Monti Maestà di Graiana e Cervellino da Roccaferrara Inferiore

Il Monte Maestà di Graiana con evidenziato in rosso il percorso seguito dall’autore della relazione per conquistarne la cima

Punto di partenza/arrivo: Roccaferrara Inferiore (La Villa), 848 m

Dislivello: 800 m ca.

Durata complessiva: 4,30/4,45 h

Tempi parziali: Roccaferrara Inferiore-Monte Maestà di Graiana (1,20 h) ; Monte Maestà di Graiana-Monte Cervellino (50 min) ; Monte Cervellino-Graiana Castello (1,30 h) ; Graiana Castello-Roccaferrara Inferiore (50 min)

Difficoltà: EE

Attrezzatura: ordinaria da escursinismo

Ultima verifica: ottobre 2020

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Ghiare. Imboccata la SP 116 per Bosco di Corniglio, la si segue fin presso la località Ponte Romano. Qui si imbocca a destra (indicazioni) una stradina che conduce subito al nucleo di Graiana Villa. Al bivio che si presenta (indicazioni), si prosegue a sinistra raggiungendo la località Roccaferrara Inferiore (La Villa). Le possibilità di parcheggio non sono tante: è presente uno spiazzo nella parte finale del nucleo, prima che la strada inizi a scendere

Descrizione dell’itinerario

Proposta escursionistica di grande interesse, forse tra le più avvincenti e inusuali che sia possibile effettuare nell’ambito della Val Parma. Solo parzialmente il percorso suggerito asseconda sentieri segnati. L’ascesa al Monte Maestà di Graiana avviene infatti senza traccia, mentre per l’accesso al crinale Bocca Spiaggi-Cervellino si asseconda un vecchio sentiero per poi risalire liberamente un ripido costone erboso/cespuglioso. Per la discesa si segue un magnifico sentiero, recentemente valorizzato nonché segnato, che conduce nella mulattiera che unisce Graiana Chiesa a Casalina. Anche quest’ultimo percorso è stato recentemente sistemato da un gruppo di appassionati a cui va tutta la mia gratitudine per lo straordinario lavoro di rivalorizzazione effettuato in questa splendida zona dell’Appennino parmense.

