Monte Fuso: anello da Sasso

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Punto di partenza/arrivo: bivio per la Pieve di Sasso 670 m

Durata complessiva: 3,30 h

Tempi parziali: bivio per la pieve-costa a quota 810 m (1 h) ; costa a quota 810 m-cippo Monte Fuso (45 min) ; cippo Monte Fuso-bivio sentiero n° 760 (45 min) ; bivio sentiero n° 760-bivio per la pieve (1 h)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: gennaio 2018

Accesso stradale: Parma-Traversetolo-Neviano degli Arduini-Sasso. Da quest’ultima località si prosegue in direzione di Scurano parcheggiando l’auto in prossimità del bivio con la stradina asfaltata che conduce alla pieve romanica di Sasso.

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Descrizione dell’itinerario

Interessante anello su sentieri evidenti ma pochissimo frequentati a livello escursionistico. Attualmente l’unica “fruizione” di questa notevole montagna del medio Appennino parmense sembra essere quella delle discese in MTB, con appositi sentieri riservati unicamente a questa attività. Il percorso suggerito permette di gustare le peculiarità di entrambi i versanti del Monte Fuso.

Dal bivio per la pieve romanica si imbocca nel lato opposto della strada un’ampia traccia contrassegnata CAI n° 763. Al primo bivio (cartelli) si piega a sinistra procedendo in più decisa salita effettuando alcune svolte. Successivamente si continua per ottimo sentiero, delimitato da una staccionata, che dopo un ripido strappo confluisce in una carraia. La si segue a destra, inizialmente in leggera discesa, giungendo poco dopo al bivio con il percorso n° 759A proveniente da Case Ruffaldi. Noi continuiamo a sinistra per ampia mulattiera che sale tenendosi nei pressi del dorso di una costa marnosa. Appena dopo si rientra nel bosco e si prosegue in moderata pendenza incontrando poco più in alto un cippo a ricordo dei partigiani. Dopo aver attraversato una piccola area disboscata, si inizia mediante svolta a destra l’aggiramento del dorso del crinale NE del Monte Fuso (notevoli esemplari di muretti a secco). Giunti ad incrocio in versante Enza, si abbandona il percorso n° 763 e si prosegue diritto per sentiero evidente contrassegnato da bolli di vernice gialla e alcune frecce segnaletiche. Poco più avanti si esce temporaneamente dal bosco per attraversare il margine inferiore di una bella radura seguendo un evidente tratturo. Penetrati in una piccola valletta, si abbandona la traccia che piega a sinistra in discesa e si prosegue diritto (freccia segnaletica gialla con il numero 4) per sentiero per procede in lieve salita. Con andamento pianeggiante si costeggia un’altra bella radura fino a compiere una netta svolta a sinistra in corrispondenza di un notevole muro a secco con massi di arenaria sistemati ad arte. Contornando quest’ultimo per un tratto, si avanza comodamente per la splendida mulattiera pianeggiante affiancata ai lati da campi e panoramici prati. Rientrati nel bosco, si prosegue per ampia traccia effettuando poco più avanti una svolta a destra, confluendo in breve in una carraia. La seguiamo a destra in lieve salita al margine di un’ampia radura alla nostra destra. Ignorata una ripida traccia che si stacca in questa direzione, si abbandona appena dopo la carraia su cui stiamo camminando nel momento in cui essa piega a sinistra in discesa. Proseguiamo diritto approdando quasi subito sul dorso di una costa boscosa a quota 810 m. Da qui si staccano a destra due tracce: noi imbocchiamo quella di destra che poco dopo confluisce in una carraia che si segue a sinistra per pochissimi metri. Infatti, appena prima che la traccia confluisca con il percorso abbandonato a quota 810 m, si scorge a destra la continuazione della vecchia mulattiera che seguiamo in moderata pendenza ammirando notevoli stratificazioni arenacee. Giunti ad un bivio, si prende la traccia di destra che dopo una salita piega a sinistra conducendo ad un incrocio. Proseguiamo diritto per ampia traccia che svolta subito a sinistra (si ignora un’altra carraia che si stacca a destra) e guadagna quota con fondo formato da altre stratificazioni arenacee. Giunti in corrispondenza di un cancello situato alla nostra destra, si prosegue a sinistra per carraia affiancata a destra da una recinzione. Si effettuano poi un paio di svolte, confluendo poco più avanti nella carrareccia abbandonata a quota 810 m, che ora si presenta cementata. La seguiamo a destra in salita, ignorando poco più in alto un’ampia traccia che si stacca a destra ed osservando alla nostra sinistra una piccola costruzione diroccata. Dopo una netta svolta