Monte Fregasoga e Pala delle Buse da Montesover

Punto di partenza/arrivo: Montesover, 1150 m

Dislivello: 1350 m ca.

Durata complessiva: 7,20 h

Tempi parziali: Montesover-Camorè (1,15 h) ; Camorè-Malga Vasoni Alta (1 h) ; Malga Vasoni Alta-Monte Fregasoga (1,10 h) ; Monte Fregasoga-Pala delle Buse-Malga Sass (1,35 h) ; Malga Sass-Camorè-Montesover (2,20 h)

Difficoltà: E+/EE

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2021

Accesso stradale: da Trento si segue la SS 47 della Valsugana per poi continuare lungo la SP 83 in direzione di Baselga di Pinè. Dopo aver costeggiato i laghi di Pinè (Serraia e Piazze), si raggiungono e attraversano Bedollo Centrale e Brusago. Si prosegue lungo la SP 83 ancora per pochi chilometri, abbandonandola appena dopo Maso Sveseri. Imboccata la SP 252, si raggiunge in breve il paese di Montesover e si parcheggia l’auto nell’ampia piazza adiacente alla chiesa situata nella parte alta dell’abitato 

www.openstreetmap.org

{Nella sezione evidenziata in colore arancio il percorso è puramente indicativo}

Descrizione dell’itinerario 

Splendida, lunga e impegnativa escursione in una delle più interessanti aree della catena dei Lagorai.  

Dalla piazza di Montesover si scende a destra per poi attraversare il borgo verso sud-est. Dopo essere transitati a fianco di una graziosa cappella, si abbandona lo stradello che scende verso la provinciale e si imbocca a sinistra il percorso Capitel Madonnina. Si avanza in lieve salita per piacevole e ampio sentiero, raggiungendo più avanti una Madonnina – che dà il nome alla passeggiata – incastonata in una roccia. Si guadagna successivamente quota in modo più sostenuto in bell’ambiente boschivo, fino ad immettersi in un’inerbita forestale. La si asseconda a destra in lieve discesa e in piano, attraversando più avanti un’area di rado bosco. Qui si incontra il bivio (indicazioni) con il percorso n° 468B proveniente da Slosseri. Lo si imbocca iniziando fin da subito a salire in modo erto e sostenuto, proseguendo a sinistra (segnavia) al bivio che si incontra dopo alcuni minuti. Si continua a guadagnare ripidamente quota effettuando alcuni tornanti, incontrando molto più in alto un breve passaggio attrezzato con catena metallica. Svoltati a sinistra, si sale a fianco di una pietraia per sentiero piuttosto invaso dalla vegetazione. Attraversata una forestale, si prosegue ancora per un tratto in ripida salita, fino a giungere nei pressi di Baita Camorè. Assecondando la carraia d’accesso, ci si inserisce poco dopo in una forestale che si segue a sinistra. Al bivio che si incontra poco più avanti in località Camorè (indicazioni), si prosegue a destra lungo il percorso n° 468B per Malga Vasoni Alta e Malga Fregasoga. Si avanza nella prima sezione in moderata pendenza incontrando un pannello esplicativo, raggiungendo più in alto un’area disboscata (altro pannello esplicativo). Al bivio che si presenta poco dopo, si prosegue a destra procedendo per una lunga sezione perlopiù in piano. Più avanti il sentiero attraversa panoramici pendii prativi avanzando parallelamente alla dorsale Monte Frattoni-Monte Cogne. Dopo una discesa all’interno del bosco, si raggiungono i bellissimi pascoli di Malga Vasoni Alta, 1973 m. Al bivio che si presenta poco sopra la malga, si continua a sinistra lungo il percorso n° 470 per il Passo Mirafiori, salendo nel primo tratto piuttosto ripidamente. L’ottimo sentiero svolta successivamente a destra e, procedendo in modo pianeggiante all’interno di un bell’ambiente boschivo, volge progressivamente verso nord. Raggiunto l’ampio pianoro erboso del Passo Mirafiori, 2047 m, ai piedi della dorsale nord-ovest della Pala delle Buse, si prende a destra un sentiero non numerato ma evidente che procede inizialmente in direzione sud. Il percorso volge successivamente verso sud-est costeggiando una bella pietraia, presentandosi in qualche punto poco evidente ma ben contrassegnato da ometti e sporadici segni bianco-rossi. Si avanza più o meno al centro di un selvaggio vallone ai piedi dei ripidi pendii del versante occidentale del Monte Fregasoga, procedendo parallelamente ad un solco che digrada dalla soprastante dorsale. Ad un certo punto occorre volgere a destra ed attraversare il menzionato solco (ometto), costeggiando poi una fascia rocciosa. Assecondando gli ottimamente posizionati ometti, si ascende ripidamente guadagnando un’ampia dorsale sassosa che digrada dalla cima della montagna. La si risale mediante diversi tornanti, faticando discretamente a causa della ripidezza del pendio e del terreno instabile. Conquistata la stupenda cima del Monte Fregasoga (crocifisso stilizzato in legno), 2447 m, si scende verso nord scavalcando inizialmente una quota secondaria. Raggiunta la sella che separa il Monte Fregasoga dalla Pala delle Buse, si inizia l’ascesa alla volta di quest’ultima, conquistando prima l’anticima e subito dopo la sommità principale (croce e contenitore con libro di vetta), 2412 m. Inebriati dall’ampio panorama ci attardiamo qualche minuto in cima e ripreso cammino continuiamo ad assecondare il crinale Pala delle Buse-Cimon del Tres. Si perde ripidamente quota per traccia poco evidente, notando più in basso a destra un masso appuntito con segno bianco-nero. Messo piede in una sella, si prosegue per il bellissimo percorso lambendo la dorsale spartiacque, aggirando in versante Val Cadino una cima secondaria. Raggiunta un’altra sella, si notano dei segnavia bianco-neri e una traccia che scende a sinistra (l’autore della relazione, in occasione di una precedente uscita, ha imboccato questo scomodo sentiero, che più in basso si perde, al fine di raggiungere Malga Sass). Si prosegue per il percorso di crinale aggirando a destra (Cadino) un paio di alture, fino a guadagnare un’ulteriore selletta. Abbandonato il sentiero di crinale che si dirige verso la vicina Pala della Madonna, si scende a sinistra per ripida traccia non segnata nella sponda sinistra di un selvaggio vallone. Più in basso il sentiero volge a destra conducendo al centro del menzionato vallone (ometti evidenti e ben posizionati) dove si trova un capanno con bivio. Preso il percorso di sinistra, si perde quota tra cespugli di mirtillo e qualche sparuta conifera, volgendo più in basso a sinistra ed attraversando un avvallamento. Al bivio che si incontra poco più avanti, si prosegue per il sentiero di destra che si presenta in un singolo tratto scomodo e poco evidente a causa di smottamenti determinati da conifere divelte. Usciti dalla copertura boscosa, si scende alla sottostante carrareccia e verso sinistra si raggiunge in breve Malga Sass, 1950 m. Appena dopo quest’ultima, si imbocca a sinistra (indicazioni) il percorso n° 470 che, attraversati gli iniziali pascoli, si addestra nel bosco ed avanza perlopiù in lieve salita. Raggiunto un magnifico ripiano prativo, si riprende quasi subito a guadagnare quota in moderata pendenza alla volta del Passo Mirafiori, compiendo diversi tornanti e trascurando a destra un sentiero. Dall’ampio e meraviglioso pianoro del Passo Mirafiori (luogo ideale per una prolungata sosta), si rientra a Montesover lungo lo stesso percorso effettuato all’andata. 

