Val Bratica: alla scoperta di borghi, Maestà e metati

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Punto di partenza/arrivo: Ballone 818 m

Dislivello: 550 m ca.

Durata complessiva: 4 h

Tempi parziali: Ballone/Passo del Ticchiano (1,50 h) ; Passo del Ticchiano-Casarola (35 min) ; Casarola-Montebello-Bellasola (1 h) ; Bellasola-Ballone (40 min)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: dicembre 2018

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Ghiare-Moretta. Raggiunto il bivio con la S.P.116 per Bosco di Corniglio, che si stacca a destra, si prosegue lungo la S.P.13 in direzione di Corniglio. Oltrepassata la località Migliarina e il bivio con la stradina per Villula ed Agna, si raggiunge il ponte sul Torrente Bratica. In corrispondenza di quest’ultimo si stacca a sinistra una strada che sale verso Ballone e Bellasola. Lasciata a destra la stradina per quest’ultima località, si prosegue effettuando alcuni tornanti, parcheggiando infine l’auto in uno spiazzo appena prima del paese di Ballone

mapStralcio della mappa dal sito: www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Borghi e Maestà, metati e boschi di castagni, ampi panorami e silenzi caratterizzano questo particolare, interessantissimo anello. In un’intervista Bernardo Bertolucci dichiarò che Casarola “è l’origine di tutto, parte tutto da li”. Il compianto regista si riferiva (anche) al suo primo – e purtroppo perduto – cortometraggio “La Teleferica”, girato in Val Bratica (dove tornerà a girare alcune sequenze per il film “La Tragedia di un Uomo Ridicolo” ben 24 anni dopo) all’età di 16 anni con protagonista l’altrettanto compianto fratello Giuseppe. Ho voluto citare – e in certo modo fare mia – quest’affermazione del grande regista parmense in quanto il rapporto che mi lega all’insieme ambientale ed antropologico della valle in questione ha assunto una dimensione appunto archetipale, radicale, proprio nel senso dell’ideale momento sorgivo e del significato più profondo di un viaggio, sia fisico quanto spirituale, che continua a progredire arricchendosi di esperienze, suggestioni, affezioni.

