nei pressi di un bivio. Ignorata a destra una diramazione secondaria, si prosegue diritto scendendo per carraia affiancata da una palificazione elettrica che ci accompagnerà per un tratto. Si effettuano più in basso un paio di ripidi tornanti su carrareccia per un breve tratto cementata, perdendo successivamente quota con pendenze più lievi. In seguito, un tornante sinistrorso determina un brusco cambio di direzione, ma un secondo tornante riporta poco a procedere verso N. Una svolta a destra, un tornante sinistrorso e un’ultima breve discesa precedono il ponte sul Torrente Baganza. Per tornare al bivio per Fioritola è sufficiente seguire la sterrata che in quindici minuti riconduce al punto di partenza. 

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