La cresta dei Groppi Rossi, il Monte Silara e il Monte Polo

Punto di partenza/arrivo: Passo del Silara, 1200 m

Dislivello: 430 m circa

Durata complessiva: 3,45/4 h

Tempi parziali: Passo del Silara-Groppi Rossi (1,10 h) ; Groppi Rossi-Passo del Silara-Monte Silara (1,30 h) ; Monte Silara-Monte Polo (30 min) ; Monte Polo-Passo del Silara (30 min)

Difficoltà: EE la cresta dei Groppi Rossi ; EE la traversata del Monte Silara ; E/E+ la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: aprile 2021

Riferimento bibliografico: Daniele Canossini – LE VALLI DI PARMA E L’ALTA LUNIGIANA – l’Escursionista 2002

Accesso stradale: Parma-Felino-Marzolara-Calestano-Fugazzolo. Prima di salire a Berceto, si imbocca a sinistra la SP 74 e la si segue fino a raggiungere il Passo del Silara

Descrizione dell’itinerario 

Proposta escursionistica molto inusuale ma estremamente affascinante e completa. Si tratta innanzitutto di effettuare un duplice anello che permette un’approfondita conoscenza dell’area dei Groppi Rossi. Tornati al Passo del Silara, consiglio vivamente di continuare l’escursione conquistando la cima dell’ofiolitico Monte Silara e l’altamente panoramica sommità del Monte Polo. 