Monte Fregasoga e Pala delle Buse da Brusago

Punto di partenza/arrivo: Brusago, 1104 m

Dislivello: 1400 m ca.

Durata complessiva: 6,40/7 h

Tempi parziali: Brusago-Malga Fregasoga (1,20 h) ; Malga Fregasoga-Passo Fregasoga (1,10 h) ; Passo Fragasoga-Monte Fregasoga (40 min) ; Monte Fregasoga-Pala delle Buse-Passo Mirafiori (1,20 h) ; Passo Mirafiori-Brusago (2,10 h)

Difficoltà: E+/EE

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: luglio 2021

Accesso stradale: da Trento si segue la SS 47 in direzione di Padova per poi continuare lungo SP 83 verso Baselga di Pinè. Costeggiati i Laghi Serraia e delle Piazze, si raggiunge e attraversa il paese di Bedollo Centrale. Entrati in Brusago, si parcheggia l’auto nei pressi della chiesa (nella stagione estiva scarse possibilità di parcheggio), oppure, poco più in basso, in corrispondenza del cimitero

Descrizione dell’itinerario 

Impegnativa proposta escursionistica che permette la conoscenza di luoghi di grande fascino e suggestione. Sia nella salita alla cima del Monte Fregasoga dal passo omonimo, quanto nella discesa della dorsale nord-ovest della Pala delle Buse, si percorrono sentieri poco frequentati dove ci si orienta con sbiaditissimi segnavia e ometti ben posizionati. 

