RSS

Archivi categoria: Appennino reggiano: Pietra di Bismantova

Pietra di Bismantova: Ferrata Ovest o dell’Ultimo Sole

100_7837

Punto di partenza/arrivo: Piazzale Dante 880 m

Dislivello: 180 m complessivi ; 50 m circa di ferrata

Difficoltà: facile-media ; (A/B)

Durata complessiva: 1,45/2,00 h

Tempi parziali: Piazzale Dante-attacco ferrata (15 min.) ; attacco ferrata-termine ferrata (25/30 min.) ; termine ferrata-sentiero 697-sentiero 699-Campo Pianelli-Piazzale Dante (1,00 h)

Attrezzatura: ordinaria da ferrata

Ultima verifica: maggio 2017

Accesso stradale: Castlenovo né Monti è raggiungibile sia da Reggio-Emilia per la S.S. 63, oppure da Parma, passando per Traversetolo-S.Polo-Vetto. Da Castelnovo si seguono le indicazioni per la Pietra di Bismantova imboccando, nella parte alta del paese, una ripida stradina che conduce nei pressi del cimitero e dello spiazzo di atterraggio degli elicotteri. Al bivio successivo si continua a sinistra per strada che effettua un paio di tornanti, cui fa seguito un tratto a mezza costa (sono presenti alcuni spiazzi dove è necessario parcheggiare l’auto nei giorni festivi). Poco dopo si giunge all’ampio parcheggio di Piazzale Dante.

map

Stralcio della mappa dal sito: http://www.openstreetmap.org  Il tracciato della ferrata è segnato in rosso ed è puramente indicativo

Descrizione dell’itinerario:

Interessante ferrata di recente installazione che permette una conoscenza abbastanza approfondita del versante ovest della Pietra di Bismantova. Il percorso attrezzato è suddivisibile in due sezioni molto differenti: 1) Un lungo traverso, con brevi saliscendi, alla base di verticali pareti 2) Una divertente, diretta ed esposta scalata dove si sfruttano diedri e rampe. L’aspetto che maggiormente mi attrae di questa ferrata consiste nel suo porsi in perfetta antitesi rispetto l’attuale “ferratismo ginnico” che costituisce l’intenzione di fondo per l’installazione di nuovi percorsi attrezzati, in alcuni casi di dubbio interesse. In considerazione della brevità della ferrata, suggerisco di inserirla nell’anello proposto che regala notevoli scorci panoramici in settori della Pietra di Bismantova poco frequentati e perciò silenziosi (dimensione, quella del silenzio, che negli ambienti dove impera l’arrampicata sportiva è quasi impossibile gustare). La curiosa denominazione della ferrata deriva dal fatto che svolgendosi in un versante ovest è possibile compiere l’ascesa illuminati dal sole solo nel tardo pomeriggio, godendosi in questo modo l'”ultimo sole” della giornata.

Da Piazzale Dante si risale la soprastante scalinata e il successivo ripido tratto di stradina asfaltata raggiungendo in breve il Rifugio Kreuz. Si continua per l’ampio sentiero (sulla sinistra, poco dopo il rifugio, pannello con cartina), diretto al plateau sommitale e contrassegnato CAI n°697. Dopo un tratto in moderata pendenza si transita alla base delle spettacolari pareti di arenaria incontrando e ignorando a destra gli sbiaditi segni blu dell’omonimo sentiero. La traccia continua in leggera salita passando sotto altre verticali pareti e conducendo alla base di una caratteristica rampa a placche dove si sviluppa la classica Via Anna. Appena dopo si penetra nel bosco e si prosegue lungo il sentiero 697 ancora per poco: infatti, giunti ad un bivio evidente (cartello con l’indicazione per la ferrata), si abbandona il percorso diretto alla sommità, per imboccare a sinistra una traccia che inizialmente procede in ripida discesa. Poco più avanti è collocato l’attacco della prima sezione della percorso attrezzato (pannello esplicativo e particolare scultura lignea dal nome “Gnomo dal Cappello”).

A (facile) – B (media difficoltà) – C (difficile) – D (molto difficile) – E (estremamente difficile)