a sinistra, si oltrepassa una sbarra, approdando appena dopo in uno spiazzo in mezzo al bosco. Guardando alla nostra destra si nota un muretto con pietre ricoperte da muschio che divide due tracce: noi seguiamo quella di sinistra che effettua subito una curva proprio in questa direzione. Il sentiero continua in lieve salita tagliando per un prima volta una traccia trasversale utilizzata dalle MTB, che si attraversa per una seconda volta dopo una curva a destra. Al successivo incrocio si prosegue diritto ignorando il percorso n° 761 che a destra sale alla dorsale del Fuso e a sinistra scende in direzione del piccolo nucleo chiamato Gulghino. Si continua per comodo sentiero che dopo uno strappo un po’ più ripido confluisce in una carraia. Andando a sinistra si raggiungerebbe la casa isolata chiamata l’Anna; noi invece proseguiamo a destra per ampia traccia che effettua subito una curva a sinistra e guadagna quota con fondo caratterizzato da altre notevoli stratificazioni arenacee. Si effettuano alcune svolte e si prosegue per il percorso principale (ad un bivio si prende la traccia di sinistra) che conduce, dopo un ultimo strappo, sulla dorsale del Monte Fuso. Seguendo a sinistra l’evidente sentiero di crinale (n° 763) si approda appena dopo in un balcone panoramico che costituisce il punto di partenza dei voli con il parapendio. Avanzando ancora per l’ampia mulattiera, si guadagna infine la sommità principale del Monte Fuso1115 m, caratterizzata da un cippo eretto nel 1901 (in realtà la quota più elevata della montagna, 1134 m, è situata poco sopra l’area denominata Prati Dolci). Dalla cima, mediante ottimo sentiero delimitato da una staccionata, si discende il sottostante pendio boscoso, fino ad approdare ad un bivio dove si ignora una mulattiera che si stacca a destra. Si prosegue diritto per l’ampia traccia di crinale che conduce in breve ad una sella a quota 1080 m. Qui si ignora a sinistra una carraia proveniente da Rusino e si prosegue a destra nel versante settentrionale della montagna. Poco più avanti si presenta un bivio (cartelli) da cui si piega a destra imboccando una mulattiera (CAI n° 761) in direzione di Campora Vezzano. Si perde quota effettuando diversi tornanti, contornando più in basso il limite superiore di un’ampia area disboscata. Dopo una curva a destra, si attraversa la base della menzionata area e si continua a scendere per l’ampia traccia che ora si fa più ripida. Effettuando altre svolte e prestando attenzione alla scivolosità del tracciato per la presenza di un folto tappeto di foglie che ricopre i sassi, si raggiunge in pochi minuti il bivio (cartelli) con il sentiero n° 760 che prosegue a destra. Lo imbocchiamo procedendo inizialmente in leggera discesa, per poi risalire lievemente e aggirare una costa boscosa. Poco più avanti ci si immette in un’altra e più ampia traccia che si segue a destra valicando un’altra costa. Oltre quest’ultima, si ignora il percorso che scende a sinistra e si prosegue a destra (segnavia) per sentiero. Al successivo incrocio si continua diritto procedendo a saliscendi per traccia ben segnata ma a volte non particolarmente incavata nel terreno. Poi si confluisce in una mulattiera che si segue a destra affrontando una ripida salita che precede una netta svolta a sinistra. Avanzando più comodamente, si raggiunge una costa dove il percorso svolta a destra assecondando in salita per un tratto il suo dorso. Raggiunto il soprastante bivio (ometto e segnavia), si prosegue a sinistra perdendo quota per evidente mulattiera, fino a transitare a fianco di uno spiazzo erboso con tavolo e panche. Si continua a scendere ancora per un tratto, raggiungendo poco dopo un bivio da cui si prosegue a destra per traccia pianeggiante. Approdati sul dorso di una costa marnosa, il percorso segnato piega a sinistra in direzione di Case Ruffaldi: noi invece proseguiamo a destra per ampia traccia che conduce poco più avanti nei pressi di un’area pic-nic situata più in basso alla nostra sinistra. Si prosegue per l’evidente mulattiera andando a destra al successivo bivio ed avanzando per traccia meno marcata. Il percorso poco dopo si riduce a stretto sentierino che procede pianeggiando e in leggera salita (ad un bivio si prende la traccia di destra) fino ad aggirare una costa. Oltre quest’ultima si deve attraversare un’area disboscata con vegetazione invadente in primavera/estate, confluendo infine nella mulattiera contrassegnata n° 763 percorsa in salita. Seguendo quest’ultima si fa ritorno in circa 20 minuti di cammino al bivio con la stradina che sale alla pieve romanica di Sasso.

