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Archivi categoria: Alpinismo invernale

Monte Torricella: Canalone dei Ghiri (invernale)

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Punto di partenza/arrivo: Prato Spilla 1350 m

Dislivello: 430 m (200 m ca di canale)

Durata complessiva:  3,30/4 h

Tempi parziali: Prato Spilla-Lago Ballano (30 min) ; Lago Ballano-inizio Canalone dei Ghiri (50 min-1h) ; Canalone dei Ghiri-sommità Monte Torricella (45 min/1,15 h) ; sommità Torricella-dorsale nord-est-Prato Spilla (1 h)

Difficoltà: PD- il Canalone dei Ghiri ; EEAI la discesa lungo la dorsale nord-est del Torricella ; EAI la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da alpinismo invernale (portare fittoni da neve)

Ultima verifica: aprile 2018

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Ranzano-Palanzano-Monchio delle Corti-Rimagna. Prima di Rigoso si abbandona la provinciale n° 665 imboccando a destra una strada che in circa 4 km conduce alla località turistica di Prato Spilla (ampio parcheggio adiacente all’albergo/ristorante)

 

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Il versante nord-occidentale del Monte Torricella è formato da ripidi canali inframmezzati da costole parzialmente rocciose. Il Canalone dei Ghiri offre una suggestiva salita che richiede condizioni di neve ben assestata. Infatti questo versante della montagna risulta essere l’area più soggetta a distacchi di tutto l’Appennino parmense. Il canale può essere percorso anche in stagione avanzata. La discesa avviene lungo la boscosa dorsale nord-est.

Sulla destra dell’albero/ristorante si imbocca un’ampia traccia che in breve conduce ad un ponte con il quale si varca il Torrente Cedra. Appena dopo si costeggia il parco avventura per poi piegare a destra e guadare un ruscello. Una breve risalita porta a valicare una costa boscosa oltre la quale si procede per un breve tratto in leggera discesa. Ripresa la salita si raggiunge il bivio con il sentiero n° 707a che si stacca a sinistra e che si ignora (questo percorso, che si sviluppa procedendo ai piedi del versante settentrionale del Monte Torricella, condurrebbe con minor tempo alla base dei canali, tuttavia con spesso manto nevoso i segnavia in alcuni tratti non sono visibili). Dal bivio continuiamo diritto in direzione del Lago Ballano per ampia mulattiera che inizialmente perde quota per poi avanzare in leggera salita. Senza possibilità di errore si giunge nei pressi della diga del menzionato lago, 1336 m, il cui muro si costeggia per un tratto. Giunti ad una bacheca con cartina, il percorso segnato (n° 707) vira nettamente a sinistra (indicazioni per il Lago Verde) e sale dolcemente conducendo ad un bivio dove si lascia a destra il sentiero n° 709B. Si continua diritto in leggera salita avanzando a mezza costa alle pendici del versante occidentale del Monte del Lago. Più avanti il tracciato diventa leggermente più ripido e guadagna quota effettuando alcuni tornanti. Valicata una costa boscosa si scende verso il sottostante Lago Verde compiendo inizialmente un tornante destrorso seguito da uno sinistrorso. Alla successiva netta svolta a destra, si deve abbandonare l’ampia traccia per imboccare a sinistra la prosecuzione del percorso n° 707 (in presenza di uno spesso manto nevoso, il cartello indicante la giusta direzione non è visibile). Poco più avanti si raggiunge una costa che si valica piagando a sinistra in discesa verso un solco che si varca. Oltre quest’ultimo si effettua un traverso a mezza costa tagliando un ripido pendio boscoso fino ad uscire dalla vegetazione (nel caso in cui non si trovasse il bivio con il sentiero n° 707, è sufficiente scendere al vicino Lago Verde e costeggiare la sua sponda occidentale mirando all’evidentissima parete NW del Torricella). Ci troviamo esattamente ai piedi degli erti pendii nord/occidentali del Monte Torricella a poca distanza dalla base del Canalone dei Ghiri. Si procede per un tratto in obliquo ascendente oltrepassando qualche arbusto, fino ad arrivare ai piedi dello scivolo nevoso che più in alto si restringe ad ampio canale. Si incomincia la salita per pendio inizialmente poco ripido ma con pendenza che aumenta progressivamente, mantenendosi comunque intorno ai 30°/35°. Più in alto l’inclinazione aumenta attestandosi sui 40°: possiamo salire tenendosi nella parte sinistra del canalone, oppure al centro. La sezione terminale è quella più ripida: se superata nella parte sinistra oppone pendenze superiori ai 45°. Una volta approdati ad un’ampia sella di crinale si piega a destra e, seguendo con attenzione un’esposta crestina, si raggiunge la cima principale del Monte Torricella1728 m. Dalla sommità si ritorna alla sella di prima da cui si punta ad un’evidente anticima con croce. Si scende perciò verso destra alla sottostante conchetta per poi risalire una ripida crestina giungendo poco sotto la sommità in questione. La si aggira a sinistra per poi scendere ripidamente recuperando più in basso il filo della dorsale. Penetrati nella faggeta si scende restando nei pressi dell’ampio dorso del crinale nord-est della montagna. Dopo una prima sezione di non ripida discesa, segue un tratto in piano (è meglio tenersi leggermente alla sinistra del crinale) per poi riprendere a scendere. Da questo punto in poi la dorsale si allarga notevolmente: noi restiamo sempre nei pressi del suo margine destro. Dopo una discesa in alcuni tratti decisamente ripida, si approda nell’ampio sentiero n° 707 poco prima del bivio con il percorso n° 707A. Da qui in breve si ritorna a Prato Spilla.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Monte Malpasso: Canalino dei Mirtilli (invernale)