Dalla chiesa di Brusago si attraversa la SP 83 imboccando Via Monte Croce che sale nella parte alta del paese. Al bivio che si presenta poco dopo (indicazioni SAT), si continua a sinistra per Via Salare transitando sopra una segheria. Proseguendo diritto al trivio che si incontra, si costeggiano delle opere idrauliche e si inizia a guadagnare quota lungo la carrozzabile, attraversando mediante ponte il Torrente Sprugio. Si continua ad assecondare ancora per un tratto lo stradello, abbandonandolo in corrispondenza di un tornante destrorso. Imboccata una carraia (indicazione del percorso n° 407), la si segue in lieve salita avanzando parallelamente al Torrente Fregasoga, compiendo in seguito un paio di tornanti. Dopo il secondo, si incontra un bivio (indicazione per Malga Fregasoga e per il Passo Scalet) dove si prosegue a destra per ampia traccia che compie subito un tornate sinistrorso. Dopo altri due tornanti, il tracciato si restringe a sentiero ed avanza in direzione nord-est parallelamente al corso d’acqua di prima. Dopo una svolta a destra si giunge in corrispondenza di una briglia di cemento e, volgendo ulteriormente a destra, si attraversa un’area piuttosto umida con folta vegetazione e massi. Piegando poi a sinistra, si sale per sentierino che guadagna ripidamente quota compiendo una netta svolta a destra. Ripiombati nel bosco di conifere, ci si immette in un’ampia mulattiera sassosa che si asseconda a sinistra. Usciti in un’area disboscata, la si attraversa in salita trascurando a destra un percorso secondario. Immessosi nella carrareccia per Malga Fregasoga, la si segue a sinistra ignorando a destra una mulattiera che procede parallelamente al nostro percorso. Avanzando in lieve salita, si volge successivamente a sinistra onde attraversare, mediante il Ponte dei Vasoni, il Torrente Fregasoga. Al bivio che si presenta subito dopo, si prosegue a destra verso Malga Fregasoga, tenendo lo stesso segnavia di prima (n° 407). Poco più avanti si attraversa il ponte sul Rio Vasoni e si guadagna quota nel contesto di un’area di rado bosco, avvicinandosi nuovamente al Torrente Fregasoga. Nel momento in cui il percorso compie un tornante sinistrorso, si prende a destra (indicazione) una scorciatoia, progredendo dapprima per sentiero, poi per carraia nell’ambito di un’area disboscata. Il tracciato avanza in direzione sud parallelamente al Fregasosa per poi volgere a sinistra (si ignora a destra un sentiero che porta ad un ponticello) immettendosi nella carrareccia di prima in corrispondenza di un tornante e di un bivio. Trascurata la strada per Malga Fregasoga, si continua a destra per carraia (n° 407) che all’inizio sale in modo piuttosto sostenuto parallelamente al corso d’acqua di prima. Poco più in alto si passa a fianco di opere idrauliche oltre le quali il percorso si restringe a sentiero. Si procede all’interno di un solitario ambiente boschivo varcando mediante ponticello il Torrente Fregasoga. Sbucati nuovamente nella carrareccia abbandonata in precedenza, la si attraversa continuando a progredire in direzione di Malga Fregasoga. Immessosi nuovamente nella carrozzabile, la si asseconda solo per poco, abbandonandola in corrispondenza di un suo tornante destrorso. Si prosegue per il sentiero segnato all’interno di un ambiente boschivo che porta ancora i segni della Tempesta Vaia, avendo come direttrice il corso del Torrente Fregasoga. Lambita ancora una volta la carrozzabile di prima nel momento in cui effettua un tornante, si continua diritto (segnavia sempre presenti e ottimamente collocati). Successivamente, mediante ponticello formato da tre tronchi, si attraversa per l’ennesima volta il suggestivo corso d’acqua, procedendo poi parallelamente ad esso tra folta vegetazione. Il percorso esce progressivamente dalla copertura boscosa e conduce, dopo una svolta a sinistra e una salita, nella carraia per Malga Freagasoga a poca distanza da quest’ultima (raggiungibile con breve deviazione a sinistra). Si asseconda il tracciato a destra e poco prima del torrente (indicazioni) si prende a sinistra la continuazione del percorso n° 407 che per un tratto coincide con il n° 468. Si guadagna ripidamente quota per ampia traccia erbosa che poi effettua una netta svolta a destra e procede in più moderata pendenza. Raggiunto un crocifisso con panchina, si presenta un bivio (indicazioni) da cui si trascura a sinistra la continuazione del segnavia n° 468. Proseguiamo diritto verso il Passo Scalet e Malga Caserine, avanzando in lineare e costante salita nella sponda destra orografica della selvaggia valle formata dal Torrente Fregasoga. Giunti in corrispondenza del corso d’acqua, all’importante bivio che si presenta, si abbandona il segnavia n° 407 per il Passo Scalet, imboccando a sinistra il n° 423 per il Passo Fregasoga. Per labile traccia si attraversa inizialmente un’area caratterizzata da folta vegetazione che intralcia non poco il cammino. Oltre una presa dell’acquedotto, il sentiero diviene più marcato e conduce (paletto/segnavia) in un bel ripiano prativo dove più in alto si scorgono i ruderi di Malga Caserine. Trascurato a sinistra il percorso n° 468A per Malga Vasoni Alta, proseguiamo diritto riprendendo presto a guadagnare quota assecondando i paletti/segnavia. Dopo una ripida salita tra erba alta e folta vegetazione, si volge a destra doppiando una costa boscosa. Si continua per il bel sentiero che procede in moderata pendenza tra cespugli di rododendro, ammirando notevoli visuali sulla sottostante valle dominata dal crinale che unisce il Monte Croce al Monte Rujoch. Si effettuano alcune svolte passando a fianco di un evidente ometto e di una piccola pietraia, gustando la bellezza e l’integrità dell’ambiente in cui ci troviamo. Il percorso procede poi all’interno di un selvaggio vallone e, volgendo successivamente a sinistra (indicazione), attraversa una pietraia. Progredendo nella sponda destra del vallone (ometti e segnavia), si avanza in direzione nord-ovest tagliando un’ampia pietraia. Ammirando grandiose visuali, si volge in seguito a destra valicando una dorsale, procedendo poi mezza costa in direzione nord. Poco dopo, nel momento in cui il sentiero si sdoppia, si continua per il ramo di destra. Raggiunto il Passo Fregasoga2219 m, si trascura il percorso che scende a destra e si prosegue verso nord iniziando l’aggiramento, in versante Cadino, dei Crozi e della Pala della Busona. Si avanza a mezza costa per traccia contrassegnata da evidenti ometti e sbiaditi segnavia bianco-rossi, felici di poter gustare, in perfetta e contemplativa solitudine, le peculiarità di un ambiente montano di grande suggestione. In alcuni punti il sentiero sembra sdoppiarsi, per cui occorre prestare costante attenzione ai contrassegni presenti. Raggiunta una costa erbosa con massi, il percorso volge a sinistra doppiando la dorsale, procedendo poi in obliquo ascendente. Assecondando il sentiero ben incavato e contrassegnato, si guadagna quota verso l’evidente crinale spartiacque. Giunti in corrispondenza di