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Archivi categoria: Lunigiana

Punta Buffanaro e Monte Acuto: anello dalla diga del Lago Paduli

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Punto di partenza/arrivo: diga del Lago Paduli 1157 m

Dislivello: 850 m ca.

Durata complessiva: 6/6,15 h

Tempi parziali: diga del Lago Paduli-Rifugio Sarzana (1,40 h) ; Rifugio Sarzana-Sella Buffanaro (45 min) ; Sella Buffanaro-Punta Buffanaro A/R (45 min) ; Sella Buffanaro-Sella di Monte Acuto-Monte Acuto (45 min/1 h) ; Monte Acuto-Sella di Monte Acuto-sentiero n° 00/659A-bivio sentiero n° 653 (1 h) ; bivio sentiero n° 653-Diga del Lago Paduli (45 min)

Difficoltà: E+ il sentiero n° 657A per la Sella Buffanaro ; E+/EE l’ascesa e discesa della Punta Buffanaro dalla sella omonima ; EE/EEA (tratti attrezzati facili con un passaggio di media difficoltà) il Sentiero Attrezzato dei Groppi di Camporaghena in direzione della Sella di Monte Acuto ; E la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo (consigliabile l’attrezzatura da ferrata per il Sentiero Attrezzato dei Groppi di Camporaghena)

Ultima verifica: giugno 2017

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Ranzano-Palanzano-Monchio delle Corti-Rigoso-Diga del Lago Paduli ; Reggio Emilia-S.Polo d’Enza-Vetto d’Enza-Ramiseto-Miscoso-diga del Lago Paduli. Si parcheggia l’auto oltre il ponte lungo la provinciale per Ramiseto 

 

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Grandioso anello in una delle più interessanti aree dell’Appennino settentrionale. I Groppi di Camporaghena si presentano come una cresta/crinale che dal Monte Acuto si dilunga in direzione SE fino al Monte Alto. Quest’ultimo è poi il nodo orografico in cui si incontrano due creste: quella nord-est che degrada verso il Passo di Pietra Tagliata, saldandosi qui con il crinale sud dell’Alpe di Succiso, e la lunga e severa cresta SE, naturale continuazione della dorsale spartiacque dei Groppi di Camporaghena. La Punta Buffanaro è forse la cima più “caratterizzata” del lungo crinale, soprattutto per le spettacolari placche del suo versante NE.

