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Groppi Rossi: anello dal Poggio di Berceto

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Punto di partenza/arrivo: Poggio di Berceto 844 m

Dislivello: 450 m ca.

Durata complessiva: 4,45/5 h

Tempi parziali: Poggio di Berceto-Lago Bozzo (1,30 h) ; Lago Bozzo-sommità Groppi Rossi (45 min/1 h) ; Groppi Rossi-Passo Silara (1 h) ; Passo Silara-Fioritola-Poggio di Berceto (1,20 h)

Difficoltà:E (E+ il tratto Pian della Capanna-cresta dei Groppi Rossi) in condizioni normali (senza neve), EAI (EEAI il tratto sella quota 1255 m-cresta dei Groppi Rossi) in condizioni invernali

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo estivo o invernale

Ultima verifica: gennaio 2019

Accessi stradale: Parma-Fornovo-Berceto. Si parcheggia l’auto nella parte superiore del paese, in località Poggio di Berceto

mapStralcio della mappa dal sito: www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

La zona dei Groppi Rossi è senza dubbio una delle più suggestive e appartate aree montuose dell’intero Appennino parmense. Qui vi regna in ogni stagione una pace e un silenzio penetranti e “stranianti”. L’escursione è stata effettuata dall’autore della relazione in condizioni invernali ma con neve non abbondante, il che ha permesso di salire senza l’ausilio di racchette da neve e, soprattutto, di reperire gli ometti indicanti il giusto percorso nel tratto che va da Pian della Capanna alla selletta a quota 1255 della cresta dei Groppi Rossi. In effetti, al fine di completare e gustare al meglio l’anello proposto, consiglio di effettuarlo, se in condizioni invernali, con innevamento non eccessivo. In caso lo si voglia intraprendere con neve abbondante tenere presente che: 1) il tratto dopo Pian della Capanna in direzione dei Groppi Rossi
è piuttosto accidentato in quanto formato da pietraie e avvallamenti da attraversare, per cui l’orientamento, nonostante la cresta ofiolitica dei Groppi Rossi sia evidentissima, non è immediato. 2) Il percorso che dalla selletta a quota 1255 m conduce al Passo Silara, in condizioni di innevamento abbondante e quindi con segnavia – già di per sé sbiaditi – nascosti dalla neve, risulterebbe di problematico reperimento. In tal caso consiglio vivamente di ritornare al Poggio di Berceto percorrendo a ritroso lo stesso tragitto effettuato in salita. Ovvia è la raccomandazione a non effettuare questo itinerario in caso di scarsa visibilità.