uno spuntone con segnavia, si trascura a sinistra una ripida traccia, continuando invece a destra per il percorso principale. Come nella sezione precedente, si procede a mezza costa tra cespugli di rododendri e pietraie, incontrando più avanti un paletto/segnavia. Giunti in corrispondenza di un ometto, si compie un tornante sinistrorso che precede uno destrorso (altro ometto). Guadagnata la cresta sommitale, la si asseconda a destra conquistando in breve la superlativa cima del Monte Fregasoga2447 m, caratterizzata da un blocco formato da sassi sopra il quale è collocata una scultura lignea (forse un crocifisso stilizzato). Dalla vetta si continua assecondando il crinale divisorio in direzione della dirimpettaia Pala delle Buse, scavalcando inizialmente una quota secondaria. Si inizia poi a perdere ripidamente quota tenendosi nei pressi del filo della dorsale, fino a mettere piede nella sella che congiunge il crinale nord del Monte Fregasoga con quello sud della Pala delle Buse. Assecondando un’ottima traccia, si risale la magnifica dorsale, conquistando, dopo un breve ma ripido strappo, una sorta di anticima. Infine, continuando per cresta, si guadagna la cima principale, contraddistinta da una croce, della Pala delle Buse2412 m. Dopo una meritata sosta, si incomincia la discesa che avviene lungo la dorsale nord-ovest della montagna. Raggiunta quasi subito la sommità di un dosso, si volge a destra scendendo per traccia che effettua piccole svolte nell’ambito di una pietraia (sbiadito segnavia bianco-rosso su uno spuntone a sinistra). Messo piede in una sella, si scavalca un secondo dosso e si continua assecondando il crinale per traccia piuttosto incerta. Quest’ultima poco dopo si sposta a sinistra rispetto il filo della dorsale e scende effettuando piccoli tornanti. Poco più in basso si volge nettamente a sinistra verso un’evidente selletta delimitata da un groppo roccioso. Da qui si scende destra per breve ma ripido canalino, effettuando poi un traverso piuttosto esposto in cui si taglia la sponda sinistra orografica di un solco. Raggiunto un evidente ometto, si prosegue per arioso crinale formato da blocchi di porfido. Oltre questa sezione, si insiste ancora per un tratto lungo il filo della dorsale caratterizzato da piccole conifere, per poi abbandonarlo volgendo nettamente a sinistra. Con grande attenzione, soprattutto in caso di terreno umido, ci si cala per ripido canale/diedro con ciuffi d’erba, aiutandosi eventualmente con un cordino. Al termine di quest’ultimo, si scende molto faticosamente per zolle erbose, fino a volgere nettamente a destra e doppiare uno spigolo. Ci si dirige verso un’evidente selletta dalla quale si sale ripidamente onde guadagnare la sommità di un dosso. Da qui in poi la dorsale si allarga notevolmente assumendo le fattezze di un ampio profilo erboso/parzialmente boscoso. Il sentiero ha come direttrice il limite sinistro della dorsale e man mano che perde quota risulta sempre meno evidente. Più in basso il percorso diviene più marcato e, tenendosi sempre in prossimità del margine del profilo, conduce ad una rudimentale croce. Oltre quest’ultima si perde quota a tornanti nell’ambito di un pendio erboso con piccole e sparute conifere, orientandosi per mezzo di ometti ottimamente posizionati. Sotto di noi è evidentissimo l’ampio ripiano, dominato dal profilo del Monte Cogne, del Passo Mirafiori, che raggiungeremo fra poco. Man mano che si scende, gli ometti, dapprima numerosi e ben visibili, divengono sempre più latitanti, inoltre sono presenti molteplici tracce che rischiano di confondere (dobbiamo sempre puntare al sottostante pianoro). Approdati al Passo Mirafiori (indicazioni), si prosegue in direzione sud-ovest assecondando il percorso n° 470 che penetra quasi subito nel bosco. Poco più avanti si attraversa un’area disboscata a causa di eventi naturali, per poi rientrare nella pineta e volgere progressivamente in direzione ovest. Avanzando in modo pianeggiante per il magnifico sentiero, si esce presto dalla copertura boscosa e, compiendo un tornante sinistrorso, si scende a Malga Vasoni Alta1975 m, collocata in splendida posizione. Si prosegue a destra lungo il percorso n° 468/470 fino a raggiungere un bivio (indicazioni) da cui, abbandonato il segnavia n° 468, si scende a sinistra per il n° 470. Si perde quota in direzione sud/sud-est passando sotto Malga Vasoni Alta, assecondando una traccia non molto evidente nel contesto di splendidi pendii prativi. Giunti in corrispondenza di una lapide, si compie una netta svolta a destra per poi volgere subito a sinistra e scendere piuttosto ripidamente su pendio erboso. Nei pressi del limite del bosco e di una recinzione per il bestiame, si piega a destra (segnavia su un masso) e, oltrepassato il filo della menzionata recinzione, si penetra nella copertura boscosa. Dopo alcune svolte, si sbuca in un’area disboscata che il percorso attraversa per un buon tratto (più in basso si nota una malga). Rientrati nella più fitta pineta/abetaia – che porta ancora i segni della Tempesta Vaia con diversi alberi divelti e tagliati al fine di permettere il passaggio – si varcano due ruscelli e al bivio che si incontra dopo il secondo si prosegue a sinistra (segnavia). Si perde quota compiendo una lunga sequenza di tornanti, varcando più in basso un corso d’acqua. Oltre quest’ultimo si scende piuttosto ripidamente per poi effettuare un’altra serie di tornanti. Immessosi in una carraia, la si asseconda sinistra rinvenendo quasi subito la continuazione del percorso n° 470 che scende a destra (la strada in questione conduce a Malga Vasoni Bassa1675 m, situata poco più avanti). Nei primi metri si perde ripidamente quota tra folta vegetazione, poi si rientra nel bosco e si procede più comodamente. Effettuati alcuni tornanti, si avanza parallelamente al Rio Vasoni attraversando mediante ponticello un rio. Più avanti, raggiunta una costa, si scende a tornanti passando a fianco di sezioni di conifere divelte dalla Tempesta Vaia. Il sentiero volge poi a destra oltrepassando un corso d’acqua, risalendo appena dopo una scarpata. Innestatosi in un altro percorso, si scopre che è quello principale (n° 470), perciò il breve tratto appena concluso costituisce una variante appositamente tracciata al fine di aggirare una sezione franata – o comunque impercorribile – del sentiero tradizionale. Si continua a mezza costa per traccia che procedendo al saliscendi taglia erti pendii. In seguito il sentiero scende lungo un ripido pendio ricoperto da vegetazione invadente, avvicinandosi sempre più al Rio Vasoni. Lambito quest’ultimo, il percorso si amplia a carraia e conduce a una presa dell’acquedotto. Continuando per comoda carrareccia, si effettuando un paio di tornanti e al bivio che si presenta dopo il secondo (indicazione per Brusago) si prende a sinistra un sentiero. Dopo una non ripida discesa, si rimette piede nel tracciato di prima che in breve riconduce al Ponte dei Vasoni. Si fa ritorno a Brusago lungo lo stesso percorso compiuto all’andata. 

