Il Monte Marmagna dal Ponte del Cogno

Punto di partenza/arrivo: Ponte del Cogno, 984 m

Dislivello: 870 m ca.

Durata complessiva: 5 h

Tempi parziali: Ponte del Cogno-Cancelli (40 min) ; Cancelli-Lago Santo (50 min) ; Lago Santo-Monte Marmagna (50 min) ; Monte Marmagna-bivio Capanna Braiola (30 min) ; bivio Capanna Braiola-Roncobuono (1,25 h) ; Roncobuono-Ponte del Cogno (40 min)

Difficoltà: E/E+

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: giugno 2021

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Bosco di Corniglio. Da quest’ultima località si continua in direzione di Lagdei per circa due km, parcheggiando l’auto in corrispondenza dell’imbocco di una carraia, subito dopo il Ponte del Cogno

Descrizione dell’itinerario 

Escursione di grande interesse, forse una delle più complete di quelle proposte nel presente blog relativamente all’Alta Val Parma. 

Imboccato, a fianco di una fontana, il sentiero n° 725C, si procede inizialmente tra folta vegetazione parallelamente al Torrente Parma di Lago Santo. Compiuto un tornante sinistrorso, si sale per poco fino ad immettersi in una carraia nell’ambito di un’area disboscata. Anziché assecondare il percorso a destra, si continua diritto per inerbita traccia d’esbosco, tagliando in questo modo un tornante sinistrorso della carraia. Mediante quest’ultima si penetra poco dopo nella copertura boscosa, iniziando una lenta e progressiva salita nella sponda destra orografica della valle formata dal Torrente Parma di Lago Santo. Ammirando la bellezza dell’ambiente boschivo in cui siamo immersi e trascurando percorsi che si staccano a sinistra, si raggiunge molto più avanti un ripiano con conifere. Attraversata quest’area, ci si immette in una carraia (n° 725b), proveniente dalla carrozzabile Cancelli-Lagdei, che si segue a sinistra. Si effettuano alcuni comodi tornanti fino ad imboccare un sentiero che si stacca a sinistra. Si avanza inizialmente verso nord-est per poi compiere un tornante destrorso oltre il quale il tracciato è ostruito da un paio di conifere divelte. Aggirato l’ostacolo a sinistra, si continua per sentiero poco incavato, fino a valicare un dorsale e raggiungere l’ampio parcheggio della località Cancelli1236 m. Imboccato a destra il Sentiero delle Carbonaie (n° 723B), si sale nei primi metri piuttosto ripidamente, volgendo quasi subito a sinistra. Si avanza in direzione sud-est in modo progressivamente meno ripido, fino a svoltare repentinamente a destra e lambire, poco sopra, una piazzola di carbonaia. Si continua affrontando qualche ripido strappo, volgendo in seguito a destra e procedendo per un tratto in direzione ovest. Alternando salite a ripiani boscosi con carbonaie, si guadagna un’ampia sella da cui si trascura il percorso n° 723C che scende verso Lagdei. Si svolta invece a sinistra guadagnando quota tra conifere, avanzando poi in direzione sud-est. Seguono alcuni tornanti mediante i quali si risale il boscoso profilo settentrionale dell’ultima elevazione degli Sterpari. Valicata, mediante svolta a sinistra, la dorsale, si procede a mezza costa per il bellissimo tracciato transitando ai piedi di un caratteristico risalto d’arenaria che forma un estetico spigolo (notevole esemplare di faggio a sinistra di quest’ultimo). Perdendo anche qualche metro di quota, si attraversa in seguito il sommo di panoramiche pietraie, volgendo poi a destra. Dopo una breve discesa, ci si innesta nella mulattiera contrassegnata n° 723A, che si asseconda a sinistra verso il vicino Lago Santo. Usciti poco più avanti dalla copertura boscosa, si oltrepassa il solco formato dal Torrente Parma di Lago Santo, costeggiando appena dopo una bella lastra d’arenaria. Raggiunto l’emissario di Lago Santo1508 m, anziché dirigersi verso il Rifugio Mariotti, si prosegue a sinistra (percorso n° 723B), guadando inizialmente il corso d’acqua. Assecondando i segnavia, si costeggia tutta la sponda orientale dello specchio d’acqua caratterizzata da un’ampia pietraia. Penetrati in seguito nella faggeta, ci si alza di poco piegando subito a destra, iniziando, dopo