 

 

 

 

 

 

 

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Monte Fuso: anello da Campora

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Punto di partenza/arrivo: Campora 643 m

Dislivello: 470 m

Durata complessiva: 3-3,30 h

Difficoltà: E (escursionistico)

Tempi parziali: Campora-Case Ruffaldi-La Pietra (20 min) ; La Pietra-L’Anna-Cippo Monte Fuso (1,30 h) ; Cippo Monte Fuso-Campora (1,15 h)

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: ottobre 2015

Accesso stradale: Parma-Traversetolo-Neviano degli Arduini-Sasso-Campora

Riferimento bibliografico: Daniele Canossini – LE VALLI DI PARMA E L’ALTA LUNIGIANA – l’Escursionista 2002

L'itinerario è segnato in giallo
L’itinerario è evidenziato in giallo

Stralcio della mappa dal sito: http://www.montefuso.it  Il tracciato evidenziato nella mappa nel tratto incrocio sentiero n°763-L’Anna è puramente indicativo

Descrizione dell’itinerario

Interessante anello che permette di gustare tutti gli aspetti e peculiarità di questa montagna, mai particolarmente apprezzata dagli “appenninisti” locali.

Dal paese di Campora (parcheggiare l’auto nel grande spiazzo di fronte alla chiesa) si percorre per un breve tratto la strada verso Sasso, fino al bivio per Case Ruffaldi (cartelli). Si sale per stradina asfaltata giungendo dopo qualche minuto di cammino alla bella frazione. Dalla piazzetta (cartelli) si prosegue a sinistra in direzione La Pietra (piccolo nucleo posto su un poggio di arenaria) che si raggiunge dopo aver percorso un breve tratto di ripida strada. Da qui è consigliabile una breve digressione. Appena oltre la casa rurale ci si sposta verso il bordo del dirupo formato da pareti di arenaria e lo si contorna a sinistra. Giunti in prossimità di una stretta e suggestiva fenditura, scendiamo con attenzione lungo questa pervenendo alla base delle rocce. Possiamo osservare che le pareti rocciose sono formate da un’arenaria dello stesso tipo di quella della Pietra di Bismantova. Risaliti ai prati soprastanti, continuiamo a seguire il percorso principale che subito dopo conduce a un bivio con cartelli. Andiamo a destra seguendo un’ampia mulattiera che inizialmente risale una ripida costa di marne, per poi entrare nel bosco. Dopo un cippo a ricordo dei partigiani, si giunge ad un’area disboscata di recente con traccia che sale a destra. Proseguiamo per il bel sentiero che dopo una breve salita inizia ad aggirare, mediante curva a destra, la dorsale del monte (notevoli esemplari di muretti a secco). Approdati nel versante opposto (Enza), giungiamo ad un incrocio con cartelli. Lasciamo a destra il sentiero n° 763 (il cui tracciato segue la dorsale in direzione del cippo del Monte Fuso) e a sinistra una mulattiera in discesa. Proseguiamo diritto imboccando un bel sentiero contrassegnato occasionalmente da segnavia di colore giallo. Stiamo percorrendo un’antica mulattiera, ancora evidente, che taglia a mezza-costa questo versante della montagna, inizialmente sopra il borgo di Monchio di Sasso. Il percorso, dopo un primo tratto nel bosco, esce all’aperto proseguendo lungo il margine sinistro di un’ampia radura. Giunti in un’avvallamento, è