Dalla diga del Lago Paduli (cartelli) ci si incammina lungo una carraia, delimitata a destra da una recinzione, raggiungendo quasi subito un bivio (cartelli), dove si prosegue a sinistra imboccando il percorso CAI n° 659 per il Rifugio Sarzana. Appena dopo, nei pressi di un’edicola con maestà, si incontra un secondo bivio, dove si continua a sinistra ignorando a destra la traccia n° 659A/653 da cui torneremo. Il nostro sentiero procede, dopo un primo tratto in moderata pendenza, perlopiù in leggera salita e in piano all’interno di un ambiente boschivo di notevole bellezza. Si transita nelle vicinanze di uno stagno stagionale, per poi guadare il Rio Garzoli e risalire verso una costa boscosa che si attraversa. Poco dopo dopo si incontra il bivio (cartelli) con il sentiero SD (Strada dei Ducati) per Miscoso che si ignora, continuando diritto sempre in direzione del Rifugio Sarzana. Tralasciato anche il sentiero n° 653 (cartelli) che si stacca a destra, ci si immette poco dopo in un’ampia traccia che si segue svoltando progressivamente verso S. Poco più avanti si approda in una radura in cui è situato l’ennesimo bivio: si ignora a sinistra il percorso n° 653 per Succiso Nuovo, per proseguire diritto seguendo lo stesso segnavia di prima. Successivamente la traccia inizia a guadagnare quota lungo un pendio boscoso soggetto a operazioni di disboscamento. Dopo aver superato un ripido strappo, si continua con minore pendenza sempre all’interno del bosco. Poco più avanti si risalgono alcune radure arbustive, per poi procedere a mezza costa ai piedi della dorsale settentrionale del Monte Acuto. Una breve discesa precede il Rifugio Sarzana1575 m, collocato nei pressi del magnifico Lago di Monte Acuto. Dal rifugio si prosegue per il sentiero n° 659 lambendo la sponda nord-est dello specchio d’acqua e raggiungendo un bivio dove a destra si stacca la traccia per la Sella di Monte Acuto. Si prosegue invece diritto (appena dopo a sinistra si stacca una traccia in discesa che conduce ad una fonte), transitando dopo qualche minuto nei pressi di un altro lago con acqua stagnante, per poi attraversare, in falsopiano e leggera discesa, una pietraia. Si continua successivamente a mezza costa, con qualche ripido strappo, all’interno del bosco, raggiungendo infine un bivio collocato in prossimità del dorso di una costa. Qui si abbandona il sentiero n° 659, che compiendo diversi tornanti scende verso i Ghiaccioni, per imboccare a destra la traccia contrassegnata n° 657A. Si procede per un tratto all’interno di un solco, avendo a sinistra la già menzionata dorsale boscosa. Poco più avanti la si raggiunge e attraversa, continuando a mezza costa all’interno del bosco. Dopo alcuni minuti si giunge alla base di una ripida pietraia che si risale per pochi metri, per poi attraversarla verso sinistra (tenere d’occhio i segnavia). Usciti definitivamente dal bosco, si avanza in obliquo ascendente affrontando anche alcuni ripidi strappi per stretto sentiero che risale e attraversa un paio di pietraie, di cui la seconda è la più estesa. In questo tratto è possibile ammirare visuali davvero grandiose sul versante occidentale dell’Alpe di Succiso. Una breve ma ripida risalita, ormai in prossimità del crinale (sulla destra sono ben visibili i cavi del Sentiero Attrezzato dei Groppi di Camporaghena), precede la panoramica Sella Buffanaro1752 m, situata ai piedi del severo profilo nord/occidentale dell’omonima punta. Si continua alla volta di quest’ultima, affrontando fin da subito una dura risalita lungo il filo della dorsale, per poi procedere per un breve tratto con minor pendenza. La traccia del sentiero 00 si sposta successivamente a destra rispetto i risalti rocciosi della cresta, procedendo in ripida salita ed effettuando alcuni stretti tornanti.  Poco più avanti il sentiero avanza in obliquo ascendente tagliando ripidi ed esposti pendii nel versante lunense della montagna. Si superano alcune roccette rimettendo piede, a poca distanza dalla cima, nel crinale divisorio al sommo di lisce lastronate rocciose che degradano verso la Valle Liocca e i Ghiaccioni. In breve si guadagna con soddisfazione la magnifica sommità della Punta Buffanaro1879 m, da cui si ammira un vastissimo panorama. Dalla cima si ritorna alla Sella Buffanaro percorrendo a ritroso il sentiero effettuato in salita, prestando la massima attenzione alla ripidezza ed esposizione di molti tratti. Dal valico di crinale si continua in direzione della Sella di Monte Acuto, iniziando ad ascendere verso una cima secondaria mediante il Sentiero Attrezzato dei Groppo di Camporaghena.

A (facile) – B (media difficoltà) – C (difficile) – D (molto difficile) – E (estremamente difficile)