Monti Croce e Baitol da Brusago

Punto di partenza/arrivo: Brusago, 1104 m

Dislivello: 1500 m ca.

Durata complessiva: 6,30 h

Tempi parziali: Brusago-Passo Scalet (2,10 h) ; Passo Scalet-Monte Croce-Passo Scalet (50 min.) ; Passo Scalet-Monte Baitol-Rifugio Tonini (1,40 h) ; Rifugio Tonini-Brusago (1,50 h)

Difficoltà: E/E+

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2020

Accesso stradale: da Trento si segue la SS 47 in direzione di Padova per poi continuare lungo SP 83 verso Baselga di Pinè. Costeggiati i Laghi Serraia e Piazze, si raggiunge e attraversa il paese di Bedollo Centrale. Entrati in Brusago, si parcheggia l’auto in piazza nei pressi della chiesa (nella stagione estiva scarse possibilità di parcheggio), oppure, poco più in basso, in corrispondenza del cimitero 

www.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario 

Escursione molto bella dal considerevole dislivello, che si svolge su carraie e sentieri generalmente ben segnati. Questo settore dei Lagorai è nel complesso poco battuto dagli escursionisti, ma meritevole di un’approfondita conoscenza. 

Dalla chiesa di Brusago si imbocca Via Monte Croce e al bivio che si presenta poco più in alto (indicazioni del percorso n° 407) si prosegue a sinistra per Via Salare. Ignorate carraie che si staccano ai lati, si continua a seguire lo stradello transitando a fianco di opere idrauliche. Il percorso inizia a guadagnare quota e attraversa, mediante ponte, il Rio Sprugio. Giunti in corrispondenza di un tornante destrorso, si prende a sinistra una carraia (indicazioni per il Passo Scalet e il Monte Croce) avanzando in lieve salita parallelamente al Rio Fregasoga. Effettuati un paio di tornanti, si procede all’interno di un’area di bosco diradato fino ad incontrare un bivio (palina segnaletica e indicazioni). Si prosegue a destra (percorso n° 407) per carraia che compie subito un tornante sinistrorso, effettuando poi altri tornanti. Il tracciato, che in seguito si restringe a sentiero, conduce ad un bivio da quale si continua a destra (palina segnaletica). Attraversata un’area umida con massi, il sentiero piega a sinistra e sale piuttosto ripidamente tra rado bosco. Raggiunto un ripiano boscoso, si vira a sinistra immettendosi poco dopo in un’ampia traccia sassosa. La si segue a sinistra e, effettuata una svolta a destra, si avanza per ampio sentiero temporaneamente fuori dal bosco, trascurando a destra un altro percorso. Immessosi in una carraia, la si asseconda a sinistra riavvicinandosi e procedendo parallelamente al Rio Fregasoga. Attraversato, mediante il Ponte Vasoni, il corso d’acqua, si raggiunge un bivio (indicazioni) da cui, trascurato a sinistra il percorso n° 470 per Malga Vasoni, si prosegue per il tracciato di destra che compie un tornante in questa direzione. Oltrepassato mediante ponte un altro rio, si procede per comoda carraia che compie un paio di tornanti (è presente una scorciatoia segnata che si ricongiunge poco più in alto con il percorso principale). In corrispondenza di un tornante sinistrorso (a destra si immette il sentiero della scorciatoia), si prosegue diritto (indicazioni) guadagnando ripidamente quota parallelamente al Rio Fregasoga. Transitati a fianco di una presa dell’acquedotto, si continua per sentiero avanzando parallelamente al rio di prima. Oltrepassato, mediante passerella, il corso d’acqua, si procede tra vegetazione costituita da felci avendo il rio a sinistra. Sbucati in una carraia nei pressi di un ponte, la si attraversa (segnavia), riprendendola poco sopra. Si asseconda per pochi metri il tracciato a sinistra e, in corrispondenza di un suo tornante destrorso, si prosegue a sinistra per sentiero (indicazione). Si continua a progredire parallelamente al Rio Fregasoga, attraversando un’area con diversi tronchi di alberi divelti a causa della Tempesta Vaia. Sbucati nella carraia di prima in corrispondenza di un suo tornante destrorso, si continua diritto per sentiero (segnavia a destra su un masso). Più avanti, mediante passerella formata da tre tronchi, si oltrepassa per l’ennesima volta il Rio Fregasoga, continuando per l’ottimo tracciato che svoltando a destra avanza parallelamente al corso d’acqua. Si procede tra folta vegetazione e, virando in seguito a sinistra, si sbuca in una carraia a poca distanza da Malga Fregasoga. Seguendo il tracciato a destra, si raggiunge un bivio (indicazioni) da cui si continua a sinistra lungo il percorso n° 407 che in questo tratto coincide con il n° 468. Si sale piuttosto ripidamente per ampia traccia erbosa fino ad effettuare un tornante destrorso, progredendo poi molto più comodamente. Al bivio che si incontra in corrispondenza di una panchina e di un crocifisso, si prosegue diritto (n° 407) trascurando a sinistra il percorso n° 468 diretto a Malga Vasoni Alta. Si avanza in modo lineare nella sponda destra orografica della valle formata dal Rio Fregasoga, notando ed ignorando, una volta sbucati in radure con rigogliosa vegetazione, un segnavia posto su di un masso alla nostra sinistra. Giunti in corrispondenza del rio, si incontra un ulteriore bivio da cui, trascurato a sinistra il sentiero n° 423 per il Passo Fregasoga, si continua diritto/destra oltrepassando il corso d’acqua. Transitati a fianco di una presa dell’acquedotto, si prosegue all’interno di una suggestiva e selvaggia valle, passando nei pressi di altre opere idrauliche. Entrati in una spettacolare conca, che a sua volta costituisce la testata della valle che abbiamo risalito, le tracce si dividono. Varcato un ruscello (segno bianco-rosso su un albero a destra e su un masso a sinistra), il percorso valica la sella di una dorsale secondaria. Si continua a progredire in direzione del soprastante crinale, avanzando in ripida salita con svolte e tornanti. Ad un bivio che si incontra poco sotto ad una forcella, si volge a sinistra per poi assecondare, ad un ulteriore bivio, la traccia di destra (ometto e segnavia). Si continua ad avanzare in direzione NE fino ad effettuare un tornante destrorso e progredire verso la vicina dorsale. Dopo aver costeggiato alcune rocce, si raggiunge il Passo Scalet, 2212 m, che divide il Monte Baitol a SW dal Monte Croce a NE. Dal valico ci si dirige verso la seconda cima, avanzando lungo il percorso n° 460 che asseconda la dorsale spartiacque. Con una prima salita si giunge nei pressi di una quota (il Col del Cràiz) da cui si prosegue verso la sommità vera e propria del Monte Croce. Si continua ad assecondare la spettacolare cresta che tende a restringersi – divenendo anche ripida – poco prima della vetta. Guadagnata la cima del Monte Croce, 2489 m, dopo una sosta d’obbligo al fine di contemplare il vastissimo panorama, si ritorna per lo stesso percorso al Passo Scalet. Dalla sella si prosegue lungo il sentiero n° 460A in direzione del Monte Baitol, avanzando inizialmente sulla sinistra del crinale divisorio. Più in alto si asseconda il filo della dorsale (delle due tracce che corrono parallele teniamo quella di destra), raggiungendo, poco sotto la sommità principale, la Baracca Baitol (si tratta di una postazione austriaca risalente alla Prima Guerra Mondiale. La costruzione è stata recentemente ristrutturata e contiene all’interno diverse foto e pannelli esplicativi). Dopo un’accurata visita, chi desidera cimentarsi con un breve passaggio d’arrampicata può scalare l’evidente diedrino che si trova di fronte alla costruzione. Con un bel passaggio di II° si riguadagna il filo della dorsale poco sotto la cima del Monte Baitol, 2315 m. Dopo un’eventuale sosta, si scende lungo il crinale opposto ricongiungendosi con il percorso segnato. Si perde quota lambendo la dorsale divisoria, aggirando a sinistra un’altra quota, fino a raggiungere, dopo una breve risalita, una selletta. Si continua nel versante NW (Pinè) per spettacolare sentiero che asseconda una cengia, aggirando in questo modo una quota secondaria. Al bivio che si incontra poco prima del Passo Val Mattio, si volge a destra scendendo verso il Rifugio Tonini. Si perde ripidamente quota per traccia che poi piega a destra e procede parallelamente ad un solco ghiaioso. Il percorso continua a scendere avendo come direttrice una selvaggia valletta, presentandosi in alcuni punti poco evidente ma ottimamente contrassegnato. Disceso un avvallamento, si volge a destra giungendo in località Busona di Val Mattio, 2160 m, dove si prende a sinistra il percorso n° 340/E5 per il Rifugio Tonini. Si procede per pianeggiante sentiero piegando a sinistra ed aggirando una costa. Il percorso, comodo e ben contrassegnato, attraversa in seguito una pietraia e offre notevoli visuali panoramiche. Dopo aver oltrepassato una placchetta, inizia un lungo tratto in cui si procede tra erba alta, cespugli e massi, affrontando diversi – e a volte scomodi – saliscendi. In seguito si avanza ai piedi di quinte rocciose separate da canaloni, nel contesto di un ambiente selvaggio e di grande suggestione. Superando altri scomodi saliscendi e riscontrando una segnaletica carente, si arriva alla base di una balza che viene superata agevolmente grazie ad una simpatica scaletta di legno. Si continua ancora per un tratto a mezza costa per sentiero a volte scomodo, fino ad aggirare, mediante svolta a sinistra, una costa. Oltre quest’ultima, si attraversando un paio di pietraie avanzando in lieve salita. Guadagnato il filo della dorsale NW del Cimon de Sprugio, si riprende a scendere verso il Rifugio Tonini. Raggiunto, dopo una prima ripida discesa, un poggetto, si vira a destra e poi a sinistra perdendo quota per dorsale con massi. Si continua a scendere avendo questa direttrice, effettuando più in basso un paio si svolte che precedono una pietraia. La si discende in obliquo a destra e, virando a sinistra, si trascura a destra una traccia. Si perde quota molto ripidamente tra rado bosco, per poi piegare a sinistra e scendere effettuando alcuni tornanti. Raggiunto il distrutto – da un incendio – Rifugio Sprugio Tonini, 1906 m, si prende a destra il percorso n° 468 per Malga Fragasoga. In corrispondenza di un bel ripiano erboso, trascurata a sinistra una traccia, si prosegue a destra in direzione di un paletto con cartello. Dopo aver costeggiato il limite del bosco, si penetra in esso perdendo lievemente quota, attraversando più avanti un’area con folta vegetazione. Avanzando in questa sezione in modo pianeggiante, si transita a fianco di una fonte, per poi procedere per un tratto in lieve salita a fianco di conifere divelte i cui tronchi sono stati opportunamente tagliati per permette il passaggio. Raggiunta una dorsale boscosa (località Termen, 1866 m), il percorso segnato vira a destra scendendo in direzione della Baracca di Val Mattio. Mediante lunga sequenza di tornanti si discende una sponda boscosa, fino a giungere in prossimità del Rivo Mattio che si oltrepassa utilizzando una passerella formata da tronchi. Dopo un tratto in lieve salita, il percorso piega a sinistra (da destra si inserisce una traccia erbosa) conducendo alla Baracca di Val Mattio, 1700 m. Inseritosi nella forestale d’accesso a Malga Fregasoga, la si asseconda a sinistra in discesa per circa dieci minuti, fino ad innestarsi, in corrispondenza di un tornante, nel percorso effettuato all’andata con cui si ritorna a Brusago

Pala delle Buse e Monte Cogne da Slosseri

Punto di partenza/arrivo: spiazzo all’inizio della SP 252 di Montesover

Dislivello: 1550 m ca.

