Cima Canuti Occidentale: scivolo nord (invernale)

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Punto di partenza/arrivo: Pratospilla 1351 m

Dislivello: 340 m ca.

Durata complessiva: 3,15/3,30 h

Tempi parziali: Pratospillla-Lago Palo-Cima Canuti Occidentale (2 h) ; Cima Canuti Occidentale-Cima Canuti Orientale-Pratospilla (1,10 h)

Difficoltà: F+/PD- lo scivolo nord della Cima Canuti Occidentale ; F il crinale di collegamento tra la Cima Canuti Occidentale e quella orientale ; EEAI la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ramponi e due picozze

Ultima verifica: febbraio 2019

Riferimento bibliografico: ANDREA GRECI “Appennino di neve e di ghiaccio, Vol 1 – Appennino Tosco-Emiliano – Settore Ovest” IDEA MONTAGNA 2014

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Ranzano-Monchio delle Corti-Pratospilla

map1Stralcio della mappa dal sito: openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Itinerario invernale di grande interesse che implica la risalita di uno scivolo nevoso che, seppur breve, risulta, nella sua parte mediana e superiore, costantemente ripido. Bellissimo – e in un breve passaggio decisamente delicato – il crinale di collegamento tra le due Cime Canuti.

Dall’ampio parcheggio antistante l’albergo di Pratospilla ci si dirige verso gli impianti sciistici iniziando la risalita della soprastante pista di sci. Tenendosi nel suo margine sinistro si incontra dopo alcuni minuti il bivio (paletto con cartelli) con percorso n° 703B che conduce al Lago Palo. Lo si imbocca effettuando subito una svolta a sinistra seguita da un tornante destrorso, sottopassando in questo modo i cavi della seggiovia. Penetrati nella faggeta si risale il soprastante pendio boscoso effettuando una sequenza di tornanti, orientandosi (l’incavo del sentiero risulta evidente anche con discreta copertura nevosa) con i segni bianco-rossi sugli alberi e ulteriori segni rossi. Più in alto si raggiunge e attraversa un ripiano e, oltrepassato un solco, si sale per poco fino a approdare nei pressi del limite settentrionale del magnifico Lago Palo1511 m. Si contorna la sua sponda occidentale, svoltando successivamente a destra, raggiungendo, dopo breve salita e un ruscello che si oltrepassa, un bel ripiano nevoso (si tratta di una torbiera). Lo si attraversa tenendosi nei pressi del suo margine sinistro e al suo termine si penetra nuovamente nella faggeta (segnavia presenti e ben visibili). Dopo una salita in moderata pendenza si approda nel suggestivo vallone dominato dagli scivoli nevosi della Cima Canuti Orientale, notando, poco sopra al punto in cui ci troviamo, una fascia rocciosa. Qui giunti svoltiamo nettamente a destra costeggiando inizialmente il limite della vegetazione, procedendo successivamente senza una vera e propria via obbligata. Dobbiamo puntare ai ripidi pendii nevosi dell’altra Cima Canuti, quella orientale, che costituisce la nostra meta (le due Cime Canuti sono separate da un’evidente selletta). Avanzando in lieve salita in ambiente di rara bellezza (alla nostra sinistra si nota un avvallamento), si raggiunge una poco marcata dorsale, proprio dirimpetto allo scivolo nevoso che andremo a risalire (tutto questo tratto richiede, ovviamente, ottime condizioni di visibilità). Si perde quota per alcuni metri e si inizia la diretta risalita del pendio nevoso che presenta nella sua sezione iniziale un’inclinazione modesta. Man mano che si guadagna quota la pendenza aumenta, fino ad assestarsi attorno ai 40°/45 ° (con brevi passaggi forse un po più ripidi) sostenuti nella parte finale dello scivolo. Si esce infine in cresta nei pressi della sommità della Cima Canuti Occidentale1736 m, situata alla nostra destra. Dopo una meritata sosta si scende per il crinale est in direzione dell’evidente Cima Canuti Orientale, prestando attenzione alla presenza di cornici di neve. Raggiunta la selletta tra le due cime, si inizia la risalita del magnifico crinale ovest della vetta orientale, fino a raggiungere la sommità di una quota o anticima. La vetta della Cima Canuti Orientale è davanti a noi, ma per raggiungerla occorre scendere per poco ed attraversare un forcellino per crinale stretto ed esposto, soprattutto in presenza di cornici di neve (passaggio delicato che richiede molta attenzione alle condizioni del manto nevoso e alla possibile presenza di raffiche di vento). Dopo aver superato alcuni blocchi d’arenaria ricoperti di neve e/o ghiaccio, si approda sulla sommità della Cima Canuti Orientale1743 m, da cui si ammira un vasto e completo panorama. Dalla vetta ci si cala lungo il crinale est in direzione del Monte Malpasso solo per poco: infatti, appena possibile, si devia a sinistra iniziando un obliquo discendente verso destra per regolare pendio nevoso, puntando ad un’evidente dorsale che degrada verso nord e che separa la conca del Monte Malpasso da quella del Lago Palo. Messo piede sulla menzionata dorsale la si segue comodamente e, nel momento in cui si restringe notevolmente, si procede alla sua destra. Raggiunta una forcella (paletto con cartelli), non si scende a sinistra verso il Lago Palo, ma si vira a destra lungo il percorso n° 703B. Orientandosi inizialmente con un paletto con segnavia, si perde quota rasentando il limite del bosco, fino a raggiungere il fondo della bellissima conca dominata dai pendii nord/occidentali del Monte Malpasso (al centro è visibile l’estetico “Canalino dei Mirtilli” e, alla sua sinistra, un altro ampio canale obliquo). Dal fondo del vallone si continua a scendere ancora per poco, svoltando poi a sinistra, entrando in questo modo in una valletta (segnavia piuttosto scarsi). Dal fondo di quest’ultima si sale verso sinistra per pochi metri raggiungendo il dorso di una costa, da cui si piega a destra assecondando i puntuali segni bianco-rossi. Dopo aver oltrepassato un solco, si perde quota perlopiù in obliquo verso N/NW, fino lambire un rio. Da qui si vira a destra scendendo sulla destra del corso d’acqua, poi, con una svolta a sinistra, lo si varca. Si continua a perdere quota effettuando alcuni tornanti e dopo una discesa si raggiunge un’area di bosco rado. Seguendo i segnavia si approda in breve in località Lago Scaliccia1418 m, da cui si volta a sinistra lungo il percorso n° 703. Si procede inizialmente per ampia traccia (ben visibile anche con neve abbondante), oltrepassando un paio di ruscelli, avanzando poi a mezza costa tagliando ripidi pendii boscosi (tenere d’occhio i segnavia). Dopo un tratto a fianco di una staccionata si raggiunge il dorso di una costa da cui il tracciato vira a sinistra verso un’evidente pietraia. Si attraversa quest’ultima, che precipita verso la sottostante strada asfaltata, con percorso tutto sommato intuitivo (notevoli visuali panoramiche). Rientrati nel bosco si avanza in leggera salita prestando attenzione ai segnavia e, dopo un altro tratto in cui si è affiancati da una staccionata, si raggiunge un pendio aperto. Lo si attraversa puntando e passando a fianco di alcune conifere di reimpianto (segnavia), e con andamento in piano e poi in discesa si giunge in breve nei pressi della strada d’accesso a Pratospilla. Per quest’ultima o seguendo la strada a sinistra che effettua un’ampia curva a destra, si ritorna al parcheggio antistante l’albergo.