Tenendosi sull’esposto filo di cresta, si rimontano facili placche (A) che precedono una breve discesa (A+) e un tratto di crinale aereo. Giunti sotto un ripido risalto, lo si supera direttamente sfruttando un diedro (B), cui fa seguito un’ esposta crestina (A). Si discende un brevissimo muretto verticale (B), per poi avvicinarsi ad un altro risalto che si supera agevolmente assecondando un canalino (A). Continuando lungo il filo di cresta, si rimontano in obliquo facili e gradinate placchette e si effettuano brevi traversi (A/A+). Superata una breve balza (A), si giunge al termine della prima sezione del percorso attrezzato. Una traccia conduce velocemente alla sommità di una panoramica cima da cui si discende nel lato opposto mantenendosi nei pressi del crinale divisorio. Raggiunta una selletta situata sotto un ripido groppo, si procede in obliquo ascendente effettuando successivamente un traverso (A+) mediante il quale si aggira il profilo dell’altura. Appena dopo ha termine (o inizio, dipende dal senso in cui lo si percorre) il Sentiero Attrezzato dei Groppi di Camporaghena. Si continua per traccia piuttosto labile, raggiungendo in breve la sommità di un’altra quota del lungo crinale, da cui si continua in piano alla volta della ben visibile Sella di Monte Acuto, 1721 m (poco prima di quest’ultima, sulla cima di un dosso erboso disposto alla nostra sinistra, è collocato un interessante cippo confinario risalente la 1828). Raggiunto il valico di crinale (cartelli), ci si dirige verso la sommità del Monte Acuto, oltrepassando inizialmente dei grossi blocchi. Assecondando una marcata traccia, che si mantiene nei pressi dell’ariosa cresta sud/occidentale del monte, si raggiunge in breve la panoramica sommità, 1785 m. Dalla cima si ritorna al sottostante valico, da cui si scende nel versante lunense seguendo il percorso n° 00. Per bella mulattiera si raggiunge poco più in basso una magnifica dorsale prativa che regala visuali mozzafiato sui versanti meridionali dei Groppi di Camporaghena. Il sentiero piega poi a destra, contornando poco più avanti il margine del bosco, per poi assecondare, appena a sinistra del limite della vegetazione, una dorsale che degrada verso W, denominata la Costaccia. Spostandosi a sinistra in più ripida discesa, la traccia conduce ad un bivio da cui si continua a destra lungo il percorso n° 659A, ignorando a sinistra la ben poco visibile continuazione del sentiero 00 diretto alla Foce di Torsana. Si asseconda ancora per poco la già menzionata dorsale, per poi piegare a sinistra scendendo obliquamente verso alcuni alberi, dove la traccia piega nettamente a destra. Ora non resta che seguire la magnifica mulattiera che, entrando nel bosco ed effettuando numerosi tornanti, conduce in circa 30 minuti di rilassante cammino al bivio con il sentiero n° 653 per la Foce Torsana. Dal paletto con cartelli si prosegue a destra mantenendo lo stesso segnavia di prima, procedendo inizialmente in direzione N-N/W. Poco più avanti il percorso svolta verso NE, avanzando a mezza costa generalmente in piano, ma con qualche leggera contropendenza. Si attraversano tre ripidi solchi, per poi raggiungere, sempre per ottimo ed evidente sentiero, un bivio (cartelli). Ignorato a destra il percorso n° 653, si continua a sinistra e dopo alcuni minuti di non ripida discesa si approda in una magnifica radura attraversata da un corso d’acqua che si varca facilmente grazie ad una rudimentale passerella in legno. Raggiunto il lato opposto della radura, si procede per un breve tratto in leggera salita, per poi scendere mantenendosi nella sponda destra orografica di un valletta. Più in basso si svolta a destra, raggiungendo infine il bivio incontrato all’inizio dell’escursione. In breve si fa ritorno alla diga del Lago Paduli e alla provinciale per Ramiseto.

 

 

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Cime Canuti e Monte Malpasso: anello dal Passo del Lagastrello

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Punto di partenza/arrivo: Passo del Lagastrello 1198 m

Dislivello: 650 m ca.

Durata complessiva: 4,45/5 h

Tempi parziali: Passo del Lagastrello-tornante quota 1158 m-Foce Banciola (1,45 h) ; Foce Banciola-Cima Canuti Est (45 min.) ; Cima Canuti Est-Monte Malpasso-Passo Sasseda (1 h) ; Passo Sasseda-Lago Squincio-Passo del Lagastrello (1,15 h)

Difficoltà: E+/EE

Ultima verifica: giugno 2016

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Ranzano-Monchio-Rigoso-Passo del Lagastrello

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Stralcio della mappa dal sito: http://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Anello di grande interesse e pregio ambientale nonché panoramico. Il sentiero CAI n° 110, diretto alla Foce Banciola, risente di una segnaletica all’inizio piuttosto carente. Il crinale delle Cime Canuti è, in alcuni tratti, abbastanza esposto e andrebbe affrontato solo con terreno asciutto. Molto poco evidente risulta, infine, il sentiero 00, che dal crinale del Monte Malpasso scende verso il Passo Sasseda.