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Punto di partenza/arrivo: strada asfaltata per Pratospilla

Dislivello: 500 m 

Durata complassiva: 4 h

Tempi parziali: strada per Pratospilla-Lago Verdarolo-La Scaliccia (45 min) ; La Scaliccia-inizio Canalino dei Mirtilli (30 min) ; inizio Canalino dei Mirtilli-sommità Monte Malpasso (40 min/1,15 h) ; sommità Monte Malpasso-crinale est-Passo Sasseda (45 min) ; Passo Sasseda-Lago Scuro di Rigoso-Lago Verdarolo-strada per Pratospilla (45 min)

Difficoltà: PD-

Attrezzatura: ordinaria da alpinismo invernale

Ultima verifica: gennaio 2018

Riferimento bibliografico: ANDREA GRECI “Appennino di neve e di ghiaccio, Vol 1 – Appennino Tosco-Emiliano – Settore Ovest” IDEA MONTAGNA 2014

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Ranzano-Palanzano-Monchio-Trefiumi-Rimagna. Prima di Rigoso si imbocca a destra una strada asfaltata in direzione Pratospilla e si parcheggia l’auto in corrispondenza di una carraia che si stacca a sinistra (cartello) poco dopo la località La Bastia

 

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Bella salita su neve in un angolo molto suggestivo e selvaggio della parte più orientale del crinale Parma/Massa.

Dalla strada per Pratospilla si imbocca una carraia (percorso CAI n° 701) in direzione del Lago Verdarolo. Dopo un primo tratto in lieve salita si guadagna quota con maggiore pendenza effettuando alcuni tornanti. Approdati su una costa, si prende la traccia di destra che procede in leggera discesa, transitando poco più avanti a fianco di una vasca di raccolta dell’acqua. Appena dopo, ad un bivio, si piega a sinistra per mulattiera che procede in moderata salita. In corrispondenza di una netta svolta a destra si ignorano due tracce che si staccano a sinistra. Dopo un ulteriore tratto in leggera/moderata pendenza, si giunge nei pressi del Lago Verdarolo1395 m. Da qui (bivio con palina segnaletica) si piega a destra effettuando subito una breve discesa seguita da una salita, per poi costeggiare dall’alto la sponda settentrionale del lago. Giunti nei pressi di un’area pic-nic, si piega a destra e subito dopo a sinistra, continuando per l’ampia mulattiera fino a un bivio situato in località Lago Scaliccia1418 m (cartelli). Qui si imbocca a sinistra il percorso n° 703B che inizialmente asseconda in lieve pendenza l’ampio dorso di una costa boscosa. Giunti in un’area di bosco rado, si continua in più ripida e lineare salita (raramente sono presenti tracce di passaggio nella neve), per poi effettuare alcuni tornanti. Varcato un rio, si avanza per un tratto avendo il solco alla nostra destra, svoltando poi nettamente a sinistra. Si prosegue lungo il percorso principale tenendo d’occhio i puntuali segnavia sugli alberi, compiendo in seguito una svolta a sinistra onde attraversare un altro solco. Dopo aver valicato una costa boscosa, si approda in una suggestiva valletta che si segue in lieve salita. In breve si giunge ai piedi del ripido versante nord/occidentale del Monte Malpasso: la parete è incisa a sinistra da un ampio canale e a destra da uno più stretto che taglia in modo lineare le bancate di arenaria. Ci si dirige verso il canale di destra e, giunti sotto la sua direttrice, si incomincia a risalire il ripido pendio che lo precede. Una volta entrati nel canale vero e proprio, lo si risale con pendenza costante (40/45°; sia a destra quanto a sinistra sono presenti rocce dove poter attrezzare delle soste). Più in alto si raggiunge uno spuntone roccioso oltre il quale si affronta il ripido pendio di uscita. Approdati sul crinale divisorio, spostandosi a sinistra si raggiunge subito la cima del Monte Malpasso1707 m, dove ci si inebria di un grandioso panorama a 360°. Per la discesa si asseconda dapprima il crinale orientale (percorso n° 00), poi ci si cala lungo la dorsale settentrionale della montagna. Dalla sommità si segue quindi il panoramico crinale oltrepassando appena dopo una quota secondaria. Si continua comodamente lungo la dorsale spartiacque fino a penetrare, mediante netta svolta a sinistra, nella fitta faggeta. Ora si deve discendere il boscoso profilo settentrionale del Malpasso, cercando di rinvenire i segnavia bianco/rossi piuttosto latitanti e per di più, in alcuni casi, cancellati da pennellate di vernice grigia. Si perde quota lungo l’ampia dorsale puntando alla sottostante sella, prestando attenzione alla ripidezza di alcuni tratti, soprattutto nella parte iniziale della discesa. Più in basso si perde quota, tendendo leggermente verso destra, per erto pendio temporaneamente fuori dal bosco. Rientrati nella vegetazione si approda in breve al Passo Sasseda1479 m, dal quale si seguono a sinistra i segnavia del sentiero n° 703. Avanzando inizialmente a mezza costa, si lambisce poco più avanti il dorso di una costa boscosa, effettuando poi una netta svolta a sinistra. Dopo pochi minuti di discesa si approda nei pressi del suggestivo e appartato Lago Scuro di Rigoso1525 m. Dopo aver contornato la sponda nord-orientale del lago, si continua per ampia traccia dapprima in lieve salita, poi in leggera discesa. In breve si arriva al bivio situato nei pressi del Lago Verdarolo da cui, seguendo a ritroso il percorso effettuato in salita, si ritorna al punto iniziale.

