Rio Golotta e Monte Dosso

Punto di partenza/arrivo: Varsi, 426 m

Dislivello: 850 m ca.

Durata complessiva: 4 h

Tempi parziali: Varsi-Rio Golotta-Monte Dosso (2 h) ; Monte Dosso-Corlina-Varsi (2 h)

Difficoltà: E/E+

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: dicembre 2021

Accesso stradale: Varsi è raggiungibile da Fornovo di Taro in circa 29 km seguendo la SP 28, transitando per Varano dé Melegari

www.opentreetmap.org

Descrizione dell’itinerario 

Interessante escursione che si svolge su carraie e sentieri segnati, in ambiente solitario e suggestivo 

Dal centro di Varsi si prosegue lungo la SP 28 in direzione di Bardi, abbandonandola appena dopo il ponte sul Rio Golotta. Imboccato il percorso n° 814b, si avanza in lieve/moderata salita nella sponda sinistra orografica della valletta formata dal corso d’acqua. Più in alto si costeggia un campo (vecchio muretto a secco) e raggiunto un bivio (indicazioni) si abbandona l’ampia traccia fin qui seguita, prendendo a sinistra un sentiero. Immessosi più avanti in un altro percorso, lo si asseconda a sinistra fino ad attraversate il Rio Golotta (purtroppo ingombro di rifiuti) mediante ponticello. Assecondando una comoda mulattiera, inizialmente con andamento pianeggiante e in lieve discesa, ci si innesta poco più avanti nella strada per Rocca di Varsi. Sulla sinistra si scorge (indicazioni) la continuazione del percorso per le Cascate del Golotta e per il Monte Dosso. Dopo una salita per stradello in parte cementato, si incontra un trivio (indicazioni) dal quale si prosegue lungo il tracciato di destra. Si avanza inizialmente in piano costeggiando dei campi, volgendo poi a sinistra e riprendendo a salire nella valletta formata dal Rio Golotta. Procedendo nella sua sponda destra orografica, si trascura un’inerbita traccia che scende verso il corso d’acqua e, raggiunta una fontana (Funtanein), si continua per sentiero abbastanza trascutato. La traccia si presenta in alcuni punti scoscesa e ripida nonché in un tratto alquanto invasa da vegetazione varia. Giunti al livello del rio, si volge nettamente a sinistra fino ad un bivio con indicazioni. Trascurato il percorso che conduce ai piedi della prima cascata del Rio Golotta (allo stato attuale il sentiero risulta pressoché impercorribile in quanto inglobato da vegetazione spinosa), si prosegue diritto e al bivio che si presenta subito dopo (indicazioni) si continua a destra. Anche nel tratto successivo dovremo fare i conti con vegetazione invadente, rami e sterpaglie, trascurando inoltre percorsi che si staccano ai lati. Raggiunto un paletto/segnavia, si abbandona l’ampia traccia fin qui seguita, prendendo a destra un labile sentiero che procede inizialmente in discesa. Assecondando un percorso invaso da vegetazione fastidiosa e ostacolato da tronchi d’albero, si rientra poi nella valletta del Rio Golotta. Poco più avanti, mediante sentiero che si stacca a destra, si arriva alla base della seconda, spettacolare cascata del Golotta. Ripreso il percorso principale, che nella sezione successiva si presenta poco evidente e con segnaletica scarsa, si guadagna ripidamente quota abbandonando progressivamente la valletta formata dal corso d’acqua. Per sentiero successivamente più incavato, si sale sempre in modo piuttosto sostenuto effettuando alcuni tornanti, fino ad innestarsi in una carraia (n° 814a). L’assecondiamo a sinistra procedendo in lieve discesa e in piano, trascurando a destra un percorso secondario ed inserendosi in un’altra carraia (indicazioni). La seguiamo a destra guadagnando ripidamente quota, trascurando ai lati un paio di percorsi e riavvicinandosi alla valletta formata dal Rio Golotta. Effettuato un tornante sinistrorso e una svolta a destra, al bivio che si presenta in corrispondenza di alcuni resti murari, si continua (indicazione) per il percorso di sinistra. Si sale abbastanza ripidamente per ampia traccia costeggiando un suggestivo muretto a secco e ammirando ruderi di vecchie capanne. Continuando a destra al bivio che si presenta più in alto, ci si dirige verso un’area disboscata e la si attraversa trascurando ai lati tracce secondarie. Si prosegue per il solitario percorso all’interno di un interessante ambiente boschivo, ignorando, in corrispondenza di un’altra area di rado bosco, una più invitante mulattiera che si stacca a sinistra. Dopo una faticosa salita lungo il margine dell’area disboscata, si volge a sinistra trascurando un percorso che prosegue diritto. Continuando a guadagnare quota in modo sostenuto e andando a sinistra ad un bivio, si giunge più in alto nei pressi di un’area di rado bosco delimitata