 

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Cime Canuti, Monte Bocco e Monte Torricella (cresta sud-versante nord/ovest)

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Punto di partenza/arrivo: Pratospilla 1350 m

Dislivello: 690 m ca

Durata complessiva: 4,45 h

Tempi parziali: Pratospilla-Lago Palo (25 min) ; Lago Palo-Cima Canuti Orientale (40 min) ; Cima Canuti Orientale-Monte Bocco (50 min) ; Monte Bocco-Monte Torricella (1 h) ; Monte Torricella-Capanna Cagnin ; Capanna Cagnin-Pratospilla (1,45 h)

Difficoltà: EE il crinale dalla Sella Canuti alla Foce Banciola ; F la cresta sud del Monte Torricella ; EE la discesa lungo il versante nord-occidentale del Monte Torricella ; E/E+ la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da arrampicata per la cresta sud del Torricella (va detto che le difficoltà alpinistiche si limitano ad un singolo breve tratto possibilmente aggirabile) ; ordinaria da escursionismo per la restante parte dell’itinerario

Ultima verifica: luglio 2018

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Ranzano-Monchio delle Corti-Pratospilla

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Quella che mi accingo a descrivere è forse una delle più complete uscite appenniniche presenti in questo blog. Già il crinale delle Cime Canuti è altamente spettacolare e con grande probabilità rappresenta una delle sezioni più interessanti e suggestive di tutta la dorsale spartiacque Parma/Massa. Se a ciò associamo l’attraversamento del Monte Bocco e la salita al Torricella seguendo integralmente la cresta sud e scendendo per l’erto versante nord/occidentale, ne risulta una combinazione di grande interesse e soddisfazione. Riguardo il percorso della cresta sud del Torricella vorrei esporre un paio di precisazioni/considerazioni: 1) si tratta di un itinerario seguito normalmente nella stagione invernale con picozza e ramponi. Proprio in queste occasioni il primo estetico gendarme roccioso, che costituisce la sezione più “tecnica” di tutta la cresta, viene normalmente evitato a destra per ripido canale-rampa. 2) L’ultima volta che ho percorso questo itinerario è stato nel settembre del 2012. In tutta l’estensione della cresta non era presente nessun chiodo né tanto meno spit. Con mio grande stupore, al fine di rendere più agevole l’assicurazione a corda durante le ascese nella stagione invernale, le poche e discontinue rocce della cresta sono state abbondantemente attrezzate con spit e fittoni con anello. Non è mia intenzione addentrarmi nel terreno paludoso della polemica sterile riguardo l’uso indiscriminato di spit e fix che caratterizza da un po’ di tempo il modus operandi degli appenninisti, tuttavia considero veramente eccessiva e fastidiosa l’attuale chiodatura della cresta sud del Torricella, anche se effettuata – come già detto – con lo scopo di rendere più sicure le salite invernali lungo essa.