 

 

 

 

 

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Il Monte Orsaro per lo scivolo est e il Monte Fosco (invernale)

Immagine (FILEminimizer)Il versante est del Monte Orsaro con evidenziato il percorso effettuato dall’autore della relazione

Punto di partenza/arrivo: Cancelli 1236 m

Dislivello: 670 m ca

Durata complessiva: 4,40/5 h

Tempi parziali: I Cancelli-Rifugio Lagdei-Ponte Rotto (45 min) ; Ponte Rotto-inizio Scivolo Est dell’Orsaro (50 min) ; inizio Scivolo Est dell’Orsaro-sommità Orsaro (45 min/ 1h) ; sommità Orsaro-Foce del Fosco (30 min) ; Foce del Fosco-Monte Fosco-Bocchetta del Tavola (40 min) ; Bocchetta del Tavola-Lagdei-I Cancelli (50 min/1 h)

Difficoltà: F+ lo Scivolo Est dell’Orsaro ; EEAI la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: picozza e ramponi

Ultima verifica: gennaio 2018

Riferimento bibliografico: ANDREA GRECI “Appennino di neve e di ghiaccio, Vol 1 – Appennino Tosco-Emiliano – Settore Ovest” IDEA MONTAGNA 2014

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Bosco di Corniglio-I Cancelli

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Bella e panoramica salita invernale al Monte Orsaro che, a causa della sua esposizione, necessita di neve ben assestata.