Durata complessiva: 7/7,15 h

Tempi parziali: punto di partenza-Passo Mirafiori (2,25 h) ; Passo Mirafiori-Pala delle Buse (1 h) ; Pala delle Buse-Malga Sass-Passo Mirafiori (1,30 h) ; Passo Mirafiori-Monte Cogne-Camorè (1,10 h) ; Camorè-punto di partenza (1 h)

Difficoltà: EE la salita lungo la dorsale nord-ovest della Pala delle Buse e la discesa in direzione di Malga Sass ; E/E+ la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2020

Accesso stradale: da Trento si raggiungono e oltrepassano Baselga di Pinè, Bedollo Centrale e Brusago. Si continua lungo la SP 83, ma appena dopo la località Sveseri (ristorante/albergo), la si abbandona per la SP 252 di Montesover. Si parcheggia l’auto in uno spiazzo con area pic-nic situato in corrispondenza del bivio

Descrizione dell’itinerario 

Escursione molto interessante nel contesto di un’area poco frequentata dei Lagorai. La salita che dal Passo Mirafiori conduce alla sommità della Pala delle Buse risente di una segnaletica alquanto carente. Tuttavia, eccetto che per la parte iniziale, il percorso, svolgendosi perlopiù su cresta, non pone grandi problemi di individuazione. Per la discesa dalla dorsale Pala delle Buse-Cimon del Tres alla Malga Sass, l’autore della relazione, a causa di uno sbaglio, descrive un percorso alternativo rispetto a quello più tradizionale e battuto. Si tratta, nella prima parte, di seguire una labile traccia non contrassegnata, mentre nella seconda si dovrà discendere scomodamente un pendio cespuglioso onde recuperare un altro sentiero. Infine, una volta ritornati al Passo Mirafiori, è altamente consigliabile conquistare la panoramica vetta del Monte Cogne, cima già relazionata nel presente blog. 

Dal parcheggio lungo la strada di Montesover, si imbocca, nell’altro lato della carreggiata, un sentiero che si immette appena dopo nello stradello d’accesso alla località Slosseri. Proprio all’inizio dell’abitato (indicazione del percorso n° 468B per Malga Vasoni Alta) si prende a sinistra una forestale che più avanti compie un tornante destrorso. E’ tuttavia possibile assecondare una traccia segnata che si diparte proprio all’imbocco della carraia e che inizialmente sale a fianco di una casa. Poi il sentiero effettua alcuni tornanti e in ultimo sale a fianco di prati recintati con orti. Immessosi nella forestale, la si segue a destra fino a raggiungere la località Mandre, 1240 m. Qui si prende a sinistra un sentiero (percorso SAT n° 468B) che inizialmente attraversa un’area con folta vegetazione, penetrando successivamente nel bosco. Confluiti in un’altra traccia, la si segue a destra e dopo una salita si raggiunge una forestale. Nel lato opposto (palina segnaletica) si scorge la continuazione del percorso che fin da subito sale ripidamente. Dopo un tornante e un’erta salita, si incontra un bivio poco evidente dove si prosegue per la traccia di sinistra (segnavia). Si guadagna quota in sostenuta salita compiendo diversi tornanti, incontrando, molto più in alto, un breve tratto attrezzato con catena. Svoltati a sinistra, si continua la faticosa progressione costeggiando delle piccole pietraie, notando una rudimentale panchina. Dopo una curva a destra e una ripida salita, si sbuca in una forestale (palina segnaletica) che si attraversa. Si continua a guadagnare quota all’interno del bosco in moderata pendenza, poi, dopo un ripido strappo, si esce nei pressi di una malga. La si costeggia immettendosi appena dopo nella carraia d’accesso, avanzando per essa in piano/lieve discesa. Confluiti in un’altra carraia, la si segue a sinistra transitando a fianco di cataste di tronchi d’albero. Giunti in località Camorè1740 m, si prende a destra la continuazione del percorso n° 468B. Si avanza in moderata pendenza, raggiungendo un pannello esplicativo oltre il quale il sentiero riprende a guadagnare quota più ripidamente. Più in alto si esce in un’area disboscata che regala una bella visuale sulla sottostante valle (altro pannello esplicativo). Dopo una ripida salita, si incontra un bivio (palina segnaletica) da cui si prosegue lungo la traccia di destra, lasciando a sinistra il percorso per Cimatti e il Monte Cogne (che visiteremo al ritorno). Si prosegue per il comodo sentiero con andamento perlopiù pianeggiante, uscendo più avanti in pendii erbosi che si attraversano. Rientrati nel bosco, si continua ad avanzare in direzione sud-est parallelamente alla dorsale del Monte Cogne. Si prosegue lungamente per questo percorso, attraversando altri panoramici pendii prativi con cespugli e, una volta rientrati nel bosco, si perdono alcuni metri di quota. Si sbuca infine nei pascoli di Malga Vasoni Alta1973 m, raggiungendo in breve l’edificio collocato in splendida posizione. Dal bivio che si presenta, si prende a sinistra il percorso n° 470 per il Passo Mirafiori, risalendo inizialmente un pendio erboso. Il sentiero vira successivamente a destra, continuando ancora per un tratto a salire per prati, fino a penetrare nel bosco. Qui il percorso avanza in piano/lieve salita con andamento che progressivamente si sposta in direzione nord-est. Raggiunta l’ampia e splendida insellatura del Passo Mirafiori2047 m, si nota un’indicazione con scritto “Pala delle Buse-Monte Fregasoga” relativa ad un vecchio sentiero SAT. Quindi, trascurato a sinistra il percorso che scende verso Malga Sass e un’ulteriore traccia parallela, si inizia a risalire l’ampio profilo ovest/nord-ovest della Pala delle Buse, procedendo in questa prima sezione, eccetto che per uno sbiadito segnavia su di un sasso che si incontra all’inizio, senza traccia e/o contrassegni con cui orientarsi. Con un po’ di fortuna si dovrebbe recuperare più in alto un sentierino che si asseconda con attenzione in quanto decisamente labile. Orientandosi soprattutto con gli ottimamente posizionati ometti, si guadagna quota a serpentine, guadagnando più in alto il filo della dorsale. Passati a fianco di una rudimentale croce, si prosegue avendo sempre come direttrice la dorsale, trascurando tracce ai lati, fino conquistare la sommità di un poggio caratterizzato da un grosso ometto di sassi. Da qui ci si cala ripidamente alla sottostante selletta da cui si riprende a salire in direzione di alcune rocce con evidenti segnavia. Aggirata a destra la fascia rocciosa, si inizia verso sinistra una ripida salita per zolle erbose (attenzione in caso di terreno bagnato) puntando ad una corda. Aiutandosi con quest’ultima, si risalgono altre zolle erbose che precedono un facile ma ripido canale/diedro (I°). Riguadagnato il filo di cresta, si continua per esso che ora si presenta più roccioso e leggermente aereo. Raggiunto un grosso ometto, si aggira a sinistra una sezione di cresta più impegnativa, per poi prendere a destra un canalino. Rimesso piede sul filo della dorsale, lo si continua ad assecondare fino a guadagnare la sommità di una quota secondaria. Discesi alla sottostante sella, si risale un salto formato da grossi massi e, scavalcata l’anticima, si conquista la vetta della Pala delle Buse2412 m. Dopo una meritata sosta al fine di ammirare il grandioso panorama che ci attornia, iniziamo la discesa in direzione nord-est (Cimon del Tres) tenendo come punto di riferimento un masso con segnavia bianco-nero e le lettere “PF”. Sopra al segnavia in questione, si piega a sinistra attraversando una pietraia, dirigendosi verso la sottostante selletta. Si prosegue per il panoramico filo della dorsale, lambendo delle quote secondarie, scendendo in seguito ad un’ampia insellatura. Qui notiamo a sinistra due segnavia bianco-neri: abbandoniamo perciò la dorsale ed iniziamo la discesa verso Malga Sass. Per labile traccia si perde quota con iniziale andamento verso nord parallelamente alla dorsale di prima. Raggiunto il dorso di una costa, lo si discende per pochi metri per poi riprendere a perdere quota in obliquo verso destra. Più in basso si piega nettamente a sinistra tagliando un pendio ghiaioso (lo stesso che abbiamo attraversato appena dopo aver abbandonato la dorsale), proseguendo per traccia sempre più labile. Dopo una netta svolta a destra, si continua puntando ad una costa, oltre la quale si attraversa un canale. Valicata un’altra costa, si prosegue per sentiero sempre poco evidente e privo di contrassegni. Si perde quota per rampa erbosa costeggiando delle pareti, iniziando successivamente ad attraversare la testata di un vallone. Qui la traccia diviene sempre più labile fino a scomparire del tutto: noi dobbiamo discendere il menzionato vallone avendo come punto di riferimento un capanno situato molto più in basso rispetto al punto in cui siamo. Si scende scomodamente tra cespugli e massi, fino a giungere nei pressi del menzionato capanno, inserendosi qui in una traccia. Il percorso, una volta rientrato nel bosco, si sposta a destra divenendo sempre più labile. Dopo aver disceso, senza una vera e propria traccia da assecondare, un ultimo pendio, si sbuca nei prati antistanti a Malga Sass1950 m, dove occorre scavalcare la recinzione per il bestiame. Intercettata la traccia contrassegnata n° 470 per il Passo Mirafiori, a poca distanza dalla malga, la seguiamo a sinistra avanzando inizialmente in lieve salita all’interno del bosco. Dopo un tratto in piano e l’attraversamento di una bella radura, si riprende a salire con maggiore decisione. Effettuati alcuni tornanti e ignorata in ultimo una traccia a destra, si ritorna al Passo Mirafiori. Dall’insellatura si continua a destra lungo il sentiero n° 469A per il Monte Cogne, prendendo, al bivio che si presenta poco sopra, il percorso di sinistra. Dopo alcuni tornanti e un’ultima salita che avviene sul filo della dorsale sud-est della montagna, si guadagna la cima del Monte Cogne2173 m, caratterizzata da un’alta croce. Dopo una meritata sosta, si riprende il cammino lungo il sentiero n° 469A (paletti con segnavia) che asseconda la stupenda dorsale Monte Cogne-Monte Frattoni. Trascurata la cima di quest’ultimo, si scende verso sinistra in una bella radura, caratterizzata da cespugli di mirtillo, che si attraversa interamente. Si continua ad assecondare il filo della dorsale, ora boscoso, fino a sbucare nei prati con cespugli della località Cimatti1950 m. Dalla particolare area pic-nic caratterizzata da artistiche panchine con madonnina, si prosegue per il sentiero segnato che perde quota all’interno del bosco. Poco più in basso si sbuca in un’area di bosco divelto dalla Tempesta Vaia, dove si mette piede in un’ampia traccia. La seguiamo incontrando diversi bivi, tenendo sempre il percorso più pulito e libero da sterpaglie e rami. Più in basso ci si immette in un’altra traccia, creata dai mezzi di esbosco, che si segue a destra rinvenendo anche un segnavia bianco-rosso sul tronco di un pino sopravvissuto dalla catastrofica tempesta. Al bivio che si incontra successivamente, si prende il percorso di destra, immettendosi poco sotto in una carraia. La si segue a sinistra compiendo subito una svolta in questa direzione, transitando a fianco di impressionanti cataste di tronchi di conifere divelte. Si avanza lungamente per il comodo tracciato che procede verso ovest, attraversando più avanti il margine superiore di un’area disboscata. Nel momento in cui la carraia compie un tornante destrorso, si prende a sinistra un’altra ampia traccia che riconduce in breve al bivio incontrato all’andata in località Camorè. Seguendo lo stesso percorso si ritorna al punto di partenza. 