Abbandonata l’auto nel piccolo parcheggio di Poggio di Berceto, si imbocca a sinistra la strada per Calestano, abbandonandola subito per stradello a destra (indicazione per la pineta). Si sale a fianco di alcune case per poi perdere quota per sterrata, giungendo dopo una svolta a destra al bivio per Fioritola, la cui sterrata d’accesso si lascia a sinistra. Si prosegue lungamente per la strada, prima in salita poi con andamento pianeggiante o in lieve pendenza, fino a scendere al ponte sul Baganza. Si prosegue lungo l’evidente tracciato (CAI n° 731), effettuando quasi subito un tornante destrorso in corrispondenza del quale si ignora a sinistra lo stradello per Case Schianchi. Si sale in moderata pendenza compiendo successivamente un tornante sinistrorso e in seguito uno destrorso. Si prosegue per la sterrata (sempre molto evidente anche in caso di neve abbondante) andando, ad un bivio (freccia segnaletica del CAI), a sinistra, tralasciando a destra un’ampia traccia. Si sale piuttosto ripidamente effettuando appena dopo un tornante destrorso che riporta nella direzione SE/S. Si guadagna quota assecondando per un buon tratto una linea elettrica, fino ad uscire su una costa panoramica dove si incontra un bivio. Ignorata a sinistra la continuazione dell’ampia traccia, che compiendo un tornante sinistrorso conduce ad una costruzione, si continua per bella e ampia mulattiera/carraia che inizialmente avanza in discesa con brevissimi saliscendi. Procedendo poi in salita ed attraversando alcuni ruscelli, si raggiunge un bivio da cui si prosegue diritto/destra (segnavia sbiadito sul tronco di un albero a destra), ignorando a sinistra la traccia d’accesso a Casa Montana. Si procede inizialmente in leggera discesa, incontrando poco dopo un bivio da cui si prosegue a sinistra tralasciando a destra un’ampia traccia che scende. Con andamento prima in piano poi in salita ed effettuando alcune svolte, si giunge in vista di un rifugio (proprietà privata) situato in prossimità del limite settentrionale del Lago Bozzo Lago d’Achille1058 m. Si prosegue per ampia traccia che costeggia, prima all’interno del bosco poi rasentandola, la sponda occidentale del suggestivo e appartato specchio d’acqua. Si continua successivamente passando a fianco di un capanno in lamiera, penetrando infine nel bosco. Dopo una svolta a destra si sbuca in un magnifico pianoro che si attraversa interamente, recuperando nell’estremità opposta la continuazione del percorso segnato. Si effettuano poi un paio di svolte, inizialmente all’interno di una macchia di rado bosco, che precedono un secondo e più piccolo ripiano che si attraversa. Svoltando a sinistra si arriva infine in vista dei ruderi di Pian della Capanna, 1120 m, circondati da magnifiche radure che fanno di questo luogo uno dei più suggestivi di tutto l’Appennino parmense. La cresta dei Groppi Rossi è già molto evidente, ma per raggiungerne il suo inizio sud/orientale il percorso di avvicinamento è piuttosto intricato e contrassegnato solo da sporadici ometti. Dai ruderi si ignora a destra la continuazione del sentiero n° 731 e si contorna svoltando a sinistra la macchia di vegetazione e bosco che ingloba le rovine della Capanna. Poi si vira nettamente a destra salendo per pendio aperto in direzione dei Groppi Rossi, giungendo poco più in alto nei pressi di un magnifico ripiano (luogo di impareggiabile bellezza). Da qui ci si sposta a sinistra verso un’evidente costa che si risale brevemente lungo il suo dorso. Poi, prima di raggiungere il vertice della costa, si piega a destra e si avanza verso il fondo di un avvallamento delimitato da un’altra costa caratterizzata da pietraie e massi ofiolitici. Dall’avvallamento si vira a sinistra e si sale raggiungendo in breve un grosso masso da cui (ometto) si piega a destra. Successivamente il percorso svolta a sinistra avanzando in obliquo ascendente e, piegando a destra (ometto), conduce sul dorso della menzionata costa che delimita l’avvallamento nel cui fondo siamo transitati poco prima. Si continua assecondando o restando nei pressi del sommo della costa, ammirando visuali veramente suggestive in ambiente selvaggio frequentato da animali selvatici più che da umani. Ad un certo punto il percorso (ometti) vira a sinistra conducendo al sommo di un’altra e poco accennata costa (si tratta in realtà di un ramo della costa di prima). Da qui si volge a destra avanzando in obliquo ascendente (è presente una traccia) e, spostandosi a sinistra, si approda su una marcata dorsale che si segue a destra. Poco dopo, effettuando un’ampia curva verso sinistra ed attraversando anche una piccola macchia boscosa, si mette piede in un’evidente selletta a quota 1255 m, che costituisce il punto di inizio della cresta dei Groppi Rossi. Da qui, volgendo a sinistra, si percorre la magnifica dorsale ammirando notevoli visuali, avvicinandosi alla sezione più rocciosa della cresta che si lascia a sinistra (un evidente spigoletto a forma di becco può essere scalato direttamente con un breve ma interessantissimo ed esposto passaggio di I°+/II°-). Avanzando in obliquo ascendente per traccia si riguadagna il filo della dorsale da cui, oltrepassando subito una prima quota, si continua ad assecondare con grande attenzione (soprattutto con neve) l’arioso ma stupendo filo di cresta. In breve si raggiunge quella che rappresenta la cima centrale dei Groppi Rossi1280 m, oltre la quale la cresta inizia a degradare facendosi più severa e rocciosa (e in condizioni prettamente invernali delicata ed impegnativa). Dopo una meritata sosta ritorniamo sui nostri passi fino alla sella a quota 1255 m, da cui andiamo a sinistra in direzione del Passo Silara (come già espresso nell’introduzione, questo tratto, in caso di abbondante copertura nevosa, presenterebbe rilevanti problemi di orientamento). Per traccia inizialmente evidente si penetra subito nel bosco, giungendo in breve in prossimità di una radura situata alla nostra sinistra. Da qui occorre spostarsi a destra onde recuperare il percorso principale contrassegnato da alcuni vecchi segnavia bianco/rossi. Per traccia evidente si attraversano due ruscelli, svoltando, appena dopo il secondo, a sinistra, perdendo poi quota parallelamente al corso d’acqua (segnavia). Ad un certo punto il percorso vira a destra e conduce ad un altro ruscello che si guada, per poi svoltare subito a sinistra avanzando per un breve tratto in lieve salita. Si perde successivamente quota immettendosi poco più in basso in un’ampia traccia che conduce ad un ripiano boscoso (molto poco evidente con copertura nevosa). Qui giunti ci si immette in una carraia chi si segue a destra oltrepassando subito un ruscello, procedendo poi in lieve salita. Segue l’attraversamento di un altro ruscello e una costa boscosa che si aggira mediante svolta a destra. Dopo una breve discesa si riprende a salire, anche in moderata pendenza, oltrepassando un breve tratto franato. Poco dopo ci si immette nel percorso n°741 (paletto con cartelli) per il Monte Borgognone che noi seguiamo a sinistra in direzione del Passo Silara. Si avanza per bella e ampia traccia che dopo svolta a sinistra procede perlopiù in piano/leggera salita tenendosi nel versante Parma della dorsale spartiacque. Messo piede nella strada asfaltata proveniente da Marra, la si segue a sinistra oltrepassando il Passo Silara1200 m,  continuando ulteriormente in versante Baganza. Dopo una netta svolta a destra e l’elettrodotto che si sottopassa, in corrispondenza di un’altra curva a destra si stacca a sinistra una carraia chiusa da una sbarra. L’ imbocchiamo e seguiamo effettuando svolte e tornanti, ammirando anche notevoli visuali panoramiche (se la carraia fosse ricoperta da un manto nevoso, occorre prestare attenzione a non scivolare sulle canaline di scolo dell’acqua). Giunti nei pressi di Casa Fioritola si svolta a destra e si scende costeggiando la base della spettacolare Ofiolite di Fioritola. Lasciate a sinistra delle traccie, si continua a destra contornando ancora per un tratto l’ofiolite, proseguendo successivamente per comoda carraia che procede nella sponda destra orografica della valle formata dal Torrente Baganza (altre traccie che si staccano a destra sono da ignorare). Dopo una discesa e un tratto in piano si presenta un bivio da cui, proseguendo a sinistra, si inizia a perdere quota piuttosto ripidamente e in modo lineare. Infine si effettua il guado del Torrente Baganza, che a seconda delle condizioni stagionali potrebbe risultare impraticabile, avanzando poi in salita. Dopo un tornante destrorso ci si immette nella strada seguita all’andata e la si segue a destra in direzione di Poggio di Berceto.

 

 

 

 

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