Dalla località Cancelli, seguendo un’ampia carrareccia percorribile dalle auto, si raggiunge in 15 minuti circa il Rifugio Lagdei1251 m. Appena a destra dell’edificio si imbocca il sentiero n° 727/723 diretto a Lago Santo. Inizialmente si procede in lieve salita all’interno di un rimboschimento a conifere, poi si incomincia a risalire il soprastante pendio boscoso effettuando numerosi tornanti per traccia nella neve molto evidente (a causa della ripidezza del tracciato e della compattezza del fondo nevoso, è necessario procedere fin da subito con i ramponi ai piedi). In circa 25 minuti si guadagna il sommo del pendio dove si incontra un bivio: si abbandona a sinistra il percorso per il Lago Santo, imboccando a destra il sentiero n° 727 diretto a Capanna Schiaffino. Dopo una breve discesa si raggiunge la località Ponte Rotto, dove si guada un rio (si tratta di un ramo del Torrente Parma). Appena dopo si incontra un bivio da cui si continua diritto per sentiero che avanza in leggera salita. Poco più avanti si risale mediante alcuni tornanti una sponda boscosa, approdando infine in un ripiano. Successivamente si attraversa il rio di prima e si riprende a salire compiendo altri tornanti (il percorso, anche in assenza di tracce nella neve, risulta ben evidente grazie all’ottima segnaletica CAI). Raggiunto un bivio (cartelli), si abbandona il segnavia n° 727, imboccando a destra il sentiero n° 727A diretto alla Foce del Fosco. Si varca il rio già incontrato in precedenza e si continua lungo questo percorso solo per poco: infatti, nel momento in cui esso piega a destra in leggera discesa, noi lo abbandoniamo salendo per il pendio boscoso alla nostra sinistra, avendo come punto di riferimento un solco situato un poco a destra. Più in alto si sale tenendo sulla destra una cintura rocciosa, uscendo poi in un pendio più aperto (si tratta di un’area di bosco divelto). Di fronte a noi e alla nostra destra si ergono verticali bancate rocciose: dobbiamo salire in direzione di esse per poi piegare a destra aggirando la base di un risalto. Appena dopo si individua a destra un altro solco che si segue in salita, piuttosto ripida nella parte finale. Si esce così all’aperto e si incomincia la risalita dello spettacolare scivolo est dell’Orsaro. Individuato al centro un evidente ampio canale nevoso, lo si raggiunge e risale con pendenze che aumentano progressivamente, attestandosi comunque intorno ai 40°. Poi si continua senza via obbligata fino a raggiungere la cresta sommitale: in questa sezione è possibile salire diritto/leggermente a sinistra per magnifico e regolare pendio (max 35°), oppure diritto/destra per pendio leggermente più ripido che, a seconda delle condizioni del manto nevoso, risulta meno uniforme e con maggiori probabilità di trovare chiazze erbose. Messo piede sul crinale divisorio, lo si segue a destra raggiungendo in breve la panoramica cima del Monte Orsaro. La vetta offre un panorama grandioso ed è caratterizzata da una stilizzata madonnina in bronzo. Dalla sommità scendiamo per la dorsale N/NE, perdendo inizialmente quota per ripido pendio che potrebbe risultare ghiacciato. Approdati alla sottostante conca, si segue il crinale di destra, per poi spostarsi a sinistra onde recuperare il filo della dorsale spartiacque. Si scende lungo quest’ultima appena a destra di un filare di conifere di reimpianto. Più in basso si entra nella faggeta e si perde quota mantenendosi nei pressi del dorso del crinale. Poi si svolta a destra (segnavia) scendendo ad un bivio (cartelli), immettendosi qui nel percorso n° 727A che si segue a sinistra. Procedendo a mezza costa sulla destra del crinale boscoso, si raggiunge poco dopo la Foce del Fosco1613 m. Dalla sella ci si dirige verso la non lontana cima del Monte Fosco, affrontando inizialmente una salita piuttosto ripida (raramente è presente una traccia nella neve). Dopo un ripiano boscoso si affronta l’ultimo strappo dove si sale a sinistra di un ripido pendio erboso con blocchi rocciosi. Dalla sommità, 1680 m, si scende nel versante opposto entrando subito nella faggeta, seguendo i numerosi e ben posizionati segnavia bianco-rossi. Si perde quota mantenendosi in prossimità dell’ampio crinale boscoso, effettuando qualche svolta nella parte bassa. Messo piede nel sentiero n° 725, lo si segue a sinistra raggiungendo subito la Bocchetta del Tavola1444 m. Da qui si piega a destra scendendo per ampia traccia (CAI n° 725) che poi si abbandona per sentiero a destra. Successivamente si perde quota a sinistra di un ruscello, fino a confluire in una carraia che si segue a destra in discesa. Più in basso, ad un bivio, si sceglie la traccia di sinistra (si può seguire anche quella di destra), giungendo infine in prossimità del ripiano prativo chiamato Roncobuono. Da qui si va a destra per ampia mulattiera oltrepassando un cancello, ignorando appena dopo il sentiero n° 723 che si stacca a destra. Seguendo la bella mulattiera/carraia, che avanza in piano e leggera salita, si raggiunge in circa 10 minuti il Rifugio Lagdei.

 

 

 

 

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Monte Marmagna: cresta nord-est (invernale)

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Punto di partenza/arrivo: Cancelli 1236 m

Dislivello: 615 m

Durata complessiva: 4,15/4,30 h

Tempi parziali: Cancelli-Rifugio Lagdei-Rifugio Mariotti al Lago Santo (1 h) ; Rifugio Mariotti-Lago Padre-sella/punto di partenza cresta NE (40 min) ; sella/punto di partenza cresta NE-Monte Marmagna (50 min/1 h) ; Monte Marmagna-Sella del Marmagna-Rifugio Mariotti al Lago Santo (45 min) ; Rifugio Mariotti-“Le Carbonaie”-Cancelli (45 min/1 h)

Difficoltà: F la cresta nord-est del Marmagna ; EEAI la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo invernale (picozza e ramponi)

Ultima verifica: gennaio 2018

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Bosco di Corniglio-Cancelli (Lagdei)

Immagine (FILEminimizer)Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

La cresta NE del Monte Marmagna è molto panoramica e, in veste invernale, costituisce una valida alternativa al frequentato percorso del crinale SE. La salita è tutto sommato semplice ma con un passaggeto (evitabile) che richiede attenzione. E’ consigliabile affrontare questa ascesa solo con neve ben assestata.