Dallo spiazzo ci incamminiamo lungo la stradina asfaltata effettuando subito un tornante destrorso, raggiungendo poco dopo un trivio da cui si prosegue diritto in direzione di Costa di Ballone. Al bivio successivo, caratterizzato da una particolare Maestà, si piega a destra, incontrando subito dopo un altro bivio da cui si continua a destra. Dopo aver varcato un rio, la stradina, in questo tratto cementata, sale piuttosto ripida, conducendo al piccolo nucleo di Alvara. Ignorate due traccie a sinistra, si prosegue lungo l’ampia traccia costeggiando una casa, tralasciando appena dopo uno stradello a destra. Si continua lungo il percorso principale uscendo più avanti in una radura, incontrando ed ammirando qui un piccolo e caratteristico nucleo. Si effettuano successivamente un paio di tornanti, avanzando poi all’interno di un rimboschimento a conifere. Dopo aver valicato una selletta si sbuca in un pendio caratterizzato da massi di frana che si attraversa interamente. Rientrati nel bosco si tralascia a sinistra una traccia e si prosegue per il percorso principale, penetrando più avanti in una valletta che si attraversa guadando un rio. Si continua lungo la carraia all’interno di un bellissimo ambiente boschivo, oltrepassando un secondo rio molto suggestivo. Si procede lungo l’ampia traccia trascurando diramazioni laterali, uscendo più avanti dal bosco. Ignorata una carraia che si stacca a sinistra, si avanza contornando il margine superiore di un’ampia radura. Si rientra poi nel bosco proseguendo in leggera salita, giungendo in seguito nei pressi di una radura dove, guardando a sinistra, si nota un rudere seminascosto dalla vegetazione. Prendendo la traccia che si stacca a sinistra possiamo notare degli altri ruderi e lacerti che costituiscono ciò che rimane dello sperduto nucleo chiamato Le Braie. Si prosegue per il percorso principale costeggiando una splendida radura situata alla nostra sinistra, rientrando poi nel bosco dove si varca un rio. Poco più avanti si sbuca nelle ampie radure della località Legacci, raggiungendo una stalla con casupola in legno alla nostra destra, e tavolo con panche e fontana alla nostra sinistra. Si continua per la carraia principale attraversando le panoramiche radure, rientrando successivamente nel bosco. Senza possibilità di errore si approda infine sul crinale meridionale del Monte Caio, che a sua volta costituisce la linea spartiacque tra le valli Bratica Cedra (ci troviamo nei pressi di quello che nelle mappe è indicato come il Poggio del Ferro 1237 m). Immessi nell’ampia traccia contrassegnata n° 737, la si segue a destra oltrepassando subito il Passo di Cozzanello, notando a sinistra una carraia proveniente dalla Val Cedra. Si continua lungamente per il percorso di crinale, transitando più avanti nei pressi di un’edicola con bassorilievo parzialmente distrutto. Dopo un saliscendi si approda al Passo del Ticchiano, 1154 m, dal quale si segue a sinistra la provinciale per Monchio. Giunti ad un bivio con carraia che si stacca a destra (indicazione del percorso CAI n° 737), la si imbocca procedendo in lieve pendenza, effettuando una svolta a destra. Dopo aver oltrepassato un rudimentale cancello, si raggiunge un valico sul crinale Cedra-Bratica, caratterizzato da un vecchio e semidistrutto muretto a secco. Si continua per l’ampia traccia che inizia progressivamente a perdere quota in versante Bratica, costeggiando belle e panoramiche radure. Raggiunto un bivio evidente, si lascia a sinistra la continuazione del percorso segnato e si prosegue diritto/destra per ampia traccia in discesa. Poco dopo si transita a fianco di una particolare edicola con statua, costeggiando poi altre belle radure e campi. Oltrepassato un cancello per il bestiame si incontra una bacheca e un bivio, da cui si prende la traccia di sinistra, ignorando a destra la continuazione della carraia che condurrebbe in breve alla strada provinciale per Monchio. Si segue una bella mulattiera che avanza a fianco di campi, incontrando successivamente un’edicola priva di bassorilievo. Più avanti si sbuca in un’ampia traccia che oltrepassando un rio effettua un tornante destrorso. Entrati nel paese di Casarola996 m, si passa inizialmente a fianco della “Casa del Poeta” (si tratta della casa di villeggiatura della famiglia Bertolucci), scendendo poi, ammirando angoli suggestivi e gustando un’atmosfera dilatata di antica quiete, alla sottostante strada provinciale. Attraversata quest’ultima si scende per Via della Chiesa, transitando nei pressi della Chiesa di San Donnino, andando poi a destra per Via del Chioso (frecce segnaletiche del Sentiero Agricoltura e dell’ippovia). Si prosegue per stradello, prima asfaltato poi sterrato, uscendo in questo modo dal paese, incontrando in seguito un bivio da cui si stacca a destra una carraia in salita che ignoriamo. Proprio qui, appena più in alto a destra, sono collocate le due splendide Maestà di Casarola, edicole votive contenenti bassorilievi in marmo. Si prosegue per il percorso principale varcando due rii, notando, sopra la seconda valletta che si attraversa, una pietraia simile a quella sottostante le pareti del Groppo Sovrano e alla pietraia della Traversa (località situata poco sopra il paese di Riana). Dopo una breve risalita, più in alto a destra si nota il primo dei bellissimi metati ristrutturati e adibiti a rifugio. Continuando per l’ampia mulattiera si penetra in uno splendido castagneto dove si incontrano altri metati, raggiungendo poi un bivio da cui si tralascia a sinistra una traccia per la “Sorgente dal Prad di Bian”. Si transita successivamente nei pressi di un’altro essicatoio in via di ristrutturazione, approdando poco dopo su una costa boscosa da cui il Sentiero Agricoltura curva a destra. Noi lo ignoriamo e procediamo per la carraia oltrepassando successivamente un rio, incontrando appena dopo il guado una fontana. Poco più avanti si transita nei pressi di una casa e si prosegue lungamente per il bellissimo percorso, congiungendosi in seguito con un’altra carraia. Dopo una discesa e una traccia che si stacca a destra, si effettua un tornante destrorso in corrispondenza del quale si incontra un’edicola con Maestà. Appena dopo si raggiunge un bivio in corrispondenza delle prime case del suggestivo paese di Montebello797 m, arroccato su un poggio. Dopo una visita alla bella frazione (all’ingresso altra edicola con bassorilievo) si prosegue per stradina asfaltata, che avanza in piano/leggera salita, in direzione di Bellasola. Approdati su una costa si incontrano le prime case del menzionato paese: qui si abbandona temporaneamente la strada asfaltata imboccando a sinistra uno stradello in discesa prima cementato poi lastricato. Attraversato il suggestivo borgo di Bellasola761 m, si prosegue per stradina asfaltata in salita transitando nei pressi del cimitero. Rimesso piede nella strada abbandonata in precedenza, la seguiamo a sinistra immettendosi in seguito nel tracciato proveniente dal ponte della Bratica. Da qui svoltiamo a destra seguendo la stradina in salita, effettuando un tornante sinistrorso cui fa seguito una curva a destra. Appena dopo quest’ultima si stacca a destra una traccia: l’imbocchiamo raggiungendo in breve il Lago della Ferla che contorniamo sulla destra. Rimesso piede nella strada di prima la seguiamo ritornando poco dopo allo spiazzo dove abbiamo parcheggiato l’auto.

