Roda del Diavolo: Via Normale

Punto di partenza/arrivo: Passo di Costalunga, 1745 m 

Dislivello: 990 m ca. 

Durata complessiva: 4,15 h 

Tempi parziali: Passo di Costalunga-Rifugio Roda di Vaèl (1,10 h) ; Rifugio Roda di Vaèl-Roda del Diavolo (1 h) ; Roda del Diavolo-Passo di Costalunga (2 h) 

Difficoltà: EEA, media difficoltà (B) il tratto di ferrata che conduce al catino tra il Croz di Santa Giuliana e la Roda del Diavolo ; EE+/F la Via Normale alla Roda del Diavolo ; E la restante parte dell’itinerario 

Attrezzatura: ordinaria da ferrata 

Ultima verifica: luglio 2021 

Accesso stradale: da Vigo di Fassa si segue la SS 241 raggiungendo in circa dieci chilometri il Passo di Costalunga 

www.openstreetmap.org {Nella sezione evidenziata in colore arancio – che corrisponde al tracciato della Via Normale alla Roda del Diavolo – il percorso è puramente indicativo}

Descrizione dell’itinerario  

Proposta di notevole interesse e completezza. La Via Normale alla Roda del Diavolo è di carattere escursionistico e presenta solo pochi passaggi superiori al I°.  

Dal Passo di Costalunga si imbocca (indicazioni) il percorso n° 548 diretto al Rifugio Roda di Vaèl, assecondando inizialmente una stradina asfaltata. Costeggiata Villa Tamion, si continua per carraia in mezzo a bucolici prati fino a raggiungere un bivio (indicazioni). Si prosegue a destra per buon sentiero che avanza in direzione ovest penetrando progressivamente in un bosco di conifere. Giunti sotto una sorta di dosso, si presenta un bivio non segnato da cui si continua per il percorso di sinistra. Si sale ripidamente passando a fianco di alberi divelti dalla Tempesta Vaia, fino a guadagnare il sommo dell’altura. Qui Il sentiero volge a sinistra e, perdendo quota per un breve tratto, conduce in una carraia proveniente dalla strada per il Costalunga il cui imbocco è situato poco prima del valico. Assecondando il tracciato a sinistra, si incontra poco più in alto un bivio (indicazioni) da cui si prosegue a destra. Si procede per comoda carraia con andamento verso ovest, contornando, più avanti, un ripiano sovrastato da particolari dirupi. Progredendo in moderata salita, si raggiunge e attraversa una panoramica area caratterizzata da pendii ghiaiosi che digradano da altri dirupi della stessa tipologia di quelli precedenti. Oltre un avvallamento, si transita a fianco di una bella baita (tavolo con panche e fontana) e si prosegue per il lineare percorso che, procedendo sempre in direzione ovest, inizia a salire con maggiore decisione. Dopo un faticoso strappo per tracciato cementato, si stacca a sinistra un sentiero che conduce al monumento dedicato a Theodor Christomannos. Si prosegue per il percorso principale continuando a guadagnare quota in ripida salita, oltrepassando un cancello per il bestiame e transitando a fianco di una seconda baita situata alla nostra sinistra. Usciti dal bosco, si avanza in lieve discesa e in piano nell’ambito di splendidi pascoli recintati, fino a giungere nei pressi di Marga Soler collocata in magnifica posizione. Si continua per il sentiero segnato che riprende a guadagnare quota tagliando in obliquo i pendii prativi sovrastanti la malga. Avanzando successivamente in lieve salita all’interno di uno splendido ambiente boschivo, si esce in seguito nel margine di un ripiano con massi. Il percorso volge progressivamente a sinistra salendo tra rado bosco nella sponda destra di una verde valletta. Ci si alza di quota compiendo alcuni comodi tornanti, progredendo, nella parte superiore, a fianco di grossi massi rocciosi. Immessosi nel sentiero n° 549 a poca distanza dal Rifugio Roda di Vaèl, lo si asseconda verso quest’ultimo, incontrando, appena prima, il sentiero che staccandosi a destra conduce alla Baita Marino Pederiva. Dal rifugio, 2283 m, si prende a sinistra una traccia (indicazione per la Torre Finestra o Croz di Santa Giuliana), raggiungendo, dopo l’iniziale ripida salita, un magnifico ripiano. Trascurato a sinistra il percorso segnato che conduce all’attacco della Ferrata Masarè, situato nei pressi dell’omonima punta, si continua diritto (indicazione). Il sentiero inizia presto a guadagnare quota in ripida salita mediante alcuni tornanti avendo come direttrice una sorta di dorsale prativa. Giunti alla base di un gendarme roccioso, lo si aggira a destra e si continua a salire faticosamente costeggiando altri gendarmi e spuntoni. Più in alto il percorso si sposta un po’ a destra conducendo alla base della parete orientale, incisa da diedri, della Torre Finestra. Effettuati altri tornanti, si giunge all’attacco della breve ferrata che conduce nel catino compreso tra il Croz di Santa Giuliana e la Roda del Diavolo.  