Dalla località Cancelli seguiamo la carrareccia di accesso a Lagdei per circa 10 minuti. Prima di raggiungere il pianoro dove è situato il rifugio, imbocchiamo a sinistra il percorso n° 723A in direzione di Lago Santo. La bella mulattiera risale inizialmente il dorso di una costa boscosa per poi piegare a destra. Da qui inizia un lineare obliquo ascendente (ad un bivio si lascia a sinistra il sentiero n° 723C per le “Carbonaie”) in cui si tagliano ripidi pendii boscosi. Più avanti si attraversa una prima pietraia e si prosegue all’interno della faggeta per traccia un po più ripida. Poco dopo si attraversa una seconda pietraia, rientrando poi nel bosco ed incontrando appena dopo il bivio con il sentiero n° 723B (le “Carbonaie”), che seguiremo al ritorno. Dopo una breve discesa si esce dal bosco giungendo a lambire il limite orientale del Lago Santo. La mulattiera piega a destra contornando dall’alto la sponda NE del lago, conducendo in breve al Rifugio Mariotti1508 m. Si continua costeggiando la sponda NW e SW del lago, incominciando, una volta giunti in corrispondenza della Peschiera, la risalita del soprastante pendio boscoso. Seguendo l’evidente traccia nella neve si guadagna quota effettuando inizialmente alcuni tornanti, per poi procedere in obliquo ascendente. Mediante altri tornanti si risale un breve ma ripido pendio temporaneamente fuori dal bosco, effettuando poi una netta svolta a destra e salendo a fianco di una caratteristica lastra rocciosa all’interno di una pineta. Appena dopo si incontra un bivio (cartelli), dal quale si imbocca a destra il percorso n° 729 diretto a Capanna Schiaffino. Inizialmente si procede verso sinistra in leggera discesa raggiungendo una piccola torbiera (“Padule della Capanna”) situata alla nostra sinistra. Si svolta poi a destra e si sale in obliquo tenendosi alla sinistra di un’area caratterizzata da grossi massi. Rientrati nella faggeta si effettuano alcune piccole svolte (non sempre è presente una traccia nella neve, perciò prestare attenzione ai segnavia sugli alberi) per poi piegare a sinistra penetrando in un rimboschimento a conifere. Dopo una breve discesa, si arriva nei pressi della torbiera conosciuta come Lago Padre1573 m, che si contorna lungo il suo limite sinistro. Rientrati nel bosco, si inizia a risalire il soprastante pendio effettuando diverse svolte e tornanti (attenzione ai segnavia sugli alberi), approdando infine ad una sella che costituisce il naturale punto di inizio della cresta NE del Marmagna. Da qui si abbandona il percorso segnato e si incomincia a risalire la soprastante dorsale boscosa aggirando a destra un piccolo poggetto. Più in alto, spostandosi leggermente a destra, si esce dal bosco e si risale una rampa nevosa sulla destra del limite della vegetazione arbustiva. Poco più avanti si nota a sinistra uno spuntone caratterizzato da una liscia lastra rocciosa solitamente ricoperta di ghiaccio nella stagione invernale. Ci si dirige verso il risalto e lo si scala con grande attenzione, scendendo poi delicatamente per ripide roccette (questo passaggio può essere evitato a sinistra). Si aggira a sinistra un altro piccolo spuntone, per poi rimontare la bellissima e panoramica dorsale tenendosi a sinistra del suo bordo nord/occidentale. Più in alto si raggiunge lo sbocco del “canalino” del Marmagna (fittone arrugginito) e si continua la risalita della ripida dorsale ammirando visuali davvero grandiose. Raggiunto il culmine della cresta, si continua a saliscendi lungo un esposto crinale, per poi calarsi verso sinistra all’interno di una piccola conca. Da qui si risale il breve pendio finale, raggiungendo con soddisfazione la sommità del Monte Marmagna1851 m. Il panorama che possiamo ammirare dalla cima è impareggiabile: nelle terse giornate invernali è possibile scorgere in lontananza L’Isola d’Elba. Dalla vetta si scende lungo il frequentato crinale SE raggiungendo senza alcuna difficoltà la Sella del Marmagna1725 m. Da qui ci si cala nel sottostante vallone compreso tra il suggestivo versante NW del Monte Aquilotto e quello E del Marmagna. Successivamente si perde quota a sinistra di un rio, entrando poco dopo nella faggeta ed approdando al sottostante ripiano (si tratta di una torbiera) con bivio (cartelli). Proseguendo diritto ci si ricongiunge con il percorso effettuato all’andata che si segue fino al Rifugio Mariotti al Lago Santo e, oltre quest’ultimo, fino al bivio con il sentiero n° 723B (le “Carbonaie”) che si imbocca. Nella stagione invernale non sempre è presente una traccia nella neve, di conseguenza il tratto iniziale del percorso risulta piuttosto delicato. Infatti si devono tagliare ripidi pendii nevosi che richiedono molta attenzione e un’attenta valutazione delle condizioni del manto nevoso: in caso di neve fresca e non assestata è assolutamente sconsigliato proseguire. Inizialmente si procede in obliquo ascendente per ripido pendio che poi si attraversa delicatamente. Si continua a mezza costa attraversando il limite superiore di una pietraia, penetrando successivamente nella faggeta. Affrontando altri tratti delicati a causa della ripidezza del pendio, si transita sotto un risalto roccioso, risalendo ancora per un tratto ed effettuando infine una netta svolta a destra. Ci troviamo nell’ampio profilo settentrionale del Monte Sterpara che si incomincia a discendere effettuando alcuni tornanti. Poi si scende in obliquo verso sinistra penetrando in un rimboschimento a conifere. Dopo una svolta a destra si incontra il bivio con il sentiero n° 723C che si stacca a sinistra e che si ignora. Procedendo in direzione est si attraversa un primo ripiano boscoso per poi scendere lungo una sorta di canale. Attraversato un altro ripiano, si continua in direzione est ancora per un breve tratto, svoltando poi repentinamente a sinistra. Si discende mediante ampia curva a sinistra il sottostante pendio boscoso, approdando poco sotto in un altro ripiano. Il percorso continua a perdere quota compiendo alcune svolte per poi allargarsi, dopo una discesa piuttosto ripida e una netta curva a sinistra, ad ampia mulattiera. La si segue procedendo a mezza costa parallelamente alla carrozzabile Cancelli-Lagoni, in inverno adibita a pista per lo sci da fondo. Dopo un’ultima breve ma ripida discesa per sentiero a tornanti, si approda in località Cancelli, punto di partenza della nostra escursione.