 

 

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Val Bratica: anello da Riana

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Punto di partenza/arrivo: Riana 1015 m

Dislivello: 370 m ca

Durata complessiva: 3,15/3,45 h

Tempi parziali: Riana-Costa (1,15 h) ; Costa-guado Torrente Bratica (30/40 min) ; guado Torrente Bratica-sentiero 737-Passo di Riana (30 min) ; Passo di Riana-carraia Ticchiano/Casarola (25 min) ; carraia Ticchiano/Casarola-Casarola (paese)-Riana (40/45 min)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: maggio 2016

Riferimento bibliografico: Daniele Canossini – LE VALLI DI PARMA E L’ALTA LUNIGIANA – l’Escursionista 2002

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Corniglio-Sivizzo-Grammatica-Riana.

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org  Il tracciato evidenziato nella mappa nel tratto La Traversa-carraia per Pian del Freddo è puramente indicativo

map (1)Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

In Val Bratica il tempo è come se si fosse fermato. Qui è possibile vivere sensazioni ed emozioni sempre più rare, soprattutto nell’attuale contesto di sfruttamento (o rivalutazione, dipende dai punti di vista) della montagna, non solo in ambito alpino, ma anche appenninico. La percezione che si prova camminando con lentezza, curiosità e stupore in questi luoghi, scaturisce dal contatto con una dimensione temporale distesa, dilatata, dove il passato è in perfetta simbiosi con il presente conferendogli la sua portata spirituale. Itinerario di breve durata ma di notevole interesse: un vero compendio delle peculiarità ambientali della Val Bratica. La segnaletica è perlopiù assente e quei pochi segnavia presenti sono alquanto sbiaditi. Particolarmente problematica è la sezione del percorso (segnavia CAI n° 737) che dal Passo di Riana, attraversando le pendici del Poggio Maslini, conduce alla carraia Ticchiano-Casarola. Si tratta di un sentiero totalmente in disuso e perciò difficile da reperire, anche a causa della vegetazione molto invadente che in diversi punti tende a coprire la traccia. Sul discorso del globale disinteresse riguardo una possibile e autentica rivalutazione della montagna appenninica (che non è quella attualmente in atto), più volte mi sono soffermato.