In corrispondenza delle ultime case di Roccaferrara Inferiore (indicazioni del sentiero CAI n° 743) si imbocca a destra uno stradello, inizialmente lastricato, che conduce ad una chiesetta. Il percorso, successivamente cementato, effettua un tornante sinistrorso: appena dopo quest’ultimo, si abbandona l’ampio tracciato continuando a destra per sentiero. Si avanza per il percorso segnato, in alcuni punti piuttosto invaso dalla vegetazione, costeggiando panoramici prati, fino a raggiungere una costa da cui si ammira una notevole visuale. Qui il sentiero volge repentinamente a sinistra iniziando a procedere lungo la sponda destra orografica della valle formata dal Rio Lombasina. Il percorso avanza inizialmente in discesa, dirigendosi verso la base di un notevole dirupo ben visibile dal fondovalle. Si entra successivamente in un suggestivo bosco caratterizzato da vegetazione molto variegata e da caratteristici massi erratici. Trascurata a sinistra una traccia e tagliatane appena dopo un’altra, si prosegue per il sentiero principale avanzando in modo pianeggiante, avvicinandosi al margine destro del dirupo. Effettuata una ripida salita (è presente una corda), si continua all’interno del bosco oltrepassando un breve tratto franato e alcuni tronchi a terra. Attraversato, mediante passerella, un solco, si esce poco più avanti in un’area interessata da una frana che il sentiero oltrepassa. Dopo un magnifico ripiano boschivo, si sale per un tratto ripidamente onde montare su una panoramica costa da cui si ammira una notevole visuale sull’altra sponda della valle caratterizzata dal poggio arenaceo che un tempo ospitava il Castello di Graiana. Rientrati nel bosco, si procede a mezza costa, attraversando, dopo un saliscendi, un’altra sezione di terreno franato. Procedendo successivamente in piano/lieve discesa ed oltrepassando un ulteriore solco devastato da alluvioni, si raggiunge il bordo dell’ennesima frana. L’ottimo sentiero piega a destra per poi volgere subito a sinistra attraversando in questo modo la sezione di terreno franato. Poco più avanti si raggiunge il fondo della valle formata da Rio Lombasina, altamente spettacolare in questo punto. Guadato il corso d’acqua, si risale, aiutandosi con una corda, la sua ripida sponda opposta, proseguendo poi per comodo sentiero che compie, doppiando una costa, una svolta a sinistra. Si avanza per bella mulattiera delimitata dai classici muretti a secco, costeggiando più avanti una radura con melo e, appena dopo, una costruzione diroccata situata alla nostra destra. Continuando ad assecondare il suggestivo e comodo tracciato, ci si immette in una carraia poco sopra le ultime case della frazione di Graiana Castello960 m. Si segue il percorso a sinistra procedendo in lieve salita, trascurando, ad un bivio, un’altra carraia a destra. Ignorata, poco dopo, una traccia inerbita che si stacca a sinistra, si continua per il percorso principale avanzando nella sponda sinistra orografica della valle formata dal già guadato Rio Lombasina. In corrispondenza di un poggetto, si trascura a sinistra una traccia, mentre a destra, poco dopo, si ammira un interessante muretto a secco che lascia intuire la storicità di questo percorso (si tratta con grande probabilità di una vecchia mulattiera successivamente allargata a carraia). Avanzando in lieve salita, si iniziano a costeggiare alcune stratificazioni del Flysch, fino a svoltare a sinistra e guadare il Rio Lombasina, particolarmente suggestivo in questo tatto (poco sotto al punto in cui siamo, il corso d’acqua forma una bellissima cascata). Successivamente l’ampio tracciato guadagna quota in modo piuttosto sostenuto in direzione ovest, fino a doppiare, mediante netta svolta a destra, un panoramico costone. Al bivio che si presenta poco più avanti, si continua per il percorso di destra che si dirige verso la costa aggirata più in basso. Appena prima, la carraia volge nettamente a sinistra e guadagna quota alla base di alcune stratificazioni del Flysch. Al successivo bivio, si continua a destra e si sale ripidamente compiendo una svolta a sinistra. Immessosi in una più ampia carrareccia con il fondo formato da ghiaie di roccia ofiolitica, si guadagna faticosamente quota, compiendo successivamente una netta svolta a destra. Nel momento in cui il percorso, aggirando una costa, effettua una curva a sinistra, lo si abbandona per ampia traccia a destra che attraversa subito un piccolo