necessario abbandonare la traccia che scende al sottostante nucleo rurale, imboccando a destra un sentiero che costituisce la continuazione dell’antico tracciato. La mulattiera, dopo una radura con alberi da frutto e una netta svolta a sinistra, viene affiancata da un caratteristico muretto a secco formato da grossi blocchi di arenaria che ci accompagnerà per tratto. Si continua perlopiù in piano affiancati da radure con alberi da frutto e panoramici campi. L’ampia mulattiera confluisce in seguito in una carrareccia che va seguita a destra, in leggera salita, sulla sinistra di una radura e a destra di un poggio boscoso (nessun segnavia). Nei pressi di una valletta ignoriamo a destra un’ampia traccia in salita e, al bivio successivo, abbandoniamo la carraia fin qui seguita proseguendo diritto. Giunti su una costa boscosa a quota 810 m, possiamo continuare lungo la carraia che dopo aver aggirato la costa comincia a salire ripidamente. Preferiamo invece proseguire lungo l’antico percorso imboccando a tal fine un’evidente mulattiera che si stacca a destra della carraia, proprio sulla costa boscosa a quota 810 m (delle due tracce prendere quella di destra). Poco dopo la mulattiera piega verso sinistra confluendo in un’altra carraia che si segue a sinistra per pochi metri. Prima che la traccia confluisca nel percorso abbandonato sulla costa a 810 m, la si lascia proseguendo sulla destra. Si continua lungo una bellissima mulattiera, dove “in molti tratti affiora quello che si potrebbe scambiare per un selciato opera dell’uomo. Si tratta invece del dorso fessurato degli strati di arenaria della formazione di Bismantova che costituiscono la parte sommitale del Monte Fuso (cfr: Daniele Canossini: “Le Valli di Parma e l’Alta Lunigiana” 2002). Giunti ad un bivio proseguiamo a destra, continuando a seguire l’antico percorso che conduce in breve ad un crocicchio. Proseguiamo diritto per ampia traccia che svolta subito a sinistra (si ignora un’altra carraia che si stacca a destra) e guadagna quota con fondo formato da altre stratificazioni arenacee. Giunti in corrispondenza di un cancello situato alla nostra destra, si prosegue a sinistra per carraia affiancata a destra da una recinzione. Si effettuano poi un paio di svolte, confluendo poco più avanti nella carrareccia abbandonata a quota 810 m, che ora si presenta per un tratto cementata. La seguiamo a destra in salita, ignorando poco più in alto un’ampia traccia che si stacca a destra ed osservando alla nostra sinistra una piccola costruzione diroccata. Dopo una netta svolta a sinistra, si oltrepassa una sbarra, approdando poco  più avanti in uno spiazzo in mezzo al bosco. Guardando alla nostra destra si nota un muretto con pietre ricoperte da muschio che divide due tracce: noi seguiamo quella di sinistra che effettua subito una curva proprio in questa direzione. Si continua in lieve salita tagliando per una prima volta un sentierino trasversale utilizzato dalle MTB, che poi si riattraversa dopo una curva a destra. Al successivo incrocio si prosegue diritto ignorando il percorso n° 761 che a destra sale alla dorsale del Fuso e a sinistra scende in direzione