Il Monte Croce da Ravarano

Punto di partenza/arrivo: Ravarano, 677 m

Dislivello: 700 m ca.

Durata complessiva: 4 h

Tempi parziali: Ravarano-Castello di Casola (1,20 h) ; Castello di Casola-Monte Croce (45 min) ; Monte Croce-Puilio di Casola (50 min) ; Puilio di Casola-Ravarano (1 h)

Difficoltà: E+

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo (per il doppio guado del Torrente Baganza è consigliabile avere con sé scarpe o ciabatte di gomma)

Ultima verifica: maggio 2021

Riferimento bibliografico: Daniele Canossini – LE VALLI DI PARMA E L’ALTA LUNIGIANA – l’Escursionista 2002

Accesso stradale: Parma-Felino-Marzolara-Calestano-Ravarano (si parcheggia l’auto nella parte finale del paese)

Descrizione dell’itinerario

Escursione di particolare interesse naturalistico e storico in luoghi affascinanti e poco frequentati. Dovendo effettuare un duplice guado del Torrente Baganza, è necessario evitare i periodi di piena.

Se abbiamo parcheggiato l’auto nella parte finale di Ravarano, occorre tornare indietro lungo la SP 15 e proprio all’interno del borgo principale imboccare a sinistra uno stradello (Strada della Chiesa) in discesa. Dopo aver costeggiato alcune belle case in sasso, si raggiunge la Chiesa di San Bartolomeo, nel retro della quale inizia (vecchia indicazione del CAI) il percorso che ci condurrà nel greto del Torrente Baganza. Si perde quota a fianco di una radura e al bivio che si presenta poco sotto, in corrispondenza di una netta svolta a sinistra del tracciato, si trascura a destra il percorso da cui torneremo. Si continua a perdere quota per carraia piuttosto inerbita attraversando poco dopo il margine superiore di una radura/pendio prativo, dove il tracciato risulta poco riconoscibile poiché alquanto invaso dall’erba. Rientrati nel bosco, si prosegue la discesa per il piacevole percorso, compiendo una netta svolta a destra cui fa seguito una curva a sinistra. Proprio in corrispondenza della sponda destra orografica del Torrente Arso la carraia risulta franata, ma un sentiero a destra permette di aggirare l’ostacolo. Dopo una ripida discesa (sbiaditi segni fluorescenti del “Tartufo Trail Running”) si mette piede nell’ampio letto, sconvolto da alluvioni, del Torrente Arso e lo si attraversa puntando alla sponda opposta dove si dovrebbe intravedere la continuazione del percorso. Recuperatolo, si procede per ampio sentiero evidente che si sposta a sinistra ed avanza nel contesto di una vegetazione molto variegata. Giunti nei pressi di una radura con sbarra, si trascura a destra la continuazione della traccia seguita fino a questo momento e ci si dirige verso il vicino Mulino di Ravarano506 m. Per sentiero erboso si transita a fianco della suggestiva costruzione, fino a scendere per rocce stratificate nel letto del Torrente Baganza. Guadatolo, si risale una breve scarpata e si continua per sentiero (segnavia fluorescenti) che si inoltra quasi subito nel bosco. Il percorso volge a sinistra ed è affiancato da un vecchio muretto a secco che fa da preludio ad altri che ammireremo. Dopo una svolta a destra e una salita, si asseconda una mulattiera tra le più belle e integre di tutto l’Appennino parmense. Il tracciato, immerso in un ambiente boschivo di particolare pregio, sale lievemente ed effettua alcune svolte per poi avanzare in direzione NE. Il selciato originario e i muretti a secco con pietre incastonate ad arte, suscitano nel percorritore un’emozione tra le più intense. Dopo la sezione più spettacolare, si incomincia una dura salita per tracciato dissestato, procedendo ai piedi di una suggestiva parete del Flysch del Monte Cassio ben visibile da Ravarano. Attraversati alcuni solchi di erosione, si rientra nel bosco e si avanza molto più comodamente andando a varcare un rio che precede un più piccolo corso d’acqua. Dopo un tratto in salita e uno in falsopiano si compie una svolta a sinistra e si procede a fianco di panoramiche radure. Con andamento