ruscello. Oltre una breve fascia boscosa, si giunge ai piedi della spettacolare ofiolite della Maestà di Graiana, caratterizzata da una cresta e da alcune cenge. Il nostro intento consiste nel conquistare la sommità mediante un percorso non segnato, ma tutto sommato facile e molto suggestivo. Si abbandona quindi la carraia e si inizia a risalire liberamente i soprastanti pendii dirigendosi verso la base della cresta sud-est. Si prosegue poi a destra di quest’ultima rasentando le rocce, notando, poco più in alto, una cengia e una bella e compatta placchetta. Continuando la salita ai piedi delle pareti ofiolitiche, si nota, in corrispondenza di un pino situato alla nostra destra, un’altra cengia che conduce alla cresta. Si prosegue successivamente alla base di belle placche incise da fessure, notando, appena dopo, un cavo guainato a terra. Trascurata una terza cengia che conduce ad un estetico spigolo bianco, si continua in direzione dell’ultima cengia/rampa, quella che ci permetterà di guadagnare la cresta nella sua parte finale. Dopo un albero isolato, si giunge all’inizio della citata cengia sovrastata da lisce placche nere. Si inizia a percorrerla, effettuando quasi subito un traversino piuttosto aereo, continuando in direzione di una breve balza incisa da una fessura. Superata quest’ultima (I°+), si prosegue facilmente per la cengia/rampa che, nei pressi della cresta, perde i suoi connotati. Messo piede sul filo di cresta, lo si risale superando o aggirando brevi balze e muretti, prestando la massima attenzione, nel caso ci si voglia cimentare con qualche passo d’arrampicata, alla friabilità della roccia. Notando un paletto/fittone con cavetto metallico, si prosegue in direzione della vicina sommità dell’ofiolite deturpata da un’antenna, ormai storica, e da un’altra, ancor più inestetica, installata qualche anno fa. Dalla panoramica cima si scende in versante Baganza assecondando una ripida carraia che conduce nella pista del metanodotto. La si segue a destra raggiungendo in breve un bivio dove a sinistra si innesta un percorso (n° 743) proveniente da Fugazzolo. Si continua per il tracciato del metanodotto, delimitato a destra da una recinzione a filo spinato, fino ad arrivare nei pressi di un bivio. La pista del metanodotto prosegue diritto mentre il percorso segnato (n° 741) volge a sinistra inoltrandosi nel bosco: noi, invece, prendiamo a destra una traccia non segnata che perde lievemente quota per radure con arbusti. Poco più in basso il sentiero piega a sinistra ed avanza sempre nell’ambito di radure arbustive, inoltrandosi in seguito nel bosco. Si continua ad assecondare questo solitario percorso, abbastanza evidente nonostante la nulla frequentazione, procedendo in piano e in un tratto in lieve discesa. Usciti dal bosco, si attraversa innanzitutto un’area colonizzata da felci, piegando poi a sinistra in direzione di un albero. Oltre quest’ultimo, si nota a destra una labile traccia seminascosta dalla folta vegetazione: noi proseguiamo diritto per terreno cespuglioso, virando poco dopo a destra. Si avanza verso un delineato profilo erboso/cespuglioso, ben visibile dal fondovalle, delimitato a sinistra da un dirupo di rocce bianche. Raggiunti alcuni arbusti, si inizia la risalita del costone che diviene progressivamente più ripido. Si guadagna scomodamente quota tra cespugli fastidiosi, rinvenendo e perdendo labili tracce lasciate dagli animali selvatici. Tenendosi preferibilmente nei pressi del margine sinistro del pendio, raggiunto il suo sommo ci si trova in uno dei più suggestivi belvedere di tutta la Val Parma. Immessosi in un sentiero ben incavato, lo si asseconda diritto attraversando un breve fascia boscosa. Volgendo poi a sinistra, si esce in un altro panoramico pendio prativo che si attraversa con iniziale andamento in obliquo ascendente. Rientrati nel bosco, si avanza in lieve/moderata pendenza per traccia abbastanza evidente, notando a destra un poggio il cui nome dovrebbe essere Bocca Spiaggi. Approdati nell’inestetica pista del metanodotto, la si segue a destra, effettuando, nella prima parte, dei saliscendi. Assecondando costantemente il crinale spartiacque, si volge in seguito a destra e, trascurata una carraia proveniente da Frassano, ci si dirige verso gli impianti del metanodotto. Oltre questi ultimi, il sentiero segnato (n° 741) volge a sinistra (si ignora a destra una traccia) e, rientrato nel bosco, sale in obliquo tra