Dalla chiesa di Riana si imbocca a sinistra uno stradello, prima asfaltato e poi cementato, che presto inizia a salire ripidamente. Una netta svolta verso destra e un ripido strappo precedono un bivio dove si abbandona a destra la continuazione dello stradello. Si procede invece diritto per ampia carraia all’interno del bosco (a destra, appena dopo il bivio, possiamo ammirare un antico e alto muro formato da massi arenacei). Si continua per l’ampia traccia in leggera salita oltrepassando una fontana e giungendo appena dopo ad un bivio evidente. Si abbandona a destra la carraia, diretta a Pian del Monte, proseguendo a sinistra per ampia mulattiera. Dopo pochi minuti si esce dal bosco e si taglia un pendio caratterizzato da un caotico ammasso di grossi blocchi arenacei che ricorda la pietraia sottostante le pareti del Groppo Sovrano. Siamo in località La Traversa: di notevole interesse paesaggistico, questo luogo ebbe in passato una certa importanza per i valligiani, in quanto utilizzato come cava naturale per l’estrazione di pietre da costruzione (cfr. Canossini). Si continua per la mulattiera-carraia (in un tratto appare il selciato originario) che presto conduce ad un bivio: si ignora a sinistra un’ampia traccia inerbita e si prosegue a destra in salita. Il percorso è ora affiancato a destra da stratificazioni argillose e a sinistra da radure e campi. Dopo un tratto in moderata pendenza, si lambisce il margine superiore di questi ultimi, conosciuti come I Cornioli (notevoli visuali panoramiche verso il Caio e la sottostante Val Bratica). La carraia effettua poi un tornante verso destra procedendo in ripida salita e, nei pressi di un rimboschimento a conifere, svolta nettamente a sinistra. Poco dopo, ad un bivio, si continua diritto, lasciando a destra un’ampia carraia. Si attraversa un ruscello e si procede per bella mulattiera delimitata a sinistra da un antico muretto a secco. In breve si esce dal bosco approdando su un arioso poggio (1300 m), dove il percorso svolta nettamente a destra. Ci troviamo su una panoramica costa al culmine di ripide pareti di arenaria, ben visibili dal lato opposto della valle, simili in piccolo a quelle del Groppo Sovrano. Si continua per l’evidente carraia che procede in leggera salita tenendo, ai diversi bivi, il percorso più evidente. Dopo una svolta verso sinistra e l’attraversamento di un rio, ci si immette in un’altra carraia proveniente da Riana. La seguiamo a sinistra approdando in breve nella magnifica radura della Costa, 1363 m: il luogo è stupendo, tra i più belli di tutta la Val Bratica, ideale per una sosta ristoratrice. L’ampia traccia attraversa in direzione ovest tutta la radura rientrando presto nel bosco. Si guada un primo rio cui fa seguito un secondo quasi sempre asciutto. Una breve risalita conduce al sommo di un’altra bella radura, dove il tracciato svolta nettamente a sinistra iniziando a scendere. Seguiamo l’ampia traccia erbosa fino a raggiungere il margine inferiore dei prati. Rientrati nel bosco si procede in piano e in leggera discesa, ignorando un’ampia traccia che si stracca a destra. Poco più avanti si guada il Rio del Freddo, sbucando, dopo una breve risalita, in un’ampia carraia diretta a Pian del Freddo (tavolo con panche) che seguiamo a sinistra in discesa. Si effettua una netta svolta a destra e si continua per il percorso in leggera discesa, attraversando un’ampia sezione di bosco diradato. Si guada un ruscello e poco dopo ci si immette in un’altra carraia che si segue a sinistra. Dopo un paio di tornanti si giunge a lambire la sponda sinistra orografica del Torrente Bratica, che si guada poco più avanti (attenzione in caso di piena). Dopo il guado si continua per l’ampia traccia che procede nel lato opposto della valle, confluendo dopo circa 10/15 minuti nel percorso contrassegnato n° 737 che seguiamo a sinistra per un breve tratto. Infatti, dopo una ripida discesa, abbandoniamo la carraia (che ci condurrebbe ugualmente a Casarola) per imboccare a destra un’ampia traccia diretta al Passo di Riana (segnavia sbiadito su un masso con muschio appena prima del bivio). La seguiamo in moderata salita godendo di visuali sempre più ampie. Prima di giungere al passo, sulla destra troviamo un fonte-abbeveratoio. Dal Passo di Riana la continuazione del percorso pone particolari problemi di identificazione, questo a causa della quasi totale assenza di segnavia e della presenza di