verso N e NW si guadagna quota per la vecchia mulattiera ammirando altre sezioni in cui affiora lo splendido lastricato originale e i “consueti” muretti a secco che l’affiancano. Sbucati nella frazione Villa di Casola655 m, ci si innesta nella Via Francigena e la si segue a destra iniziando ad attraversare la parte più antica del borgo. Costeggiata una grande casa in sasso (forse una corte), si esce dall’abitato e al primo bivio che si presenta si continua diritto. Varcato subito dopo un piccolo ruscello, si incontra un secondo bivio dove si prosegue a destra salendo ripidamente. Poco più in alto un’indicazione ci induce a prendere il tracciato di destra (possiamo anche proseguire diritto) che si asseconda compiendo un faticoso tornante sinistrorso. Immessosi in un’ampia traccia, si recupera appena dopo il percorso abbandonato poco sotto e lo si segue a destra andando sempre in questa direzione al bivio che si presenta quasi subito. Mediante bella mulattiera lastricata si aggira un poggio, compiendo successivamente una curva a sinistra e transitando a fianco di una costruzione in sasso. Si continua a guadagnare quota tra panoramici appezzamenti, puntando al vicino borgo di Castello di Casola arroccato su un poggio. Entrati nel suggestivo nucleo, 755 m, si prosegue a sinistra imboccando a destra un percorso che si stacca dalla strada d’accesso alla frazione. Trascurato lo stradello che scende ad una casa, si continua per piacevole mulattiera, e al bivio che si presenta poco più avanti si ignora un’ampia traccia a destra. Il panoramico percorso procede in questa sezione in lieve salita per poi diventare più ripido nella parte finale. Costeggiata una casa, si guadagna il valico della Colletta794 m, situato sul crinale Baganza/Sporzana. Da qui si continua a destra assecondando solo per poco i segnavia della Francigena, abbandonandola nel momento in cui volge a sinistra in direzione di Terenzo. Si prosegue lungo la comoda stradina asfaltata che costituisce l’accesso al nucleo di Puilio di Casola (che visiteremo al ritorno), imboccando la prima carraia che si stacca a sinistra (vecchia indicazione del CAI appena dopo l’imbocco). Poco più avanti si presenta un ulteriore bivio da cui si continua a sinistra iniziando una ripida salita a fianco di panoramici prati. Si procede per ampia traccia sassosa in direzione della dorsale del Monte Croce ammantata da conifere di reimpianto. Volgendo infine a destra si inizia ad assecondare il boscoso crinale, avanzando in salita costante ma tutto sommato moderata. Al primo bivio che si incontra si trascura a sinistra un’ampia traccia, mentre al secondo, situato più avanti proprio sul filo della dorsale, si ignora un labile percorso a destra. Si prosegue per il piacevole sentiero di crinale in direzione della non lontana sommità del Monte Croce, notando e tralasciando a sinistra un percorso in discesa. Usciti dal bosco, si asseconda la panoramica dorsale e risaliti gli ultimi ripidi metri si guadagna la cima del Monte Croce945 m. Dopo una meritata sosta, si inizia la discesa che avviene nella primissima parte lungo il ripido profilo est della montagna. Raggiunta una sella, l’ottimo sentiero scarta il crinale divisorio Baganza/Sporzana, procedendo in quest’ultimo versante nel contesto di una rigogliosa area ammantata da cespugli e arbusti. Rientrati nel bosco, si perde ripidamente quota effettuando diverse svolte e tornanti, fino a mettere piede in una sorta di dorsale (Costa di Seda) dove si incontra un trivio. Imboccato il percorso di destra (indicazione per Lughero e Puilio) si scende in direzione SW per sentiero ben incavato ma piuttosto invaso da vegetazione e cespugli. Volgendo successivamente a destra si rientra nel bosco e si prosegue per il poco frequentato percorso che risulta anche qui, in alcuni punti, ostruito da cespugli. Dopo una breve contropendenza, giunti nei pressi di un piccolo ripiano erboso, si volge a destra. Il tracciato