Si rimonta agevolmente una prima balza (A) per poi iniziare un lungo traverso a sinistra sfruttando una spettacolare cengia alla base di una verticale parete (A). Dopo un brevissimo tratto in cui la fune obbliga a procedere sbalzati leggermente all’infuori (A/B), si deve attraversare una spaccatura (altra interessante scultura lignea sul tronco di un albero) scendendo per pochi metri aiutandosi con due staffe e un piolo (A/B). Poco dopo si discende una rampa con terriccio, per poi aggirare un spigolo e risalire un breve canalino (A). Dopo aver aggirato un altro spigolo, si effettua un traverso aiutati da alcune staffe (A+), arrivando in questo modo al termine della prima sezione della ferrata. Si continua comodamente per bella traccia passando sotto una sporgenza e giungendo in breve all’inizio della seconda e più interessante sezione del percorso attrezzato (pannello esplicativo). Si scala un ripido diedro sfruttando inizialmente buoni appoggi (B+), affrontando poi un passaggio un po più impegnativo (B/C) e, infine, un tratto verticale dove si utilizzano per la progressione quattro staffe e una maniglia (B+). Segue un esposto ma facile traverso a sinistra (A/B) che deposita alla base di una magnifica rampa che si risale facilmente (A/B). Raggiunto il suo vertice, si scende per pochi metri rinvenendo sulla sinistra il libro delle firme. Si continua inizialmente su terriccio e si scala, appena dopo, una bella e ripida rampa servita da quattro staffe e una maniglia utile come appiglio (B). Si approda su una spettacolare cengia/rampa inclinata che si segue a sinistra per alcuni metri giungendo su un vertiginoso pulpito. Si scala in decisa esposizione un brevissimo gradino (A+) per poi attraversare a destra (A/B) e, superata l’ultima brevissima balza (A+), giungere al termine del percorso attrezzato. Ci si trova nei pressi di una bella radura dove si rinviene la traccia contrassegnata CAI 697 che si segue a sinistra. Dopo pochi minuti si incontra un bivio (paletto con cartelli) dove si ignora a destra il sentiero che conduce all’arrivo della Ferrata degli Alpini. Si continua per bella mulattiera che procede in discesa effettuando poco più avanti un paio di tornanti. Giunti al successivo bivio (cartelli) si abbandona il percorso 697 per imboccare a destra il sentiero CAI 699. Dopo un breve tratto in piano, la traccia piega a destra perdendo quota in ripida discesa per poi virare a sinistra. Poco più avanti si effettua una netta svolta a destra, passando a fianco di caratteristici massi e raggiungendo in breve un evidente bivio collocato nei pressi di una bella pietraia. Dal paletto con cartelli si procede in direzione Campo Pianelli, avanzando per ottimo e panoramico sentiero che transita nei pressi di alcuni grossi massi rimasti ancora incredibilmente “vergini” da spit e catene. Dopo pochi minuti si confluisce in una marcata traccia (CAI 697) che si segue a destra in direzione di Piazzale Dante. Il panoramico sentiero attraversa più avanti un’interessante area con grossi blocchi arenacei per poi procedere in leggera salita all’interno del bosco. Si transita nei pressi di magnifiche radure incontrando, dopo un casotto dell’acquedotto, un bivio (cartelli) dove si prosegue a destra. L’ampia traccia procede in costante ma leggera salita offrendo visuali davvero notevoli sulla colossale parete sud-est della Pietra di Bismantova. Comodamente si raggiunge L’Albergo Ristorante Foresteria S.Benedetto e, poco più in alto, l’ampio (e gremito di auto) Piazzale Dante.

 

 

 

Annunci
 

Tag: , , , ,

Pietra di Bismantova: Ferrata degli Alpini

100_6940 (FILEminimizer)

Punto di partenza/arrivo: Piazzale Dante 880 m

Dislivello: 150 m ca. (ferrata: 100 m ca.)

Difficoltà: B/C (da mediamente difficile a difficile)

Durata complessiva: 2 h ca.

Tempi parziali: Piazzale Dante-attacco ferrata 1° parte (15 min) ; attacco ferrata 1° parte- attacco ferrata 2° parte (25 min ca.) ; attacco ferrata 2° parte-sommità Pietra di Bismantova (20/30 min) ; sommità-sentiero blu-Piazzale Dante (40 min)

Attrezzatura: ordinaria da ferrata (casco)

Ultima verifica: marzo 2016 (foto: marzo 2016 e gennaio 2012)

Accesso stradale: Castlenovo né Monti è raggiungibile sia da Reggio-Emilia per la S.S. 63, oppure da Parma, passando per Traversetolo-S.Polo-Vetto. Da Castelnovo si seguono le indicazioni per la Pietra di Bismantova imboccando, nella parte alta del paese, una ripida stradina che conduce nei pressi del cimitero e dello spiazzo di atterraggio degli elicotteri. Al bivio successivo si continua a sinistra per strada che effettua un paio di tornanti cui fa seguito un tratto a mezza costa (sono presenti alcuni spiazzi dove è necessario parcheggiare l’auto nei giorni festivi). Poco dopo si giunge all’ampio parcheggio di Piazzale Dante.

Descrizione dell’itinerario

la Ferrata degli Alpini, installata nel 1971 e rifatta nel 1983, andrebbe annoverata come uno dei più interessanti percorsi attrezzati (se non il più interessante) dell’Appennino emiliano. La ferrata è suddivisibile in due sezioni nettamente distinte quanto a caratteristiche e andamento del percorso. La prima parte è caratterizzata da traversi, discese (con alcuni passaggi originali) e tratti di sentiero. La seconda invece (che di per se costituisce la ferrata vera e propria, in quanto la prima sezione andrebbe considerata come un sentiero attrezzato di avvicinamento) sfrutta diedri e rampe con una salita diretta e sostenuta, sia per esposizione, quanto per difficoltà tecniche.