tracce parallele che possono tratte in inganno. Si abbandona la carraia seguita fino a questo momento (che scende nel versante Cedra) e si piega a sinistra oltrepassando una recinzione. Il sentiero (segnavia n° 737) attraversa un primo tratto con vegetazione piuttosto invadente e, mantenendosi a sinistra del crinale Bratica/Cedra, sale in direzione di un poggio erboso con rocce affioranti. Da quest’ultimo ci si sposta a destra assecondando il filo della dorsale spartiacque dove arriva il limite superiore di un rimboschimento a conifere delimitato da una recinzione. Dopo pochi metri è necessario abbandonare il crinale e scendere verso sinistra, cercando di rintracciare una labile traccia (nessun segnavia). Poco dopo si entra nel bosco e il sentiero torna ad essere evidente. Si transita tra due caratteristici massi (segnavia sbiadito a destra) per poi virare a sinistra (a destra il sentiero è ostruito dalla vegetazione), uscendo in questo modo dal bosco. Approdati in un ripiano erboso, si segue a destra una traccia evidente che tende a perdersi quasi subito nei pressi di un cespuglio di felci. Si attraversa quest’ultimo tendendo leggermente a sinistra, per poi piegare a sinistra scendendo per pochi metri. Verso destra si penetra nella folta vegetazione che si attraversa per traccia abbastanza marcata (segnavia assenti). Segue una radura arbustiva che precede un’altra fascia di vegetazione dove la traccia diviene più evidente (una placchetta di latta con il segnavia n° 737 ci conferma di essere nel giusto percorso). Poco dopo si sbuca in bucolici declivi prativi che si attraversano piegando leggermente a destra in leggera salita in direzione di una selletta marnosa ai piedi del Poggio Maslini. Dal valico si continua in discesa su sentiero evidente all’interno del bosco. Si oltrepassa una recinzione e al bivio successivo si volta a sinistra in discesa. Usciti dal bosco, si procede restando nei pressi del limite destro di un’ampia radura (a destra l’antica mulattiera è totalmente inglobata dalla vegetazione), fino al margine inferiore di essa. Si svolta a sinistra, lasciando a destra una traccia evidente, e subito dopo si piega a destra. Si attraversa un piccolo solco confluendo infine nella carraia Ticchiano-Casarola, cui mettiamo piede dopo aver oltrepassato, mediante rudimentale cancello, un’ennesima recinzione con filo spinato. Seguiamo la carraia, affiancata da campi e ampie radure, a sinistra in leggera discesa. Il percorso effettua inizialmente un svolta verso destra cui fa seguito un’altra a sinistra. Dopo 10 minuti di rilassante cammino ci si immette in un’altra carraia (la stessa che abbiamo abbandonato più in alto) che seguiamo a destra giungendo in vista del vicino paese di Casarola . Lo stradello termina nella provinciale per il Passo del Ticchiano, che si attraversa, per poi scendere nel centro del borgo antico, transitando nei pressi della chiesa di S.Donnino. Poco più in basso si volta a sinistra imboccando Via della Chiesa: qui possiamo ammirare l’antica fontana, vecchie case e angoli suggestivi, dove il passato è ancora una realtà viva, percepibile. Il paese di Casarola è segnato dall’indelebile memoria del poeta Attilio Bertolucci che tanto ha amato questa valle cogliendone l’intima essenza che traspare in molti suoi versi. Esiste una perfetta simbiosi tra l’architettura delle case, i castagneti con gli essicatoi, i massi erratici, le pareti di arenaria, l’insieme antropologico/ambientale della Val Bratica e l’animo poetico di Bertolucci. Usciti dal nucleo antico, al primo bivio si volta a destra scendendo lungo Via del Mulino, per poi abbandonarla dopo pochi metri svoltando repentinamente a sinistra. Seguiamo una comoda sterrata in leggera discesa, avvicinandoci progressivamente al fondo della valle (notevoli visuali verso il maestoso Groppo Sovrano), a cui giungiamo dopo una svolta verso destra. Tramite ponte si attraversa il Torrente Bratica transitando poco dopo nei pressi di alcune case. Raggiunto un bivio, svoltiamo a sinistra imboccando una bella mulattiera in salita che inizialmente procede alla sinistra di una villetta. Dopo un breve tratto in moderata pendenza, si attraversa una stradina asfaltata riprendendo nel lato opposto la mulattiera ora più inerbita, segno di una sua trascuratezza. Una breve ma ripida salita e una rampa di gradini ci separano dal paese di Riana, punto di partenza della nostra escursione.