da alcuni dirupi. Trascurata a destra un’ampia traccia, si sale per sentiero fino ad un ripiano, continuando poi lungo il margine dell’area disboscata. Il percorso guadagna ripidamente quota assecondando per un tratto un notevole affioramento roccioso, dirigendosi verso la dorsale nord-est del Monte Dosso. Guadagnato il boscoso crinale, si presenta subito un bivio da cui si può scegliere se conquistare la cima per il sentiero più diretto e ripido (814b, sinistra), oppure mediante un percorso meno faticoso (814a, destra). Optando per la prima possibilità, ci impegna subito con un’ascesa particolarmente erta e malagevole lungo il filo della dorsale, continuando poi meno ripidamente per traccia non particolarmente incavata. Dopo un secondo strappo piuttosto ripido per crinale con affioramenti rocciosi, e un terzo più breve rispetto ai precedenti, si raggiunge un ripiano. Poi, per sentiero meno faticoso, si esce dalla copertura boscosa in corrispondenza dei prati sommitali del Monte Dosso, guadagnando a sinistra la cima vera e propria – 1250 m – contraddistinta da una graziosa chiesetta. Dopo una meritata sosta, ci si dirige verso un tavolo con panche situato in corrispondenza del limite del bosco e per ampia traccia ci si innesta quasi subito in una carraia trasversale. Assecondando il percorso a destra, si perde quota costeggiando più in basso il margine di un’ampia area disboscata. Al bivio che si incontra in seguito, si prosegue a destra (n° 814a) in direzione di Corlina, iniziando presto a scendere ripidamente. Assecondando una dorsale boscosa, si approda più in basso in un’ampia sella con incrocio di percorsi. Da qui si consiglia una breve digressione al fine di conquistare la cima del Monte Pelato. Proseguendo diritto all’incrocio, si asseconda un’ampia traccia che conduce alla sommità di un’altura. Dopo una discesa nell’ambito di radure arbustive, si raggiunge la cima del Monte Pelato, 1067 m, da cui si ammira una bella visuale sul Monte Barigazzo. Ritornati alla sella di prima, si scende a sinistra (destra se abbiamo trascurato la possibile digressione al Monte Pelato) costeggiando per un tratto il margine di un’ampia area disboscata, ignorando un percorso che si stacca a sinistra. Si continua lungamente per il ripido, dissestato nonché monotono tracciato, compiendo diverse svolte. Molto più in basso si procede pressoché in piano costeggiando belle radure (vecchio muretto a secco) e poco prima di raggiungere una casa (località La Piastra) si abbandona il percorso fin qui seguito. Imboccata a destra una carraia (forse originariamente una vecchia mulattiera come denotano i muretti a secco che affiancano il tracciato), si perde ripidamente quota, optando per il ramo di sinistra nel momento in cui essa si sdoppia. Contornando il sommo di pendii prativi, si guadagna più in basso l’erboso e panoramico (notevole visuale sull’ofiolitico Groppo della Rocca) dorso della costa che fin qui abbiamo assecondato. Trascurata una carraia a destra, si scende diritto fino ad entrare nel nucleo di Corlina, 670 m, innestandosi qui in una sterrata. Assecondandola a destra e ammirando belle visuali sul Monte Carameto, ci si dirige verso il vicino nucleo agricolo di Segate. Prima di entrare in esso, si prende a destra (indicazioni) un’ampia traccia in salita che costituisce la continuazione del segnavia n° 814a. Varcato un corso d’acqua, si volge a sinistra e, procedendo in modo pianeggiante, si contorna il margine di panoramici campi recintati. Il comodo percorso valica alcune coste e si presenta spesso deteriorato e insolcato in quanto sfruttato da appassionati di moto da enduro. Entrati nella valle formata dal Rio Golotta, si varca quest’ultimo al sommo di un’interessante cascata, attraversando appena dopo un altro corso d’acqua. Procedendo successivamente in piano/lieve salita, si raggiunge il bivio con il sentiero n° 814b seguito all’andata. Ripercorso il breve tratto di carraia in cui il segnavia n° 814b è in comune con il n° 814a, si continua poi lungo quest’ultimo in direzione di Varsi. Si perde quota all’interno di un interessante ambiente boschivo, trascurando ai diversi bivi (indicazioni) percorsi laterali e ammirando in alcuni punti interessanti muretti a secco. Raggiunto un ulteriore bivio (indicazioni) in corrispondenza di una vecchia costruzione diroccata, si prende il tracciato di sinistra che scendendo ripidamente conduce nella strada Varsi-Lubbia, poco prima del nucleo di Perotti. Seguendo a sinistra la stradina, si imbocca poco dopo sulla destra Via Pontremoli che attraversa in discesa la parta alta e più antica del paese di Varsi