una breve discesa, a costeggiare la sponda meridionale del lago. Raggiunto un ripiano con crocifisso e altare, si continua per il sentiero segnato, invero non particolarmente evidente, procedendo in alcuni punti a pelo d’acqua. Arrivati alla vecchia peschiera, si inizia l’ascesa verso Sella del Marmagna mediante il frequentato percorso n° 723. Dopo il primo tratto all’interno della faggeta, si esce temporaneamente dal bosco e si risale un pendio con lastre rocciose. Rientrati nella copertura boscosa, si volge successivamente a destra, notando più in basso a sinistra, proprio in corrispondenza della svolta, un bell’esemplare di faggio. Dopo una salita a fianco di caratteristiche lastre arenacee, si raggiunge un bivio in località Pineta di Lago Santo dove si trascura a destra il segnavia n° 729. Proseguendo diritto/destra al bivio che si incontra poco dopo, si costeggia un’area umida con resti murari per poi attraversare un lembo di bosco. Usciti dalla copertura formata da conifere, si sale parallelamente ad un rio che poco più in alto si attraversa. Il percorso volge in seguito a destra attraversando una piccola macchia di basso bosco, svoltando subito dopo a sinistra. Penetrati nella splendida conca compresa tra il versante nord/nord-ovest del Monte Aquilotto e quello nord-est del Monte Marmagna, la si attraversa tenendosi ai piedi dei pendii di quest’ultimo. Dopo una salita piuttosto faticosa, si guadagna il crinale spartiacque in corrispondenza della Sella del Marmagna1725 m. Da qui ci si dirige verso la sommità del Marmagna seguendo il sentiero che si mantiene nei pressi della dorsale sud-est della montagna, mentre il percorso contrassegnato n° 00 si sposta a destra per poi ascendere alla cima da nord-est. Terminata la prima sezione piuttosto ripida di crinale, si procede per un breve tratto pressoché in piano per poi riprendere a salire in direzione della vicina vetta avanzando parallelamente ad un avvallamento. Conquistata la cima del Monte Marmagna1852 m, caratterizzata da una croce e da una madonnina in bronzo rivolta verso la Val Parma, si inizia la discesa che avviene lungo il crinale nord-occidentale percorso dal sentiero n° 00. Attraversata una bella conchetta, si effettua subito dopo un esposto trasverso in versante lunense (passaggio molto insidioso in condizioni invernali), per poi compiere un tornante destrorso. Si perde quota parallelamente al filo della dorsale, fino a congiungersi con essa a poca distanza dalla Sella del Braiola1702 m. Dal valico si abbandona il crinale spartiacque scendendo nella sottostante, magnifica conca dominata dalla bastionata nord-ovest del Marmagna, andando a destra al bivio che si incontra. Varcato il Rio di Monte Orsaro, si volge a sinistra raggiungendo in breve un bivio situato nelle vicinanze di Capanna Braiola. Dopo un’eventuale visita al bivacco collocato ai piedi dei pendii nord-orientali del Monte Braiola, ci si dirige verso Ponte Rotto e Lagdei assecondando il percorso n° 727. Al bivio che si incontra poco più in basso, si prende a sinistra il sentiero n° 727A, varcando subito il suggestivo solco formato dal Rio di Monte Orsaro. Dopo un tratto in cui si procede perlopiù in piano/lieve salita, si inizia a guadagnare quota mediante tornanti passando a fianco di una piazzola di carbonaia. Il percorso avanza ancora per un tratto in salita, attraversando più avanti un paio di pietraie. Rientrati nella bella faggeta, si riprende a guadagnare quota, ma al primo bivio che si incontra si imbocca a destra un sentiero attualmente non segnato (non si escludono infatti futuri interventi da parte del CAI). Si perde quota per il tracciato ben incavato raggiungendo una piazzola, effettuando poi un tornante destrorso che precede uno sinistrorso. Compiuta una sequenza di altri quattro tornanti, si riprende la direzione iniziale (nord-est) perdendo ripidamente quota. Effettuato un tornante destrorso, giunti in corrispondenza del sommo di un canale, si compie un ulteriore tornante, questa volta sinistrorso. Raggiunta una bella piazzola di carbonaia, si svolta a