Anello di Lalatta

Punto di partenza/arrivo: Lalatta, 847 m 

Dislivello: 350 m ca 

Durata complessiva: 3,00/3,30 h 

Tempi parziali: Lalatta-Croce di Lalatta (30/45 min.) ; Croce di Lalatta-Casagalvana (40/45 min) ; Casagalvana-Monte Guardia (1/1,20 h) ; Monte Guardia-Lalatta (30 min) 

Difficoltà: E 

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo 

Ultima verifica: dicembre 2015 (foto: aprile 2014) 

Riferimento bibliografico: Daniele Canossini – LE VALLI DI PARMA E L’ALTA LUNIGIANA – l’Escursionista 2002 

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Capriglio-Lalatta del Cardinale 

map (1)www.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario 

Interessante e vario anello su carraie e sentieri molto evidenti. 

Si parcheggia l’auto nel piazzale sottostante gli edifici religiosi, situati nella parte bassa del paese di Lalatta. Dal parcheggio attraversiamo tutto il borgo, ammirando splendide case in sasso ristrutturate rispettando l’assetto originario, fino a mettere piede nella provinciale proveniente da Capriglio. Nel lato opposto della strada imbocchiamo un’evidente e ampia carrareccia in salita (cartello con scritto “La Croce del Centenario 1894-1994”). Seguiamo la carraia che con netta svolta a destra conduce ad un bivio sotto un dirupo. Scartato il percorso che sale a sinistra, proseguiamo a destra (paletto di legno con segno di vernice blu), volgendo in seguito a sinistra. Guadagniamo comodamente quota per piacevole carraia costeggiando bellissimi prati e panoramiche radure. Senza possibilità di errore confluiamo più in alto in una carrareccia (segni bianco-rossi) che assecondiamo a sinistra. Un ultimo tratto all’interno del bosco ci separa dal crinale della montagna a dall’ampio spiazzo dominato dalla Croce di Lalatta, 1069 m. La grande croce di metallo alta 15 m, con basamento di 3 m, è stata realizzata nel 1994 in occasione del centenario della nomina del Beato Andrea Carlo Ferrari ad Arcivescovo di Milano. Dalla croce (cartelli) continuiamo verso nord-ovest per il sentiero n° 736 diretto alla soprastante dorsale di marne e arenarie che raggiungiamo dopo aver superato un ripidissimo canalino erboso-marnoso (tratto evitabile a destra seguendo la variante segnata n° 736B). Percorriamo la panoramica dorsale con viste mozzafiato sulla sottostante Val Cedra e il suo circondario di montagne. Il sentiero di crinale, dopo una netta svolta a destra, confluisce in una carraia in corrispondenza di un tornante (poco prima si stacca a sinistra un evidente sentiero non segnato che scende verso Caneto). Seguiamo la carrareccia a destra oltrepassando una recente frana e, in costante discesa in direzione nord, raggiungiamo un incrocio nei pressi di un’ampia depressione a pascolo (rimboschimento a conifere a sinistra). Proseguiamo diritto incontrando successivamente un altro (doppio) incrocio, non lontani dal borgo di Casagalvana, situato alla nostra sinistra. Da qui è consigliabile una digressione verso quest’ultima località che, con i suoi 1079 m, risulta uno dei paesi più alti dell’intero Appennino parmense (interessante la fontana che troviamo a sinistra prima di entrare nel borgo). Ritornati all’incrocio, continuiamo lungo la carraia principale incontrando, dopo cento metri circa, un’ampia traccia che si stracca a sinistra. Quest’ultima conduce dei pressi del vecchio cimitero di Casagalvana (alcuni ruderi), dove sorgeva la chiesa di San Michele. La carrareccia, in costante discesa, riconduce nella strada provinciale proveniente da Capriglio che attraversiamo imboccando un ampio sentiero che avanza assecondando un poco accennato crinale. Seguiamo la traccia tralasciando alcuni percorsi a destra, restando costantemente nei pressi del crinale. Il sentiero piega successivamente a destra e poco dopo a sinistra, conducendo ad un bivio evidente. Qui ignoriamo un’ampia traccia a destra (diretta a Lalatta) e andiamo a sinistra seguendo un marcato sentiero (bollo di vernice gialla). L’evidente percorso (che in seguito si allarga a carraia) compie una svolta verso destra e procede in piano e a saliscendi, mantenendosi nei pressi della dorsale. Compiuta una netta svolta a destra (cippo con bassorilievo in marmo), confluiamo in un’altra carrareccia che seguiamo a sinistra. Il tracciato sale contornando il margine dei bellissimi e panoramici prati con laghetto della località Zumara, conducendo ai piedi di un poggio boscoso. Possiamo raggiungere la sommità di quest’ultimo imboccando a destra, ad un bivio, un’ampia traccia chiusa da sbarra metallica, oppure aggirare il dosso seguendo il sentiero di sinistra. Nel caso vogliamo guadagnare la cima del poggio, poi dobbiamo scendere lungo una labile traccia che svoltando a sinistra confluisce nel menzionato sentiero. Continuiamo per l’evidente e ampia traccia di crinale, passando a fianco di un traliccio elettrico e ignorando percorsi che si staccano sia a sinistra quanto a destra. Dopo un ultimo tratto di discesa caratterizzato da interessanti stratificazioni, confluiamo in un’ampia carraia (che seguiremo a destra) non lontani dal Monte Guardia, 979 m. Possiamo raggiungere la boscosa sommità di quest’ultimo assecondando a sinistra la carraia e, giunti ai piedi del profilo sud-ovest della montagna, l’abbandoniamo dirigendosi per ripida traccia verso la cima. Ritornati al bivio di prima, continuiamo per l’evidente carraia in leggera discesa (in caso non si voglia conquistare la sommità del Monte Guardia, una volta confluiti nell’ampia carraia, si piega subito a destra). Dopo un tratto in lieve salita, giungiamo ad un colletto e procediamo per l’evidente carrareccia ignorando tracce secondarie. Un’ultima discesa all’interno del bosco precede la frazione di Galgheto, circondata da bucolici prati. Per stradina asfaltata, prima in discesa e poi in salita (ad un bivio, nei pressi di una casa, si volta destra), si fa ritorno a Lalatta e al piazzale dove abbiamo parcheggiato l’auto.

VERSIONE STAMPABILE (PDF)