A (facile) – B (media difficoltà) – C (difficile) – D (molto difficile) – E (estremamente difficile)  

Si risale inizialmente un canalino/rampa piuttosto ripido e con roccia particolarmente lisciata dagli innumerevoli passaggi (B). Dopo un traverso a sinistra non propriamente facile (B), si giunge alla base di un canale/diedro che si risale sfruttando ottimi appoggi (A/B), mentre il soprastante masso si supera direttamente utilizzando, oltre il cavo, dei fittoni (B/B+). Segue il passaggio più spettacolare di questa sezione del percorso: un angusto camino formato da una quinta rocciosa. Lo si scala sfruttando inizialmente alcuni fittoni, successivamente una scaletta (B). Dopo un ultimo passaggetto che richiede attenzione (B), si raggiunge un pulpito e, poco più in alto, il bivio (indicazioni) dal quale verso sinistra si raggiungerebbe l’inizio o la fine (dipende dal senso in cui la si percorre) della Ferrata Masarè. Noi, invece, dobbiamo proseguire a destra salendo in direzione del sommo del catino racchiuso tra la spettacolare Torre Finestra e le pareti orientali della Roda del Diavolo. Si procede assecondando una dorsale la cui continuazione è costituita dallo spigolo meridionale della più volte menzionata Torre Finestra o Croz di Santa Giuliana. Arrivati alla base del gendarme che precede lo spigolo vero e proprio, si volge a sinistra avanzando ai piedi della parete sud-occidentale della torre dove sale la sua Via Normale. Compiuta una svolta a sinistra, assecondando in questo modo il sommo del catino, si raggiunge una sella (indicazioni) dalla quale si abbandona il percorso segnato, diretto alla Roda di Vaèl, proprio in corrispondenza dell’inizio di un impegnativo tratto di ferrata. Noi proseguiamo diritto insistendo per la dorsale verso le prime rocce della cresta nord-est della Roda del Diavolo (attacco della Via Normale). Si sale inizialmente a serpentine per traccia e roccette facili assecondando gli ottimamente posizionati ometti. Ad un certo punto si piega nettamente a sinistra e, puntando ad un ben visibile ometto, si procede in obliquo ascendente su facile placca (qualche passo di I°). Messo piede in un ripiano, si procede ulteriormente in obliquo ascendente verso sinistra per roccette. Raggiunto un ulteriore ometto, si volge a destra e si sale direttamente per agevoli rocce con percorso intuitivo e comunque ben guidato dai consueti segnavia naturali. In corrispondenza di una crepa con spuntone a sinistra, si prosegue per traccia che presto volge in quest’ultima direzione per poi piegare a destra. Ci troviamo alla base di una facile paretina che precede la cresta terminale: la possiamo superare direttamente con una breve e divertente arrampicata di I°+, oppure aggirare a destra. Messo piede sulla cresta dell’anticima, la si segue a sinistra in direzione della sommità principale, spostandosi, dopo i primi metri, alla sinistra del filo vero e proprio. Raggiunta la forcella tra anticima e cima, si scala direttamente un caminetto di pochi metri (I°+) e, proseguendo per facile dorsale, si conquista in breve la superlativa vetta della Roda del Diavolo2727 m. Si ritorna al punto di partenza lungo lo stesso percorso.