Dal Passo del Silara si segue per poco la provinciale verso Marra, imboccando a destra (indicazioni) una carraia che avanza perlopiù in piano tenendosi nei pressi del crinale Parma/Baganza. Dopo una salita e una svolta a destra, si raggiunge un bivio dal quale, trascurato il percorso n° 731A da cui torneremo, prendiamo a sinistra il n° 741 diretto al Monte Borgognone. Si procede perlopiù in modo pianeggiante all’interno di un solitario bosco di faggi, varcando alcuni ruscelli e attraversando una piccola radura. Dopo un tratto in discesa, in corrispondenza di una svolta a destra, si trascura una traccia che si stacca a sinistra. Si continua per il piacevole percorso varcando altri ruscelli e costeggiando una radura con arbusti (bell’esemplare di faggio a destra). Procedendo in piano, dopo aver attraversato il margine inferiore di un’area disboscata, si raggiunge una cappella con bassorilievo al suo interno. Al bivio che qui si presenta, trascurato il tracciato che scende verso Marra, si prende a destra un sentiero che costituisce la continuazione del percorso CAI n° 741. Si guadagna quota per traccia infossata costeggiando il margine dell’area disboscata di prima, assecondando successivamente il filo del crinale tra interessanti stratificazioni. Ammirando belle visuali panoramiche sulla Val Parma e faticando discretamente a causa della pendenza sostenuta, si rientra poco più in alto nel bosco. Segue un’altra faticosa salita per ampia traccia che contorna il margine di un’area disboscata che digrada in versante Parma. Al termine di questa sezione si giunge nel limite sinistro di una radura da cui su abbandona il sentiero n° 741. Appena dopo alcuni arbusti che si costeggiano, si nota a destra una traccia non segnata: la si imbocca attraversando in questo modo la radura, ammirando una bella visuale del Monte Polo. Rientrati nella faggeta, si avanza in direzione sud-ovest assecondando il solitario percorso che risulta ben incavato ma con sterpaglie e rami data la nulla frequentazione. Procedendo perlopiù in modo pianeggiante, al bivio che si presenta in seguito si prende la traccia di destra oltrepassando subito un corso d’acqua. Si continua per il comodo percorso, sempre invaso da rami e sterpaglie, giungendo, dopo una discesa, in una radura. Varcato un corso d’acqua, si approda in una selletta dove a sinistra si nota un evidente sentiero che inizialmente sale in obliquo. Noi invece dobbiamo continuare a destra, assecondando una marcata traccia che si tiene alta rispetto ad un bel ripiano prativo frequentato da cavalli. Attraversata un’ampia radura più o meno al centro, il percorso si fa più incerto. Si procede nell’ambito di un’altra radura con arbusti tenendosi sulla sinistra, contornando il bordo di un dirupo. Attraversata una breve fascia boscosa, si avanza parallelamente ad un crinale erboso/terroso, fino a raggiungere una selletta a quota 1255 m, situata all’inizio della cresta dei Groppi Rossi. Ignorato il sentiero n° 731A, si procede lungo la splendida dorsale ofiolitica ammirando visuali incredibili e guastando le peculiarità di un’ambiente tra i più suggestivi ed integri a livello appenninico. Assecondando inizialmente un comodo sentiero, quando quest’ultimo si sposta a destra rispetto il filo di cresta, lo abbandoniamo insistendo lungo il più roccioso crinale ofiolitico. Superando e attraversando brevi balze friabili, si arriva alla base di un estetico spigolo a forma di becco che si supera direttamente con un interessantissimo passaggio, piuttosto esposto, di . Oltrepassato un intaglio, si continua facilmente per la superlativa dorsale, scavalcando la prima delle due quote più elevate. Per facile e panoramicissima cresta, si guadagna la quota principale, 1280 m, riconoscibile per il fatto che da qui in poi la dorsale inizia a digradare verso la sua terminazione nord-occidentale. Assecondando una traccia a volte ripida e scomoda, si aggirano a destra spettacolari spuntoni ofiolitici separati gli uni dagli altri da suggestivi intagli. Dopo un’ultima discesa si mette piede in una sella all’interno del bosco. Da qui si continua diritto, salendo lungo il margine di pendii prativi con cespugli. Senza alcuna traccia da seguire, si inizia poi a scendere costeggiando il limite del bosco. Entrati in esso, ci si trova a percorrere una dorsale che digrada parallelamente ad un’altra costa, mentre un avvallamento, situato alla nostra destra, separa i due crinali. Poco più in basso una vaga traccia conduce nel margine sinistro del profilo che stiamo discendendo, rinvenendo un segno rosso lasciato dai boscaioli. Man mano che si perde quota, la dorsale perde i sui connotati, trasformandosi in ampio pendio boscoso. Scendendo liberamente per esso, ci si immette necessariamente in una mulattiera proveniente da Casa Montana. Si asseconda questo tracciato a sinistra avanzando in modo pianeggiante, iniziando più avanti a costeggiare il margine di stupendi declivi prativi con massi. Ammirando splendide visuali sull’appena percorsa cresta dei Groppi Rossi, si doppia in seguito un costone, immettendosi appena dopo nel sentiero n° 731A. Andando a destra, assecondando i paletti/segnavia, ci