 

 

 

 

 

 

 

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Monte Aquilotto: scivolo nord-ovest (invernale)

 

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Punto di partenza/arrivo: Cancelli 1236 m 

Dislivello: 545 m

Durata complessiva: 3,30/4,00 h

Tempi parziali: Cancelli-Rifugio Lagdei-Rifugio Mariotti al Lago Santo (1,00 h) ; Rifugio Mariotti-Monte Aquilotto (45 min/1,00 h) ; Monte Aquilotto-Lago Santo-Lagdei-Cancelli (1,30 h)

Difficoltà: F+ (alpinistico)

Attrezzatura: picozza e ramponi

Ultima verifica: aprile 2014

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Ghiare di Corniglio-Bosco di Corniglio-Cancelli

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Descrizione dell’itinerario

Dalla località Cancelli raggiungiamo in 10 minuti il Rifugio Lagdei seguendo l’ampia carrareccia aperta alle auto. Appena a destra dell’edificio, imbocchiamo il sentiero n° 727/723, molto frequentato anche nella stagione invernale. Il pendio piuttosto ripido e la compattezza del fondo nevoso all’interno della pista, consigliano di calzare i ramponi. Il percorso, effettuando diverse svolte in costante salita, conduce ad un bivio con cartelli posto al sommo del ripido pendio boscoso. Lasciamo a destra il sentiero n° 727 per Capanna Braiola (Schiaffino) e proseguiamo a sinistra. Segue un tratto in piano e poi in leggera salita, dopo il quale si attraversa la pista da sci passando sotto i cavi della seggiovia. Rientrati nel bosco, continuiamo a seguire l’ampia traccia che conduce, dopo un’ultima rampa in cui è possibile trovare strati di ghiaccio, al Lago Santo e al vicino Rifugio Mariotti 1508 m. Contorniamo la sponda meridionale del lago e, in corrispondenza della vecchia peschiera, iniziamo la salita per il pendio boscoso seguendo l’ottima traccia nella neve del percorso n° 723. Dopo alcune svolte e un tratto a destra di alcune caratteristiche placche di arenaria, giungiamo ad un primo bivio con paletto e cartelli. Ignoriamo a destra il sentiero n° 729 per Capanna Braiola e, al bivio successivo (cartelli), collocato pochi metri dopo il primo, proseguiamo diritto, lasciando a sinistra il percorso n° 719 diretto alla Sella dello Sterpara e Passo delle Guadine. Dopo un breve tratto di bosco, usciamo in vista del magnifico vallone compreso tra il versante nord-est del Marmagna e la bastionata nord/nord-ovest del Monte Aquilotto. La parete nord di quest’ultimo presenta nella stagione invernale diverse linee di salita: noi seguiremo l’ampio scivolo-canale al centro della bastionata. Giunti all’interno del vallone, abbandoniamo la traccia nella neve (diretta alla vicina Sella del Marmagna), andando in direzione dell’evidente scivolo che solo nel tratto finale assume la caratteristiche di un ampio canale. La pendenza aumenta progressivamente, sfiorando i 40° di inclinazione verso l’uscita. Raggiunto il crinale, superiamo con attenzione il ripido ed esposto pendio che precede la sommità del Monte Aquilotto 1781 m. Dalla cima scendiamo per il crinale ovest prestando attenzione al roccioso e ripido salto iniziale. Giunti alla panoramica Sella del Marmagna 1725 m, possiamo