Dall’albergo di Pratospilla si sale lungo la pista da sci per qualche minuto, fino a giungere al bivio con il sentiero n° 703B (cartelli), situato alla nostra sinistra, che si imbocca. Inizialmente si sottopassa una seggiovia e, una volta penetrati nella faggeta, si guadagna quota per ottimo sentiero che risale la sponda boscosa mediante alcuni tornanti. Si attraversa successivamente un ampio ripiano, sbucando infine in corrispondenza del limite settentrionale del Lago Palo 1511m. Si contorna la sponda occidentale del magnifico specchio d’acqua piegando poi a destra all’interno del bosco. Se ne esce poco dopo in corrispondenza di una torbiera che si attraversa penetrando nuovamente nella faggeta. Poco sopra si sbuca in un magnifico vallone ai piedi dei pendii settentrionali dalle Cime Canuti. Qui il sentiero vira repentinamente a sinistra guadagnando quota nei pressi e costeggiando il limite del bosco. Raggiunto il dorso di una costa la traccia piega a destra per poi svoltare a sinistra ed iniziare un obliquo ascendente. Dopo una breve ma ripida salita all’interno di un canalino si raggiunge una bella selletta situata su un crinale secondario degradante dalla Cima Canuti Orientale. Si asseconda il panoramico filo della dorsale piegando poi a sinistra ed effettuando uno scosceso traverso. Messo piede alla Sella Canuti1696 m, seguendo verso ovest il panoramico crinale si guadagna la sommità della Cima Canuti Orientale 1743 m. Si prosegue lungo il percorso di crinale scavalcando una cima secondaria, raggiungendo, dopo una discesa sul filo della dorsale e successiva risalita, la Cima Canuti Occidentale 1736 m. Dalla sommità si perde quota ripidamente continuando ad assecondare o restando nei pressi dell’esposto crinale divisorio, prestando attenzione ai segnavia in quanto in un tratto è necessario aggirare, mediante esposto traverso nel versante lunense, un roccione strapiombante. Raggiunta la successiva forcelletta, si può seguire il filo del crinale oppure aggirarlo a destra per traccia, mentre poco dopo è necessario aggirare a destra un verticale gendarme. Continuando ad assecondare il filo della dorsale si raggiunge infine, dopo aver aggirato a destra una quota secondaria, la Cima Pitturina 1740 m. Dalla sommità si scende ripidamente lungo il crinale evitando sulla sinistra uno spuntone, raggiungendo appena dopo la cima dell’ultima quota che precede la Foce Banciola. Dopo ripida discesa si mette piede nella menzionata foce, 1682 m, da cui si continua lungo il percorso 00 in direzione del Monte Bocco. Raggiunta la sommità di quest’ultimo, 1790 m, si prosegue lungo il crinale divisorio guadagnando, dopo una breve discesa e successiva risalita, la poco accennata cima del Monte Uomo Morto 1773 m. Continuando lungo il magnifico percorso di crinale (visuali mozzafiato) si raggiunge più avanti il sommo di una quota secondaria, scendendo poi alla sottostante selletta. Nel momento in cui il percorso ricomincia a salire, si prende a destra un evidente sentiero non segnato che scende verso la sottostante dorsale, la quale si dilunga verso nord formando la cresta sud del Torricella, che percorreremo interamente. Messo piede in una sella all’inizio della menzionata dorsale, si ignorano inizialmente un paio di tracce trasversali, proseguendo per sentierino poco evidente orientandosi con qualche ometto. Dopo qualche minuto si approda ad una selletta dove ci si congiunge con il sentiero n° 705 proveniente da Pratospilla. Noi invece continuiamo a seguire il filo della dorsale in direzione dell’evidente gendarme della cresta sud del Torricella. Dopo aver superato un ripido tratto con massi e qualche roccetta, si arriva alla base del quasi verticale spigolo del gendarme, notando subito una vistosa sosta servita da due spit con anelli. Si scala direttamente l’aereo spigolo (nessuna protezione intermedia), tenendosi nei primi metri leggermente alla sua destra, poi lungo il filo, approdando infine alla sommità del torrione dove si rinviene una sosta con spit (15 m ca. di II° e III°). Raggiunta con attenzione la sottostante forcellina, si prosegue risalendo un ampio profilo con facili roccette, rinvenendo