Lo scivolo nord del Monte Matto, Il Monte Paitino e la Rocca di Pumacciolo (invernale)

Lo scivolo nord del Monte Matto: la linea rossa evidenzia la salita qui relazionata; le due linee colore arancio indicano altre salite già descritte nel presente blog

Punto di partenza/arrivo: Cancelli 1236 m 

Dislivello: 800 m ca.

Durata complessiva: 5,30 h

Tempi parziali: Cancelli-inizio scivolo nord del Monte Matto (1,45 h) ; scivolo nord del Monte Matto-Monte Paitino (1,10 h) ; Monte Paitino-Rocca di Pumacciolo-Lagoni (1,30 h) ; Lagoni-Cancelli (1 h)

Difficoltà: PD- lo scivolo nord del Monte Matto ; F il tratto Lago del Bicchiere-inizio ascesa al Monte Paitino ; F+ la breve ascesa al Monte Paitino ; F il tratto Monte Paitino-Sella del Pumacciolo ; EAI-EEAI la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da salite su neve per lo scivolo nord del Monte Matto ; ordinaria da escursionismo invernale per la restante parte dell’itinerario

Ultima verifica: marzo 2021

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Bosco di Corniglio-Cancelli 

Descrizione dell’itinerario

Grandiosa proposta invernale che implica la risalita di un ripido scivolo nevoso e il raggiungimento della vetta del Monte Paitino e della Rocca di Pumacciolo. Il percorso suggerito, se affrontato senza attrezzatura specifica da alpinismo invernale, richiede un’ottima pratica alle ascese con piccozza e ramponi. Va da sé che un itinerario del genere esige neve assolutamente stabile e ottima visibilità.