raggiungere l’omonima cima salendo per l’ampio crinale est (30 min A/R). Dalla sella seguiamo in discesa il frequentato (in ogni stagione) sentiero 723, facendo ritorno al Rifugio Mariotti al Lago Santo. Dal rifugio contorniamo tutta la sponda settentrionale del lago imboccando, una volta raggiunto il suo limite orientale, il percorso 723A. Dopo qualche minuto si giunge ad un bivio con cartelli: abbandoniamo la mulattiera contrassegnata 723A e andiamo a destra per il sentiero 723B (Le Carbonaie). Nella stagione invernale non sempre è presente una traccia nella neve, di conseguenza il tratto iniziale del percorso risulta piuttosto delicato. Infatti si devono tagliare ripidi pendii nevosi che richiedono molta attenzione e un’attenta valutazione delle condizioni del manto nevoso: in caso di neve fresca e non assestata è assolutamente sconsigliato proseguire. Inizialmente si procede in obliquo ascendente per ripido pendio che poi si attraversa delicatamente. Si continua a mezza costa attraversando il limite superiore di una pietraia, penetrando successivamente nella faggeta. Affrontando altri tratti delicati a causa della ripidezza del pendio, si transita sotto un risalto roccioso, risalendo ancora per un tratto ed effettuando infine una netta svolta a destra. Ci troviamo nell’ampio profilo settentrionale del Monte Sterpara che si incomincia a discendere effettuando alcuni tornanti. Poi si scende in obliquo verso sinistra penetrando in un rimboschimento a conifere. Dopo una svolta a destra si incontra il bivio con il sentiero n° 723C che si stacca a sinistra e che si ignora. Procedendo in direzione est si attraversa un primo ripiano boscoso per poi scendere lungo una sorta di canale. Attraversato un altro ripiano, si continua in direzione est ancora per un breve tratto, svoltando poi repentinamente a sinistra. Si discende mediante ampia curva a sinistra il sottostante pendio boscoso, approdando poco sotto in un altro ripiano. Il percorso continua a perdere quota compiendo alcune svolte per poi allargarsi, dopo una discesa piuttosto ripida e una netta curva a sinistra, ad ampia mulattiera. La si segue procedendo a mezza costa parallelamente alla carrozzabile Cancelli-Lagoni, in inverno adibita a pista per lo sci da fondo. Dopo un’ultima breve ma ripida discesa per sentiero a tornanti, si approda in località I Cancelli, punto di partenza della nostra escursione.

 

 

 

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Monte Marmagna: Canale Nord-Ovest (invernale)

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Punto di partenza/arrivo: Rifugio Lagdei (1250 m)

Dislivello: 600 m

Durata complessiva: dalle 3,45 alle 5,00 h 

Tempi parziali: Cancelli-Ponte Rotto (1-1,15 h) ; Ponte Rotto-bivio nei pressi di Capanna Braiola (30-45 min) ; bivio Capanna Braiola-Canale Nord/Ovest-Marmagna (1/1,45 h) ; Marmagna-Lago Santo-Lagdei-Cancelli (1,15-1,30 h)

Difficoltà: PD-/PD

Periodo consigliato: gennaio/aprile

Attrezzatura: ordinaria da alpinismo invernale

Ultima verifica: febbraio 2015

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Ghiare di Corniglio-Bosco di Corniglio-Cancelli-Lagdei