Dal Passo del Lagastrello si scende per alcuni minuti lungo la S.S.665 fino ad un tornante sinistrorso (paletto con cartelli) dove si abbandona l’asfalto per imboccare a destra il sentiero n° 110 diretto alla Foce Banciola. All’inizio il tracciato non è molto evidente e i segnavia sono latitanti: è necessario spostarsi in obliquo verso sinistra entrando poi nel bosco (sbiadito segnavia sul tronco di un albero). Si attraversa un ruscello (in estate asciutto) e si risale una radura per traccia appena accennata. Messo piede su una panoramica costa, il percorso diviene più marcato e i segnavia più evidenti. Si procede per sentiero in moderata pendenza all’interno del bosco tenendosi in prossimità del dorso della già menzionata costa. Si prosegue assecondando attentamente i segnavia, spostandosi successivamente a sinistra ed avanzando a mezza costa lungo una ripida sponda boscosa. Usciti temporaneamente dal bosco, si attraversa un solco con massi di arenaria, rientrando poco dopo nella vegetazione e continuando per l’evidente sentiero ancora per poco. Dobbiamo infatti svoltare bruscamente a destra, seguendo un ripida traccia che risale il dorso di una costa boscosa. Il percorso si sposta successivamente verso sinistra procedendo a mezza costa, conducendo in breve ad un rio che si attraversa per traccia parzialmente franata. Si continua sempre a mezza costa, oltrepassando un altro ruscello e procedendo ulteriormente in piano. Dopo un ometto, il sentiero 110 inizia a risalire il pendio boscoso compiendo numerosi tornanti: la traccia è abbastanza evidente e i segnavia, seppur piuttosto sbiaditi, sono collocati in modo ottimale. Usciti definitivamente dal bosco, si penetra all’interno di una splendida valle dominata sulla destra dalla poderosa bastionata meridionale delle Cime Canuti. Si procede a mezza costa in leggera salita, prestando attenzione ai segnavia in questo tratto molto latitanti: è sufficiente tenere in basso e a sinistra il limite del bosco. Raggiunto quest’ultimo, si entra in una bella conchetta (paletto con segnavia del CAI) e per traccia piuttosto ripida si guadagna infine la Foce Banciola, 1684 m. Dalla sella, collocata tra il Monte Bocco e la quota 1740 m delle Cime Canuti, avanziamo verso quest’ultima. Dobbiamo ora affrontare un tratto di crinale decisamente ripido: i segnavia del sentiero 00 consentono di evitare, tenendosi sulla sinistra, alcune ripide rocce. Guadagnata la sommità di una prima quota, si scende brevemente riprendendo subito a salire. Dopo aver aggirato a destra un gendarme, si raggiunge faticosamente la prima vetta, denominata Cima Pitturina 1740 m, della cresta delle Cime Canuti. Dalla cima si scende lungo il crinale est aggirando a sinistra uno spuntone verticale (attenzione in caso di bagnato). Poco dopo si effettua un traverso a destra in leggera esposizione e, per ripida traccia, si guadagna faticosamente la Cima Canuti Ovest, 1737 m. Sempre per crinale si perde quota per poi risalire in direzione della Cima Canuti Est, 1743 m, che si guadagna in breve. Continuando lungo il sentiero 00, si scende alla vicina selletta (Sella Canuti, 1696 m), da cui, in pochi minuti di cammino, si approda sulla cima disposta più ad est del lungo crinale Parma/Massa: il Monte Malpasso, 1714 m. Dalla sommità di quest’ultimo si continua verso est lungo il percorso di crinale, oltrepassando subito una quota secondaria, procedendo in direzione del limite del bosco che si raggiunge dopo alcuni minuti di rilassante cammino. Il sentiero 00 penetra all’interno della faggeta scendendo ripidamente lungo la dorsale boscosa: in questo tratto si deve prestare attenzione al reperimento del giusto percorso, in quanto i segnavia sono molto sbiaditi e decisamente rari. E’ sufficiente seguire la traccia più marcata che in ripida discesa si mantiene nei pressi della dorsale. Più in basso si perde quota lungo un pendio con lastre di arenaria, temporaneamente fuori dal bosco, piegando leggermente a destra. In seguito il percorso diviene meno ripido e conduce in pochi minuti al Passo Sasseda 1512 m. Dal valico si segue il sentiero n° 00/703 che, ben evidente e ottimamente segnato, discende il ripido pendio boscoso effettuando diversi tornanti. Dopo un tratto in piano, il percorso riprende a scendere all’interno del bosco in direzione del non lontano Lago Squincio, 1240m. Poco prima di quest’ultimo, il sentiero confluisce in una traccia trasversale che si segue a sinistra (numerosi e puntuali segnavia), giungendo in breve a lambire la sponda occidentale del lago. Dopo la diga, l’ampia traccia attraversa una radura conducendo ad un paletto con cartelli: si abbandona il sentiero 703 e, verso destra, si mette piede su una carraia, contrassegnata nelle mappe come percorso 00, che procede in piano. In 20 minuti di rilassante cammino si fa ritorno al Passo del Lagastrello, punto di partenza della nostra escursione.

 

 

 

 

 

 

 

 

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