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Archivi categoria: Appennino parmense: Val Mozzola

Il Monte Barigazzo da Pian dell’Arato

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Punto di partenza/arrivo: Pian dell’Arato 900 m

Dislivello: 384 m

Durata complessiva: 2,30/2,45 h

Tempi parziali: Pian dell’Arato-Monte Barigazzo (1/1,15 h) ; Monte Barigazzo-chiesa del Barigazzo-sella quota 1092 m (25/30 min) ; sella quota 1092 m-Pian dell’Arato (45 min/1 h)

Difficoltà: E+

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Accesso stradale: Fornovo-Solignano. Prima di Valmozzola Stazione si imbocca la S.P. 42 della Valmozzola. Dopo aver oltrepassato Mormorola di Valmozzola, si continua in direzione di Varsi. Si attraversano le frazioni di Mariano e Maestri e si giunge, poco dopo quest’ultima, in località Pian dell’Arato 889 m

Ultima verifica: febbraio 2016

Immagine (FILEminimizer)Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

 

Descrizione dell’itinerario

Breve ma remunerativa escursione in luoghi di notevole interesse paesaggistico e geologico. La salita al Barigazzo per la “diretta” è costantemente ripida e per le sue caratteristiche andrebbe intrapresa solo con terreno asciutto. La segnaletica è in parte precaria: segnavia sbiaditi e mal posizionati.

Da Pian dell’Arato, 900 m (tabella e cartello) imbocchiamo un’ampia traccia in leggera salita che conduce ad un bivio con cartelli. Andiamo a destra (segnavia 811c) seguendo una carraia che procede a mezza costa, ignorando a destra e a sinistra diramazioni secondarie. L’ampia traccia, dopo una breve salita, esce dal bosco ormai in vista dei calanchi sul cui dorso cammineremo. Giunti alla loro base, lasciamo a destra la carraia e imbocchiamo a sinistra un sentierino (cartello). Risaliamo ripidamente il soprastante pendio mettendo piede sullo stretto crinale dei citati calanchi che seguiamo a sinistra. Con attenzione avanziamo per la dorsale calancosa (in un tratto piuttosto esposta) e procediamo successivamente in ripida salita. Dopo una svolta a destra, il sentiero rientra nel bosco mantenendosi nei pressi di una poco accennata costa che costituisce, per un buon tratto, la nostra direttrice. Dopo un ripidissimo strappo all’interno del bosco, la traccia conduce nei pressi di un caratteristico spuntone roccioso: le rocce appartengono alla cosiddetta “Arenaria di Ranzano”. Lo si aggira a destra (segno bianco-rosso) traversando successivamente a sinistra sotto un becco strapiombante. Continuiamo per il ripido, e in alcuni tratti, poco evidente sentiero. Dopo una netta svolta a sinistra, la traccia risale un ripido prato (ometto) e poi rientra nel bosco. Ad un certo punto dobbiamo prestare attenzione ad una svolta a destra molto poco evidente (sbiadito segno rosso su un masso a destra). Il sentiero continua in ripida salita all’interno del bosco: lo seguiamo tenendo d’occhio i pochi e sbiaditi segnavia. Si esce successivamente all’aperto non lontani dalla sommità del Barigazzo. Ci troviamo su una caratteristica dorsale che come conformazione geologica ricorda quella delle famose creste collocate nel versante opposto della montagna. Risaliamo faticosamente la ripida dorsale (ometti), guadagnando in breve la panoramica cima, 1284 m, caratterizzata, oltre che dalla croce, da una monolitica stele. Dalla sommità seguiamo in discesa l’evidente sentiero che procede lungo la dorsale occidentale del monte costeggiando i dirupi che precipitano verso la Val Mozzola.  Poco dopo si attraversa una bellissima radura dove è situata la chiesa del Barigazzo nei cui pressi possiamo ammirare un notevole esemplare di faggio. Dalla chiesa ci si dirige verso il vicino rifugio e continuando oltre si giunge ad un selletta nella dorsale boscosa. Lasciamo a destra un sentiero in salita e imbocchiamo, sempre a destra, un’altra traccia che procede a mezza costa. Il sentiero, dopo un tratto in piano, compie una netta svolta verso sinistra conducendo su una dorsale che seguiamo in discesa. Dopo aver superato qualche ripido strappo, si giunge alla sella tra il M. Barigazzo e il M. Groppo, 1182 m. La sommità di quest’ultimo è raggiungibile con una breve digressione di 15/20 min. continuando per la dorsale, prima su sentiero e carraia, poi seguendo il crinale boscoso senza tracce. Dalla sella, 1092 m, imbocchiamo a sinistra (a destra se si proviene dal Monte Grosso) una ben marcata traccia che taglia a mezza costa il ripido pendio. Il sentiero attraversa successivamente un rimboschimento a conifere e dopo un paio di ripide svolte oltrepassa un rio. La traccia continua in leggera discesa e dopo aver attraversato una piccola frana e un altro rio, si allarga a carraia. La seguiamo compiendo una svolta a destra cui fa seguito un’altra verso sinistra. L’ampia traccia confluisce infine in una carraia (cartelli a destra) che seguiamo a sinistra. Dopo una breve discesa, facciamo ritorno al bivio iniziale e all’auto.

 

 

 

 

 

 

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