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Descrizione dell’itinerario

Dal Rifugio Lagdei (nei mesi invernali è altamente consigliabile lasciare l’auto in località Cancelli e percorrere a piedi il tratto di strada per il rifugio) si imbocca il sentiero n° 727 che inizia esattamente sulla destra dell’edificio. Nel manto nevoso è solitamente presente una traccia molto battuta, essendo questo il percorso più seguito per raggiungere il Rifugio Mariotti al Lago Santo: proprio per il suddetto motivo, si consiglia di calzare anzitempo i ramponi, infatti la ripidezza del pendio, nonché la compattezza della neve nella pista creata dagli innumerevoli passaggi, renderebbero ardua e oggettivamente pericolosa la salita (per non parlare della discesa!). Effettuando diversi tornanti, alcuni dei quali decisamente ripidi, si approda al sommo della sponda boscosa incontrando un bivio (paletto con cartelli), dal quale occorre svoltare a destra in direzione Capanna Braiola (Schiaffino). Dopo una breve discesa, si giunge in località Ponte Rotto (quest’ultimo è situato alla nostra destra), dove si guada un ruscello (si tratta di un ramo del Torrente Parma), oltre il quale, ad un bivio (paletto con cartelli), si prosegue diritto, lasciando a destra il percorso contrassegnato 723. Per raggiungere Capanna Braiola, non sempre è presente una traccia nella neve, anche se il percorso non presenta particolari problemi di individuazione: è sufficiente seguire i ben posizionati segni bianco/rossi sugli alberi. Il sentiero, dopo un tratto in leggera salita sulla destra dell’appena menzionato ramo del Torrente Parma, inizia con alcuni tornanti a risalire una sponda boscosa. Segue un tratto in piano (prestare attenzione ai segnavia sugli alberi), per poi affrontare una nuova salita. Raggiunto un bivio con cartelli, si continua a sinistra lasciando a destra il segnavia n° 727A, che prosegue in direzione della Foce del Fosco. La traccia, dopo un traverso ascendente dove è possibile incontrare ghiaccio, svolta a destra e sale tagliando un ripido pendio boscoso che costituisce la sponda destra orografica della valletta formata dal ramo del Torrente Parma. Si esce progressivamente dal bosco, giungendo poco più avanti ad un bivio (cartelli) a poca distanza da Capanna Braiola o Schiaffino, 1605m, raggiungibile con breve deviazione a destra. Proseguiamo diritto in direzione della Sella del Braiola, lasciando a sinistra il percorso n° 729. Si continua a salire contornando dapprima il limite del bosco, per poi uscirne definitivamente, penetrando all’interno del magnifico vallone delimitato a sinistra dalla bastionata nord-ovest del Marmagna . Il canale che saliremo è evidentissimo: dalla dorsale nord taglia al centro la bastionata in questione. Liberamente ci si dirige verso il fondo del canale, ammirando un paesaggio che ha pochi eguali in fatto di maestosità. Il pendio diviene progressivamente più ripido e, una volta entrati nel canale, lo si risale al centro. La pendenza aumenta verso l’uscita, non oltrepassando per i 3/4 del suo precedente sviluppo i 40°, per poi impennarsi nel tratto finale raggiungendo i 45°/50°. Dopo abbondanti nevicate può essere presente una spessa cornice che rende l’uscita decisamente impegnativa, soprattutto se ci si tiene nella sua parte sinistra. Usciti dal canale, il percorso è immediato: si sale a destra per la panoramica dorsale nord-est tenendosi sulla sinistra del suo limite destro. Non senza fatica, si raggiunge il sommo della cresta/dorsale, da cui si prosegue per aerea crestina ammirando visuali grandiose. Successivamente ci si cala verso sinistra alla sottostante conchetta, situata poco sotto la sommità del Marmagna, immettendosi qui con il percorso 00 che risale il crinale nord-ovest. Un’ultima breve salita e si guadagna con soddisfazione la magnifica cima, 1851 m, da cui è possibile ammirare un panorama grandioso (nelle giornate terse è visibile L’Isola d’Elba!). La discesa dalla sommità è semplice: è sufficiente seguire il frequentato percorso per il crinale sud-est mediante il quale si scende all’ampia e panoramica Sella del Marmagna. Una ben marcata traccia nella neve conduce al centro del sottostante vallone compreso tra il versante E-NE del Marmagna e la bastionata N-NW dell’Aquilotto. Successivamente si perde quota a sinistra di un rio, entrando poi nel bosco ed approdando al sottostante ripiano. Al primo dei due bivi, collocati a poca distanza l’uno dall’altro, andiamo diritto, mentre al secondo svoltiamo repentinamente a destra. Si scende costeggiando una caratteristica lastra rocciosa per poi curvare a sinistra. Effettuando alcuni tornanti per ripido pendio ripido temporaneamente fuori dal bosco, si piega successivamente a sinistra, perdendo quota in obliquo all’interno della magnifica faggeta. Un’ ultima discesa a tornanti e si approda nella sponda sud/occidentale del Lago Santo, nei pressi della Peschiera. Per raggiungere il vicino Rifugio Mariotti, 1507 m, è sufficiente costeggiare a sinistra la sponda del lago (negli inverni rigidi e nevosi è possibile attraversare direttamente il lago, opzione da escludere categoricamente nel periodo primaverile!). Dal rifugio si sale brevemente contornando dall’alto la sponda N/NE del magnifico specchio d’acqua, raggiungendo poco dopo un bivio (cartelli). Si imbocca a sinistra il ben marcato sentiero n° 723 che, dopo un obliquo discendente, attraversa la pista da sci, per poi rientrare all’interno del bosco. In breve si ritorna al primo bivio incontrato all’inizio dell’escursione, e quindi a Lagdei-Cancelli.

 

 

 

 

 

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