suggestivi affioramenti arenacei. Poco più in alto, una netta svolta a destra determina un brusco cambio di direzione, ma la successiva curva a sinistra riconduce in quella della dorsale spartiacque. Usciti dal bosco, la si risale assecondando una sorta di rampa con affioramenti arenacei, fino a guadagnare la sommità dell’anticima che precipita in versante Parma con spettacolari dirupi. Rientrati nel bosco, proseguendo a destra ad un bivio, si risale un’altra rampa con rocce arenacee, guadagnando in breve la croce di vetta del Monte Cervellino1492 m. Dopo una meritata sosta, ritorniamo sui nostri passi fino al poggio panoramico incontrato dopo la risalita del costone erboso/cespuglioso. Non si scende lungo quest’ultimo ma si continua ad assecondare il sentiero su cui ci troviamo che, rientrando nel bosco, perde quota costeggiando il margine sinistro del costone. Senza possibilità di errore si raggiunge un incrocio (indicazioni) da cui si prosegue a destra in direzione di Graiana Chiesa. Si procede per sentiero contrassegnato da segnavia azzurri e da nastri di plastica bianco-rossi, avanzando inizialmente in lieve discesa e compiendo qualche svolta. Il percorso volge in seguito a destra, attraversa un solco e continua a procedere ancora per un tratto in questa direzione. Oltrepassato un altro fosso, il tracciato, nei pressi di una dorsale, volge nettamente a sinistra e scende piuttosto ripidamente inserendosi più in basso sul dorso della costa. Si continua per il piacevole e ben tenuto sentiero, virando, nel momento in cui la dorsale precipita con un dirupo arenaceo (notevole visuale sul sottostante paese di Graiana Castello), nettamente a sinistra. Ritornati nei pressi della dorsale di prima, si perde quota compiendo piccole svolte, uscendo più in basso dal bosco. Giunti in corrispondenza di un poggetto, si piega a sinistra, notando e trascurando a destra un tracciolina. Si continua a scendere assecondando l’evidente e suggestivo percorso, avendo sempre come direttrice la più volte menzionata dorsale. Dopo un tratto di ripida discesa, il sentiero svolta nettamente a sinistra per poi piegare, nelle vicinanze di affioramenti del Flysch, a destra. Si continua a perdere quota mediante tornanti, notando più in basso un interessante muretto a secco con sassi ricoperti di muschio. Successivamente il percorso procede in piano/lieve discesa all’interno di un bellissimo e variegato ambiente boschivo caratterizzato dalla presenza di un altro vecchio muretto a secco. Trascurata una vaga traccia a sinistra, si continua per il sentiero principale fino a raggiungere un bivio più evidente. Si prosegue a sinistra (segnavia azzurri e nastri bianco-rossi) perdendo quota parallelamente ad una vecchia mulattiera separata dal nostro percorso da un muretto a secco. Dopo una svolta, ci si innesta nella menzionata mulattiera, e al bivio che si presenta appena dopo si continua a sinistra. Si prosegue in lieve discesa compiendo un paio di svolte, notando, dopo la seconda curva, altri resti di un vecchio muretto a secco. Il tracciato perde lievemente quota assecondando una sorta di crinaletto boscoso, costeggiando, più avanti, il margine destro di un’area di rado bosco. Immessosi nel percorso che unisce Graiana Chiesa a Casalina (indicazioni), lo seguiamo a destra verso la prima località, notando subito dei notevoli e ottimamente conservati muretti a secco (ci troviamo in una vecchia mulattiera recentemente rivalorizzata). Dopo aver costeggiato una radura delimitata da siepi, ci si immette nella strada asfaltata che da Graiana Chiesa conduce a Graiana Castello. La seguiamo a destra in direzione della seconda località, cui giungiamo dopo circa venti minuti di piacevole cammino. Attraversato interamente il suggestivo nucleo, raggiunto un ripiano situato sotto un poggio, imbocchiamo a sinistra una traccia trascurandone subito un’altra che prosegue diritto/destra. Stiamo percorrendo la vecchia mulattiera di accesso al Castello di Graiana, originariamente arroccato al sommo del poggio arenaceo in cui ci troviamo. Dopo un’ampia curva a destra (straordinario belvedere sulla Val Parma), si conquista la panoramica sommità dell’altura, da cui si ammira una notevole visuale soprattutto sull’ofiolitica Maestà di Graiana. Ritornati allo spiazzo di prima, si sale per viottolo a fianco di due case, imboccando, poco più in alto, il percorso per Roccaferrara Inferiore effettuato all’andata.