Il Monte Cervellino da Graiana Chiesa

Punto di partenza/arrivo: Graiana Chiesa, 850 m

Dislivello: 680 m

Durata complessiva: 3,30 h

Tempi parziali: Graiana Chiesa-Casa del Monte (1,10 h) ; Casa del Monte-sommità Monte Cervellino (45 min) ; sommità Monte Cervellino-Graiana Chiesa (1,30 h)

Difficoltà: E+

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: ottobre 2020

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Ghiare di Corniglio-SP 116 per Bosco di Corniglio. Prima della località Ponte Romano, si imbocca a destra una stradina asfaltata (indicazioni per Roccaferrara) che conduce a Graiana Villa, dove si volta a destra per stretta carrozzabile asfaltata. Dopo alcune curve e tornanti, si giunge a Graiana Chiesa e si prosegue in direzione di Graiana Castello. Appena dopo la prima netta svolta a sinistra, sulla destra si stacca una carraia: questo è il nostro punto di partenza. E’ tuttavia consigliabile parcheggiare l’auto appena più avanti in uno spiazzo sulla sinistra della carreggiata

Descrizione dell’itinerario  

Interessantissima proposta escursionistica in luoghi di grande pregio ambientale. La mulattiera che unisce Graiana Chiesa a Casalina è stata recentemente valorizzata e sistemata da parte di appassionati a cui va tutta la mia gratitudine. Inoltre sono stati segnati altri sentieri e collegamenti, permettendo in questo modo un’approfondita conoscenza del versante Parma del Monte Cervellino.  