del piccolo nucleo chiamato Gulghino. Si continua per comodo sentiero che dopo uno strappo un po più ripido confluisce in una carraia. La seguiamo a sinistra approdando dopo qualche minuto in località l’Anna (casa ristrutturata) a quota 1015 m (fonte sulla destra). Oltrepassata la casa, continuiamo lungo lo stradello di accesso, giungendo a poca distanza dalla SP 80 proveniente da Scurano (sulla sinistra tavoli con panche). Imbocchiamo ora il sentiero 761A caratterizzato inizialmente dai caratteristici affioramenti di arenaria che abbiamo già incontrato. L’ottima traccia, dopo la salita iniziale, segue una costa boscosa costeggiando poi il margine destro di una bella radura. Piuttosto ripidamente e con qualche svolta approdiamo infine al Cippo del Monte Fuso 1115 m, eretto nel 1901. Dalla sommità imbocchiamo il sentiero che scende nel bosco verso nord-ovest. La traccia conduce dopo pochi minuti in prossimità di alcune radure dove si ignora a destra un’evidente mulattiera. Proseguiamo diritto in leggera salita lungo il crinale del monte, giungendo ad un’ampia sella a quota 1080 m. Lasciamo a sinistra una carrareccia proveniente da Rusino (cartelli) e andiamo a destra, seguendo una mulattiera che si tiene nel versante settentrionale della montagna. In breve giungiamo ad un bivio: lasciamo a sinistra la prosecuzione del sentiero (che comincia a risalire verso il crinale), imboccando a destra (cartelli) la traccia contrassegnata n° 761 che scende nel bosco di castagni. Seguiamo la bella mulattiera in ripida discesa e con diversi tornanti, tenendo sempre il percorso più evidente. Dopo un tratto recentemente disboscato, l’ampia mulattiera-carraia diviene ancora più ripida e anche scivolosa in caso di terreno bagnato. Dopo alcune svolte, si giunge ad un bivio non molto evidente: lasciamo a destra una traccia con segnavia (n° 760) e pieghiamo a sinistra lungo un sentiero contrassegnato n° 761. Poco dopo giungiamo ad un ulteriore bivio con cartelli, dove a sinistra ignoriamo il percorso n° 759 per Moragnano proseguendo diritto/destra in direzione Vezzano-Campora. L’ampia traccia, molto incavata nel terreno, compie un netto tornante verso destra e un altro a sinistra, conducendo poco dopo ad un crocicchio non molto evidente. Il percorso segnato continua diritto, noi invece prendiamo la bella mulattiera di destra: potrebbe trattarsi di un tratto della Via del Sale (cfr. Canossini). Tagliamo comodamente a mezza-costa il pendio boscoso fino a ricongiungersi con il percorso segnato, poco prima di una sella caratterizzata da marne. Proseguiamo lungo la magnifica mulattiera all’interno del bosco: alcune aperture permettono di ammirare il sottostante e antico Borgo della Malora (proprietà privata). L’ampia traccia, dopo aver attraversato un ruscello, compie una netta svolta a sinistra, non lontano dalle prime case del paese di Campora. Continuiamo e scendere lungo la stradina incontrando poco dopo l’asfalto. Si transita a fianco di alcune villette, fino a mettere piede sulla strada principale che seguiamo a destra attraversando il paese. In breve giungiamo alla chiesa e allo spiazzo dove abbiamo parcheggiato l’auto.