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Archivi categoria: Alpi Apuane

Monte Spallone: Cresta Sud

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Punto di partenza/arrivo: Colonnata 538 m

Dislivello: 1100 m

Durata complessiva: 5,30/6 h

Tempi parziali: Colonnata-Foce Luccisa (1,20 h) ; Foce Luccisa-Monte Spallone (1,30/2 h) ; Monte Spallone-Foce della Faggiola (30 min) ; Foce della Faggiola-Foce Luccisa-Colonnata (2 h)

Difficoltà: EE+/ F 

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2015

Accesso stradale: Carrara-Colonnata

Descrizione dell’itinerario

La cresta sud dello Spallone costituisce un itinerario di particolare interesse e pregio ambientale, nonostante la vicinanza di cave di marmo ancora attive.

Dalla piazzetta di Colonnata, assecondiamo a destra i ben posizionati segnavia del sentiero 38 in direzione Case Vergheto e Foce Luccisa. Dopo aver attraversato il borgo, entriamo nel bosco seguendo l’ottima traccia a mezza costa all’interno di una valletta. Giungiamo poco dopo in prossimità di un ponte: l’attraversiamo e continuiamo lungo il sentiero che risale la sponda opposta della valle. Si procede per l’ottima ed evidente traccia che effettuando diversi tornanti permette di guadagnare quota senza troppa fatica. Giunti su una costa boscosa, lasciamo a destra una traccia e continuiamo a sinistra, entrando poco dopo nel magnifico e antico nucleo di Case Vergheto 850 m. Usciti dal borgo troviamo subito un bivio evidente: lasciamo a sinistra il sentiero 195 per Cima d’Uomo e proseguiamo a destra seguendo lo stesso segnavia di prima (38). L’ampia traccia, con andamento a mezza costa, attraversa alcuni suggestivi ruderi, procede in leggera salita, e, tramite alcuni tornanti, conduce alla panoramica Foce Luccisa 1034 m. Poco prima di essa si diparte sulla sinistra il sentiero 172 che percorreremo al ritorno. La cresta sud del Monte Spallone, nella sua parte inferiore, si sdoppia in due rami che si saldano in un nodo orografico al di sopra di un taglio di cava: noi percorreremo quello sinistro (orografico). Dalla foce seguiamo il filo di cresta che si presenta all’inizio come un’ampia dorsale erbosa con rocce affioranti. Senza percorso obbligato approdiamo su una prima altura, dopo la quale la cresta diviene più marcata. Continuiamo a seguire il filo giungendo nelle vicinanze di un diroccato rifugio di cavatori dominato da un ampio taglio di cava. Con grande attenzione percorriamo l’esile cresta, delimitata a sinistra dal taglio e a destra da ripidi pendii. Continuiamo a salire in direzione del soprastate ramo della cresta sud, scalando ripide e friabili roccette che richiedono attenzione (qualche passo di I° e II°-). Giungiamo infine nel menzionato nodo orografico, dove il ramo di sinistra (orografica), che stiamo percorrendo, si salda con quello di destra: la continuazione verso valle di quest’ultimo forma una dorsale culminante nella Cima d’Uomo. Ora inizia la parte più interessante del percorso. Procediamo lungo l’esposta cresta seguendone rigorosamente il filo. Dopo una prima quota, è necessario aggirare alcuni spuntoni tenendosi prima a destra e poi a sinistra. La cresta diviene in seguito più ripida: la si segue costantemente superando diversi passaggi di I° e un breve risalto più ripido di II°. Dopo una breve discesa si giunge ad una piccola selletta alla base di un erto spigolo a placche: lo scaliamo (II°, roccia buona) e proseguiamo superando placchette e muretti, guadagnando così la sommità dell’ultima quota che precede la vetta dello Spallone. Con attenzione scendiamo per l’esposta cresta fino ad una marcata sella erbosa. Continuiamo lungo la ripida dorsale di paleo e roccette approdando, dopo 20 minuti di faticosa salita, sulla cima del Monte Spallone 1636 m. Dalla sommità scendiamo lungo la cresta sud-ovest in direzione Foce della Faggiola 1455 m. Dopo una prima ripida discesa lungo friabili lastre rocciose, si scavalcano due panoramiche alture. La cresta diviene in seguito più ampia e meno marcata. Senza percorso obbligato scendiamo per la dorsale intercettando, ormai in prossimità della Foce della Faggiola, un sentiero con segnavia bianco-rossi che seguiamo a sinistra. L’esile traccia taglia espostamente, a mezza costa, il ripido pendio di paleo. Ritornati nelle vicinanze della cresta sud dello Spallone, in prossimità di un muretto di sassi posto poco più in alto, la traccia vira a destra e, in ripida discesa lungo una dorsale erbosa, conduce in un canale. Prestando attenzione ai segnavia, piuttosto sbiaditi, seguiamo il sentierino che inizialmente si sposta a sinistra attraversando il canale, per poi svoltare a destra. Percorriamo in seguito una dorsale con massi in direzione della sottostante cava. Giunti in prossimità della recinzione della cava, traversiamo a sinistra verso un ravaneto che discendiamo nel suo margine destro. Approdati al culmine della cava dismessa, la discendiamo utilizzando alcune ripide rampe di gradini intagliati nel marmo. Giunti alla base, seguiamo in discesa l’ampia carrareccia di accesso (segnavia evidenti e ben posizionati). Ad un bivio, imbocchiamo una carraia in salita cui fa seguito una ripida discesa assistita da alcune catene. La traccia, in prossimità di un segnavia, vira a sinistra (cavo d’acciaio), attraversando espostamente il ripido pendio che termina in basso in cave di marmo ancora attive. L’ottimo sentiero taglia a mezza costa il versante meridionale dello Spallone, oltrepassa il ramo destro (orografico) della cresta e confluisce nel sentiero 38 poco sotto la Foce Luccisa. Rientriamo a Colonnata seguendo il percorso effettuato in salita.

 

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Pubblicato da su 12 novembre 2015 in Alpi Apuane, Alpinismo, Escursionismo

 

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