altri inestetici spit, piantati per facilitare l’assicurazione a corda durante le salite invernali. Raggiunto il sommo di questa sezione, si prosegue lungo l’esposta cresta scavalcando una gobba, proseguendo poi in direzione dell’ultimo ripido risalto. Raggiunta una selletta, si sale ripidamente per roccette ed erba sulla destra di un muretto verticale, sfruttando ottimi appoggi (passo di I°, spit). Dopo un’ultima breve salita si raggiunge con soddisfazione la magnifica sommità del Monte Torricella 1728 m, da cui è possibile ammirare un panorama davvero grandioso. Dalla cima si scende lungo il filo dell’aereo crinaletto, fino a mettere piede in un’ampia sella che costituisce lo sbocco del “Canalone dei Ghiri”. Appena dopo si abbandona il filo della dorsale piegando a sinistra lungo un solco, continuando poi per tracciolina tra cespugli di mirtillo ed erba alta. Si perde quota in ripida discesa assecondando il dorso del costone nord/occidentale della montagna. Perdendo e ritrovando tracce si scende sempre molto ripidamente, raggiungendo un poggetto dove la traccia piega a destra e appena dopo a sinistra. Ripreso il filo della dorsale, si approda poco più in basso in un bel ripiano nei pressi del limite del bosco, dove la traccia piega repentinamente a sinistra, iniziando un lungo e suggestivo traverso a mezzacosta tagliando gli erti pendii del severo versante nord/ovest del Torricella. Poco più avanti si varca il “Canalone dei Ghiri”, proseguendo poi in piano/leggera discesa per sentierino esiguo seminascosto dall’erba alta. Dopo aver oltrepassato un altro canale si prosegue attraversando una pietraia, avanzando poi sempre in direzione SW intuendo tracce di passaggio lasciate da animali selvatici. Giunti nei pressi di una costa caratterizzata da lastre rocciose, ci si sposta a destra e si segue quest’ultima, mettendo successivamente piede su una traccia che a sua volta si immette nel percorso segnato (n° 707) che seguito a sinistra condurrebbe in pochi minuti alla Capanna Cagnin. Noi lo percorriamo in discesa verso il non lontano Lago Verde, scendendo inizialmente per liscia lastra rocciosa. Appena dopo si penetra nella faggeta e si prosegue lungo l’ottimo sentiero che piegando a destra riconduce alla base dei ripidi pendii del Monte Torricella. Al bivio successivo, appena prima che la traccia rientri nel bosco, si prende a sinistra un sentiero non segnato che scende tra folta vegetazione sulla destra di un rio (fontana). Poco dopo si approda in panoramici ripiani dove il sentiero prosegue tenendosi in alto rispetto la sponda orientale del Lago Verde (visuali stupende). Dopo breve risalita si giunge in corrispondenza della diga del lago, dove ci si innesta in una carraia che si segue transitando inizialmente a fianco di una costruzione diroccata ed ignorando qui il sentiero n° 709A che si stacca a sinistra. Si avanza in salita compiendo alcuni tornanti, fino ad approdare alla Sella Pizzo della Nonna da cui si imbocca a destra il sentiero n° 707A. Inizialmente si avanza nei pressi del dorso di una costa, per poi iniziare a perdere quota effettuando alcuni tornanti. Più in basso il percorso procede con direzione est conducendo in una magnifica pietraia che si attraversa ammirando notevoli visuali panoramiche. Si prosegue comodamente sempre in questa direzione, effettuando più avanti un suggestivo traverso a mezza costa all’interno della faggeta ad alto fusto. Successivamente si avanza in salita, raggiungendo l’ampia dorsale NE del Torricella che si discende prima in obliquo a destra, poi compiendo alcuni tornanti. Messo piede nella mulattiera contrassegnata n° 707, la si segue a destra verso il non lontano Pratospilla. Si avanza comodamente a mezza costa, affrontando poco dopo una breve contropendenza onde valicare una costa che costituisce il limite orientale della boscosa dorsale NE del Torricella. Dopo una breve discesa si piega a destra varcando un rio, transitando appena tra le attrazioni del Parco Avventura. Dopo aver oltrepassato tramite ponte in legno un ramo del Torrente Cedra, si sale per poco fino a raggiungere l’ampio parcheggio antistante l’albergo Pratospilla.