si dirige verso un gruppo di alberi dietro i quali si trovano i ruderi di Pian della Capanna1120 m. Ritornati al punto in cui ci siamo immessi nel percorso segnato (si tratta di uno splendido ripiano prativo), si continua per esso volgendo subito a destra. Poi, attraversata una breve fascia boscosa, si vira a sinistra nell’ambito di un’altra radura. Orientandosi con i segnavia, si procede all’interno di un non fitto bosco impreziosito dalla presenta di interessanti esemplari di faggio. Sbucati in un’ulteriore radura, il percorso volge a destra (paletti) per poi piegare a sinistra e costeggiare il margine di altri prati. Trascurata una traccia secondaria, si sale piuttosto ripidamente prima nel bosco, poi per pendio prativo. Al culmine di quest’ultimo (paletto), ci si deve spostare un po’ a sinistra in direzione di un masso con segnavia, proseguendo successivamente per radure su traccia alquanto labile (sono presenti degli ometti). Dopo una brevissima discesa, si notano a sinistra degli alberi con segni fluorescenti e freccia di vernice rossa. Si continua per sentiero più incavato risalendo pendii con massi ofiolitici, valicando inoltre una dorsale. Dopo una breve fascia boscosa, si ritorna alla selletta e quota 1255 m, punto di inizio della cresta dei Groppi Rossi. Da qui si continua per il sentiero segnato entrando presto nel bosco, volgendo successivamente a destra verso un ripiano. Dopo una breve salita, si guada un primo ruscello che anticipa un secondo e più ampio corso d’acqua. Oltre quest’ultimo si volge a sinistra e dopo una brevissima salita ci si sposta brevemente a destra. Virando appena dopo a sinistra verso il rio di prima, si perde quota parallelamente ad esso. Il percorso conduce più in basso in un ripiano boscoso con labile traccia che scende verso Fioritola. Da qui si piega nettamente a destra assecondando una forestale, oltrepassando inizialmente un paio di ruscelli. Con andamento prima in piano poi in salita, attraversando nell’ultima parte una breve sezione interessata da una frana, si ritorna al bivio con il sentiero n° 741. Rientrati al Passo del Silara, continuiamo l’escursione al fine di conquistare due panoramiche cime affatto differenti l’una dall’altra a livello morfologico e geologico: il brullo e parzialmente roccioso Monte Silara e il boscoso/prativo Monte Polo. Dal valico, trascurata a destra una carraia che si stacca in corrispondenza di una curiosa casupola con torretta (percorso n° 741), si imbocca nella stessa direzione un sentiero che sale ripido a fianco di un affioramento di serpentinite con targa. Si procede successivamente nell’ambito di radure arbustive trascurando una traccia a sinistra e sottopassando due linee elettriche. Giunti ai piedi del versante meridionale del Monte Silara, si attraversa un’ampia traccia e si inizia ad ascendere onde conquistarne la cima. Progredendo liberamente (è presente anche un labile sentiero) ci si dirige verso la sezione rocciosa più evidente che presenta maggiori caratteristiche di continuità. Spostandosi a destra, se ne raggiunge la base e, se si ha voglia, ci si cimenta con qualche piacevole movimento d’arrampicata che potrebbe avvenire – a titolo di esempio – lungo un pilastrino di rocce non particolarmente solide (attenzione). Dalla sommità dell’ofiolite, 1297 m, si ammira un panorama straordinario che stimola una sosta contemplatrice. Si scende ripidamente nel versante opposto aggirando alcuni spuntoni rocciosi, gustando le peculiarità di un ambiente di grande pregio. Poi, con spostamento a sinistra, si penetra in una fascia boscosa oltre la quale si mette piede in un pianoro dove si ci inserisce nel percorso CAI n° 741. Si guadagna inizialmente quota assecondando per un breve tratto la pista del metanodotto per poi avanzare alla sua destra all’interno del bosco. Spostandosi in seguito verso nord-est, si esce nel margine superiore di una radura con arbusti che si costeggia per poco. Rientrati nella faggeta, si sale ripidamente svoltando a sinistra, guadagnando poco più in alto la dorsale Baganza/Parma sfregiata dallo sciagurato metanodotto. Assecondando l’ampio crinale a destra, si procede comodamente ammirando superlative visuali sulla Val Parma. Con andamento in lieve salita, si transita a fianco di gruppi di faggi, conquistando infine la poco accennata cima del Monte Polo1419 m (targhetta sul tronco di un faggio). La completezza del panorama che abbiamo di fronte esige una prolungata sosta al fine di ammirare tutte le cime dell’Alta Val Parma, e magari conteggiare quelle già visitate. Ritornati al ripiano alla base del Monte Silara, si prosegue per il sentiero segnato che procede all’interno del bosco parallelamente alla pista del metanodotto. Successivamente si svolta a sinistra per carraia che avanza ai piedi del versante meridionale dell’ofiolite. Compiuta una svolta a destra, si perde quota per ampia traccia interessata da fenomeni di erosione, sottopassando due linee elettriche. Innestatosi in una carrareccia in corrispondenza di un’area disboscata, la si segue a destra fino a sbucare, dopo una breve salita, nella SP 74 a fianco della caratteristica casupola con torretta.