Dal Piazzale Dante si sale per la soprastante scalinata e il successivo tratto di ripida stradina asfaltata in direzione del vicino Rifugio Kreuz. Poco prima (cartelli) si devia a destra, imboccando un sentiero che dopo un tratto all’interno del bosco conduce in prossimità del settore denominato l’Anfiteatro. Il percorso di avvicinamento procede oltrepassando la base del grandioso Pilone Giallo, si incunea sotto un caratteristico masso, e continua assecondando una bella e panoramica cengia. Si transita sotto il diedro-fessura della classica Via Oppio e si approda su un esposto terrazzino, dove una recente corda d’acciaio aiuta a discendere alcune ripide roccette. Dopo questo passaggio ci si trova alla base di una rampa obliqua che costituisce l’inizio della prima parte della ferrata.

Via Ferrata degli Alpini:

A (facile) – B (media difficoltà) – C (difficile) – D (molto difficile) – E (estremamente difficile)

Si supera la rampa obliqua da sinistra a destra dotata di ottimi appoggi (B). Segue un facile tratto orizzontale che precede una fenditura che si attraversa (A+). Una breve e facile salita conduce ad un intaglio dove il percorso inizia a scendere ripidamente. Un primo gradino risulta piuttosto agevole (A/B); il passaggio successivo, leggermente strapiombante, implica un maggior impegno (oltre la corda d’acciaio sono presenti due staffe per i piedi; B+). L’ultimo breve ma verticale salto richiede attenzione ai movimenti: è necessario sfruttare al meglio, oltre una staffa posizionata a destra utile come appiglio per la mano destra, e un’altra a sinistra per i piedi, gli appoggi naturali presenti (B/C). Un tratto di sentiero, prima in discesa e poi in salita, precede uno dei più caratteristici passaggi della ferrata. Si entra all’interno di una profonda fenditura (Buco del Sambuco) effettuando un traverso nel quale si utilizzano come appoggio per i piedi due massi incastrati. Segue un un tratto in discesa non facile (B+) che deposita nel sottostante ripido canale. Disceso quest’ultimo (corda d’acciaio ancorata nella parete destra), si entra all’interno di un rilassante boschetto seguendo i segnavia del percorso n°699A. In prossimità di un ghiaione si svolta a sinistra giungendo in breve all’attacco della seconda sezione della ferrata, o meglio all’inizio della vera e propria Ferrata degli Alpini (targa). Qualche metro non attrezzato su ripide rocce (II°) precede un diedro che si scala con bella arrampicata (B+). Un tratto un po più ripido, sempre su diedro (B/C), e un breve obliquo a destra (B), anticipano il punto chiave: uno squadrato diedro verticale. Lo si scala preferibilmente in opposizione, evitando di progredire di forza: i gradini artificiali sono disposti nella faccia sinistra del diedro, mentre in quella destra sono presenti ottimi appoggi naturali (C). Si continua lungo diedri più facili (B) che precedono un traverso a destra sotto una rete paramassi. Il percorso attrezzato segue ora la linea di un diedro/rampa. Ad un breve tratto verticale ma ben attrezzato (B+), e un passaggio meno impegnativo (B), fa seguito un traverso di pochi metri verso destra che deposita sotto un muretto leggermente strapiombante. Lo si supera direttamente (più impressionante che difficile; B/C) in notevole esposizione, e si continua per l’esposta rampa. Una bella successione di diedri (B/C) precede la vertiginosa scaletta finale che conduce al termine della ferrata. Dal plateau sommitale, un sentierino porta ai soprastanti prati che costituiscono la sommità vera e propria della Pietra di Bismantova, 1041 m. Ci si dirige verso il margine occidentale del pianoro e, nel punto in cui il sentiero svolta a destra, si continua diritto, giungendo ad un curioso paletto con cilindri orientati verso le principali cime e località della Val Secchia. Si piega a destra contornando il margine della parete, per poi svoltare a sinistra (segno blu sul tronco di un albero) entrando all’interno di un ripido canale che si discende. Giunti alla base si devia a sinistra per esposta cengia e si discendono appena dopo due brevissimi risalti rocciosi. La ripida traccia transita in seguito alla base del Torrione Sirotti conducendo, con alcune svolte, nel sentiero normale che seguiamo a sinistra. In breve si fa ritorno al Rifugio Kreuz e al Piazzale Dante.

Per la discesa ho descritto il cosiddetto sentiero blu in quanto, sebbene ben più ripido e scosceso rispetto il percorso normale, permette di gustare al meglio le peculiarità geologiche e ambientali della Pietra di Bismantova.

 

 

 

Tag: , , ,