Dal punto di partenza si imbocca (indicazioni) una carraia che procede verso nord e conduce quasi subito nei pressi di un campo dove si staccano a sinistra un paio di percorsi secondari. Si costeggia la radura per poi iniziare a salire per ampia traccia delimitata da esemplari di vecchi muretti a secco, chiara testimonianza della sua storicità. In corrispondenza di una svolta a sinistra, si incontra un incrocio da cui si prosegue diritto (indicazione per Casalina). Dopo un tratto in lieve discesa, si varca un corso d’acqua per poi riprendere a salire costeggiando prima un’area di rado bosco, poi degli affioramenti rocciosi. Aggirate un paio di coste e trascurati a sinistra dei percorsi secondari, si penetra in una valletta dove la mulattiera è affiancata da suggestivi muretti a secco. Varcato un rio il cui letto è sconvolto da alluvioni, si continua per evidente sentiero che dopo l’iniziale salita si amplia nuovamente a mulattiera. Giunti nei pressi di una panoramica radura (di fronte a noi è ben visibile Casalina sovrastata da un dirupo), si volge a sinistra e si costeggia, assecondando la splendida mulattiera delimitata da resti di muretti a secco, il suo margine sinistro (proprio in questo punto si stacca a sinistra il sentiero che percorreremo al ritorno). Al bivio che si incontra nei pressi del margine inferiore della radura, si prende a destra una traccia (segnavia azzurro) mediante la quale si perde ripidamente quota lungo la sponda destra orografica della valletta formata dal Rio di Graiana. Sfruttando una sorta di passerella che aiuta a superare un tratto in cui il percorso è franato, si raggiunge e guada il selvaggio rio, continuando poi nella sponda opposta per evidente sentiero. Si avanza in salita compiendo un paio di svolte immersi in un ambiente boschivo di notevole interesse. Il piacevole percorso volge poi a sinistra verso un’evidente costa in corrispondenza della quale piega a destra onde assecondarla. Dopo una salita piuttosto ripida, si esce dal bosco nel margine inferiore delle radure sottostanti Casalina. Si risale il pendio prativo in obliquo verso destra, fino a giungere nei pressi della bella casa, 988 m, collocata in splendida posizione e circondata da un’interessante collezione di carri militari. Dalla località si asseconda verso est lo stradello d’accesso costeggiando splendide radure che offrono ampie visuali sulla Val Parma. In corrispondenza di una presa dell’acquedotto, il tracciato compie una brusca svolta a sinistra e conduce all’interno di un bosco di conifere non autoctone. Qui ci si immette nella carraia proveniente da Braia che costituisce l’accesso a Casa del Monte a cui siamo diretti. Trascurato subito a destra un percorso chiuso da un cancello, si continua per l’ampio tracciato che guadagna quota in moderata pendenza. Ignorata più in alto un’altra carraia che si stacca a sinistra, si prosegue per il percorso principale costeggiando un rimboschimento a conifere. Entrati nella valletta formata dal Rio di Vestana, il cui letto è sconvolto da alluvioni, si sale ripidamente lungo la sua sponda destra orografica, per poi guadarlo. Trascurata a destra una traccia, si prosegue per il percorso principale che diviene progressivamente più ripido ed effettua alcune svolte. Dopo un tornante sinistrorso, il tracciato progredisce per un tratto verso ovest conducendo nel margine di una splendida e ampia radura. A sinistra (indicazione) un sentiero si dirige verso la dorsale Parma/Baganza depositando alla base del profilo sud-ovest del Monte Cervellino; noi, invece, continuiamo a seguire la carraia alla volta di Casa del Monte. Aggirato a sinistra il cancello che chiude il percorso, si prosegue per il comodo tracciato penetrando in un interessante ambiente boschivo. Poco più avanti si sbuca nelle magnifiche radure di Casa del Monte, fino a raggiungere l’isolato edificio alla cui sinistra si trova un piccolo laghetto. Si continua costeggiando la proprietà e superata una presa dell’acquedotto, al bivio che si presenta, si prosegue a destra. Si guadagna quota piuttosto ripidamente parallelamente ad un solco immersi in un ambiente boschivo di grande pregio. Ammirato un notevole esemplare di faggio, si continua per il piacevole percorso, ben incavato, compiendo delle piccole svolte. Dopo una ripida salita in cui il sentiero per un breve tratto si sdoppia, ci si innesta in un altro percorso in corrispondenza di una selletta situata su filo di un crinale boscoso. Trascurato il sentiero che scende verso nord-est, volgiamo a sinistra (nord-ovest) assecondando la dorsale, notando dei segnavia fluorescenti. Ammirando altri splendidi esemplari di faggio, si prosegue per il solitario percorso che più avanti volge a destra divenendo più labile ma ben contrassegnato (si rinviene anche un vecchio segnavia del CAI). Si effettua una ripida salita per poi procedere per confusa traccia che in almeno due tratti si sdoppia, trascurando inoltre un percorso che si stacca a destra (segnavia fluorescenti visibili solo nel senso di discesa). Una salita erta e faticosa precede un’altra sezione in cui il percorso si dirama: optiamo per il tracciato di destra che dopo uno strappo in sostenuta pendenza volge a sinistra. Un’ulteriore ripida ascesa permette di guadagnare il crinale Parma/Baganza (palina segnaletica relativa al percorso che