Monte Matto: scivolo nord (invernale)

Lo scivolo nord del Monte Matto con le due linee di salita effettuate dall’autore della relazione nel 2019 (giallo) e 2021 (rosso)

Punto di partenza/arrivo: Cancelli 1236 m 

Dislivello: 650 m ca. 

Durata complessiva: 5,15/5,45 h 

Tempi parziali: Cancelli-bivio per Badignana (1 h) ; bivio per Badignana-inizio scivolo nord Monte Matto (1 h) ; inizio scivolo nord Monte Matto-sommità Monte Matto (50 min/1,15 h) ; sommità Monte Matto-Capanne di Lago Scuro (40 min) ; Capanne di Lago Scuro-Lagoni (40 min) ; Lagoni-Cancelli (1 h) 

Difficoltà: PD lo scivolo nord del Monte Matto (se con l’uscita descritta in relazione) ; F+ il breve crinale NW del Monte Matto ; F la discesa dal Monte Matto alle Capanne di Lago Scuro ; EAI/EEAI la restante parte dell’itinerario 

Attrezzatura: ordinaria da alpinismo invernale per lo scivolo nord del Monte Matto ; ordinaria da escursionismo invernale per la restante parte dell’itinerario 

Ultima verifica: marzo 2021 

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Bosco di Corniglio-Cancelli 

Descrizione dell’itinerario   

Notevole proposta escursionistico/alpinistica in una delle aree più spettacolari dell’Alta Val Parma. Si tratta di conquistare la vetta del Monte Matto risalendo quello che qualcuno definisce lo “scivolo nord” della suddetta montagna. Riguardo l’esposizione del pendio, se una singola sezione, quella che precede il crinale Parma-Massa, è effettivamente rivolta a nord, la bastionata principale è invece esposta più a nord-ovest. Inoltre la parete in questione non ha nulla a che fare con il Monte Matto, ben più spostato a sud-est rispetto all’area in cui siamo. L’autore della relazione ha tuttavia preferito mantenere questa denominazione convenzionale. La “variante d’uscita” presenta pendenze sostenute e andrebbe affrontata solo con attrezzatura da alpinismo invernale.   