Il Monte Cogne da Montesover

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Punto di partenza/arrivo: Montesover, 1150 m

Dislivello: 1021 m

Durata complessiva: 5,30/5,45 h

Tempi parziali: Montesover-Malga Vernera alta (1,20 h) ; Malga Vernera alta-Monte Cogne (1/1,15 h) ; Monte Cogne-sentiero n° 468B-Montesover (2,30 h)

Difficoltà: E (in un tratto E+/EE)

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: luglio 2019

Accesso stradale: Da Trento si imbocca la S.S. 47, diretta a Padova, abbandonandola in località Civezzano. Si continua lungo la S.P. 83 in direzione di Baselga di Pinè che si raggiunge in venti minuti circa. Da quest’ultima località si prosegue costeggiando il Lago della Serraia e il successivo Lago delle Piazze, oltrepassando in seguito i paesi di Centrale di Bedollo e Brusago. Dopo la località Sveseri, si abbandona la provinciale prendendo a destra una strada in direzione del vicino paese di Montesover. Si parcheggia l’auto nell’ampio piazzale adiacente alla chiesa, nella parte alta del paese

mapwww.openstreetmap.org

N.B.: la parte indicata con il tratteggio si riferisce alla sezione del percorso in cui i tronchi degli alberi, divelti dalla tempesta Vaia, rendono attualmente inagibile il sentiero. Mentre le linee di colore arancio si riferiscono a sezioni in cui il percorso evidenziato è puramente indicativo senza alcuna pretesa di esattezza

Descrizione dell’itinerario 

Bella escursione dal dislivello non irrilevante e su sentieri, sia nella salita da Montesover Malga Vernera bassa quanto nella discesa lungo il percorso n° 468B, ripidi e piuttosto faticosi. Il vero problema di questo itinerario consiste nel fatto che nel tratto Malga Vernera alta-Cimatti ampie sezioni di bosco sono state divelte dalla tempesta Vaia del 29/10/2018. Questo evento cataclismatico ha determinato l’abbattimento di ettari di bosco lasciando come triste testimonianza “cadaveri” di abeti e pini, rendendo impercorribili, presumibilmente per alcuni anni, molti sentieri delle valli di CembraFiemme e Fassa. Tuttavia un buon escursionista deve essere in grado di individuare – cartina alla mano – soluzioni alternative onde aggirare ostacoli. Ed è quello che, con tutte le attenzioni e cautele del caso, invito a fare, seguendo le indicazioni sommarie riportate in relazione, o cercando un altro percorso più comodo. Naturalmente questo vale fino a quando il sentiero in questione, limitatamente alla sezione indicata, non verrà riaperto. 