destra e si effettuano altri tornanti oltre i quali si arriva al sommo di un secondo canale che scende ripidamente. Più avanti il percorso procede in piano e presenta delle caratteristiche traverse per lo scolo dell’acqua, segno della sua storicità e importanza. Successivamente il sentiero si allarga a mulattiera affiancata da un muretto formato da sassi sistemati ad arte. Attraversata una pietraia in cui si nota un bell’esemplare di faggio, si rientra nella copertura boscosa e si continua pianeggiando per la splendida mulattiera che per le sue caratteristiche potrebbe appartenere all’epoca di Maria Luigia. Si asseconda lungamente questo percorso senza possibilità di errore, attraversando una seconda pietraia e andando a destra all’unico bivio che si incontra. Penetrati in un rimboschimento a conifere, si oltrepassa un solco con tronco di albero divelto, immettendosi infine nel sentiero n° 725A (in realtà la mulattiera continua ulteriormente, presentandosi sempre più labile e ostacolata da alberi caduti a terra, fino a spegnarsi in un ripido pendio boscoso, anche se è intuibile la sua possibile prosecuzione). Scendendo per il percorso segnato, si transita poco più avanti al sommo di un avvallamento, volgendo qui a destra ed avanzando verso un solco. Assecondando quest’ultimo a sinistra, si approda poco più avanti in un bel ripiano ammantato da conifere, che si attraversa volgendo verso nord-est. Effettuati alcuni tornanti, ci si inserisce nel percorso n° 723 che si segue a sinistra. Trascurata subito la continuazione del segnavia n° 725A, si continua per la splendida mulattiera (fatta tracciare su ordine di Maria Luigia), che, come quella che abbiamo seguito in precedenza, presenta caratteristici muretti che la delimitano a sinistra. Si asseconda lungamente questo percorso, dall’andamento molto lineare, attraversando belle pietraie che offrono notevoli visuali sulla cresta degli Sterpari. Giunti alla base di un bel risalto roccioso, si esce dalla copertura boscosa procedendo in lieve salita nell’ambito di un’area fino a pochi anni fa ammantata da conifere. Dopo un’ultima discesa all’interno di un lembo di foresta formata da conifere per ora ancora in vita, ci si innesta nel percorso n° 725 in località Prato della Valle. Assecondiamo l’ampia mulattiera a sinistra oltrepassando subito un cancello in legno, avanzando poi in lieve salita. Giunti in località Roncobuono1262 m, si prosegue a destra seguendo i segnavia del percorso n° 723, fermandosi eventualmente a riempire la borraccia nella bella fontana che si incontra quasi subito. Il tracciato volge successivamente a destra e scende parallelamente ad un rio il cui letto è formato da caratteristiche rocce bianche. Oltrepassato un rudimentale cancello, si perde quota in maniera più decisa compiendo diverse svolte. Presa più in basso la direzione nord-est, si attraversa, appena dopo una traccia inerbita che si innesta nella nostra da destra, il rio parallelamente al quale siamo scesi nella parte iniziale del sentiero. Procedendo perlopiù in piano per bella mulattiera in un contesto ambientale di grande interesse impreziosito da splendidi esemplari di faggio, ci si innesta, dopo una breve salita, in una carraia proveniente da Roncobuono. Si asseconda il comodo tracciato a destra, trascurando a sinistra, poco più avanti, la prosecuzione del segnavia n° 723. Lo stradello, ora asfaltato, continua con andamento lineare procedendo parallelamente alla dorsale conosciuta come Costa Banciola. Al bivio che si presenta più avanti, si imbocca a destra una carraia (indicazioni per le MTB) che si asseconda comodamente immersi in un bellissimo ambiente boschivo. Giunti a poca distanza da campi coltivati, si volge a sinistra scendendo per ampia traccia erbosa notando interessanti muretti a secco. Andando a destra al bivio che si presenta, si continua a perdere quota nell’ambito della sponda sinistra orografica della valle formata dal Torrente Parma di Lago Santo. Assecondando il piacevole percorso, che probabilmente ha origini antiche, si rientra al punto di partenza.