Cima Capi: ferrate Fausto Susatti e Mario Foletti

Punto di partenza/arrivo: Biacesa, 415m

Dislivello: 500 m ca.

Durata complessiva:

Tempi parziali:

Difficoltà: EEA, da facili a mediamente difficili (A/B), le ferrate Fausto Susatti e Mario Foletti ; E (con un tratto EE) la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da ferrata

Ultima verifica: agosto 2021

Accesso stradale: da Riva del Garda, seguendo la SS 240 si raggiunge in circa 5 km Biacesa di Ledro (ampio parcheggio a sinistra prima di entrare in paese)

www.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario 

Classicissima combinazione di due facili ferrate su una delle più spettacolari cime dell’Alto Garda. In considerazione della notevole frequentazione, i tempi di percorrenza possono variare in modo significativo. 

Da Biacesa si seguono le indicazioni per il Bivacco Arcioni e la Ferrata Susatti attraversando interamente il nucleo abitato. Al bivio che si presenta più in alto, si prende a destra il Senter dei Bech, salendo all’inizio piuttosto ripidamente su stradello cementato. Successivamente si incomincia ad avanzare a mezza costa per ottimo e comodo sentiero, costeggiando in un tratto strapiombanti pareti. Dopo alcuni tornanti, si trascura a sinistra (indicazioni) il Sentiero Attrezzato delle Lastre, riprendendo ad avanzare nella direzione di prima (est) immersi in splendido ambiente boschivo dalle caratteristiche mediterranee. Più avanti si discendono e risalgono delle roccette lisciate, procedendo poi con andamento in gran parte pianeggiante, ammirando notevoli visuali sul Lago di Garda. Dopo un notevole punto panoramico, si cammina sotto a dei caratteristici strapiombi e soffitti, per poi affrontare una ripida salita che conduce ad un altro punto panoramico. Trascurato il percorso n° 405 proveniente da Riva, si continua a guadagnare quota assecondando una sorta di crinale, transitando a fianco di alcune grotte. Dopo una ripida salita, un tornante sinistrorso e una cengia/rampa, si raggiunge un pulpito a destra del quale si trova l’attacco della Ferrata Fausto Susatti

A (facile) – B (media difficoltà) – C (difficile) – D (molto difficile) – E (estremamente difficile)   

Si scala inizialmente un facile canale con staffa metallica, cui fa seguito un altro canalino ben gradinato (A+). Avendo come direttrice la cresta sud di Cima Capi, si prosegue su traccia fino a raggiungere una grotta. Da qui si scala a sinistra una facile rampa che presenta un singolo passaggio piuttosto ripido ma agevolato da staffa metallica (A+). Effettuato un traverso a destra, ci si impegna con un’ascesa più interessante in cui si scala una placchetta e un canalino addomesticati da staffe metalliche (A/B). Si prosegue poi facilmente assecondando la spettacolare cresta, superando più in alto, con un passaggio piuttosto esposto in traverso, una bella e liscia placchetta (A/B). Un breve ma ripido canalino servito da tre staffe metalliche (A/B) e un paio di gradini, precedono un tratto facile in cui si avanza sulla sinistra del filo di cresta. Giunti in corrispondenza di una grotta, si scala un canalino ripido ma agevolato da staffe (A/B), continuando successivamente su rocce gradinate. Scalato un muretto con staffe, si effettua un brevissimo traverso a sinistra che precede un secondo a destra (B). Superato un breve gradino verticale (staffe), si supera un canalino abbastanza ripido per poi doppiare, con un passaggio piuttosto esposto, uno spigolo (A/B). Un facile canale precede la fine di questa interessante sezione di ferrata. Si prosegue per sentiero passando sopra ad un bunker, superando poi un breve e facile canalino servito da staffe (A+). Sempre assecondando il filo di cresta, si avanza per ottima traccia attraversando un paio di fenditure. Conquistata una sorta di anticima, si perde quota per un breve tratto e in corrispondenza di una grotta si scala un facile canale attrezzato (A). Poco più avanti si raggiunge la splendida sommità di Cima Capi, 909 m, da cui si ammira una straordinaria visuale sul sottostante Lago di Garda. Dopo una meritata sosta, si incomincia la discesa lungo il sentiero n° 405, calandosi poco più in basso per canale roccioso. Si continua a perdere quota piuttosto ripidamente a fianco di postazioni belliche, assecondando successivamente una spettacolare cresta con alcuni facili tratti attrezzati. Raggiunto il punto di atterraggio degli elicotteri, si continua ancora per un tratto lungo il magnifico sentiero di crinale, per poi assecondare una suggestiva cengia/rampa (bunker). Al bivio che si presenta al termine della salita (indicazioni), si prende a sinistra il sentiero n° 460 che conduce alla vicina Ferrata Mario Foletti. Ignorata una traccia che sale a destra ed attraversata una trincea, si raggiunge l’inizio del percorso attrezzato. Si effettua subito un bel traverso su spettacolare ed area placca sfruttando staffe e buoni appoggi (A/B), scalando poi verso destra una rampa con muretto iniziale piuttosto liscio (B). Insistendo lungo la rampa ben gradinata (A+), si effettua più in alto un esposto traverso su placca facilitato da staffe metalliche (A/B). Dopo una ripida discesa su roccia lisciata (B), termina il percorso attrezzato (targa dedicata a Mario Foletti). Si scende per sentiero fino a raggiungere una panchina sotto verticali pareti, affrontando poi una contropendenza. Al termine di quest’ultima, si approda al Bivacco Arcioni, 858 m, posto ideale per una sosta ristoratrice. Raggiunta la vicina chiesa di S. Giovanni, si ritorna a Biacesa assecondando la mulattiera d’accesso (n° 460 e n° 417), trascurando i sentieri n° 460B e n° 417 che si staccano a destra. Il percorso, soprattutto nella parte mediana e bassa, risulta costantemente ripido e in diverse sezioni cementato. Inseritosi in uno stradello ciottolato, lo si segue a sinistra costeggiando i prati e le case della località Caregna, fino ad immettersi nella stradina percorsa all’andata a poca distanza da Biacesa