Dalla piazza di Montesover (indicazioni del percorso n° 468) si sale lungo Vicolo Casara, attraversando la parte alta del paese e sottopassando una caratteristica volta. Lasciatosi alle spalle le ultime case, si procede per ripida mulattiera acciottolata affiancata da prati e campi. Giunti ad un bivio, si prosegue a sinistra avanzando ancora in sostenuta salita con percorso lineare. Guadagnando rapidamente quota, visto la costante pendenza del tracciato, si svolta poi a destra, raggiungendo in seguito un bivio in corrispondenza di una netta curva a sinistra del percorso principale. Si continua lungo quest’ultimo progredendo ancora per un tratto in ripida salita, per poi piegare a destra e proseguire più comodamente per mulattiera e sentiero. Dopo una piccola radura che si contorna lungo il suo margine sinistro, si affronta un altro ripido strappo, avanzando successivamente in lieve pendenza. Procedendo all’interno di un magnifico ambiente boschivo, si approda poco più avanti nella stradina asfaltata, proveniente da Montesover, che si segue a destra verso Malga Vernera bassa. Oltrepassato tramite ponte un rio, si abbandona la carrozzabile prendendo a destra (indicazioni) il sentiero n° 469A, il quale, dopo la prima ripida rampa di pochi metri, piega a destra e sale costeggiando il limite destro di una radura. Rientrati nel bosco, si procede in lieve salita parallelamente al rio attraversato poco prima, facendo poi attenzione, ad un bivio poco evidente, a prendere la traccia di sinistra. Si sale in moderata pendenza per il percorso segnato che dopo una radura si biforca. Preso il sentiero di destra (segnavia), si sale all’interno del bosco per ripido pendio con molteplici tracce, puntando ad un segnavia collocato su un masso. Usciti dal bosco, si costeggia inizialmente un albero caduto a terra (il primo di tanti altri che, nella sezione del percorso successiva a Malga Vernera alta, dovremo aggirare) che ostruisce il sentiero, piegando poi a sinistra onde recuperare il percorso segnato. Si prosegue in ripida salita per traccia poco evidente (qualche paletto con segnavia) che risale un erto pendio prativo tenendosi alla destra del limite del bosco. Man mano che si guadagna quota per il sentiero, sempre poco marcato ma dall’andamento lineare, si scorge Malga Vernera bassa, a cui si giunge dopo uno spostamento a destra. Oltre la malga e una carraia che si attraversa, si continua (indicazioni) per il sentiero n°469A alla volta di Malga Vernera alta. Si avanza parallelamente alla sterrata di prima costeggiando il limite del bosco, notando più in basso a destra la Chiesetta Alpina. Una volta rientrati nel bosco, si devono oltrepassare alcuni tronchi di conifere divelte dalla tempesta Vaia e, usciti dalla copertura boschiva, si risalgono in obliquo ripidi pendii prativi (paletti con segnavia) in direzione di Malga Vernera alta1780 m. Da quest’ultima si piega a sinistra per incerta traccia alla volta della dorsale che costituisce la direttrice di salita al fine di raggiungere la sommità del Monte Cogne. Proprio sulla dorsale in questione si incontrano i primi di una lunga serie di tronchi di alberi che si devono aggirare, oltrepassare o sottopassare (prestare molta attenzione!), tenendo sempre d’occhio il percorso segnato, per fortuna dall’andamento lineare. Messo piede in una carraia trasversale, la seguiamo a sinistra compiendo subito una netta svolta a destra. Dopo la curva si abbandona la forestale prendendo a destra un’ampia traccia di esbosco. Si asseconda quest’ultima incontrando dei segnavia posti su qualche tronco di pino scampato all’abbattimento causato dalla tempesta. Si continua a guadagnare quota per piste create dai cingolati, fino a penetrare nuovamente nel bosco di conifere. Assecondando il percorso segnato, si raggiunge poco più in alto la località Cimatti (tavolo con panche, sedie e tabella esplicativa), 1950 m. Da qui si prosegue per il sentiero n° 469A alternando tratti all’interno del bosco a belle radure. In seguito si avanza lungo la dorsale del Monte Frattoni2073 m (la cui sommità vera e propria è spostata alla nostra sinistra), per magnifico sentiero dal quale si ammirano straordinarie visuali. Dopo una non ripida salita in cui ci si tiene a destra del filo vero e proprio dell’ampio crinale, si raggiunge quest’ultimo a poca distanza dalla sommità del Monte Cogne2171 m, caratterizzata da una croce e da un grandioso panorama. Dalla cima ritorniamo sui nostri passi fino alla carraia trasversale che seguiamo a sinistra in lieve discesa. Dopo aver attraversato un’ampia area disboscata dall’uomo, si continua lungo la comoda carrareccia fino a raggiungere un bivio posto in corrispondenza di un suo tornante destrorso. Si va a sinistra (segnavia) lungo il percorso n° 468B, incontrando, in località Camorè, un bivio (paletto con indicazioni) da cui si ignora a sinistra la continuazione del sentiero per Malga Vasoni alta. Al bivio successivo si volge invece a destra raggiungendo in pochi minuti un’altra malga, prima della quale si vira a destra assecondando i segnavia. Si inizia appena dopo a perdere quota all’interno del bosco per traccia inizialmente non molto marcata, poi più evidente, aggirando a destra una sezione di alberi divelti. Attraversata una forestale, si continua a perdere ripidamente quota lungo il percorso n° 468B, piegando a sinistra e costeggiando delle piccole pietraie. Il percorso svolta poi nettamente a destra e scende ripidamente (in un breve tratto è presente una catena) all’interno del bosco, effettuando diverse svolte e tornanti, fino ad immettersi in una traccia trasversale che si segue a destra (segnavia). Si continua a perdere quota sempre in ripida e faticosa discesa per sentiero evidente, compiendo altre svolte e tornanti, approdando infine in una forestale inerbita. Da qui si ignora la continuazione del percorso n° 468B (che scende verso Slosseri) e si continua a destra per l’ampia traccia che avanza in piano/lieve salita. Dopo una netta svolta a destra e prima che il tracciato inizi a salire più ripidamente, a sinistra si scorge il poco distinguibile sbocco di un sentiero. Lo si segue con andamento lineare all’interno di un magnifico bosco di conifere per fortuna ancore intatte e in ottima salute! Più in basso si incontra una madonnina incastonata nella roccia oltre la quale si prosegue per il comodo e ampio sentiero (appena dopo una panchina, guardando in basso a destra, si nota una curiosa nicchia con altra madonnina in miniatura). Dopo una svolta a destra, un ultimo tratto all’interno del bosco e una curva a sinistra, ci si immette nella stradina d’accesso al paese di Montesover. Si transita a fianco di una cappella per poi entrare nel centro abitato, ritornando alla chiesa e al soprastante piazzale dove abbiamo parcheggiato l’auto. 

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