inizia successivamente a perdere quota molto spesso ripidamente, presentandosi in alcuni tratti dissestato, scomodo e faticoso. Compiute in seguito un paio di svolte, il percorso procede in piano/lieve salita verso W, mentre da sinistra si innesta in esso un altro sentiero proveniente dalla Costa di Seda. Doppiata la prima delle particolari coste che caratterizzano il versante meridionale del Monte Croce, si procede in leggera salita ammirando le peculiarità ambientali e geologiche dell’area in cui ci troviamo. Doppiata una seconda costa, anch’essa con affioramenti rocciosi (notevole visuale panoramica), si continua in lieve discesa e in piano costeggiando delle caratteristiche lastre rocciose. Immessosi in una carraia, la si segue a destra avanzando in salita, dirigendosi verso il fondo di una valletta. Attraversato quest’ultimo si continua a progredire in salita per ampia e assolata traccia lungo la sponda destra orografica della valletta, fino a doppiare una terza evidente costa. Segue un tratto in piano e in lieve salita onde aggirare l’ultima boscosa costa, dirigendosi, oltre quest’ultima, verso il vicino nucleo di Puilio di Casola. Dopo un tratto in cui il tracciato è affiancato da muretti a secco, si entra nel suggestivo borgo, 740 m, e lo si attraversa prendendo il viottolo di sinistra. Raggiunto un incrocio, si prosegue a sinistra transitando a fianco della parte più antica e suggestiva del nucleo. Dopo aver costeggiato una siepe, si presenta un bivio (sbiadito segnavia bianco-rosso sul tronco di un albero) da cui si imbocca a sinistra uno stradello che conduce subito ad una casa. Noi proseguiamo per ampia traccia che perde quota nel bosco nella sponda sinistra orografica della valletta formata da un rio. Nei pressi di un cancello, il percorso volge nettamente a destra, attraversa il fondo della menzionata valletta per poi scendere lungo la sua sponda destra orografica. Si sottopassa poco più in basso una linea elettrica e dopo una discesa all’interno di un bosco con conifere di reimpianto si volge a destra. Trascurata a sinistra una traccia ampia ma labile, si prosegue per il percorso principale che avanza in piano attraversando un’area erbosa e un corso d’acqua. Immessosi in una carraia, la si asseconda in discesa penetrando presto in un variegato ambiente boschivo. Dopo alcune svolte temporaneamente fuori da bosco, ritornati al suo interno si presentano due bivi da cui si prosegue a destra (segnavia bianco-rossi). Andando a sinistra (segnavia) al terzo bivio che si incontra, si nota appena dopo, sempre sulla sinistra, una radura. Abbandoniamo qui il vecchio percorso segnato – che in seguito tende a perdersi – e ci dirigiamo verso la radura, notando un vecchio rudere seminascosto dalla vegetazione. Oltre quest’ultimo si perde quota per ameni declivi prativi in direzione del Torrente Baganza, assecondando, o meglio intuendo, un’ampia traccia molto poco riconoscibile. Più in basso si procede tra macchie boscose dove il tracciato diviene sensibilmente più incavato, fino ad uscire in un’area con arbusti e folta vegetazione a poca distanza dal greto del torrente. Ci troviamo esattamente di fronte alle case del nucleo di Tavolana in splendido ambiente fluviale che stimola una sosta ristoratrice. Effettuato il guado, si raggiunge la sponda opposta e si prosegue a destra senza traccia fino ad inserirsi in un percorso che conduce ad un’area pic-nic con tavolo e panche. Da qui si imbocca una carraia a sinistra abbandonandola poco più avanti per sentiero a destra (segnavia bianco-rossi). Si avanza in ripida salita per traccia poco frequentata ma evidente, fino a volgere a sinistra ed assecondare per un tratto una sorta di crinaletto boscoso. Virando successivamente a destra, si attraversa un corso d’acqua, continuando oltre quest’ultimo a salire in modo sostenuto. Appena dopo una recinzione, ci si immette nel percorso seguito all’andata poco sotto la chiesa di Ravarano.