Dall’ampio parcheggio della località Cancelli si imbocca a sinistra la carrozzabile d’accesso ai Lagoni in inverno adibita a pista per lo sci da fondo e per le passeggiate su neve. Nella prima parte si perde quota all’interno del bosco, per poi uscirne e iniziare a costeggiare il confine recintato della Riserva naturale Guadine-Pradaccio. Rientrati nel bosco e oltrepassato mediante ponte il Torrente Parma di Francia, si incomincia a salire progredendo alla base di lastre rocciose soggette a distacchi nevosi. Il tracciato, dopo una svolta a destra, procede ai piedi del versante settentrionale del Monte Roccabiasca, avanzando in lieve salita all’interno di un magnifico ambiente boschivo. Si prosegue lungamente per questo percorso, sempre comodo e piacevole, fino ad attraversare, mediante ponte, il Torrente Parma di Badignana. Al bivio che si presenta poco più avanti, si abbandona l’ampia traccia d’accesso ai Lagoni, imboccando a destra il percorso per le Capanne di Badignana (n° 719). Dopo l’iniziale salita e una curva a sinistra, in corrispondenza della successiva svolta a destra si trascura a sinistra il sentiero ° 719 C per i Lagoni. Si procede in lieve discesa parallelamente al corso del torrente, ammirando la straordinaria bellezza (in tutte le stagioni) dell’ambiente che ci attornia. Dopo un ponte, il tracciato inizia a salire compiendo numerose svolte. Attraversato un suggestivo ramo del Torrente Parma di Badignana, il percorso volge a destra e procede un po’ più ripidamente in direzione ovest, conducendo ad un panoramico pulpito che costituisce il sommo della sponda destra orografica del ramo principale del menzionato torrente. Appena dopo si incontra un bivio (indicazioni), a poca distanza dalle Capanne di Badignana, da cui si prende a sinistra il sentiero n° 715. Dopo il tratto iniziale in cui si procede in lieve salita tra sparuti arbusti, una volta rientrati nel bosco si inizia a guadagnare quota piuttosto ripidamente. Al termine della salita si sbuca improvvisamente nel limite nord-occidentale di un ampio pianoro (una torbiera) chiamato Piana delle Antiche Pietre. Il ripiano è chiuso a sinistra dalla spettacolare parete ovest del Monte Scala e a destra dallo scivolo nevoso che digrada dalla dorsale che separa la conca in cui ci troviamo da quella in cui è situato il Lago del Bicchiere. Ci si dirige quindi verso lo scivolo nevoso, risalendo verso destra un pendio che si rivela essere una specie di dorsale. Raggiunto il pianoro alla base dello scivolo nevoso (ci troviamo nei presi della Fontana del Vescovo), iniziamo l’ascesa puntando all’estremità destra della parete e, nello specifico, alla sezione che presenta maggiore dislivello. Man mano che si progredisce la pendenza aumenta, oltrepassando i 40° nel momento in cui si sale costeggiando dei massi. Si prosegue in divertente salita su pendenze moderate (dai 35° ai 40°), puntando alla sezione finale che risulta sensibilmente più ripida. Qui è possibile continuare diritto/destra su pendenze che dovrebbero aggirarsi intorno ai 45°, mentre tenendosi più a sinistra, proprio a ridosso di alcune rocce e blocchi d’arenaria, il pendio è decisamente più ripido ma allo stesso tempo più interessante. Quindi, optando per quest’ultima soluzione, si prosegue su pendenze accentuate e abbastanza sostenute (50°), su neve che potrebbe presentarsi ghiacciata (come è capitato di incontrare al sottoscritto). Dopo gli ultimi metri meno ripidi, si approda al culmine del pendio, ossia sul filo dell’ampia dorsale la cui continuazione verso sud è costituita dal Monte Scala. Andando a destra ci si immette nel crinale spartiacque Parma/Massa e lo si percorre a sinistra in direzione del vicino Monte Matto. Giunti alla base del ripido e parzialmente roccioso appicco finale, si inizia la sua risalita progredendo, nei primi metri, su neve mista a rocce affioranti. Poi si deve superare in leggero obliquo verso destra un erto pendio nevoso (40°) al termine del quale ci si sposta a sinistra verso il filo del crinale. Virando a destra si raggiunge una sella e, appena dopo, la splendida e panoramicissima cima del Monte Matto, 1837 m. Dopo una meritata sosta, si inizia la discesa lungo la dorsale sud-est della montagna in direzione del Monte Paitino. Giunti, senza alcuna difficoltà, nei pressi di una conchetta, situata poco più in basso a sinistra (il crinale prosegue con la prima delle alture e gendarmi che precedono il Monte Paitino), si abbandona la dorsale spartiacque. Costeggiata la menzionata conchetta con massi, ci si trova al sommo di un regolare pendio, dalla pendenza costante, che digrada verso il pianoro dove si trovano le Capanne di Lago Scuro. Lo si discende senza via obbligata e senza difficoltà rilevanti, fino ad approdare in una sorta di ripiano. Da qui ci si sposta a destra in direzione di un evidente avvallamento nei pressi del quale si perde quota assecondando la costa che costituisce il sommo della sua sponda sinistra orografica. Giunti in prossimità del limite del bosco, si entra nel fondo del solco, piuttosto ripido, e lo si discende fino al termine. Approdati nello splendido ripiano delle Capanne di Lago Scuro1537 m, lo si attraversa verso nord, trascurando, ad un bivio (indicazioni), il sentiero n° 711. Si prosegue diritto/sinistra all’interno di un avvallamento che si percorre interamente fino al bivio successivo. Ignorato a sinistra il sentiero n° 715 (poco sopra al punto in cui siamo si trova il Lago Scuro), si continua a destra in direzione dei Lagoni (percorso n° 711). Assecondando i segnavia e la traccia nella neve, si piega subito a sinistra oltrepassando un solco formato da un ruscello, perdendo poi quota parallelamente a quest’ultimo. Virando ancora a sinistra si attraversa mediante ponticello il Torrente Parma dei Lagoni, e si continua a scendere per l’evidente percorso ottimamente contrassegnato. Poco più in basso si sbuca nel margine sinistro di un suggestivo ripiano che offre notevoli visuali, soprattutto sul crinale Paitino-Pumacciolo. Dopo una contropendenza all’interno del bosco, si giunge nei pressi di una dorsale formata da rocce montonate, mentre alla nostra sinistra si ergono delle lastre rocciose ricoperte da neve alquanto instabile. Montati sulla menzionata dorsale, si perde quota per un breve tratto assecondandola, fino a volgere a sinistra e rientrare nel bosco nell’ambito di una sorta di solco/avvallamento. Nella successiva sezione, in caso di abbondante innevamento, i segnavia non sono particolarmente evidenti: si deve scendere costeggiando le menzionate placche/lastre d’arenaria che precipitano con verticali e strapiombanti muri. Prestando la massima attenzione ai possibili distacchi (la zona in cui ci troviamo, per le sue caratteristiche morfologiche, è particolarmente soggetta ad eventi di questo genere), si deve, più in basso, attraversare un pendio aperto piuttosto ripido e delicato. Rientrati nella faggeta, in caso di spesso manto nevoso, è possibile non rinvenire i segnavia del percorso estivo: nell’eventualità, occorre scendere in obliquo senza tuttavia perdere eccessivamente di quota, cercando di intuire l’incavo dell’ampio sentiero. Rinvenendo in seguito i segnavia bianco-rossi, li si asseconda attentamente, costeggiando/attraversando, più in basso, alcuni ruscelli. Trascurati a sinistra i segnavia del percorso n° 719 C, si approda, appena dopo, nella sponda settentrionale del Lago Gemio Inferiore1329 m. Si rientra ai Cancelli seguendo la strada d’accesso percorsa all’andata.