Dalla località Cancelli si imbocca a sinistra la carrozzabile per i Lagoni adibita nella stagione invernale a pista per lo sci da fondo e per le passeggiate su neve. Si procede inizialmente in lieve discesa, prima all’interno del bosco, poi all’aperto (notevoli visuali panoramiche), costeggiando il confine recintato della Riserva Naturale Guadine-Pradaccio. Rientrati nel bosco, si oltrepassa mediante ponte il Torrente Parma delle Guadine (o di Francia) per poi iniziare a salire alla base di lastre rocciose soggette a distacchi nevosi. Compiuta una svolta a destra, si avanza ai piedi dell’ampio profilo settentrionale del Monte Roccabiasca e si continua ad assecondare il comodo tracciato che procede perlopiù in falsopiano/lieve salita. Ammirando la bellezza dell’ambiente in cui ci troviamo, si oltrepassa, più avanti, il suggestivo Torrente Parma di Badignana, fino a raggiungere il bivio con il percorso (n° 719) che conduce alla Capanne omonime. Imboccata a destra un’ampia traccia innevata, si procede inizialmente in leggera salita compiendo una curva a sinistra. Trascurato a sinistra il sentiero n° 719C per i Lagoni, si avanza per un tratto in lieve discesa parallelamente al Torrente Parma di Badignana. Oltre un ponte, il percorso inizia a guadagnare quota, mai ripidamente, effettuando diverse svolte, allontanandosi dal corso d’acqua di prima. Più in alto, si oltrepassa mediante ponte un suggestivo ramo del torrente principale, procedendo successivamente in direzione ovest. Poco dopo il ponte, è possibile accorciare il percorso di avvicinamento alla Piana della Antiche Pietre, salendo liberamente lungo il soprastante pendio boscoso, in alcuni tratti piuttosto ripido, fino a sbucare nel margine settentrionale della menzionata piana. La si attraversa puntando all’evidente parete nevosa con affioramenti rocciosi che notiamo a destra. La bastionata in questione digrada dalla dorsale che divide la conca in cui ci troviamo da quella dei Lagoni che attraverseremo in seguito. Il pendio che risaliremo è chiamato a livello convenzionale “scivolo nord del Monte Matto”, anche se in realtà non ha nulla da spartire con la menzionata montagna. Si procede dapprima in piano, poi in salita, ammirando stupende visuali sul roccioso Monte Scala situato alla nostra sinistra. Assecondando quella che sembrerebbe essere una dorsale, si raggiunge un ripiano/conca, in località Fontana del Vescovo, proprio alla base della parete nevosa su cui si sviluppa l’ascesa. Le linee di salita sono diverse e l’autore della relazione ne ha sperimentate due differenti. La prima si trova nell’estremità sinistra della bastionata, un poco a destra di un evidente scivolo/canale, mentre la seconda concerne lo scivolo nevoso più a destra che presenta un maggiore dislivello. In questa occasione è stata risalita una linea nella sezione centrale della parete dalla vaga forma di canale, appena a destra di un altro più evidente canale obliquo a sinistra alla cui base si trova uno spuntone roccioso. Si inizia l’ascesa su pendenze iniziali di poco conto, per poi divenire progressivamente più accentuate man mano che ci si avvicina alla bastionata principale. Con un’inclinazione media che si aggira sui 40°, si arriva all’inizio del canale (lo possiamo definire tale per il fatto che è delimitato ai lati da affioramenti rocciosi) e lo si risale su pendenze sostenute anche superiori ai 45°. Dopo questa sezione, si continua in ripida ma divertente salita su regolare pendio nevoso (45°) fino a sbucare nell’ampia dorsale che, poco più in alto, si salda nel crinale Parma/Massa tra il Monte Matto a sud-est e il Monte Brusà a nord-ovest. La nostra meta consiste, invece, nel conquistare la cima del Monte Paitino che costituisce il culmine della dorsale che chiude ad est, con andamento nord-sud, l’area dei Lagoni. A tal fine, si scende al vicino Lago del Bicchiere, posto al centro della magnifica conca ai piedi del roccioso versante settentrionale del Monte Matto, e lo si contorna a sinistra. Si inizia successivamente un lungo traverso in direzione dell’evidente dorsale del Paitino, che precipita, nella sua ultima parte, con pareti rocciose, mentre un ben evidente canalino, situato a sinistra delle menzionate pareti, si impone subito all’attenzione per essere la più logica linea di salita onde conquistare la cima della montagna. Per quello che concerne l’avvicinamento alla dorsale non esiste un percorso obbligato: l’autore della relazione, dopo il Lago del Bicchiere, si è mantenuto in quota per poi scendere un poco in direzione di una specie di ripiano. Più in basso si notano le Capanne di Lago Scuro sopra le quali si ergono alcuni solchi e avvallamenti di origine glaciale (in uno di questi si trova la famosa Buca della Neve) di cui noi attraverseremo le testate. Dal ripiano in questione si attraversa, mediante obliquo ascendente, la testata del primo avvallamento, fino a guadagnare il sommo della costa che delimita il canale e che costituisce la sua sponda destra orografica. Si continua attraversando altri avvallamenti e valicando ulteriori coste, fino a giungere alla base dell’erto pendio che precede l’altrettanto ripido canalino che adduce alla dorsale sommitale del Paitino. Risalito il pendio (35°/40°), si entra nel menzionato canale, delimitato a destra da muri d’arenaria, e lo si supera interamente su pendenze di 45°, con la concreta possibilità di incontrare, soprattutto a ridosso delle rocce, sezioni con ghiaccio vivo. Guadagnata la dorsale, la si asseconda facilmente a destra fino a conquistare, con sicura soddisfazione, la cima del Monte Paitino1815 m. Dopo una meritata sosta, si ritorna alla selletta al sommo del canalino risalito, e si continua verso la Rocca di Pumacciolo avendo come direttrice la dorsale che si dilunga verso sud. Si avanza facilmente tenendosi a destra del filo del crinale, spostandosi, nel momento in cui l’ampia dorsale forma una specie di conca/catino, a sinistra verso la menzionata cresta. Si asseconda quest’ultima avvicinandosi senza difficoltà alle balze rocciose che precedono la Rocca di Pumacciolo. Poco prima di esse, si volge a sinistra e, dopo aver perso qualche metro di quota, si effettua un traverso piuttosto delicato avanzando ai piedi dei risalti rocciosi (dovremmo in questo modo ricalcare il percorso estivo). Giunti in vista della selletta alberata che separa l’ultima balza rocciosa dalla cima della Rocca di Pumacciolo, viriamo a destra verso essa, affrontando, prima in obliquo ascendente, poi in salita diretta, alcuni metri piuttosto ripidi. Messo piede nella menzionata sella, si attraversa la piccola macchia boscosa, per poi affrontare l’ultima delicata salita assecondando il filo di cresta o mantenendosi appena alla sua destra. Prestando attenzione alla neve molle che è possibile incontrare a causa dell’esposizione a sud del pendio, si guadagna l’ariosa sommità della Rocca di Pumacciolo1713 m. Qualche minuto per contemplare il grandioso panorama e si inizia la discesa in direzione della sottostante Sella del Pumacciolo. Si perde quota per la dorsale settentrionale della montagna che, sebbene piuttosto ripida, risulta facile e divertente. Dopo una fascia boscosa, si approda nella menzionata sella, 1630 m, posta ai piedi dello spigolo sud della Rocca di Pumaccioletto. Da qui si scende a sinistra piuttosto ripidamente puntando alla sottostante conca, raggiunta la quale la si attraversa in direzione nord-ovest. Ammirando notevoli visuali sulle pareti d’arenaria della Rocca di Pumaccioletto, si procede in direzione del limite della faggeta, recuperando, al suo interno, i segnavia del percorso n° 711. Si avanza inizialmente in salita compiendo un paio di tornanti, tenendo sempre d’occhio i ben posizionati segni bianco-rossi. Valicata una costa si perde quota lungo una specie di avvallamento, fino ad uscire dal bosco e attraversare in modo discendente un pendio sormontato da fasce d’arenaria soggette a distacchi nevosi. Puntando ad un’evidente selletta delimitata a sinistra da un poggio, si effettua una contropendenza e, valicata la sella, si riprende a perdere quota nella bella faggeta. Assecondando i segnavia sugli alberi, si volge presto a sinistra onde raggiungere il fondo di un avvallamento. Lo si segue a sinistra per un tratto, piegando poi a destra (segnavia) avanzando per una breve sezione in obliquo ascendente. Compiuta una svolta, si procede a mezza costa e dopo una discesa si giunge nei pressi di un punto panoramico. Valicata una costa (sulla destra si ergono fasce rocciose), ci si cala per ben ripido pendio boscoso che richiede attenzione. Messo piede in un ripiano all’interno della splendida faggeta, si continua comodamente in direzione del Rifugio Lagoni assecondando gli ottimamente posizionati segnavia. Ammirando la bellezza dell’ambiente boschivo in cui siamo immersi, si raggiunge infine la località Lagoni in corrispondenza della sponda settentrionale del Lago Gemio Inferiore1329 m. Da qui si ritorna ai Cancelli percorrendo, come del resto abbiamo fatto all’andata fino al bivio con il tracciato per Badignana, la comoda strada d’accesso.