abbiamo seguito in quest’ultima parte) sfregiato dal metanodotto. Si asseconda la dorsale verso sud-ovest, spostandosi poco dopo a sinistra per sentiero che procede all’interno del bosco con andamento parallelo al metanodotto e alla sua orripilante pista. Attraversata quest’ultima, si asseconda una traccia che scende per poco in versante Baganza, volgendo poi a sinistra. Dopo aver costeggiato il margine di una radura, rientrati nel bosco si ammira a destra uno splendido esemplare di faggio. Il percorso, svoltando poi a sinistra, riprende a salire in modo piuttosto sostenuto, fino a condurre ad un cancello. Oltre quest’ultimo si asseconda una specie di fosso/avvallamento per poi volgere a sinistra e guadagnare quota in discreta pendenza. Dopo un paio di svolte si rimette piede nella pista del metanodotto e la si segue piuttosto ripidamente fino a guadagnare una prima sommità dove è collocato un gabbiotto con antenna. Attraversata una breve fascia boscosa, si raggiunge la croce di vetta, 1492 m, del Monte Cervellino da cui si ammira un vasto panorama sull’Alta Val Parma e il suo circondario di montagne. Dopo una meritata sosta, si inizia la discesa assecondando il crinale spartiacque caratterizzato da un’insolita rampa di rocce arenacee. Oltrepassata una fascia boscosa, si guadagna la spettacolare sommità di un’anticima che precipita in versante Parma con suggestivi dirupi. Si prosegue per il percorso segnato che perde quota lungo il panoramico crinale assecondando un’altra particolare rampa simile a quella precedente. Volgendo più in basso a sinistra, si rientra nel bosco e in corrispondenza di una curva a destra si ignora a sinistra una traccia che scende ripida. Il percorso volge poi nettamente a sinistra e perde quota tagliando in obliquo il profilo sud-ovest della montagna caratterizzato da affioramenti arenacei. Usciti dal bosco, ci si dirige verso gli impianti del metanodotto, oltre i quali, trascurata una carrareccia che scende a destra, si volge a sinistra salendo per un breve tratto. Si continua per il tracciato di crinale procedendo a saliscendi, avvicinandosi al dosso boscoso chiamato Bocca Spiaggi. A poca distanza da quest’ultimo, nel momento in cui la pista del metanodotto volge repentinamente a destra e scende ripida verso la Maestà di Graiana, si prosegue diritto per ampio sentiero all’interno del bosco. Il percorso effettua qualche svolta per poi virare a sinistra conducendo in un panoramico pendio prativo. Lo si attraversa e discende avvicinandosi ad una fascia boscosa. Entrati in essa, si piega a destra assecondando l’andamento di una dorsale, fino ad uscire dal bosco in corrispondenza di uno splendido dosso erboso da cui si ammira una straordinaria visuale dell’Alta Val Parma. La ben incavata traccia si sposta a sinistra e perde quota all’interno del bosco costeggiando il margine sinistro del profilo erboso/cespuglioso che digrada dal dosso panoramico di prima. Raggiunto un ripiano boscoso, si presenta un incrocio (tabella e indicazioni dei percorsi) da cui proseguiamo diritto (sentiero “DH CAPRONE”). Una traccia labile ma ben contrassegnata da segnavia azzurri e frecce rosse scende avendo come direttrice una dorsale. Il percorso volge poi a destra divenendo leggermente più incavato, virando quasi subito a sinistra onde riprendere la direttrice di prima. La si asseconda per un breve tratto per poi piegare repentinamente a destra ed effettuare una sequenza di due svolte e un tornante sinistrorso. Una ben ripida discesa precede altre svolte che il tracciato compie presentandosi poco evidente e con segnavia piuttosto sbiaditi. Si scende ripidamente per poi volgere a destra e transitare a fianco di una balza rocciosa. Raggiunto il sommo della sponda sinistra orografica di un rio, si piega a sinistra avanzando parallelamente al fosso. Dopo una discesa molto ripida, si vira a sinistra allontanandosi in questo modo dal corso d’acqua. Procedendo per traccia più incavata all’interno di uno splendido ambiente boschivo, si valica una dorsale per poi avanzare a mezza costa attraversando una specie di avvallamento. Dopo un breve tratto in piano, si riprende a perdere quota effettuando alcune svolte e tornanti, fino a raggiungere un’apertura panoramica. Si prosegue la discesa per il bel sentiero che compiendo altri tornanti taglia dei pendii di rocce stratificate temporaneamente fuori dal bosco. Rientrati in esso, si perde ripidamente quota in direzione sud-est, per poi uscire su una panoramica costa di marne e arenarie. Quest’ultima si rivela essere il sommo della sponda sinistra orografica di un corso d’acqua, forse quello lambito più in alto all’interno del bosco. Si scende assecondando la spettacolare costa, ammirando la bellezza e integrità di un ambiente appenninico tra i più suggestivi. Il percorso volge poi a sinistra, scende in discreta pendenza, rientrando successivamente nel bosco. Nel momento in cui il sentiero procede per un breve tratto in salita, lo si abbandona prendendo una traccia a sinistra (tenere d’occhio i segnavia azzurri) che conduce in un ripiano boscoso. Attraversatolo, si perde quota in direzione della radura costeggiata nella prima parte dell’escursione prima di scendere al Rio di Graiana. Poco più in basso ci si immette nella mulattiera percorsa all’andata e la si segue ritornando al punto di partenza.